Basta, non questo imparate,non così fredde parole!
Confusione e disordine,
sol per un misero unico maestro.
Disordini e cortei
per un tentativo di
estorsione di cultura.
Ragazzi, ragazzi, non
serve la violenza per combattermi.
Io, armata sono di consapevolezza e
della spada del potere.
Perché mi inveite contro e mi
date della somara?
Perché mi chiedete di
metter le mani
giù
dal vostro futuro?
Tutti e quarantamila
contro di me
che sono sola.
A me, che fui e sarò
unica.
Mi fate soprusi non meritati, sapete?
Un altro giorno come questo
ed io imploderò
e sarò costretta
a divider le classi
in buoni e in cattivi.
Povera lavagna che non saprà più
quanti contenerne dietro.
No, non è vero che taglierò
Cultura nella scuola.
Chi lo dice?
'”Sono una donna determinata,
non una panzer ottusa”.
Io, per amore di pubblica
scuola, iscriverò un giorno
i miei figli a studiare in Essa.
E per i miei figli che
taglierò tanti posti:
meno insegnanti ma
più ricchi di qualità.
Ma chi dovrà mangiare questo
cibo senza sale e senza intelligenza?
Se, quand’ero bambina,
il tallone della miseria e
la violenza della fame
mi avessero istruita, oggi,
non sarei qui a fare la
ministra
per il signor Berlusconi!
Per cui non capisco il
perché io debba lasciare?























2 commenti:
"Se, quand’ero bambina,
il tallone della miseria e
la violenza della fame
mi avessero istruita, oggi,
non sarei qui a fare la
ministra
per il signor Berlusconi!"
Su questo punto mi trovo perfettamente d'accordo con la Gelmini.
Ti invito nel mio blog per leggere ed eventualmente firmare il mio emendamento alla carta.Ti aspetto
http://sinistradelfia.blogspot.com/2008/10/la-mia-proposta-di-modifica-stata.html
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