mercoledì 31 dicembre 2008

Apocalisse di San Duemilaenove

Così come da dichiarazioni Premierasche e successive smentite.

Visione di Ideateatro:
Io, vostro fratello, sono partecipe della tribolazione di tutti i tribolati.
Seguono poi le varie lettere d'auguri e stimolo alla resistenza (virtuale) ai blogger di buona volontà d’Italia (non mi allargo ad altri Paesi, perché loro ci hanno già i guai loro).

Visione di Ideateatro sul trono presidenziale di Silvio:
Dopo queste cose io vidi un trono altissimo e un piccolo ometto, anzi un omarino, che cercava, facendosi aiutare da uno sherpa, di salire lungo le gambe del trono e mai ci arrivava.
E ogni volta, a ogni insuccesso, un incredibile battimani si levava dagli ometti di contorno.
Questo io vidi e me ne compiacqui.

Il Libro sigillato, (ancora per poco) della Santa Costituzione:
E vidi che nel Libro c’era scritto solo questo (tutto il resto, cancellato): Chi è degno d’aprire questo Libro e romperne i suggelli?
Alla riga successiva, con caratteri cubitali: IO! E IO E IO E IO.
E io, cioè me, a questo punto piansi, perché non vidi all’orizzonte altri che IO (cioè, Lui).
Gli anziani berluskones, si prostrarono e baciarono il Libro di IO.

Poi, tralascio tutti gli altri suggelli, che già erano stati rotti dagli anziani, cominciarono le Trombe. Sette trombe e sette guai. Puoi immaginare: che non ci bastavano quelli che avevamo già addosso.
Dopo la settima strombata, apparve la prima bestia che veniva di là dall’oceano Atlantico e lì scappammo tutti perché quella aveva tutte le fattezze della crudeltà e dell’efferatezza dei guerrafondai occidentali. Poi, ne emerse una dall'Oriente, tutta contorta, contrita, sapiente e muta, piena di saggi cannoni e minacce cortesi.
Poi, salì un’altra bestia dalla terra, somigliante ai nemici dei Palestinesi. Questa seduceva gli abitanti della zona con segni di sangue, di morte e di distruzione. Eccola la bestia nascosta nell’animo umano.

Tralasciando qualche tappa di quest’Apocalisse arriviamo alle sette piaghe. Già, la stessa parola piaga invita a riflettere.
Appare uno schermo gigante nei cieli oscuri e subito arrivano gli spot delle piaghe: la fame, la siccità, le piattole, la guerra, l’aids, la mignotteria globale, la stronzaggine unilaterale, il G8, il G14 e il G20, il nucleare, i rigassificatori, la flatulenza dei capi di governo, l’inquinamento generale locale e universale, la fede la speranza e la carità (viste come contro piaghe, ma non funzionando, hanno fatto sfracelli aumma aumma).

Poi, vidi una meretrice seduta sulla bestia. Oddìo, la cavalcava con furore. E la donna era vestita di niente e si chiamava Miss Babilonia. Di più non vidi, ma vi potete esercitare con l’immaginazione.
Poi, dopo la cavalcata, esausta, vidi la caduta di Miss Babilonia e di tutte le Bestie che si facevano cavalcare da lei. Ci fu uno sconquasso generale ma finalmente vidi la fine di tutta l'inumanità.
Insomma, vidi satana con le fattezze di ‘Gna ai tropici a divertirsi mentre il suo collega Smaroni stremato manda via i clandestini, e dopo questo tremendo trauma, finalmente arrivò la pace dei mille anni e un giorno per sempre.

Perché dopo ogni Apocalisse arriva la felicità e la terra promessa per tutti.
Auguro a tutti i miei lettori e ai miei amici bloggers di poter brindare contro il vecchio per esorcizzare il nuovo.
Buon 2009.

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martedì 30 dicembre 2008

Andate a studiarvi la mafia

Il fotografo Oliviero Toscani ha registrato il marchio "Mafia". Ad annunciarlo è stato il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi a Palermo per la conferenza stampa di presentazione de "La notte di Rubens". Toscani è assessore comunale a Salemi "Ancora non è chiaro l'uso - dice Sgarbi - del marchio. Ma è sicuramente un'ottima idea".

Sgarbi spiega che Toscani ha registrato il marchio come assessore di Salemi, "dunque pensando a un vantaggio per la città. "È stata una sua idea - dice - e io l'ho approvata e legittimata come sindaco". "Dal punto di vista concettuale - prosegue Sgarbi - registrare il marchio 'mafia' significa sfruttare un nome che non appartiene a nessuno. Significa ribaltare il rapporto, chiedendo il 'pizzo' a chi userà impropriamente il marchio".

Il discorso fila via, sgarbianamente senza intoppi. In effetti il marchio “mafia” non appartiene a nessuno: e chi lo vorrebbe far proprio, infatti, saturo com’è di sangue e di disonore? Ad un certo punto, però, arriva il discorso del pizzo: chi chiederà il pizzo a chi? Suppongo che si creerà un “Ufficio delle tasse e pizzo” per chiunque tra i cittadini ne chiederà attestati e certificati. Sarà dura, da parte di questo ufficio reclamare il pizzo agli onorati soggetti che si presenteranno per qualsiasi necessità. E per chi non paga e vuole lo stesso utilizzare il marchio?

Ma resta comunque un’ottima idea, una vera genialata toscanaccia. Un contributo fondamentale alla crescita culturale di un pezzo di Sicilia ancora un pochino aggiogata alla colonizzazione intellettuale “estera” che cala dall’alto e che non accetta moralismi da nessuno.

La Mafia finalmente è registrata!

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Il popolo eletto da Dio ronza e romba attorno ai palestinesi

Il popolo eletto da Dio ronza e romba attorno ai palestinesi, e quindi uccide.

Il popolo palestinese è l’unico popolo, in questo momento, più d'ogni altro, che ha bisogno della pace!
È un grido di dolore e di speranza, di chi non ha futuro. Ed è uguale alla sofferenza patita da ogni altro popolo oppresso.

Ma pare che all’origine della estinzione del popolo palestinese ci sia la mano insindacabile di Dio.
Infatti l’Eterno fermò la mano di Abramo che, ubbidiente, si accingeva a scannare il suo proprio figliolo Isacco, sacrificabile per ordine divino, così che l’Eterno ne potesse verificare l’ubbidienza.
Sono convinto che Abramo l’avrebbe ucciso senza pietà se, all’ultimo istante, l’Eterno generoso non fosse intervenuto a fermare il figlicida.

Poi Isacco generò Giacobbe, cioè Israele. E oggi siamo a questo punto, malgrado la terribile esperienza dell’olocausto sofferta dagli ebrei durante il nazismo.
Arrivare ad uccidere i propri figli per il volere di un Dio non ha senso, perché ciò vuol dire che l'uccisione di altri figli di altri popoli di altre ragioni di altri credi diventa legittima e legale!

Peccato, un grande inumano peccato da parte dei filoisraeliani, non voler recepire qual è la ragione urgente dei Palestinesi, ora, ancora dopo sessant’anni!

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lunedì 29 dicembre 2008

Ho pianto quando ho saputo che vuole andarsene via

Quest’uomo amico degli umili, questo signore dei poveri, questo principe dei sofferenti, questo amico intimo dei lavoratori, questo cugino di precari, questo sopraffino conoscitore di pelo di femmina, sta finalmente entrando nel Pantheon dei grandi eroi salvifici che dalla monarchia imperiale ad oggi hanno difeso l’Italia tutta dai torvi e biechi oscurantismi comunitardi.

Ed è per questo solo motivo che il 2009 sarà un anno di grande sofferenza per gli amanti della giustizia giusta e per le vittime degli intercettatori.

E lui, per il meraviglioso dono di trasfigurazione che lo rivela Pari con i Giusti, con i Cavalieri, con i Commendatori, con gli amanti della musica misterica che stanno in Loggione, con i Crociati anticomunisti, con gli Esploratori di galassie mica tanto lontane e atipiche come il PD, con la prolifica arte del linguaggio populista e demagogica, finalmente potrà ergersi a gran Nocchiero della tempesta che con l’anno nuovo ci colpirà tutti – escluso Lui, che se colpisce pure a Lui, mi dite poi come farà a salvarci?

Sarà un anno terribile se non si mette mano alla giustizia. Il delitto di giustizia ingiusta così com’è oggi è infame, malvagio e insensato. Si può forse comprendere che la gestione della giustizia da parte di cattivi giudici comunisti possa aiutare la crescita di chi vorrebbe aiutare la crescita di tutti? No, non si può.

È deplorevole ciò; infatti occorre fermarne la corsa. E la magistratura nuova, nelle mani del Nocchiero, sarà energica e pronta ad applicare le nuove leggi che Lui stamperà presto insieme ai nuovi canoni televisivi, alle tasse sui rifiuti e alle contaminazioni da satira, Lui, che di per sé è satiro tutt’intero.

Ma non se ne andrà se ne esce una (d’intercettazione) a carico suo. Avete, come al solito, capito male. Cosa, esce? Beh, per esempio, a volte esce molle, a volte dura, anche alla coque. Che se si dovesse mischiare l’uovo sacro col profano dovremmo poi voltarci con la capa attuorno e selezionare i capatosta a punta e quelli a quadra che giurano di non tenere padrini alle spalle. Ne trovereste qualcuno? Se sì, meglio andarsene dall’Italia che non merita uno come Lui. E sapete perché?

Perché Berlusconi in fondo non esiste, e questo è il danno minore che comprende anche ciò che si vede di Lui: un’immagine, qua e là, votata o all’ingigantimento che ne fanno i suoi affezionati epigoni, o alla ridicolizzazione del suo operare in itinere che esce dalla cosiddetta opposizione.

Egli è, quel che si direbbe, anzi “egli non è che una formula politica”, che nessuno dice di gestire in prima persona ma di cui tutti dichiarano di percepirne i negativi e i positivi. E quella parte di società italiana che lo ama non chiede in fondo che molto poco: lasciatelo fare perché in Lui v’è il regno dei cieli e in noi quello...

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domenica 28 dicembre 2008

mercoledì 24 dicembre 2008

Auguri, Presidente!



Anche per Lei, auguri, Presidente! E che Gesù Bambino possa aiutarla nell'immane impresa di salvare l'Italia da sé stessa!

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Auguri atei

Auguri atei
per i credenti convinti
per quelli incerti
o indaffarati e indifferenti
o cinici e disillusi
per quelli che vanno a
confessarsi di domenica
e tutti gli altri giorni
impazziscono di fronte
al loro Dio

Auguri atei
per tutti quelli che
spandono e spendono
parole sfatte e ridondanti
di buon Natale.
Buon Natale di che?

Auguri atei
per ciò che si vorrebbe
e non si ha per quello
che ti manca che non
ti fan vedere per quelle
cose che solo a Natale
ti riprometti di fare ma
ricordi di non possedere
né di saper realizzare

Auguri atei soprattutto a
questi ministri e a questi
padroni che festeggeranno
a suon di gran cenoni;
per il mucchietto di denari che
il buon Dio gli ha
elargiti ma che conoscono
una strada sola: dai nostri magri
portafogli alle loro tasche incognite

Auguri atei a quelli che
si propongono fin dall’alba
oggi voglio far del bene
e finiscono per rovinarsi
la giornata facendo cazzate
senza senso e senza sale

Auguri atei ai raccoglitori
di cibo dai cassonetti
perché per loro sarà
il regno dei cieli anche se
gli è stato vietato da
norme e regole che
nemmeno San Francesco
saprebbe digerire

Auguri atei per quelli che
il Natale è una festa
intrinseca ma anche fine a sé stessa;
per quelli che se lo mangiano e se
lo bevono ma lo digeriscono
a Santo Stefano

Auguri atei per coloro che
sanno che le stelle e il cielo non
rappresentano altro se
non un sogno di bimbi percorso
dalla slitta di Babbo Natale
e dal carro di zio Pasquale
che ultimamente mi diceva
che gli è rimasta una sola
ruota di scorta: da domani
infatti il carro lo destina
ad uso improprio e alla
raccolta dei rifiuti dei
pranzi e delle cene di
questo interessante Santo
Natale.

Auguri atei infine per me
che non ho mai creduto
che il naso di Pinocchio
crescesse a dismisura
per ogni menzogna detta.
Infatti, guardando il nostro
“Benamato”,
devo dire che non nel naso
ma nella sua Statura
sta l’inghippo.

[La storia di Pinocchio quindi
è storia che va riscritta.
Tutti gli articoli e le vicissitudini,
commi e sottocommi
dovranno essere ri-costituiti
specie laddove Pinocchio
sta tra i carabinieri in uniforme alta.
Questo ultimo Natale ancora
lo attendiamo come parenti prossimi
più prossimi alle pene
che dalla recessione passeranno
alla messa cantata e poi anche suonata].

Auguri atei perciò a chi non crede
ma anche a chi ci crede,
che ci siano propizi l’ore
e la consapevolezza
ch’è giunto il tempo di dare un calcio
nella parte buia posteriore
ai portatori di tristezza.

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martedì 23 dicembre 2008

Una profezia sottovalutata di Nostradamus per il 2009

Se sarà come dicono gli esperti, che sono proprio esperti terroristi, questi saranno i nuovi poveri d'Europa, per il 2009. Facciamo corna e bicorna!
Come infatti hanno detto lorsignori esperti:
dopo questa crisi, niente sarà più come prima!
Per cui, godiamoci questi ultimi spiccioli di bontà natalizie.

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L'Asino

Stralci da “L’Asino”, (anni ’90, del secondo ottocento)
corretta la prima strofa

La recessione è in atto e tutti (i ricconi) s’affannano a blandirla:

Nell’anno di grazia
due zero zero otto
si perdon i titoli
largiti dal G8

Non già per rubare
migliaia o milioni,
ma a farsi pigliare
siccome minchioni.

La classe dirigente e la classe dei furbetti fan man bassa del pubblico denaro:

È destro o sinistro?
Fu destro se prese;
ma come ministro
sinistro al paese

Ma chi vuol combattere i disonesti è preso per pazzo!

fan lor di cappello
ministri e sovrano:
prendiamo a modello
gli eroi della mano!

Rubate! Rubate!
Mettete da parte.
Ma è d’uopo sappiate
Rubare con arte.

2ª Parte

E dopo molti scandali bancari, parlamentari, commendatorii e cavallereschi, di quartiere, di provincie e di regioni, nonché sessuali...
la seduta degli onorevoli scivola dabbasso con queste edificanti paroline:

Porco, carogna, lurido maiale,
Birbante, ladro, cane, lazzarone,
Sporco ruffian, facchino ed animale,
Canaglia, infame, vile, mascalzone!

Sudicio libertin, uomo bestiale,
Furfante, truffator, sconcio lenone,
Anima abietta, mentitor triviale,
Raggirator, brigante, villanzone!

Falsario, basso, astuto ciurmadore!
Ipocrita, vigliacco, spudorato,
Assassino, cretin, calunniatore,
Mantenuto, mezzano, malcreato,
Parricida, incestuoso, grassatore,
Avanzo di galera e... deputato!

Che dici, succede pure oggi? E che ne so? In Parlamento mai ci sono stato e mai ci sarò!

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lunedì 22 dicembre 2008

Citazione: «Ammazzare una persona innocente è qualcosa di totalmente negativo»

Citazione: «Ammazzare una persona innocente è qualcosa di totalmente negativo», (a proposito di Eluana Englaro, dopo che la Corte di Strasburgo ha respinto il ricorso delle associazioni).

A gran voce, tutti gli innocenti, i fantasmi passati, i presenti e di là da venire, vittime dei guerrafondai, dei governanti infami, dei dittatori, dei tiranni e dei pazzi rabbiosi contro l’umanità, vogliono soddisfazione dal cardinale Barragan. Si chiedono come mai il porporato non urli il suo disprezzo, facendo nomi e cognomi di tutti i testimoni legali, capi di governo, presidenti entrati nella storia, osannati dagli asserviti potenti perché potenti, che chiudono gli occhi di fronte alle ingiustizie, alle stragi, alle pulizie etniche, ai morti per fame, per sete, per malattie? Perché, insieme al suo Papa, non si fa una bella passeggiata - se ancora non l'ha fatta, lui che può -, tra l’umanità devastata, a sporcarsi i piedi di fango e la bocca di sete? E poi, sì, potrà dire insieme a loro: "Ammazzare una persona innocente è qualcosa di più di totalmente negativo. È inumano! È contro Dio!".

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Le nuove servitù del Presidenzialismo

Voi tutti siete convinti che io voglia diventare il Primo Console di tutte le Italie, ma vi sbagliate.
Ecco il mio vero animo: un servitore fedele dei bisogni della gente.
Come può, uno così, prostrato ai vostri piedi, pensare di diventare il vostro Console?
Ma proprio, non ci vedete punto bene, neh?
Il mio vuole essere un vero e proprio esercizio di servitù, al naturale servizio di tutti voi, che c'è di male? Quindi, lasciatemi fare e ne vedrete i risultati.

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domenica 21 dicembre 2008

Brrr…! Oggi è entrato il Berlunverno

L'inverno berlusconiano quanto durerà?
Come quello nucleare?
Dio non voglia!
Durerà più della crisi economica?
Non si sa, anche perché la crisi dei denari non la gestiamo noi, comuni mortali.
Durerà quanto quello di Prodi, specie dopo che aveva detto la famosa frase: “L’attività di Governo è armonica. Il Governo c’è, funziona!”? (Vedi qui).
Da lì a poco cadde con tutti i prodini.
Anche Berlunverno ha detto, ultimamente, che la sua squadra è perfetta, geniale, mai un tradimento, un tentennamento, un titillamento… beh, sui titillamenti con i vari ministri ci sarebbe da scrivere un libro bianco, ma visto che la “squadra c’è, funziona!” auguriamoci che l’inverno del nostro scontento sia breve, luminoso e pieno di soddisfazioni. Perché noi crediamo nel detto che "tutto ha un inizio e ha una fine!"
E poi, chi la dura la vince!

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Intervista al Presidente mentre fa la spesa al mercato popolare

- Allora, Presidente, ci sarà fra quattro anni?
- Io? Dipende, se trovo qualcuno che mi possa sostituire degnamente, sì.
Del resto, io sono sincero, lo sapete, e mi viene difficile staccarmi dal potere.
- E con l’opposizione?
- Beh, sapete anche questo, io non temo nessuna opposizione. Anzi, con questo Veltroni, proprio non mi diverto. Preferirei averla contro dura piuttosto che non averla. E lui, non ce l'ha!
- E per la crisi? Il Santo Natale è alle porte. La gente come pensa che si comporterà?
- La profondità e l’estensione nel tempo della crisi finanziaria in atto è nelle mani dei cittadini, ma in questo periodo di pace e di santificazione, ho dato disposizioni alla crisi stessa di non esagerare coi prezzi. Infatti, come ben potete vedere nell’immagine qui sopra, io stesso, travestito da massaia, sono stato al mercato a far la spesa, invogliando così i cittadini a spendere.
- Ma Presidente, nessuno l’ha riconosciuta.
- Non può essere, io ero là in incognito ma ben visibile.
- Strano, nemmeno il codazzo degli aficionados?
- Embè, se ero in incognito, avrei dato nell’occhio, no?
- Sì, Presidente, ma così nessuno si è reso conto del suo esempio, visto che nessuno l’ha vista al mercato!
- Ma, insomma, voi giornalisti, che volete sempre far entrare l’asino per la coda. Io ero là. E si vede bene. Non accetto insinuazioni. Punto e basta!
- Presidente, il suo indice?
- Va bene, grazie, si è ingrossato, è tornato al 72 virgola qualcosa per cento. Infatti, adesso vado in giro sostenendolo con un contrappeso perché, se no, mi cade.
- Per quanto riguarda il suo futuro politico?
- L’ho detto, se troverò un epigono che possa sostituirmi, bene, lascio. Ciò vuol dire che io mi darò alla Presidenza della Repubblica in saecula saeculorum. Come vedete, io non perdo il mio buonumore, di fronte alla tragedia che vi sta... che ci sta colpendo.
Grazie a tutti e buona... spesa... ah ah ah!

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sabato 20 dicembre 2008

Berl & Veltr: ecc com si parl or a l’italian per colp dell cris

Ecc com si parl or a l’italian per colp dell cris:
si risparm pur su l’ parol e ch’ capisc capisc
ch’ no capisc so cazz su!

Berl dic a cittadin: continuat a comprar!
Veltr rispond: co qual sold?

Berl e Veltr insiem hann un test eccezziun verament.
Berl dic a Veltr: tu non capisc un cazz...
Ch’ se avess vendut scop saprest ch’ a scop le cas no è aggratis.

Veltr rispond a Berl: tu non capisc un cazz!
Ch’ se t foss stat precar ogg no cazzerest cos.

Insomm, dich'io, tutt e du ch’ cazz stat facend per l’italian?

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Berlusconi fa ridere!

Siamo in ambasce.
Come si fa a satireggiare su Berlusconi mentre Veltroni è in difficoltà con il Pd?
Mentre la questione morale dei democratici dilaga e riempie la bocca ai berluskones.

C’è una questione morale della satira pure sulla questione morale dei democratici, che vede costoro attaccati da destra e da sinistra senza che riescano a venirne fuori. Non è giusto, infatti, parlar male del Pd, in un momento delicato per loro. Allora? Allora, riposo satirico assoluto finché non si ricompattano e buttano fuori il marcio che c’è in Danimarca. Le strade s’impuzzolentiranno con tutto quel marcio defenestrato, non c’è dubbio su questo. Solo non sappiamo il giorno e l’ora. Veramente non sappiamo niente, tranne che la ricompattatura mi ricorda vagamente il camion della spazzatura. Ma questo ancora non passa. Chissà chi lo guida?

Nel frattempo lo show mediatico sotto attacco è sempre quello di “Annozero”, ovverosia Santoro che fa adombrare il povero (si fa per dire) Berlusconi.
«Addirittura – dice Berlusconi - hanno simulato una sorta di fiction su fatti che non sono ancora andati a processo»: questi show sono finalizzati alla dissacrazione della verità storica, l’unica che cammina con me, al guinzaglio. Chissà se il povero (sfpd) sottoscriverà un altro editto?
Gli unici show validi con permesso di risata sono quelli gestiti personalmente dal sfpd, che in duetto con Gianni Letta si sono schifiati vicendevolmente.

Il sfpd, e ricorda un episodio accaduto durante l'interim di Berlusconi agli Esteri, quando il premier si prese anche la responsabilità della Farnesina dopo le dimissioni di Ruggero.
«Berlusconi lavorava agli Esteri con passione - racconta Letta - ma Ciampi ogni giorno ci sollecitava: “Quando finisce questo interim?”».
Berlusconi lo interrompe sorridendo: «Tutta invidia!».
Letta incassa e riprende la parola: «Passavano le settimane, i mesi, un semestre e Berlusconi era ancora lì. Un giorno - prosegue - Ciampi mi volle parlare in privato. Silvio poi mi chiese cosa mi avesse detto il presidente. Gli risposi che mi aveva detto che eravamo arrivati a un limite insuperabile».
Pausa ad effetto, poi la conclusione: «Silvio mi rispose: “Se insiste ancora, lascio il governo e resto alla Farnesina...”».
Battute ed effetti regia che nemmeno Plauto, che dico, Goldoni avrebbe saputo scrivere meglio.

Fa ridere. Fa ridere. Questo, mica gli show di Santoro, che sono orribili e deleteri.
E gli italiani hanno terribilmente bisogno di ridere, che? Non ce lo sapete?
Visto che l'ha detto lui: per superare la crisi serve ottimismo. E questo deve saper fare il padre (no, magari lo zio) degli italiani.

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venerdì 19 dicembre 2008

Gianni, fai schifo, fai proprio schifo!

Lui si rivolge a Letta: «Io faccio Superman ogni giorno coi miei nipotini, Gianni è il Superman di palazzo Chigi». Anzi, per Berlusconi, Letta «è peggio di Superman, mi riempie di sgomento, mi fa sentire inferiore per quanto lavora. Gianni - dice rivolto al sottosegretario - fai schifo, fai proprio schifo!».
Ma quello che non riportano i cronisti è stata la risposta di Gianni: "Anche tu, anche tu mi fai schifo, ma proprio! Fino alla fine".
Chissà che feste, nel retrotreno mentale dei due. E la sala gongola, cameratescamente; e l'Italia sniffa questi show che fanno crescere moralmente e politicamente.
Complimenti!

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giovedì 18 dicembre 2008

Una giornata speciale

Sì, lo so, è un rituale che si perpetua da sempre. Oggi ti sei laureata. Ma guarda solo l'atto in sé: in quella stretta di mano ci sono anni e anni di dedizione allo studio. Il domani, oggi, lo tralascio, e voglio essere felice come lo sei tu, figlia mia. È un giorno speciale per noi.

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mercoledì 17 dicembre 2008

Si sono inventati un Sacconi per Eluana

Cosa ha Sacconi in più degli altri suoi colleghi per essere stato scelto affinché apponesse una firma contro “la morte di Eluana?”.
Forse una tonaca rossa?
O un basco nero?
Secondo me un nome così invita ad infilarci dentro tutte i rosari e le preghierine della sera di tutta la banda degli uomini pietosi che amano la vita, specie quella di Eluana.
Una cosa è certa: in Italia non si può vivere bene, e non si può morire in pace.
Quest’ultima loro trovata di un “maligno pensiero di vita”, non fa che aumentare la grande sofferenza di quella famiglia, lo strazio che non ha fine, accerchiandola come in una tortura feroce senza fine. Perché Eluana "deve vivere" in qualunque modo, a qualsiasi costo, perché così non si contraddice la metafora della loro fede.
Reazionari della peggiore specie.
Cosa deve fare un essere umano per sopravvivere a questa immane tortura?

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martedì 16 dicembre 2008

Palle di Natale

Per un albero grande ci vogliono grandi palle. Ma quante palle servono a fare un buon albero? Ho dato una mano ad addobbarlo, ma credetemi, per ogni palla che usciva dalla scatola, cercavo di catafotterla con le mie stesse mani. E alla fine è venuto fuori così questo albero di palle di natale.
È l'Albero più amato dagli italiani.
Non dovrebbe mancare in ogni famiglia italiana sana di mente.
(Ma il mio vorrei svenderlo, anche a 0,50 a palla, per rifarmi delle spesucce - il gran capo ve lo dò aggratis, visto che insiste a smuovere i nostri bilanci familiari).

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Le "Brigate Scarpare"

Eden, dopo la grande vittoria che ha visto l’Abruzzo piegarsi in tre dalle risate, e solo un po’ gliene tocca agli abruzzesi (di risate), ha incontrato un cittadino qualunque che andava per la sua strada, pensando a li mortacci sua di Lui, al quale ha rivolto alcune circostanziate domande su come ha vissuto l’esperienza delle scarpate a Bush.

Eden (con paletta azzurra in mano, eccitato per il trionfo): Alt! Amico o nemico?
Uomo Q. (salutando fascisticamente, per non essere da meno): Haìsilvier!
Eden: Come? Non capisco!
Uomo Q.: Ho detto Haìsilvier. Mi capite, adesso?
Eden: Sì. Tu sei l’uomo della strada? L’uomo qualunque della strada?
Uomo Q.: Sì, per servirvi! Il vento delle Libertà si porta via le speranze di rinascita.
Eden: Se non mi sbaglio, questa è una bufera elettorale che schianta. Hai visto mai Veltroni?
Uomo Q.: No, ma ho visto Di Pietro gongolante.
Eden: Sono rimasto basito anch’io. Non credevo di farcela. Ho avuto attimi di sereno terrore. Ma mi riconosci, sai chi sono?
Uomo Q.: Sì, Haìsilvier.
Eden: No, sono io, Silvio, il Paradiso vivente, il tuo Eden da diporto.
Uomo Q.: Olà, Silvio.
Eden: Chiamami Eden.
Uomo Q.: Olà Eden. Cercavo di voi.
Eden: Sento con piacere che mi date del voi, come ai bei tempi.
Uomo Q.: Già, dicono che Veltroni s’è ghiacciato.
Eden: Farebbe bene a cambiar mestiere.
Uomo Q.: Voi, duce, non è che potete aiutarci a noi uomini qualunque?
Eden: In che senso?
Uomo Q.: Qui non si va avanti né indietro. Se me ne vengo con voi, dite, a sinistra poi come fanno?
Eden: Sei spacciato, amico, con loro. Che sai fare? Arruolati con le camicie azzurre e il foulard verde.
Uomo Q.: Ma, veramente mi hanno offerto un posto di collaudatore di lancio.
Eden: Sarebbe?
Uomo Q.: Come nei poligoni di tiro. Una sagoma, meglio se ti ricorda qualcuno, che ti viene incontro e tu che lo punti.
Eden: Come, lo punti?
Uomo Q.: Lui mi viene incontro e io lo punto e lancio.
Eden: Lanci?
Uomo Q.: Sono un ottimo lanciatore. Mica come quel giornalista iracheno che s’è fatto fregare dal guizzo di Giorgio Doppia V. Io, quando lancio all’improvviso, resto incredulo pure io, talmente mi prendo alla sprovvista. E la sagoma se n’accorge dopo, quando s’è già beccata la scarpa sulla fronte.
Eden: Ma il mio amato popolo italiano mai mi prenderebbe per sagoma da lancio.
Uomo Q.: Questo lo dite voi, ora, che siete sulla cresta dell’onda. Ma appena s’abbassa l’onda, vi resta solo la cresta e quella è buona per prendere la mira.
Eden: Cosa mi consigli?
Uomo Q.: Di ritirarvi fin che siete in tempo. Stanno sorgendo dappertutto comitati e associazioni di salute pubblica di lanciatori di scarpe. Si fanno chiamare “Brigate Scarpare”.
Eden: Terribile. Le Brigate Scarpare? E tu non ti ritiri con me?
Uomo: Se vi ritirate voi non mi ritiro io, se viceversa io non mi ritiro tirerò a voi che non vi siete ritirato in tempo utile.
Eden: Un passo alla volta. Ma proprio ora, che ho vinto perfino in Abruzzo.
Uomo Q.: Già. Il troppo stroppia. È un dilemma storico: ritirarsi o farsi tirare?
Eden: No, vado avanti.
Uomo Q.: Anch’io.
Eden: Ero partito dal principio che il più forte avesse la vittoria.
Uomo Q.: Come volete, allora, ci vediamo a Filippi.
Eden: E chi è?
Uomo Q.: Vedrà, vedrà... eh eh eh!

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lunedì 15 dicembre 2008

In attesa di lancio di scarpe modello italiano

Dopo l’ennesima batosta del Milan pare che il maltempo gli abbia calata della neve sulla testa, dell’acqua alta dai fianchi fino al collo, e reumatismi diffusi dall’unghia incarnita del piede destro, zona alluce, fino all’imboccatura del cervelletto. In attesa di scarpate modello italiano. Il soggetto è molto confuso, ma con l'Abruzzo si rifarà, temo.

Come se non bastasse è stato scippato pure dell’identità da un pirata di Facebook che ha usato i suoi dati per confondere quelli dell’opposizione. Si è fatto passare per Brunetta che dice che vuole tutte le donne presenti sul posto di lavoro fino all’età di 65. E dopo? (Dopo, cazzi loro!).
Tant’è che il Pd, in un’orgia di idee da gran rivoluzione, ha detto che sosterrà Brunetta se Brunetta sosterrà l’occupazione femminile.

Detta così è confusa la cosa, ma la ministrombra Vittoria Franco ha le idee chiare e ha scritto, a tal proposito, una lettera di questo tenore: «Allora ministro Brunetta, se lei sostiene noi, noi sosteniamo lei e tutti ci sosteniamo affinché nessuna donna caschi per terra». È evidente che la ministrombra democratica è convinta del grande potere di ser Brunetta. Beata lei.
Domanda delle cento scarpe di cuoio: a chi lancereste una prima scarpata mirando giusto?

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Dialogo surreale tra Silvio, il primo uomo, e il Diavolo ‘Gna.

Dialogo surreale tra Silvio, il primo uomo, e il Diavolo ‘Gna…
da rappresentarsi, al lume di candela, in un antro infernale, con un freddo intensissimo e una nebbia che non ci si vede ad un centimetro, dove solo i due personaggi principali riescono a vedersi e a sentirsi.

Premessa:
Durante l’assenza dell’ultima conquista femminile di Silvio, a costui gli appare ‘Gna il Diavolo, sottoforma di La Russa (l’unica faccia del firmamento politico che mi ha convinto), a lui solo conoscibile che, per indurlo a mangiare il frutto proibito, gli dice:
Diavolo: Che fai, Silvio?
Silvio: Qui vivo in gran diletto, anche se sto gelando, con la mia femmina.
Diavolo: Ti trovi veramente bene?
Silvio: A parte il freddo, questa nebbia e l’oscurità permanente, non c’è nulla che mi dispiaccia.
Diavolo: Potresti star meglio.
Silvio: Meglio di così? Non saprei come. Ma sto in una grotta dimenticata da Dio e sto pure in Italia, dove non si batte chiodo.
Diavolo: Vuoi sapere cos’è il meglio?
Silvio: Ah ‘Gna, non mi tentare, non m’interessa.
Diavolo: E perché no?
Silvio: Che mi frega a me. Io ci ho qui la mia femmina, sono modesto e non mi manca niente.
Diavolo: Eppure, se mi dài ascolto, insieme potremmo fare tante belle cose.
Silvio: Per esempio?
Diavolo: Prima mi devi pregare!
Silvio: Io, pregare a te?
Diavolo: Sì, basta che tu dica: “Ah ‘Gna, santo diavolone”, e io subito ti farò conoscere il meglio del peggio.
Silvio: Santo diavolone!
Diavolo: Hai scordato di dire “Ah ‘Gna!”.
Silvio: Ah ‘Gna!
Diavolo: Hai visto, che ci voleva? Ai miei nipoti finalmente potrò raccontare che Silvio, il primo uomo, mi ha pregato. Allora, ascolta.
Silvio: Sto ascoltando.
Diavolo: Ascolta, dunque!
Silvio: Di nuovo?
Diavolo: Ascolta, si fa sera…
Silvio: E poi mattina.
Diavolo: Usciremo da questa grotta insieme.
Silvio: Che se ci vedono fuori noi due insieme quelli si fanno quattro risate.
Diavolo: Mi credi se ti dico che là fuori c’è un mondo da scoprire...
Silvio: Sì.
Diavolo: ... da conquistare...
Silvio: Femmine, ce n’è?
Diavolo: Ma sì certo. Ma più importante ancora delle femmine, sono gli uomini di cui ti circonderai.
Silvio: A me, mi piacciono solo le femmine. Gli uomini no.
Diavolo: Ma questi sono uomini speciali, tutti pronto a chinarsi e a dirti sempre sì.
Silvio: Ah, beh...
Diavolo: Sai tu perché devi conquistare tutto questo?
Silvio: Perché sono bello, buono, intelligente e abbastanza... insomma, l’importante che arrivo a toccare la finestra su in alto per chiuderla quando c’è vento.
Diavolo: E la mia mano ti aiuterà e insieme toccheremo...
Silvio: A te non ti tocco.
Diavolo: Il potere. Toccheremo il potere.
Silvio: Ah ‘Gna, perché proprio a me questo privilegio?
Diavolo: Perché tu sei l’uomo del Paradiso.
Silvio: In effetti, io già l’avevo detto... che in questo inferno si sta maluccio.
Diavolo: E poi conoscerai tanta gente importante che comanderai a menadito.
Silvio: Tipo?
Diavolo: Che so?... Tiro a casaccio: Sandro, Fabrizio, Vito, Gianni, Angelino, Emilio, Mara, Mariastella, Renato & Renato, Fedele, Licio, Marcello, Roberto, Riccardo, Vittoria, David, Cesare, Franco...
Silvio: Una bella scorta!
Diavolo: Quelli che mi ricordo a mente, senza contare che potrai comandare su quasi tutta l'opposizione e soprattutto su tutti gli Italiani.
Silvio: Mi preoccupa ‘sta cosa. Io, che sono molto timido e impreparato a comandare...
Diavolo: Eh, santo diavolone, ma non lo sai che i migliori comandanti erano tutti impreparati: hanno imparato poi sul campo, alcuni anche pagando con la vita.
Silvio: Pazzi, erano, ecco, a farsi fottere dal popolo, che invece va fottuto. E io sono contrario ad assumere questo potere, perché ho fatto un voto di castità a me stesso: mai più facili poteri, che mi viene l'iperacidità gastrica.
Diavolo: Dammi ascolto: assaggia questo frutto e poi dimmi se ti ho deluso.
Silvio: No, non sarà mai. Da qui non mi sposto.
Diavolo: Sei una cocuzza. Ma dimmi, che c’è di così affascinante qui dentro?
Silvio: Niente che possa dispiacermi. Qui dentro ho tutto e soprattutto non devo pensare, né lavorare di sabato, né avere a che fare con giudici e processi.
Diavolo: Stolto che sei. Ma un giorno, quando quelli prenderanno il potere e ti chiuderanno questa grotta, ti ricorderai delle mie parole.
Silvio: None, non voglio che poi mi prendano a scarpate; già ce l’hanno fatto a quel pazzo di Bush.
Diavolo: Ebbene, ti dò per l’ultima volta la possibilità di cogliere questo frutto del potere.
Silvio: No, sono un uomo saggio io, non sono quel che si dice in giro. E adesso basta, vai a tentarne un altro più malleabile.
Diavolo: Eppure, non ti facevo così nobile.
Silvio: Nemmeno io mi facevo.
Diavolo: E io che già mi vedevo generalissimo di tutte le armate.
Silvio: Sai che ti dico: noi due abbiamo un cuore buono e pieno di grande tristezza per le cose malvagie del mondo. Spogliamoci di questi abiti e indossiamo il saio della semplicità e della mendicità. Saremo felici anche a costo di apparire controtendenza, ecco, senza conflitti interiori tuoi e d’interessi miei.
Diavolo: E io dovrei salvare la mia anima di diavolo, senza niente in cambio?
Silvio: No, facciamo un contratto sottoscritto, e vieni da me ogni volta che ti senti depresso. Qui, al fredduccio, troverai sempre una scodella di latte gelato e una coperta di neve. Questo ti offro e diamoci un taglio con questo mondo di politici infami.

Dopo questo crudele e disarmante dialogo, tutte le Borse crollarono e molti speculatori fallirono seduta stante.

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domenica 14 dicembre 2008

Donne, per i vostri 65, è arrivato l'arrotino brunettino

Brunetta, mentore delle donne.
«Serve la perequazione verso l'alto dell'età pensionabile di maschi e femmine».
Questo è il movente che spinge Brunetta a dedicarsi alla vita femminile, il suo ideale inconfessato. L'uguaglianza tra i sessi ai fini pensionistici.
Che uomo generoso!
Ma non ha fatto tutto da solo: ci stanno dietro molte vecchie sue prozie (ma lui dirà che l'idea è sua originale) che lo spingono ad allargare gli orizzonti ancora angusti delle donne verso una terza età senza fronzoli e incertezze. Diciamo che sta lanciando il sassolino per i pesci bradi che, state tranquilli, si allineeranno tutti, anche gli irriducibili sindacalisti che oggi dicono no.
Perché senza l'esperienza dello sfruttamento sulle "vecchiette", l'Italia andrebbe a rotoli. E Brunetta, da vecchio femminista socialista, questo l'ha capito da un pezzo. Bleah!

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sabato 13 dicembre 2008

Bene, mi dica quale animale trasmette la malaria

Questa l’ho sentita con le mie orecchie ad un esame di antropologia.
Siamo alla fine ormai di un interrogatorio estenuante in cui il professore ha sciorinato tutte le sue sadiche domande, ma la ragazza, preparatissima, aveva risposto praticamente bene a tutto.
L’ultima, fatidica domanda, eccola qua: “Signorina, lei ha risposto bene e il trenta se lo merita tutto. Ma devo fare una controverifica: se mi risponde bene a questa, lei avrà anche la lode. D’accordo?”.
(A proposito dell'interrogativo se l'Università è o non è anche una lotteria).

- Professore, ma se già mi dà il trenta, che motivo ha di farmi un’ulteriore domanda?
- Così, per la statistica.
“Allora, è pronta!”
- Sì.
“Bene, mi dica quale animale trasmette la malaria!”

Il popolo degli amici della ragazza, ormai sicuro della vittoria, ammutolisce di botto. Tutta la sala gela. Non si ode una mosca. Quel raggio di sole che filtrava da una finestra sparisce tutt’ad un tratto. Solo il sorriso beffardo del figlio di puttana si muove da un punto all’altro della sua bocca. Il beffardo s’accende un sigaro toscano puzzolente malgrado il divieto di fumo e glielo sputa in faccia alla ragazza. Sadismo allo stato puro. Ecco, pensavo, tra me e me, il baronato allo stato puro. Il resto sono soltanto pensieri vuoti che vagano per l’aere. La ragazza, l’ho vista, rotea gli occhi e cerca di riandare ai tempi felici di quando la scuola aveva anche il tempo di insegnarti chi trasmetteva la malaria. Ma ormai è troppo tardi. La poverina proprio non se lo ricorda.
Ma io, che sono di una razza antica, che mi perdo in un bicchier d’acqua di fronte ai test d’intelligenza, a questa stupida domanda, avrei saputo rispondere, e mi sono concentrato su di lei per trasmetterle la risposta. Niente.

“Allora, signorina – dice il bieco antropologo – facciamo Natale?”
- Professore, potrebbe essere la… il… il coccodrillo?
“Aaaahhhhh! – proruppe il bieco, e subito apparvero pure i bidelli spaventati a morte.
“Lei, lei, lei – il bieco, talmente choccato, non riusciva manco a parlare – lei, lei...
Ma lo sa lei che se tutti quelli ammalati di malaria fossero stati punti dal coccodrillo, oggi saremmo stati ben decimati in questo mondo, una strage immane da coccodrillo della malaria! Vada, vada, lo sapevo che lei non lo sapeva. L’anofele, signorina, la zanzara anofele!”.

Quesito: Si può andare lo stesso avanti nella vita, senza conoscere la risposta giusta, o rimanere disoccupati dopo una vita dedicata alla Sapienza?


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venerdì 12 dicembre 2008

Il maestro unico sono solo io

Da "Parole e Opere" gelminiane: l'unica senza tentennamenti!

«Allora, bambini, scrivete alla lavagna cento volte: "Bisogna cambiare senza tentennamenti"».

«Poi, quando finite di scrivere questo, scrivete altre cento volte: "Nessuna marcia indietro su maestro unico!".

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giovedì 11 dicembre 2008

Sorprese di fine anno: un nuovo principe per il tuo presepe

Ormai che Sua Santità De' Berlusconi s'è autopromosso a Paradiso vivente, (vedere post precedente) il minimo che possiamo fare è mettercelo (visto che ce lo dobbiamo tenere ancora taaanto teeempo), sano sano, nel Presepio vivente, per stare in tema.
Vi piace il nuovo personaggio da presepio?
Fate copiaincolla e mettetelo nel vostro Presepio virtuale. Non ne avete ancora uno? Strano, ma ero convinto che le nostre famiglie proletarie (in via d'estinzione) fossero già mature per stare nei propri presepi, a mo' di archeologia!
Lui ci fa da guardia contro la crisi!

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Io, Silvio, il Paradiso vivente

Visto che il popolo italiano è ancora consenziente acché io mi trasformi in Paradiso vivente, annuncio che: "Sono e sarò estremamente grato a questo popolo generosissimo, tant'è che ho deciso di aprire le porte del mio Paradiso personale a tutti coloro che, per la simbolica cifra di 1 € (finché ne possedete), esprimano il desiderio di condividere con me tutti i piaceri paradisiaci, beninteso dopo completa abiura di tutte le ideologie marxiste-leniniste-trozkiste-staliniste-maoiste-guevariste-comuniste... e va beh, vah, anche veltroniste (oggi mi sento buono!).
Vi aspetto, gente, numerosi! Sento che ci divertiremo un sacco. E portate le femmine, mi raccomando, lo sapete che ci vado pazzo!
Qui birra, sesso e cha-cha-cha a volontà. Per i più meritevoli ci scapperà anche una sniffata ogni tanto. E, soprattutto, addio a tutte le inique tasse, ai giudici maledetti, ai processi ingiusti e a tutti i comunisti atei e menagrami.

(Ps.: io continuerò a dire e a fare quello che mi va, visto che il popolo italiano continua a tenere gli occhi ben chiusi.)

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mercoledì 10 dicembre 2008

Un colpo di rimbalzo greco mortale

Embè, che t’aspettavi, qualche giustificazione all’italiana, che siamo rotti ad ogni incidente con sparatorie sociali e popolari?

In Grecia, nel paese dei grandi pensatori classici, i colpi rimbalzano specie se sparati a fin di bene.
Se si muore per un colpo rimbalzato la colpa è del morto che essendo in quel posto piuttosto che a casa sua non ha calcolato la traiettoria incidentale che il proiettile repressivo ha percorso tenuto conto dell’insieme delle tensioni sociali dovute alla crisi recessiva in atto che colpisce anche pistole che sparano e che non vorrebbero mai far rimbalzare le proprie pallottole.

Ancora non sono state inventate pallottole a gittata univoca.
In Italia questo non succede. Qui, quando si spara, la pallottola educativa sa dove deve andare.
Da un colpo di rimbalzo mortale ne traiamo una sola conclusione: che le forme d’esuberanza repressiva non si ritorcono mai, accanendosi, contro chi le produce. Un odio travolgente verso tutto ciò che è contro l’ingiusto schizza fuori da quell’arma imperfetta e non è solo un fatto di redenzione nei confronti della vittima ma di soluzione.
Colpirne di rimbalzo uno per educarne cento.
Sparare da destra e colpire a sinistra.

Ecco. La morte per rimbalzo è la più banale che ci sia. Non è eroica. E nel regno dei cieli non puoi mica andare a raccontar che ti hanno sparato perché lottavi a favore di un ideale di libertà, o di giustizia, o di uguaglianza; mica puoi dire che sei stato sparato perché il valore del denaro, del poco denaro, non ti permette di comprare manco una michetta.
Chissà perché la morte del rimbalzo greco ha come etichetta sempre un bel governo di rimbalzo di destra.
Ma qui, in Italia, siamo al sicuro dai rimbalzi. O no?

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I grandi pirla globali tra diossina e fame

1 miliardo di esseri umani senza cibo.
Non realizzo questa cifra o lontanamente immaginare quanti chilometri bisogna contare se mettessi in fila quest’umanità di affamati cronici e sottonutriti.
L’ultimo record raggiunto dai Paesi con la pancia strapiena dà la cifra di 40 milioni affamati in più nel corso del 2007: questo record va iscritto nel proprio medagliere dell’umanitarismo ipocrita.
Si dichiara da più parti che l’unico responsabile dell’aumento degli affamati mondiali sia il continuo aumento dei prezzi alimentari. Che è il totale esito derivato delle guerre, dai conflitti ai disastri ambientali; che è anche il significato globale di come allevare intere popolazioni sotto l’arma primordiale della fame.

Si esporta carne alla diossina e questi sono i Paesi che l’hanno importata: Italia, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Belgio, Danimarca, Polonia, Svezia e Germania in Europa, e Svizzera, Usa, Canada, Giappone, Russia, Cina e Stati Uniti tra gli stati esterni all'Ue.
Nella cattolicissima Irlanda (meno male, lì c'è Dio-ossina, almeno con lui hanno un po’ di rispetto per un pezzo di umanità) si alleva diossina sotto forma di mangime e la si dà da mangiare alle scrofe e ai bovini.
Gli esperti (saranno di parte?): «Effetti tossici solo con esposizioni prolungate ad alte dosi». Quindi, dormiamo tra due guanciali il sonno del giusto. Prendiamo la diossina a piccole dosi, male non fà. Morire a rate è il massimo del mio programma.

Com’è meglio finire la propria vita? Come quel miliardo di morti di fame cronici o come dei grandi pirla di paesi più “fortunati” che ingurgitano di tutto, e che nutrono la più profonda fiducia per le menzogne globali, visto che nella bufera economica che ogni giorno qualcuno ci ingigantisce a dismisura, non possiamo proprio fare gli schizzinosi.
E màngiatela, la carne alla diossina, o forse preferisci morire come quel miliardo di esseri umani senza faccia e senza nome, completamente sconosciuto. Un numero, e basta.
(Ps.: qui, da noi, hai assicurato un minimo di funerale, col nome e cognome).

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giovedì 4 dicembre 2008

Oh oh, la Rai è in rosso! E vogliono soldi!

La crisi colpisce il mastodonte.

La notizia tragica.
Le ultime previsioni per raccolta pubblicitaria indicano un mancato introito di 40-50 milioni causa la crisi economica e i minori investimenti in spot delle aziende.

Questa, invece, la notizia allegra.
La Rai è un mastodonte particolare. Dice Cappon, direttore generale: «abbiamo una posizione finanziaria positiva (potrebbe esserci a fine anno una 'cassa' attiva per 10 milioni) e niente debiti, e questo da ben 5 anni".

Quindi una notizia è buona dentro l’altra che è cattiva. In mezzo ce n’è una terza. Vogliono soldi.
«Se non aumenta il canone sono guai». Ma questi sono proprio da manicomio.

Avete appena finito di leggere il diabolico linguaggio bizantino che anche i dirigenti Rai conoscono perfettamente, con il tutto contenuto in una chiarissima frase: Statti bonu e lamentati!

Vogliono soldi. Ci sono tantissimi posti in Italia dove non arriva il segnale, e vogliono soldi. Ma con 1,5 d’aumento all’anno, dice, non ce la fanno. E quanto vorreste chiedere? Ma per vedere cosa, poi. Rarissimi programmi intelligenti e il resto noia, chiacchiere e pubblicità.

Il mio suggerimento è di una semplicità unica. Non date più tutti quei dannati soldi ai cosiddetti grandi artisti, lasciateli a riposo, del resto, questi, i soldi se li sono fatti. Provate a fare come le aziende in crisi, riducetevi i programmi, un solo canale con questa crisi è già troppo, mi sta bene anche dalle 14,30 alle 24.00, come una volta, tv dei ragazzi, un solo gioco a premi, ripristinare quell’ottimo programma “Non è mai troppo tardi”, un buon film ogni tanto; mandate a lavorare tutti i mancia franchi a tradimento, i cosiddetti conduttori mostri sacri, tutti gli esperti, le teleseriedeitantisgarbiquotidiani; e tutta la serie infinita di programmi che non servono. Non servono alla crisi attuale.
Altro che soldi da chiedere a noi.
Risparmiate voi sul vero senso del risparmio.
Noi, non ne abbiamo soldi da darvi.

Una piccola seria televisione che si adatti alla crisi, come del resto tutti noi.
Una piccola seria televisione che la smetta di calare dall’alto come dio.

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Dall'Honduras a Palazzo Grazioli, per questo sono più famose

ROMA - Eleonora ed Emma De Vivo, le due gemelle napoletane reduci dall'Honduras e dall'esperienza dell'Isola dei Famosi, sono approdate mercoledì sera a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi.

DAL CAVALIERE - Le gemelle De Vivo, studentessa la prima ed assistente di un chirurgo plastico la seconda, sono rimaste per un'ora circa in via del Plebiscito poi sono andate via in taxi, prima che il Cavaliere uscisse in cravatta nera per recarsi a Villa Taverna, per il ricevimento dell'ambasciatore americano Ronald Spogli.

Una notizia così è estremamente importante e fondamentale per i cittadini. Noi adesso una cosa la sappiamo: che qualunque cosa si sia realizzata là dentro (oppure no), ci rende più sereni; quell'uomo lì, potrà affrontare le successive incombenze politiche più in forma di pria. L'Uomo dei Destini, uscito in cravatta nera, (è importante questo indizio del cronista - ci fa intuire che forse se l'era riannodata in fretta e furia) si è recato a Villa Taverna per il ricevimento dell'ambasciatore Spogli (?).

Nel frattempo la recessione langue e tra Sacconi e Tremonti, tra dichiarazioni di bancarotte e successive smentite, capo docet, facciamo tutti quanti uno sforzo sovrumano per tenerci strette ancora quelle parti organiche del nostro corpo, dal fegato al cervello, dal cuore ai reni. E non fatevi espropriare pure delle gambe e delle mani.

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mercoledì 3 dicembre 2008

Libertà di pensiero

Ognuno
può
e deve
far sentire
la sua
voce,
manifestare
il suo
pensiero,
far pesare
la sua
volontà
sui problemi
che interessano
la collettività.
Ma dove?
Ma come?
Perché,
si può fare?

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Silvio, l'albanese

Durante la conferenza stampa in Albania con il premier Sali Berisha, il nostro amato premier, che ha voluto indossare – per la sua gloriosa storia personale - un tipico costume dell’Albania del sud, ha preferito non rispondere alle domande rivolte da un cronista italiano sulla politica estera e cioè sull’Afghanistan, sull’autocritica di Bush e sull’Iraq.

“Siamo in Albania, parliamo di cose albanesi. Come mi dona questo bellissimo costume? Sapete – rivolto ai cronisti – se Veltroni me lo chiede sarò ben lieto di fargliene indossare uno anche a lui. Il problema di questa benedetta sinistra italiana è che non vuole mai entrare negli usi e costumi degli avversari politici. Bello, eh, questo costume?”.

E così, non appena messo piede in Italia, sempre con quel bellissimo costume, ha continuato:
“Io glielo avevo detto agli italiani e torno a ribadirlo: questa sinistra si deve vergognare. Buuuh, che figura? La figura dei polli. Bisogna dirlo chiaro agli italiani.
E, visto che ho ricevuto un netto rifiuto da Veltroni al mio invito di indossare questo bellissimo costume, come mi dona?, io direi che uno come lui dovrebbe smettere di far politica e andarsene a casa.
Non ha ancora capito che io sono un trapper navigato ed esperto!
Eppoi, guardate – rivolto sempre ai cronisti – non ha mai fatto corna, non si è masi strizzato le palle, non ha mai sbaciucchiato Giorgio Doppia V, non ha mai fatto cucù alla Merkel, e soprattutto non vuole indossare questo costume.
Ditemi, di uno così, vi fidereste?
Ma che cambi mestiere, lui e quei quattro giornalisti appecoronati là. Qui non si può far pagare a me tasse che possono pagare benissimo tutti... gli altri. Non è giusto, non è così che funziona la mia (tele) visione del mondo”.

- Presidente, e ora dove andrà? Qual è il suo programma?
- Basta, vado via, prendo casa all’estero, faccio come Grillo, che se a qualcuno venisse in mente di chiudermi le mie Tv, almeno fuori da questa Italia, che disconosce il senso delle praticonerie trasversali, posso ancora salvarmi.
Così imparate a trattarmi male!

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martedì 2 dicembre 2008

Allora provo a suonare il campanello in ospedale per scoprire cos'è malasanità

Sono le 7 di sera. In un corridoio d’ospedale dell’isola. Orario di visita parenti. Diciamo che stiamo nel padiglione delle malattie respiratorie. E diciamo che ivi regna il più assoluto regno della buona sanità. Durante la visita parenti c’è sempre la distribuzione del rancio ai degenti.

Così, pacchianamente, i parenti possono accudire i loro malati e gli infermieri, furbetti, si riposano. Una specie di tacito accordo. Dei medici nemmeno l’odore. Che calma che c’è in questo corridoio. Non si vede proprio nessuno. Tutti spariti. Allora provo, una falsa prova, a suonare il campanello d’allarme. Due, tre e quattro volte. Alla quinta appare una grossa infermiera che chiede chi ha suonato. Era semplicemente una prova per vedere una risposta di tempismo molto indolente, molto sussiegosa e quasi disturbata. L’infermiera rientra nello sgabuzzino targato cucina e non ne fa più ritorno. Presumo che stiano tutti lì a farsi il caffè. Ma quando è stata aperta e richiusa la porta era uscito un terribile puzzo di nicotina, che ha invaso, in un attimo, tutta l’area.

Di nuovo calmo, deserto, il corridoio.
Adesso sono le 7 e 10, ma pensavo che fosse trascorsa anche un’ora.

Ad un tratto arriva un lettino con le rotelle, no, non cammina da solo, è spinto da due ambulanzieri: mi passa sotto gli occhi un essere umano anziano con le guance, gli zigomi e il mento sparsi di sangue. Il corridoio è deserto ma arriva una voce da dietro il lettino. Qualche pietosa anima dell’ospedale a chiamare aiuto. Il lettino avanza ancora timidamente e a quella richiesta di aiuto risponde una figura di medico, materializzatasi quasi per incanto da uno stanzino del corridoio. "Porco cane, porca puttana, ma che mi portate a questo, qui? Ma che sistema è!".

Alla voce alterata del medico spunta un’infermiera allarmata e poi un’altra che invitano il lettino ad avanzare verso di loro.
Che corridoio fantastico, prima la calma piatta, adesso un leggero venticello.
Il lettino va verso le infermiere e il medico si ritrae indietro nella stanza dove c’è il computer e s’attacca a quello.

Io sono senza respiro. E guardo a 360 gradi, rapidamente, tutta la scena. Ecco, il peggio, lo sento, sta arrivando. Una voce rotta dalla paura quella dell’infermiera che grida "Dottore, dottore, presto! Presto!". Ma il dottore attaccato al computer ha poco udito. "Presto, corra dottore, il paziente sta male!".
Fa capolino il dottore con la testa, "Che c’è?", ma lo dice lento. Ritorna il lettino verso di me spinto dai due ambulanzieri, mi ripassa davanti, quell’uomo è una maschera di sangue e ne riversa a fiotti dalla bocca, due infermiere che impazzite chiamano, dottore, presto, sta male, sta male.

Si riapre la porta dello sgabuzzino della cucina. Un tanfo di sigarette mi scivola sotto al naso. Il medico ha finalmente lasciato il suo stanzino e ora naviga lentamente verso il dolore sulle ruote. Sopraggiunge un terzo infermiere, adesso parlano tutti in gergo, nel corridoio, ottimo spazio per muoversi clinicamente, con un macchinario adatto al malato, speriamolo, e si scorre una porta scorrevole e tutti con gran disorganizzazione entrano dentro. Ma io ancora non ho visto qualcuno che lontanamente possa sembrare un parente di quell’uomo.

La porta si apre e si chiude, una corre a passi svelti a prendere dei fazzolettini, un’altra un’altra cosa importante. Cercano di capire cosa fare e una scappa via verso giù e dopo un po’, licenza temporale, arrivano due, sicuramente medici, con il borsone dei ferri a tracolla. Entrano.
Alle 7, 20 mi sembra d’aver vissuto un centinaio d’anni.
Ora sento piangere qualcuno. Una donna giovane e un altri due giovani. Si sono seduti di fronte alla porta dove i medici stanno lavorando.

Chissà se tutto questo si poteva evitare. Chissà se al pronto soccorso si erano resi conto del problema? Certo, per arrivare quel lettino con le ruote al primo piano, in quel corridoio, con tutto quel sangue sul viso dell’uomo, certissimo, si sono sicuramente resi conto del problema di quell’uomo.

Alle 7,30 finisce la visita parenti. Me ne sono andato.
Avevo tante volte sentito parlare e ho letto di malasanità. Ora ho un’idea veramente chiarificatrice di cosa è malasanità.

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L'ultimo dei Veltron Borg


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lunedì 1 dicembre 2008

I «Corpuscoli», ovvero "Compagno Silvio, il Palermo ha vinto per 3 a 1"

"Tu pensa ad istruirti - gli disse l’insegnante - che per natura sei portato all’aggiramento delle leggi e della morale".
"Già da bambino fabbricava castelli in aria, intagliava navi con saloni dove cantare, costruiva carrettini di cuoio per trasportarsi velocemente da un quartiere all’altro, e con le scorze del melograno faceva dei ranocchi. Poi si mise a vendere scope a mano e a elettricità. Visto che non ci ricavava un ragno dal buco si alleò con i Klingon, famosi guerrieri che non conoscono la pietà umana e che distruggono e uccidono per il piacere poi di vantarsene attraverso canzoni e ballate. Epica la loro battaglia contro i Veltroniani, di statura inferiore alla norma, deboli di muscolatura e infiacchiti dagli Ozi democratici di Roma".

Da quel momento sono nati i famosi “Corpuscoli” di Berlusconi, una serie di domande e risposte, una catechesi obbligatoria per tutte le nuove generazioni nate sotto il suo segno della Bilancia, simbolo della Giustizia uguale per tutti. Eh eh eh!

I Corpuscoli di Berlusconi:
- «Qual è il compito di questo Berlusconi qua?»
- Creare uno, due, cento, un milione di piccoli berluschini ricchi di… speranze consumistiche.
- «Qual è il mezzo per raggiungere questo scopo?»
- Deve cercare di imporre la sua legge del consumo... uguale soltanto per tutti i berluschini.
- «Come Silvio ottiene ciò che si prefigge?»
- Con il concetto del consumo-elemosina a tutti i costi... i berluschini, infatti, si stanno consumando lentamente nell’attesa delle ricchezze promesse.
- «Qual è il suo modello a tale proposito?»
- Il primo Berlusconi, smerciatore di scope porta a porta... egli insegna che comprare scope evita lo stress della scopata a gratis ma ne aumenta la capacità di resa finale.
- «È, egli, il premier perfetto?»
- Sì, egli è Berlusconi Silvio. (Ma, se volete ridimensionarne il carisma, basta immaginarselo alle prese con la carta igienica: tale e quale come tutti).
- «Quale ideologia che emana da lui forgia il carattere degli Italiani?»
- La stanchezza da surplus di fatica. Lavora sempre, come Stachanov, il comunista-lavoratore per antonomasia.
- «Qual è la parola d’ordine per entrare nelle sue grazie?»
- Compagno Silvio!
(Se ti accenna un sorriso allora puoi appioppargli la seconda: "Il Palermo ha vinto per 3 a 1!"; così sei ben sicuro di prenderti almeno una soddisfazione).

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Heracleum