... che si erano conosciuti durante una ola berlusconiana. Si fissarono negli occhi e subito sbucò l’amore. Decisero di non por più tempo in mezzo al loro amore e lo fecero tra una ola e l’altra, incuranti dei colpi di cribbio anticomunisti che venivano lanciati a getto continuo dal palco. Raggiunsero l’orgasmo proprio mentre un “Sento che sto vincendo” li sfiorava sulle capocce.Dopo i canonici nove mesi a Figazia nacquero tre gemelli. Penezio, che aveva avuto la felice idea di sbatacchiare il suo campanaccio durante quella famosa ola, al principio non ne voleva sapere di tre gemelli, ma alla fine, richiamato all’ordine dai superiori divini, abbozzò un “Orca vacca, solo tre?”, e così tutti capirono che li aveva accettati come figli. Ci fu un lungo conciliabolo tra lui e Figazia, per i nomi da imporre ai tre pargoletti.
“Dove andiamo a finire se mettiamo loro dei nomi strani tipo Calò, Fofò e Totò?”, diceva lui.
“Ma caro, rispondeva lei, spalanchiamo alla tradizione la loro vita”, mentre pensava alle sue origini tardoterronie.
“Mai e poi mai chiamerò questi qua con quei nomiciattoli! Basta, vado a consulto”.
Andò, si consultò con l’oracolo ariano e dopo tre giorno tornò.
“Figazia! Ho i nomi! Andiamo all’anagrafe!”.
L’ufficiale anagrafico chiese quali fossero i nomi. E Penezio disse risoluto: “Lumezio, Crespazio e Lombozio”. L’impiegato lo guardò con occhio beffardo e poi chiese alla donna: “Scusatemi, se questi sono i nomi che volete appioppare ai vostri figlioli, ditemi almeno i vostri.”
Lei disse: “Mio marito si chiama Penezio”.
“E poi?”, continuò quello.
“Penezio di nome e di fatto: nome unico”.
“Ah!... e lei?”.
“Mia moglie, disse Penezio, si chiama Figazia di nome e di fatto e la prego di non sorridere”.
“Piacere, rispose l’anagrafazio, mi chiamo Strombuzio. Prima di iscriverli, vorrei sentire l’odore dei soldi. Qui si usa. Del resto, con questi nomi che sembrano proprio dei terroristi... ci vuole un coraggio a registrarli... ne ha? Sa, fino ad ora credevo di essere il solo a portare un nome così vitalizio e, credetemi, un vero e proprio strazio. Ma ora, che siamo già in sei, le cose cambieranno, lo sento... solo che, ecco: i testimoni. Mancano solo i testimoni. E non possono essere testimoni qualunque: devono portare dei nomi che suonino come i nostri. Difficile trovarli?”.
“Macché”, rispose Penezio, “ci sono i miei domestici qui fuori che aspettano. Sapevo che me li avrebbe chiesti. Hanno i nomi appropriati”.
“Bene, li faccia entrare”.
Così i due, dagli antichi nomi di Orazio Corruptio e Curiazio Concussatio, irruppero come testimoni indelebili nella vita di quei sei strani individui. E vissero, felici e contenti, e noialtri qua, sciacquati e sorridenti a riflettere su una storia di vita vissuta tanto scialba quanto insipiente.



























2 commenti:
Stiamo ridendo in quattro dopo che l'ho letta ad alta voce. Grazie e Ciao.
>>>Alberto: farne sorridere uno era il mio obiettivo, ma addirittura quattro, sono fiero di me stesso. Grazie per la stima, a presto.
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