domenica 28 settembre 2008

Il grande contributo di Veltroni al recupero del dialogo con Berlusconi

. domenica 28 settembre 2008
E ora son cazzi per Berlusconi. Il dialogo che segue non è un tête a tête, ma noi immaginiamolo così, come una vera e propria veltrusconata democratica, dove il capo del governo e quello dell’opposizione si parlano concretamente senza peli sulla lingua e con molta proposizione costruttiva. All’americana, vah! Non ha importanza chi porge la battuta, ma chi dice l’ultima.

Veltroni: “Anche in Italia c’è il rischio che si affermi il modello Putin”.
Berlusconi: “Noi abbiamo una maggioranza a cui gli italiani hanno dato il mandato di governare il Paese”.
Veltroni: “Qui corriamo il rischio di una democrazia svuotata”.
Berlusconi: “Dialogo? Con questo PD? Ridicolo!”.
Veltroni: “La vostra organizzazione di potere che rischia di apparire autoritaria.”
Berlusconi: “Ma per favore, ‘rischia di apparire’... per quello che dite, per come vi comportate...”.
Veltroni: “Voi vedete il dissenso come un fastidio di cui liberarsi”.
Berlusconi: “Fastidio? Ridicolo, caso mai una cancrena, ah ah ah...”.
Veltroni: “Voi trattate il Parlamento come fosse una perdita di tempo”.
Berlusconi: “È come pensavo. Con voi è impossibile collaborare, altro che dialogare”.
Veltroni: “Voi pensate al Parlamento come ad una rottura di scatole...”.
Berlusconi: “Il signor Veltroni si illustra da sé, basta ascoltarlo...”.
Veltroni: “... ad un impedimento di democrazia...”.
Berlusconi: “Le persone di buonsenso che ascoltano Veltroni poi vomitano...”
Veltroni: “Viviamo un tempo in cui il crollo democratico è realizzabile. Ci vuole una controreazione...”.
Berlusconi: “E chi la deve organizzare? Tu? Già che ci sei perché non una rivoluzione?”
Veltroni: “È vero. Sono il primo a dire che la democrazia è anche decisione. Ma la democrazia prevede che si governa pro tempore, non che si è al potere”.
Berlusconi: “Visto che il mandato degli italiani è maggioritario io governo con il potere popolare”.
Veltroni: “State muovendo all’attacco dei sindacati, della magistratura”.
Berlusconi: “Quando stavate al Governo ci avete asfissiato con la vostra Casta; avete lottizzato tutte le posizioni di potere”.
Veltroni: ”Vi fate le leggi su misura, dimenticando che la Giustizia era uguale per tutti”.
Berlusconi: “È”.
Veltroni: “Lapsus berlusconiano: volevo dire è”.
Berlusconi: “Invidiosi. Da voi non ne può venire bene per l’Italia”.
Veltroni: “Additate negli immigrati un nemico; sostenete un’ideologia di intolleranza”.
Berlusconi: “Noi abbiamo dalla nostra il mandato degli italiani e siamo al Potere. Questo basta”
Veltroni: “Ci vuole un po' più di moderazione; ma la moderazione è estranea ad un governo che ha un'idea sostanzialmente autoritaria delle relazioni con chi è diverso. Mi chiedo dove diavolo arriveremo".
Berlusconi: “Dove arriverò lo so solo io. Farò dell’Italia una democrazia fondata sul... sul... sul...”
Veltroni: “Ecco, non ti viene la parola, eh?”
Berlusconi: “E poi farò dell’Italia un Paese nuovo dove i treni non viaggino più a sinistra... poi farò un ponte che leghi il Lombardo-Siculo al Lombardo-Veneto... poi farò un nuovo stadio e lo chiamerò Abbiati... poi farò una nuova capitale e la chiamerò Messegué dove mi massaggeranno la schiena e altre cose. Lì, mi verrai a trovare e mi renderai tutti gli onori del caso... poi farò... e farò... e farò... cose che manco vi sognate... eh eh eh!”.


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