☻ Orlando ☻ Di Pietro ☻ Veltroni ☺ Villari ☻ Berlusconi ☻ Napolitano.Dopo la sconfitta del paladino Orlando malgrado la durlindana di Di Pietro, è arrivato l’uomo per tutte le stagioni (di mezzo), il signor Villari, senatore iscritto nel Pd. Quest’uomo di mezzo è stato spinto – o si è prestato, che importanza ha ormai – nel gioco del diamogli addosso al Pd e polverizziamolo. Il senatore Villari è stato eletto alla Presidenza della Vigilanza Rai con il beneplacito e i voti della Destra. Il senatore Villari, un pochino c’è rimasto ma poi ha preso coscienza: “Ma tu guarda, io presidente, legittimamente presidente!”.
Il gioco della politica piccina in fondo è questo qua, da qualsiasi parte la si guardi. Certamente Villari, iscritto nel Pd, uomo di paglia della Maggioranza, ha scatenato l’intimo tormento di Veltroni che, pacatamente e serenamente gli ha intimato: “Dimettiti o sono cazzi tua!”.
Quello ha preso tempo, ha fatto sapere che avrebbe ottemperato alle piccole necessità burocratiche ma anche alle questioni prettamente personali, morali, politiche, di potere e di visibilità e poi ha deciso che: “Io non mi dimetto. Qui sto bene, per ora”.
Apriti cielo!
Villari con la decisione di non dimettersi, volente o nolente, ha smascherato la pochezza dei suoi del Pd e la grande pochezza di quelli che lo hanno eletto, che adesso se lo ritrovano ingombrante tra le palle e devono – non capisco perché? – dice Veltroni, risolvere il problema che da quella parte hanno creato.
Ora il PD lo vuole espellere dalla grande famiglia democratica. Perché? È questo il senso della massima democrazia compiuta all'interno della democrazia organizzata in partito?
Ma anche se lo espelle quello rimane Presidente.
Villari, re travicello di compensato, ora pare essersi trasformato in un legno più pregiato.
E poi che goduria ascoltare tutte le voci di falso moralismo, di pentimento, le invocazioni di un ritorno alla normalità, alla pace. Ipocriti, tutti!
Visto che hanno tirato fuori dal cappello magico il nome rispettabilissimo di Zavoli, ora vogliono fare tutti marcia indietro, perché su Zavoli c’è la piena compatibilità politica.
Compatibilità politica? È una sceneggiata da avanspettacolo, peggio dell’ultimo teatrino di periferia di 40 anni fa.
Ma come si fa a pretendere da Villari le sue dimissioni? Tutti a invocare le sue dimissioni da Fini a Schifani passando per Napolitano, che in modo presidenziale, gli suggerisce che per il bene delle ragioni giuridiche – quali, se è stato eletto legittimamente? – (ma forse per il bene di una falsa pace tra maggioranza e opposizione), è meglio che “si sacrifichi”. Ma allora bisognerebbe che si dimettesse, ad esempio, Berlusconi, perché non c’è compatibilità politica tra lui e la minoranza che non lo ha eletto, visto che, per tradizione, all’opposizione tocca la presidenza!
Villari, senatore, iscritto al Pd, votato dal Pdl, da marionetta nelle mani del potere a uomo politicamente tutto d’un pezzo, destinato a rimanere solo contro gli alieni. Mi piacerebbe proprio vederla, ’sta mutazione. Ma anche sapere se una elezione legittimata dal Parlamento, possa durare naturalmente. Un giallo della politica tutto italiano.
Villari, anche volendo non credo che vorrà dimettersi, e nemmeno credo che faccia il giochetto del bambino che s’impunta, come già da ambo le parti viene fuori. Sono tutti gli altri che stanno facendo il giochetto del bambino che s’impunta. Solo che essendo mastodonti non possono e non vogliono rendersi conto di stare, loro, screditando, la politica.
Quale coerenza, quale logica, quale rispetto, quale senso dell’onore hanno questi personaggi?
Non conosco Villari ma sicuramente al suo posto io resisterei fino alla fine, proprio perché mi piacerebbe dare il senso della legalità e della concretezza - in quella mansione delicata come la Vigilanza Rai -, in questo Parlamento e in questa società italiana dove tutti si dicono sostenitori bipartisan del bene nazionale.
Non conosco Villari, ma non può essere peggiore di chi lo ha votato né di chi vuole espellerlo. Direi a Villari di gestire, finché glielo permettono, in modo assolutamente trasparente e legale, ciò per cui è stato eletto; che non si faccia osmotizzare dalle sirene del potere che gli viene dalla stupideria politica.
Nessun vantaggio se ne trae da questo potere che, impazzito, impazza sulla società che pensa.























8 commenti:
quando li senti nei salotti televisivi sono tutti bipartisan.
bipartisan anche quando devono cedere il posto alla poltrona, non solo in questo caso, sempre.
Comunque, dopo tutto il casino che c'è stato e ancora c'è, Orlando era praticamente gia li.
La politica, ci dicono loro stessi dovrebbe essere più leggera, snella e veloce, alla fine sulle cose gia fatte ci stanno sopra settimane, mesi, solo per sistemare i loro uomini o quelli che gli vanno meglio.
Un saluto e buon w.e.
Se non fosse tragico il fatto che tutti ora ce l'hanno con lui, il fatto che rimanga saldamente ancorato e' davvero comico.
Se almeno fosse uno che avesse le palle di cambiare davvero tutto, alla faccia della maggioranza che l'ha votato, ma direi che cosi non e'...
che bello sapere che c'è qualcuno che vede oltre tutto il vittimismoe daijie al regime, che sta tirando fuori il pd. Regime di che? Per una volta che hanno agito secondo regole... li hanno fatti fessi? Ovvioma perchè il pd è convinto che il pdl sia amico suo?
E veltroni con tutto sto bordello, ancora ha il coraggio di dire no ad un congresso. Democratici.
besos rojs ladytux
Ritengo indecente questa vicenda della politica di "sinistra" (virgolette d'obbligo) che ignorano le pur flebili differenze che allontanavano da logiche caratterizzanti gli avversari politici.
a questo punto se si dimette è politicamente bruciato e se non si dimette è politicamente bruciato lo stesso. boh...
-> pabi: la politica snella e veloce, ma che gli fa un po' di tiramolla.
-> suburbia: comunque vada a finire, sarà per loro sempre un successo.
-> ladytux: forse ad un simposio bipartisan, direbbe sì. Mai disperare.
-> saamaya: le differenze erano finite quando è scaduta la prima repubblica.
-> silvio: bruciato dall'interno in un esterno. Meglio di Savonarola.
Villari non è peggio di chi, ricordiamocelo, lo ha nominato in testa alla lista garantendogli l'elezione espropriata alla possibilità di scelta degli elettori.
-> bruno: condivido.
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