domenica 11 novembre 2007

Berluskanoista

Non è facile immaginare una giornata tipo dell’Unto. È pressoché impossibile ma, essendo anche lui, a volte, un essere umano normale, mi premurerò di immaginarmela normale. Mettiamo che si svegli alle 6.00-6.30 – il mattino ha l’oro in bocca – e nel suo caso non è metafora -, ed espletate le funzioni fisiologiche, voce di popolo vuole che sia un po’ stitico – la colpa* egli sa bene di chi è e pure io e anche voi - ma soprassediamo –, va a farsi un bagno tonificante con relativo massaggio e già che c’è si fa pure una doccia rapida alla svedese.

Eccolo infine a colazione con, minkia sono in crisi: cosa mangia a colazione uno che è stato unto dal Signore, boh? Fagiani e marmellata? Oppure sorseggia Tio Pepe macchiato a digiuno? Oppure i Krumiri di Casale? Essendo che Lui ha il sonno breve e sappiamo di chi è la colpa*, ultimamente ha messo alcune guardie del corpo a difesa del suo sonno e non passa più nessuno, a volte nemmeno Lui che, con l’età, è costretto a fare un po’ di pisellini notturni.

La seconda parte della mattinata è terribile: arriva Bondi con una poesia in sanscrito e due occhiaie talmente grosse che l’Unto si mette le mani ai capelli!? Dopo la lettura in sanscrito della Poesia quotidiana, il poeta di gomma si trasforma in cavallo a dondolo e con in groppa Lui parte per l’Idroscalo perché deve mantenersi in forma, mentre Bondi deve solo mantenersi in vita. Quando questi due attraversano tutta la città ecco che il miracolo a Milano prende corpo: la città si divide in due con i preoccupati da una parte e quelli che ridono dall’altra; quei due annusano un po’ di smog e poi a briglie sciolte galoppano verso l’Idroscalo, inseguiti da una mandria in lega leggera di padani della prima ora e di forzisti della seconda: e, nell’intervallo Cicchitto, che arranca, cerca di spiegare alla sciura Brambilla che questa di oggi è l’anteprima generale del futuro governo del Galoppatore Folle.

Infatti è pronto il nuovo motto:
L GOVERNA GALOPPA! E TU CHE FAI, NON LO SEGUI?
Tradotto: tutti gli elettori di Berlusconi dovranno eseguire la galoppata mattutina per tenersi in contatto con Lui sulla groppa; per questo andranno a lezione dal poeta di gomma. All’Idroscalo, Lui sostò qualche minuto a guardar fiero l’acqua mentre il Bondi dava l’anima e anche amore al suo padrone. Il cavallo – Bondi – scalpitava e dalle narici mugugnava furioso fuoco contro chi cercava di aiutare Lui a scendergli dal groppone. Con una mossa rapida di "cu fu" si liberò delle guardie del corpo, prese il suo padrone e signore e lo depose delicatamente sulla canoa personale di Lui.

Attenzione
che
arriva
primo!








Poi s’accovacciò, e che è, cane?, si sistemò a quattro zampe brucando una poesia per il dopo-canoa. Quando Lui tornò pimpante e sorridente, Bondi s’era già trasformato come tutti gli ex in un ex cavallo. Mentre tornavano in taxi Lui disse che la mattinata era stata foriera di presentimenti e che già sapeva l’ora il giorno e il mese di quando si sarebbe riappropriato della Poltrona. A Bondi venne una paresi a destra perché pensò che così l’avrebbe dovuto condividere con tutti gli altri. Ma se tanto mi dà tanto, pensò, potrò galoppare di meno e scrivere di più.

A pranzo mangiarono come due uccellini di primo pelo tenendosi sul leggero ma a cena si scatenarono: insalate e frutta, quindi zuppe di verdura, di farro, creme di cereali, un pollo ripieno di mandorle, latte e spezie varie. E ancora, selvaggina condita con le salse medievali a base di vino, olio, aglio, mollica di pane, uva acerba e cipolle; poi pesce fresco appena appena inquinato di mercurio, arricchito con una salsa verde condita con salvia, prezzemolo, timo, aglio e pepe.

Infine, il piatto grosso con cui Lui e Bondi si avviarono al termine della ricca cena, l'arrosto trionfale, il cinghiale catturato il giorno prima nel boschetto di Arcore da Bondi. A seguire il maiale calderolliano con contorni di aromi e spezie musulmano-orientali. E per finire torte salate e dolci, fra i quali molto gustose e apprezzate le frittelle a base di formaggio di mucca, chiaro d’uovo, farina, pinoli e uva passa.

Tra una degustazione e l’altra, si sono scolati pure oltre dieci litri di vino e almeno un altro tanto di vino bianco; piacevole scorreva la conversazione tra i due che toccava gli argomenti più disparati, dalle recenti vicende rumene del governo romano di Romano suo vecchio amico e confidente, alle ultime notizie riportate ad Arcore qualche mese prima dalla Signora di Lui per merito di Veltrony, il nuovo barricadiero democratico, ammiratore galante della signora di Lui. Terminata l’abbuffata politicalimentare, si trasferirono in giardino; c’erano 2 o 3 gradi sottozero ma la serata si concluse con una spensierata serenata di Bondi all’indirizzo di Lui che, preso da nostalgici ricordi, si raccolse nei suoi pensieri canticchiando mestamente mentre il giardino s’illuminava d’immenso.

Più volte Lui – infastidito da alcune note stonate del poeta-cavallo – aveva chiesto alle sue guardie di lanciarlo in piscina – ma alla cattiva pensata non seguì azione violenta e mentre l’allodolo del mattino – Bondi – segnava il nuovo giorno Lui s’addormentò sull’erba sognando come può sognare un LEADER che attende il plebiscito trionfale.

Descrizione immaginaria di una tipica giornata di Lui.
* La colpa è dei comunisti.
Quindi, okkio a tutti i psiconano che si muovono negli orizzonti della sinistra democratica in generale e in quella radicale in particolare.


Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Nessun commento:

Posta un commento

Prima pondera e poi scrivi!

Heracleum