Schermaglie: Berlusconi: piano per risolvere l'emergenza rifiuti in 2 mesi. Veltroni un bluffBerlusconi: Tra i disastri della sinistra la crescita dell’inflazione. Veltroni: cancelleremo 5mila leggi entro il 2008.
Il sogno vero e proprio, anzi l’incubo, inizia da qui.
"Vincere o non vincere: la certezza è questa, se sia più nobile darle di santa ragione a Veltroni e appioppargli l’umiliazione di una sconfitta oltraggiosa, oppure alzarmi e combattere da solo contro i tanti comunisti arroganti e risolutamente finirli? Andarsene o rimanere… nient’altro. E come in una delle mie solite smentite porre termine agli affanni della mia coscienza e all’altre infinite miserie che sono l’eredità del governo Prodi. Ecco un epilogo da bramarsi famelicamente! Andarsene, rimanere… Rimanere! E vincere! Un sogno, forse? Ma se i miei sondaggi mi dànno un avanzo di dieci punti? Ah, ma qui è l’intoppo: perché il pensiero che codesti sondaggi non siano veritieri mi farebbe visitare quello che me li ha prescritti per dargli un calcione nel sedere quando avremo finito e saremo lontani dagli echi di questa burlesca campagna elettorale, a quel pensiero, Dio non voglia, dovrò trattenermi; anzi, veramente, quest’idea mi rompe l’anima e non mi fa dormire. Vincere o non vincere. E se non dovessi vincere? Questa idea non mi piace, non mi m’incontra e mi porta sventura: chi sopporterebbe, infatti, Fini e Bossi, Mussolini e la Sandrocchia, e in più le offese dei nemici, le ingiurie degli avversari, le vendette dei giudici, l’arroganza dei comunisti e lo sguardo cupo del mio peggior avversario, il Walter, se si può liberarsene da sé con un colpo di smentita? Che brutto incubo! Chi vorrebbe portar sudando e gemendo la soma d’una logorante teoria di promesse elettorali, se la paura della sconfitta – oltre i confini della realtà italica gemente – l’inesplorato paese donde nessun viandante fece mai ritorno – non mi trattenesse a tal punto da preferire i voti dell’amico-nemico Walter alla mia vittoria risicata e leggera? Così l’incoscienza ci rende codardi e ci fa rimanere incollati al potere; così la mia coscienza viene rósa dall’implosione; anche le più alte menti affaristiche vanno a finire nel nulla se dovessi incorrere nella sconfitta; e le mie cordate ve le potete scordare. Ma calmati ora, caro Silvio: arriva il Walter!... Oh, giovane Walter, non dimenticar le larghe intese se, putacaso, dovessi vincer tu. Son io quel desso che ti sfidò all’ultimo voto".


























































