mercoledì 30 settembre 2009

La furbizia del vecchio gallo

Il gattopardo si recò una notte alla casa delle galline con l'intenzione di ingannarle per poi divorarsele. Si avvicinò al pollaio dove dormivano, osservò di sotto e dai lati, ma non trovò aperture e per di più la porta era chiusa. Stette in ascolto e sentì che le galline stavano dormendo. Allora si mise a fare dei versi per richiamare l'attenzione di quelli dentro.

Il gallo più vecchio si svegliò per venire ad aprire. Arrivato alla porta, prima di aprire, chiese: «Chi va là?».
«Sono il corvo, aprimi», disse il gattopardo.
Il gallo non si lasciò ingannare e disse fra sé: «Un gallo della mia età può forse scambiare la voce del gattopardo con quella del corvo? Costui non è il corvo, ma il gattopardo».

Pensando al pericolo che aveva corso di essere divorato, tornò ad appollaiarsi sul suo bastone e disse al gattopardo: «Figliolo caro, chi sbaglia con la punta della freccia, non colpisce con le piume*. Ho capito che sei il gattopardo e non ti apro perché non voglio che tu venga a fare pasticci qui dentro». Il gattopardo gli rispose: «Ma no! Lascia che mi spieghi meglio; mi condanni prima di lasciarmi parlare. Stavo dicendo: il corvo mi ha detto che qui c'è un gallo che potrebbe spiegare agli altri una cosa che il nostro capo mi ha incaricato di fargli sapere».

Ma il gallo, che era furbo e non era certamente a corto di argomenti, gli rispose: «Non c'è luna stanotte, anche se ti aprissi, al buio non ci potremmo vedere, e so che mi mangeresti. Aspettiamo che si faccia giorno». Il gattopardo insistette: «Mangiarti? Non sai che ora non ci si mangia più? Era per riferire questo che sono venuto qui. Il nostro capo, il leone, ha comandato che tutti gli animali non facciano più guerre. Non vuole più che ci mangiamo a vicenda, o che la bestia più grossa mangi quella più piccola. È una cosa che non va. Gli uomini non si mangiano tra di loro. Ecco perché il leone ha detto: "Per qual motivo gli animali devono mangiarsi? Gli uomini ci decimano con le loro frecce e per colmo noi, che vogliamo vincerli, continuiamo a ucciderci!"».

Il gallo allora scese e guardando per una fessura vide lontano due cani che venivano in quella direzione. Subito disse al gattopardo: «Facciamo così, amico mio, aspettiamo che vengano quei cani, e ci metteremo d'accordo. Io non so nulla di quello che ha detto il leone. Ma se davvero ha comandato a tutti gli animali di fare la pace, tu non hai nulla da temere da quei cani, e io ti aprirò, e sarò sicuro che non mi farai del male».

Il gattopardo non si accorse che i cani arrivavano. Credendo che il gallo lo ingannasse, rispose: «Vengano pure», ma quando i cani gli furono addosso, non poté più scappare. Questi lo afferrarono per l'osso dell collo e se lo mangiarono.
Dedicato a chi (in politica) le beve tutte!

* Chi è ingannato fa la vita più lunga di chi lo inganna. (Proverbio Kikuyu).


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1 commento:

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Heracleum