sabato 16 febbraio 2008

Meglio Casini che aborti di Stato!

. sabato 16 febbraio 2008
Perché a Napoli si può, dai Rifiuti alla lotta all’Aborto. La povera 194/78 non ha requie. Già nel 1981 se l’era vista brutta con il Movimento per la Vita che aveva promosso il referendum per abrogarla, ma fu piacevolmente respinto dai cittadini maturi e coscienziosi. L’allora on. Casini Carlo, animatore ludico della Causa dell’Esistenza in Vita, aveva fatto guerra e fuoco e le buscò. Oggi con il Padre Giuliano la Prostata da Ferrara, più furbescamente, la si vuole solo leggermente ritoccarla. È ovvio che dietro a costui ci sta la supervisione Divina. Ma, per non dimenticare quella che fu l’aria che si respirava nell’81, ripropongo una vecchia intervista di Daniela Pasti all’onorevole Giancarlo Casini, da “La Repubblica” del 30 aprile 1981.

Rifacciamoci la bocca e la memoria.
Onorevole Casini, le donne sono morte a centinaia di aborto clandestino. Se questa legge viene abrogata torneranno a morire: il suo slogan quindi non vale per loro.
Giancarlo Casini ha l’aspetto cordiale e giovanile dei preti americani che nei film redimono instancabilmente i ragazzi cattivi dei ghetti poveri. Accentua il suo sorriso: «Noi diciamo che bisogna amare la vita, tutto il resto viene dopo».
Ma queste sono parole.
«Guardi, tempo fa un ragazzo mi ha confidato che la sua fidanzata era incinta e che era decisa ad abortire. Ci siamo parlati, li abbiamo aiutati a trovare una casa, si sono tenuti il bambino e ora sono felicissimi di averlo fatto. Casi come questo ci succedono molto spesso».

Pensa che potrete trovare casa, baby-sitter, assistenza per tutte le donne che abortiscono? E quelle che lo fanno per motivi più seri, drammatici?
«Se la madre non vuole assolutamente il bambino c’è sempre il ricorso all’adozione, noi del resto l’abbiamo proposto nella nostra legge di iniziativa popolare».
Così una donna dovrebbe arrivare alla fine della gravidanza e poi dare via il bambino. In questo modo la madre diventa solo un corpo, non c’è riguardo per i suoi sentimenti, le sue emozioni, la sua capacità di giudizio. Non le sembra una cosa mostruosa?
«Noi non vogliamo mica obbligare le donne a dare i figli in adozione… E, comunque, di fronte ad un aborto è meglio l’adozione».

Ma meglio per chi? I cattolici si possono porre un problema morale e decidere di rifiutare l’aborto: è una cosa che riguarda le loro coscienze. Ma perché intervenire su una legge che riguarda tutti?
«Perché noi difendiamo il diritto alla vita di chi non può difendersi da solo: il bambino che ancora non è nato. Per questo votiamo una legge che vieti l’aborto e dissuada le donne. Io non credo nemmeno che questa legge serva a sconfiggere l’aborto clandestino: serve solo a introdurre una mentalità abortiva nel paese, a far aumentare il numero degli aborti, che infatti è aumentato».

Da cosa lo deduce? I dati ufficiali non lo dimostrano affatto questo aumento.
«Lo deduco da un fatto semplicissimo: se un medico pratica l’aborto in ospedale è segno che non ha nessun rispetto per la vita umana. Per quale ragione allora dovrebbe rifiutare di farli anche fuori dall’ospedale, guadagnandoci sopra? Se gli manca il divieto morale, non sarà certo il divieto della legge ad impedirglielo».

Ogni pensiero è puramente opinabile. E finalmente, dopo quel referendum perduto, nasce un’idea al Padre Giuliano La Prostata da Ferrara, quella di redigere una: “Carta Manifesto contro i Feti Uccisi e la libertà di Far Nascere i Feti...”;

il Padre parla di un paragrafo in questa ipotesi di Carta dove ci dovrebbe essere presente un comma che “preveda l’esclusione di ogni forma di colpevolizzazione e di persecuzione penale di quelle donne che si trovano sull’orlo di una crisi di nervi, poveracce, a decidere sulla scelta di maternità”.
Beh, pare che le uniche vere donne che hanno le mani in pasta sulla questione dell'aborto siano in effetti uomini travestiti da papi, giornalisti, cardinali, onorevoli e chediovenerendamerito.


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4 commenti:

Negroski ha detto...

Che chicca!
La storia è veramente ciclica...

BC. Bruno Carioli ha detto...

Ho nitido il ricordo di Carlo Casini quando furoreggiava nella crociata antiabortista di Fanfani, e dei redivivi comitati civici.
Brutta roba.
Sepolta dal referendum degli italiani.

Lupo Sordo ha detto...

"se un medico pratica l’aborto in ospedale è segno che non ha nessun rispetto per la vita umana. Per quale ragione allora dovrebbe rifiutare di farli anche fuori dall’ospedale, guadagnandoci sopra?"

Ecco è a questo passo che mi sono messo le mani nei capelli.

Riverinflood ha detto...

@ negroski: la memoria va coltivata soprattutto se usata contro i nemici dell'umana intelligenza.
@ bruno carioli: io idem
@ lupo sordo: anch'io, in quei pochi che mi son rimasti.

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