venerdì 30 novembre 2007

Il Vassallum di Veltroni e di Berlusconi

Machiavelli avrebbe ideato una diavoleria come il Vassallum?

Machiavelli non considera la religione o la morale come espressione di verità assolute, e non guarda alle leggi come riflesso nella società di un ordine divino. Egli le ritiene solo strumenti indispensabili per mantenere l’ordine sociale, indurre i cittadini a rispettare la parola data. Legarli fra loro. Esse non sono «vere» ma «utili» e come tali devono essere considerate dal Principe che tanto meglio saprà servirsene quanto più ne capirà il valore relativo e strumentale, quanto più si studierà non di «essere» religioso, pietoso e giusto, ma di «parerlo»,

«Anzi, ardirò di dire questo», osserva Machiavelli in un suo passo celebre, «che, avendole e osservandole sempre (queste virtù), sono dannose; e parendo di averle, sono utili; come parere pietoso, fedele, umano, intero, religioso, ed essere; ma stare in modo edificato con l’animo, che, bisognando non essere, tu possa e sappi mutare el contrario».

È questo uno dei punti più discussi e criticati del pensiero di Machiavelli, perché comporta la completa autonomia della politica dalla morale, riducendo quest’ultima a strumento di governo, sacrificabile in ogni momento alla «ragion di stato» in base al principio solitamente riassunto nella massima: «il fine giustifica i mezzi».

Veltroni e Berlusconi per il principio riassunto nella massima di cui sopra, si sono incontrati vis-à-vis direttamente a Montecitorio con le rispettive eminenze grigie per dirsi cose che potevano bisbigliarsi direttamente via telefono. E invece no, si sono visti, si sono stretti la mano, i sorrisi sono apparsi e anche l’accordo possibile ha fatto capolino fuori dai denti. Hanno fatto un grande esercizio di democrazia partendo – e restando, almeno ufficialmente, – ciascuno sulle proprie posizioni che non sono quelle di tutti gli italiani ma soltanto le loro e dei loro aficionados.
Veltroni garantisce che la riforma elettorale si fa solo se accompagnata dalle riforme istituzionali. E poi garantisce sull’intoccabilità di Prodi. Berlusconi, più temerario, vorrebbe subito le elezioni non appena si rifà il maquillage alla legge elettorale per porre fine a questa commedia del governo di centrosinistra. E dice che “siamo convinti dentro di noi (chi mai saranno questi Noi?) che si debba andare al voto dopo l’intesa sulla legge elettorale”. Non vuole sentir parlare di grosse coalizioni tranne che per un fatto e cioè che, se vincesse risicatamente, potrebbe generosamente condividere le responsabilità del governo con l’altra parte.

Poi il Cavaliere si è detto disponibile sulla proposta Vassallum, che invece di semplificare complica la vita a tutti. È una co-produzione germanica-italo-spagnola con gradazioni birmane; il 50% di eletti in collegi uninominali e il 50% sulle liste circoscrizionali. È terribile ‘sta cosa. Già è difficile capire quella attuale, figurati così. Serve a premiare i soliti cavalli di razza mentre i muli da carico e gli asini da soma potrebbero essere ripescati se risultano essere i migliori tra i perdenti. Ecce homini! Chiamati ora i Veltrusconi, ma che richiamano alla mente un duo da cabaret. Così si spartiranno l'Italia, tra un sorriso, una stretta di mano e una machiavellica invenzione elettorale.

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La pistola ha un'anima

L'immagine della Potenza del Potere è tutta qui!

La speranza è l’ultima a morire: parola di Papa
Il Papa, speranzoso, dice che ritornando a parlare di speranza possiamo abbattere le nostre nemiche: le ideologie.
Le ideologie da abbattere sono sempre le stesse per il Vaticano: Ateismo, Comunismo, la Ricerca Scientifica senza obiettivi umani ed etici, la mancanza di una Giustizia...

Lui parla dei delitti dell'ateismo e del marxismo ma non dice nulla sui delitti del Capitalismo, dell'Imperialismo, del Militarismo, delle Dittature, dei Guerrafondai, dei Distruttori della nostra Terra che hanno Nomi e Cognomi.
Lui parla di mancanza di Giustizia e dice che quella Divina non sarà un colpo di spugna ma prenderà gli individui uno per uno e li scrollerà come dei burattini. Dev'essere così per forza alla resa dei conti finale, ma per adesso chi dovrebbe sbattersi violentemente con autocritica di fronte al proprio Dio non ha punto voglia. E pure di questi Lui conosce Nomi e Cognomi.

Lui dice che ormai nessun uomo desidera più la vita eterna ma solo quella presente; però l'uomo non vorrebbe nemmeno morire. E si chiede: ma allora che vogliamo veramente? Un interrogativo pregno di profondi ragionamenti e che affonda in pensieri utopici che da soli sommuoverebbero, per farli rinascere, interi Popoli affossati dall'Ateismo dei Comunisti!

La speranza che non si parli più di politica e di ideologie deve far posto all'impegno delle rinunce a tutto. Ma a che cosa stiamo rinunciando tutti noi comuni esseri umani, atei, comunisti, immigrati, clandestini, rom, bambini violentati, donne bastonate a morte e chiunque si sente escluso da questo elenco umanitario? Alla vita violenta ed empia che ci prende ai fianchi, che traduce la nostra originale e personale speranza di una vita migliore in una morte da vivi? Il Mondo è un Cimitero Globale ma di questo il Papa non sembra essersene accorto. Ma vivremo di speranze, questo è certo.

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giovedì 29 novembre 2007

Il Parruccone di Arcore

Secondo Formigoni il concetto di politici parrucconi era riferito, nei propositi di Berlusconi, a tutti quei politici che non vogliono staccarsi il culo dalla sedia...
Solo che il Corradino Mineo non ha saputo o voluto insistere con la domanda ovvia: “Il Cavaliere, non è un parruccone! Infatti, solo per il fatto che Lui la sedia non se la porta appresso vuol dire che è padrone di grande autonomia!".
Forza Italia non chiude!

Ecco alcune parole in LIBERTÀ del Cavaliere:
"FI è un partito monarchico, perché nessuno ha mai messo in discussione il leader, ma anche anarchico, perché tutti sono stati liberi di comportarsi come la loro coscienza decideva, non c'è mai stata in Parlamento un'occasione in cui non ci sia stata libertà di voto".
"Io non ho mai fallito in un mio sogno, e se me lo pongo lo posso fare. E poi vi domando: chi c'è in Italia che può paragonare la propria storia personale di successi a quella di Silvio Berlsucchioni?".

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mercoledì 28 novembre 2007

187: un incubo imperfetto.

Non so quando potrò tornare normalmente in linea.
Sto convivendo con una linea telefonica che essendo vecchia fa a pugni con l’adsl.
Sto in linea si e no per 2-5 minuti ogni due giorni.
Ma la Telecom, prima o poi, mi risolve tutto. Felicità. E il mio blog può aspettare.
187: un incubo da eliminare
(La prima volta domenica 18 ore 8.00)
All’inizio sei solo armato di grande pazienza e fraterna tolleranza: digiti il 187.
Stacchetto musicale. Una voce femminile da rotocalco asessuato ti accoglie:
“Benvenuto nel servizio clienti residenziali di Telecom Italia”.

- Le ricordiamo che la chiamata è gratuita e che può trovare informazioni e assistenza per ogni sua esigenza anche sul sito www.187.it
Per informazioni sulle offerte di Telecom Italia e per richieste commerciali e amministrative, digiti 1; per segnalare un guasto e ricevere assistenza tecnica, digiti 2; per guasti alla linea telefonica e tradizionale eccetera o a prodotti Telecom Italia, digiti 1; per assistenza prima installazione e segnalazione guasti della linea adsl e alice mia, digiti 2, eccetera; per tornare al menu principale, digiti 9.
Componga ora il numero del suo telefono comprensivo di prefisso; music on line: Barry White… il primo operatore libero la contatterà; nel frattempo le ricordiamo che i prodotti Telecom lei li trova sempre a sua disposizione e sono tutti di ottima fattura; music on line: Barry White… ci dispiace, ma per troppo traffico arretrato non possiamo servirla come merita; music on line: Barry White… alla prima occasione vedrà che non si pentirà; music on line: Barry White… nel frattempo le ricordiamo che i prodotti Telecom lei li trova sempre a sua disposizione e sono tutti di ottima fattura; diciamo che può passare un minuto ma anche mezz’ora… dipende dal traffico… non stacchi altrimenti perde il turno… music on line: Barry White…
Poi, ad un tratto, se sei fortunato, dopo dieci minuti di fedifraga sonnolenza senti il tu tu del telefono e ti si aprono nuovi orizzonti di gratitudine…
- Buongiorno, in cosa posso esserle utile?
Gli/le spiego molto dettagliatamente che si tratta di interruzione della linea adsl e anche di forti disturbi al telefono fisso.
- Abbiamo avuto un guasto, signore; entro domani, posdomani al massimo sarà tutto risolto. Grazie e buongiorno.
Il martedì: al secondo 187.
– Le ricordiamo…. music on line: Barry White…
- Buongiorno, in cosa posso esserle utile?
Chiedo spiegazioni sul perché il mio problema non è stato ancora risolto.
- Allora, lei ha un problema col modem?
- No.
- Ha il verde fisso?
- Quello sempre, sì
- Allora ha un problema di configurazione di Aladino. Aladino s’è sconfigurato.
- Cosa? Il mio Aladino? E non m’ha detto niente?
- Sì, s’è sconfigurato. Allora, prenda Aladino, tolga le batterie. Fatto? Ora prenda i due cavi ethernet e li stacchi dal modem. Fatto? Adesso tolga tensione dall’alloggiamento di Aladino! Ora, rimetta le batterie ad Aladino. Riattacchi i due cavi ethernet. Riaccenda l’alloggiamento. Fatto? Succede niente?
- No!
- Allora domani che è il mercoledì-day del tecnico dalle 11.00 alle 12.00 le fisso un appuntamento telefonico con un nostro tecnico per una verifica più approfondita. Buona giornata.
Il giorno dopo, il 4°, alle 11.00 puntuale il tecnico Telecom chiama. Ripeto la mia storiella; attenda… dieci minuti… poi silenzio… ritengo che il nostro stia lavorando… altri dieci minuti abbondanti e finalmente… Allora, lei il suo modem ce l’ha a posto. – Meno male, dico io. – Siccome è un problema nostro, domani sarà contattata da un nostro tecnico che provvederà a sistemarle la linea. Buongiorno!
Sono solo trascorsi 4 giorni, per la verità: la Terra creata fu, in sette giorni…
Il giorno dopo, il 5°, alle 17.00 chiama uno che si qualifica come tecnico Telecom e mi chiede se mai io lo avessi chiamato. Sì, avessi chiamato ancora ieri sera e il suo collega mi avesse detto che lei avesse chiamato: quando cominciasse a sistemare la linea?
– Ma lei, non ha linea? –
– No, (povero me)!
- Adesso è tardi; domattina la chiamo, buonasera.
La mattina del venerdì passa tranquilla e nessuno mi chiama. Preoccupato chiamo intorno alle 10.00. Rifaccio il fatidico 187.
- … Saltiamo direttamente a music on line: Barry White…
- In cosa posso esserle utile?
Io sono leggermente frizzante ma rifaccio tutta la storia da domenica…
- Ascolti, il guasto è più serio di quanto non apparisse all’inizio. Molti clienti coinvolti. Un tornado, una catastrofe… (Solo due tuoni a mare e un po’ d’acqua). I nostri tecnici ci stanno lavorando. Entro sabato, alle 14.00 tutto sarà risolto. Buongiorno.
Come previsto: entro sabato sono esattamente 7 giorni come recita la Genesi.
Le 14.01 di sabato. Niente adsl. Chiamo o non chiamo? Decido per l’autotortura e digito 187, poi 2, poi ancora 2, poi numero comprensivo di prefisso.
– Mi dica…
- Ditemi voi…
- Ah sì, se ne parla lunedì.
E mi chiude il telefono in faccia. Ha avuto anche ragione di chiudermelo, il povero precario; mi ero leggermente incazzato. Lunedì niente. 187.
– Mi dica… - (Ripeto…)…
- Guardi, ha provato ha togliere i filtri dalle prese?
- Ma scusi, il guasto è stato riparato?
- Il guasto, ah quello sì.
- Ma io non ho linea. Da domenica che Telecom, comprensiva dei suoi colleghi, mi dà versioni contrastanti. Cosa vi ho fatto per meritarmi questo?
- Niente, il problema è suo. Facciamo un’altra prova: tolghi i filtri e provi a connettersi.

Stavolta lo mando a cagare e provo lo stesso a fare come mi ha detto quel disgraziato ma solo per disperata follia. Figurati! Niente. Richiamo.
– Ha tolto i filtri?
– Sì (faccio finta di renderlo importante), ma niente
– Bene, è quello che volevo sapere! Il problema è nostro. Domani o posdomani al massimo sarà contattato da un nostro tecnico. Buona serata.

Oggi è mercoledì, 11° giorno. La linea va e viene, più va che viene e quando c’è non ce la fa e dura 2 istanti.
Il tecnico, anzi i tecnici sono paesani, quindi parliamo la stessa lingua; eseguono il sopralluogo e scoprono che ci sono circa mille metri di vecchio cavo telefonico pieno di giunture ossidate; ecco l’anomalia del va e vieni adsl. Tempi? Boh? Resto in attesa.

Diciamo che da quando è cominciata la storia (dieci giorni fa) ho cominciato a capire più a fondo questo incubo targato 187. Guasti, catastrofi, modem, aladini… era solo il vecchio cavo ormai andato. Con tutti i miliardi prelevati agli utenti la Telecom viaggia ancora all’età del tam-tam. Un minimo di lungimiranza, magari aggiornare la propria rete di comunicazioni, ad esempio… ammodernarsi… ma quando mai!

È un mostruoso blob questa Telecom, è disumanizzante parlare con delle voci che sono solo ectoplasmi. Ma che gli chiedi a questi? Sei solo contro tutti, sei. Triple versioni diverse. E tu lì ha farti imboccare da giovini che se li avessi tra le mani lo sai solo tu quello che gli faresti! E poi ti chiedi: ho forse perso la ragione per strada? Questi signori della Telecom ti portano dove vogliono senza che tu ci possa fare niente; sono alieni e ti gestiscono la vita con i loro processi alienanti. E continui a chiederti: io chi sono, da dove vengo, dove vado e soprattutto perché parlo con dei fantasmi? Con chi te la prendi? Come risolvi? Non puoi, fisicamente non puoi. Devi solo sperare che un tizzone celeste gli cada in testa e li rinsavisca. Questi ti dicono di fare, di aspettare, di avere pazienza, hanno la voce apersonale e cortese mentre ti chiudono il telefono in faccia, ti raccontano le più disparate versioni e inverosimili; meditate ancora gente e non smettete. Il minimo che posso fare, è ovvio, chiederò il rimborso per il mancato servizio. Una nuova avventura mi aspetta.

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lunedì 26 novembre 2007

Clitennestra ha ammazzato il re

Il 24 è stata promossa una manifestazione delle donne sulla Violenza contro le Donne. Immagino che lo Stato maschilista ne abbia preso atto alla solita maniera maschilista ma che tra un po’ tutto sarà stato dimenticato; la convivenza e il rispetto paritario tra i sessi dura fatica ad emergere: il cancro violento di questa società che stupra non sarà mai rimosso fintantoché la società maschile non si rende consapevole che la Violenza contro le Donne è la Violenza contro l’Umanità.

Parto da Agamennone.
Quest’uomo re, marito e padre deve andare a conquistare Troia ma non può imbarcarsi perché il vento non spira proprio e le vele non si spiegano. C’è lo zampino degli Dei, di una in particolare, Artemide – famosa per la verginità intoccabile e cacciatrice impietosa di selvaggina sacra alla stessa -, che ha bloccato le navi greche perché desidera un sacrificio personale: vuole una vita umana in cambio di vento. A quel tempo le cose andavano così: vite umane in cambio di favoritismi divini...

Le navi non partiranno fino a che re Agamennone non sacrificherà sua figlia Ifigenia. Lo vuole la Dea (l’elemento femminile in quanto radice di colpa primaria è sempre presente nel Mito), lo vuole il Clero, cioè il Sacerdote Calcante, lo vuole la Ragion di Stato, cioè l’onore di Menelao cornificato da Elena che scappa con il belloccio Paride, viziato cocco di mamma, lo vuole l’imperialismo miceneo che deve imporsi su Troia, lo vogliono una fitta schiera di Eroi greci, tutti aristocratici e guerrafondai. Insomma Troia è destinata a ruinare col ferro e col fuoco, più o meno come alcune città del nostro prossimo Oriente. È giusto che gli uomini liberi comandino sugli schiavi. Il comandante supremo Agamennone è confuso, angosciato, depresso e in preda al delirio. Come padre non può accettare di togliere la vita alla figlia adorata – ammazzarla; come re desidera solo il suo: gloria onore trionfo ricchezze e schiavi.

Come re può togliere la vita, dato che è il supremo Duce dei Duci greci. Come re non gl’importa un beneamato che la figlia debba smettere di vivere e di sognare; del resto Menelao non è stato abbandonato e offeso da sua moglie? Che t’aspetti dalle femmine? L’onore della fronte è un peso per un uomo. Già, la moglie amata. Quella di Agamennone si chiama Clitennestra, ed è un fior di donna, oggi si definirebbe una con le palle. Ma lui, come re che comanda, deve soprattutto rispettare la sua regina che è anche la madre di Ifigenia. Un bel casino, questo vento che manca. Come marito Agamennone, però, non sente nessun dovere e nessun rispetto verso Clitennestra: questo segna un punto a suo favore ed elimina per sempre il legame ombelicale che la madre ha con sua figlia. La figlia ora supplica il Padre perché la salvi; ma il Re, commosso e piangente, pensieroso – per gli onori futuri – consegna la bella e giovane Ifigenia al Sacerdote Calcante; costui come hobby fa l’indovino e come secondo mestiere il macellaio all’apice del parossismo ieratico, la decolla con la spada.

A Ifigenia avevano consigliato (Euripide, in quanto autore maschio ha le sue responsabilità) per il suo bene – Lei, testarda e pensante, si è convinta da sola: plagiata forzatamente – che era necessario immolarsi per la grandezza greca (imperialismo) perché solo attraverso il suo sacrificio si potevano ridurre alla ragione barbari e schiavi troiani. Il Premio? Dice il Mito che all’atto della spadata sul candido collo si alzi la mano della Dea all’ultimo istante che salva Ifigenia sostituendola con una cerva sacra per l’occasione puntualmente ammazzata. Così il racconto del Messo a Clitennestra più tranquilla adesso perché sa che la figlia non è morta invano, anzi, è nell’Olimpo in compagnia di Dei generosi. Ma Clitennestra, che ha due palle così, mica si convince del tutto e le rimane sul cuore per sempre questo orrendo crimine che suo marito ha voluto perché era fatidica tutta la faccenda. Anzi, quello, il re, ha anche la faccia tosta di dirle: “Moglie, per nostra figlia ora possiamo essere felici! Vive con gli Dei e non mi par cosa da poco!”.

Dieci anni dopo Agamennone ritorna vincitore da Troia. Clitennestra, nel bagno, lo uccide con tre pugnalate. Ha fatto la sua Giustizia. Poi la poverina viene uccisa, a sua volta, da altra mano maschile, da Oreste suo figlio, tanto per tenere alto il tasso d’incidenza maschile sugli incidenti mortali che capitano alle donne. Risultato: i maschi hanno sempre l’ultima parola.

La Violenza contro le Donne è una realtà universale. Violenze diverse per ogni tipo di società e cultura. Diverse nella forme e nei riti sacri, ma alla radice di questo male c’è soltanto una componente: il maschio che esercita il suo insindacabile Potere. Questo è l’incubo mostruoso non ancora emerso a consapevolezza dei maschi. La Violenza esercitata contro le Donne non è forse identica alla Violenza che l’umanità dirige contro la Terra? Se di fronte alla questione del futuro problematico del Pianeta siamo tutti sensibilizzati e pronti a trarre “di spada”, come mai la questione della Violenza Prossima Futura e Certa contro la Donne non viene posta con la stessa forza? Devo pensare che siccome non ce la facciamo contro i Distruttori del Pianeta ben più difficile diventa la battaglia che ci proponiamo di sviluppare accanto alle Donne e non più contro di Esse.

È barbarie ciò che viene fatto alle donne nel resto del mondo cosiddetto “barbaro”, ma noi maschi di cultura occidentale non partiamo certo da parametri meno barbari quando, ad esempio, sappiamo che si sta usando violenza su una donna sotto i nostri occhi e ci giriamo dall’altra parte. Non usiamo lo stesso metro di giudizio nei confronti dell’uso e dell’abuso di violenza; per noi è un dato consapevolizzato solo a livello intellettuale, ipocrita quel che basta per farci sentire bene: infatti, superficialmente abbiamo capito il problema; ma se venissimo abusati anche noi come ci porremmo contro la Violenza? Useremmo il nostro Potere di maschi per porre fine all’abominio. Quel Clero alla Calcante, ben oppressivo e coercitivo nella politica contro la Libertà di scelte della Donna, sicuramente griderebbe alto il proprio sdegno contro questo crimine antimaschile.

Ma Uomini e Donne, diversi solo nel sesso ma uguali perché umani, non hanno forse la Necessità di cooperare per il raggiungimento della Felicità terrena? E lo Stato, cioè noi, quali livelli di intelligenza ha raggiunto per porre fine a questa barbarie? E quando lo Stato, cioè noi, decide di mandare eserciti per liberare intere Nazioni, cosa va a liberare? Le Donne soggiogate umiliate torturate uccise da millenni di cultura religiosa e maschilista? Perché non si fa questo? Perché non si riesce nemmeno a smuovere ciò che fa di noi un Paese Barbaro? Non è vero che uomini e donne sono uguali. Per il nostro tipo di società Uomini e Uomini non uguali tra di loro sono sempre più distanti e meno uguali dalle Donne che a loro volta non sono uguali tra di loro.

È strana questa faccenda: l’uomo sfruttato e reso inferiore da altri uomini non si rende conto che rendere la donna doppiamente sfruttata e doppiamente inferiore è uno svantaggio per l’avanzamento e il superamento delle contraddizioni culturali ed è un freno perché si possa realmente vivere in uno Stato di Uguaglianza con Diritti e Pari Dignità tra Donna e Uomo. L’era in cui il matriarcato dominava l’umanità non so come si sviluppasse socialmente: ritengo però che forse uomini e donne fossero meno oppressi da pastoie religiose e dai pregiudizi etici. E questo dava loro l’opportunità di crescere e maturare rispetto per sé stessi e per tutto l’ambiente ospitante.

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domenica 25 novembre 2007

Intorno a questo blog

Siamo stati veramente molto fortunati a non essere mai stati baciati dalla dea bendata. Eppure ce l'abbiamo messa tutta per compensare la mancanza della buona sorte. Avevamo le carte in regola per ben figurare in questo mondo, ma forse lo credevamo soltanto. Ad ogni modo lo abbiamo voluto e lo abbiamo fatto. Lo abbiamo odiato e poi amato. Abbandonato per altro, successivamente ritrovato con nuove energie creative. Sto parlando come Gollum: due pensieri e due vite, una buona e una cattiva. Tutte e due alla ricerca del soddisfacimento del nostro spirito. Il nostro tesssssoro! Non siamo niente ma siamo stati importanti per chi ha creduto in noi. Il nostro tesoro è il nostro teatro. Anzi, il nostro microteatro.

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sabato 24 novembre 2007

Contatti & Disclaimer

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per contattare l'amministratore di questo blog usa questa mail: riverinflood@gmail.com



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giovedì 22 novembre 2007

Vorrei solo i miei libri

Al bambino, al quale hanno distrutto la baracca, la giornalista ha chiesto:
- Cosa non hai trovato nella tua baracca che è stata distrutta?
- I miei libri.
- E cosa vorresti dalla tua vita in Italia?
- Una casa, i miei libri, andare a scuola, giocare a pallone.

Non è molto, vero?
E mentre il nostro caro amico s'inventa un partito del kaiser, a un qualche bimbo delle baracche aliene hanno distrutto più che la casa i libri, i libri, i libri...

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Scontro di Titani

Prima era così. L'avreste mai immaginato che un normalissimo spermatozoo il più in gamba, il più altruista, il più sofferente, il più geniale si sarebbe trasformato in una vittima di tutti i mentecatti che lo odiano solo perché è più Più PIÙ DI TUTTI!

Anche Confalonieri la pensa così: Il Cavaliere è un libro aperto e come tale diventa il bersaglio preferito di chi lo vuol colpire; e colpire Berlusconi significa bloccare tutte le iniziative importanti, compresa quella di voler giocare a spartirsi i cicli di Poteri con Veltroni. Sull'inciucio Rai-Mediaset il Confa dice che dietro c'è "il Manovratore Fantasma", che vorrebbe riportare il nostro tempo ai tempi della P2.

Oddio, ho una crisi di verità in atto: ma allora Berlusconi è veramente Vittima della P2? E io che ho creduto in tutti questi anni che avesse ricevuto un aiutino dai piduisti. I giornali, per carità, bisogna prenderne almeno il 50% al contrario e l'altro buttarlo a mare. Poi Confa dice che bisogna realizzare stabilità e per far questo occorre un uomo forte col dono del transfert e dell'ubiquità - Berlusconi & Veltroni, due uomini in un uomo solo, due colonne in una e come due lampioni a guardia dell'Italia: sarebbero, anzi sono perfetti alla bisogna -; fa anche un paragone con Sarkozy che, eroico, resiste agli assalti dei francesi che, si sa, non sono quelli che lo hanno votato ma quelli che stanno scioperando. Quindi, conclude il Confa, Berlusconi e Veltroni uniti nella lotta impari contro i Manovratori Fantasma che cercheranno di fermarli.

Pensiero lascivo: era Lui o il suo gemello quello che non disdegnava insulti e mortificazioni agli elettori che mai gli avrebbero sottoscritto un voto? E ora si butta con il PD per migliorar l'Italia? È convinto il Cavaliere che Uolter possa cedere alla tentazione e alle sirene del vero grande Potere. Un duopolio all'italiana, secondo il disegno mica tanto segreto del Berluska. Fantapolitica o Fantasmagoria a Luci Rosse?

Resta da stabilire se lo spermatozoo di prima è quello originale o è un prodotto di laboratorio? Perché, come si vede bene nell'immagine qui accanto, il Nostro si è trasformato nell'Uomo Più Forte del Mondo. E questo gli dà il diritto di COMANDARE SU TUTTO. E SU TUTTI.

Del resto, per tornare al Confa, il Cavaliere è ben deciso a fare sul serio e se guerra ci sarà sarà per tutti: le vittime sicuramente predestinate saremo soltanto NOI, che nel Popolo, qualcuno dice che non esiste in quanto artifizio concettuale, ci viviamo e ci scazziamo. Il POPOLO fatto di donne, operai, studenti, precari, disoccupati, poveri, barboni, immigrati eccetera che NON ESISTE, questa volta ha il dovere di aggiornare le proprie antenne. È necessario. È estremamente vitale porre l'attenzione su quanto il Manovratore di Arcore sta architettando sul nostro Futuro: ogni sua azione ricade su di Noi. E lo stesso deve farsi con il Veltroni.

Qui non si parla più di partiti e aggregazioni politiche con anche alle spalle le trite ideologie, qui si sta facendo di peggio: si sta programmando, nei pensieri del Cavaliere, la Nascita di Due Superuomini che devono no - non confrontarsi tra di loro - ma, a mia sensazione - scambiarsi amichevolmente ben altri futuribili e spiacevoli disastri sociali italiani. Tutti gli altri, leggere comparse e un qualche comprimario. A questa Italia stanno facendo di tutto; è il giocattolo preferito di Mangiafuochi cannibali e affamati.

Veltroni, dato che ti è toccata la malasorte di incontrare il Berlusconi, a nome mio e dei tantissimi che vogliono dimenticare e cancellare il berlusconismo di questo Paese, ti chiedo di trattarlo con il dovuto rispetto e la massima cortesia ma cacciagli un bel NO! E glielo ripeti tante volte, alle volte non capisca.
Chissà, forse, avresti la mia imperitura stima. Se ti par poco da un illustre sconosciuto.

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mercoledì 21 novembre 2007

Ci vediamo presto, spero!

Sto avendo molti problemi con la linea adsl che va e viene e quindi non posso gestire come vorrei questo blog. Mi scuso con tutti gli amici, con i visitatori affezionati e con i visitatori saltuari. Abbiate un po' di pazienza. Spero al più presto di ritornare come prima, più di prima e meglio di prima. Un saluto per tutti da Riverinflood.

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lunedì 19 novembre 2007

Suore di crastità

Questo post è in ritardo, doveva essere in linea già da ieri, ma a causa di un chiaroscuro Telecom che è durato oltre 30 ore, non avuto l'adsl, ma in compenso abbiamo avuto la compagnia di Berlusconi e della sua proprietà privata: dice lui, di 8 milioni di italiani!

Preistoria e Storia Patria: qui si rifondano i destini delle Libertà.
Suora Fina lancia l’ultimatum alla Matri Batissa: «Adesso basta – dice la suora – è arrivato il momento in cui o questo Convento di clausura forzata di Paradiso delle Libertà è in grado di trovare una soluzione unitaria, di ridarsi una missione sacra, di rioffrire alle Suore del Convento un progetto salvifico, oppure si prende atto che il Paradiso delle Libertà non c’è più e ognuno si ritira nella sua cella. Tertium non datur...».

Suora Fina esce dalla clausura impostale dalla Matri Batissa con grande fermezza: «Io voglio riordinare il Convento nazionale, sia ben chiaro. Ma non accetto che mi si diano lezioni di crastità e mi si metta 2 in pagella: ciascuna è crasta per conto suo e per proprio merito. Ho fatto di tutto in questi 18 mesi che poi sarebbero praticamente due gravidanze ma non è mai nato nessun bambino in questo Convento. Mi sono fatta pure un corteo antiateo che me lo sogno ancora la notte. Forse la Matri Batissa ritiene d’essere l’unica Suora qui dentro? O forse pensa che basta un’inseminazione miracolosa per far abdicare Suora Romana de’ Prodi? È ora che Suora Silvia prenda atto del fatto che agli occhi della Madre Superiora Suora Romana, la nostra è stata una gravidanza più isterica che prolifica e poi, detto chiaramente, Suora Romana i panni sporchi se li lava nel PD - Poi Domani – insieme alla Novizia Suora Wally, mica oggi come tra noi pubblicamente succede nel Paradiso delle Libertà!».

Suora Umbertina, un po’ in disparte, ma con la forza della padanità che si ritrova, riesce a formulare questo aforisma: «Se Suora Romana de’ Prodi non è caduta adesso non cade più! Più la tiri su più la Berluskina cade giù. La Matri Batissa si illudeva di sostituirla ma penso che sarà sostituita».

E per un voto di crastità in più sta succedendo quello che era successo all’OK Corral: Suora Fina e Suora Casina stanno presentando il conto alla Matri Batissa: «Basta con le spallate! È l’ora del cilicio e della fustigazione. Lei, Matri Batissa, si è spenta coi suoi miracoli che non funzionano più».

«Ah sì - grunfola un po’ imberlusconita la Matri Batissa – a me, che ho fatto tutto da sola, a sobbarcarmi le fatiche, no, non lascerò che il mio Convento cada in mani così ingrate. Dio è con me! Il Popolo pure e guai a chi mi tocca. A me, toglietemi tutto ma lasciatemi il Convento con tutto il Popolo al quale ho già dato… A me, il mecenate degli italiani ai quali ho contato pure i peli del culo mentre, chini sul lavoro, non s’accorgevano ma mi sentivano. Adesso mi fate pure i demagoghi paraculi mentre la faccia ce la metto io? Sento dire che Suor Romana de’ Prodi sorride e bofonchia: io avrei perso? Colpa vostra di voi: mentre io mi sbattevo voi andavate a Porta a Porta, a Baddarò e pure da quello sdisonorato di Santoro.» «E tu, non te ne stavi con Suora Brambilla? – rintuzza Suora Fina.». «Ma che Brambilla e Brambilla? Quella mica ha preso i voti? Io sono la Brambilla. Io sono uno duno e trino: sono la Brambilla sono suora Silvia e anche l’eternisciente Unto. E ora, lasciatemi un po’ da sola che devo pregare. Bondi, chiudi la porta e vaffanculo pure te».

Appena fuori quelle due rancorose, si sistema allo specchio la Batissa e s’infuria: «Dove pensano di andare quelle megere. E Suora Fina… che l’ho tirata fuori ancora Novizia Sbandata dal Convento dei Frati Teppisti che camminano scalzi e vanno girando senza mutande che se mi girano ce la rimando… Sappiano che tutte le altre suore verranno da me e in Italia ne conto parecchie, quasi 3.7 milioni che da qui a qualche ora diventeranno 4.3, a fine giornata saranno almeno 8 milioni. Più del Comico ne raccolgo io. Chi è il vero Comico, ora? Eh? E poi, mi chiamo pure a San Francesco St’orbace e alla Santa Nché: solo santi con me e anche il casto Formigoni che ad accrastarlo ci penso Poi Domani, cioè, poi io, volevo dire. E ora mi faccio il mio Partito del Paradiso del Popolo Libero – senza questi pupi a dirmi cosa devo o non devo fare. Mentre voi sparlacchiate io creo: vi fotto a tutti, mi si consenta».

E mentre Suora Silvia si sta preparando gli spaghetti alla puttanesca ecco che suora Casina Isterica si rivolge ai Divin Media: «È tempo che la Batissa di questo Convento capisca che la politica non è un giocattolo di autoflagellazione personale ma deve essere rivolta all’esterno. Mai più rivincite con Suora Romana. Ci sono anch’io nel gioco dato che bazzico nel Convento da molto più tempo della Batissa e non per niente mi chiamo Casina: non mi ritirerò nelle mie celle, giammai. Anch’io comandare altrimenti che Convento è?».

E suora Fina conclude con: «Io mi sono stancata di far la minestrina a Suora Berluskina. Volevo creare il Convento di moderati per un Nuovo Paradiso delle Libertà ma nessuno mi ha presa sul serio. E poi alla Batissa piace comandare solo a lei e questo non può essere più. Punto. E si crede infallibile come il Papa. Io gliel’ho detto: Suora Berluskina, se continui a scaricare le tue sacre corbellerie sulle suore del tuo Convento è chiaro che prima o poi o lasci il Convento a me o lasci me al Convento e tu smammi». Suora Fina non sapeva che la Matri Batissa avesse anche il Super Udito e quella, da quel momento, lo prese in parola con la decisione storica: fondare il PDPDL – PARTITO DEL POPOLO DELLA LIBERTÀ – Notare il PD ripetuto due volte: rafforza l’idea democratica.

Sospetto: questo Popolo della Libertà mi suona vagamente come il mito del Popolo del Miraggio di Lakota memoria: ma quello era un popolo fiero e libero, sconfitto solo dai padroni americani. Qua invece si continua a mistificare per libertà popolare solo quella del suo unico padrone e cioè l’eternisciente Suorina Berluskina. Ora le suorine mestamente sono ciascuna nelle segrete celle del Convento. Le une pregano e solo una parla con Dio.

E nell’altro Convento, che dice Suor Romana de’ Prodi? Sta con la Wally, a pregare… partitocraticamente... molto democraticamente: aspettano da un momento all’altro l’incontro con il nuovo Convento a guida unica – se son Santi, smiracoleranno; se son falsi è meglio che si scartino da sé perché a noi italiani è già successo di scambiar ceci per fagioli e diavoli per santi. Ancora oggi ne percepiamo i flussi e ci sentiamo parecchio intossicati. Ma tra galantuomini di campagna e gentiluomini di città si corre sempre a chi s’ubriaca di più col Potere strafottendo Popolo e Paese, prima durante e dopo. Ma quanti sono e soprattutto chi sono questi italiani che anelano alla libertà che la suorina si sta reinventando?

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sabato 17 novembre 2007

Per questa vita l'uomo non è lercio abbastanza

La libertà di un popolo è quella che si autoregge con proprie leggi senza essere assoggettata a nessuno. La libertà per l'uomo è anche quella di prendersi tutte le bastonate in testa che preferisce. Essendo un soggetto libero sceglie liberamente come vuole essere bastonato, da chi e quante volte durante l'arco della sua vita; ha anche il dovere di soffrire in silenzio altrimenti potrebbe incappare in pregiudizi e condanne per tentata calunnia diffamatoria nei confronti dei Poteri costituiti. Può belare sommessamente anche in presenza del pastore ma solo quando questi è distratto dalla "mungitura" di altri belanti. L'uomo è libero di non rompere il caos organizzato dei Poteri altrimenti viene espulso dal corpo sociale.

Qui si tolgono tutti i peccati che l'uomo "libero" ha perpetrato contro chi non doveva e che non deve ripetere mai più.

Da "L'opera da tra soldi" di Bertolt Brecht (1928)

- Canto dell'insufficienza degli umani sforzi:
L'uomo vive con la testa
ma la testa non gli basta.
Prova un po'! Della tua testa
tutt'al più vive un pidocchio.

Per questa vita l'uomo
non è furbo abbastanza.
Tutti gli imbrogli e i trucchi
mai li conoscerà.

Già, studia un bel progetto,
sii pure una gran mente!
Poi fanne anche un secondo:
nessuno riuscirà.

Per questa vita l'uomo
non è lercio abbastanza.
Ma le sue mete nobili
sono una bella cosa.

Insegui la fortuna
ma non correre troppo!
Tutti le corron dietro
ma quella sta alle spalle.

Per questa vita l'uomo
non è docile abbastanza.
Con i suoi sforzi eroici
solo se stesso inganna.

Eh, l'uomo non è buono,
bisogna dargli in testa.
Se in testa gli avrai dato
migliore si farà.

Per questa vita l'uomo
non è buono abbastanza.
Dunque tranquillamente
dagliene sempre più.

(trad. di Emilio Castellani)

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venerdì 16 novembre 2007

Due lacrime all'amatriciana

Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montebambolo attacca la class action: "È triste doverlo dire ma si è approvato, per equilibri e galleggiamenti politici, un provvedimento all'amatriciana.

È una misura "sbagliata, rozza che creerà grandissimi ulteriori problemi alle imprese e ai lavoratori e questo è di per sé negativo". E, aggiunge: "non convince neanche l'annuncio di possibili modifiche: "è come se io presentassi la 500 dicendo che è buonissima ma che sarà modificata".

Secondo il leader degli industriali, con l'applicazione della nuova norma, "i tribunali saranno inondati di altre cause", e purtroppo "come sempre, quando c’è un principio su cui lavorare, noi riusciamo a fare qualcosa di negativo".

La misura - ha continuato Montebambolo - "è certamente un provvedimento fatto molto male, che non si capisce cosa abbia a che fare con la Finanziaria".

L'amatriciana:

Ingredienti per 6 persone (solo suoi intimi):
500 gr di bucatini,
150 gr di guanciale,
500 gr di pomodori maturi,
30 gr di pecorino,
1/2 cipolla,
peperoncino, sale, olio
e appena due gocce di Lacrime di Confindustria.

Procedimento:
Affettare la cipolla in maniera molto sottile e farla imbiondire in una padella con poco olio.
Aggiungere ora un po' di peperoncino e il guanciale precedentemente tagliato a dadini.
Fate soffriggere il guanciale finché il grasso non sarà divenuto trasparente.
Aggiungere ora i pomodori tagliati a pezzettoni, salate se necessario.
Cuocete il tutto per una quindicina di minuti a fuoco moderato.

Nel frattempo fate cuocere i bucatini al dente in abbondante acqua salata.
Scolate i bucatini, versatela nella padella con il sugo all’amatriciana.
Fate insaporire i bucatini con il sugo sul fuoco aggiungendo il pecorino grattugiato.
Aggiungere una spolverata di pecorino grattugiato sui piatti di bucatini all’amatriciana e servite.
Mi raccomando le due gocce di Lacrime e soprattutto non pappatevi tutto senza di Lui.

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Gelo nel cantiere dei politici operai

Le rane gracidano sempre forte nei giorni delle vacche grasse, in pieno sole e mentre vanno saltando tra giunchi e re travicelli, godono del loro imperturbabile gracidìo. Meglio i rospi al loro confronto. Una vita non basta a sopportarle, non certo come il D’Alema che si lamenta per l’insopportabilità della sinistra, ma i politici conservatori hanno di buono che, essendo di destra, aiutano il D’Alema a sopportare la sua sinistra, mentre affossano senza alcuna pietà il carrozzone di Madre Coraggio.

Felicità: Prodi abbraccia Schioppa a Padova e il Popolo plaude all'impresa finanzaria che il nemico voleva fagocitare. Miglioramenti in vista per tutti, longhi e curti.

Il Pensiero dell’operaio Berlusconi: "Il Governo, accidenti, ieri la spallata non c'è stata e Prodi non è caduto per colpa dei comunisti. Dovrò ritornare a ripetizione dalla Cassandra, eh eh eh!", e mentre si apre una nuova stagione con Dini, tra starnuti e correnti d’aria fredda arriva il gelo tra Berlusconi e Fini.




L’operaio Fini dichiara: “Se non vogliamo che Prodi duri per tutto il mandato, è davvero doveroso riflettere e cambiare strategia”. Dopo una lunga riflessione, due secondi circa, ha aperto ancora bocca: “Al centrodestra serve una strategia semplice e chiara che parta da un dato politico tanto ovvio fin qui pervicacemente negato da Berlusconi. Il governo cadrà un secondo dopo che si avrà la certezza che dopo Prodi non si torna subito alle urne con l’attuale legge elettorale”. Chiaro il concetto? Più sibillino di così!

L’operaio Berlusconi risponde: “'Direi che nel centrodestra non deve cambiare niente: l'unità della coalizione è necessaria e credo che tutte le forze del centrodestra siano impegnate in questo. Se ci sono delle nuove idee che finora sono mancate io sono pronto a prenderle in considerazione: mi sono impegnato a cercare di fare implodere questa maggioranza e credo di esserci riuscito, e finora "l'unico che si è mobilitato per dare voce alla volontà degli italiani sono proprio io".

La linea di Dini: “Decideremo volta per volta e li voteremo se rispettano i principi liberaldemocratici". In particolare, l'imminente minaccia è il voto sul protocollo sul welfare: "Se va oltre quanto concordato il nostro voto sarebbe negativo". Per questa volta, quindi, avverte l'ex direttore generale di Bankitalia, il governo è salvo "per etica della responsabilità"', anche se "l'etica dei principi ci farebbe propendere per un giudizio negativo".

L'operaio Dini, insomma, da oggi lavora ufficialmente per "superare rapidamente l'attuale quadro politico perché il governo non appare adatto a realizzare le politiche necessarie ad invertire la tendenza al declino economico e civile del paese".

E mentre questi signori continuano a trasmettere segnali di grande responsabilità operaia un altro operaio muore sul lavoro: ma che importanza ha ormai? Tutto è stato fatto.

A proposito, mi par d’aver intravisto - in tv - seduti insieme tra i banchi del Senato il Dini e il Calderoli. Sono amici?

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giovedì 15 novembre 2007

Torture Perfette Globali Integrali

Per un errore è finito in rete sul sito Wikileaks un documento segreto, destinato ai soli ufficiali, in cui si descrivono "le procedure per il trattamento, la sicurezza e la cura richieste" per i sospetti terroristi detenuti dal 2002 all'interno del campo di prigionia di Guantanamo. Immediatamente il testo è stato ripreso dai maggiori siti di informazione americani come Abc o la celebre rivista Wired e internazionali.
Da RaiNews24 il documento integrale.

Le fasi di una tortura bestiale e inumana sono ben descritte con dovizia di particolari da Rigoberta Menchù nel suo libro Mi chiamo Rigoberta Menchù, dalle forze oppressive guatemalteche.

La Menchù, premio Nobel per la Pace nel 1992, perse un fratello e la madre uccisi dopo essere stati ferocemente torturati.
Ho cercato di rendere questa descrizione come una sorta di "Racconto drammatizzato fuori dal contesto guatemalteco e con influenze ecuadoriane - Il massacro dello zuccherificio di Guayaquil (1977)" - al fine di dare, se ce ne fosse ancora bisogno, un connotato più internazionale oltre che empatico a questa terribile e bestiale pratica inumana.

- I militari volevano dare un esempio ai lavoratori, a tutto il popolo. E furono mandati dai proprietari che volevano pacificare quella società. E siccome il giovane non voleva dire i nomi dei "suoi complici" - quelli che avevano organizzato lo sciopero - benché ferito, gli legarono i testicoli da dietro con un filo... e gli ordinarono di correre... Ma così conciato non ce la faceva, poverino, non resisteva a un dolore tanto forte e gridava, chiedeva aiuto... Poi, lo sbatterono in una fossa con acqua e fango e cadaveri... Poi, gli strapparono le unghie, gli tagliarono le dita, gli tagliarono e bruciarono parte della pelle. Gli raparono la testa, lasciandogli solo la pelle, gli tagliarono il cuoio capelluto e glielo tirarono giù da una parte. Gli tagliarono da ambo i lati anche le guance... Aveva segni di tortura in ogni parte del corpo, ma facevano molta attenzione a non toccare le vene e le arterie, perché potesse resistere alle torture senza morire. Lo torturavano in tanti, da tutte le parti. Altri violentavano una ragazza di fronte a lui. L'hanno praticamente ammazzata. Poi, al ragazzo, gli spararono a una gamba e all'altra... Infine, gli rovesciarono addosso... litri e litri di petrolio greggio e gli appiccarono il fuoco...
- Mia madre diceva sempre che quando una donna vede suo figlio torturato, bruciato vivo, non è capace di perdonare nessuno, non è capace di togliersi tale odio.
- Il comandante di tali scempi urlò: "Così si finisce a essere comunisti, a essere cubani, a essere sovversivi! ". Poi, ai sopravvissuti: "Se tutti voi vi mettete a fare i sovversivi, i comunisti, vi toccherà quel che tocca ora a questi sovversivi!".

E si capiva che diceva a tutti noi.

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mercoledì 14 novembre 2007

Cade. Non cade. Sì, cade.

Silvio è un vigile serio e coerente, ma dalla memoria labile: ripete a tutti, soprattutto a sé stesso, che oggi cade il Governo. Doveva cadere ier l'altro ed anche ieri; forse cadrà oggi o anche domani e posdomani oppure a fine mandato. La data ormai è una giocata da lotteria: chi vince fa tombola e si tomboleranno tutti verso la fine della repubblichetta: Lui ne avrà l'onore e l'onere di guidarla. Silvio è un vigile attento e scrupoloso; dalle sue parti il traffico si è notevolmente ridimensionato anche perché Lui in persona dirige alzando le mani a croce: da qui non passa il comunista!

Silvio è un cuor d'oro, al contrario di Romano che è una mortadella semigrassa e ha promesso a tutti sette anni di vacche grasse e 3 milioni di disoccupati in meno. Se cade il Governo oggi, Silvio vincerà anche la scommessa che ha messo su con il Bondi - "se vinco, gli ha detto, prendi i voti (letteralmente) e ti fai prete: ho bisogno di un prete fidato in Vaticano". La caduta del Governo farebbe di Silvio il primo uomo politico con la patente dello jettatore anticomunista: ma per questo si farà pagare profumatamente pure come futuro Capo del Governo circa due euro a persona per la compartecipazione agli utili dell'azienda italica.

E ora un memorandum pro Silvio, dato che continua a menarla con questa storia dei comunisti chi si sono mangiati l'Italia intera. Tutti i ministri che hanno governato l'Italia dalla fine della Monarchia e del Fascismo ad oggi.
  • Alcide De Gasperi DC 8 volte
  • Giuseppe Pella DC 1 volta
  • Amintore Fanfani DC 6 volte
  • Mario Scelba DC 1 volta
  • Antonio Segni DC 2 volte
  • Adone Zoli DC 1 volta
  • Fernando Tambroni DC 1 volta
  • Giovanni Leone DC 2 volte
  • Aldo Moro DC 5 volte
  • Mariano Rumor DC 5 volte
  • Emilio Colombo DC 1 volta
  • Giulio Andreotti DC 7 volte
  • Francesco Cossiga DC 2 volte
  • Arnaldo Forlani DC 1 volta
  • Giovanni Spadolini PRI 2 volte
  • Bettino Craxi PSI 2 volte
  • Giovanni Goria DC 1 volta
  • Ciriaco De Mita DC 1 volta
  • Giuliano Amato PSI - Ulivo 2 volte
  • Carlo Azeglio Ciampi Indipendente 1 volta
  • Silvio Berlusconi FI 3 volte
  • Lamberto Dini Indipendente 1 volta
  • Romano Prodi Ulivo - PD 2 volte
  • Massimo D'Alema DS 2 volte

Tutti comunisti, ovviamente, compreso di Cavaliere.

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martedì 13 novembre 2007

Apollo alle Erinni

Dopo le aberranti avventure di questi ultimi giorni voglio proprio rompere il tran-tran con qualcosa di piacevole per me e per chi sa apprezzare Eschilo, ad esempio, e il suo Apollo che grida alle Erinni.

Ciascuno provi a immaginare, se vuole, a chi, verosimilmente, sono indirizzate queste parole.
Apollo: "Fuori! Ve lo ordino, fuori subito da questo tempio! Andatevene! Lasciate il santuario dell'oracolo, se non volete che vi colpisca il bianco alato serpente vibrato dalla corda del mio arco d'oro, e vi faccia rigettare tra il dolore la nera schiuma, vi faccia vomitare i grumi del sangue che avete succhiato agli uomini. A voi non è permesso avvicinare la mia dimora. Il vostro posto è dove la giustizia sgozza, taglia la testa, cava gli occhi agli uomini, distrugge il seme della loro fecondità avvizzendo il fiore della giovinezza, là dove mutila e lapida, dove geme il lungo lamento degli uomini trafitti da un palo.

Ecco, sentite - esseri aborriti dagli dèi - quali feste a voi sono gradite! E tutto il vostro aspetto lo dimostra. Voi dovreste vivere nell'antro di un leone assetato di sangue, invece di contaminare questo tempio fatidico con la vostra sozzura. Via, andate a pascolare senza pastore! Di tale mandria nessun dio vuole avere benevola cura."

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E i Calciatori che fanno?

All’inizio era stato dichiarato soltanto come un grave ma tragico errore; poi si passò alla versione della rapina; poi alla rissa tra tifosi; adesso c’è di mezzo un omicidio colposo con l’ipotesi che si trasformi nell’aggravante della volontarietà; un giovane muore e ancora si deve stabilire se è morto per il Calcio, per una Rissa, per una Rapina, per un Malore Demenziale del poliziotto-sceriffo mentre per quest’ultimo sembra si metta male.

E, al di là della tragica sequenza da far-west, che c’entrasse o non c’entrasse nulla, la sera stessa i Criminali travestiti da Tifosi, hanno rieseguito fedelmente gli scempi in città. Ragioniamo, per pura ipotesi, che il Calcio c’entri per qualcosa nella tragedia di Gabriele.

L’Unità dice che nelle curve abitano i teppisti fascisti; può essere. Io, che non sono tifoso e non sono mai entrato in uno stadio mi permetto di pensare che i Tifosi della curva non siano più fascisti di Storace, della Santanché e di Vattelapesca e quelli della Tribuna non siano più comunisti di chi? Fassino, D’Alema, Veltroni, forse Giordano ancora ancora… i Tifosi sono principalmente sportivi anche se ammalati del “tifo”: cioè per la passione del calcio. Tifosi lo siamo stati un po’ tutti fin da piccoli. I Criminali sono un’altra cosa: l’Unità ha detto una gran fesseria.

Infine Amato: le centrali eversive alimentano gli ultras; e alimentano l’immaginazione di uno stupro collettivo terroristico contro lo Stato, cioè lo Stato del Pallone, che bisogna salvaguardare a tutti i costi.
La sanzione: sospensione del campionato per domenica prossima... ma era già stato sospeso per via della partita della nazionale; presumo quindi che si dovrà prorogare ancora di un’altra fermata. Secondo pensiero: per quante domeniche si fermerà? Ritengo che il nostro bel campionato non si fermerà mai! Troppi e ben gonfi i conflitti d’interessi, i grandi lucri, il Totocalcio, i presidenti, gli scommettitori, sponsor e via elencando... e che sono fessi?

Terzo pensiero: se il terrorismo s’è infiltrato tra i Criminali travestiti da Tifosi, il ministro Amato farebbe bene a fare il proprio ministero, e cioè beccarlo e ridurlo all’impotenza. A meno che non sia un’ulteriore favoletta governativa i cui destinatari semidioti sarebbero senz’altro i non tifosi, fra i quali mi annovero e ai quali risulta ben più difficile fargli ingoiare la storiella del teppismo squadrista. Il terrorismo è di ben altra portata!

Quarto punto: perché il Terrorismo si è infiltrato tra gli Ultras e lo si è scoperto solo adesso? Ecco perché ogni tanto il Viminale, qualsiasi Governo lo diriga, se ne esce fuori con i “presunti rischi di attentati terroristici in luoghi pubblici affollati”: per tenere viva la speranza negli italiani che più se ne parla e meno paura se ne debba ricavare - dobbiamo abituarci alla convivenza: ma questa ciclica minaccia noi italiani l’abbiamo esorcizzata con alcuni piccoli autoattentati nazionalpopolari a larga e lunga strategia, implosivi.

Un esempio: la tendenza attuale di mettere contro Polizia e Tifosi. A vantaggio di chi? Di nessuno, direbbe una persona intelligente. E allora, se il vantaggio non sta da nessuna parte, è solo Idiozia spingere gli Uni contro gli Altri.

Quinto Punto: i Calciatori. Sono maledettamente strapagati. L’unico rischio che corrono è solo quello dell’infortunio ma per il resto, stanno bene a finanze. Sono idolatrati, a volte insultati, ma sono gli unici attori protagonisti che navigano "apparentemente tranquilli" al Centro di questa storia. I Calciatori, se ci riflettiamo su tutti quanti e anche loro, si capisce, hanno le armi per troncare definitivamente questo circolo vizioso dal quale non si esce.

Escludendo tutti gli altri e cioè Politici, Federazioni, Presidenti e Addetti ai lavori, i Calciatori devono solo decidersi consapevolmente ad incrociare “Le Gambe”: anche perché, così, salverebbero da estinzione certa il gioco del pallone che permette loro di vivere squisitamente di lusso.

(I Lavoratori metalmeccanici fanno tanti scioperi per pochi € di salario in più).
Ma non per un domenica o due: a oltranza – mica muoiono di fame - fino a quando coloro i quali hanno gli strumenti per risolvere legalmente tutta la questione saranno in grado di recuperare la Ragione dei tanti. E così, tra l’altro, si stabilisce una volta e per sempre, chi sono i veri tifosi sportivi e chi sono invece i Criminali travestiti da Tifosi.
Per fare ciò, Essi dovrebbero smettere i panni del Calciatore e indossare quelli di Uomini che hanno a cuore che nulla più si sfasci.

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lunedì 12 novembre 2007

Appello: non chiudete Casablanca

Ripreso così com'è da questo blog
Da diffondere:

Milano, 4 Novembre 2007. Ho ricevuto in questi giorni diversi mail e sms di giovani sinceramente disperati perché Casablanca, un giornale che è la continuazione ideale dei "Siciliani" di Pippo Fava, un giornale che faticosamente combatte a Catania contro l'indifferenza dei tanti e contro l'impero dei Ciancio, un giornale che combatte in trincea e non come noi dalle retrovie, sta per essere ucciso.

Ve ne riporto solo alcuni. Il primo è un sms di una amica, appartenente a un gruppo di uomini, donne e ragazzi che non si arrenderanno mai, che ho avuto la fortuna di incontrare sulla rete nella mia incessante ricerca di persone che vogliano combattere al mio fianco la mia ultima battaglia e che, dopo di me, possano continuare a combatterla.

Mi scrive : "Amico, sono abbattuta stasera. Casablanca è in agonia. Se chiude... Pippo Fava viene ucciso di nuovo. Mi sento impotente, cosa posso fare? Dammi un consiglio perché ho solo voglia di piangere...".
Voglio molto bene a questa amica dal volto sconosciuto perché so che lotterà con me sino all'ultimo, e a questo nome è ispirato il suo gruppo, e perché spesso fa iniziare la mia giornata con un sms pieno di colori e di speranza, ma ho rimproverato anche lei perché anche a lei ho gridato che non è tempo di lacrime, è tempo solo di lotta, le lacrime dovremo conservarcele, e saranno di gioia non di disperazione, per quando andremo da Paolo a dirgli che a tutti i morti e gli oppressi dalla mafia e dalla illegalita' avremo reso giustizia.

La seconda è una email di cui riporto solo alcuni passi : "... Graziella mi dice che Casablanca è in edicola, e non lo compra neanche chi in teoria dovrebbe fare antimafia, non lo compra nessuno delle associazioni antimafia, non lo comprano i vecchi compagni di partito, non lo comprano nemmeno gli amici e 3000 euro al mese d'affitto e di spese continuano a uscire... aiutatemi a trovare un pubblicitario, perché se muore Casablanca, è come aver lasciato morire Graziella, indebitatasi PER NOI, perché Casablanca non produce utili di alcun genere, ....cercasi qualcuno che vende spazi pubblicitari, con massima urgenza ... chiunque ascolti, risponda all'appello disperato,... ne va della vita dell'antimafia vera, se vogliamo produrre sul serio, serve una mano, per favore, aiutateci ......"

La terza mi parla di Graziella Rapisarda, che insieme a Riccardo Orioles faceva parte della redazione dei "Siciliani" e che ora combatte insieme a lui una disperata battaglia perché Casbalanca possa continuare a vivere, e dice tra l'altro : "... ha aperto un mutuo sulla sua casa per pagare le spese di affitto, della redazione, le bollette della luce, ma adesso non ce la fa più a pagare le rate e la sua casa rischia di essere venduta all'asta. ......".

Ora dobbiamo decidere, se anche noi mescolarci ai tanti che fanno antimafia solo a parole, a quelli che aspettano che ci siano altri, giudici, magistati, poliziotti, giornalisti costretti anche per colpa nostra a diventare degli eroi, o se vogliamo fare anche noi quel poco che ciascuno di noi puo' fare per combattere insieme a loro.

Ci sono tante altre cose che possiamo e che dovremo fare, ci saranno tante battaglie più dure e più difficili da combattere e questa che adesso vi chiedo è solo una delle più semplici. Corriamo tutti ad aiutare chi sta per cadere, andiamo a fargli scudo con il nostro corpo. Non materialmente, le vere guerre non si combattono più così, e neanche facendo un obolo, una donazione di cui poi ci dimenticheremmo, perché allora non avremo davvero fatto quello che potevamo e dovevamo fare. No, quello che possiamo e che dobbiamo fare è leggere quello che questi combattenti in trincea scrivono e, con grande fatica, riescono a pubblicare, impegniamoci. È dovere di ciascuno di noi comprare leggere e far leggere agli altri questo giornale, permettere che queste persone perdono possano continuare a lottare anche per noi e insieme a noi..

Io non sono certo ricco, vivo del mio lavoro, continuo a lavorare anche se potrei già andare in pensione, e posseggo solo la casa in cui abito, ma siccome so di stare meglio di tanti altri che con il loro stipendio non arrivano alla fine del mese, non starò certo a pensare a cosa dovrò rinunziare per fare la mia parte. Penserò invece a cosa dovrei rinunziare se non la facessi, alla mia libertà.

Io comincerò quindi per primo, perché è mio dovere farlo anche per il nome che porto, a versare sul conto che vi indico in fondo 1500 euro per trenta abbonamenti come sostenitore di Casablanca. A ciascuno di voi chiedo di fare un semplice abbonamento per voi stessi, sono solo 30 euro, e di non pensare se per questo dovrete rinunziare ad un cinema o ad una pizza, avrete però anche voi acquistato uno spicchio di libertà. So che ci sono anche alcuni di voi per i quali anche questo sacrificio potrebbe essere troppo, che non riescono nemmeno una volta al mese ad andare a mangiare una pizza o ad andare a cinema, scrivetemelo e vi manderò una delle copie di Casablanca che mi arriveranno con il mio abbonamento e se non basteranno cercherò di farne degli altri, ma Casablanca non deve, non può morire.

Pippo Fava non può, non deve, essere ucciso ancora.
Ci sono due modalità per sostenere «Casablanca», per fare il vostro dovere, la prima è tramite un bonifico bancario alle coordinate indicate di seguito: Abbonamento ordinario 30,00 Abbonamento Sostenitore 50,00 Bonifico Bancario Graziella Rapisarda Banca Popolare Italiana Catania Cc: 183088 ABI: 5164 CAB: 16903 CIN: M.

La seconda, tramite carta di credito, è quella attraverso il sito di seguito indicato:
http://www.ritaatria.it/donazione_casablanca.aspx

Ancora un grazie a tutti voi per non avermi lasciato da solo in questa lotta per la giustizia.
Salvatore Borsellino

P.S. Per tutti quelli che ne hanno la possibilità: diffondete questo appello.

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Il cadavere dell'Italia

Sto cercando il cadavere dell’Italia e sto cercando di rintracciare il colpevole o il responsabile, qualcuno che mi sappia dire cosa è successo di diverso da quello che ho capito io. Tuttavia ch’egli se ne vada via a piede libero tra la società è inammissibile e, dato che un cadavere comincia presto a irrigidirsi e oltre alla visibile putrefazione c’è anche un problema di odore, mi chiedo fino a che punto la nostra legge che del diritto alla vita di ognuno ne fa una bandiera, ne permetterà la decomposizione pubblica e privata.

È stata interrotta una giovane vita, perché stava accidentalmente seduta in una autovettura parcheggiata; egli era benvoluto da chi lo ha conosciuto ed ha avuto la partecipazione del nostro dolore di esseri umani sconosciuti a lui. Ogni giorno si nasce e si muore. Si muore per tanti motivi diversi; e la morte improvvisa, che si lega forzatamente ad un evento sportivo come il calcio, innesca i meccanismi irrazionali della legge del taglione come primo impatto. In questi casi, ciò che colpisce l’immaginazione collettiva è che se si muore in questa maniera, le mille ragioni e le tante cause che hanno armato una mano omicida – ancora da provare l’ipotesi della disgrazia – sono da ricercare negli strati più profondi della nostra psiche di umani associati ad altri dai quali ormai stiamo solo a difenderci.

Il castigo che presumibilmente sarà inflitto al poliziotto omicida non risolverà il disagio e il malessere di una parte di società che rifiuta completamente tutte le parvenze di legalità, le forme di aggregazione civile e anche le condivisioni sociali per la crescita comune di questo nostro Paese amato e odiato.

Quella parte di popolo è quella parte che non si riconosce più nel Credo Sociale, Etico e Religioso. A questa carne da macello, compresi i poliziotti, le Istituzioni insegnano fin dalla tenera età, con la più sottile delle violenze psicologiche, che esiste Dio, l’Inferno, il Paradiso, il Purgatorio, la Democrazia che dà Libertà, la Legge che è uguale per tutti, il Lavoro che è un articolo della Costituzione, la Casa che invece non è nella Costituzione ma te la fanno sudare sognare sfrattare, insomma insegnano le Menzogne più Terribili che poi ti lacerano indelebilmente il corpo e la psiche non appena incominci a capire che non era vero niente. Ai tromboni Istituzionali, ai Media, ai Tuttologi, ai Prelati, agli IPOCRITI che hanno trasformato Sogni Infantili in Illusioni di Immaturi bisogna dire che questo Cadavere Italiano è tutto merito loro.

Un Plauso a chi ha inventata la nuova Classe sociale dei "Criminali travestiti da Tifosi", in Italia ne avevamo bisogno, che l’ha strutturata e sublimata come una forza che ha dimostrato il Potere di smuovere Regole e Comportamenti, ma che l’ha beneficata pure di denari per il quieto vivere.

Perché si sta cercando di scavare la Trincea invalicabile della Polizia contro Tifosi e viceversa?
Vogliamo parlare di responsabilità?
Una, e vale per tutte, da addebitare al Calcio è quella che sa passare indenne sui morti. Con i morti accatastati fuori, si giocò quella famosa partita all’Haysel tra Juventus e Liverpool, se la memoria non m’inganna. Cosa pensate sia stata quella memorabile partita? Una lezione di vita, di sport, di commemorazione a caldo dei defunti ancora caldi? È stata una pagina, la più nera e criminosa contro la Vita, contro l’essere umano. Uno sputo umiliante contro la Dignità e l’Intelligenza Umana.

Quelle della Polizia, sono responsabilità dell’Ordine o del Disordine?
Le forze dell’Ordine sono Vittime Importanti dello stesso Sistema che ha creato la “Classe dei Criminali travestiti da Tifosi”. E non solo per il fatto che questi uomini sono malpagati come tutti coloro che nel mondo del lavoro sono sfruttati e perdono la vita.

Ma cosa ha scatenato gli spari? La paura verso sé stessi? La difesa a oltranza verso altri cittadini indifesi? L’aver “visto” che la rissa in verità nascondeva banditi o terroristi generici? C’è o non c’è un lavaggio del cervello indotto da Altri che fa di alcuni poliziotti degli “sceriffi in Prima Linea” contro tutto ciò che è pregiudizialmente e soggettivamente criminale e terrorista?
A spezzar la vita ad un uomo ci vuole poco;
a dare il giusto compenso ai criminali non sono sufficienti Leggi a dare un futuro ai diseredati e ai senzaniente, ci vuole l'Eternità;
spezzare l’Italia non si può, così su due piedi: ci vuole un disegno criminoso.

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domenica 11 novembre 2007

'Azzo spari, perché spari?

Sparare o non sparare, pensa il poliziotto mentre osserva da lontano due sparuti gruppi di persone presuntuosamente identificate in tifosi avversi l'un contro l'altro accapigliati. Sparo o non sparo? Prima sparo a mezz'aria e poi sparo più basso: a cu' pigghiu pigghiu. È giovane il poliziotto e i giovani, si sa, fanno cazzate, errori su errori e se non si ha una pistola e non si è poliziotti allora si è tifosi e quindi delinquenti tendenzialmente assassini.

Non capisco la tifoseria, non sono tifoso di niente, tifo solo contro tutte le forme di umana consuetudine alla violenza mondiale e a quella spicciola e faidaté. Ma non voglio credere all'errore grave di tale poliziotto. Certo, dopo la tragedia di Catania, tutti abbiamo pensato: ora la smettono, ora la smettono. Ma non si è capito bene chi la doveva smettere. Subito, a caldo, il signor Mastella dichiara: nessuna tolleranza contro la violenza. Di chi? Ciascuno vuole esercitare il proprio potere sia legale sia illegale e ciascuno vuole la sua parte: la Polizia che deve difendersi dai tifosi e i tifosi che devono difendersi dalla Polizia.

Tutti si difendono!

Ora ci sarà qualche giorno di insana e inutile polemica sul fattaccio e poi di nuovo tutti allo stadio o in caserma o a casa o a passeggio a rivangar dei tempi belli. Il dilemma è questo: se sia più nobile tollerar le avventate sparatorie poliziesche o le cieche violenze dei tifosi? Non se ne esce. La chiave della risoluzione ce l'hanno i calciatori, non le squadre e neppure le federazioni del calcio e nemmeno i questori né Mastella né nessuno: una risposta secca estrema e decisiva allo sghimbescio violento della domenica la diano questi signori strapagati: non giochino più! L'Italia può fare a meno del pallone! Per una domenica, per due, per un mese, per un anno. Sparito il pallone, spariranno tutte le cause e le giustificazioni e le tolleranze.

Vediamo così se è il pallone la causa di tutto lo sconquasso domenicale o c'è, perché c'è, qualche cosa di molto più irreversibilmente disastrato nell'etica delle persone che affrontano una parte della loro vita in questo modo terribilmente tragico e mortale. Tutti riflettano e nessuno giochi più alla morte!

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Berluskanoista

Non è facile immaginare una giornata tipo dell’Unto. È pressoché impossibile ma, essendo anche lui, a volte, un essere umano normale, mi premurerò di immaginarmela normale. Mettiamo che si svegli alle 6.00-6.30 – il mattino ha l’oro in bocca – e nel suo caso non è metafora -, ed espletate le funzioni fisiologiche, voce di popolo vuole che sia un po’ stitico – la colpa* egli sa bene di chi è e pure io e anche voi - ma soprassediamo –, va a farsi un bagno tonificante con relativo massaggio e già che c’è si fa pure una doccia rapida alla svedese.

Eccolo infine a colazione con, minkia sono in crisi: cosa mangia a colazione uno che è stato unto dal Signore, boh? Fagiani e marmellata? Oppure sorseggia Tio Pepe macchiato a digiuno? Oppure i Krumiri di Casale? Essendo che Lui ha il sonno breve e sappiamo di chi è la colpa*, ultimamente ha messo alcune guardie del corpo a difesa del suo sonno e non passa più nessuno, a volte nemmeno Lui che, con l’età, è costretto a fare un po’ di pisellini notturni.

La seconda parte della mattinata è terribile: arriva Bondi con una poesia in sanscrito e due occhiaie talmente grosse che l’Unto si mette le mani ai capelli!? Dopo la lettura in sanscrito della Poesia quotidiana, il poeta di gomma si trasforma in cavallo a dondolo e con in groppa Lui parte per l’Idroscalo perché deve mantenersi in forma, mentre Bondi deve solo mantenersi in vita. Quando questi due attraversano tutta la città ecco che il miracolo a Milano prende corpo: la città si divide in due con i preoccupati da una parte e quelli che ridono dall’altra; quei due annusano un po’ di smog e poi a briglie sciolte galoppano verso l’Idroscalo, inseguiti da una mandria in lega leggera di padani della prima ora e di forzisti della seconda: e, nell’intervallo Cicchitto, che arranca, cerca di spiegare alla sciura Brambilla che questa di oggi è l’anteprima generale del futuro governo del Galoppatore Folle.

Infatti è pronto il nuovo motto:
IL GOVERNA GALOPPA! E TU CHE FAI, NON LO SEGUI?
Tradotto: tutti gli elettori di Berlusconi dovranno eseguire la galoppata mattutina per tenersi in contatto con Lui sulla groppa; per questo andranno a lezione dal poeta di gomma. All’Idroscalo, Lui sostò qualche minuto a guardar fiero l’acqua mentre il Bondi dava l’anima e anche amore al suo padrone. Il cavallo – Bondi – scalpitava e dalle narici mugugnava furioso fuoco contro chi cercava di aiutare Lui a scendergli dal groppone. Con una mossa rapida di "cu fu" si liberò delle guardie del corpo, prese il suo padrone e signore e lo depose delicatamente sulla canoa personale di Lui.

Attenzione
che
arriva
primo!








Poi s’accovacciò, e che è, cane?, si sistemò a quattro zampe brucando una poesia per il dopo-canoa. Quando Lui tornò pimpante e sorridente, Bondi s’era già trasformato come tutti gli ex in un ex cavallo. Mentre tornavano in taxi Lui disse che la mattinata era stata foriera di presentimenti e che già sapeva l’ora il giorno e il mese di quando si sarebbe riappropriato della Poltrona. A Bondi venne una paresi a destra perché pensò che così l’avrebbe dovuto condividere con tutti gli altri. Ma se tanto mi dà tanto, pensò, potrò galoppare di meno e scrivere di più.

A pranzo mangiarono come due uccellini di primo pelo tenendosi sul leggero ma a cena si scatenarono: insalate e frutta, quindi zuppe di verdura, di farro, creme di cereali, un pollo ripieno di mandorle, latte e spezie varie. E ancora, selvaggina condita con le salse medievali a base di vino, olio, aglio, mollica di pane, uva acerba e cipolle; poi pesce fresco appena appena inquinato di mercurio, arricchito con una salsa verde condita con salvia, prezzemolo, timo, aglio e pepe.

Infine, il piatto grosso con cui Lui e Bondi si avviarono al termine della ricca cena, l'arrosto trionfale, il cinghiale catturato il giorno prima nel boschetto di Arcore da Bondi. A seguire il maiale calderolliano con contorni di aromi e spezie musulmano-orientali. E per finire torte salate e dolci, fra i quali molto gustose e apprezzate le frittelle a base di formaggio di mucca, chiaro d’uovo, farina, pinoli e uva passa.

Tra una degustazione e l’altra, si sono scolati pure oltre dieci litri di vino e almeno un altro tanto di vino bianco; piacevole scorreva la conversazione tra i due che toccava gli argomenti più disparati, dalle recenti vicende rumene del governo romano di Romano suo vecchio amico e confidente, alle ultime notizie riportate ad Arcore qualche mese prima dalla Signora di Lui per merito di Veltrony, il nuovo barricadiero democratico, ammiratore galante della signora di Lui. Terminata l’abbuffata politicalimentare, si trasferirono in giardino; c’erano 2 o 3 gradi sottozero ma la serata si concluse con una spensierata serenata di Bondi all’indirizzo di Lui che, preso da nostalgici ricordi, si raccolse nei suoi pensieri canticchiando mestamente mentre il giardino s’illuminava d’immenso.

Più volte Lui – infastidito da alcune note stonate del poeta-cavallo – aveva chiesto alle sue guardie di lanciarlo in piscina – ma alla cattiva pensata non seguì azione violenta e mentre l’allodolo del mattino – Bondi – segnava il nuovo giorno Lui s’addormentò sull’erba sognando come può sognare un LEADER che attende il plebiscito trionfale.

Descrizione immaginaria di una tipica giornata di Lui.
* La colpa è dei comunisti.
Quindi, okkio a tutti i psiconano che si muovono negli orizzonti della sinistra democratica in generale e in quella radicale in particolare.

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venerdì 9 novembre 2007

Sfida infernale alle Badlands

La prima sfida che dovrà affrontare il Ranch Doppio Piddì sono le “regole e la serietà” necessarie “nel Paese delle Badlands” come l’Italia.
Lo afferma Prodi. Il premier ha preso la strada dell’aceto all’inaugurazione del Ranch Doppio Piddì.
In precedenza Veltrony lo aveva arringraziato: “Sin da piccolo hai rappresentato per me la speranza e l’unità contro gli abusi selvaggi degli indiani scotennatori dei veri democratici”.
Veltrony ha fatto poi circolare furbescamente un po’ di Vin Santo che ha intontonito l’amico Prodi; quindi, sotto lo sguardo cinico delle Cariatidi – Rutelli Fassino D’Alema – conducendoli per la manina nei circa di politica del nuovo Saloon, (la casetta col tettuccio ROSSO in basso a destra dell'immagine) a due passi dal Grand Canyon, si appartò con Essi nel Gabinetto Politico detto Pensatoio tridimensionale per Ministri e Similari, e non ne uscì più.

Pensiero segreto di Prodi: "Tutte le volte che entro in una casa estranea dal tettuccio rosso, che dovrebbe essermi amica, è un tormento per me. Non so mai se accettare il Vin Santo o sciorinare la mia proverbiale serenità"!


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Maghi e maghelli

Vecchi creduloni compaesani, che vi fate così facilmente abbindolare dai maghi illusionisti prestidigitatori, compagni miei di chiacchiere e di disavventure, non è affatto vantaggioso per Voi se venisse Lui, il Monaco Bianco. Che se il Monaco Scuro, riacquistasse la Ragione e redistribuisse tutti i Valori e le Ricchezze e i Vantaggi della Società Civile che ci è stata sempre preclusa, allora tutto il Popolo non eserciterebbe più la schifosa vita che sappiamo.
E il Monaco Scuro diventerebbe Santo subito invece che Monaco scalzo. Okkio alla tua sinistra! Che alla destra ci pensa Lui!

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giovedì 8 novembre 2007

Ultimi politici poliedrici

Definizione dell'uomo Prodi:
- sostantivo maschile; mammifero superiore caratterizzato dalla posizione eretta, dal linguaggio articolato, dal grande sviluppo del cervello, dalle elevate attività psichiche, dalla capacità di trasmettere in modo elaborato esperienze e conoscenze acquisite;

Modi di dire:
  • il corpo di Prodi, lo scheletro di Prodi: essere dotato di coscienza, capace di rappresentare a sé stesso il mondo esterno e di agire responsabilmente; individuo adulto e politico di sesso maschile, appartenente alla razza prodiana;
  • un abito da Prodi, comportarsi da Prodi: virilmente (con riferimento alla fermezza, al senno, all’energia e altre simili qualità che si considerano proprie di Prodi);
  • parlare da Prodi a Prodi: in tutta franchezza, lentamente, sospirando, articolando;
  • un Prodi buono: un premier onesto con mortadella;
  • un buon Prodi: un ciclista semplice e bonario con mortadella;
  • un Prodi povero: un premier privo di mezzi;un povero Prodi: un premier jellato che dimentica la mortadella dal salumiere dopo averla pagata;
  • un Prodi grande: questo lo dicono i suoi amici (con sarcasmo);
  • un grande Prodi: un premier eccezionale per meriti e qualità, colui che esercita il premierato senza colpo ferire (ma solo quando dorme);
  • un Prodi di coscienza: quando dichiara che non aumenterà le tasse;
  • un Prodi di poche parole: taciturno (sta mangiando mortadella e pensa a Veltrone);
  • un Prodi di cuore: il suo cuore sbatte fotte fotte per i destini dell’Italia;
  • un Prodi alla mano: cordiale con riserva;
  • un Prodi di mondo: che conosce il vivere del mondo e che fa vita di gruppo globale (nelle foto di gruppo si sistema molto umilmente in periferia);
  • il Prodi della strada: un premier comune, come tanti ne incontri per strada, il tipico cittadino medio con e senza bici, paga tutte le tasse;
  • un Prodi finito: rovinato, moralmente, economicamente e politicamente; ma non diciamoglielo: potrebbe ricominciare daccapo – infatti...
  • un Prodi nuovo: una persona di umile origine che si è fatta da sé.
Immagine di Prodi con cane da mettere sul comò












Par condicio...

Definizione della Befana Silvio:
- sostantivo femminile; essere umano adulto che si crede la Befana;

Modi di dire:
  • una Befana affascinante, elegante, di classe, di spirito, con bandana e stramiliardi di euri;
  • Befana di mondo: che fa la vita di società;
  • Befana di casa: che attende alle faccende domestiche: accende il fuoco, cucina, stira e ammira, pulisce i vetri, toglie la polvere, fa vita ritirata e tranquilla, una vera befana, dunque.
  • una santa Befana: si sacrifica per gli altri e per questo i santi ungono il suo cranio di olio santo;
  • figlio di buona Befana: come dire... è meglio non lo dire, però lo puoi pensare;
  • prima Befana: cantante e stornellatore (anche al femminile) che si esibisce prevalentemente nei casini pubblici;
  • fare la prima Befana: voler primeggiare a tutti i costi (anche al maschile, ma non è il caso nostro);
  • la Befana di picche: ma che picche e picche!, e che Befana sono?
  • figlio di Befana: turpiloquio, non si può dire;
  • Befana: questa parola, da sola, si può dire, con sfumature diverse, ma l’importante è non dimenticare di mettere la calza vicino al camino; se vi manca il camino, mettete solo la calza; se vi manca pure la calza, eccheccazzo!, mettetevici voi appesi al lampadario con le mani giunte a panierino; e se non avete manco il lampadario, che ci state a fare ad aspettare ancora la Befana?
  • poesia befanesca per quegli italiani che non votano a destra: la Befana liscia liscia, va in cammara e si piscia, si piscia la sottana, viva viva la Befana".
Immagine della Befana che porta doni
da mettere sull'altro comò (dipende da quanti ne avete);
altrimenti in qualsiasi altro posto.

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mercoledì 7 novembre 2007

Aristofane docet!



Se avrete successo, bene; se fallite, almeno i saggi diranno che qualunque cosa vi succeda vi sarete impiccati con le vostre mani a un buon albero. (Aristofane docet).

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martedì 6 novembre 2007

I Morti Eccellenti!

Dedico questo post a Enzo Biagi e ai cinque operai che sono morti mentre lavoravano.

È il 06/11/2007. Incidenti sul lavoro. Morti 5 morti lavoratori.
Proclamata una giornata di sciopero.

Era il 09/07/07 quando scrissi questo post nel mio vecchio blog, a seguito dei tre incidenti sul lavoro.

Tre incidenti mortali sul lavoro si sono verificati in questi ultimi giorni a Milano, a Reggio Emilia e a Bologna.
I lavoratori coinvolti in questa nuova ondata di infortuni sul lavoro hanno in comune una impressionante particolarità: tutti e tre sono omonimi di importanti personalità della politica e del mondo dell'industria.
Solo omonimi, attenzione, non parenti e neppure sosia. Soltanto omonimi.

A Reggio Emilia ha perso la vita un povero professore precario, ricercatore universitario che, recandosi in bicicletta al lavoro, viene investito da un tandem guidato da due omaccioni, impiegati in una ditta di pompe funebri. Il povero ciclista, Prodi Romano, lasci gli affetti e una caterva di debiti che erediteranno i suoi parenti più prossimi.

A Bologna, un altro omonimo, tale Cordero di Montezemolo Luca, impegnato nella difficilissima ricostruzione di un puzzle, il puzzle di tutta una vita dedicata al lavoro: un lavoro da certosino e sempre dal basso verso l'alto, dopo aver incastrato l'ultimo pezzettino in cima al puzzle, a causa di un leggero colpo di vento si rovescia l'impalcatura, che lo travolge schiacciandogli sia il torace sia l'addome. Muore all'istante. Il ponteggio mancava delle più elementari norme di sicurezza e le sponde non erano a norma.

Il terzo incidente, quello che più colpisce l'immaginario collettivo, in effetti è il più banale, ma non per questo il meno drammatico. La vittima, certo Berlusconi Silvio, cade dal tetto di un capannone alto dieci metri.
L'uomo, mentre aggiustava alcune falle nella copertura del capannone industriale di proprietà della Ditta CdL Srl, preso da irrefrenabile impeto canoro per la gioia stessa di lavorare, dopo anni di disoccupazione, indossa una bandana e inizia a cantare, dimenandosi come un ossesso fino a perdere i sensi e andare giù a capofitto. L'uomo, un clandestino poi regolarmente integrato in Italia, era molto stimato nella CdL Srl, dov'era diventato anche un punto di riferimento per molti suoi connazionali".













E ristampo quello che si disse in quel luglio scorso dagli addetti ai lavori:
«L’ennesima tragedia, che colpisce lavoratori e padri di famiglia, giunge inattesa dopo che Sindacati, Istituzioni e Associazioni di giornalisti avevano dato ampio risalto all’unico vero crimine dei tempi pace: LA MORTE BIANCA!».

Lo scorso giugno, a Gubbio, gli addetti ai lavori di cui sopra, "hanno definito un piano per una vera e propria campagna nazionale per favorire la diffusione di una cultura della prevenzione e della legalità. Adesso - ribadisce - è giunto il momento di passare dallo stadio delle buone intenzioni a quello delle buone azioni, promuovendo una 'santa alleanza' tra forze politiche, sociali e religiose contro un vero e proprio crimine dei tempi di pace".

Ditemi: che follìa inumana è mai questa!
Questa è una strage impietosa e senza fine!

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lunedì 5 novembre 2007

Il Non-Paese ha la forma dello stivale

L’epopea della democrazia italiana nata, immaginata e voluta come catarsi della monarchia e del fascismo s’è sfiatata e si sta concludendo nel più grande fallimento che la storia patria ricordi dalla fine della IIª Guerra Mondiale. La democrazia italiana è rinata come PD e ha lo stesso dna della vecchia Dc. Ai nastri di partenza una destra xenofoba aggiustatorti mai doma e sempre volgare e violenta nelle sue piazzate. Prima che si sfloscino gli Usa dei dinosauri sicuramente si sfloscerà l’Italia dei topi. Pochi corridoi di salvezza alternativi, ma proprio si contano su una mano e non ci conterranno tutti. Pessimista, disastrante? Ma quando mai.

Sono in pieno senno e non mi faccio vanto perché del senno di poi son piene le tasche. L’Italia è senza ricette malgrado non manchino i commissari tecnici del pensatoio politico ufficiale che ogni giorno ne sfornano a palate.

La palestra del pensatoio è satura comunque, non ci sta più nessuno con la mente e il sudore, vi giuro è diventato fetore. Se passate da quelle parti durante le sedute pro-pensieri, portatevi l’antispam.
L’Italia è uscita relativamente da poco dalla monarchia, dal fascismo e dalla 1ª repubblica.
L’Italia crede d’essere un paese sempreverde e sempregiovane.
L’Italia è ancora un paese servo, con molti servi che vi lavorano.

L’Italia è decisamente entrata nel novero dei Paesi a dittatura fissa mascherata di democrazia a scartamento ridotto, come quei vecchi treni a carbone che arrancando su per il pendìo, sembrava che da un momento all’altro dovessero precipitare irresistibilmente a marcia indietro. L’Italia è un paese immaturo e arrogante, insipido e presuntuoso.

L’Italia non è mai stato il paese di marzapane: questo lo so con certezza perché il più vecchio pasticciere della mia città è morto di crepacuore dopo aver visto il suo capolavoro dolciario, la sua marza-italia alle mandorle amare rosa dai topi di fogna. La pasticceria sembrava a prova di topi ma c’era un pertugio in cantina e il povero pasticciere s’era illuso: l’aveva messa in bella mostra in vetrina la sera prima e il giorno dopo era sparita. Tutta, compresa di tacco e tallone: delle isole si vedevano solo l’indice sinistro sardo e il cono dell’Etna, ormai tutto era nel ventre capace dei topi.

Anche la Padania, per carità, che qualcuno definisce immune dai topi, trangugiata, che schifo! Perché questa fine? Una fine migliore, che so, alluvionati, terremotati, bombardati, sarebbe stata eroica, ma mangiati dai topi? Di fogna, per giunta.
Ma noi, popolo di poeti santi navigatori, che cazzo c’entriamo con i topi? Noi siamo belli, intelligenti, creativi, solari. Che c’entrano i topi con noi? Che c'entrano? Roditori intelligenti sono, di classe superiore. Il loro motto è: dammi tempu ca’ ti perciu! La noce Italia, ma anche l’Italia in nuce, tutto a tempo e senza pentimenti, senza ripensamenti, viene rosa.

Dimmi, cara amica poetessa navigatrice e santa, che ti sembra di questa passeggiata di topi da sud a nord e all’incontrario? Topi che percorrono km e km d’Italia e la infognano davanti a noi. Alla popolazione, di tutte l’erbe un fascio, questo sistema è riuscito a introdurre nella propria memoria Fratelli d’Italia a forza di rituali fine a sé stressi e a ciclo continuo. È stata una grande lezione di patriottismo forzato che nemmeno negli anni ’50, quando nelle scuole mi imponevano di cantare Biancofiore. Tempo perso? Macché.

Strategia sublime dei vari Capi di Stato (Ciampi e Napolitano) e di Governo (Berlusconi e Prodi) che, in sintonia con l’Italia pallonara, hanno vinto la guerra contro l’ignoranza patriottica e nazionale, interpretando fedelmente quello di cui si sono fatti portabandiera universali: l’arretramento di tutte le forme di umanità dei diritti della libera voce dell’espressione e della comprensione reciproca.
Ritengo che il benemerito vaffanculo-day sia stato solo composta timidezza di un popolo che fa del proprio essere civile un mugugno a scappamento ridotto. Tu dici: cominciamo così e poi si vedrà.

Io dico che non si vedrà un bel niente. Dopo. E aggiungo che se si vuole cambiare qualcosa è perché si sta veramente male. Ma chi male non sta, non farà nulla per cambiare. E questo è un fatto. Non scappi, tu, Femmina Italia, ch’è risaputo, hai terrore di un topo, figuriamoci di milioni? Veleno, veleno per i topi di fogna. Mi pare che col veleno non tutti i topi caschino, visto che, usando pizzini, si ritrasmettono messaggi di solidarietà e sopravvivenza. Ci vuole un po’ di robusta pazienza per spingerli un po’ oltre la nostra vita.

Dal cappello del Bianconiglioinfioresimbolodamoreeditrasformazione è uscita la lista dell’esecutivo PD.

Presenti: Senatori della Repubblica, Presidenti del Cinema, Segretari Nazionali delle Acli, Scrittori, Romanzieri, Registi, Ecologisti, Consiglieri comunali, Assistenti Sociali, Confindustriali, Dottori in Scienze Politiche, Membri del Sottosegretariato del Premier, Segretari Provinciali e Nazionali DS, Economisti, Coordinatori e Segretari del Ppi e della Margherita, Preti clandestini, Ermete Realacci, Saggi e Padri fondatori del PD, Finocchiaro e Franceschini, e per finire ce n’è dell’area Bindi.
Assenti: Operatori ecologici, Operai e manovali, Immigrati legali, Precari e figli di un dio minore, Barboni e anticristi, Rumeni e rom, Scrittori di muri e vandali metropolitani.
"Nino, domani a Palermo!"
"A che cazzo fare?"
"A liberare la Sicilia!"
"Ma vedi di liberare l'Italia per prima, Pepè!".

Serpeggia
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