Finalmente l’abbronzato ha chiamato. O forse ha chiamato lo psichedelico. Chiunque abbia chiamato non ha più nessuna importanza. Ciò che conta è che si sono parlati affettuosamente per ben 20 minuti. E io so che cosa si sono detti... eh eh eh... Volete sapere che cosa?Eccovi accontentati.
B.: Ciao, Barak! Io sono il Premier. Sono Berlusconi. Come stai?
O.: It’s ok! Yes, we can!
B.: No, dico, come va? Come stai?
O.: I’m fine. Who are you? (trad.: Bene, bene, ma tu chi sei?)
B.: So’ Silvio.
O: Ah, the psiconano. (Ah, lo psiconano!)
B.: Anche tu mi conosci?
O.: Everyone knows you in the States, thank to Grillo. (Negli States tutti ti conoscono, grazie a Grillo.)
B.: Volevo chiederti scusa in privato per l’innocente epiteto.
O.: Wow, what a joker! You insulted me earlier, but now you apologise. (Wow, che mattacchione! Prima m’insulti e poi chiedi scusa.)
B.: Come vedi, mi scuso in privato.
O.: This guy is sharp... this guy! (Mica stupido, l’amico.)
B.: Come?
O.: Friend, do you get me? Friend. (Amico, capito, amico.)
B.: Sì, lieto che tu mi confermi ciò: non avevo dubbi. Alla faccia di Veltroni!
O.: Veltroni? That guy who owns a house in New York? (Veltroni? Quello che ha una casa a New York?)
B.: Perché, lo conosci?
O.: I’ve heard about him. (Ne ho sentito parlare.)
B.: Va beh, tagliamo corto. Sai, mica potevo dirti che sei giovane e alto?
O.: Yes, I know.
B.: Che poi Putin e Medved si sarebbero offesi.
O.: Of course.
B.: Non sono certo alti.
O.: That’s true. And what of you? (E tu?)
B.: Anch’io!
O.: Oh, yes!
B.: Però son bello! Senti, Barak, io ti confermo la mia amicizia personale e quella della mia Italia.
O.: But we have never met or talked in person up till now. (Ma se non ci siamo mai visti né sentiti prima d’ora.)
B.: Embè, che vuoi farci, io son fatto così: sono un portatore sano del virus dell’amicizia.
O.: Wow!
B.: E per quanto riguarda l’abbronzatura...?
O.: Yes, we can! You can also get tanned over here in America. Come to see me. (Yes we can, anche tu ti puoi abbronzare qui in America. Vieni a trovarmi.)
B.: Davvero posso?
O.: Sure! What matters is believing in me. Do you believe in me? (L’importante è credere in me. Tu credi in me?)
B.: Fin dal primo giorno che ti sei portato a presidente.
O.: What a liar! But that’s cool. Ok, I wish you a very good night. See you soon. (Bugiardo, ma va bene così. Ok, dormi bene, a presto.)
B.: Anche te, a presto.
Dall’altra parte dell’Atlantico, una vocina femminile si sente al telefono: “Dad, who’s on the phone? Who are you talking to?” (“Papà, chi è? Con chi stai parlando?”.)
Si sente Barak dire: “I’m talking to an Italian man who claims to be Mr. Berlusconi. He has apologised… looking so serious. Amazing. Strange. Unbelievable. I was told very bad about him, but instead… ah, these italian psiconani... we’ll never know how to get them!” (“Con un italiano, uno che si spacciava per un tal Berlusconi. Si è scusato con me. Mi sembrava molto serio. Incredibile. Strano. Inverosimile. Mi avevano detto peste e corna, e invece… ah, questi psiconani italiani, non si sa mai come prenderli?”.)
























4 commenti:
Spero che la vocina non pensi che lo psiconano sia un personaggio delle fiabe o dei cartoni.
Non vorrei essere in Obama a dovergliene regalare uno.
Un post grande come sempre.
..L'orco!
il bello è che tentando di riemediare alla gaffes sull'abbronzatura, ne ha commessa un'altra duplice sull'altezza del leader russo!!
u mama...
gli psiconani bisognerebbe prenderli e fargli fare i processi senza lodo alcuno
L'intercettazione piu' divertente della storia.
ciao ciao
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