lunedì 29 giugno 2009

Termini Imerese: un luogo stranissimo dove non c'è niente intorno

. lunedì 29 giugno 2009
Straordinarie parole di uno strano individuo che di nome fa Marchionne.
Che strano individuo è questo che parla di un posto che non conosce, mentre traspare dalle sue parole un’infinita conoscenza del luogo?
L’indotto! Manca l’indotto! E senza indotto, il peggio deserto!

E pensare che tutto nasce dalla posizione geografica. Che se Mirafiori avesse avuto il mare mai avrebbe avuto l’idea di smantellarlo quello stabilimento. Però con uno sforzo generoso, se Fiat costruisse un centro di stampaggio al centro Italia, potrebbe rifornire ben 4 stabilimenti. Maledetta posizione geografica. Qui, da noi, invece qualcosa c’è ancora che testimonia l’arroganza, la violenza, l’antiecologica e malvagia presenza di questo suo pachiderma automobilistico, caro signor Marchionne. C’è un porto che è stato rifatto per le sue mercanzie in arrivo e in partenza, un porto che non dà lavoro ai termitani ma ai palermitani, grazie ai signori amministratori termitani che se lo sono svenduto nel recente passato; c’è una bellissima strada che porta queste mercanzie direttamente allo stabilimento Sicilfiat, in 5 km di strada dove prima c’era un magnifico litorale che ha fatto posto ai bisogni del suo pachiderma. Insomma, qualcosa per i suoi bisogni è stato fatto, e anche un po’ di indotto ci sarebbe, ma solo un po’: paraurti, sedili e qualche altra cosuccia. Ma non si stampa.
Con proposte serie e rigorose sullo stabilimento di Termini Imerese faremo cambiare idea alla Fiat e a Marchionne». Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che ha aggiunto: «Nessuna paura né reazione emotiva, ma la consapevolezza che Termini Imerese possa essere rilanciata nel settore della produzione di automobili. La Sicilia non si farà umiliare. Ci siederemo al tavolo del negoziato con risorse finanziarie di tale portata che si renderà conveniente per la Fiat rafforzare e mantenere la sua presenza in Sicilia. Oggi - ha proseguito il presidente - il governo regionale è pronto a creare le condizioni per avere un indotto qualificato, la logistica e i trasporti già in atto con il porto e ingenti convenienze che nessun altro stabilimento in Italia potrà offrire. Il governo nazionale faccia la sua parte e Marchionne non abbia pregiudizi ma valuti attentamente le nostre proposte».
Certo che, dopo il grande risultato elettorale, occorre esprimersi così. Chissà perché nessuno ci ha mai pensato prima d’ora. Cosa intende Lombardo con questa dichiarazione? Altri soldi alla Fiat? Perché non darle un bel calcio al culo invece. Perché, da quelle parole, mi par di capire, che le cose sono talmente mature che si può fare a meno della Fiat. Qui, si può stampare e si può assemblare. Ci sono ottimi lavoratori. Si vende direttamente. Visto che Lombardo parla di ingenti risorse finanziarie e parla pure di macchine a impatto ecologico, mi sembra naturale far da sé, senza più la presenza di mamma Fiat. Perché continuare a umiliarsi? Perché continuare a farsi sfruttare? Perché, i lavoratori, che nella loro stragrande maggioranza hanno premiato elettoralmente il partito di Lombardo, e il resto dello schieramento di destra, non ne approfittano di questa dimostrazione di buona volontà politica (finora solo a parole) e costringono con le spalle al muro coloro ai quali sono andate le loro preferenze. D’altro canto, su quali spalle piangere? Su quelle dello strano Marchionne? Su quelle del governo regionale direi proprio di sì.

Oggi, lo sciopero è stato contro Marchionne, e contro Micciché, che è anche vicesindaco di Termini Imerese. Dell’uno sappiamo il perché; dell’altro il perché è dato dal fatto che aveva consigliato il sindacato di non scioperare contro la Fiat. Questa grande potenzialità di lotta (a causa del bisogno) della classa lavoratrice termitana non può essere elusa né sacrificata con 200 o 300 ore di sciopero a perdere (come nel 2002) che, e il sindacato sa perfettamente che questa volta non può sbagliare, porterebbero a liquefare un movimento di speranza.

Ritengo che l’emotività non debba giocare un ruolo dominante per far cambiare il vento. Reputo opportuno invece che la coscienza dei lavoratori si indirizzi verso qualcosa di più concreto che non sia sempre supplicare quel pachiderma: c’è già uno stabilimento con tutti gli impianti funzionanti, basta rendersi autonomi da Marchionne e da mamma Fiat. Se si vuole, si può fare. Mi rendo conto che l’unico ostacolo a questo può essere ancora la mentalità riduttiva di chi, pur lavorando, non è abituato ad essere protagonista attivo dentro, ma semplicemente un esecutore di azioni cicliche e dipendenti.

Termini Imerese: un luogo stranissimo dove non c'è niente intorno.
"Sì, ce lo avete tolto tutti voi, col nostro aiuto".


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