venerdì 6 novembre 2009

La peste del concubinaggio fra bianchi e indiani

Le unioni fra indiani e bianchi non hanno vita facile per l’opposizione della Chiesa. Gli indiani non si accontentano dei rapporti di natura essenzialmente politica e militare, e per rendere più solide le relazioni di commercio e di amicizia accolgono ogni inverno nelle loro tribù giovani coloni perché imparino la loro lingua e cerchino di capire tradizioni e costumi. Questi ragazzi sono destinati a diventare intermediari, interpreti e guide preziose nelle trattative; la loro permanenza può portare, però, a forme di concubinaggio che non risultano gradite a tutti. Se Champlain all’arrivo aveva espresso il voto: “Che di due popoli se ne faccia uno solo”, le autorità francesi cambieranno molto rapidamente parere, temendo che “i francesi, vivendo assieme ai selvaggi, divengano selvaggi anche loro”.

La Chiesa, da parte sua, si oppone con irriducibile accanimento alle unioni tra coloni e indiane, nelle quali vede solo una manifestazione di “libertinaggio e lussuria”. Questo atteggiamento indurrà un irochese a rivolgersi con queste parole a un gesuita: “Se amate le nostre anime come andate dicendo, amate anche i nostri corpi”. I missionari riescono appena a tollerare le unioni con le indiane battezzate, che allevano i figli da “buoni cristiani” e non “all’indiana”, nella massima libertà. Ma nonostante la condanna dei gesuiti e l’opposizione del governo, la “peste” del concubinaggio si diffonde, perché i francesi subiscono fortemente il fascino delle donne indiane; sembra invece che inglesi e olandesi cadano assai meno in tentazione, anche perché la morale puritana non lo consente...

Spesso i trappers francesi hanno parecchie squaw nei diversi villaggi. Guida, interprete, consigliera, la squaw rende più facili i contatti con la tribù... ed è bravissima a lavorare le pelli! Da parte loro, le donne indiane talvolta preferiscono sposarsi con i bianchi, meno brutali degli indiani, e i cui doni dànno grande prestigio nell’ambito del clan.

Gli indiani, pur accettando queste unioni molto meglio degli europei, riconoscono di non essere attratti da epidermidi rosee o candide, e per questo sono molto rari i casi di matrimoni tra donne bianche e indiani. Vi sono tuttavia donne europee che vivono nei villaggi indiani: catturate durante le azioni di guerra, rimangono nelle tribù talvolta per anni, ben trattate, rispettate da tutti, partecipano ai lavori domestici e alla vita della comunità. Alcune, come l’inglese Jemison, scelgono di passare tutta la loro esistenza nella famiglia indiana di adozione.

(Fonte: I Pellerossa, popolo delle praterie – Philippe Jacquin, Ed.: L’Unità, Universale Electa/Gallimard, 1993).


Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Nessun commento:

Heracleum