mercoledì 31 ottobre 2007

Ghost tank!

Se non è una bufala è fantascienza, se non è fantascienza è la fine dei mondi possibili, logici e normali, cioè assassini.

Nemmeno se osservate con la lente d’ingrandimento riuscirete a vedere il carro armato invisibile. È sempre stato il mio sogno riuscire ad avvicinarmi al nemico dell'umanità e sparargli una cannonata sulla capa, a freddo e senza pietà così come fa lui normalmente con i più deboli...

«Per avvertirne la presenza bisogna toccarlo - spiega al Sun l'esperto di "fisica dell'invisibilità" John Pendry dell'Imperial College di Londra (personaggio che ricorda l'inventore di gadget 'Q' di James Bond) - ormai la teoria è fatta, è necessario solo svilupparla».

Quante soddisfazioni uno si può levare: cannoneggiare tutti quelli che ti stanno sulle palle. E senza essere visto. Metti, per esempio, che sei a Rangoon: una gran cannonata al quartier generale dei generali birmani e il gioco è fatto. Basta stilare una mailing list di stronzi dittatori e padroni del vapore e pian pianino metterli tutti KO! Sette segrete, massoni, spie, guerrafondai, schiavisti, magnacci, sicofanti, presidenti di questo e di quello! Tutti mazziati e fine della storia! Facile! La cosa fantastica che non solo il carro armato ma anche i soldati saranno resi invisibili. Ancora più da sballo: mettiamo che sei un soldato anomalo, di quelli ribelli, anarcoidi e anticonformisti, diciamo un disobbediente civile in tuta mimetica invisibile: le soddisfazioni che ti levi sono infinite.

In verità, gente da punire ce n'è a bizzeffe e non si sa da che parte cominciare. Ma il carro armato io non ce l'ho e questo mi deprime; ce l'hanno gli inglesi, così dice l'ansa. Mentre gli americani stanno spendendo i loro milioncini di dollari nel settore dell'invisibilità totale e i giapponesi stanno realizzando giubbotti invisibili. Si pensi a quanti apprendisti mafiosi andranno ad acquistare giubbotti invisibili e mafioseggiare sotto il nostro naso senza che tu ci puoi far niente. Ma non appena i prezzi s'abbasseranno, tutti potremmo acquistarli e vivere finalmente una vita divina dove tutti invisibili ci spiamo l'un con l'altro o se preferite l'un contro l'altro; avremo spazi più ampi per le strade ma più bernoccoli e contusioni se non stiamo attenti ad evitare l'altro invisibile; la goduria massima è conoscere finalmente sia i segreti della notte sia quelli del giorno della Repubblica democratica fondata sul lavoro eccetera.

"L'unico difetto di questa invisibilità è che il funzionamento del carro armato dipende da telecamere e proiettori", mentre quella del soldato invisibile dipende esclusivamente dalla propria dabbenaggine se si fa scoprire, e cioè dall'odore mortalizio di violenza gratuita che emana; potrà essere reso inodore all'olfatto? Se sì, non avremo scampo: tutto questo entro i prossimi 5 anni e poi... l'invisibilità eterna prenderà possesso delle nostre vite e noi non avremo capito nemmeno come. L'uomo è un vero genio: con tutto il casino nel mondo si mette a costruire altra distruzione invisibile! Ma andate a farvi invisibilizzare a uno a uno o a gruppi, che è meglio!

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martedì 30 ottobre 2007

Allegoria di Nosferatu e Dracula

Ambiente: una stradina in una vallata, tra la collina e tra la montagna tutta impolverata, brulla e brulicante di, che ne so, vogliamo mettere caproni e crasti che brucavano molto sonoramente. Tempo: sereno con libeccio. Cielo a stelle di trapunta. Temperatura: locale, non dimentichiamo che stiamo ognuno dove gli pare. L’ora? Più o meno dopo le undici e trenta di sera, quasi mezzanotte. Proprio l’ora delle cattive sorprese: quella scoccò all’improvviso ma puntuale senza nemmeno avvisare.

Ad un tratto, da dietro un ulivo saraceno, un rumore sordo partì e mi toccò profondamente le corde vocali e urlai: avevo visto un fantasma anzi, il Fantasma per antonomasia, Osama Beniamino Laden! Come poté ridursi così, quest’uomo tanto prezioso per la crociata antiamericana? Praticamente anoressico. Insensibili, gli americani gli davano instancabili la caccia, ormai in forma proverbiale, quasi metaforica e quello, meschino, a fuggire, reietto e male in arnese dalle fauci dello zio Sam.

Lo zio Sam subito dopo essersi reso indipendente dalla Corona d’Inghilterra, si era dedicato a tempo pieno alle pratiche magiche importate dal medioevo europeo, e andava esercitando così tremende azioni, nefaste, soprattutto contro i Pellerossa d’America. Ma secondo quelle pratiche europee, mutuate dagli antichi Romani, l’espianto degli Indiani non deve apparirvi innaturale poiché faceva parte di un disegno magico-divino: infatti i comandanti della cavalleria a stellestrisce che avevano partecipato ad un corso di “magia di Stato”, e conseguito un attestato di comportamento antimanituale al grido di: “O Satana, abbi pietà della mia grande miseria”, conficcavano uno scalpo sul luogo dove cadevano le vittime di tanta aberrazione perché così, a sentir loro, si purificavano le coscienze dalla lordura della strage etnica imposta ai Nemici.

Già nel Far West s’erano piantati i germi per la fioritura del più grande Gendarme del Mondo! Ma torniamo a Beniamino! Chi è costui? E soprattutto, perché viene inseguito ancora dal Gendarme? E poi, perché è diventato anoressico? Quante domande, molti misteri, una sola certezza: Beniamino, allungativo di Bin, era diventato un tabù. Come Caino. Nessuno tocchi Bin Laden! Nessuno prenda Bin Laden! Nessuno trova Bin Laden! Domande da porsi: è vivo? È morto? Può essere sia vivomorto sia mortovivo: che cambia per l’Iraq? L’anoressico mi fissò negli occhi per un istante e fece scivolare nella mia mano una foto che lo ritraeva intento a succhiare il sangue di una donna ormai prosciugata.


A gesti ci capimmo, e subito inquadrai la faccenda: alle sue spalle emergeva un ectoplasma con un dito eretto molto ben messo e dichiarato. Al question-time della mezzanotte eravamo rimasti solo in due: io e basta perché Beniamino era ormai sparito. Chi si cela veramente sotto le fattezze di Nosferatu? Beniamino o Giorgio Doppia V? E la donna vampirizzata, chi è? Può essere la Donna del Sogno Americano, la Donna-Oggetto da Lapidare, la Donna-Gomma da Masticare, la Donna-Matriarca da Incrementare, oppure una tifosa del Catania? Tutto e il contrario di tutto. Sì. Questi fatti erano come le nespole: avevano bisogno di essere maturati e perciò li posai sulla paglia.

Pensavo alla Chiesa, che aveva fatto arrostire tutti gli eretici a portata di mano. A lo ‘nferno a lo ‘nferno le streghe brutte e lesbiche, quelle bone no, prima stuprare poi magari bruciacchiare, poi li maghindovini portajella, li vampiri froci comunisti terroristi e tutti l’anticristi! Nosferatu: vampiru esaggiratu! Non è un vero e proprio vampiro, è una specie di vampiro che poco ha a che veder con l’eleganza e la bellezza di Dracula. Quello che ci sta dietro, invece, come vi pare? Potrebbe essere il nuovo Dracula? Ammettiamolo per un istante.

Non molto tempo fa, in conferenza stampa, a Washington, Dracula ha detto - "Un ritiro immediato delle truppe americane dall'Iraq sarebbe un disastro … favorirebbe solo i nostri nemici e renderebbe l'America più vulnerabile a nuovi attacchi terroristici... siamo nelle fasi iniziali di un grande conflitto ideologico: un conflitto tra quanti vogliono la pace e vogliono vivere in una società pacifica e normale e i radicali che vogliono imporre al resto del mondo la loro tetra visione... al Qaida in Iraq ha giurato fedeltà a Osama Bin Laden... uno dei modi che i militanti hanno per diffondere la loro ideologia è di far male agli americani.

Quelli che uccidono civili innocenti in Iraq appartengono allo stesso gruppo responsabile dell'11 settembre... al Qaida una ‘minaccia seria’ che è destinata a ‘sopravvivere’ alla mia presidenza... È nel nostro interesse diffondere un'ideologia alternativa e restare all'offensiva. Colpirli fuori prima che ci colpiscano dentro, e diffondere i valori universali della libertà".
Parapapunzipunzipà.

La stregoneria del Soldato Blu in definitiva ha un duplice ruolo: il suo potere disintegratore è inscindibile dalla capacità di riequilibrio, nonostante Nosferatu.
Dracula e Nosferatu: una doppia proiezione di una società globale marcita fino all’inverosimile.

Un conflitto universale che ponga rimedio all’incapacità di adattamento di un’umanità di disuguaglianze che hanno partorito Dracula e Nosferatu.

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lunedì 29 ottobre 2007

Una volta c'era Mondo...

Una volta, in un paese lontano lontano, viveva un uomo che si chiamava Mondo di cognome. Di professione nullafacente, non teneva nulla ma aveva la capacità di far trasecolare dalle risa tutti presenti ogni qualvolta veniva invitato, a pagamento, ai funerali di chicchessia, dai burloni di quel paese. Lo invitavano per sdrammatizzare l'atmosfera funerea e forse perché essendo burloni amavano sollazzarsi col dolore degli altri.

A volte Mondo si presentava all'improvviso vestito da becchino con sacchetto nero e croce a tracolla cercando a tutti i costi di portarsi via il morto prima dei salamelecchi di rito; solo che sbagliava ad arte sul morto da portarsi via e immancabilmente andava subito a cercarsi il cliente che a prima vista mostrasse una faccia plausibilmente la più smorta; gli sorrideva come un cifaru (lucifero) e poi gli prendeva la mano sputacchiandogli addosso queste parole: “Centu di ‘sti jorna! E ora camina cu’ mmia, si’ mortu, si’ cataviru, si’ duru comu ‘un cuticchiu di ciumi e ti portu cu’ mmia! Camina e vaffanculu!”. Con scorreggia a seguire e schiaffo secco sulla guancia del presunto morto.

Molti altri paesi lo assumevano per la stessa cosa e Mondo, ormai arricchito, non aveva più spazi da dedicare a sé stesso; soprattutto amava pescare al chiar di luna cefali e mangiaracina. Aveva la passione per la prosa e per le sfilate di moda; amava descrivere nero su bianco come lui avrebbe presentato le sfilate di moda.

Un giorno Mondo venne a mancare e con lui tutte la sceneggiate propiziatorie ai funerali paesani. La tristezza s’invaghì di ognuno e praticamente, per il fatto in sé, non moriva più nessuno. Le anime erano pallide ma non c’era modo e voglia di eliminarle. Mondo era morto! Proprio sparito nel nulla!

E ora, tutti pensavano, chi avrebbe sdrammatizzato più? Chi avrebbe strappato una risata a levapelle? I baristi – quelli, cioè, che costruiscono bare – avevano chiesto una seduta straordinaria e la messa in mobilità del Consiglio comunale per inadempienza contrattuale: queste metafore dell’intelligenza umana, i consiglieri comunali, avevano contrattualizzato il Mondo fino all’ultimo morto ma non avevano previsto la sua fine! Sempre così fanno questi sciagurati. Non prevedono mai nulla. La crisi avanzava spavalda e perfino il prete del paese non fornicava più con i piccoli.

Ma un bel giorno arrivò in paese la cugina di Mondo. Identica in tutto e per tutto: solo che recava con sé dei buchi da gruviera per tutto il corpo. La scienza medica aveva indagato a fondo su questi buchi ma non aveva tratto ancora conclusioni, perché ancora scioccata dalla dipartita di Mondo. Qualcuno chiese il nome alla nuova arrivata e la professione. Sono la cugina, rispose, e faccio sfilate. Anzi, proseguì la cugina, stasera vi aspetto tutti in Aula Magna del Comune per sfilare in memoria di Mondo.

La sera tutto il paese si presentò alla sfilata. Le beghine, per l’occasione, avevano indossate minigonne che sulle gambe pelose proprio, eh? Il sindaco parlava ai giornalisti del come e del quando il Mondo, benemerito concittadino, portando lustro al paese, avesse contribuito alla crescita di una società ilare e sdrammatizzante. Poi, si spensero le voci e il microfono, no, il microfono no. La voce della cugina sopraggiunse dalle catacombe delle viscere sue: sapeva usare il diaframma con risuonatori ancestrali da far paura. Sfilarono decine e decine di minoritarie e maggioritarie (cioè tipi anoressici e bulemici), tutti legati dall’amore profondo che portavano a Mondo. Praticamente figli di questo mondo tutti indossanti vestiti rigorosamente in nero, ma con vari optionals neri.

La cugina parlò: “Trattasi della sfilata di moda che Mondo redasse prima di sparire e che avrebbe voluto presentare. Leggo testualmente: Il colore nero, raffinato, impeccabile, che sfida il grigio sapor dell’inverno e lo smog della città, irrompe come idea sicura, come una carta vincente creata da tutti i creatori di moda. Vedete il Nero, colore del Nulla. Portiamo avanti l’idea del Nero. Tutti gli abitanti del paese devono stare in Nero. Mai più colori come ai tempi degli hippies. I colori fantasma-gorici sono aboliti. Il Nero è l’idea del Bello, del Tutto, dell’Allegria, della Vitalità. Forza Nero. Mia cugina, che sarei io, veste con buchi neri vistosi, luminosi, dinamici, leggiadri. Mia cugina, che sarei io, veste come un cigno nero, a pantaloni larghi quasi quanto una gonna nera, di lana nera, con finissime nervature dalla cintura nera alla mutanda nera... E così, solo col Nero mi potete ricordare. Come un Mondo Nero fine a sé stesso che a sé stesso non si riperpetua”.

Le facce nere ora erano ceree e tutti andarono per la prima volta con la mente agli esseri umani morti nelle bidonvilles nere, agli esseri umani morti nelle guerre nere, alle porcate razziste, ai bambini soldato e a quelli violati, insomma a tutto il nerume possibile e immaginabile. Il Mondo Nero ora tace, ma sotto sotto sogghigna e aspetta...

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domenica 28 ottobre 2007

I Martiri sono sempre Beati

1080, media approssimativa, sono all’incirca gli operai morti che l’Italia produce in un anno. Non molto tempo fa (01 maggio 2007) il Presidente della Repubblica aveva osservato che le morti sul lavoro sono assurde e, in più, con la vergogna dei salari bassi, si rasenta l’indecenza.

“Dobbiamo sentire il dovere istituzionale di reagire,- aveva detto Napolitano - di indignarsi, di gettare l'allarme, di sollecitare risposte. Dobbiamo volere condizioni di lavoro più umane, più civili, più rispettose dei bisogni e della dignità di tutti. Dobbiamo volere un'Italia migliore”. E fin qui, mi pare che la nota presidenziale, sia degna di essere riesumata. Dal 01 maggio ad oggi, con una media di 3-4 morti al giorno, manteniamo un buon ritmo; un vero campo di concentramento per lavoratori quasi morti.

Cosa sono i morti sul lavoro? Sono uomini indifesi? Sono vittime predestinate? Vengono uccisi senza pietà? Io ritengo di sì! Questi uomini sono veri martiri perché muoiono per un domani migliore, per il loro e per il nostro domani, e anche se io non credo mi sembra logico che, da parte della Chiesa, debba essere riconosciuto per questi martiri più che una beatificazione. Deve essere riconosciuto a questi martiri il diritto di essere considerati Padri della Libertà e della Democrazia.

Come mai il Papa non ha pensato alla loro beatificazione; sicuramente questi morti hanno creduto, e da credenti sono stati rimossi dalla coscienza della Chiesa.
Martiri spagnoli morti: 498. Tutti Beati. Non m’interessa sapere se hanno meritata questa beatificazione. Fa parte dei rituali della Chiesa beatificare ciclicamente i propri martiri.

Ma i Martiri Lavoratori italiani e immigrati morti sono di più e ben visibile è ed è stata la loro storia; e poi, sono più della metà degli spagnoli.

Ma non voglio parlare di quantità! Voglio parlare delle vittime e dei perseguitati dai criminali fuori legge che ammazzano lavoratori. Quale differenza c’è con questi martiri spagnoli?

Giovanni Paolo II aveva lanciato anatemi contro i mafiosi.

Ratzinger cosa lancia contro i criminali che uccidono uomini la cui unica prerogativa è lavorare per 4 soldi, rischiare di morire e non venire nemmeno accolti nel Paradiso dei Beati.
Che schifo di ipocrisia cattolica è questa?

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sabato 27 ottobre 2007

Il PD e le Cravatte

Terribile esternazione di Montebambolo a ciuffo scoperto!
Giornata infausta oggi per la nascita del PD che coincide con l'esternazione di Montebambolo il quale dice che nemmeno con la forbice questo governo sa tagliare le sue cravatte.
"Il paese non è governato, da 12 anni è impossibile prendere decisioni di fondo". È il duro atto di accusa del presidente degli industriali, Luca Cordero di Montebambolo. Il governo dice "non è grado neanche di tagliare le cravatte di due centimetri, non è in grado di tagliare nulla. Non c'è coesione".

Queste sono le Cravatte private di Montebambolo.







Invece c'è bisogno "di un governo che governi, che prenda decisioni, qualunque esse siano".


Queste invece sono le forbici personali di Montebambolo.
Queste forbici sarebbero quelle adatte a tagliare le cravatte oltre i 2 cm.

Ma Prodi le userà? E Veltroni, l'uomo del destino, colui che ha realizzato il sogno di tutta una vita insieme a Romano, gliele farà usare?

Il Governo, che credeva d'essere un Governo di sforbiciatori, dopo questa condanna senza appello di Ciuffetto al Vento, andrà a lezione dal Sarto di Panama!

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venerdì 26 ottobre 2007

Il tempo di Confucio e quello di...

Il tempo di Confucio e quello di... Prodi e Berlusconi.

I problemi essenziali del tempo di Confucio (551-479 a.C. c.ca) erano di ordine politico. Come governare? Come far regnare l'ordine in uno Stato e tutto l'Impero?

Come assicurare al popolo una vita prospera e felice?
La soluzione che Confucio propone è quella di un precettore, di un educatore.
Educare l'uomo, sia colui che governa sia colui che è governato.
Per salvare la società è innanzitutto necessario salvare gli uomini.
Confucio infatti sosteneva: «Ascoltare le parti in conflitto e amministrare la giustizia, posso farlo io come chiunque altro. Sarebbe invece importante eliminare i conflitti».

E affermava inoltre: «Se il principe comanderà il popolo per mezzo delle leggi e lo terrà sotto controllo servendosi delle punizioni, il popolo si asterrà dal compiere il male, ma non proverà alcuna vergogna.
Se il principe invece guiderà il popolo dando egli stesso il buon esempio [esercitando la virtù] e lo manterrà nell'armonia attraverso il li, [e cioè l'insieme delle abitudini e delle regole morali nella società], il popolo si vergognerà a compiere il male e diventerà virtuoso».

Parola di Confucio.

Poi, la parola di Prodi;

poi, la parola di Berlusconi.

E per ora è tutto, gente.

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giovedì 25 ottobre 2007

Leggeri si nasce

Attenzione: ciuco per aria!
L'insostenibile leggerezza dell'asino.
Però, per adesso pare che sia sollevante
piuttosto che cascante.

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mercoledì 24 ottobre 2007

Cavalier Sylvius Berluskonskji

Sono lieto che lei, sciura Brambilla, mi confermi che il Cavalier Sylvius Berluskonskji sta in buona salute e che non parla non beve non fuma non dorme non mangia non canta non danza non fa atti impuri non crede nel destino non sbatte ciglio non cammina non va in vacanza non crede a Prodi non va in piazza non mangia pizza ai quattro kakà non digerisce i comunisti non crede ai miracoli non crede ai fantasmi non orina fuori dall’orinale non mangia pesce di venerdì non stimola il negativismo non fa acrobazie per il potere non vuole più soldi non ama fasciarsi la testa prima che qualcuno gli dia una botta in testa non mangia dolci non è spendaccione non tradisce la parola data non fa le corna non ama sfruculiare più del necessario non dice bugie non mangia verdure non ama i maiali non ama le guerre non vuole più poveri non vuole le tasse non vuole occlusioni di stomaco non ride se non a notte inoltrata non apre bocca prima di svegliarsi non ha appetito non ama sedersi a capotavola non schiocca la lingua in pubblico non schiocca la lingua in privato non schiocca nulla e non vende la pelle dell’orso prima che la bestia non sia morta non fa i conti senza l’oste non ama essere oste non ama ricevere schiaffi cristiani sull’altra guancia non disdegna sparigliare le carte con i suoi alleati non gioca a briscola con gli estranei non gioca a tressette senza il morto non ama imbarcarsi senza una band non scopre mai le carte quando il gioco si fa duro non ama il rovescio della medaglia quando la medaglia non reca la sua effigie perché vuol conservarsi le energie per gli affari di stato che all’orizzonte gli fanno capolino e gli fanno con la manina ciau ciau! Sciura Brambilla, per quel che dipende da me non c’è bisogno che il Cavalier Sylvius Berluskonskji faccia a meno di tutte queste cose pure e impure, questo io non lo chiedo a nessuno. Faccia come ha sempre fatto, nessuno lo disturba qui in Italia! Eh eh eh!

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Il futuro di Kilombo

Eh sì, sono con il culo per terra, peggio che il Governo, ma non ci resto, perdìo! Pregherò Zeus, perché in Kilombo possa istruirmi ancor di più malgrado teste tonde e teste quadre! Condivido, aderisco e sostengo: ma come farò a imparare tutte le sottigliezze, vecchio come sono, tardo e smemorato! Kilombo, ne hai di compassione politica? Mi auguro proprio di sì! E allora stampiamo il documento:

"Kilombo nasce in concomitanza con importanti appuntamenti elettorali come le primarie per l'Unione e le politiche, per far dialogare e scontrare quelli che vengono chiamati riformisti e radicali, cercando di creare un terreno comune di appartenenza.

Kilombo era e deve rimanere un progetto politico (o, anche se non formalmente, una associazione politico-culturale) cioè che raduna tutti coloro che si riconoscono in alcuni valori (quelli della Carta) a prescindere dalla adesione ad un partito del centro-sinistra o alla stessa coalizione dell'Unione. Crediamo che questo sia un punto fondamentale da fissare, anche alla luce delle probabili future evoluzioni politiche. Il tutto per evitare di ricadere nel vecchio detto di Pietro Nenni secondo cui "a fare a gara fra puristi [di sinistra, ndr], si troverà sempre qualcuno più puro, che alla fine ti epura". In questi giorni il progetto politico dell'Unione sembra, invece, alla corda. Il governo ha il fiato corto. A destra e a sinistra della coalizione governativa cresce la voglia di andare da soli. Alcuni non possono sentir parlare di Partito Democratico, altri non ne possono più della sinistra di lotta e di governo.

Kilombo rischia di subire questa situazione e di implodere. Sarebbe un peccato, perché è proprio nel momento in cui la sinistra "reale" si divide che bisogna fare valere le ragioni del dialogo riscoprendo il patrimonio storico e valoriale che ci accumuna. Questo compito è responsabilità anche nostra, la sinistra "virtuale". È, paradossalmente, nel momento di massima distanza politico-parlamentare che l'esperimento kilombista acquista significato e importanza non secondari. Per prevenire l'implosione di Kilombo è cruciale riscoprire le ragioni del nostro aggregatore e farle diventare progetto politico (sebbene rigorosamente non partitico).

Se vogliamo impedire che Kilombo si trasformi (o rimanga) una vetrina in cui prevalgono le ragioni della polemica fine a se stessa tra nemici su quelle del confronto fruttuoso tra compagni, dobbiamo dotarci di tutti gli strumenti, reali e virtuali, necessari. Alcuni sono stati individuati molto tempo fa, ma sono rimasti in cantina. Kilombo slow e l'associazione aspettano solo di venire usati. Nessuno, però, osa metterci mano, cuore e testa. Perché? Il loro scopo non deve essere quello di ricreare dal vivo o alla moviola l'atmosfera litigiosa e individualistica di kilombo.org.

Le ragioni dell'associazione e di kilomboslow sono ben altre e altrettanto importanti. Sono le ragioni dello stare insieme a sinistra, nonostante parlamento e governo. Non dobbiamo, infatti, governare un paese, ma salvaguardare legami, contatti, spazi comuni. Non vale la pena impegnarsi in prima persona per queste ragioni? Allora perché non ci diamo una mossa, magari prima che cada il governo e kilombo chiuda perchè Jaco si è dimenticato di pagare il sito Aruba?

Questo post è stato scritto collettivamente da
Chemako,
Ciocci,
Falecius,
Grandangolo,
Jaco,
Luca,
Meslier,
Samie,
Supramonte e
Titollo.

Chiunque condivida le ragioni da noi espresse è caldamente invitato a pubblicarlo sul proprio blog".

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martedì 23 ottobre 2007

Guarda i sigilli e impara!

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano prof. Prodi:

"Signor Presidente del Consiglio, non ho resistito e ho dovuto scriverle questa lettera semiseria e semiaperta dopo aver saputo della sua tranquillità. Avercene di tranquillità come la Sua in questo nostro Paese che è alla mercé di avvoltoi della politica reazionaria e mistificante della destra - che Lei non è riuscito ancora a rimuovere dalla memoria dei cittadini che hanno sofferto di quella presenza invasiva onnivora e fascista - e che non vede l'ora di ritornare a becerare sugli italiani vittime di ogni sopruso della Casta. Si tratta di questo: ma se lei è tranquillissimo come dichiara di essere, perché non dice al suo Guardasigilli (perché è suo, no?) di non fare l'eco alle sue parole. Lo sa che ha ripetuto la stessa frase sua e poi ha anche aggiunto che Egli è un poveretto di Ceppaloni e non un eroe come Lei credeva? Lui provvisoriamente guarda i sigilli, molto provvisoriamente, perché è un guardatore tipo ammummiato, che Lei ha nominato, ritengo, senza l'ombra di un pur minimo pregiudizio sulla sua persona.

Signor Presidente, lei sa dirmi in che modo si devono guardare i sigilli? Per quanto tempo? Perché si devono guardare? Ci vuole accortezza, attenzione, riguardo, trasparenza, rettitudine? Quando si guardano i sigilli occorre essere senza macchia e senza paura? Mentre si guardano i sigilli, un Ministro che deve fare? Si sdraia sul divano, inforca un monocolo, si legge il Guinness dei suoi Primati? Oppure, si mangia una pizzetta in attesa del pranzo, oppure vegeta tra un cellulare all'orecchio e una invasione di blog altrui, o si mette a indagare sull'operato di magistrati indaffarati con sue presunte "commedie arrangiatorie" o ancora sta alla finestra a guardar che il Paese si dimentichi di Lui e di tutta la Giustizia calpestata?

Signor Presidente, Lei così pacato, così sereno, ritiene che uno sberleffo alla Giustizia, anche se tutto da dimostrare, è ovvio, qui siamo ancora sul faceto, da parte di un componente del suo collegio ministeriale, debba essere sancito con un "sono tranquillo" o con un bel calcio nel didietro accompagnato dalla frase: "Io ti feci e io ti disfo! Pussa via!". Perché dovrebbe scegliere questa seconda soluzione secondo me? Perché così io, anormalissimo qualunquista antipolitico, giungerei a capire con questo suo gesto che la Giustizia ridicolizzata e privatizzata da un qualche Ministro e che è diventata un corpo separato dalle altre istituzioni democratiche, possa riequilibrarmi lo spirito e la coscienza civile a tal punto da poter anche dire: Toh, la Giustizia privatizzata sta facendo il suo corso filando per il Corso principale della Capitale con Lei che gli corre dietro. Una Giustizia uguale per tutti, Lei come la vede, signor Presidente? Perché una Giustizia, quella vera, quella che recita io sono UGUALE PER TUTTI presente nelle Aule dei Tribunali e separata dalle altre Istituzioni, Lei mi insegna, mi fa pensare al crollo definitivo della Democrazia. Mi sbaglio? Se il rischio è questo, il Suo Governo che fa? Lascia o Raddoppia? Le invio il mio più vivo rincrescimento per il disturbo che questa sua componente ministeriale mi sta arrecando in modo molto disgustoso.
Cordiali saluti dal mio Blog!"

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lunedì 22 ottobre 2007

Il Miracolo di Padre Clemente

Sereni!
Siamo tutti sereni!
Se Romano è sereno
l'Italia è serena,
la Magistratura è in rivolta,
Di Pietro sorride e
Mastella ha fatto il miracolo!

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Cul de sac!

La frutta è finita. Al brindisi, al brindisi!
Chi ha ridotto questo paese così?
Chi sono questi che brindano?
A cosa brindano?
Perché hanno le alucce?
Sono infanti o sono santi?
O è l'icona finalmente rivelata!
La bandiera scoperta dell'antipolitica!




Su brindiam! Su stappiam! Il clamore non sentiam!
Siam bambini, siamo santi, siamo proprio stravaganti!
Noi l'Italia circondiam, con le fole la fottiam,
Se qualcuno ci contesta vi facciam col vin la festa
Fino all'ultimo fetore che emaniamo con languore,
Siamo depusenasanti siam ministri ma non siam tonti,
teniam tracce di tossine che troviam nelle pappine.
Ormai a terra abbiamo il culo e la testa come il mulo
Nui venimme da luntane con la trippa e con la strippa
O a torto o a ragione siam tuo padre e tuo padrone
Ma per Giove e pur per Bacco a tutti voi vi diam lo smacco
col giocondo gioco della frega che senza dinderi non lega;
pure l'uva acerba che la volpe s'è negata
a noi ci pare invece come l'insalata.

Su, brindiam all'ultimo regno nostro della Colonna infame
che tra stipendi gratifiche pensioni e promozioni,
abbiam ridotto al lastrico, salvando i nostri soldi,
la famiglia italica che per sopravvivere si è iscritta
al corso del trekking da tavola, quello estremo però
che tu lo sai, razza di vandalo politico, quanto disagio
ci crei e quanta tristezza ci dài quando ti vediam pimpante
ricco di tutto, ingiustamente ricco, a caccia ancor di
privilegi e glorie insaziabili e noi col mantello a recuperare
un po' di pioggia da bere a metà mese che il solido, frustrante
miracolo sociale, è sparito dalle nostre tasche.
Bevete finché potete...

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domenica 21 ottobre 2007

Confessione di un sottosegretario di Stato...

ECTOPLASMI...
Confessione di un sottosegretario di Stato alla Bisnonna Sorda del Presidente del Consiglio dei Ministri con delega per l’informazione e l’editoria.
La confessione di Ricardo Franco Levi ha suscitato molto scalpore nella Rete, mentre tra i politici aveva creato un certo malessere con molti nomi noti che si sono messi a mugugnare perché non erano stati informati a tempo delle manovre estive del fedelissimo segretario di Prodi.

Questa confessione, lungi dall’essere stata estirpata con la violenza che si sarebbe meritata arriva puntuale, come i treni di Mussolini, e sgombra il campo dalle polemiche sterili e oziose che già cominciavano a serpeggiare in Rete tra gli addetti ai lavori con tutto il malumore che ormai, sulla scia chimica che ha lasciato il V-day, manda i Bloggers in pallone mentre le vaffanculate virtuali echeggiano col botto e con l’eco malizioso di ritorno.

Ecco, di seguito, la confessione di Levi, poi la rimetti e la rilevi, fai sempre così, metti e levi, ok! E cercate di non fare i furbi!
Confesso al PaDre onnipotente e a voi, fratelli casti,
che ho molto peccato in pensiero, parole, opere, omissioni e proposte indecenti, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa e pi’ ddu’ gran figghiu di buttana di lu guvernu ‘nfami ‘nca mi misi ‘nte guai.
E supplico il beato sempre ex Vergine Mastella, Massimo, Pierino e Rutello con Veltrone e voi fratelli della Casta Diva, di pregare per me il Signor Romano Prodi nostro e di chi lo vuole, perché non rotoli a lo 'nferno dei Premier.

Quindi, caro il mio blogger, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi strali avvelenati e molto più perché dopo ti ho anche offeso a Te! che innocente d’estate trastullandoti in ozio stavi tu, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo, quindi, col tuo santo aiuto di non offenderti mai più di tirare dritto per la mia strada senza scribacchiare di niente e di rifuggire dai ministri del peccato e dell'ignoranza accademica nel senso che questi non sanno mai niente nemmeno se gliela metti sotto il naso.

La metti e poi la levi, ricordati! Matri mia, perdonami tu, io non lo faccio più.
Non la bevete, eh? Increduli demoni della rete.
Volate, volate vicini l’un con l’altro.
Il più acre dei fumi acidi ci sparano da quel Palazzo, che avete innalzato agli onori Parlamentari, dispensatore di Libertà scadenti come una cambiale protestata. La preda è la Rete col nido di vespe che a pestarlo non sembra pungente.
Del resto chi parla dal basso non trova un orecchio che sia lesto a recepire e, perdìo, se proprio dovete darci una lezione, che sia almeno di Musica Umana mica d’oppressione. Perché, sapete, come disse la culovera alla vacca: chi di Ddl ferisce di Blog perisce.

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sabato 20 ottobre 2007

1 milione i reazionari del 20 ottobre

Sono le ore 18,15 dice la Tv.

PART I
Ratzinger non è più solo a sinistra,
dato che non ha camminato con i bonzi ora cammina
virtualmente con i
Conservatori e i Reazionari sotto le bandiere rosse
Che vanno all’attacco della BIRRA
Breve Italia Repubblicana Replicata Automaticamente
Sulle ultime dichiarazioni ad effetto di Casini
Che ha attraversato dicotomicamente tutti i confini diarroici di
Palazzi di Riccastri Stanze di Vescovi e Camere Trascendenti il Parlamento per il desiderio perverso della sua vita: tenere tra le mani le bandierine rosse.
Poi ha recepito tutti i copyright di appartenenza e degli slogan di sinistra
Ha preceduto e depredato i comunisti del diritto di dare del reazionario a lui
E a quei buratti come lui.
Pure il vecchio Ingrao s'è fatta la manifestazione non sapendo d'essersi trasformato in reazionario.
Forse Casini ha confuso questa sinistra con quella simile dirimpetto a lui.
Da qualsiasi parte parli e si guardi e si ascolti Casini
resta un bel centesimo d’uomo
simile a un mammifero superiore sfrigolante, caratterizzato da un linguaggio autoarticolato,
dal grande sviluppo del metacervello, dalla voce enterocolitica, dai gesti
non-sense no-art e no-part. Fors part, dop-doman. Per dov? Dov non tremont il sol.
Per l’intelligenza sua a dimostrare, io reazionario resto in attesa di reazioni. È l’elettrodo negativo di una cellula elettrolitica amorosa che si dirige verso il suo positivo, quale che sia non ce ne importa.

PART II
Partecipa alle contromanifestazioni tricolori segrete il
Collettivo delle Papere Tricolori altrimenti detti
Dei Parlamentari in procinto di voltar la gabbana verso il Bandana Nana con
Sconcertografia di Veltroni e dei puri DemoCritici cristiani sul
Dramma governativo di Prodi che accompagnato al vibrafono da Ricardo Franco Levi,
Che sostituisce Sircana che è andato un attimo di là,
Ha fatto rabbrividire la Rete con la proposta indecente del 3 agosto, dal titolo:
"Ti calo l’asso e t’accazzo il bloggasso", parola di Prodi Levi Montal - mannaggia non si costruisce la rima con Cini -, che dice che non è vero niente, non potremmo nemmeno se lo volessimo, ma forse perché non avranno più nemmeno il tempo dato che
Incombe la
Trama oscura di Berlusconi e la sua panacea; si accinge giocondo a soggiogare il mondo di mezzo italico
Dalla Val Padana alla Val Bandana.
Ecco, dalle nebbie della Val Bandana, la parola del Signore:
"Non ho dubbi il governo cadrà sulla finanziaria. Sono tantissimi al Senato ad essere a pie’ di lista, certi che non saranno più rieletti, eh eh eh", ha affermato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Il leader azzurro come i cieli del Paleolitico inferiore, inoltre, ipotizza anche una nuova formazione politica in grado di raccogliere i fuoriusciti delusi dall’Unione: "A loro penso di dare una barca, la barca di Caronte, e non un canotto per avvicinarsi alla portaerei". E proprio tra uno di questi senatori, Berlusconi traccia un piccolo identikit: "Ce n’è uno di grande peso, in tutti i sensi, napoletano che verrà da noi nei prossimi giorni".
Si chiama Caronte, capo vogatore.

"È proprio tutto inventato". Così il presidente del consiglio, Romano Prodi, mentre addenta un cronista di Mediaset, per le indiscrezioni su un colloquio che sarebbe avvenuto tra il presidente del Consiglio stesso e il comitato organizzatore della manifestazione sul welfare, nel quale Prodi avrebbe dato il governo per spacciato, dicendo di essere pronto a gettare la spugna.
E poi, il 20 ottobre, lo sanno tutti, non è il giorno fissato della resa dei conti. È solo il giorno delle domande del Popolo Precario a un Governo Precario!
Parola d’onore, anche il popolo precario lo sa! Quindi, tempo! Anzi, mentre la Sinistra è alla marcia precaria
I giochi di fioretti tra Prodi e Berlusconi sono l'unico vero patrimonio politico della BIRRA.

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venerdì 19 ottobre 2007

Giù le mani dai Blog

Col favore delle tenebre. No, anzi... delle ferie.

In pieno Agosto 2007, mentre l'intero paese era in vacanza, il solerte Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. È un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Scherzetto o balzello?

La prima, e la più grave, conseguenza, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:

“Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l'uno che l'altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell'autore.

Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il governo Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.

Il porto d'armi per il Blog

Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L'altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici marachelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.

In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un'arma sulla persona.

Le rassicurazioni di Mangiafuoco

Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell'aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".

[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

Verba volant, scripta manent....

Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?

Giudicate voi stessi:

Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.

Il Governo riforma l'editoria. Allarme in Rete.” La Repubblica Online.

Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.

La nuova legge sull'editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche”a Civile.it.

Che fare?

Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all'intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l'intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile. Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

Questa tecnica si chiama Google Bombing e, a dispetto del nome è perfettamente legale e perfettamente corretta. Potete trovare altre informazioni su questa tecnica a Wikipedia: Google Bombing.

Questo è il link che mette in atto questo meccanismo:

Blog

Ovviamente, questo testo viene pubblicato con una licenza adatta a questo scopo:

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

In oltre potete firmare la petizione che abbiamo aperto per contrastare questo disegno di legge:

Firma la petizione

Grazie della vostra collaborazione

Alessandro Bottoni


Questo è il testo che mi sono premurato di inviare al dott. Ricardo Franco Levi

levi_r@camera.it

Egr. dott. Ricardo Franco Levi, immagino che a questo punto, subissato dalle email, abbia deciso di dissociarsi dalla sua iniziativa! Mi scuso per l'ironia, mi creda, io non ci ho mai creduto, ma i molti che hanno votato per questo governo a cui lei rende i suoi servigi, erano, qualche minoranza ancora lo è, convinti che il suddetto governo avrebbe rimosso dalla memoria collettiva il precedente governo e relativo nocchiero. Questa proposta di legge me la sarei aspettata proprio dal precedente governo. Bene, a meno che non siete usciti di senno tutti quanti, perché non vi affacciate dai balconi governativi e con un megafono chiedete scusa a tutti gli italiani per questa proposta di legge indecente che, il vostro dio non voglia, se dovesse passare, farebbe risorgere il vecchio Torquemada il quale, non capendo niente della diabolica struttura dei Blog, legittimamente li poserebbe tutti sul Rogo. Con stima, non se la prenda, e confido nella vostra intelligenza mentre io mi affido al senno popolare che non sbaglia mai. Grazie per l'attenzione.


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Quando muore l'operaio dove va?

Nel piccolo paradiso degli operai, rispondono i bene informati e i preti. Ma io ci sono stato qualche tempo fa e non ho visto operai che svolazzavano con le alucce.

Di operai morti ne ho visti 4 in Sicilfiat. Uno fulminato in una cabina elettrica. Uno caduto da un carrello. Uno mentre montava una gru e rimasto appeso lassù come un impiccato a dondolare nell’attesa che giungesse con i suoi comodacci il magistrato di turno. Un altro investito da una fuoruscita di vapore ad altissima temperatura. Uomini morti che non hanno avuto granché dal mondo del lavoro. A volte mi chiedo dove sono andati? Nemmeno ricordo più le loro facce. Ma so bene i motivi delle loro morti: mentre tanti padroni sanno il perché, il percome e il metodo di come si fa ad ammazzare gli uomini nei loro campi di sterminio!

Oggi uno che chiede di lavorare in un cantiere deve cambiare il vecchio modo di fare domanda d'assunzione con una più diretta, secca e atipica: Scusa, qui si muore? Se sì, c’è il rischio che il futuro morto venga assunto. L’operaio si alza di buonora, lascia la famiglia, si reca al cantiere o in fabbrica o dove volete voi e prima che finisca la giornata chiude gli occhi e dà l’addio a questo mondo bagascio. Che cos’è un operaio, dunque? È un morto che cammina! Perché, per le statistiche, l’operaio è prima di tutto operaio, non un uomo.

L’operaio morto è solo statistica: 4 o 5 o 6 al giorno dicono le statistiche, ma col beneficio del dubbio e sottostimati al massimo.
Epifani, Angeletti, Bonanni, quanta strage sparagnina, voi che siete i difensori dei lavoratori? Cos'avete da dichiarare? La coscienza rimorde? E quell'aria così addolorata che assumete? Ma se tutti e tre non c'entrate niente con queste morti, di conseguenza non c'entrate niente coi lavoratori? Dico giusto? Hai visto anche tu, Montebambolo dei miei zebedei, commovente soggetto confindustriale! E tu, Bandana Nana, che ti appresti a ritornare padrone del vapore? Che schifo pensi che sia tutto questo? Con te gli operai smetteranno di morire? Ecco che il Paradiso ormai è saturo di manodopera operaia.

Ma non ci sono operai lassù, solo santi. Dove saranno andati? Dove va l’operaio quando muore? Ritorna a lavorare, rispondono i soliti lingualunga, nel paradiso dei primi. Dei primi, perché da vivi hanno vissuto come ultimi, eh prete, ne hai raccontate di fole ai foledipendenti sugli ultimi che saranno i primi: primi a morire, intendevi eh?

Ho dato un’occhiata di straforo nel cantuccio di paradiso che si appresta a ricevere le anime dei legittimi proprietari: c’è già installata l'ombra di Montebambolo che si ciuccia il ciuffo di capelli; poi, ho visto l'ombra di Epifani confabulare con la Befana, l’ombra di Angeletti strofinarsi con San Crudel Arcangelo e l'ombra del Bonanni Martire sbofonchiare con Babbo Natale; stavano giocando a sparigliacarte tra di loro.

Poi Draghi, Vampiri, Mostri, Prodi, Cardinali, Banchieri, Presidenti, Mammesantissime, a festeggiare le loro carriere tra Malvasìe e Zibibbi; e l'Unto del Signore, a giocare solitario in disparte, facendo corna a tutti gli astanti.

Nel 1971, venne allestito al Teatrino di Piazza Marsala in Genova, uno spettacolo teatrale dal titolo Rivoluzione alla sudamericana di Augusto Boal, brasiliano, inventore del Metodo del Teatro dell'Oppresso. Una parabola grottesca che descriveva furiosamente la vita e la morte di un operaio, José Da Silva, licenziato da una fabbrica per aver osato chiedere un aumento e morto per aver troppo mangiato dopo un lungo periodo di forzato digiuno.

Ecco qua uno stralcio della scena del funerale:
"Signori componenti di questo funerale
José Da Silva, operaio
Qui giace per un nostro errore
Un operaio che cos'è?
Una piccola formichina che costruisce muraglie contro la corruzione
Da questa formichina, ora defunta, dipendeva il futuro della nazione
L'operaio costruisce cattedrali, autobus e dentifrici
Da lui dipende l'esistenza delle città, delle fabbriche, delle salsicce
Il whisky, la wodka, la grappa sono fatte dalle sue mani
Povero José Da Silva che giace qui senza domani
Vi farò una rivelazione
Senza José formichina
Che ne sarebbe del padrone?".
Vuoi sapere dove va l'operaio quando muore?
Nella nostra memoria di smemorati che siamo.

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giovedì 18 ottobre 2007

Mafione, raccoglitor di cavoli

C’è in Italia un raccoglitore di cavoli che si chiama Mafione. Tutte le volte infatti, allo specchio, lui si chiama da sé per ricordarsi di questo fatto. Mafione era nato sotto un cavolo, era partito dai cavoli e ora è a capo dei cavoli. Cavoli a merenda, a pranzo e cena. Cavoli per tutti, sono infatti, se non si fanno i cavoli propri.

Un giorno Mafione, che è un patito di cavoli, decise, di punto in bianco, di dare una lezione a dei magistrati che non nutrivano molta predisposizione alle merende a base di cavoli. Sistemò i suoi cavoli a forma di proiettili in maniera tale che arrivassero per busta chiusa al magistrato di Calabria e alla magistrata di Lombardia. I cavoli negli uffici dei magistrati italiani sono entrati raramente ma a volte entrano, non è che ora si debba pensare che basta un albanese a fare record con l’introduzione di una pistola in tribunale, dato che c’è una sorveglianza alla cavolo di cane. Cavoli amari, dunque, ma l’alternativa quale che sia, non ci piace.

Se Mafione ha deciso di fare la burla babbea è libero di farla; ma non fa nemmeno ridere: è maldestra la cavolata delle lettere minatorie! Apparentemente, però! Suvvìa, le Br? A Mafiò, che ci prendi per i cavoli? Che ci nascondi? Hai visto la reazione della Magistrata? Clementina ha detto: ”Respingo al mittente la solidarietà di taluni soggetti indirettamente responsabili del mio isolamento e di quel che mi sta accadendo". Io sono estremamente goduto di tale risposta. E questo vale anche per De Magistris, per quanto mi riguarda.

E mentre la Digos, dicono i media è al lavoro il nostro caro Mafione, che non è uno stupido, nel frattempo si mette in pellegrinaggio per Cavolfiorito o Cavolreale non so, il suo paesello natìo, e va alla cappella della Signora dei Nostri Cavoli Santi, dove ha un abboccamento di questo tenore: “Mia Signora, a nulla valsero i cavoli minatori! La Magistrata addirittura respinge le solidarietà dei politici dei ministri e di chicchessia cavolo di casta. Che devo fare acciò?”.

E la risposta non si fece attendere, perché come tutti sanno, Nostra Signora dei Cavoli Santi è mutanghera con chi vuole lei ma noi che abbiamo le nostre cimici, abbiamo auscultato tutto. Dice la Cavola Santa: “A Mafiò, che cavolo mi impolpetti? Guarda che non ci crede nessuno alle Br. Hai proprio il cervello incavolito, mentre gli altri li stai facendo seriamente incavolare. Ora, per il tuo bene, predisponi altri cavoli dove non si parli più di minacce del cavolo e proponiti invece come quel buffone, scusa, volevo dire burlone, che per rendere un servigio a quella parte di magistratura sana, avrebbe inscenato questa cazzacavolata, così per ridere un po’”.

Questa faccenda, se non comporta stragi come via D’Amelio, come Capaci, potrebbe avere pure il lieto fine e cioè: Mafione in galera per burla di stampo minatorio contro la magistratura italiana, e in galera pure i cavoletti figliocci suoi. Così imparano.

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mercoledì 17 ottobre 2007

Giornata mondiale dell'umanitarismo ipocrita







Noi, cittadini di un mondo che abbonda e straborda da tutte le parti, noi dai Governi Libertari e Democratici, abbiamo un calendario così fitto di appuntamenti internazionali a contenuti umanitari che mi si apre il cuore ogni volta che se ne festeggia qualcuna: oggi, guarda caso, è la

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA POVERTÀ
ciò significa che, ripetuta ogni anno, questa Giornata contribuisce alla scomparsa della povertà mondiale. Un gran bel fatto. Vedrò, anno dopo anno, diminuire la povertà e aumentare la ricchezza. Di questo passo, appena i miei stranipoti saranno tutti in vita (forse), i loro occhi vedranno la luce del maturo evolversi dell'umanità.
Di ricorrenze roboanti ce n'è un fottìo, ratealizzate mese per mese, giorno per giorno, servono a tacitare i nostri ricorrenti sensi di colpa. Tutte le date non comprese, non fanno parte delle ricorrenze, per cui ciascuno è libero di farsi i fatti propri.
Diamogli un'occhiata e mentre scorriamo l'elenco andiamo con gli occhi della mente ad una data plausibile da istituire che ci ricordi la
GIORNATA MONDIALE DELL'UMANITARISMO IPOCRITA.

  • 10 gen. GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI
  • 30 gen. GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'EDUCAZIONE ALLA NONVIOLENZA NELLE SCUOLE
  • 8 mar. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
  • 21 mar. GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE
  • 22 mar. GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA
  • 23 apr. GIORNATA INTERNAZIONALE DEL LIBRO
  • 1 mag. GIORNATA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI
  • 3 mag. GIORNATA INTERNAZIONALE PER LIBERTÀ DI STAMPA (dal 1994)
  • 15 mag. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE FAMIGLIE
  • 17 MAG. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE TELECOMUNICAZIONI
  • 31 mag. GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO IL FUMO
  • 4 giu. GIORNATA INTERNAZIONALE PER I BAMBINI INNOCENTI VITTIME DELLE AGGRESSIONI
  • 5 giu. GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'AMBIENTE
  • 9 giu. GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DEL MALATO
  • 17 giu. GIORNATA INTERNAZIONALE PER COMBATTERE LA DESERTIFICAZIONE E LA SICCITÀ
  • 20 giu. GIORNATA MONDIALE PER I RIFUGIATI
  • 26 giu. GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L'ABUSO E IL TRAFFICO ILLECITO DI DROGA
  • 26 giu. GIORNATA INTERNAZIONALE A SOSTEGNO DELLE VITTIME DI TORTURE
  • 26 giu. ANNIVERSARIO DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI (1948)
  • 1 lug. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE COOPERATIVE
  • 11 lug. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POPOLAZIONE
  • 9 ago. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE POPOLAZIONI INDIGENE DEL MONDO
  • 23 ago. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LOTTA ALLA SCHIAVITÙ
  • 8 set. GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'ALFABETIZZAZIONE
  • 16 set. GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA CONSERVAZIONE DELLO STRATO DI OZONO
  • 18 set. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE
  • 1 ott. GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'ANZIANO
  • 5 ott. GIORNATA INTERNAZIONALE DEL BAMBINO
  • 5 ott. GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'HABITAT
  • 16 ott. GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE
  • 17 ott. GIORNATA INTERNAZIONALE PER LO SRADICAMENTO DELLA POVERTÀ
  • 16 nov. GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA TOLLERANZA
  • 20 nov. GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DEI BAMBINI
  • 21 nov. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA TELEVISIONE
  • 27 nov. GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
  • 29 nov. GIORNATA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ CON LA GENTE PALESTINESE
  • 1 dic. GIORNATA MONDIALE DELLA LOTTA CONTRO L'AIDS
  • 2 dic. GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITÙ
  • 3 dic. GIORNATA INTERNAZIONALE PER LE PERSONE DISABILI
  • 5 dic. GIORNATA INTERNAZIONALE DEL VOLONTARIATO PER LO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE
  • 10. dic. GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI UMANI
  • 18 dic. GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MIGRANTI
  • 20 dic. GIORNATA INTERNAZIONALE IN DIFESA DELLE DIVERSITÀ BIOLOGICHE

Ce ne fosse qualcuna di queste giornate che arrivi all'approdo!

Dati tratti da:
http://www.migrare.it/migrare/migrare.nsf/giorno/F0730DC4E6E5C3CEC12568B1003975E3?OpenDocument

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lunedì 15 ottobre 2007

Amletico disperante Uolter

Scena: Uolter, dubbioso, nel Palazzo Democratico di Eh-sì-no-r, non si sa, in Danimarca!
E ora che ho vinto? Che mi hanno consacrato zar di tutte le prozie democratiche? Quale sarà la mia sorte? Vivrò sempre con loro, con questi omini esigenti che mi hanno votato? Sarò invidiato, certo, acclamato, conclamato e amato. Poi criticato, sbeffeggiato, satirizzato, incerottato e imbalsamato come un vero capo? No.

Dirigere, non dirigere? Che problemi mi pongo, ormai è tardi. La frittata è sulla padella, cuoce a fuoco lento. E tu, veltron mio, scuotiti dal torpore che ti illanguidisce; rifuggi dalle paure della gente. Io non ho paura! Sì, che hai paura. Tutti gli uomini soffrono di ansie da vittorie clamorose. Fantasmi del passato: e già intravedi una folla di postulanti sotto il portone di casa tua; e quante anime perse che ti gridano: Uolter, ho votato per te, io pure, anch’io, io no però mio cognato t’ha portato trenta voti! No, non voglio sapere di questo!

Parlatemi della Nazionale. Che fa, ritorna Lippi? Demorde Donadoni; certo con quel cognome dovrebbe donar via qualcosa: l’Italia non ha vigore, non ha più rabbia e le motivazioni che l’hanno portata a vincere il mondiale. Qui urge una iniezione di fiducia: una moggiopolata infracutanea e ritorna ad essere pimpante e gagliarda più di pria. No, non divagare su palloni cuore mio! Atteniamoci ai fatti. I numeri, questo è un fatto! La mia maledizione sono i numeri: tanti numeri che m’inseguono e finiscono tutti oltre il 70%. Numeri che mi obbligano a imperare. Ma io mi sarebbe accontentato pure dei numeretti della Bindi e di Letta! Perché, perché questi numeri amletici?

E se proponessi loro un triunvirato, così ci dividiamo le spese e gli strambotti? Lepida Labindi, Marcantonio Diletta e io, ovviamente, Uoltariano figlioccio di Prodi il Romano. No. Anche così, Uolter, avrai sempre gente seduta alla tua porta, che voglion parlar con te, discutere di affari, preparare programmi per ogni genere di frittatine… mamma mia, straparlo. Se ho qualità oratorie? Liscio come l’olio. Se ho qualità inibitorie? Be quick! Portatemi a casa! Che ho mai fatto di speciale per meritarmi tutti questi applausi, tutti questi voti, tutte queste ovazioni? Perché sono arrivato Primo? Un altro al mio posto non sarebbe stato lo stesso? Quello col cognome medievale, il grassone vah, come ti pareva?

Ma io, non son forse lo stesso Uolter di trent’anni fa? Solo più democrati-cotto, adesso. Beh, dice la gente: sono quel Uolter che tutti vorrebbero a casa per rilassarsi e parlare di pura politica tra un the e un biscotto bafé, piaccio, sono piacione. E questo basta ai sinceri democratici, mi chiedo? Sì, basta e avanza a loro che mi vedono dallo specchio di sinistra... Anni fa ci fu una storia simile con altri pubblici che ci hanno visto in quello con lo specchio da destra… piacione pure lui… piccoletto… con un capello triste e solitario ondeggiante sul cranio santo che quando andava dal barbiere quello gli chiedeva: cavaliè, i capelli come glieli pettino? Alla cazzo di cane? No, non mi vengono bene, fammeli alla cazzo di cavallo! È vecchia. Ma mi tira sempre sù questa storiella.

No, basta ridere... dubbi, sempre ansie... Che ci faccio ora a capo di questi democratici impazziti, adoratori di feticci in carne e ossa, ingolfati come un carburatore tipo vecchia fiat 500R che mi voglion innalzare agli altari? Ma… mica mi vorranno sacrificare sull’ara impietosa della democrazia? Eh, ho paura che succeda. Al primo errore, un calcio e via! Al secondo inciucio, due calci e via! Al terzo, tre calci e così di seguito... che io stesso non potrei non esserne d’accordo e soddisfatto. Ma non deve accadere. M’impegno affinché questo non accada per il bene del Paese. Sognare, dormire, digerire la vittoria cocente sulle palle dei miei avversari? Sì, digerire e poi dormire.

E se il sogno s’avverasse? Zar di tutte le prozie? Sì, la misura è colma, fatemi incipriare le gote nell'attesa dell'investitura. Il mio neo, lo sposto a destra? Come mi sta? Aprite le finestre al nuovo fiore, simbolo d'amore. Mettiamo una croce sul nostro passato e, fratelli compagni amici e perché no, camerati, con-fes-si-a-mo-ci! Sì, muoviamoci in gruppo verso i nuovi orizzonti della fiducia che tra di noi deve ottemperarsi senza tentennamenti e pentimenti pena il dissolvimento del motore democratico. Al qui comando io... sostituiamolo con... qui non comanda chiunque... Apriamo ai barboni, ai negri, ai bianchi di colore, ai gay e alle gaye, al mondo che soffre e a quello che ride, al mondo che ci viene incontro a braccia aperte ma con le mani a tampone circolare: attenti, dobbiamo stare molto attenti però, alle derive populistiche e antidemocratiche. Apriamo le porte agli stranieri di ogni credo e razza con un nuovo slogan comune: Viva l'Italia una, trina e quattrina, ma rispettate le regole così come noi le rimettiamo nella volontà del Signore... No, inverosimile… direbbero: ciononostante vi è piaciuto e lo eleggeste, a occhi chiusi... direbbero... abbiamo errato vabbè, basta più zar, e che, tu popolo pretendi ora che i tuoi errori ricadano su di me. Tu mi hai voluto, guai a chi mi tocca! Ma io, non sono come tu mi vuoi, coscienza popolare a parte!

Sono ansiogeno, róso dalla riflessione e anche dai baciamani. Calma, calmati ora Uolter, calma: le mie azioni trionferanno sulla base dei numeri alti. Ricomponiti, calma ora: toh, la bella Rosy sta arrivando dalla quinta di destra! Olà, Rosy, non dimenticare nelle tue orazioni i miei molti numeri!...”.

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Gli Uomini e la Terra

Questo è il giorno del "Blog Action Day"!
Le parole non servono più... forse solo per i sordi!



Parole dette dolcemente all’orecchio di Dioniso
perché arrivino in profondità al centro della Terra
per non traumatizzarla
per non mortificarla
per non ferirla
per non defraudarla
per non infastidirla
per non imbalsamarla
per non soffocarla
per non intossicarla
per non disonorarla
per non eliminarla







La nostra Terra può vivere senza gli umani!
Gli umani no!

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sabato 13 ottobre 2007

I nemici di prodo Prodi

Ovvero, scansati che arriva lo tsunami...
Sabato, giorno di pausa per la riflessione e la meditazione profonda. Nessuno respira più, nessuno trasborda o attraversa la strada. L’Italia tace e freme in trepidante attesa. Sarà unico? Gemellare? Trino? Partorirà pure la Bindi? L’unico traffico che c’è per ora lo esegue solo un pollo che fa la spola da una sponda all’altra in cerca del miglior rosticciere che lo sappia inspiedare e rosolare. Per chi votare? Ma vai a pescare che è meglio, vah!

In attesa della grande verità democratica ieri ho inciampato in un articolo di Giorgio Bocca dal titolo: “Difendo Prodi dagli avventurieri dell’antipolitica”. Dal titolo si riconosce lo stile e lo charme bocchiano. Non c’è niente da fare, ma quando inciampo in lui io mi commuovo.
Quest’uomo possiede il potere della logica e del realismo più crudele che mai trovai in altre penne di questa portata. Gli avventurieri dell’antipolitica starebbero per porre fine al trascendentale governo Prodi: e chi sono questi cammelli?
A causa della mia forte commozione m’è sembrato d’intendere che sono gl’Italiani sui generis questa volta gli antipolitici, guidati da un comico “parolaio e voltagabbana”. L’ha azzeccata giusta, però, per quanto riguarda il comico, ormai tragicomico.

Secondo Bocca, noi, gli antipolitici, rimpiangeremo panini e mortadella e gite in bicicletta. Ci pentiremo per averlo deposto. Rimpiangeremo, “l’onesto, l’avveduto, il governatore saggio, la sua moglie esemplare e la sua famiglia che è l’esempio della meritocrazia, e il sacrificio per essersi sobbarcato il governo di un Paese dove il governare più che difficile è inutile”.
Qui ho versato lacrime amare, grosse e pesanti. Poi Bocca continua descrivendo la “sua infinita pazienza, gli insulti dei più malfamati cittadini della Repubblica, l’odio distillato senza ragione, la cui sorgente sono i corruttori di giudici, ladri e gozzovigliatori”. Preciso, come il Fede tessitor che si fila il Silvio con amor e Bondi in disonor, leccate a perdifiato e sostegno senza ritegno, senza rossore e senza sconti. Pensi, caro lei, che certi perversi odiano persino la bici del mortadella, odiano quando chiude gli occhi, quando va in apnea!
Cioè, dato che Bocca fa dell'erbe tutte un fascio, odiamo questo governo che non ha rispettato il suo programma elettorale nelle sue linee generali e che non lo farà mai dico io, dài Bocca, mettici pane in bocca: del conflitto d’interessi chi ne parla più, i soldati alla guerra che non è nostra continuano a fare la guerra, e poi, non aveva promesso il Ciclista che avrebbe rimosso dalle nostre coscienze italiche quel bel tipo di Arcore?

Poi Bocca passa al Veltro, Leader Maximo, compartecipe del premier, dalla sdisonorata congrega di malignatori chiamato in causa, compare di dolori di panza e suo sodale nel cammin di nostra democratica passione e resurrezione. Veltrone “è intelligente, onesto, uomo di lettere, oratore eccezionale”, ma chi lo mette in dubbio, magari lo mettiamo in casseruola con aglio, oglio e peperonciglio: me lo mangiglio poi lunedì a cose fatte; perché, da noi, basta essere come quegli aggettivi là per governare un Paese, salvo poi scoprire che fu tutta una gitarella fuori porta. Si disse meglio però dello Stornellator Romantico sul barcone del Naviglio, e ce lo ritrovammo per un lustro e passa con Bandana Nana sulla capa arradicata.
“Ma essendo uno che ha tutto per piacere, (compreso il neo in guancia - o è un orzaiolo?) per deriderlo lo chiamano piacione”.

Ma con chi parla Bocca? Non certo con me, dato che continuo a lacrimare come un cannolo, diritto al cuore e al cervello m’arrivano le sue pennate, le pennate migliori da quando mi son ricordato di rileggerlo. E poi, drammaticamente, con melodie pucciniane, conclude così: “Considero con terrore l’eventualità che questo governo cada e consenta il ritorno del capitalismo più becero che la storia del Paese abbia conosciuto, il ritorno a un parafascismo che sembra un richiamo irresistibile per l’informazione revisionista”.
Sic et simpliciter sto singhiozzando perdutamente dietro questa terribile profezia.

Se cade Prodo ritorna il Capitalismo becero?
Perché? Fino a ora chi mi ha governato? Qualcosa di diverso dal Capitalismo becero?
Qualcosa che non somigliasse al Becero Centrodestra e camerati vari? Che mi abbia governato, a mia insaputa, Suor Binetta Da Paola? Perché Bocca difende appassionatamente Prodo? Con chi ce l’ha Bocca? Con Mister X giornalista? Presumo – male – che parli di Mister X... a Mister X...? contro Mister X...? pro Mister X...? cavoli sua... e pure nostri...
Non è che mi freghi più di tanto, può parlare per metafore e indovinelli quanto vuole ma a lui piacerebbe sapere se i revisionisti stanno mettendo a punto le loro penne nere per riaccomodarsi alla corte del grande Capo Bianco Sua Eminenza Grigia Mister X, quello che scrive le carte a quello che poi le legge. Perché Bocca ama Prodi più di quanto non lo amino i suoi alleati?
Bocca ama Prodi perché non ama Berlusconi! Ecco perché! A me il risultato dei suoi amori non cambia niente. E poi, perché la colpa dev’essere nostra se i Beceri torneranno a comandarci e a disgregarci oltre? Non è che stiamo facendo il solito rimescolio di carte, che poi a perdere siamo i soliti qualunquisti e quacquaracquà?

Bocca, dimmi la verità, perché deve finire così ogni volta che parli tu? Già abbiamo gli altri che portano sfiga. Però, se il Pd si conquista la sua maggioranza resteremo senza il tuo onesto Prodo, avremo rimosso il Cavalier dalle Bandane Nane, ma avremo uno che somiglia a Veltro con Mister X che scrive e lui che legge? Neh che sei contento?

In questa infernale fase politica può accadere di tutto. Che le nespole maturino in gennaio e i melograni in primavera. Che la razza padrona ordini a Montebambolo di ritornare a lacrimare per gli operai. Che il Vaticano, intristito per le cose del mondo, mandi i suoi pastori a pascolare come dio comanda dentro alle greggi infelici, piuttosto che sollazzarsi d'altre politiche.
Insomma, che l’Italia diventi degli italiani è una cosa da non credere: pazzesca e infantile.

Ma, come dice il vecchio adagio: “pazzi e picciriddi, Diu l’aiuta”! E per chi non crede, c’è sempre Lui in agguato, lu Zu’ Nami!


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venerdì 12 ottobre 2007

Ecco, s'avanza uno strano partito...

"Ecco, s'avanza uno strano partito..."
parla di democrazia, giustizia, libertà, uguaglianza, fratellanza...
e tutte l'altre cose!
Che sia la volta buona?















Particolare
del
Leader Maximo
estrapolato
dalla
massa

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giovedì 11 ottobre 2007

Nell'attesa dell'evento primario...

In un non meglio identificato seggio elettorale...
campeggia un manifesto veramente primordiale...

Manifesto alternativo per le primarie del PDDialogo fra un elettore democratico e uno scrutatore fiscale (pure democratico)
- Ahi, Pd crudele, che vuoi da me 1 Euro!
- Chi è che si lamenta, da queste parti?
- Un elettore senza Euri!- Chi non ha 1 Euro non può votare!
- Non è che chiudete un occhio?
- Lui non vuole.
- Dì’ che te l’ho dato!
- Tenti di ammorbare le primarie?

- Macché. Vorrei contribuire alla gravidanza democratica del Pd.
- Senza Euri non si può… però se Rutello vuole...

- Pensi che?...
- Uno scrutatore non pensa... scruta...

- Ti pare democratico chiedere un prestito a Rutello?
- Poi glielo restituisci con gli interessi.
- Restituirgli l'Euro, senza conoscere il programma del Pd?
- Non conosci il programma? Dunque non conosci il mondo!
- Allora cominciamo: Ambiente...
- Dove sto io c’è la munnizza per strada... la puzza delle fogne... l’acqua sporca... rumori di fondo... c’è lurdìa e manca l’aria... in pratica... megghiu moriri ca’ campari d’accussì...

- Modernizzazione...
- Bella la modernizzazione... in Sicilia, per esempio, la modernità è tutto, compresa di discariche abusive, mafie abusive, mancanza di prospettive, ma siamo pieni di cuffari e inceneritori...
- Coesione sociale è il futuro...
- Quale, quella del potere d’acquisto del salario? Che mi prendi per il culo? Non lo sai che nel salario non c’è più sale? I sindacati lo hanno abolito da tempo quello slogan! Li conosci gli ultimi risultati del referendum: i lavoratori e i precari, pur vincendo sono stati battuti dai Sì! Coesione sociale: cioè mettere tutti insieme i cocci che il sistema ha sparpagliato, farli votare per lo stesso quesito e poi dire che ha vinto la coesione? Ma vai a cagare...
- Etica pubblica della responsabilità...
- Sulle responsabilità... qui ti dò ragione... sei etnicamente biografato? Hai prodotto crimini particolari? Che so? Ammazzi, stupri, rubi, violenti, inquini, corrompi: insomma, che cazzo fai se non sei un onesto? Stupri ragazze tedesche… se sì, fallo in Italia, esci prima, guarda, nemmeno trasi in galera… ma se vai in Germania e sei pure sardo, ti finisce male perché lì sono pure razzisti, ti danno almeno 6 anni già scontati per via che sei etnicamente inquadrato.
- Burocrazia snella...
- Ah, ho capito, bu-ro-cra-zia: siamo nel dominio del signor Nessuno. Chi comanda qua, chi comanda là? Sono 6 ore che giro nel nulla burocratico e ho l’emicrania claustrofobica...
- I giovani e il potere creativo...
- Bello questo slogan... viene diritto diritto dal ’68: l’immaginazione al potere. Strabiliante, strafico, stracazzesco!
- L’Italia nel mondo, cazzo! Ti par poco?
- L’Italia nel mondo, sì, mi piace... ma dimmi... a quale mondo ti riferisci? Quello di sopra, di sotto, di lato?

Qui cadde il silenzio ma dopo la caduta nessuno ebbe il coraggio di rianimarlo.
Alla fine l’elettore, choccato da siffatto programma, si fece prestare 1 Euro da quella
generosissima Rosy che passava casualmente da lì e andò a votare come da programma.
Per il resto, io speriamo che me la cavo!
Ps.: ogni riferimento a fatti, persone e circostanze è inconsciamente... voluto!

Bibliografie:
ispirazione tratta da

http://ecodiario.blogosfere.it/2007/07/rutelli-pensa-il-programma-del-pd.html
e da
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/partito-democratico6/rutelli-manifesto/rutelli-manifesto.html

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mercoledì 10 ottobre 2007

Preghiera del Baccalà

Preghiera laica e Messaggio finale del Premier.

Prodi pietà, Romano pietà
Berlusconi (per la par condicio) pietà, Silvio pietà
D’Alema pietà, Massimo pietà
Rutelli pietà, Francesco pietà
Veltroni esaudiscici, Walter esaudiscici
Napolitano presidente, abbi pietà di noi
Bertinotti presidente, abbi pietà di noi
Marini presidente, abbi pietà di noi
Giorgio, Fausto e Franco, uni e trini (con quattrini), abbiate pietà di noi
Carne di baccalà unigenita di stoccafisso, salvaci
Carne di baccalà verbo di Padoa Schioppa, salvaci
Carne di baccalà della nuova ed eterna alleanza tra destra e sinistra, salvaci
Carne di baccalà a corrente alternata agonia dei misteri massoni, salvaci
Carne di baccalà profusa a iosa nella flagellazione dei lavavetri, salvaci
Carne di baccalà stillante nella coronazione di spine antipopolari, salvaci
Carne di baccalà effusa sulla pelle dei razzisti padani, salvaci
Carne di baccalà unghia incarnita di sgarbi e voltagabbana, salvaci
Carne di baccalà senza la quale non si mangia, salvaci
Carne di baccalà nel Parlamento abbonda e avanza, salvaci
Carne di baccalà il fiume dell’orda selvaggia è straripato, salvaci
Carne di baccalà vincitrice di premi a uso e consumo di vip, salvaci
Carne di baccalà fortezza di ricchi di denari e privilegi, salvaci
Carne di baccalà vigore di furbetti e truffatori, corrotti e corruttori, salvaci
Carne di baccalà che fai germogliare le veline in tv, salvaci
Carne di baccalà che fai cascare a terra i vacillanti, salvaci
Carne di baccalà che non dài sollievo ai senzaniente, salvaci
Carne di baccalà che consoli solo alcuni e altri li sbeffeggi, salvaci
Carne di baccalà speranza di mafiosi nostrani, salvaci
Carne di baccalà ai sindacalisti fai il miracolo che sai tu, salva i più deboli
Carne di baccalà conforto di questo mondo troglodita, salvaci
Carne di baccalà che liberi alcune Anime mostruose con l’indulto, salvaci
Carne di baccalà liberaci da chi sai tu, compreso Mastella, Calderoli e la Bella Figheira
Romano Prodi, che tenti di nascondere i peccati del Governo, perdonaci o Romano
Romano Prodi, che tenti di nascondere i peccati del Governo, esaudiscici, o Romano
Romano Prodi, che tenti di nascondere i peccati del Governo, abbi pietà di noi.

Preghiamo:
O Prodi che nel baccalà prezioso del tuo multiplo governo hai redento tutti gli uomini della Casta, custodisci in noi l’opera del governo precedente misericordioso, perché celebrando queste sante primarie otteniamo i frutti di una redenzione democratica. Per Prodi, nostro Premier, e Walter, vostro leader. Amen

Messaggio di Prodi: Cari figli, gioite con me in questo tempo di finanziarie quando tutta la natura si risveglia e i vostri cuori anelano al cambiamento. Apritevi figlioli e pregate. Non dimenticate: io sono con voi e desidero portarvi tutti al Quel Paese affinché vi si faccia dono dell’amore sincero verso l’Italia e verso tutto quello che viene dalla Casta. Apritevi alla preghiera e chiedete al Paese la conversione dei vostri cuori e delle vostre tasche, e per tutto il resto la Casta vede e provvede. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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martedì 9 ottobre 2007

È tempo! È tempo di democrazie partecipate...

È tempo, è tempo, andiamo a
mietere un po' di democrazia...
È tempo di consultazioni
nel giro di pochi giorni.
Prima il benessere, cioè il Welfare
e subito dopo il partito democratico.
Due appuntamenti da non perdere.
Già conosciamo chi vincerà sul Welfare!?

- 1ª Pausa di riflessione -
I LAVORATORI hanno le carte in regola
per mandare a scatafascio quell’accordo
Governo-sindacati-confindustria!
Mah... sono in angustie… conoscendo
la pervicace coerenza dei dinosauri sindacalisti
a volersi riaffermare sulla volontà
dei – sic – “loro assistiti”.
Questa storia del referendum sindacale
non è un dramma. È l’ennesima tragedia per
chi tiene prole, mutui, debiti, speranze e cicoria!

Sappiamo invece chi vincerà le primarie del PD!?
Sì!
Tutti lo sanno, sia i candidati sia quelli
che scambieranno il loro obolo da 1 Euro
con la certezza del voto partecipato.
La democrazia ateniese pagava il suo popolo
perché potesse assistere agli eventi teatrali
che poi erano per loro natura politici, oltre che sacri.
Qua è diverso.
Se vuoi che un Dinosauro italiano ti governi
devi sborsare gli euri. Coinvolgimento catartico
si chiama, questo. Tu paghi e
così acquisisci anche il:
“potere” di veto? No;
di criticare? Ni;
di pentirti a tempo scaduto? Questo sì, ti è concesso!
Dinosauri dormienti si svegliano!
Nuovi orizzonti, vecchi dinosauri?
O nuovi dinosauri e vecchi orizzonti?
Tutt’e due insieme nuovi o tutt’e due vecchi?
Non è importante, qui si lavora per conquistarsi
almeno il 37% dei suffragi. Minchia papà!

- 2ª Pausa di riflessione -
Manifesto alternativo per le Primarie democratiche.

Manifesto alternativo per le primarie del PD

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lunedì 8 ottobre 2007

Lo Specchio del Progresso

Delirio allo specchio di
Tommaso Schioppa a Padova
«Specchio, specchio delle mie brame...»
«Qual è la tassa più bella del reame...?»



«Un corpo immerso (totalmente o parzialmente) in un fluido riceve una spinta (detta forza di galleggiamento) verticale pari al peso di una massa di fluido di forma e volume uguale a quella della parte immersa del corpo».

Escluso il Popolo.

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domenica 7 ottobre 2007

Prego: una cassata siciliana?

Hanno cominciato presto a chiedermi: “E da grande che vuoi fare, ah?”. A cinque o sei anni, all’incirca. All’inizio pensavo fosse un gioco che i grandi fanno con i bambini per farli ridere. E siccome ero saporito come un pesce fatto alla ghiotta non capivo il senso e non ridevo; mi chiedevo: “Da grande, ma che gioco è? Che significato ha? Boh!”.


E quelli continuavano per il bene mio e per rispetto di mio padre, e siccome non rispondevo, loro stessi mi mettevano in bocca le loro aspettative: vuole fare l’avvocato, il dottore, il farmacista, il notaio, il generale, il capitano, il papa, il vescovo, il cardinale, l’arciprete, il professore, l’ingegnere, il sindaco, l’onorevole, il senatore, il direttore, il ricco, l’aviatore, il presidente... chissà se ne ho dimenticato qualcuno? Tutta roba alta per quei tempi. Obiettivamente mio padre mi voleva ingegnere! Ma i sogni dei padri non si avverano mai, a meno che non sei figlio di farabutti signori o parente dei Casti della Casta.

Perché la Casta, non è roba d’oggi. C’è stata sempre, la Casta.
Quando poi, in ritardo, cominciai a capire il gioco, questi si debilitavano alle mie risposte: che risposte del cacchio, pensavano, e guardavano una volta
mio padre e una volta mia madre e facevano con la testa così: sdleng sdlang sdlong sdling!
Anche il vecchio ci rimaneva male poverino alle mie risposte e spesso minaccioso, avanzava con le manone pronte ma mai mi colpì. Meno male. Insomma, negli anni ’50, c’era mica da scherzare. L’educazione, nella casa dei proletari, anche se avevano la terza o quinta elementare, era sufficientemente severa e formativa. Oggi no! E anche nelle scuole, le vergate sulle mani, vuoi mettere con l’alternativa culturale di oggi? Rifuggi la violenza! Oggi se rispondi male o non rispondi affatto ti dicono che sei cresciuto liberamente con i metodi alternativi e libertari. Insomma, al posto del ceffone al momento giusto arriva il motorino come premio. Ma cosa rispondevo, allora, agli energumeni che ogni volta, m’incatenavano alle loro cassate siciliane? Io mi ci divertivo. Loro no. E chiacchieravano tra loro: tra cinque anni diventerà quasi professore.
Senza dubbio si trattava di sfottò.

No, appena cresce sarà tale e quale come suo padre, comunistazzo senza dio! Prenderà la via dell’aceto. Seduto sempre all’ultimo banco dell’aula. All’ultimo banco, nella mia scuola, ci mettevano sempre i somari che poi erano figli di comunisti, di muratori, di carbonari, di cordari, di carrettieri... c’era la gara a chi doveva stare seduto all’ultimo posto. Siccome l’ultimo posto arrivava ad un massimo di quattro, spesso si finiva in prima linea con il figlio della maestra che era bianco sentiva puzza e stava seduto in prima linea. Il maestro l’obbligava al mattino a cantare per noi “oh biancofiore simbolo d’amore...”.

Poi dopo, cantavamo i Fratelli d’Italia. In terza elementare, sono stato per tre mesi a ricopiare dalla lavagna tutto l’ABC in bella grafia. Sempre e solo quello. Che bella scuola. Altri tempi. Niente al confronto dell’oggi. Ah, ora ricordo: cos’è che rispondevo a quei dinosauri? Boh? Giuro, non lo ricordo proprio... ci state rimanendo male, eh? Ah, se ci fosse stato il Fioroni o il Mastella! Secondo voi: avrebbero fatto trasferire quel logorroico d’insegnante?
Un'altra cosa: può essere che certi sinistri del governo
abbiano avuto quel tipo d'insegnante?
Mah. Mistero.

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Heracleum