C’era una volta l’intelligenza, anzi una intelligenza di radice italiana.
Qui, nel Bel Paese, la si trovava a gratis, tant’è vero che molti non intelligenti passavano per tali. Ma l’Italia era lo stesso felice anche se, via via, si addormentò sul sonno della sua intelligenza.
Si è svegliata un giorno e si accorse che dal quel sonno passò al coma diretto con promanazioni di intolleranza generica e di bieca sfiducia nel prossimo (con revoca di remota cristiana cultura).
Sui morti che affiorano nelle spiagge affollate di corpi abbronzati, non tutti sono d’accordo: c’è chi li vorrebbe seppellire direttamente subito al confine tra la sabbia e l’asfalto; c’è chi, accendendosi una sigaretta pensa che in fondo c’è spazio anche per il cadavere, magari gli butta la cenere sopra.
Poi, un giorno, la desertificazione venne con Lui, personificazione integerrima dell’insensibile pesantezza del niente fatto di parole ridondanti e senza futuro.
Ma già qualcosa di irreversibile era stato fatto per tempo in preparazione di questo evento: adesso lavora in scioltezza giù giù per la china senza freni, mentre il resto arranca, con scarsa intelligenza, ma con i freni pressocché rotti.
Sciopero dei blogger
1 ora fa























2 commenti:
Finalmente l'uomo ha trovato le altre forme di intelligenza che da sempre cercava nell'universo. Immagino la profondissima delusione della scienza.
intelligenza...con la De Filippi in giro e tutti i suoi amici...
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