Contro lo stress da rappresentanza abusiva di Berlusconi leggiti le "Novelle siciliane rivedute e corrette".C’era molto, ma molto tempo fa, un tipo strano, alto un palmo e una tipa strana alta una palma. La palma era molto alta e slanciata, il tipo strano non superava la soglia della normalità. Insieme facevano una coppia molto palmare e male assortita. Ma a loro andava bene così.
Un giorno misero al mondo un bimbetto che, non appena fu in grado di emettere suoni, subito si mise a fischiettare canzoni del folklore locale. Fischia oggi e fischia domani, imparò tutte le arie e le romanze classiche e liriche, oltre alle canzonette. Una vera e propria musicoteca era la sua testa; finì che tutti lo chiamarono Motivo.
E lo chiamavano per ogni genere di incombenze e necessità. Dietro compenso, beninteso.
Metti che c’era un battesimo e Motivo accorreva; c’era un matrimonio e Motivo era là; c’era il funerale e lui, là; una festa paesana e quello fischiettava; una festa dell'Unità, finché se ne tennero. Una messa cantata con o senza processione, oppure feste carnascialesche, nessun problema: unire il sacro al profano era per Motivo una punta d’orgoglio.
E lo chiamavano pure per le telenovele e i film hard, le partite di pallone e i comizi politici. Per questi ultimi aveva un premio extra, se con i suoi fischi, riusciva a zittire l’oratore avversario.
Molto più particolarmente, se eri stitico, lo noleggiavi e con l’aiuto di Motivo non c’era proprio motivo che non la facessi.
Insomma, il ragazzo si fece uomo e con i grandi ricavati dei fischi si aprì una Hosteria e si diede alla ristorazione con sottofondi di fischi.
La Hosteria si chiamava: “Se non hai alcun motivo per mangiare, vieni da me: te ne darò Motivo!”.
Ma i primi tempi non se lo filava proprio nessuno; forse, pensava, la causa è nel nome della taverna che è troppo lungo. Decise di cambiarlo in: “Vieni: da me hai un Motivo per mangiare gratis!”.
Miracolo. Il giorno e la sera seguenti non c’era più un posto libero da sbatterglielo sul muso alla gente.
Un successone: in quella Hosteria si mangiava gratis e si ascoltavano i più bei fischi che mai si erano uditi.
Entrava di tutto in quella Hosteria, molti bianchi, tanti gialli, un solo nero che nella confusione nemmeno si notava, con esclusione dei rossi.
A Motivo infatti, glielo avevano detto i suoi genitori prima di morire: “Non c’è motivo che fai entrare a sbafo pure i rossi!”.
Vah che un giorno passò da quelle parti un mago incantatore con il suo codazzo di maghetti e streghette che espresse il desiderio di ascoltare qualche fischiata e soprattutto mangiare gratis. Costui sapeva realizzare mille e più prodigi e se gli rimanevi simpatico, capace che ti faceva dono di una qualche magia.
Entrarono tutti, quindi, e mangiarono con gusto e ascoltarono alcune delle più belle fischiate in voga in quel periodo. Poi un streghetta si rivolse a Motivo: “Motivo, perché non chiedi una magia al Mago?”.
- Sì, rispose Motivo, vorrei che tutti quelli che non sono d’accordo con i miei fischi restino incollati a quell’albero.
- Concesso, e mentre lo diceva già si vedevano i primi effetti della magia.
Più della metà dei maghetti e delle streghette volarono verso l’albero rimanendovi attaccati, a parte tutti gli altri avventori che si sentirono sollevati da una forza bruta e scaraventati anch’essi sull’albero.
Poi, il Mago, dopo aver liberato solo il suo codazzo, se ne partì.
Motivo restò solo con gli incauti clienti. Girò e rigirò attorno all’albero come un falchetto che dall’alto punta le sue prede. Poi, improvvisamente, si lanciò contro l’unico nero, l'unico irrimediabilmente un po’ abbronzato, e gli fischiò all’orecchio tutta la canzonetta di Vianello; “A A Abbronzatissimo”, spesso e volentieri cambiando solo nel genere: rap, rock, jazz, hully-gully e cha-cha-cha.
- Così impari a mangiare a sbafo senza ascoltare i miei consigli musicali!
Quello sventurato perse i sensi, ma imparò a spese sue che non si va a mangiare a sbafo alla Hosteria di Motivo senza accettarne le conseguenze. Non c’è fischio senza motivo, infatti.
E da quel giorno, tutti gli abitanti della contrada dove viveva Motivo ebbero nome, infatti, Fischietti motivati.
Ps.: (il nero, riavutosi dal trauma, se ne ritornò nel paese dei cartoni animati, e da lì, bombardò la Hosteria, radendola al suolo, ma senza riuscire a liberarsi del fantasma del fischiator cortese: si racconta che, nelle notti di plenilunio, sberleffi di fischi emergano dagli antri circostanti. Nessuno passa più da lì, da quei posti maledetti).
























3 commenti:
Grazie della visita e per seguire 'Italiani Imbecilli'. Gradevole e acuta la novella. Bravo.
Un caro saluto e a presto.
Sono rosso anche dentro) e mi fischia un orecchio, che sia raffreddore o devo preoccuparmi?
Un novella dal finale un po' tragico ma sempre divertente e ironica.
Un inchino alla fantasia e alla creativita', ciao
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