mercoledì 28 luglio 2010

La nuova Chiesa si chiama FIP e Marchio Sergionne è il suo profeta

. mercoledì 28 luglio 2010
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Fiat è Dio e Marchio Sergionne è il suo profeta. Questo profeta ha mano libera (qualcuno gliel’ha data, qualche altro s’è girato dall’altra parte) di stracciare il vecchio Cnl e di riscriverne uno nuovo, privatissimo, col beneplacito di Dio: i Nuovi Comandamenti di Marchio Sergionne, megapresidente papa della Chiesa.
Questa nuova chiesa che si regge sui nuovi comandamenti si chiama FIP (Fabbrica Italia Pomigliano).
Cisl, Uil, Uismic e Ugl sono i fedeli arcangeli e i garanti della nuova religione.

E questi sono i nuovi comandamenti di Marchio Sergionne per quelli che saranno i nuovi fedeli della religione, assunti solo dopo accurato filtraggio.

Io sono il Marchio di Dio, che vi fece uscire dalla terra della schiavitù contrattuale, dalla casa delle garanzie sindacali, che vi darà il lavoro eterno.

Non avrete altro Marchio all’infuori di me.

Non vi farete circuire da alcun sindacato, principalmente dalla Fiom.

Non vi prostrerete davanti a questo sindacato e non lo seguirete. Perché io, Marchio Sergionne, sono il vostro nuovo dio, geloso, che vi punirà fino alla terza e quarta generazione, fino al licenziamento con ingiusta causa per coloro che mi odieranno, ma che dimostrerà il suo favore fino a mille generazioni per quelli che mi ameranno e osserveranno i miei comandamenti.

Non pronunzierete invano il nome di Marchio Sergionne, vostro Dio, nemmeno per ischerzo o per mandarmi affanculo; vi licenzierò all’istante.

Ricordatevi di santificarmi ogni giorno col vostro lavoro, soprattutto di sabato, di domenica e di notte: la FIP non chiuderà mai, lavorerete sempre. Non era questo ciò che volevate? Chi si assenterà e si ammalerà tra voi è perduto. Faticherete sette giorni su sette e vi riposerete all'ottavo, secondo le regole insindacabili della chiesa.

Voi non farete altro che servirmi per la ricchezza e la grandezza della FIP, la vostra chiesa.

Non fatevi venire in mente idee strane come scioperi, permessi, ferie, pagamenti di straordinario e ritardi sul lavoro. Non ve li riconosco. In questa nostra chiesa non è permesso scialacquare forza-lavoro e denari. Il tempo è prezioso.

Non mettetevi a elemosinare aumenti di salario. Quello che la chiesa vi darà sarà sufficiente a pagarvi l’affitto e a sopravvivere fino alla fine del mese. La FIP vi metterà a disposizione i propri alloggi vicino alla chiesa, così che non si perda tempo a spostarvi.

Giurerete all’atto di assunzione su questi nuovi comandamenti e sarete tenuti a osservarli, pena il licenziamento e altri aggravi pecuniari.


Questo è tutto.

Ps.: ho tralasciato qualche comandamento, ma non cantatemi lodi: quando me ne necessiterà uno lo scriverò.


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martedì 27 luglio 2010

Wounded Knee Creek: l'ultimo genocidio

. martedì 27 luglio 2010
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Fossa comune a Wounded Knee.

Tutte le tribù sono confinate nelle riserve
L’idea di creare delle riserve è nata già nei primi tempi della conquista: si trattava, allora, di proteggere gli indiani dal “cattivo esempio” e dalle persecuzioni dei bianchi. Così, nel 1763, i Catabwa del South Carolina si vedevano già garantito un vasto territorio, nel quale nessun colono poteva cacciare o coltivare. Ma il secolo successivo ha totalmente ribaltato questa concezione filantropica della riserva.
La politica degli Stati Uniti consiste, in questo periodo, nel sistemare arbitrariamente una o più nazioni indiane nello spazio più ristretto possibile, e privo di alcun valore agricolo o minerario. Gli indiani, impossibilitati a spostarsi, sono ridotti ad aspettare viveri e soccorso dai bianchi. Una situazione aggravata da corruzione, ricatti e ruberie.

L’angoscia e la disperazione favoriscono la diffusione di culti messianici
Dalla creazione delle riserve, indovini e profeti si susseguono. Uno in particolare, Wovoka, un Paiute, conosce un seguito straordinario: nel 1890 fa sapere che “nella prossima primavera scenderà il Grande Spirito. Riporterà tutta la selvaggina. Tutti gli indiani morti ritorneranno e vivranno di nuovo”.
Da tutte le riserve gli indiani accorrono per ascoltare il “messia” e partecipare al rito della Danza degli Spiriti. Wovoka predica infatti che solo la danza può mettere in contatto con gli Spiriti, annunzia un ritorno all’antica tradizione e si dichiara pacifista.
Diffondendosi nelle pianure, la predicazione del profeta si arricchisce di molte varianti. Così ha origine tra i Sioux il culto delle “camicie sacre”: se un guerriero indossa durante la danza una camicia confezionata secondo la tradizione, questa lo renderà invulnerabile alle pallottole.

Wounded Knee Creek: l’ultimo, crudele atto di un inarrestabile genocidio
Nello stesso anno 1890, il presidente Harrison decide di stroncare una volta per tutte il movimento degli indiani. Toro Seduto è ucciso il 15 dicembre al momento del suo arresto. Qualche giorno dopo è la sommossa: durante una scaramuccia trecento indiani, uomini, donne e bambini, sono massacrati dalle truppe governative a Wounded Knee Creek.

Wounded Knee segna, emblematicamente, la fine di tre secoli di guerre indiane. La popolazione indigena che all’arrivo di Colombo poteva comprendere 850.000 individui non ne conta ora più di 50.000; tre secoli di resistenza dei quali il capo Sioux Wanditanka ha detto: “L’uomo bianco ha provato a far abbandonare agli indiani il loro modo di vivere per fare adottare loro i propri costumi. Se gli indiani avessero tentato di costringere l’uomo bianco a vivere come loro si sarebbe opposto. Così è stato per gli indiani”.

Dopo l’affronto subito a causa di Custer, l’opinione pubblica americana era pronta ad accettare le più feroci rappresaglie nei confronti degli indiani. Nel dicembre del 1890 si ordinò ai soldati del Settimo reggimento di cavalleria di portare a Wounded Knee Creek Grande Piede e i suoi amici: qualche spintone, e i soldati aprirono il fuoco ben lieti di potersi vendicare finalmente dei Sioux. Congelati dal blizzard, il freddissimo vento del nord, i cadaveri – tra cui quello di Grande Piede (nell’immagine) – saranno scaraventati alla rinfusa in una fossa comune.

(Fonte: I Pellerossa - Philippe Jacquin - L'Unità, Universale Electa/Gallimard).


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lunedì 26 luglio 2010

Solo due, nel Pdl, se la spassano alla grande

. lunedì 26 luglio 2010
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Due ministri la cui natura, mi sembra giusto affermarlo, è generosa, solidale e libertaria. Se la spassano alla grande mentre tutti gli altri lavorano. Sono l'esempio vivente di un comportamento paritario in cui tutti i loro colleghi, sbattuti nella bufera di partito, a vicenda minacciosi e minacciati, dovrebbero ravvisarvi il metodo superiore che ne viene da Brunetta e da Bondi. Loro sono felici. Guardate Bondi, come sostiene Brunetta, malgrado questi, ultimamente, abbia avuto un leggero aumento di peso: visto come si aiuta col sorriso? Non solo, anche Brunetta è felice perché, tra poco, con la spinta di Bondi potrà finalmente partire (se non si sconocchia la bici). Ecco il Pdl come dovrebbe essere e come non sarà mai. La serenità paga bene e allunga la vita (politica): strano che questa verità nel partito dell'amore non si riesca a metterla in pratica. Io ve lo dico nel vostro interesse: siate allegri dentro, non come La Russa che quando è allegro ghigna e pare Satanik. Il sorriso sgorga dal cuore, come quello di Bondi e di Brunetta. Perché sono lungimiranti, gli unici che pensano alla serenità del Capo. Ora però non è che vi mettete a imitare Brunetta e Bondi, eh? Quante bici avete? Una sola? Vabbè, fate a turno, mi raccomando. E senza sconocchiare la bici di Brunetta, che quello poi, mette il sorriso da parte e vi licenzia. Però, se proprio non ce la fate da soli, prendete esempio da Bossi: con lui è vietato litigare. Chi lo fa è sbattuto fuori all'istante! Col senatur non si scherza!


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domenica 25 luglio 2010

Teletrasportare i politici indietro nel tempo

. domenica 25 luglio 2010
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Ecco ciò che mi affascina della fantascienza: correre nel tempo avanti e indietro, liberare la fantasia e sciogliere i meccanismi dell'impotenza.

Si avvicina il sogno più antico: «Possibile viaggiare nel tempo». Una nuova teoria prevede il «teletrasporto» all’indietro di particelle alla condizione originaria.

Bisognerà credere fermamente nella possibilità che avrà la scienza di realizzare questo sogno. Poi bisognerà vivere fino a quando si potrà vedere coi propri occhi questo sogno. Infine bisognerà fare in modo di acchiappare (questo è il termine esatto) uno a uno tutti i politici che disturbano la quiete pubblica, sociale, spirituale e creativa, sottoporli al "teletrasporto" e con "vai con l'energia", rimandarli al Punto 0, là dove sono stati originati. Nel caso di ripartenze verso di noi, chiudere la porta del "teletrasporto" dalla nostra parte.

Lo so, sono le fantasticherie di chi non poggia i piedi per terra. Ma, ditemi, chi sono i politici che li poggiano oggi? Berlusconi? Ma quando mai, quello ha quattro anziani sfigati da gestire. Lui stesso è al lumicino e non poggia più i piedi per terra, anche se ci prova ogni giorno, poveretto. Bossi? Ma quando mai, quello sta in agguato contro i suoi che se ne becca qualcuno a litigare lo sbatte fuori. La Russa? Quello pensa a sbattere fuori Granata. Insomma, nel governo della maggioranza tutti pensano a sbattersi fuori a vicenda. Ma in questo loro sbattersi fuori apparente, stanno sbattendo tutti noi fuori dai loro giochi dalla porta principale.

Di conseguenza, direte voi, che bisogno c'è di mandarli indietro nel tempo se già se ne vanno di loro sponte (con rudezza sbattuti fuori)? C'è bisogno, c'è bisogno. Perché, nel primo caso, possono ritornare sotto forma di camaleonti travestiti da gabibbi e ricomincerebbero a farci ridere col singhiozzo. Col teletrasporto, invece, gli chiudi in faccia porte, finestre e predellini, e chi s'è visto s'è visto.

E con l'opposizione, come la mettiamo? Già, mi ero dimenticato dell'esistenza dell'opposizione. Credo che occorra incominciare con i più turgidi e finire con i più mollacchi. C'è solo l'imbarazzo della scelta.

E come si dice in Italia: il tempo è galantuomo e ci dirà se avremo ragione o torto.


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venerdì 23 luglio 2010

Le tette della Cuccarini criticate da Berlusconi

. venerdì 23 luglio 2010
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Lorella Cuccarini: «E pensare che Berlusconi criticava le mie tette. Diceva che ero l'unica fra le sue star a non avere le misure che piacciono a lui... ma poi è arrivato lui, la Cuccarini del governo, il più amato dagli italiani. Devo dire, però, che il cavaliere non ha mosso nessuna critica alle misure di Brunetta. Secondo voi perché?».


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