venerdì 3 luglio 2009

Intervista (fantasma) a un razzista ideale

. venerdì 3 luglio 2009
Premessa
Fini: «Sarebbe immorale dire subito “sei clandestino”, ti rimando al tuo Paese. Sarebbe come condannare quella persona a morte, in alcuni casi. È infatti assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino perché così si farebbe venir meno la dignità della persona umana»!!!

Intervista (fantasma) a un razzista ideale

Quando hai scoperto di essere razzista
?
Mi sono reso conto da piccolo, io figlio di terroni, che sentivo parlare mio padre di come venivano offesi i terroni negli anni 50 e 60 qui al Nord. Ritengo che sia stato giusto da parte di mio padre accettare quelle offese. Lo hanno rafforzato e lo hanno aiutato ad integrarsi. Oggi lui stesso non si sente più terrone ma uno del Nord. A me ha trasmesso quei valori di forza e di coraggio e oggi posso dire di appartenere ad una razza di forti uomini nordisti. Però i figli dei nordisti sono stati più fortunati. Ho ancora molto da imparare da loro.

Come e dove hai avuto i tuoi primi scontri razzisti?
È stato piuttosto semplice, visto che facevo parte di un gruppo di ronda per la salvezza e la sicurezza della nostra vita. Perlustravamo le strade e i quartieri della nostra città e ogni tanto ci capitava di incontrare gruppi di vu’ cumprà, lerci e puzzolenti, che disturbavano il normale tran-tran dei cittadini che non volevano essere disturbati. Ci siamo avvicinati ad uno di questi, e uno di noi ha estratto una… saponetta palmolive, invitandolo a lavarsi bene. Al suo rifiuto, fummo costretti a prenderlo di peso e scaraventarlo nella fontana della piazza. Lì, lo lavammo e lo asciugammo. Uno di noi, poi andò a prendergli pure un panino imbottito.

Cosa pensi dei posti di ritrovo dei razzisti?
Non so. Non mi piace molto leggere, stare al chiuso. Mi sta bene quando piove e tira vento che non si può star fuori a perlustrare. Molti si portano dietro il bastone e le carote, perché praticano quella politica, capito, quella del bastone e la carota, oggi, con la nuova legge sulla sicurezza, una scemenza, ci vogliono obbligare ad armarci solo di spray e di fischietti. Un abuso. E siamo costretti a reprimerci e a tenere nascosta la nostra indole.

È stato molto doloroso per te accettare il tuo essere razzista?
In un primo tempo sì. Avevo una ragazza, di quelle tutta pepe e rivoluzioni, guevarismi e pacifismi. Solidarietà agli esclusi e tolleranza verso i diversi, accettazione dei musulmani e dei negri. Io ho tentato di farle capire che così non avremmo mai salvata l’Italia e allora un giorno, per farglielo capire meglio, ho tentato, a fin di bene, di praticarle uno stupro, prima io e poi un po’ di amici del branco. Meglio noi bianchi che quelli, no? Quella stupida, invece di ringraziarmi, mi ha lasciato e mi ha pure denunciato. Ma io non mi sono fatto nemmeno un giorno di galera, perché avevo dimostrato di essere di servizio con la ronda.

Cosa pensi della possibilità per i razzisti di avere in futuro lo stesso tipo di trattamento che attualmente viene riversato sui cosiddetti clandestini?
Ma che vai dicendo? Non esiste questa possibilità. Conosco i miei. Uomini tutti d’un pezzo, coerenti e duri fino alla radice. Dopo i respingimenti, adesso ripuliremo tutte le città dai criminali clandestini. Un grande futuro ci aspetta!


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1 commenti:

Matteo ha detto...

Povera Italia, verrebbe da dire, ma sarebbe sbagliato. Dovremmo dire, Povero Romania, povero Senegal, povera Nigeria, povera Polonia ecc.

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