sabato 12 dicembre 2009

Alla fine del complotto mafioso, Berlusconi ne esce più forte di pria

Ciascuno sa i fatti suoi. Sa quanto valgono le proprie palle. Spesso però crede di conoscere bene la psicologia degli altri mentre non conosce nemmeno la propria. I limiti alla divina provvidenza li mette sempre il diavolo. E perseverare nel modo in cui si è fatto da anni e si reitera ancora, nel volere ribaltare a tutti i costi questo governo antipopolare è la cosa più stupida che ci sia. Io non so, del resto come faccio a saperlo vivendo nell’estrema periferia dell’impero del niente italiano, se mai sia esistito un complotto di giudici antiberlusconi; ma, ammesso e non concesso, sembrano proprio alle prime armi contro quel volpone del Silvio: come fai a svendere roba usata a un vero commerciante?

E il teorema ipotizzato da La Repubblica che voleva a tutti i costi dimostrare, fino alla assoluta caduta del premier, che il passaporto rilasciato al manovale Spatuzza per confessarsi avesse basi solide per incastrare il signor B., tramite il silenzio-assenso dei suoi padrini: la smentita dei Graviano e dell’altro boss Lo Nigro, ha liquefatto quel teorema.

Nessuna causa per corruzione lo ha travolto, nessuna causa per scandalo sessuale, idem; e nessun tentativo di aggregare Berlusconi e Dell’Utri a una ipotesi di connivenza mafiosa è riuscita agli “strateghi del complotto”. Fallimento totale. O questi sono incompetenti o incapaci o la realtà è un’altra. Parrebbe una vera e propria “ondata di andata e ritorno” originata dalla stessa sponda sulla quale è ritornata.

Facciamo scorrere l’immaginazione fanta-mafio-politica; ragionando col nostro contorto e piccolo cervello, ipotizziamo che qualcuno si sia messa una bomba sotto casa, se la sia fatta esplodere ma senza gravi danni, per poi far gridare giornali e sodali al martirio e all’innocentismo: Isacco, per mano divina si salvò dalla volontà omicida dell’Eterno. Anche Silvio si è salvato dalle minchiate e le falsità di un complotto, non più dei magistrati comunisti, ma della mafia. Ma la mafia perché dovrebbe far cadere Berlusconi?

Fantapolitica, certamente. Noi sappiamo che il Premier è l’unica occasione per l’Italia credulona di uscirsene dalla merda dove sta se continua a nuotarci. Ma lode al perfetto disegno tattico-strategico mafioso, articolato e globale, che ha irrobustito la presenza del Cav. a cavalcioni del potere. È stato un favorirsi reciproco, magari sacrificando uno o più manovali per salvare capocantieri, ingegneri e geometri. La mafia, con la smentita dei Graviano, ha fatto un grosso favore al premier, facendolo uscire più forte dal “presunto complotto”: e in cambio che ne ha guadagnato?

Ci sarebbe un’altra via per spazzare tutta questa merda che ci opprime. Purtroppo, però, la rivoluzione non si può fare più: piove a dirotto, pure quando c’è il sole. Fino a quando avremo un centesimo in tasca che ci permette di arrivare alla fine del mese, ce ne staremo tranquilli. Qualche briciola lorsignori ce la lasciano sempre, sono furbi. Ecco perché stanno sul velluto. Non hanno nessuna paura del ribaltone popolare. E, a conti fatti, pare che gliene freghi di più dei ribaltoni tecnici, di quelli che via tu che entro io. E non cambia niente per noi!



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