sabato 28 febbraio 2009

Franceschiello, il fegato e l’assegno ai disoccupati

L’ultimo capo democristiano aggiunse: “E ora, diamo l’assegno ai disoccupati”.
Poi criticò le ronde e infine si chiese se non avesse ripetuto le stesse parole del suo predecessore.
Gli uomini della Dc hanno sempre avuto le idee chiare e, di tanto in tanto, si ricordano che bisogna (saper) fare opposizione, abituati com’erano solo a governare. Magari con una certa malcelata e sfocata timidezza, ma sempre con molto amore per le frasi ad effetto.

Franceschiello-pensiero: “Il governo, sulla malattia dei disoccupati, (assenza cronica di denari), potrebbe fare un lodo-Denari. Visto che ne ha fatti tanti, Franceschiello lo sosterrà”.

In quel rispecchiato candore di ex demounderscorecristo, mi par che emerga una certa ansia da prestazione: in fondo nel mostruoso grembo di questo governo della profonda destra, batte un fegato generoso, che se fosse cucinato alla veneziana come si deve, chissà magari da Gaz, che si sacrificherebbe per una buona causa, ne sono certo, – l’assegno ai disoccupati - son sicuro che ne mangerei sacrificandomi anch’io, malgrado non mi piaccia.

Gli uomini d’opposizione, quando vogliono far rumore, è giusto che scendano prima in cantina, a rinfrescarsi il gargarozzo, così che non s’inceppi, non frastagli e non faccia marcia indietro.
Che se i disoccupati si organizzano l'assegno glielo tirano dietro, magari dopo averlo scambiato. Perché è sempre meglio poco che niente.

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No gaffe. Oui femme. Vive la Marianne!

Le Roi de la gaffe!

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venerdì 27 febbraio 2009

Il cardinale e l'assassino

"Il cardinale Barragan - Se Beppino Englaro ha ucciso la figlia Eluana, «è un assassino» perché «ha violato il quinto comandamento che dice di non uccidere»: è chiaro il cardinale Javier Lozano Barragan, ministro Vaticano della Salute, commentando l’accusa rivolta a Beppino Englaro di aver ammazzato la figlia. «Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice di non uccidere - ha spiegato Barragan a margine del convegno su "Malattie rare e disabilità" promosso dall’Associazione Giuseppe Dossetti - chi uccide un innocente commette un omicidio e questo è chiaro. Se Beppino Englaro ha ammazzato la figlia allora è un omicida, se non l’ha ammazzata allora non è un omicida. Questo mi sembra totalmente chiaro»".

Mi arrovello sul quesito: “chi uccide un innocente”, eccetera; allora, chi uccide un colpevole non commette un omicidio e questo è altrettanto chiaro. E mi ci arrovello di più, leggendo che il cardinale, che si occupa di anime e di disabilità, sia già in grado di instillare dubbi sulla colpevolezza di quel povero padre. Manco se fosse uno 007 o un magistrato.
Ma questo cardinale Barragan quante innocenze ha? Meglio. Essendo lui padre (nella Chiesa) quanti figli ha? Mi correggo: quanti figli innocenti ha? Quanti ne ha che possono provare la colpevolezza, la mostruosità di quel padre che ha così tanto amato quella figlia da renderla finalmente libera.
Tra tutti questi figli di barracuda che ha, probabili vittime innocenti, possibile che non ne sia venuto fuori almeno uno colpevole d’avere avuto lo stesso tipo di problema del padre di Eluana?

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Moi je t’ai donné “la tua donna”. Vous m'avez donné votre Bomb atomique

E siamo pari. Guarda qui.
Povero Sarkò, bistrattato dalla supernovae italianana.
E così, dopo averlo ridimensionato, senza riguardi, nell’altezza – e noi sappiamo che l’unica altitudine c’est Luì – adesso gli fa pesare anche la fêmme italienne d’exportation.
Questo lavorìo ai fianchi solo per estorcergli una miserabile bomba atomica sotto forma di Centrali.
Ma che gente che c'è da queste parti!

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giovedì 26 febbraio 2009

La notizia di oggi più pericolosa per i ricchi italiani è questa:

Più tasse per i ricchi.
Stando alle anticipazioni della stampa berlusconiana, in Italia ci sarà, sull'onda del fenomeno Obama, un’altra brusca inversione di tendenza rispetto ai miserabili anni di gestione del governo Prodi: meno esenzioni fiscali per le famiglie con un reddito imponibile superiore ai 250mila € l’anno, sovrattassa ecologica per le imprese che immettono nell’atmosfera sostanze inquinanti, arresto immediato per i datori di lavoro che assumono a nero, fucilazione preventiva per tutti quei sindaci che non hanno i bilanci trasparenti, tipo "Il grande buco dei conti di Palermo", eccetera.

In questo modo Berlusconi conta di raccogliere 318 miliardi di € nei prossimi dieci anni, che vedranno anche la riforma sanitaria finalmente libera di dedicarsi alla salute dei pazienti a costi zero.
Da qui traspare, secondo fonti vicine al premier, la sua disponibilità a governare ancora per i prossimi dieci anni, salvo imprevisti e/o complicazioni (leggasi: rottura definitiva di palle del popolo).

I ricchi, dal canto loro, non vedono l’ora che - si tolga dalle balle – l’Italia finalmente possa rasserenarsi aiutandola con grandi flussi di denari. Il Paese così tranquillizzato, potrebbe dedicarsi finalmente al suo sport preferito: la raccolta di figurine Panini della squadra del cuore del Governo nazionale italiano. Di fronte a ciascuna delle effigie, collocata a mo’ di altarino, sarà posizionato quindi un cero acceso per gli ex-voto.

L’ex-voto, in questo caso, sarà l’esito di ciò che era e non sarà più, poiché non ce ne sarà più bisogno: il diritto al voto non sarà più cosa nostra ma loro!
Ditemi: non vi pare una vera e propria notizia sovversiva, visto che parte da giornali contigui al Potere?

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mercoledì 25 febbraio 2009

Tra le mutande di Santippe un nucleo nucleare

Che cercavi tra le mutande di Santippe? Ti eri sperduto nelle sue profondità. Eppure lo sapevi che quelle mutande erano extralarge, che t’avrebbero fatto perdere l’orientamento. Dopo che c’eri entrato avevi chiamato a te tutti i tuoi amici, fidati nuclearisti, e vi ci siete installati bene, annidati fin sotto i miasmi delle pieghe più inaccessibili di quell’oscuro sito.

Eppure lo sapevi che in quelle mutande ci poteva stare solo Socrate. Ma tu non sei Socrate, sei uno sviluppatore economico, sei Scajola e sei ministro. Lo sapevi o no che Socrate non avrebbe mai fatto le corna a Santippe con una donna? Mentre tu vuoi posare la prima pietra nucleare esattamente a fine legislatura.
Queste sì sono corna per tutti gli italiani!
Vuoi un segnalibro per quella data?
Ma sai che non hai tutti i torti: hai detto proprio a fine legislatura!

Ma da qui a quel tempo, mi spiace, non potrai mica lavarle quelle mutande. Già m’immagino le vostre narici piene e la fuga che farete a gambe all’aria.

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Quando il gioco si fa duro i pagliacci entrano in scena…

... più o meno all’ora di pranzo, quando la fame si fa sentire. Lanciarsi da 12mila mt d’altitudine apre l’appetito e stimola i vasi sanguigni: viene duro e in più ti resetti il corpo con l’ossigenazione. I capelli ti si drizzano senza bisogno di gel – è la paura che li eccita e chi non ce li ha o ce li ha posticci – s’attacca al tram, sempre che ne passi uno a quell’altezza.

Mi tiene vivo uno speciale sensore collegato direttamente col cervello del burattinaio. La mia vita, in questo teatrino d’ombre e di pagliacci, è satura di delusioni e incazzature. Se mi concedo un po’ di sonno al mio risveglio trovo sempre che il tremuoto ha disambientato gli spazi e riadattato uomini e donne a viverci su senza più mete ed emozioni. Ora a molti chiederanno di convivere con il nucleare e il fallout. Li manderanno a scuola di sopravvivenza. I formatori di tale materia prima si chiamavano formavacche, a sottolineare che ciò che conta non è il sesso: sono i mutanti, eredi della generazione di Chernobyl. Non sono più né carne né pesce, eppure fanno scuola.

Il mio nemico è vestito a festa. Porta bandana tricolore. Si attornia d’una mandria di cani. E se guardo bene tra i latranti non distinguo cani di razza ma mi paiono all’ammasso e bastardini. Hanno inviato a tutti un modellino, un plastico di centrale nucleare, per chiarire a tutti i cittadini come funzionerà il futuro disastro. In ogni casa si è notato un leggero aumento del dibattito e un leggerissimo incremento da depressione postesplosionenucleare. Ma in moltissime altre si discute se è giusto che Stronziano debba (s)tron(z)eggiare ancora sul trono, se Fighiana e Culettiana debbano ancora litigare per Stronziano, se il Grande Fratello deve diventare ancora più pornografico.

Chernobyl è stata una passeggiata ecologica al confronto con le "nuove generazioni nucleari". Dai venti d’alta quota dei 12mila e scendendo giù rapidamente puoi già stabilire cos’è che ti resta della tua vita: e il fallout, anche secondario, non ti lascerà speranze. Ti consumerà. Sette volte cento anni.

Sì, sembro lucido ma non sono pazzo. In attesa d’un segnale popolare irriverente e sovversivo, riconoscibile dalla corteccia cerebrale finalmente aperta, mi lascio alle spalle i vomiti di chi crede che le fregnacce antinucleari siano superate dalla insostenibile intelligenza di chi tiene la scena travestito da guerriero di progresso e di pace.

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martedì 24 febbraio 2009

Diventeremo tutti così con le centrali nucleari

Ecco come diventeremo con le centrali nucleari.
Sorridenti come questi due.
Una mutazione genetica orrida a vedersi.
Poveri noi.

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L’allevamento delle trombe non è sinonimo di addomesticamento...

L’allevamento delle trombe non è sinonimo di addomesticamento... Le due cose sono perfettamente in grado di gestirsi da sole. Quale alimento soddisfa e ingrassa una tromba? Solo l'aria.

Partiamo dalle minuscole trombette di plastica, quelle che fanno pepè, quelle che i bambini ci rompono le orecchie. Un italiano, di fronte ad una trombetta, esce pazzo. Fin da piccolo, dà i numeri per averne una e quando la ottiene, la suona, con molto rammarico di chi gli è accanto. I tifosi, ad esempio, sono strombazzatori folli.

Non appena il bimbo cresce un po’, poi, mette mano alla tromba metallica. E comincia a soffiarci dentro. La cosa terribile avviene quando l’aria esce dalla parte della campana: viene fuori quella che comunemente si definisce una tromba d’aria.

Questa a sua volta di suddivide in semplice, arrogante, supponente e disastrosa. Le prime tre volano via nel vento e non dànno scompensi se non agli anoressici mentali, la quarta disastrosa si porta via tutte le note della tromba. Non resta niente a chi la suona.

Anche col trombone succede la stessa cosa. E, al posto dell’aria disastrosa, viene fuori un uragano inimmaginabile. Se alla tromba le elidi la erre, puoi chiamare il prete. Se al prete gli elidi la erre, può andare anche bene, ma allontanati quel che serve.

Alla tromba corrono dietro le donne? Chi te l’ha detto? E poi, per fare? Non mi va di mettere insieme una così banale trombatura. Ma mi aspetto che ad essere trombati adesso siano tutti i politici di destra, dopo che la stessa sorte ha toccato quelli di sinistra.

La tromba promuove il militarismo sonnolento: spesso, dopo le note del silenzio, cominciano quelle del russare. Esempio: ‘Gna La Russa, tromba e russa. Russa e tromba, che è una bomba… anche col ruttino.

E per finire la tromba si esprime al meglio nel jazz e con Satchmo dalla bocca grande e il cuore d’oro, (che aiutava Martin Luther King ad andare avanti nelle sue battaglie), uno dei più importanti addomesticatori di trombe.

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lunedì 23 febbraio 2009

A fantastic character

Vai col carnevale:
- Vive?
- Caspita!
- È celebre?
- Kasso!
- È maschio o femmina?
- Macho, molto macho, machissimo.
- È amato?
- Amato, odiato, ammirato, invocato, invidiato, detestato…
- Viaggia molto?
- Non si ferma mai e va spesso a farsi la messa in piega e subito dopo un bagno di folla.
- Cambierebbe nome volentieri?
- Che dici? Nemmeno a gratis.
- Se dovesse scegliere un mestiere, quale farebbe?
- Il giudice.
- Quale sarebbe per lui la moglie ideale?
- Angela Merckel.
- Quali abiti predilige?
- Quelli che gli consigliano i suoi maggiordomi, ma spesso sull’oscuro.
- Ha un buon carattere?
- Socievole, buono, generoso, canterino, accattivante, compagnone, un buon camerata.
- Se dovesse viaggiare che itinerario sceglierebbe?
- Quello del turista faidaté: ama l’ero-trekking e l’avventura.
- Ama fare scherzi?
- Sì, specie il cucù.
- Secondo te a quali libri darebbe la preferenza?
- Al Guinness dei Primati, specie là dove viene pubblicata la pagina degli Statisti più Immani.
- E ai concerti ci va?
- Eccome, predilige concerti con chitarra e voce.
- Qual è il genere di musica che preferisce?
- Monumentale e ieratica, con fughe popul-folk.
- Che sport predilige?
- Cavalcare... eh eh eh.
- Il suo credo politico?
- Crede in sé, padre orriparlante, creatore di smentite in cielo e terra e in ogni luogo... salvo smentite.
- Amen!

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Se non l'avete mai visto con la barba, ecque quà

Si dice:
A carnevale ogni scherzo vale... ma anche:
L'occhio vuole la sua parte... ma anche:
I denari non sono tutto nella vita... ma anche:
Pazienza! Che cosa ci vuoi fare... addà passà 'a nuttata... ma anche:
Viviamo in una valle di lacrime e lui ne è il profeta... ma anche:
Qui siamo di passaggio, ma egli staziona ancora... ma anche:
Se c'è una cosa giusta al mondo, è che tutti abbiamo il nostro inferno... tranne lui... ma anche:
Il tempo è una grande medicina... ma anche:
Ogni italiano ha la sua croce... ma anche:
Gli affari sono affari... ma anche:
Non si vive di solo pane... ma anche:
È meglio essere furbi che intelligenti... ma anche:
Di solito, gli ultimi nella scuola sono i primi nella vita... e anche:
In questo carnevale mancava un'ultima maschera: ecque quà!

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domenica 22 febbraio 2009

Se dobbiamo perire, prego, prima voi che non avete mai fatto un cazzo per tutta la vita

C’è una crisi in atto ma a Sanremo sorgono orribili canzonette, orribili personaggi, orribili ideologie del perfetto zero. Il signor Unmilionedieuri ha soddisfatto i suoi utenti. È pronto per la prossima tornata. Se ce ne sarà ancora una. Chissà quanto gli sborseranno le reti pubbliche-private ormai gemellate. Il matrimonio tra le reti è cosa fatta. La De Filippi-Bonolis Band ha colpito al cuore gli italiani e al fegato gli antiberlusconisti.

Le cose non vanno bene. Vanno male. Vanno ancora più male specie quando si sente quei due lì, portavoce del catastrofismo nazionale, Draghi e Tremuorti, che hanno dichiarato che il 2009 e il 2010 saranno gli anni dei grandi licenziamenti di massa. Tutti perderanno qualcosa.
E in questo marasma oscuro filtra solo la luce dei privilegiati che hanno staccato la loro spina al Paese dei cassintegrati, dei precari, dei nullafacenti, dei nullatenenti, dei cercalavoro, delle anime perse. Riccastri che dal governo predicano di far muovere l’economia ma non cacciano un cent.
Ma se io non faccio più il pane, tu non ne mangerai più, renditi conto.

Succede che in Italia c'è un movimento di gente in crisi che ha perso o sta perdendo il lavoro. Che non ce la fa più.
Le notizie delle cose che vanno male – quelle reali, quelle che hanno bisogno di essere mostrate per ciò che realmente sono - uno se le deve andare a cercare visto che non ne parla nessun telegiornale. Le cose che vanno male non spuntano in televisione, dove solo i programmucci che non sortiscono nessuna presa di coscienza hanno diritto di luogo. Qui urge un cambiamento di notiziari. E conviene andare a conquistarseli gli spazi. Ecco cosa bisogna fare, più che andare ad occupare le autostrade e farsi malmenare inutilmente dai servi della gleba con manganello: bisogna entrare in televisione e chiedere gentilmente, “molto gentilmente”, gli spazi che occupano altri in modo parassitario e fine a sé stessi e utilizzarli per una buona causa primaria: una informazione giusta, equa e non censurata dai filibustieri della Tv. Un’informazione che faccia tacere il tamtam delle bugie pellegrine e mistificanti di una realtà completamente diversa.

Occorre che l’altra Italia, quella che ha mandato avanti la baracca per tutti e che lor signori stanno sbaraccando, abbia il diritto di apparire in tutta la sua decadente fisicità per il bisogno vitale che ha di rinascer ad una migliore qualità della vita.
Dato che la televisione è la voce del dio in terra, e dato che i padroni di questa voce sono convinti di esserne gli unici depositari, occorre cambiare questo dio e anche religione.

Guarda quante Italie ci sono: ce n’è una di Berlusconi, una della Chiesa, una dei nababbi, una dei loro lacchè, una dei massoni, una degli eserciti, una dei professionisti della politica, una di chi se la può permettere; ma gli italiani non hanno coscienza di che cosa sono, visto che ciò che è esistente lo è solo in televisione. E se non se ne parla, gli italiani di sé stessi non sanno cosa farsene; non sanno di esistere; non sanno come far funzionare meglio la propria vita; la televisione ammorba e intossica. Forma le coscienze a sua immagine e somiglianza e mentalità. Questa televisione, però, così com’è.

Chi ha lasciato detto che l’Italia è di quei signori di cui sopra? Dov’è scritto che siano loro a decidere. Non fate più pane per questi qua. Senza pane non mangeranno. Se lo facciano loro se ne sono capaci.

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Berlusconi: non saranno vere ronde, ma rondoni

- Ma quale svolta autoritaria? Le ronde non saranno vere ronde, ma solo rondini e voi lo sapete che una rondine non fa primavera.
- Beh, ma più di una, sì!
- Ma vah, è un termine scorretto. Quella che i comunisti chiamano svolta autoritaria altro non è che, mi si passi il termine benevolo, un’accozzaglia di bravi e volenterosi cittadini. Non c’è bisogno che girino come ronde. Al massimo tra un bar e l’altro possono fischiare alle belle donne.
- Fischiare?

- Perché voi ancora non lo sapete. Il fischietto è l’unica arma in dotazione a questi cittadini per arrestare il traffico di stupri in atto. Eppoi, così fischiettando, piombano cameratescamente da un quartiere all’altro magari mentre qualcuno sta stuprando.
- Che ne pensa della ritrattazione del Vaticano?
- Che il Vaticano non ritratta: smentisce.
- Ha quindi imparato da lei.
- Ma mi faccia il piacere. Io? E chi sono, io? Lei mi vede? Mi vede così, diciamo, in questa forma oliata, impomatata e composta?
- La vedono tutti.

- Bene, ciò che lei vede, che tutti vedono, non sono io. Io sono un altro, un intruso alieno. Mi spiego meglio: quando decisi di scendere sulla Terra avevo già fatto le mie scelte e avevo adocchiato un tipetto che sbarcava il lunario vendendo scope. Mi ci presentai e gli dissi papale papale: “Allora senti, io mi chiamo AccaPisei2 e vengo da una costellazione lontana, esattamente dal Sistema della Stella Nana. Ho voglia di impadronirmi di questo pianeta e comincerei dall’Italia, che mi pare la più bovina. Ma per fare ciò mi serve un corpo e una mente duttile. Tu mi sembri la persona adatta. Fammici entrare e il tuo mondo cambierà da così a così.
- E quello?
- Acconsentì, dopo aver fatto un rapido calcolo di quanto ci ricavava.
- Bene, Presidente, torniamo al pacchetto sicurezza. Non le sembra azzardata l’ipotesi di invadere le città italiane con queste ronde di “volenterosi”?

- I cittadini hanno bisogno di sicurezze.
- E coprirete tutto il territorio nazionale?
- Lo vedremo via via che usciranno i primi risultati. Abbiamo l’appoggio incondizionato della Chiesa. Certo, l’ideale sarebbe che anche il paesino più sperduto abbia la sua squadra.
- Certo, anche per difendere la perpetua della parrocchia.
- Scherzi pure, ma lo sa lei che la Chiesa ha disposto la benedizione di tutte le squadre.
- Delle ronde, vuole dire?
- Chiamiamole col loro giusto nome: squadre di pronto intervento e di prevenzione alla rapina sessuale.
- Immagino che nasceranno molte squadre. E questo evento potrà definirsi squadrismo!
- Ma quale squadrismo. Non siamo mica in regime fascista. Eppoi, qui comando io, e non mi pare fino a prova contraria, che io sia comunista.

- No. A queste squadre si darà un nome, una provenienza, una qualifica, una retribuzione?
- Se i risultati saranno superiori alle aspettative, potremo ben dire: ecco, il Presidente ha inventato nuovi posti di lavoro.
- Queste squadre avranno sicuramente una matrice ideologica in origine.
- L’unica matrice sono Me! Tutto deve passare da Me!
- Quindi lei esclude che ci possano essere contrasti tra, mettiamo, squadre di cittadini di centro destra e squadre di centro sinistra?
- Guardi, intanto il centro sinistra è kaputt! L’ultimo Veltroni è stato da me sconfitto. Quest’altro Franceschiello, sarà la prossima vittima.
- Franceschini, vuol dire. Ma lo sa che nasce democristiano.
- E morirà sotto il mio tallone: sono i più perfidi. Ma voglio completare la mia risposta di prima. Le squadre saranno uniche e verranno passate al mio setaccio personale. Ci sarà una competizione interna a punti e chi giungerà potrà assistere aggratis a tutte le partire dell’unica vera squadra del mio cuore: il Milan.

- Ma la magistratura non vede di buon occhio queste ronde, pardon, le squadre.
- Eh certo, quando mai la magistratura vede con l’occhio giusto le mie idee.
- Dicono, certi magistrati, che le squadre, anche se armate di soli fischietti, possono arrecare danni non indifferenti alla società, perché commetteranno una serie infinita di abusi e soperchierie.
- Guardi, mi consenta, se le squadre cercheranno di identificare i sospetti faranno solo il loro dovere.
- Ma potranno essere denunciati per abuso di potere e per violenza privata.
- Ma non mi faccia ridere. Ammesso e non concesso, abbiamo pronti i contro magistrati che li assolveranno tutti. Il bene dell’Italia prima di tutto. Bene, ora la lascio, vado a fare un bagno di folla. Lei c'ha qualche figliola? Se la preservi. Perché non è detto che le squadre non subiscano una qualche mutazione genetica-ideologica e si trasformino in mostriciattoli. A rivederla e stia attento alle ronde.
- Alle squadre, presidente, alle squadre.
- Perché, io che ho detto?

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sabato 21 febbraio 2009

Una foemina miezze svestita de nuda pelle a lo festivalle

Corendo l’ano dicto 2009 denance adì oggidìa a ora 1 e ½ de note de lo Festivalle de Sanremolis, per molte e molte personcine non da darghe poco fede anco degne de fe’ a ogne hora de dì, gran cosa fo’ vedudo dentro de lo tiatro de l’Aristonne quaxe soura o souto de una foemina miezze svestita de nuda pelle una magnosissima fiama in forma di una torre di pene e pue una colonna soura e parea de fuogo lo guardo de santo Remolis conductor de lo festivalle, a lu gli parea de fuogo su in ayere e qualcho hommo la arrestò che de questo fuogo ci ficero veder tante novae foemine all’Aristonne, anchora che ognuna di quelle vestite intra la platea repente se comenzò a denudarsi e presentossi tutte a santo Remolis para l’autographo. Ugnuna di coteste foemine avea du’ seni de fuora e todos el mundo in linea habean vedudo lo spectaculo saliente e habean sibilato como se convien di questi casi.
In questo istesso ano a la istessa ora un hommo nano fu rapito en lo coelo nel mentre toda l’Italia s’encantava cum Sanremolis. Di quell’hommo, rapito da Ovni, ci fu solo una lampada di fuogo in aere che durò circa una hora, poi abbasta. Accossì el mundo se lo recuerda, como un fiato de l’ultima hora cantante.

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Angeli di ronde domestiche e non armate

Su questa faccenda delle ronde “domestiche” e “non armate” che questo dolce governo ha deciso di istituire, mi si sta fumando il cervello, e visto che io non fumo più da ormai 10 anni, non mi ci voglio intossicare proprio.

Tutto “nasce” da quei quattro manigoldi di stupratori stranieri extracomunitari, che avendo bisogno di immergere lo stoppino, previa sottrazione di pecunia, e aggiungendovi le legnate come da prammatica, hanno fatto scattare il meccanismo dell’autodifesa del pene indigeno, l’unico, casomai, “legittimato” a “indagare con violenza” nell’universo mondo della donna, il più importante, misterioso e completo universo tra i due sessi, senza dimenticare quello dei bambini in generale.

Che se questi extraincivili non avessero avuto bisogno di “estirpare sesso”, la cosa sarebbe passata sotto silenzio e per gli ipocriti italiani che ciucciano i biscotti della nonna tutto sarebbe filato come sempre, col consenso del tacito assenso. E invece non è andata così, visto che il solerte dolce governo ha deciso di promuovere una campagna contro gli incivili. Attenzione, solo contro gli incivili che praticano sesso estremo rubato. Allora, è inutile che io sottolinei che l’immondo stupro o la violenza sessuale nei confronti di tutti e da qualsiasi parte provenga è da condannare duramente oltre che da prevenire, ma lo faccio perché spesso ci sono persone che pur leggendo, tralasciano righe e poi non ci si raccapezzano più.

Dicevamo del governo salvatore che in questo bailamme di stupri a ripetizione ha letteralmente dimenticato tutti gli stupri e tutte le violenze che i cari ometti italici perpetrano contro i propri cari eccetera. Cosa mi fa questo governo? Mi istituisce le “squadre di volontari civili non armate” i cui componenti, senti senti, devono essere ripescati, in ordine all’esperienza, tra ex tutori dell’ordine (in pensione), ai quali va data priorità.

A tanti stupratori corrispondono tante squadre di volontari, altrimenti il gioco non vale la candela: quindi, l'Italia si riempirà di squadroni di volontari, verso i quali, è lecito chiederselo, nutriremo lo stesso tipo di rispetto che normalmente abbiamo verso le vere forze dell'ordine?; oppure questi sciameranno come api impazzite a qualsiasi orario per le strade dei Bei Paesi, a decidere chi come e quando dev'essere "sorpreso a fare il fattaccio"?
Possono entrare, a qualsiasi ora del giorno, in casa mia, tua e sua, solo perché qualcuno gli "ha fatto sapere" che lì c'è un marocchino col pene ancora infiammato?

Ma è lecito chiedersi, dopo questi ex, quanti posti resteranno vuoti, e a chi verrà data l’opportunità di inserimento nelle “squadre volontarie”, e quale sarà il metro di misura che sceglierà questi uomini “armati di sola buona volontà”, che verranno rilasciati a gruppi nelle varie aree sensibili, dove operano gli stupratori, e dove lavoreranno secondo i dettami della più completa e disarmante operazione di dissuasione e di dialettica pacifica contro eventuali figli di cani che sono in procinto di...

Che, a parte il fatto, essere disarmati e intervenire contro dei malviventi armati lo lasceremmo fare solo al ranger Walker, chi si impegna a beccarsi la prima pallottola del delinquente, tra i volontari anti-stupro?
“Questo dolce governo è infallibile. Promuove le squadre di volontari sotto il diretto controllo del Potere, durante la tempesta di stupri creata forzatamente dagli specialisti dell’informazione. Più o meno come nacque lo squadrismo fascista nel 1920 con i soldi dei proprietari terrieri, che doveva servire a convincere militanti politici, sindacalisti, associazioni e partiti e anche la carta stampata antifascista che l’unica strada da seguire era adattarsi, adeguarsi al regime, tacendo e voltandosi dall’altra parte, altrimenti giù bastonate, e assassinii. Le squadre fasciste erano composte soprattutto da giovani: ufficiali da poco congedati che a fatica riuscivano a reinserirsi nella vita civile, studenti, ex-combattenti, disoccupati, alla ricerca di nuovi canali di promozione sociale”.
Ma non è la stessa cosa: qui non stiamo parlando di questo. Stiamo parlando di qualche altra cosa molto lontana che molto lontanamente gli somiglia. Stiamo parlando di “squadre di volontari” o “angeli armati solo di bontà”, di “persone - dice il ministro dell'Interno Maroni - che sanno quello che fanno". Ecco, stiamo parlando di come potrebbe andare a finire, se ci pigliamo l’abitudine e ci adattiamo ai bisogni di questo governo, che non corrispondono ai bisogni reali della società.

Dice, ma allora non sei d’accordo? Non vuoi proprio che si risolva questa deriva di violenze contro la persona (la femmina). Io no. Non così. Ma non sono solo l’unico ateo a dirlo: c’è anche la Chiesa che mi ha preceduto: «L'istituzione delle ronde di volontari a tutela della sicurezza nelle città “rappresenta – ha il segretario del pontificio consiglio dei Migranti, mons. Agostino Marchetto - una abdicazione dello Stato di diritto”. Quella dei volontari civili “non è la strada da percorrere”». Qui si è fermata la notizia: sarei curioso di sapere quali idee ha la Chiesa a proposito.

E il Quirinale: la responsabilità è del governo. In una nota il Quirinale, in riferimento al provvedimento sulla sicurezza varato oggi dal cdm, puntualizza che sui contenuti dei decreti legge resta "l'autonoma ed esclusiva responsabilità del governo".

Come uscirsene? Non lo so, ma il buon senso mi suggerisce che questa è la strada maestra per andare a cozzare contro un altro stupro da aggiungere ai precedenti.
Questo Governo si occupa di corpi stuprati così come Tremonti si è preoccupato di togliere ai ricchi per dare ai poveri. Già, togliere la prerogativa agli extracomunitari, perché quella domestica non sia debellata.

È soprattutto un problema di informazione, di formazione e di Cultura. Qualcuno già sorride sarcasticamente. Non me ne importa. Credo, da maschio, che un’alternativa culturale e strategica, politica e amministrativa debba passare attraverso il mondo femminile, l’unico in grado di comprendere appieno il senso dello stupro con annessi e connessi; l’unico, che a differenza dei maschi, porterebbe al massimo grado il rispetto e la comprensione per tutte le culture che nella sfera sessuale ancora non vengono decifrate come si vorrebbe in un Paese civile.

Altrimenti, è meglio andare a vivere con "i selvaggi" delle Trobriande!

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venerdì 20 febbraio 2009

Cani a scuola

Ho scovato questa vecchia foto risalente al febbraio del 1995.
Cos'è cambiato da allora?

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San Remolis

Sanremo va, crescono ascolti e share.
L'auto crolla! Industria in piena crisi, calano fatturato e ordinativi. Per l'auto un vero e proprio crollo.
Ok! Da domani, tutti i lavoratori da San Remolis, a cantare. Per risollevarsi gli share che stanno sotto il tacco.

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Forza-lavoro

5° appuntamento con i: Concetti di Marx e dei marxisti
MMM” - Memorie Minime Marxiste

Forza-lavoro

«La forza-lavoro di un uomo, è semplicemente tutto ciò che vi è di vivente nella sua persona». (Salario, prezzo e profitto).

Acquisto e vendita della forza-lavoro.
«[...] la forza-lavoro come merce può apparire sul mercato soltanto in quanto e perché viene offerta o venduta come merce dal proprio possessore, dalla persona della quale essa è la forza-lavoro. Affinché il possessore della forza-lavoro la venda come merce, egli deve poterne disporre, quindi essere libero proprietario della propria capacità di lavoro, della propria persona. Egli si incontra sul mercato con il possessore di denaro e i due entrano in rapporto reciproco come possessori di merci, di pari diritti, distinti solo per essere l’uno compratore, l’altro venditore, persone dunque giuridicamente eguali». (Il Capitale, I libro, II sezione, cap. IV).

Originalità della forza-lavoro.
Si tratta di «una merce il cui valore usuale [possiede] la particolare virtù di essere fonte di un valore scambiabile, in modo tale che consumarlo significa realizzare del lavoro e, di conseguenza, creare del valore». (Il Capitale, I libro, II sezione, cap. IV).

Valore della forza-lavoro.
«Il suo valore è determinato, come quello di ogni altra merce, dalla quantità di lavoro necessario per produrlo». (Salario, prezzo e profitto).

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giovedì 19 febbraio 2009

Tutti assieme appassionatamente (e sorridono pure)

E questi sarebbero quelli che ci comandano? I pupari, insomma? O ce ne sono altri, più nascosti? Eppure sembrano uguali a noi. Ma quanto è bello governare, comandare e sorridere. Un vero sport, equilibrante, ristoratore, rilassante. Preoccupazioni? Certo, dovrebbero avercene tante quante noi, specie da quando tutti insieme appassionatamente hanno detto che LE SITUAZIONI PER NOI NON SONO ROSEE! A media e lunga scadenza! Ma ci stanno lavorando sopra. Sorridono? Per forza, perché così ci trasmettono positività ed energia psichica rivitalizzante: in una parola, infondono fiducia. Esti Kazzi!

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mercoledì 18 febbraio 2009

Detto e fatto: Maroni è stato rimosso!

Il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis, dopo gli scontri di questa mattina tra gli immigrati e le forze dell'ordine all'interno del Cie sfociati in un incendio, sollecita "l'intervento del presidente del consiglio Silvio Berlusconi e la rimozione immediata del ministro Maroni, responsabile del fallimento totale dell'operazione".
Detto e fatto: Smaroni, come vedete, è stato bellamente e celermente rimosso. Il sindaco di Lampedusa è stato accontentato. Ora bisogna rimuovere anche gli altri. Oddìo, proprio adesso che è venuta a mancare l'opposizione...

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Nel Pd è mancato il vinavil, altrimenti ce l'avremmo fatta!

È mancato il vinavil,
nessuno l'ha comprato,
altrimenti ce l'avremmo fatta!

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A quel porco italiano che fa il turista sessuale coi minori

Un SOS corre in rete contro l’aberrante e disgustoso turismo sessuale:

«A quel porco italiano che fa il turista sessuale coi minori»

“E dopo che avrai finito di trastullarti
avrai rimosso la tua smodata
incontrollabile eccitazione
di lurido essere umano
e ti ricorderai di essere anche
un onest'uomo e padre di famiglia
un bravo e stimatissimo impiegato
uno che paga le sue tasse e va a messa
la domenica
che parla male degli stupratori
e ha in odio i pedofili.
Magari sei iscritto alla Lega
della Difesa dei Minori a Rischio.
In quel bellissimo viso di luna piena
che vive in un'altra più sfortunata parte della terra
tu non puoi rifletterti né più immergerti
che ti porti in fronte ed è visibile
il marchio dello sporco pasto fisico a pagamento.
Sei un esca vomitevole un mostro disdicevole
abitato solo da pidocchi da cimici e da tarli.
Che tu possa perire il giorno stesso
quando vorrai ancora esserlo”.

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martedì 17 febbraio 2009

Segnali di Fiat

E i lavoratori che ci guadagnano?

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Me' Soru pirdìu e Cappiddazzu acchianò

Me'
Soru
pirdìu
e
Cappiddazzu
acchianò.
La sintesi
della Sardegna
è tutta qui.

Ps.: peggio di così c'è solo la Sicilia, ma tra isolati ci si intende!

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I veri motivi per cui Dio ha costruito la terra e ha poi inventato il banarca


I veri motivi per cui Dio ha costruito la terra e ha poi inventato il banarca e che, alla fine, si sono rivelati un immane fallimento.

La terra prima di Dio non c’era.
A ragione di questo fatto non c’erano tiranni, dittatori e ducetti.
Quando Dio capì che poteva farcela anche senza i tiranni, si costruì una terra a sua dimora, a immagine e a somiglianza.
In questa dimora mancava un giardino che desse frutti.
Fece un giardino con un albero di banano.
Il banano crebbe in fretta con la pioggia di Dio.

Poi arrivarono i primi freddi e Dio si mise a cercare orsi per prenderne la pelliccia e riscaldarsi le ossa. Ancora non esisteva (e meno male) l’Associazione Amici degli Animali.
Poi arrivarono i primi caldi e Dio inventò la macchina che rinfrescava l’aria.
Ma non aveva ancora istituita l’Enel.
Arrivò l’autunno e il banano era già maturo. Ma erano banani, e nemmeno l’ombra di una banana.
Dio disse (a sé stesso): “E mo’?”. Tutto il creato tremò.
Dio si sentiva come un pioniere perché stava facendo il rodaggio (divino) dell’esistenza sulla Terra.
Guardava il cielo e nemmeno un vigile urbano che sapesse dirigere il traffico degli uccelli.
Beh, uccelli? Qualcosa che somigliasse loro veramente c’era, a forma di deltaplano con alla guida un essere a forma di banano.

Quando Dio vide quella schifezza, subito tuonò e disse (a sé stesso) in modo che tutti potessero intendere: “Cu’ minchia è sta cosa chi vola ‘ntall’aria ca’ pari ‘na banana? Iu ti fici? Mi vinisti nu’ schifìu, propriu”.
Mumble... mumble... banana... banano... banana... banano... banana è meglio... arimumble... ed ecco che una banana di sesso femminile prese forma. Dio la guardò e disse (alla banana) emozionato: “Cha cha cha… che banana sei?”.
La banana, sbucciandosi da sola, rispose: “Del terzo mondo, clandestina”.
“Io ti ho fatta così?”.
“Sì, e Gheddafi mi ha mandata qui!”.
“Ah, ecco! Quindi ‘sta storia che pare recente invece è stravecchia di milioni di anni!”.
“Sì, babbo, disse la banana, e c’ho pure fame”.
“Qui solo banani!!!”.
“Beh, non mi dispiacciono!”. Allora, quella spudorata, ne sbucciò tre grosse e se li divorò in un baleno.

Dio vide che ciò era buono e formò dal banano un essere maschile; poi pensò ad alta voce: “Così la finiranno con ‘sta fregnaccia che è nato prima Adamo e poi Eva”.
Allora Dio inventò due banani uguali e due banane uguali e disse: “Amatevi tra voi con bananità e strafottetevene di chi vi dice che un giorno guarirete da questa bananità”.
Contento, entrò in un bar e si fece un Dio Pepe, che poi, in tempi di ateismo si chiamò Tio Pepe e quelli che ne bevevano si chiamarono alcoolisti.
Poi chiese ad uno spacciatore di banane, che sostava là, del fumo di banano e quello gliene fece dono perché a Dio non si può dir di no.

Considerate anche che la popolazione si moltiplicò a dismisura perché banani e banane si divoravano tra di loro. Ma più si moltiplicavano e più aumentava il distacco emotivo e affettivo tra Dio e la terra. Guerre, carestie, stupri, genocidi, torture, schiavitù, razzismi, festival di sanremi, isole dei famosi, saranno famosi e amici di maria...
Così Dio disse (tra sé, a bassa voce, per non farsi udire da quei buoi mugghianti): “Qui le cose si mettono male. È mai possibile che da un banano che volava in deltaplano m’è venuto fuori ‘sto squasso schifoso simile? Non mi resta che una soluzione. Devo pensare a qualcosa”.

A questo punto, tutti gli uccelli dell’ex Paradiso terrestre si zittirono e si nascosero. I mari si ritirarono, le montagne rattrappirono, i fiumi si misero a scorrere al contrario, i pani vennero a forma di banani, e alle donne crebbe una noia mortale perché gli ometti furono presi da grande paura: quando Dio pensava, non si sapeva quanto durava, ma si sapeva che erano cazzi.

A quel tempo la terra era una noia mortale. Pensante Dio, tutto taceva. E più niente succedeva. Né si moriva, né si nasceva. Né si beveva né si mangiava. Si fotteva? Sì, al plenilunio, che nel periodo del Dio pensante durava il tempo che gli girava alla Luna.
Un mattino la terra rullò, tremò, rimbalzò, entrò in rete, fece goal e ritornò ad appiattirsi com’era quasi all’inizio della sua creazione: Dio gli aveva dato una smanacciata con mano a paletta che spiaccicò tutti gli stronzi e tutti gli egoismi. Ma qualcosa era rimasto. Un piccoletto alto come un banano a metà.

Dopo quella botta tremenda Dio se n’andò nei cieli e si mise a osservare il piccoletto.
Il piccoletto era rimasto l’unico esemplare di banano a metà sulla terra appiattita. Correva felice, giocava a nascondino da solo, faceva il girotondo e cascava giù per terra, si faceva le smorfie, si faceva le corna da solo, sparava a salve con le manine ai banani fantasmi, si parlava da sé e si smentiva da sé, giocava al dottore con la sua ombra, saliva su un montarozzo e puntava l’indice minaccioso e cupo verso una folla immaginaria di banani, insomma era uno spasso, specie poi al tramonto quando gli veniva il quarto d’ora canterino e cantava, cantava, cantava... come un re, il re dei banani.

Aveva intrapreso affari ovunque e prima che il sole tramontasse già era il più ricco di tutti: facile, che non c’era nessuno a contrastarlo. Perché lui, prima, aveva fatto un’ispezione nel bananeto e tutti i banani con la capa storta li recideva e li schiacciava. Le banane invece le aveva relegate dentro il banharem, una specie di magazzino della banana, che quando gli saltava il ghiribizzo, ci entrava e se na faceva quattro, sei e anche otto. Aveva suddiviso il territorio in banarchie e quando si trattava di metterci un banarca a seguire i suoi interessi, lui ci metteva la faccia e vinceva sempre, perché dall’altra parte non esisteva più nessuna concorrenza bananesca. Lui si autoproclamò quindi Grande Banarca Primo e Ultimo, banarca di tutti i banani del globo. Da quel momento fu sera. E la terra si oscurò. Il sole non si pronunciò e nessuno uscì più di casa dopo il tramonto, che aveva istituito il copri-banane: alle 8.00 nessun banano poteva camminare liberamente perché sarebbe stato divorato dalle ronde mangia-banane, che erano banani con dentatura affilata addestrati a questo compito.

Dio vide tutto ciò dall’altro dei cieli e si scompisciò a tal punto che prima gli venne il singhiozzo sussultorio, poi quello ondulatorio e infine quello vomitatorio. Quando ebbe finito di darsi mazzate, scese sulla terra e si presentò al cospetto del Grande Banarca, mentre questi si stava ciucciando una banana. Allora gli disse: “Tu, misero mezzo banano, che ti sei permesso di sostituirti a me! Da questo momento ritorni a essere quello che sei”. Ma purtroppo per Dio, sorsero ai suoi lati una serie di forzati della banana, detti anche Banazzieri, che cominciarono a gridargli: "Addosso al falso Dio"!, e a coprirlo di banane fino a farlo scomparire. I forzati della banana avevano infatti la particolarità di togliere a Dio i suoi poteri divini, trasformandolo quindi in un ex-Dio. Per questo e solo per questo erano stati allevati. Erano i custodi ligi della nuova legge banarchica e obbedienti all’unico e nuovo Dio che poteva calpestare quel mondo senza luce: il Grande Banarca Primo e Ultimo, imperatore di banani e di banane.

Scritto e approvato nell’Unico Libro della Bananazione, la costituzione ad personam del Grande Banarca.

Ps.: Nel luogo dove sparì quel buontempone di Dio non sgorgò né acqua né spuntò un fiore, per ordine del Grande Banarca: nessuno doveva avere memoria di storie precedenti.

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lunedì 16 febbraio 2009

Chávez è per sempre! E Berlusconi?

Chávez è per sempre. Il popolo ha deciso, dietro suggerimento della propaganda politica.
Chávez è per sempre perché è leader di una rivoluzione bolivariana che non smette mai di faticare per il maggior beneficio del popolo.
Chávez è per sempre, ma ora che può governare per sempre, sarà sempre il solito condottiero del popolo?
Nutro fondate certezze che il Potere dia in testa all'uomo e l'uomo lo dia poi in testa al popolo.
Perché le cose fatte per il bene del Popolo finiscono sempre in tragedia, per colpa d'un sol Potere.
Chávez è per sempre!
Ecco un esempio di dittatura populista globalizzata circolare.
E Berlusconi fino a quando?

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Perle di saggezza e di grande economia al Festival

Agli italiani gli hai spiegato che cosa sono 1mln di euri? (Il compenso al conduttore Bonolis)
Come puoi spiegare che cosa sono 1mln di euri a un popolo superiore!

A Benigni hai spiegato che cosa sono 350mila euri? (Il compenso all’artista Benigni)
Come puoi spiegare che cosa sono 350mila euri a una eccezione vivente che conferma la regola!

Ai cassintegrati hai spiegato perché sono in cassa integrazione? (Il loro compenso è intorno a 600 euro al mese, quando arriva).
Non ci provo nemmeno se non alla presenza di Draghi, Tremonti e Berlusconi: che siano loro a spiegarglielo, anche in assenza dei sedicenti sindacati.

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domenica 15 febbraio 2009

Castrazione chimica? Annodatura, invece

Come si risolve il problema?
Pare che la castrazione chimica, meno brutale e disumana di quella fisica, non dia certezze che le violenze non si ripetano e cozza contro i contenuti di molte associazioni che sostengono i diritti civili. L’asporto fisico dei testicoli mi pare la soluzione migliore ma ci farebbe entrare diritti nella bestialità più infima.

Allora?
Obbligare per legge che tutte le donne, appena fuor di casa, indossino cinture di castità? Pazzia! Significa opprimere e offendere la libertà individuale più intima di ciascuna donna. Un ritorno al medioevo più oscuro.

Allora?
Costringere tutti i maschi, appena fuor di casa, a bloccarsi l’uccello con una specie di coperchio anatomico? E, se durante la passeggiatina, gli va in erezione? Cazzi sua! Ma nemmeno questa idea è praticabile per via che ai maschi, se gli prudono le palle come se le grattano? E finisce che poi gli girano pure.

Che ci resta?
Non voglio pensare, facendo corna, a cosa può capitare a chiunque, appena mette il becco fuori; ma anche in casa, se vogliono, possono venirti a violentare, derubare, ammazzare.
E non parliamo di stranieri e basta, ma di tutta la lunga teoria di violenze perpetrate in casa da nonni, zii, padri, fratelli, cugini, cognati e maniscalchi che mi pare siano in netta maggioranza sugli stranieri.

Considerato che siamo in piena congiuntura di sicurezza con o senza soldati, dove tutti si sbracciano mentalmente su come mettere la parola fine a queste orrende violenze, e considerato che a ciascuno di noi venga quel giorno in cui la fortuna fuori casa sia dalla sua, mi spingo umilmente a proporre una pena che non previene la violenza, ma ne riduce, e come se le riduce!, le percentuali in futuro.
Sì, più o meno come la patente a punti. Ad ogni infrazione, tiè, accorciamento di cazzo allo stupratore (per il pene, mille pene!) attraverso annodatura definitiva. Punizione terribile? Perché, lo stupro cos'è? Una liquirizia?
A quelli, invece, che vedono e si girano da un'altra parte, so io che gli farei!

Ovviamente, qui si scherza, che se avessi avuta una proposta risolutiva seria e decente, oggi sarei con più o con meno amici di prima.

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Esercito industriale di riserva

4° appuntamento con i: Concetti di Marx e dei marxisti
MMM” - Memorie Minime Marxiste

Esercito industriale di riserva

«Ma se una sovrappopolazione operaia è il prodotto necessario della accumulazione ossia dello sviluppo della ricchezza su base capitalistica, questa sovrappopolazione diventa, viceversa, la leva dell'accumulazione capitalistica e addirittura una delle condizioni d'esistenza del modo di produzione capitalistico. Essa costituisce un esercito industriale di riserva disponibile che appartiene al capitale in maniera così completa come se quest'ultimo l'avesse allevato a sue proprie spese, e crea per i mutevoli bisogni di valorizzazione di esso il materiale umano sfruttabile sempre pronto, indipendentemente dai limiti del reale aumento della popolazione». (Il Capitale, I libro, VII sezione, cap. XXIII).

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Il Festival della CIG italiana (Canzonetta Italiana Giudiziosa)

C’è “la volontà di delegittimare quella che può essere, e altro non è, che un’occasione di serenità, disimpegno, meraviglia per molti” e cioè la quota minima di CIG che come cassintegrato mi permette di tirare avanti per 2 o 3 mesi in questo periodo di crisi.

“Si crea sempre, ma quest’anno con particolare acrimonia, la stessa volontà (critica), da parte di non so quali persone (invidiosi: forse disoccupati a reddito zero), che portano dentro delle infelicità, la volontà di delegittimare un’occasione di serenità”, come le serate della tradizionale e tranquillizzante kermesse del Festival della canzonetta leggera italiana che viene organizzato ogni anno per far star bene gli italiani, che hanno mille e mille problemi di angosce e di ambasce.

“Se avessi fatto qualcosa che non quadrava non lo avrei fatto. È un’offerta che mi è stata fatta” - (quella della quota minima garantita per un lavoratore cassintegrato) “e io - (non ci ho visto più) e ho accettato”. Sono otto mesi di CIG ed è impegnativo vivere economicamente in queste condizioni. E poi, se attraverso la televisione, il Festival della CIG italiana, ha il modo di diffondersi come problematica anche morale oltre che di sussistenza, io non vedo di che cosa mi debba preoccupare o vergognarmi. Non faccio altro che un servizio d’informazione e di sensibilizzazione sociale.

Tranquillizzo quindi tutti i miei critici in malafede che della minima quota mensile di CIG che mi daranno, ne darò una metà in beneficenza attraverso associazioni di solidarietà e l’altra metà la userò io. Ecco: prima parlavo come un uomo della televisione e ora sono guarito, come Luca. Vi sembra equo? A ciascuno il suo, allora.
Italiani! Ingozzatevi di canzonette: è meglio che niente!

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sabato 14 febbraio 2009

La moltiplicazione dei panetti e dei pescetti

Nell’attesa che il Paese crollasse sono andato a vedere la moltiplicazione dei panetti e dei pescetti. Tra la folla intravidi un seno di giovane ragazza ch’era spuntato da uno strappo del vestito. Erano anni che non vedevo un seno con capezzolo così roseo e perfetto. L’accompagnai volentieri con lo sguardo fino a che non sparì nella stessa direzione da dove spirava il vento. Volsi ancora lo sguardo e capii il perché la ragazza si era mossa verso quell’oscura linea di confine tra il serio e il faceto. Era arrivato lui che, beffando e schernendo, scherzando e denigrando aveva fatto il solito gesto coll’indice che richiama a sé le giovani puledre alla stalla comune.

Da una fenditura nella folla mi apparve l’altro eroe che aveva improvvisato un comizio con generosi accenti di solidarietà e inviti fraterni alla lotta contro il nemico comune. La crisi è un’autentica chicca, una fragoletta da non sprecare. Per tre anni avremo un’oscurità talmente spaventosa da oscurare perfino un’eclisse di sole. Sarebbe auspicabile che i lavoratori e gli imprenditori lavorassero assieme per un obiettivo comune: la cancellazione delle classi. Niente più padroni. Niente più lavoratori. Ma lavoratori-padroni o padroni-lavoratori i quali, in accordo, chiedano al governo di non sottovalutare più questa crisi. E la chiamano opposizione. E lui, l’uomo dell’antidestino.

Dopo questo intermezzo parolaio decisi che era meglio muoversi, che altrimenti non avrei visto la moltiplicazione dei pescetti e dei panetti. L’arbitro della miracolazione era un certo Tremonti, quello che ruba ai ricchi per dare ai poveri, quello che la “crisi è severa, e sono pronto a tutto”.
Questo ingannevole pupo, a cui mi piacerebbe aprirgli il cervello per vedere che cosa contiene di così buono, aveva nottetempo incominciato a divorarmi tutte le fave che avevo con fatica e sacrificio piantate. Nemmeno una me ne aveva lasciata. Tutte se l'era pappate, crude. Infatti l'aveva detto: "sono pronto a tutto".

Eh sì, quella volta mi ero arrabbiato di brutto, tanto che avevo deciso di andare fino a Roma per dirgliene quattro e per sputargli in faccia. Fortunatamente per lui mi bloccai dopo che in tivù passarono quella pubblicità stupenda che quando arriva restiamo tutti senza parole perché prima erano in tanti a pagare e ora sono in tanti a chiedersi a chi non devono pagare. Mi venga un colpo se lo so.

Ecco, caro diario, come si fa a pezzi una settimana che volge alla fine. Mi manca solo l’equipaggiamento del taverniere e, che io possa crepare, se mai ho creduto a una sola parola dei corsari della politica e delle loro gole infami.

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Era Hannibal la terza maschera della rapina?

Il 10 febbraio scorso Berlusconi e Dell’Utri avevano tentato di rapinare una banca di Torino, ma una coraggiosa impiegata della banca, che lavorava nello staff di Emilio Fede da cui era stata licenziata per non aver commesso il fatto, aveva dato l’allarme e i due erano stati arrestati. Il terzo complice, il palo della banda, l’aveva fatta franca, riuscendo a sfuggire ai carabinieri. (Chi sa se è già stato fermato?).
Questo fatto ha dato il via ad alcune supposizioni o correnti di pensiero che vedrebbero nel terzo complice alcuni nomi importanti: Alfano, Maroni, Bossi, addirittura Emilio Fede.
Ora, conoscendo (si fa per dire) la personalità dei due allegroni malandrini (in maschera) sareste in grado di risalire alla terza maschera che faceva da palo?
Considerate anche che, a causa del Carnevale che incombe, non è facile individuare la maschera giusta. Vogliamo provarci?

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Per San Valentino la costituzione non è vino

Ore 7.00 del mattino nel giorno di san Valentino: ecco come mi s'è presentata la mimosa del mio giardino!

Poetica:
Di sana costituzione, robusto (nella norma), muscolatura quasi perfetta, pancetta quasi inesistente, spalle robuste (e su queste spalle poggiano tutti, dico tutti, gli italiani), occhi vispi, sguardo da loggione misterioso, sopracciglia sopra gli occhi, peli nel naso? (tutti quelli che ci vanno), niente rughe (si stira e poi s’ammira), denti sani e un po’ giallastri, capelli impomatati, (alto?) quanto basta, unghia smussate (vi pare, a voi), peli superflui a zero, guanciotte paffutelle (si vede a occhio nudo che sta bene), piedi sicuri e portamento da casalingo incasinato, orecchie tipo Andreotti (ma alla lontana), bocca canterina, lingua lunga, pomo d’Adamo e mela di Eva (vanno insieme), mani e dita sempre rapidi a far gesti incompatibili con il bon ton, di una rara intelligenza aliena.

Sì, “teniamocelo stretto al fresco” (si consiglia la cantina come per il vino per non tramutarlo in aceto) questo portatore di buona costituzione: è l’unico che abbiamo!

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venerdì 13 febbraio 2009

Mentre tu scioperi io ti tasso la 13esima

Ecco qua il signor Tremuorti, pioniere della solidarietà sociale che questo governo porta sugli scudi: nel giorno della manifestazione sindacale dei metalmeccanici della Fiom contro la crisi, dichiara, con linguaggio biforcuto e bizantino, che: “La scelta di non tassare le tredicesime non sarebbe stata giusta come misura anticrisi e non l’abbiamo fatto”, visto che il “compito del governo sono solidarietà e sicurezza”.

Infatti, a causa della solidarietà sociale, nella quale rientrano gli ammortizzatori sociali, cose c’è di meglio se non tassare le 13esime dei lavoratori e pagarsi così gli ammortizzatori per gli altri lavoratori? Tanto lui e i suoi colleghi padroni, che ci rimettono?

Come la chiamate voi questa: lungimiranza, punizione, provocazione o dabbenaggine?
Ma che gran faccia di palta!

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Sta per diventare monumento nazionale

Silvio Berlusconi nacque, quando nacque, in un villaggio lombardo chiamato Milano. Sulla sua data di nascita non v’è certezza, anche se in una targa sbronzea rinvenuta nel suo (futuro) sepolcro v’è indicata l’età approssimativa di quando morì - visto che in vita non riuscì a fare un decreto ad personam per fottere la morte -: si parla indicativamente di 120-150 anni. Sì, è in forte contrasto con l’età media dei comuni mortali, ma si parla di un patto che ricorda, verosimilmente, quello tra Faust e Mefistofele; una leggenda che si tramanda oralmente da generazioni.

Pare che all’origine di questa immensa svendita diabolica ci sia stata una scommessa con il poeta di corte, tal Sandrocchia de’ Bondi, ex popolana, divenuto celebre per l’ambigua composizione dei suoi versi, che celebravano solo le virtù del suo principe. Quale scommessa? Entrare per primo in Paradiso. La poetessa vinse per un pelo, l’ultimo della pelata sua, e così il perdente avrebbe giocato di rimessa accordandosi col diavolo, per allungarsi la vita. Ma è una leggenda metropolitana molto strana e tanto puttana.

Venne al mondo, fiera stirpe longobarda, già con l’elmo. Non quello di Scipio, ma ebbe, in memoria, quello dell’eroe spartano Mangano, unico superstite di trecento picciotti, che avevano messo in fuga gli extracomunitari sbarcati in Italia. Ci guadagnò, quindi, il titolo di Condottiero di Sventura – sventura per tutti quelli che gli intralciavano il passo.

Dopo aver acquisito ingenti ricchezze scorrazzando di qua e di là con alcuni compagnoni, decise di mettersi in proprio per oscurare tutti i concorrenti e imporsi agli altri, cameratescamente.

Intermezzo storico:
«I rapporti con la chiesa di [...] erano molto solidi e di lunga data: se ne ha notizia certa fin dal 1126 quando Gisalberto Coglione (sic) e Pietro del Broglio, prevosto di Sant'Alessandro, comperarono dei terreni. I rapporti con la chiesa venivano coltivati assiduamente da Gisalberto, come dimostrano diversi atti di compravendita e di scambi di terreni, e dai suoi discendenti che avranno con la Chiesa un rapporto privilegiato. Godevano anche di privilegi imperiali quale quello di appello concesso da Federico II ad un Colleoni: « D'uno de' quali il più antico hassi la confermazione di Federico II negli anni 1224. Ove a Sozzon de' Coglioni, ed a' suoi discendenti, egli si vede concesso in feudo legale la cognizione delle appellazioni di tutte le cause della Città di Bergamo, e del suo territorio... [«la famiglia de' Coglioni presino il castello di Trezzo, ma finalmente si ocisono tra loro»].
Insomma, non se la passava poi tanto male. In effetti stiamo gratuitamente facendo grandi voli epocali e stiamo violentando la storia: granni cunfusioni regna in questo Paese mentre qualcuno la gestisce scientificamente, ma chi non lo farebbe con un popolo così sub-alterno? Mi pare che, a riscriver la storia, tutti si dilettino e in più, un certo Dell’Utero avrebbe voluto riscriverne intere pagine se avesse vinto le elezioni; ha cominciato, secondo voi?
E io, non posso riscriverla? Non ho vinto?
È vero, ho però contribuito a perdermi con tutta la sinistra. Vi par poco?

Ritorniamo al nostro condottiero: egli visse a lungo, come dice la tradizione, condottiero di grande temperatura corporale, passò al servizio del Carroccio, tradendo li milanesi, ingrato. Poi, invecchiò, 150 anni dopo:
«L'ombra canuta del Condottiero strano
la malpaga non dava alla ricca loggia,
tolto l'elmo col cranio a roggia
salì sul primo tram che gli passava sottomano».
E, nel luogo dove diabolicamente sparì, spuntò ad un tratto, il monumento al Condottiero a guardia della Costituzione, dell’Elmo che non era di Scipio, e della Carta che cantava in russo.
E sotto un cavallo proletario che portava il basto.

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giovedì 12 febbraio 2009

Tutti scheletri per colpa della recessione anemica

Il 2009 è un anno anomalo, è nato deforme e con la decrescita economica si contrarrà fino a diventare un mostriciattolo con la gambine secche, la pancia abnorme e la testa tremontocefala. Quindi ci finirà peggio di Fassino, scheletricamente parlando.
Ecco, il grande disordine globale voluto dall’uomo e deciso durante una notte di tregende in cui si sono radunati stregoni e maghi in un sabba intersessuale e proiettato analmente contro i miscredenti e i pocabbienti.

L’economia avara, figlia della mentalità oscena dei ricchiman’s, rallenterà per tutto il 2009 e si fermerà intorno al metro e cinquanta d’altezza. Che se dovesse crescere ancora sbatterebbe contro il capostipite della santuario del denaro. Non solo. Per i tre anni successivi, l’economia si ammalerà dell’anemia mediterranea, e avrà una crescita “anemica”. Arriverà al massimo al 2,5% di auto sostentamento, la metà dei tassi di sviluppo al 5% della metà degli anni 2000. Tutto segato a metà, con gente zoppa ai quattro angoli del mondo ma fiera di stare ancora ad elemosinare. La metà della metà non è quella metà meno della metà delle ricchezze che i Paesi emergenti si attendevano. Quindi si ammaleranno anch’essi di anemia. Anzi, moriranno di depressione e faranno a mezzo con gli italiani, per colpa degli Usa che hanno esportata la crisi universale.

L’export dell’Asia sta calando rapidamente. Non avremo più il made in China. Una catastrofe apocalittica. I listolanti cinesi en el mundo potlanno chiudele e nessuno piangelà la lolo scompalsa, tlanne i golosoni.
Ma, secondo il catastrofista a metà, Justin Yifu Lin, capocatastrofista della Banca di depressione mondiale, chi piangerà di più saranno, senti senti, i Paesi più poveri, specie gli africani che saranno colpiti biecamente”. E dopo questo fatto, l’economia mondiale imploderà.
Finiremo in mille pezzi ai confini del mondo cognito.
Però, l’altra metà del capocatastrofista resta ottimista solo per il suo Paese che ha preparato un pacchetto di agopuntura da 580 miliardi di dollari, permettendo così alla China di crescere e questa è buona notizia per il mondo... che parla il cinese.

E l'Italia? Niente. Questo trombone, da questo foro, non suona. Noi siamo nelle mani di Dio, di San Tremuorti e dell'Unto all'Aglio, Oglio e Peperonciglio. Ma non dobbiamo preoccuparci, perché Tremuorti non ne fa una questione di soldi, ma di regole. In Italia le nostre banche sono solide, dice Tremuorti: la crisi l’Italia la sta cavalcando bene, tant'e vero che sono state aperte nuove scuole ippiche per nuovi cavalieri ancora appiedati sulla scia del CUN (Cavaliere Unico Nazionale). La crisi è nata nella finanza, ma non è entrata nelle case degli italiani che come tutti sanno «qui bene e così spero anche da voi», a parte che dalla seconda settimana cominciano ad annacquarsi, non capiscono un’acca di economia, ma vorrebbero diventare nababbi, banchieri, furbetti e berlusconi.

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Ma poi cos'è un ministro a fronte dei mali della terra

Dice il vecchio (oramai diventato saggio come Fini) Bossi: "Ma Berlusconi non voleva riequilibrare i poteri. Lui è un tipo fatto così, crea tensioni ma poi se ne pente".
Visto così pare sempre sospeso tra cielo, mare e terra! Lui è un puntino di sospensione tra l'irreale da farsi di questo governo e la mistificante presenza dell'opposizione.

Ma poi cos’è un ministro
(a fronte dei mali della terra)
- che fa il premier di questo governo? -
se non un apostrofo ininterrotto
sull’interruzione della nostra vita!

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mercoledì 11 febbraio 2009

Berlusconi irrompe a San Remo

Cosa direbbe il Bonolis, dall’esiguo cachet da 1mln di €, sul palcoscenico del festival, alla gentile platea in ansiosa attesa del debutto del più premier tra i cantanti italiani?

“Signore e signori, questa serata è una sirata spiciali. Mai autore fu così agognato di lui. Un artista che viene da lontano, che vien dal mare, un artista pregno d’amore, impegnato a tempo perso a far incazzare gli italiani che non la pensano come lui - consentitemi questa licenza politica -, un poeta che dell’amore ne ha fatto canzonette. Un artista che con questa sua storica presenza, anche se non dovesse cantare, lascerà di stucco e distrutto tutto il globo terracqueo. Un segno lascerà, di note. Quando lo cercavamo era sempre assente, stupiti di tanto silenzio che gravava sulle nostre menti, l’uomo non se ne stava, no, ad oziare, ma preso da sottile tormento canzonettaro, scriveva canzoni d’amore per noi nella sua villa 'La Certosa'. E mentre le scriveva pensava alle femmene”.

E dopo questa tiritera del signor Milione, giù applausi scroscianti del pubblico festivaliero.
Ma a chi questi applausi, direte voi, se il Milione di euro non ha proferito nomi? No, ma ha lasciato intendere l’odore.
Si dice che ne abbia scomposte 14, di suo pugno. Di tutte queste top secret, solo alcune hanno un titolo. E di un’altra se ne conosce addirittura un verso: “C'è amore che ti accende come si accende una stella, che a forza di baci ti fa sentire bella. C'è amore che confonde e che ti salta nel petto, c'è amore che ti cerca solo per farti un dispetto”.

Ma andiamo per titoli. “C’è amore”, come dicevamo. Profondità di pensiero a parte, ritengo che si discosti di molto dagli amori festivalieri tradizionali. “C’è amore – che non si sa perché, ma c’è – che confonde e che ti salta nel petto!”. Poteva saltargli sulle spalle, sui fianchi, sulle chiappe, sul monte di venere. No, gli salta nel petto! Per farle il dispetto. Senza nemmeno considerare che potrebbe dare la stura a terribili colpi di tosse della povera sventurata, perché di donna trattasi, conoscendo il soggetto. E qui siamo sul violento colpo d’amore in petto. Si attendono eventuali referti medici.

Un altro titolo: “Musica”. Beh, è molto generico come titolo. Anche volendoci fantasticare sopra, non mi pare così originale. Ma, trattandosi del Premier, niente si dà per scontato. È un pezzo melodico, dicono le cronache, che potrebbe richiamare alla mente le vecchie melodie tipo “Munasterio ‘e santa Mara”, ma anche “Veltronilì, Veltronilà”, trattata alla Sergio Bruni.

L’altro titolo, che mi pare sconvolgente è: “Ma se ti perdo”.
Ora, voi antiberlusconisti della Fiera dell’Est, che siete maligni per natura, non pensate che si riferisca a Bossi, o a Fini o a Bondi, o a Letta, o a Veltroni o all’Italia. Si riferisce ad Apicella, che da quando ha finito di fare il posteggiatore, non ha più un minuto libero e s’è stancato di fare il chitarrista privato del Premier. Lui vorrebbe chitarrare in proprio, ma pare che questa sia una chimera irrealizzabile. Chi sta col Premier, è per sempre.

L'ultima, in ordine di tempo, secondo indiscrezioni del dicembre scorso, si chiama "Femmena" ed è dedicata alle donne.
No. Non voglio dire niente. Se qualche commento deve essere scritto su un titolo che è un vero programma, è meglio che lo scriva una mano femminile. D’accordo?

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Chi era la terza maschera della rapina?

E alla fine si scopre che erano solo due fratelli buontemponi e pieni di simbologie satiriche gli autori del tentato colpo in una banca di Torino. I due avevano indossato due maschere di carnevale tra le più in voga in Italia. Ma i carabinieri hanno sventato il colpo. Il terzo complice è scappato.
Quesito: quale altra maschera più gettonata sul mercato di carnevale avrebbe indossata il complice?
Un viaggio ai Tropici per chi l'indovina! Chi paga? Ma Lui no!

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martedì 10 febbraio 2009

La sartoria di Dio

È noto che la sartoria di Dio rammenda i peccati di tutti i cattolici; meno noto è che ne risani le ferite, così come pretenderebbe il cardinal Bagnasco a proposito della morte di Eluana. Ci vorrebbe una bacchetta magica o il solito colpo del miracolo. Ma ammesso e non concesso che la sartoria sia libera da altri clienti, può solo, e non sempre, rammendare i peccati dei credenti ferventi cattolici. Per questa bisogna, ad ogni stagione umana in cui si cambia vestito e pelle, occorre un Dio nuovo; per i morti di fame e di sete del mondo compresa l’Italia, Dio ha sempre, purtroppo, la stessa faccia del buon uomo che vede e provvede, che alla fine però ti porta con sé nel regno dei cieli (nella polvere della terra come cibo per avvoltoi). L'unica cosa che cambia è la faccia di chi gliela racconta.

Ma come si fa a parlare di Dio in questi termini se gli si crede solo a puntate? Che senso ha parlare di responsabilità di fronte a Dio, quando si ha la garanzia della pancia piena. Parlarne a puntate? Perché non si è mai risolta e mai la si potrà risolvere l’emergenza della fame nel mondo? Che forse basta l’elemosina periodica che l’umanità cattolica fà a questa realtà dimenticata? O le campagne di solidarietà che i giornali annualmente indicono? Questa professione di responsabilità di fronte a Dio, non si rivolge a tutti gli esseri umani ai quali non sono garantiti i cibi e le acque, non gli si rivolge perché è endemica la cosa, tanto vale lasciarla al suo destino, ma solo alle piccole faccende domestiche che possono risolversi in sartoria, come il “presunto ammazzamento” di Eluana.

I prelati d’ufficio a Roma stanno bene, e che il loro Dio li aiuti o li maledica sempre. Quando si tratta di disegnare, con grandi parole ad effetto, l’amore di Dio verso l’umanità, i prelati lo fanno a memoria e a occhi indipendenti l’un dall’altro: uno guarda all’effetto che produce il discorso sulle masse; l’altro ne registra e ne misura il ritorno emotivo. È tangibile in certe descrizioni parolaie dei prelati l’amore paterno che Dio mostra ai relitti umani, specie se viene evocato con la famosa voce ieratica che tanto prende al cervello materializzando ectoplasmi che nemmeno i medium sanno produrre.

Dire, come dicono i prelati, che "Eluana non è morta da sola: è stata uccisa da chi l'ha privata del cibo e dell'acqua; la sua non è stata, certo, una morte naturale. Per questo chi ha compiuto o favorito questa fine ha una responsabilità grave davanti a Dio e alla società", è gratuito, vergognoso e mancante di significati umani.
È offensivo per chi le ha voluto bene. E non mi riferisco solo ai suoi genitori: oggi non c’è nessuno in Italia che seguendo questa vicenda, non l’abbia adottata ed abbia pianto alla sua scomparsa. Penso sia ai sostenitori della vita ad oltranza, sia a chi voleva “liberarla” dalla non-vita.
Si dice qualcosa di invasivo e crudele, che nulla ha a che vedere con la morale cristiana.
Si persiste nel Non-perdono.
Si insiste nella criminalizzazione di chi non professa la fede cattolica.
Si sottoscrive il bisogno di entrare nella volontà altrui con il preciso scopo di rendere le coscienze inette ancora più sottomesse e ricattabili. Perché di fronte all’ineluttabilità divina della morte per mano umana, c’è sempre una tonaca che ti impone il ricatto, ti presenta il conto, e ti serve il piatto della paura. La paura del Non-perdono di Dio. Hai ucciso perché sei contro Dio. Questa è la loro spiegazione, la giustificazione dei sarti. Non diranno mai “Eluana è nella mani di Dio, in pace” e finalmente libera dall’impostura degli scontri per il potere politico di piccoli energumeni e dalle fiabe religiose degli intonacati.

Come sono intelligenti i corvi quando usano gli strumenti divini alla pari delle scimmie in modo ciclico o imitativo, e ripetono sempre che le chances di fronte a Dio non sono infinite: prima o dopo Dio ne chiede il conto. Il conto di un presunto Dio che passa attraverso le parole di uomini in divisa, sacra e/o militare. In questo paese, che scrivo con la p minuscola, abbiamo un piccolo dio, già unto, che sta facendo somme e sottrazioni, e che ci presenterà il conto. Tutti gli ostacoli blasfemi che partono dalla filosovietica Costituzione all’ultimo callo del piede destro del barbone della stazione Termini verranno abbattuti e sostituiti da una nuova visione del mondo dove a tutti sarà imposto il nome di [...].

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lunedì 9 febbraio 2009

Ora che sei morta, Eluana

Ecco ora che sei morta per la seconda volta, ora che ti sei liberata da queste inutili catene umane, aumenteranno le grida degli ipocriti dagli occhi vitrei e dal cuore secco. Quale abito della penitenza faranno indossare a coloro che hanno scelto di seguire il buon senso e la decisione dei giudici? In quale giogo incaveranno la tua famiglia. In quale abisso la nostra società?

Questo blog ritiene doveroso attuare un giorno di SILENZIO sospendendo le pubblicazioni.

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Robbie Williams crede in Berlusconi

(ANSA) - LONDRA, 9 FEB - Robbie Williams crede agli alieni. In uno in particolare. Anzi il cantante, ex Take That, sarebbe addirittura ossessionato dall’omino verde. La scorsa estate, con alcuni amici e la fidanzata, Williams si sarebbe accampato presso la villa di Arcore, sede del centro di ricerca sugli Ufo delle Libertà 'Sylvius' per assistere ad un incontro ravvicinato del terzo tipo. L'ex Take That passerebbe anche la gran parte del tempo libero a intercettare messaggi alieni sulle grandi cospirazioni dell’omino verde.
Qui la notizia originale.

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L'ho giurato sulla Costituzione: non vi libererete mai di me

L'ho giurato sulla Costituzione:
NON VI LIBERERETE MAI DI ME!

"La Chiesa non impone i suoi valori".

Il Servizio Informazione Religiosa promosso dalla Cei rileva che "tanti" cittadini ben comprendono la ragionevolezza delle sue posizioni in difesa della vita. "La difesa del diritto alla vita per Eluana Englaro - spiega la nota a firma del teologo Marco Doldi - non è una questione di carattere confessionale, ma una questione di etica naturale, comune a tutti gli uomini: togliere cibo e acqua ad una persona ha come effetto quello di farla morire".
Aggiungo io: COMPRESI QUINDI TUTTI QUEGLI UOMINI, DONNE E BAMBINI DEL MONDO DEBOLE CHE MUOIONO LETTERALMENTE DI FAME E DI SETE". E dove sta, cosa fa concretamente, politicamente, eticamente, naturalmente la Chiesa mentre questi esseri umani crepano ogni minuto secondo? A meno che con le sole parole non si ottenga il MIRACOLO!

"Posso assicurare di non aver mai ricevuto nessuna lettera da parte di Beppino Englaro. Non posso giurare che non sia mai arrivata in Federazione, ma senza alcun dubbio posso dire di non averla mai letta. Altrimenti avrei risposto".
Aggiungo io: LA RESPONSABILITÀ SE L'ASSUMONO LE POSTE, CON IL LORO DISSERVIZIO, È RISAPUTO.
Dice il signor Englaro: c'è una ricevuta di ritorno della raccomandata. Embè. Con questa contingenza in atto non fa testo.

A questo punto non mi resta che concludere con questa sentita esclamazione:
VOLETE SI O NO LASCIARLI IN PACE?
OPPURE
ANDATE TUTTI QUANTI AFFANCULO!

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Capitalista (modo di produzione)

3° appuntamento con i: Concetti di Marx e dei marxisti
MMM” - Memorie Minime Marxiste

Capitalista (modo di produzione)

«Due fenomeni fondamentali caratterizzano questo modo di produzione capitalista:
1° - lo scambio generale di merce, significa che nessuno ottiene il minimo mezzo di sussistenza senza possedere gli strumenti per comprarlo, vale a dire il denaro;
2° - il sistema capitalista dei salari, vale a dire un rapporto secondo il quale la gran maggioranza della popolazione lavoratrice non acquisisce gli strumenti di pagamento per l’acquisto delle merci, se non vendendo al capitale la sua forza-lavoro, e dove la classe possidente non acquisisce i suoi mezzi di sussistenza se non sfruttando questo rapporto». (Rosa Luxemburg, L’accumulazione del capitale, 1913).

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domenica 8 febbraio 2009

Noio volevòm savuàr l'indirìss

Noio volevòm savuàr l’indirìss...
noi vogliamo sapere...
per andare dove dobbiamo andare...
per dove dobbiamo andare?

Ma dove mai vogliono andare, questi due?
Dove li mandiamo, questi?
Avete un posto libero, anzi due, da voi?

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Nonno, perché esiste Berlusconi? Ovvero: tutto l'elenco dei filosovietici della Costituzione italiana

- Nonno, perché esiste Berlusconi?
- Per un maligno intreccio della natura.
- Cioè?
- Per fotterci meglio, nipote mio.
- Nonno, quando è nata la Costituzione?
- Il 1° gennaio 1948.

- E Berlusconi c’era già?
- Era nascosto nei paraggi, per un maligno intreccio della sua natura. E controllava i brogli.
- Nonno, perché Berlusconi dice che la Costituzione è filo-sovietica,
- Perché è stata scritta in Russia, durante l’occupazione nazista.
- E non si può fare?
- No, che in Italia vige il monachesimo bigotto del Vaticano e il berlusconismo rancido italiano.
- E quindi si deve riscrivere?
- Così sarà, sogna Lui.

- Perché?
- Perché De Gasperi, poverino, era solo e indifeso insieme ad Amintore Fanfani, noto comunista sovversivo, e a un certo Tambroni, e a tutti questi qua*, circondato dai marxistitrotzkistileninisticomunisti, che era una cosa orribile a vedersi, a quel tempo, nel Paese dei Papi e della democrazia cristiana. Gente che aveva combattuto fintamente contro il nazismo e il fascismo ma erano tutti dichiaratamente filosovietici. Anvedi che stronzi! Poi, quel filosovietico di Togliatti affermò, che i comunisti di allora, volevano contribuire alla pace religiosa e che la classe operaia non desiderava che nascessero contrasti per motivi religiosi.
- Nonno, non ho capito.
- Vedi nipote, nemmeno Lui capisce, tantomeno io. Il fatto è che la pace religiosa gestita dai comunisti di allora – che ti ricordo si sono estinti quasi tutti – dev’essere gestita oggi solo dagli integralisti cattolici e dai ferventi berlusconisti.
- E gli operai, invece, non amano Dio?
- La classe operaia era appena entrata in paradiso, ma ci arrivò sporca, brutta e cattiva. Ora, nipote mio, in Paradiso o ci vai pulito o niente. Ecco perché Togliatti decise di mandarli tutti nell’altro.
- Quale altro, nonno?
- Quello, il paradiso degli operai. Lì ci vanno, in primis e aggratis, gli operai uccisi dai loro padroni, nell’esercizio del loro lavoro, che come tu ben sai nobilita, fortifica e rende poveri.

- Ed Eluana, nonno?
- Chi?
- Eluana!
- La figlia di Berlusconi?
- No, la figlia del signor Englaro.
- Ah, che se fosse stata la figlia di Berlusconi, non avrebbe pesato sulle sue tasche, ma su quelle dello Stato, che se fosse stata la figlia di Berlusconi, lui l’avrebbe redarguita com’è giusto che non si può stare 17 anni a poltrire in un fondo di letto. Le avrebbe detto: “Questa è l’educazione che ti ho impartita? Alzati e cammina, e vai a fare figli, che la Patria ha bisogno di te! Dài l'esempio!”.
- Nonno, tu vaneggi!
- Io? E Berlusconi, invece?

- Nonno, un’ultima cosa.
- Sì?
- Ma Berlusconi perché esiste?
- Perché vuole fottermi gli ultimi sprazzi di intelligenza.

* Ecco l’elenco di tutti i Filosovietici, responsabili della scrittura della Costituzione italiana:

• Abbozzi Giuseppe, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Adonnino Giovanni Battista, Gruppo Democratico Cristiano
• Alberganti Giuseppe, Gruppo Comunista
• Alberti Antonio, Gruppo Democratico Cristiano
• Alberti Giuseppe, Gruppo Socialista di Unione Proletaria, dimissionario 23 luglio 1946
• Aldisio Salvatore, Gruppo Democratico Cristiano
• Allegato Luigi, Gruppo Comunista
• Amadei Leonetto, Gruppo Socialista
• Ambrosini Gaspare, Gruppo Democratico Cristiano
• Amedeo Filippo, deceduto il 18 giugno 1946
• Amendola Giorgio, Gruppo Comunista
• Andreotti Giulio, Gruppo Democratico Cristiano
• Angelini Armando, Gruppo Democratico Cristiano
• Angelucci Nicola, Gruppo Democratico Cristiano
• Arata Giuseppe, Gruppo Socialista di Unione Proletaria; indi Gruppo Socialista dei Lavoratori Italiani
• Arcaini Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Arcangeli Alessandro, Gruppo Democratico Cristiano
• Assennato Mario Frixos, Gruppo Comunista
• Avanzini Ennio, Gruppo Democratico Cristiano
• Ayroldi Carissimo Giuseppe, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Azzali Leone, Gruppo Repubblicano
• Azzi Arnaldo, Gruppo Repubblicano
• Bacciconi Luigi, Gruppo Democratico Cristiano
• Badini Confalonieri Vittorio, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Baldassari Gino, Gruppo Comunista
• Balduzzi Luigi, Gruppo Democratico Cristiano
• Baracco Leopoldo, Gruppo Democratico Cristiano
• Barbareschi Gaetano, Gruppo Socialista
• Bardini Vittorio, Gruppo Comunista
• Bargagna Italo, Gruppo Comunista
• Barontini Anelito, Gruppo Comunista
• Barontini Ilio, Gruppo Comunista
• Bartalini Ezio, Gruppo Socialista di Unione Proletaria
• Basile Guido, Gruppo Democratico del Lavoro
• Bassano Carlo, Gruppo Democratico del lavoro, deceduto il 9 settembre 1947
• Basso Lelio, Gruppo Socialista
• Bastianetto Celeste, Gruppo Democratico Cristiano
• Battisti Luigi, Gruppo Socialista, deceduto il 14 dicembre 1946
• Bazoli Stefano, Gruppo Democratico Cristiano
• Bei Adele, Gruppo Comunista
• Bellato Angelo, Gruppo Democratico Cristiano
• Bellavista Girolamo, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Bellusci Giuseppe Salvatore, Gruppo Repubblicano
• Belotti Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Bencinvenga Roberto, Blocco nazionale della libertà
• Benedetti Tullio, Gruppo misto
• Benedettini Luigi Filippo, Blocco nazionale della libertà
• Bennani Luigi, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Benvenuti Lodovico, Gruppo Democratico Cristiano
• Bergami Gino, Alto Commissario per l'igiene e la sanità pubblica dal 31 luglio 1945 al 28 gennaio 1947
• Bergamini Alberto, Gruppo misto
• Bernabei Bruno, Gruppo Repubblicano, deceduto il 23 dicembre 1947
• Bernamonti Dante, Gruppo Comunista
• Bernardi Adriano, Gruppo Socialista
• Bernini Ferdinando, Gruppo Socialista
• Bertini Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Bertola Ermenegildo, Gruppo Democratico Cristiano
• Bertone Giovanni Battista, Gruppo Democratico Cristiano
• Bettiol Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Biagioni Loris, Gruppo Democratico Cristiano
• Bianchi Bianca, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Bianchi Bruno, Gruppo Comunista
• Bianchi Costantino, Gruppo Socialista
• Bianchini Laura, Gruppo Democratico Cristiano
• Bibolotti Aladino, Gruppo Comunista
• Binni Walter, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Bitossi Renato, Gruppo Comunista
• Bocconi Alessandro, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Boldrini Arrigo, Gruppo Comunista
• Bolognesi Severino, Gruppo Comunista
• Bonfantini Corrado, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Bonino Uberto, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Bonomelli Oreste, Gruppo Socialista
• Bonomi Ivanoe, Gruppo misto
• Bonomi Paolo, Gruppo Democratico Cristiano
• Bordon Giulio, Gruppo autonomista
• Borsellino Raimondo, Gruppo Democratico Cristiano
• Bosco Lucarelli Giambattista, Gruppo Democratico Cristiano
• Bosi Ilio, Gruppo Comunista
• Bovetti Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Bozzi Aldo, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Braschi Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Bruni Gerardo, Gruppo misto
• Brusasca Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Bubbio Teodoro, Gruppo Democratico Cristiano
• Bucci Quinto, Gruppo Comunista
• Buffoni Francesco, Gruppo Socialista
• Bulloni Pietro, Gruppo Democratico Cristiano
• Buonocore Giuseppe, Blocco nazionale della libertà
• Burato Arturo, Gruppo Democratico Cristiano
• Cacciatore Luigi, Gruppo Socialista
• Caccuri Edmondo, Gruppo Democratico Cristiano
• Caiati Italo Giulio, Gruppo Democratico Cristiano
• Cairo Arrigo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Calamandrei Piero, Gruppo autonomista
• Caldera Carlo, Gruppo Socialista
• Calosso Umberto, Gruppo Socialista
• Camangi Ludovico, Gruppo Repubblicano
• Campilli Pietro, Gruppo Democratico Cristiano
• Camposarcuno Michele, Gruppo Democratico Cristiano
• Candela Giuseppe, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Canepa Giuseppe, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Canevari Emilio, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Cannizzo Bartolomeo, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Caporali Giovanni Ernesto, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Cappa Paolo, Gruppo Democratico Cristiano
• Cappelletti Guglielmo, Gruppo Democratico Cristiano
• Cappi Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Cappugi Renato, Gruppo Democratico Cristiano
• Caprani Aldo, Gruppo Comunista, deceduto l'11 agosto 1947
• Capua Antonio, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Carandini Nicolò, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale, dimissionario 16 luglio 1946
• Carbonari Luigi, Gruppo Democratico Cristiano
• Carboni Angelo, Gruppo Socialista di Unione Proletaria, indi Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Carboni Enrico, Gruppo Democratico Cristiano
• Carignani Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Caristia Carmelo, Gruppo Democratico Cristiano
• Carmagnola Luigi, Gruppo Socialista
• Caroleo Francesco, Blocco nazionale della libertà
• Caronia Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Carpano Maglioli Ernesto, Gruppo Socialista
• Carratelli Benedetto, Gruppo Democratico Cristiano
• Cartia Giovanni, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Caso Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Cassiani Gennaro, Gruppo Democratico Cristiano
• Castelli Avolio Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Castelli Edgardo, Gruppo Democratico Cristiano
• Castiglia Pietro, Gruppo dell'Uomo Qualunque, indi Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Castrogiovanni Attilio, Gruppo misto
• Cavallari Vincenzo, Gruppo Comunista
• Cavalli Antonio, Gruppo Democratico Cristiano
• Cavallotti Alberto, Gruppo Comunista
• Cerreti Giulio, Gruppo Comunista
• Cevolotto Mario, Gruppo Democratico del lavoro
• Chatrian Luigi, Gruppo Democratico Cristiano
• Chiaramello Domenico, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Chiarini Gaetano, Gruppo Comunista
• Chieffi Francesco, Gruppo Democratico Cristiano
• Chiostergi Giuseppe, Gruppo Repubblicano
• Ciampitti Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Cianca Alberto, Gruppo autonomista
• Ciccolungo Nicola, Gruppo Democratico Cristiano
• Cicerone Vincenzo, Gruppo Blocco Nazionale della Libertà, indi Gruppo Unione Democratica Nazionale
• Cifaldi Antonio, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Cimenti Fiorenzo, Gruppo Democratico Cristiano
• Cingolani Mario, Gruppo Democratico Cristiano
• Clerici Edoardo, Gruppo Democratico Cristiano
• Coccia Ivo, Gruppo Democratico Cristiano
• Codacci Pisanelli Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Codignola Tristano, Gruppo autonomista
• Colitto Francesco, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Colombi Arturo, Gruppo Comunista
• Colombo Emilio, Gruppo Democratico Cri
• Colonna Di Paliano Carlo, Blocco nazionale della libertà
• Colonnetti Gustavo, Gruppo Democratico Cristiano
• Conci Elisabetta, Gruppo Democratico Cristiano
• Condorelli Orazio, Blocco nazionale della libertà
• Conti Giovanni, Gruppo Repubblicano
• Coppa Ezio, Gruppo dell'Uomo Qualunque, indi Gruppo dell'Unione Democratica nazionale
• Coppi Alessandro, Gruppo Democratico Cristiano
• Corassori Alfeo, Gruppo Comunista, dimissionario 11 settembre 1946
• Corazzin Luigi, Gruppo Democratico Cristiano, deceduto il l0 dicembre 1946
• Corbellini Guido, Ministro Segretario di Stato per i trasporti dal 31 maggio 1947
• Corbi Bruno, Gruppo Comunista
• Corbino Epicarmo, Gruppo misto
• Corsanego Camillo, Gruppo Democratico Cristiano
• Corsi Angelo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Corsini Tommaso, Gruppo dell'Uomo Qualunque, indi Gruppo dell'Unione Democratica nazionale
• Cortese Guido, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Cortese Pasquale, Gruppo Democratico Cristiano
• Cosattini Giovanni, Gruppo Socialista
• Costa Gastone, Gruppo Socialista
• Costantini Antonio, Gruppo Socialista
• Cotellessa Mario, Gruppo Democratico Cristiano
• Covelli Alfredo, Gruppo misto
• Cremaschi Carlo, Gruppo Democratico Cristiano
• Cremaschi Olindo, Gruppo Comunista
• Crispo Amerigo, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Croce Benedetto, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Cuomo Giovanni, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• D'Agata Antonino, Gruppo Comunista, deceduto il 27 febbraio 1947
• D'Amico Diego, Gruppo Democratico Cristiano, deceduto il 6 agosto 1947
• D'Amico Michele, Gruppo Comunista
• D'Aragona Lodovico, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• D'Onofrio Edoardo, Gruppo Comunista
• Damiani Ugo, Gruppo misto
• De Caro Gerardo, Gruppo Democratico Cristiano
• De Caro Raffaele, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• De Falco Giuseppe, Gruppo dell'Uomo Qualunque, indi Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• De Filpo Luigi, Gruppo Comunista
• De Gasperi Alcide, Gruppo Democratico Cristiano
• De Maria Beniamino, Gruppo Democratico Cristiano
• De Martino Carmine, Gruppo misto sino al 10 dicembre 1947, indi Gruppo Democratico Cristiano
• De Mercurio Ugo, Gruppo Repubblicano
• De Michele Luigi, Gruppo Democratico Cristiano
• De Michelis Paolo, Gruppo Socialista
• De Palma Giacomo, Gruppo Democratico Cristiano
• De Unterrichter Jervolino Maria, Gruppo Democratico Cristiano
• De Vita Francesco, Gruppo Repubblicano
• Del Curto Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Del Vecchio Gustavo, Ministro Segretario di Stato per il tesoro dal 31 maggio 1947
• Della Seta Ugo, Gruppo Repubblicano
• Delli Castelli Filomena, Gruppo Democratico Cristiano
• Di Fausto Florestano, Gruppo Democratico Cristiano
• Di Giovanni Eduardo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Di Gloria Calogero Lino, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Di Vittorio Giuseppe, Gruppo Comunista
• Dominedò Francesco Maria, Gruppo Democratico Cristiano
• Donati Antigono, Gruppo Democratico del Lavoro
• Dossetti Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Dozza Giuseppe, Gruppo Comunista
• Dugoni Eugenio, Gruppo Socialista
• Einaudi Luigi, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Ermini Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Fabbri Gustavo, Gruppo misto
• Fabriani Arnaldo, Gruppo Democratico Cristiano
• Facchinetti Cipriano, Gruppo Repubblicano
• Faccio Luigi, Gruppo Socialista
• Falchi Battista, Gruppo Democratico Cristiano, dimissionario 27 giugno 1947
• Fanfani Amintore, Gruppo Democratico Cristiano
• Fantoni Luciano, Gruppo Democratico Cristiano
• Fantuzzi Silvio, Gruppo Comunista
• Faralli Vannuccio, Gruppo Socialista
• Farina Giovanni, Gruppo Comunista
• Farini Carlo, Gruppo Comunista
• Fedeli Aldo, Gruppo Socialista
• Fedeli Armando, Gruppo Comunista
• Federici Maria, Gruppo Democratico Cristiano
• Ferrarese Antonio, Gruppo Democratico Cristiano
• Ferrari Giacomo, Gruppo Comunista
• Ferrario Celestino, Gruppo Democratico Cristiano
• Ferreri Pietro, Gruppo Democratico Cristiano
• Fietta Cornelio, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Filippini Giuseppe, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Finocchiaro Aprile Andrea, Gruppo misto
• Fiore Umberto, Gruppo Comunista
• Fiorentino Giosuè, Gruppo Socialista
• Fioritto Domenico, Gruppo Socialista
• Firrao Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Flecchia Vittorio, Gruppo Comunista
• Foa Vittorio, Gruppo autonomista
• Fogagnolo Alberto, Gruppo Socialista
• Foresi Palmiro, Gruppo Democratico Cristiano
• Fornara Piero, Gruppo Socialista
• Franceschini Francesco, Gruppo Democratico Cristiano
• Fresa Armando, Gruppo dell'Uomo Qualunque, indi Gruppo dell'Unione Democratica nazionale
• Froggio Giacinto, Gruppo Democratico Cristiano
• Fuschini Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Fusco Giuseppe, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Gabrieli Antonio, Gruppo Democratico Cristiano
• Galati Vito Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Galioto Michelangelo, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Gallico Spano Nadia, Gruppo Comunista
• Gallo Concetto, Gruppo misto
• Garlato Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Gasparotto Luigi, Gruppo Democratico del Lavoro
• Gatta Alessandro, Gruppo Democratico Cristiano
• Gavina Cesare, Gruppo Comunista
• Germano Attilio, Gruppo Democratico Cristiano
• Gervasi Galliano, Gruppo Comunista
• Geuna Silvio, Gruppo Democratico Cristiano
• Ghidetti Vittorio, Gruppo Comunista
• Ghidini Gustavo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Ghislandi Guglielmo, Gruppo Socialista
• Giacchero Enzo, Gruppo Democratico Cristiano
• Giacometti Guido, Gruppo Socialista
• Giannini Guglielmo, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Giolitti Antonio, Gruppo Comunista
• Giordani Igino, Gruppo Democratico Cristiano
• Giua Michele, Gruppo Socialista
• Gonella Guido, Gruppo Democratico Cristiano
• Gorreri Dante, Gruppo Comunista
• Gortani Michele, Gruppo Democratico Cristiano
• Gotelli Angela, Gruppo Democratico Cristiano
• Grandi Achille, Gruppo Democratico Cristiano, deceduto il 27 settembre 1946
• Grassi Giuseppe, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Grazi Enrico, Gruppo Socialista
• Grazia Verenin, Gruppo Socialista
• Greppi Antonio, Gruppo Socialista, dimissionario 18 settembre 1946
• Grieco Ruggero, Gruppo Comunista
• Grilli Umberto, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Grisolia Girolamo, Gruppo Repubblicano, deceduto il 18 gennaio 1947
• Gronchi Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Guariento Antonio, Gruppo Democratico Cristiano
• Guerrieri Emanuele, Gruppo Democratico Cristiano
• Guerrieri Filippo, Gruppo Democratico Cristiano
• Gui Luigi, Gruppo Democratico Cristiano
• Guidi Cingolani Angela Maria, Gruppo Democratico Cristiano
• Gullo Fausto, Gruppo Comunista
• Gullo Rocco, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Imperiale Giuseppe, Gruppo Comunista
• Iotti Leonilde, Gruppo Comunista
• Jacini Stefano, Gruppo Democratico Cristiano
• Jacometti Alberto, Gruppo Socialista
• Jervolino Angelo Raffaele, Gruppo Democratico Cristiano
• La Gravinese Nicola, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• La Malfa Ugo, Gruppo Repubblicano
• La Pira Giorgio, Gruppo Democratico Cristiano
• La Rocca Vincenzo, Gruppo Comunista
• Labriola Arturo, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Laconi Renzo, Gruppo Comunista
• Lagravinese Pasquale, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Lami Starnuti Edgardo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Landi Romolo, Gruppo Comunista
• Lazzati Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Leone Francesco, Gruppo Comunista
• Leone Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Lettieri Raffaele, Gruppo Democratico Cristiano
• Li Causi Girolamo, Gruppo Comunista
• Lizier Pietro, Gruppo Democratico Cristiano
• Lizzadri Oreste, Gruppo Socialista
• Lombardi Carlo, Gruppo Comunista
• Lombardi Giovanni, Gruppo Socialista, deceduto il 29 ottobre 1946
• Lombardi Riccardo, Gruppo autonomista
• Lombardo Ivan Matteo, Gruppo Socialista
• Longhena Mario, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Longo Luigi, Gruppo Comunista
• Lopardi Emidio, Gruppo Socialista
• Lozza Stellio, Gruppo Comunista
• Lucifero D'Arpigliano Roberto, Blocco nazionale della libertà
• Luisetti Virgilio, Gruppo Socialista
• Lupis Giuseppe, Gruppo Socialista
• Lussu Emilio, Gruppo autonomista
• Macrelli Cino, Gruppo Repubblicano
• Maffi Fabrizio, Gruppo Comunista
• Maffioli Catullo, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Magnani Marino, Gruppo Comunista
• Magrassi Eliseo Giovanni, Gruppo Repubblicano
• Magrini Luciano, Gruppo Repubblicano
• Malagugini Alcide, Gruppo Socialista
• Maltagliati Abdon, Gruppo Comunista
• Malvestiti Piero, Gruppo Democratico Cristiano
• Mancini Pietro, Gruppo Socialista
• Mannironi Salvatore, Gruppo Democratico Cristiano
• Manzini Raimondo, Gruppo Democratico Cristiano
• Marazza Achille, Gruppo Democratico Cristiano
• Marchesi Concetto, Gruppo Comunista
• Marconi Pasquale, Gruppo Democratico Cristiano
• Mariani Enrico, Gruppo Socialista
• Mariani Francesco, Gruppo Socialista
• Marina Mario, Gruppo dell'Uomo Qualunque, indi Gruppo dell'Unione Democratica nazionale
• Marinaro Francesco, Blocco nazionale della libertà
• Marinelli Oddo, Gruppo Repubblicano
• Martinelli Malio, Gruppo Democratico Cristiano
• Martino Edoardo Angelo, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (assistenza ai reduci e partigiani) dal 4 giugno 1947
• Martino Enrico, Gruppo Repubblicano, dimissionario 30 ottobre 1947
• Martino Gaetano, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Marzarotto Achille, Gruppo Democratico Cristiano
• Massini Cesare, Gruppo Comunista
• Massola Umberto, Gruppo Comunista
• Mastino Debrio Gesumino, Gruppo Democratico Cristiano
• Mastino Pietro, Gruppo autonomista
• Mastrojanni Ottavio, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Mattarella Bernardo, Gruppo Democratico Cristiano
• Mattei Teresa, Gruppo Comunista
• Matteotti Carlo, Gruppo Socialista
• Matteotti Matteo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Mazza Crescenzo, Gruppo dell'Uomo Qualunque sino al 7 novembre 1947, indi Gruppo misto dal 7 novembre 1947
• Merighi Mario, Gruppo Socialista
• Merlin Angelina Livia, Gruppo Socialista
• Merlin Umberto, Gruppo Democratico Cristiano
• Merzagora Cesare, Ministro Segretario di Stato per il commercio con l'estero dal 31 maggio 1947
• Mezzadra Domenico, Gruppo Comunista
• Miccolis Leonardo, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Micheli Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Minella Angiola, Gruppo Comunista
• Minio Enrico, Gruppo Comunista
• Modigliani Giuseppe Emanuele, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani, deceduto il 5 ottobre 1947
• Molè Enrico, Gruppo Democratico del Lavoro
• Molinelli Guido, Gruppo Comunista
• Momigliano Riccardo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Montagnana Mario, Gruppo Comunista
• Montagnana Togliatti Rita, Gruppo Comunista
• Montagnaní Pietro, Gruppo Comunista, dimissionario 16 luglio 1946
• Montalbano Giuseppe, Gruppo Comunista
• Montemartini Gabriele Luigi, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Monterisi Vito, Gruppo Democratico Cristiano
• Monticelli Reginaldo, Gruppo Democratico Cristiano
• Montini Lodovico, Gruppo Democratico Cristiano
• Morandi Rodolfo, Gruppo Socialista
• Moranino Francesco, Gruppo Comunista
• Morelli Luigi, Gruppo Democratico Cristiano
• Morelli Renato, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Morini Attilio, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Moro Aldo, Gruppo Democratico Cristiano
• Mortati Costantino, Gruppo Democratico Cristiano
• Moscatelli Vincenzo, Gruppo Comunista
• Motolese Alfonso, Gruppo Democratico Cristiano
• Murdaca Filippo, Gruppo Democratico Cristiano
• Murgia Francesco, Gruppo Democratico Cristiano
• Musolino Eugenio, Gruppo Comunista
• Musotto Francesco, Gruppo Socialista
• Nasi Virgilio, Gruppo Democratico del Lavoro
• Natoli Lamantea Aurelio, Gruppo Repubblicano, dimissionario 3 luglio 1947
• Negarville Celeste Carlo, Gruppo Comunista
• Negro Antonio, Gruppo Comunista
• Nenni Pietro, Gruppo Socialista
• Nicotra Maria, Gruppo Democratico Cristiano
• Nitti Francesco Saverio, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Nobile Umberto, Gruppo Comunista
• Nobili Oro Tito Achille, Gruppo Socialista
• Noce Longo Teresa, Gruppo Comunista
• Notarianni Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Novella Agostino, Gruppo Comunista
• Numeroso Raffaele, Gruppo Democratico Cristiano
• Orlando Camillo, Gruppo Democratico Cristiano
• Orlando Vittorio Emanuele, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Pacciardi Randolfo, Gruppo Repubblicano
• Pajetta Gian Carlo, Gruppo Comunista
• Pajetta Giuliano, Gruppo Comunista
• Pallastrelli Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Paolucci Silvio, Gruppo Repubblicano
• Paratore Giuseppe, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Paris Danilo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Parri Ferruccio, Gruppo Repubblicano
• Pasqualino Vassallo Rosario, Gruppo Democratico del Lavoro
• Pastore Giulio, Gruppo Democratico Cristiano
• Pastore Raffaele, Gruppo Comunista
• Pat Bortolo Manlio, Gruppo Democratico Cristiano
• Patricolo Gennaro, Gruppo dell'Uomo Qualunque sino al 7 novembre 1947, indi Gruppo misto, indi Gruppo Unione Democratica Nazionale
• Patrissi Emilio, Gruppo dell'Uomo Qualunque, indi Gruppo Unione Democratica Nazionale
• Pecorari Fausto, Gruppo Democratico Cristiano
• Pella Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Pellegrini Giacomo, Gruppo Comunista
• Pellizzari Achille, Gruppo Democratico Cristiano
• Penna Buscemi Ottavia, Gruppo dell'Uomo
• Pera Giovanni Battista, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Perassi Tomaso, Gruppo Repubblicano
• Perlingieri Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Perrone Capano Giuseppe, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Perrotti Nicola, Alto Commissario aggiunto per l'igiene e la sanità pubblica dal 31 luglio 1945 al 28 gennaio 1947 Alto Commissario dai 7 febbraio 1947
• Persico Giovanni, Gruppo Democratico del lavoro, indi Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Pertini Sandro, Gruppo Socialista
• Perugi Giulio, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Pesenti Antonio, Gruppo Comunista
• Petrilli Raffaele Pio, Gruppo Democratico Cristiano
• Piccioni Attilio, Gruppo Democratico Cristiano
• Piemonte Giuseppe Ernesto, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Pieri Gino, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Pignatari Aldo Enzo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Pignedoli Antonio, Gruppo Democratico Cristiano
• Pistoia Umberto, Gruppo Socialista
• Platone Felice, Gruppo Comunista
• Pollastrini Elettra, Gruppo Comunista
• Ponti Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Ponticelli Francesco, Gruppo Democratico Cristiano, dimissionario 11 settembre 1946
• Porzio Giovanni, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Pratolongo Giordano, Gruppo Comunista
• Pressinotti Pietro, Gruppo Socialista
• Preti Luigi, Gruppo Socialista di Unione proletaria, indi Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Preziosi Costantino, Gruppo Democratico del Lavoro
• Priolo Antonio, Gruppo Socialista
• Proia Alfredo, Gruppo Democratico Cristiano
• Pucci Alberto Mario, Gruppo Comunista
• Puoti Renato, Gruppo dell'Uomo Qualunque, indi Gruppo dell'Unione Democratica nazionale
• Quarello Gioacchino, Gruppo Democratico Cristiano
• Quintieri Adolfo, Gruppo Democratico Cristiano
• Quintieri Quinto, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale, indi Gruppo liberale
• Raimondi Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Rapelli Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Ravagnan Riccardo, Gruppo Comunista
• Reale Eugenio, Gruppo Comunista
• Reale Vito, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Recca Raffaele, Gruppo Democratico Cristiano
• Rescigno Matteo, Gruppo Democratico Cristiano
• Restagno Pier Carlo, Gruppo Democratico Cristiano
• Restivo Francesco, Gruppo Democratico Cristiano, dimissionario 13 novembre 1947
• Ricci Giuseppe, Gruppo Comunista
• Riccio Stefano, Gruppo Democratico Cristiano
• Rivera Vincenzo, Gruppo Democratico Cristiano
• Rodi Cesario, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Rodinò Di Miglione Mario, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Rodinò Ugo, Gruppo Democratico Cristiano
• Rognoni Arturo, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Romano Antonio, Gruppo Democratico Cristiano
• Romita Giuseppe, Gruppo Socialista
• Ronchi Vittorio, Alto Commissario per l'alimentazione dal 4 giugno 1947
• Rosselli Enrico, Gruppo Democratico Cristiano
• Rossi Giuseppe, Gruppo Comunista
• Rossi Maria Maddalena, Gruppo Comunista
• Rossi Paolo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Roveda Giovanni, Gruppo Comunista
• Rubilli Alfonso, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Ruggeri Luigi, Gruppo Comunista
• Ruggiero Carlo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Ruini Meuccio, Gruppo misto
• Rumor Mariano, Gruppo Democratico Cristiano
• Russo Perez Guido, Gruppo dell'Uomo Qualunque sino al 7 novembre 1947; indi Gruppo misto; indi Gruppo dell'Unione Democratica nazionale
• Saccenti Dino, Gruppo Comunista
• Saggin Mario, Gruppo Democratico Cristiano
• Salerno Nicola, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Salizzoni Angelo, Gruppo Democratico Cristiano
• Salvatore Attilio, Gruppo Democratico Cristiano
• Sampietro Umberto, Gruppo Democratico Cristiano
• Sansone Luigi Renato, Gruppo Socialista
• Santi Ettore, Gruppo Repubblicano
• Sapienza Giuseppe, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Saragat Giuseppe, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Sardiello Gaetano, Gruppo Repubblicano
• Sartor Domenico Giacomo, Gruppo Democratico Cristiano
• Scalfaro Oscar Luigi, Gruppo Democratico Cristiano
• Scarpa Sergio, Gruppo Comunista
• Scelba Mario, Gruppo Democratico Cristiano
• Schiavetti Fernando, Gruppo autonomista
• Schiratti Guglielmo, Gruppo Democratico Cristiano
• Scoca Salvatore, Gruppo Democratico Cristiano
• Scoccimarro Mauro, Gruppo Comunista
• Scotti Alessandro, Gruppo Democratico del Lavoro
• Scotti Francesco, Gruppo Comunista
• Secchia Pietro, Gruppo Comunista
• Segala Mario, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Segni Antonio, Gruppo Democratico Cristiano
• Selvaggi Vincenzo, Blocco Nazionale della libertà, indi dell'Uomo Qualunque, indi dell'Unione Democratica nazionale
• Sereni Emilio, Gruppo Comunista
• Sforza Carlo, Gruppo Repubblicano
• Sicignano Ludovico, Gruppo Comunista
• Siles Nicola, Gruppo Democratico Cristiano
• Silipo Luigi, Gruppo Comunista
• Silone Ignazio, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Simonini Alberto, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Spallicci Aldo, Gruppo Repubblicano
• Spano Velio, Gruppo Comunista
• Spataro Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Stampacchia Vito Mario, Gruppo Socialista
• Stella Albino Ottavio, Gruppo Democratico Cristiano
• Storchi Ferdinando, Gruppo Democratico Cristiano
• Sullo Fiorentino, Gruppo Democratico Cristiano
• Taddia Gherardo Ruggero, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Tambroni Armaroli Fernando, Gruppo Democratico Cristiano
• Targetti Ferdinando, Gruppo Socialista
• Taviani Emilio Paolo, Gruppo Democratico Cristiano
• Tega Renato, Gruppo Socialista
• Terracini Umberto, Gruppo Comunista
• Terranova Corrado, Gruppo Democratico Cristiano
• Tessitori Tiziano, Gruppo Democratico Cristiano
• Tieri Vincenzo, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Titomanlio Vittoria, Gruppo Democratico Cristiano
• Togliatti Palmiro, Gruppo Comunista
• Togni Giuseppe, Gruppo Democratico Cristiano
• Tomba Tullio, Gruppo Socialista
• Tonello Tommaso, Gruppo Socialista
• Tonetti Giovanni, Gruppo Socialista
• Tosato Egidio, Gruppo Democratico Cristiano
• Tosi Enrico, Gruppo Democratico Cristiano
• Tozzi Condivi Renato, Gruppo Democratico Cristiano
• Tranquilli Secondo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Tremelloni Roberto, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Treves Paolo, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Trimarchi Michelangelo, Gruppo Democratico Cristiano
• Tripepi Domenico, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Trulli Martino, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Tumminelli Michele Maria, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Tupini Umberto, Gruppo Democratico Cristiano
• Turco Alessandro, Gruppo Democratico Cristiano
• Uberti Giovanni, Gruppo Democratico Cristiano
• Valenti Michele, Gruppo Democratico Cristiano
• Valiani Leo, Gruppo autonomista
• Vallone Luigi, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Valmarana Giustino, Gruppo Democratico Cristiano
• Vanoni Ezio, Gruppo Democratico Cristiano
• Varvaro Antonino, Gruppo misto
• Venditti Milziade, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Vernocchi Olindo, Gruppo Socialista
• Veroni Dante, Gruppo Democratico del Lavoro
• Viale Ambrogio, Gruppo Democratico Cristiano
• Vicentini Rodolfo, Gruppo Democratico Cristiano
• Vigna Oberdan, Gruppo Socialista
• Vigo Gaetano, Gruppo Democratico Cristiano
• Vigorelli Ezio, Gruppo Socialista
• Vilardi Giuseppe, Gruppo dell'Uomo Qualunque
• Villabruna Bruno, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Villani Ezio, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Vinciguerra Ireneo, Gruppo Socialista
• Vischioni Felice, Gruppo Socialista
• Visocchi Guglielmo, Gruppo dell'Unione Democratica Nazionale
• Volpe Calogero, Gruppo Democratico Cristiano
• Zaccagnini Benigno, Gruppo Democratico Cristiano
• Zagari Mario, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Zanardi Francesco, Gruppo Socialista dei lavoratori italiani
• Zannerini Emilio, Gruppo Socialista
• Zappelli Luigi, Gruppo Socialista
• Zerbi Tommaso, Gruppo Democratico Cristiano
• Zotta Mario, Gruppo Democratico Cristiano
• Zuccarini Oliviero, Gruppo Repubblicano

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