mercoledì 21 maggio 2008

In quanti bisogna essere per ripulire Napoli e la Campania?

. mercoledì 21 maggio 2008
Tutti i ministri, alcuni sottosegretari, i loro rispettivi collaboratori, consiglieri, capi di gabinetto. In tutto almeno una quarantina di persone. Aereo di Stato, il Premier che parte da Milano, dà un passaggio al secessionista e poi tutti insieme a sfilare tra la folla. Come in quella bellissima scena, nel Gattopardo, del ritorno del principe di Salina al paesello e tutta la sacra famiglia a sfilare per il paese e poi a messa, con tanto di banda paesana.

Davanti alla Prefettura tutte le Tv del mondo a riprendere l’ingresso dei Pulitori di Napoli verso la storica prima seduta. Poi conferenza stampa e quindi il ritorno a casa, ciascuno pe’ fatti suoi.
In quanti bisogna essere già l’ho scritto; ma in quanti parleranno della monnezza? E chi dirà la parolina magica: “Munnezza, munnezza, se ci sei batti un colpo!”; poi riprendendosi dalla cazzata appena detta il malcapitato ministro correggendosi così: “Munnezza, munnezza, scomparisci per sempre!”. E nel dare il colpo di bacchetta magica il ministro magico, sbadatamente, colpisce la superficie del tavolo, cioè il cranio di super Brunetta un pochettino emergente tra gli altri. Poi, tutti i ministri ai balconi della Prefettura, ad osservare il sortilegio e in effetti scorgono le strade d’intorno pulite, che durante la sfilata, in mezzo alla marea dei napoletani, non s’erano accorti ch'erano state ripulite.

Dopo la fatidica frase magica, e senza che la monnezza sia sparita alcuni masanielli si sollevano dal dormiveglia. Ed ecco cosa potrebbe succedere:
“Con l’esempio di Napoli, la Repubblica italiana s’è sollevata e molti cittadini, inviperiti contro le male operazioni dei loro ministri, ricusano di riconoscerli più per loro ministri e mostrano di non voler altro padrone che il Re della Camorra; onde, prevalendo la bassa plebe, i ministri di Berlusconi son costretti alla fuga, che non volendosi mischiare ai voleri della plebe, che ha per principale oggetto il bastonarli di santa ragione sulla cocuzza, scappano chi a piedi, chi in carrozzella, chi in taxi, chi in groppa ‘o ciuccio”. Ingrata, la plebe è sempre ingrata.

Ma la sfilata a piedi tra la folla è un atto sacro, un vero e proprio battesimo a contatto con la pelle e i sudori, le aspettative dei napoletani, e il Premier con questa sfilata, mantiene ciò che ha promesso in campagna elettorale: contatto diretto con la massa che soffre, toccatemi, toccatemi, sono qua, chi mi tasta verrà con me nel regno degli uomini liberi.
Poi, così com’è venuto se ne andrà riportandosi dietro il secessionista. Insomma, non una passerella come tanti nemici quacquaracquà del Premier hanno osato scrivere, ma un vero bagno di folla in stile Banana’s Republic!

Svuotata la Prefettura ecco la munnezza, magicamente, ricomparire. Il soverchio scorrere di spazzatura che copre la vecchia anima di Napoli mi ricorda di come la mafia ha coperto la terra di Sicilia coi morti antimafiosi.


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2 commenti:

Libera-mente ha detto...

ci avrà pensato qualcuno a portare un sacro lenzuolo per raccogliere il sudore del volto..?

Riverinflood ha detto...

@ libera-mente: il buon samaritano (Bassolino?)

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