mercoledì 12 novembre 2008

La mi’ suocera russa: quanto lo capisco a Obama

. mercoledì 12 novembre 2008
Perché non sono io, Obama? Perché non ho io una casa bianca – ma anche rossa azzurra verde celeste – ricca di 132 stanze e di 35 bagni, che avrei già sistemata la mi’ suocera alla 132esima mentre io e sua figlia ce ne saremmo già allontanati di almeno 130.

Secondo voi, la suocera di Obama, russa? La mi’ suocera russa e quando lo fa non c’è rimedio.
La mi’ suocera, poverina, è una brava cristiana, lavoratrice, umana, donna di casa, affettuosa coi suoi nipoti, vedova, sta sempre lì a lavare stirare e ammirare, poi si mette le mani ammollo e fa anche la cucina. Un tipo splendido, la mi’ suocera, generosa ed eccezionalmente igienista.

Chissà se Obama se ne pigliasse un po’.
Io non ho mai avuto niente contro la mi’ suocera, tant’è vero che quando si stende per il pisolino pomeridiano, le volte, spesse intense volte che viene a trovare sua figlia, la mi’ moglie, io esco.
Esco anche con il vento, la pioggia, la grandine e la tempesta. Perché, direte voi?
Perché russa, e russa forte. Chissà se Obama l’ha risolto questo problema?

Allora, un bel giorno, che avevo trascorsa la notte con gli occhi a pampinella per via del russìo globale casalingo suoceresco, vado in farmacia e chiedo qualcosa per il mal di testa per mancanza di sonno. La farmacista mi chiede l’origine dei miei guai ed io, che rispondo?
Le spiego papale papale la situazione in atto. Quella resta impassibile e fa uno storcimento impercettibile di bocca. Era lo stesso storcimento di bocca che viene a me, l’avevo riconosciuto subito: storcimento da suocera.

Un certo sollievo mi pervade la cabeza e chiedo:
“Lei pure?”
“Sì, mia suocera”.
“E come reagisce?”.
“Brutta faccenda, ma l’ho risolta”.
“Mi dica, sono disposto a tutto pur di risolvere anch’io”.
“È una cura particolare”.
“Fischio?”
“No”.
“Cerotti?”.
“Nemmeno”.
“Strofinamento leggero del dito sulle labbra?”.
Cenno di diniego.
“Sollevamento del letto e conseguente rilascio?”.
“Neanche”.
“E allora?”
“Ha provato il nostro cuscino antisuocera?”.
“No!”.
“Bene, lo provi e poi mi dirà. Anche Obama l’ha provato. Infatti ne ha richiesti una dozzina, perché, dice, la sua suocera è un po’ coriacea e resiste bene”.
“Ok, me lo incarti. Quanto le devo?”.
“Niente, lo provi. Le sono vicina. A rivederla”.

Uscii dalla farmacia col cuscino impacchettato.
Entrai in casa e la vidi, bella, carismatica, che si fumava un toscanaccio puzzolente. Allora presi il cuscino e lo misi nella cuccia di Cleopatra.
La prossima volta, parola mia, andrà meglio.

Però, povero Obama, ancora fresco di nomina, e il suo primo conflitto lo sosterrà con la suocera. Mamma mia!


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2 commenti:

Saamaya ha detto...

a casa mia, russa pure il gatto!

suburbia ha detto...

Proprio ieri ho sentito di una coppia separata per l'invadenza della suocera, anzi scusa, proprio annullato il matrimonio.
Ehh si' che la sacra rota fa cose importanti.
ciao (io niente suocere, purtoppo)

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