martedì 7 aprile 2009

Questo terremoto di chi è? Chi lo paga?

Chi lo piange. Chi lo soffre. I terremoti sono per natura classisti e non guardano mai in faccia le vittime da abbattere. Avete visto mai crollare palazzi di straricchi, di re, presidenti, papi e compagnia dicendo? Solo la gente, la semplice comune gente, ne piange le conseguenze. Se c'è una spiegazione in tutto questo? Non è mica il fato. È mala politica sociale.

La parte migliore dell’uomo si vede in questi casi, quando la marea dei volontari non si può nemmeno contenere. Di questo andiamo fieri.
La solidarietà espressa anche in atti di eroismo iniziale, prima che arrivassero gli aiuti ufficiali, è descritta come qualcosa di raro e commovente. E qui viene fuori tutta la poetica di certi giornalisti che intendono dimostrare poeticamente di quale pasta siamo fatti noi italiani.
Io non ho alcun dubbio su questo anche se spesso, ultimamente, siamo stati impregnati e impegnati da commovente razzismo e dal dàgli al clandestino; questo terremoto spiazzante ci congela il sangue e il pensiero: mi chiedo se lo stesso tragico sisma avesse colpito solo una comunità di clandestini?

Eppoi questo continuo ripetere che è la tragedia più grave del millennio. Così magari poi qualcuno (disinteressato) potrà raffrontare alla potenza distruttiva dell’evento la potenza ricostruttiva di questo Governo (che qualcuno, bonariamente, chiama Stato) e trarne benefici!?
Ma questo è già classificato come un terremoto di regime? Mi auguro proprio di no.
Intanto aspettiamo di seppellire i morti. Poi vedremo chi ha costruito criminosamente, visto che sono cadute le case nuove, oltre ad un ospedale dichiarato inagibile, alla casa dello Studente, semicrollata, eccetera.

La prevenzione si fa con una costruzione antisismica a norma e i soldi si devono sborsare per salvaguardare la vita dei cittadini e i beni.

Ricostruire rapidamente è il silvio-pensiero per eccellenza. Il piano-casa prevede di fare una nuova città di fianco alla vecchia?

Si parla di ricostruire L’Aquila.
La prima new town, prevista dal piano casa, potrebbe essere realizzata vicino L'Aquila: lo ha detto Berlusconi parlando del terremoto in Abruzzo in un collegamento telefonico con "Porta a Porta".
1ª domanda: perché viene chiamata new town?
2ª domanda: il cemento armato sarà antisismico?
3ª domanda: perché la new town, è prevista dal piano casa? Che già ce lo sapeva l’estensore del piano-casa che doveva accadere il disastro sismico? Beh, anche il tecnico Giuliani lo sapeva.
Ma Bertolaso ha minacciato di denunciarlo, o forse lo ha già fatto. Perché non si prende per collaborativo ciò che viene analizzato tra gli addetti in questo tipo di ricerca? Perché si continua ad essere arroganti e presuntuosi come invece non si dovrebbe? Ma la vita non è un film, dove il ricercatore buono e previggente, spesso riesce a convincere i politici e gli addetti ai lavori della bontà del suo lavoro. In Italia siamo, mica in un film. «In California - dice Franco Barbieri, presidente della Commissione grandi rischi - un terremoto così non avrebbe provocato nemmeno un morto».

Ho come la sensazione che la gestione del dopo terremoto sarà un déjà vu. Ho già visto il dopo Belice.

Confortatemi: non sarà come la gestione miracolosa della munnizza a Napoli e in Campania, emergenza nazionale, ad esempio, vero? La munnizza è sparita, ad un tratto, dalle strade del napoletano e della Campania. Oddìo, la televisione non ci fa vedere più niente, quindi tutti ci siamo convinti che l’emergenza dei rifiuti sia finita.
Mettiamo che sia così; mettiamo che la bacchetta magica di B&B abbia sconfitta la spazzatura. Come faranno a sconfiggere il terremoto? Il terremoto si può sconfiggere solo con la prevenzione e la costruzione vera antisismica; purtroppo pare che la previsione del terremoto, nel senso del giorno preciso, dell’ora esatta, del luogo preciso, sia ancora di là da venire. Quindi presumo che il favoloso piano-casa si trasformerà in ben altro che andare ad aumentare le cubature di quegli italiani che possono anche farne a meno, vista l’imprevedibilità e la necessaria urgenza che un sisma provoca.

No, non se lo meritava, il nostro premier, questo disgraziato evento, lui che stava per partire per la Russia. Il terremoto lo ha colpito alle spalle, mentre si sa che gli unici a conoscenza del terremoto (e che si sono guardati bene dal dirlo in giro) sono quei cittadini della zona sismica che hanno convissuto da tempo con scosse e sobbalzi di paura, ora più vittime di prima.

Ma lui dice che: "Per ora no ad aiuti dall'estero".
"Sono 35 i paesi che ci hanno offerto solidarietà e sostegno, ma nell'immediato non c'è bisogno: per ora siamo bastevoli con le nostre forze". Questo sì è orgoglio nazionale, consolidato dalla nostra ricchezza di... solidità economica, volontariato e grande partecipazione emotiva. Inoltre, infonde sicurezza sul nostro futuro e su tutti i terremotati.

Io non so voi, ma mi sento anch'io molto, tanto terremotato. E non è un modo dire, credetemi.


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5 commenti:

  1. Giuro che, se il governo avesse mostrato anche un pizzico di onestà intellettuale nell'affrontare questa emergenza, non avreio avuto difficoltà a riconoscerla. Avrei voluto vedere un reale moto di cordoglio e disponibilità. Ed invece sento fortissima la puzza di opportunismo politico e di imminennte speculazione edilizia.
    Se così sarà, quando la storia inevitabilmente dovrà ripetersi, saremo ancora a piangere i morti ... senza fare polemiche.

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  2. non ci voleva questa sciagura e poi con il carico di avere questi a governare e a gestire la catastrofe, anch'io sto vivendo un sentimento di pena e disillusione su quanto non hanno fatto prima e quello che stanno facendo adesso. siamo un paese che ha pagato caro, da sempre, la convivenza con un territorio soggetto ai terremoti però al contrario dei giapponesi non siamo stati capaci di fare fronte a questa catastrofe ricorrente.
    I perchè li abbiamo sotto gli occhi da sempre
    siamo uno dei paesi con un tasso di corruzione
    tra i più alti nel mondo e le mafie amministrano da sempre interi territori, dall'altra parte c'è un popolo di furbi che evade tasse e vive di fatto sulle spalle degli altri, il governo attualmente in carica è degno rappresentante di questo schifo e infatti si autoleggittimano a vicenda.

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  3. -> Crocco: respirare aria nuova si può, ma nessuno sa (o non vuole) cominciare. Dopo le lacrime e i primi tre giorni, stai tranquillo, sarà come niente fosse successo. Il dolore è nostro! Ma dovremmo dividercelo in parti uguali.
    -> Vin: io sono d'accordo. Però, vista da sinistra non m'illudo: l'ipocrisia della politica è tale che di fronte alle morti da eventi naturali, fa recedere da spere opposizioni e chiama tutti alla unità nazionale. Non mi pare in questoi caso che il fuoco si debba spegnere, dando carta bianca al governo come dice Franceschini, perché mentre noi capiamo che è siferito alla situazione contingente, quello magari crede che la carta bianca sia per sempre. Ma ritengo opportuna una rivisitazione a 360° su tutta la manfrina del piano-casa.

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  4. Sì, sono d'accordo. Al di là della grande pietas che si è generata, penso, in ognuno di noi, la parte populista e propagadista del governo non è mancata, ma ciò che più inquieta è il futuro. E' vero anche che il terremoto è "classista" perchè i più poveri sono sempre anche i più indifesi, sia come tipo di strutture, sia come possibilità di dire la loro per rifarsi una vita, una casa. E il potere e i suoi servi ci marciano.
    Mi ha fatto schifo l'aver rifiutato l' aiuto degli altri paesi, un orgoglio nazionale semplicemente fascista. Con questa sciagura mettono merda su merda.
    Siamo indietro e andiamo sempre più indietro.
    Clamorosa la storia di Giuliani e l'atteggiamento di Bertolaso e company.

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Heracleum