domenica 8 novembre 2009

Da Cuba all'Italia, globalizziamo le strizzate di palle

. domenica 8 novembre 2009
GLOBALIZZIAMO LE STRIZZATE DI PALLE

“Mi seguono ovunque vada. Il mio telefono è sotto controllo. Adesso mi hanno anche picchiata e minacciata. Mi hanno detto che se continuo a criticare il regime mi faranno sparire”.
Questo è un passaggio dal blog di Yoani Sanchez: “Mi hanno afferrato dietro la nuca e, a testa bassa, hanno cercato di infilarmi nell’auto. Mi sono tenuta alla porta, e sono riuscita a prendere un foglio che uno di loro portava in tasca e me lo sono messo in bocca. Il mio amico Orlando era già dentro la macchina, immobilizzato da una mossa di karate che lo faceva stare con la testa verso il pavimento. Uno di loro ha messo le sue ginocchia sul mio petto e l’altro, dal sedile anteriore, mi ha colpita sui reni e sulla testa per farmi aprire la bocca.
Presa dalla disperazione sono riuscita ad afferrargli i testicoli e li ho stretti con le unghie finché non mi hanno lasciato respirare”.

Non so per voi ma, per me, questa strizzata di palle è l’unica, vera, grande e politicizzata notizia che mi è arrivata da molti anni a questa parte.
Si può e si deve criticare qualsiasi regime. Se poi gli strizziamo – anche fisicamente – le palle lo aiutiamo a capire meglio il nostro disagio e il nostro dissenso.

Sembra quasi che le due storie, della Sanchez e del povero Cucchi, si assomiglino e si rispecchino per i temi intrinseci – repressivi, etici, umanitari e culturali - che vi coabitano. La morte di Stefano Cucchi attende la giustizia delle leggi vigenti, ma una strizzata di palle a questi è il minimo per cominciare.


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5 commenti:

mario ha detto...

Sarà, ma la storia di 'sta tipa mi sembra tanto una cazzata.

Riverinflood ha detto...

>>> Mario: anche se di cazzata dovesse trattarsi, l'idea di strizzargli le palle ai galantuomini dei regimi, mi risolleva il morale.

Anonimo ha detto...

Yoani Sanchez è la Saviano cubana, interessante che lei stessa abbia usato il termine "camorra" per indicare la natura dell'aggressione di cui è stata vittima. Tra l'altro questa donna è praticamente reclusa sull'isola, le hanno impedito di ricevere i premi che le erano stati assegnati sia in Europa che negli USA. Non è possibile che sia una cazzata, la credibilità della Sanchez è comprovata a livello internazionale ormai.

Gio

sergentehartman ha detto...

Bah! L'accostamento alla morte di Stefano Cucchi mi sembra tirato per la giacchetta. A Cuba c'è una dittatura che malgrado il sole e le palme è spietata con gli non la pensa come Fidel, Gianni Minà e la sua accolita. In Italia (forse) c'è stato un eccesso dell'uso della forza. Da condannare comunque perchè chi sbaglia, anche in democrazia, paga.

Anonimo ha detto...

Beh, sergente, qualche problema lo abbiamo anche noi se un trentenne con qualche grammo d'erba e poco più in tasca crepa quando è in custodia dello Stato mentre un corruttore di giudici e testimoni come Berlusconi è presidente del consiglio. Del resto la storia anche recente del nostro paese mostra come sia molto difficile avere giustizia davvero quando ad essere coinvolte in fatti delittuosi anche gravissimi sono le forze dell'ordine.

gio

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