Sembrerebbe parcheggiato, e invece cammina, il pachiderma. Così, una mattina di qualche estate fa, nel mio paese, la proboscide ambulante imparò che i vigili, severi custodi del regolamento stradale cittadino, appioppano la multa se sei sprovvisto di lampeggiante ai due fianchi, sul retro e sul davanti, ma soprattutto se sei un elefante senza cintura di sicurezza e straniero. Il pachiderma parlava il tamil e nemmeno fu in grado di fare marcia indietro.I vigili, ferrei e garanti delle norme, prima gli contestarono la lingua straniera, poi lo afferrarono per le quattro zampe sistemandolo sul portapacchi di una Panda 4x4, e lo portarono al comando, dove si scoprì che la lingua tamil, questa sconosciuta, veniva parlata compiutamente dal comandante, che aveva fatto classe unica fin da bambino in India insieme ai bimbi indiani, in una scuola di quel Paese, dove i suoi genitori erano emigrati per lavoro, alla faccia dell'apartheid culturale.























6 commenti:
e' semplicemente uscito dalla pagine del calendario Pirelli pensando: se quelle maggiorate vengono nelle mie palude e stagni a posare nude, perchè, io, non posso sostare nei marciapiedi delle loro città?
Restyling del blog, eh?!
Ma ti sembra primavera, forse?
:-P
Quell'elefante è stata la cosa più bella che avessi visto nella mia città. Ma che c'entrava la città con lui?
Bisogna cambiare, altrimenti il blog ristagna, anche in autunno! Ciao!
Gli elefanti, un po' come i nostri buoi (ma ce ne sono ancora?) sono animali pazienti che dosano bene la loro forza, pazienti sì, ma se si incazzano...
Di buoi? Dove sto io ne pascolano allo stato semibrado. Il vaccaro, sulla sua Panda li osserva discretamente da lontano.
Ma di elefanti incazzati raramente ne ho visti nella nostra società.
Bella questa ultima metafora (elefanti incazzati in città, potrebbe essere un bel titolo...). Anche io non ne ho visti, purtroppo. Ce ne vorrebbero eccome!
Complimenti per il commento da me e per il nouveau maquillage.
A presto
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