Eravamo in tre ieri a guardare Annozero. Io e Colapesce. Annozero alle prese con i superstiti della ThyssenKrupp, grondava tensioni da ogni parte. Ascoltavamo in pace, distratti soltanto dal ciclico ripetersi del ditino del Partigiano a caccia della sua narice destra. È un vezzo o un tic, però ci riempie la serata. Bello com’è strutturato questo Annozero; il tema della serata, messo a fuoco, ha trattato anche di me, di Colapesce, di Catania, per contrappeso di Milano e, ovviamente, al centro della questione, la sicurezza sul posto di lavoro. Poi creativo quel che basta, perché passare dalla “mancata manutenzione in fabbrica perché costa troppo ai padroni” alla questione del “controllo zero nei mercati popolari”, in questo caso Catania, è un bell’esercizio di transustanziazione d’informazione libertaria e laica. È il mancato controllo su tutto che fa della questione italiana il fondamento delle nostre sciacquate sofferenze e che permette a noi di saperne di più dalla informazione alternativa.
A specchio, il mercato ortofrutticolo a Milano, comunque ci fa sempre la sua superba figura. Intanto lì perché sono al chiuso e parlano l’italiano, anche se qua e là, si capisce che sono quasi tutti del sud. Poi perché vero è che stanno al chiuso, ma dentro ci piove. A Catania invece è tutto a contatto di cielo e si parla solo il catanese. Lì c’è il problema degli scarichi dei Tir che col piombo delle marmitte c’innaffiano le verdure; qui c’è l’ossario accatastato delle macellerie a cielo aperto che aspetta solo di essere rosicchiato dai cani e dai topi. Che bella Milano. Che bella Sicilia, in questo caso Catania. La signora catanese del piano superiore si lamenta della spazzatura, delle bancarelle, delle opzioni zero di libertà di passaggio, legittimo, che da casa sua non può nemmeno essere libera di accomodarsi fuori; più o meno come quel signore romano che con la telecamera ha filmato a Roma le affabulazioni porno dei clienti arrapati in pubblica strada.
Beh, ragazzi, neanche a Palazzo Chigi è possibile entrare senza pass. Un mio conoscente, per entrare a casa sua, abitava in rione popolare, doveva chiedere il permesso al meccanico, al vetraio, al carrozziere, al veterinario e alla macchina del vigile urbano posteggiata sul marciapiede. Non gli bastarono né ingiunzioni, né esposti, né minacce. Poi così come iniziò tutto finì, nel senso che quello morì per problemi suoi e risolse il suo problema.
Ogni tanto Colapesce mi guardava incredulo come per dirmi: “Ma veramente è questa la Sicilia? Io credevo che la mafia fosse solo a Milano”. E io: “Zitto, che Santoro sta parlando della Sicilia!”. “Sì, ma che dice? Ci presentano sempre allo stesso modo! Dove sta la differenza tra questa informazione e quella grossolana e qualunquista?”. “Che c’entra? Annozero fa il suo dovere di tv impegnata a denunciare le deficienze italiane.” “Sarà, ma ho l’impressione che quei quattro gatti spelacchiati dei razzisti del nord si stanno pisciando addosso dalla goduria nel vederci così.” “Sì, dico io, ma non è colpa di Santoro, la colpa è solo nostra che siamo fatti così, poca scuola, niente lavoro, pseudo o mafiosi del tutto e poi quando parliamo siamo completamente in balìa del nostro temperamento focoso e istintivo, rabbioso: non badiamo a quel che diciamo. Siamo fatto così!”. “Sì, ma se questa televisione è intelligente come dice di essere perché poi si scorda di riparare al danno che ha prodotto?”. “Quella, la televisione, mica è il Governo o lo Stato!”. “Sì, ma si prende i nostri soldi!”. “Annozero non fa leggi, produce solo opinione, nel senso che se sei di destra t’incazzi contro il programma, se sei di sinistra... m’incazzo lo stesso... già...”. Poi, ascoltando Travaglio che è tutta un’altra musica, un caso di rara qualità e trasparenza giornalistica, mi riprendo un attimo ma subito dopo mi ritornano i cattivi pensieri. Colapesce dice: “Questi siciliani che hanno votato per Forza Italia e per Cuffaro, di che cazzo si lamentano?”. E io: “E questi milanesi che hanno Formigoni, la Moratti e il Cavaliere, ti sembrano più intelligenti?”.
Poi capisco perché ad Annozero non c’è nebbia. A parte Travaglio, non c’è nebbia perché i problemi che ti vengono presentati sono reali e ti mettono di fronte a delle scelte di vita. Io non ho le branchie come Colapesce e quando mi si pongono problemi così vado in affanno. Perché questi problemi, presentati sottoforma di denuncia prettamente giornalistica, o li affronti alla Santoro, toccandoti la narice destra a cicli regolari, o ti dài una mazzata sulla capa e pensi a tutti gli indifferenti di questa mondo che se ne sbattono, ingrassano e fanno ciò che non sai fare tu, cioè io: fregartene. La nebbia la lasciano tutta a me che già c’ho i miei problemi di sopravvivenza. E quei poveri miei compagni di operai che paventano la dimenticanza sui loro problemi: abbiate fiducia, compagni, tutti nasciamo in questo mondo...
Colapesce se n’è andato lasciandomi solo a sfarfugliare pensieri infertili. Colapesce sarà ritornato a sostenere le fondamenta della Sicilia, che non essendo in Italia, può affondare in qualsiasi momento. Ma questo non perché è la Sicilia che vuole affondare. Solo che Colapesce, vecchio lupo di mare, quanto resisterai a tenere a galla tutti noi?























14 commenti:
Due prime serate dedicate ai morti per lavoro: Infedele ed Annozero.
non sarà troppa informazione?
Consoliamoci: spente le luci, gli operi torneranno a morire in silenzio e sempre più sotto ricatto
Aldo
Non l'ho vista tutta solo la seconda parte sui mercati e verdura. Pero' Travaglio ha fatto una analisi cruda e davvero terribile.
Non si fa nulla finche non ci scappa il morto (controlli farsa o concordati dagli stessi controllori, quando va bene) poi legge emergenza e poi quando comincia a produrre qualche risultato non se ne fa piu' nulla.
Per la signara col balcone sul mercato a sua volta sulle immondizie davvero mi e' mancato il fiato. E il tizio che diceva che una tal persona deve uscire di casa alle 8 o alle 2 era davvero comico. Ma come non sono nemmeno libera di uscire di casa?
Bho io non capisco tutto quel meccanismo (abusivi che poi devono pagare per tenere il carretto in un cortile privato).. sinceramente non ci andrei nemmeno a comprare in un mercato cosi. Sara' impossibile far penetrare la legalita' in ogni anello della catena. Questo sistema ci danneggia tutti.
Bellissimo pezzo, come sempre. Ciao
@ alduccio: finirà esattamente così.
@ suburbia: perché tengono il carretto in un cortile privato? Così non si spezza il cordone ombelicale con il mafioso; sembra banale, ma è così. Fuori dal contesto non puoi lavorare. Tutti sono coinvolti e l'arroganza di ciascun preposto alla legalità è il peggior sintomo della sottocultura mafiosa. Ciao, e... buona giornata!
ma credo che non ci sia bisogno di presentazioni, siamo stati presentati, e rappresentati molto bene da una cinematografia, da una televisione da reportage, da una fiction, e da molte fictions,la letteratura è sempre un'altra cosa,
non fa molta opinione, e piu pesante da recepire.
Forse Camilleri Andrea? Bufalino Gesualdo?
Pirandello Luigi? Borgese Giuseppe Antonio? Hooo... quanta "Malavoglia" c'è in un Gattopardo, forse, facciamo sempre
"Centone" noi, anche nel leggere la "Minata degli Dei" che Don Mimì Tempio, scriveva, fra una cosa seria e l'altra, ma di Cola Pisci ci nne sulu uno? Ommini chi teninu cu brazza tisi sta Sicila c'affunna, mentri c'è cu canta " rosa frisca aulentissima ca appar intra l'estati li fimmini ti disianu, sia schetti ca maritati"
lu dottu di Tripi fa a cazzotti cu Petru Fudduni mannannusi scritti versi popolani.
@ anonimo: alcuni nomi pesanti dei siciliani importanti spesso sono andati fuor di Sicilia a diffondere la loro sicilianitudine; le nuove generazioni non sanno niente di storia contemporanea, figurati di poeti alla don Minicu Tempiu. Se almeno conoscessero il significato profondo della leggenda di Colapesce, avremmo fatto un bel passo avanti e la mafia due indietro. (Forse?)
http://free.imd.it/colapesce/PaginePrincipali/Cola-Festa.htm
lo cercato per scherzo e lo trovato davvero!!!!
guardatelo e bello!!
Ciao complimenti per il blog, se ti và di scambire i link questo è il mio http://spartacuslibero.blogspot.com/ .Fammi sapere ciao
ha ragione alduccio.
Due prime serate dedicate a fare informazione.
Non si starà esagerando?
Un saluto al volo...
Mister X di COmicomix
@ comicomix: loro con una fava s'impastoiano due piccioni e un pappagallo. Il pudore chissà dove l'hanno lasciato?
Grazie per lo scambio link, ti appena aggiunto ciao
che stile, quando trovo un blog come il tuo inizio a soffrire di complessi di inferiorità per lo spessore del commento che devo lasciare....
@ giadatea: ehi, non esageriamo! anch'io ho un cuore che soffre e un cervello caotico e un po' avanti con gli anni.
Grazie per dar spazio a riflessioni di questo tipo. Non ce n'è mai abbastanza. Perchè dite che c'è troppa informazione? L'informazione se corretta e volta a far aumentare coscienza e senso critico non è mai troppa, credo.Se mai c'è da chiedersi qual'è il seocndo fine... audience? Ascolti? E poi: perchè ci svegliamo a parlarne solo quando c'è qualche morto di mezzo? Morbosità? Comunque meglio questa informazione di tutte quelle inutili telenovelas sugli ultimi delitti nostrani tipo Perugia, Garlasco o non so cos'altro con cui cercano di distrarci dai problemi VERI di questo momento.
Ciao!
@ martina: gentile Martina, il tuo ragionamento non fa una grinza e sono d’accordo con te quando raffronti questo tipo di informazione con le telenovelas dei tg. Ma non è solo questo il punto secondo me. Bisogna parlarne e guai a non farlo. È necessaria l’informazione quando questa non è faziosa o nasconde altri fini: tu parli di audience ma potrebbe essere ancora più sottile come ad esempio saturare al massimo su una data informazione per poi non parlarne più. Sulla questione operaia non se parla proprio se non tra gli addetti ai lavori. Hai visto mai un operaio ricevere qualche bel premio per il proprio lavoro nelle serate di gala? L’operaio, in quanto tale, non dirige, opera e muore. Se la morte è spettacolare, la Tv che è spettacolo, ne parla. Ne parla troppo in poche sere perché non ne parlava prima, non ne parlerà successivamente. Non è quanto ne parli, ma come e a chi lo dici. La Tv è faziosa perché è gestita da soggetti che dipendono esclusivamente dai loro padrini. La fin troppa informazione sui tragici eventi come quello di Torino ha molteplici scopi a seconda da come la si guarda. Ma per esperienza di vita l’informazione, che si chiami Annozero o Matrix o Ballarò per non parlare di Vespa, ha l’anima corta e la bugia sulla punta della lingua, ma ci sono le eccezioni che confermano la regola: può essere che Annozero lo sia. Grazie per il tuo contributo.
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