Gli Italiani credevano d’essere immuni da tristezze e da tragedie.Erano convinti che la felicità fosse giocare d’astuzia con la propria esistenza nascondendosi, però, dietro l’ombra delle irresponsabilità generali.
Ma l’Italia è diventata un Paese fatale.
Non solo più alluvioni, desertificazioni e cementificazioni.
“Un paese fatale, per di più portatore insano di bigotteria cattolica, può risanarsi soltanto riorganizzandosi in pellegrinaggi verso i luoghi sacri e miracolosi".«Perché, qualcuno lo starà già architettando, solo da lì può venire il cambiamento (?) E mi chiedo come mai ancora le congregazioni religiose non si siano mosse con i loro eserciti di credenti e pellegrini alla volta di un ristoro spirituale?».
La mutazione di questo Paese è visibile, giorno dopo giorno; è una mutazione radicale, senza sé e senza ma, dove gli errori – molteplici elementi sottoculturali - della nostra società (superficialità, incapacità, menefreghismo, indisciplina, indolenza, superbia e anche stupidità) CROLLANO all’improvviso.
Un colabrodo.
Dopo il caos, mai risolto dei rifiuti, adesso crollano parti di scuole.
Può darsi che anche parti di ponti, ospedali, case, seguano lo stesso destino.
Parlo di destino, dato che è un Paese tragicomico e fatale.
Berlusconi, infatti, dice: “È stata una fatalità [il crollo nella scuola].”.
Detto da lui, stride, vedendo in l’uomo pieno di pragmatismo, la parola “fatalità”. Non c’entra niente.
Pure parole piene di vento.
Nel Paese fatale ci sono tribunali dove manca la carta igienica.
Bene. I giudici se la portano da casa.
Ci sono famiglie in cui mancano i fabbisogni necessari.
Chi porta la sopravvivenza in questi nuclei sociali?
La degenerazione, dal nostro primo giorno di felicità tutta italiana, è tutta qua, e sta nella incapacità della maggioranza di questa popolazione che non se ne avvede.
Forse che saremo fedeli fino alla morte ? al principio del Colabrodo Fatale, visto che in questo Paese regna forte la quintessenza della spavalderia politica e la delegittimazione del pensiero popolare. Il berlusconismo sta completando anni e anni di malasocietà politica e morale che i precedenti regimi democratici hanno prodotto.
E chi comanda, oggi, non ha ben chiaro (ce l'ha invece, per il proprio tornaconto!) il quadro della situazione, in questa Italia fatale.
Anche se dice che tutto è sotto controllo.
Ecco che cosa manca agli Italiani: la consapevolezza del raggiungimento del benessere.
Poiché chiunque sa di vivere male in questa società, ha il dovere di trasformarla.























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