domenica 31 maggio 2009

Le rivelazioni di Santa Anché

L'Italia
è
una
Repubblica
ri-fondata
sul Berlusconismo,
sul Gossip
e sulle
rivelazioni
di
Santa
Anché.

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Coraggio, l'uomo del popolo è con noi!

Gioite Chef, Operai, Dipendenti, Mendicanti, Poveri.
L’uomo del popolo vi è amico.

Gino Flaminio dixit.

Stateve accuorte voi Criminali, Corruttori, Grassatori, Pedofili e Magnacci.
L’uomo del popolo vi distruggerà!

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venerdì 29 maggio 2009

Cosa c'è dietro al vile tentativo di aggressione di La Russa a Genova

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, richiama gli agenti della sua scorta per bloccare un giovane che ha cercato di avvicinarglisi con fare minaccioso, nel centro storico di Genova (Ansa)

Momenti di tensione durante la visita del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel centro storico di Genova. Secondo una prima ricostruzione, un giovane spagnolo si sarebbe avvicinato in modo minaccioso al ministro e avrebbe tentato di aggredirlo.

Intanto sappiamo che il solito giovane spagnolo e per giunta sedicente anarchico pluridecorato a tutte le malvagità possibili e immaginabili altri non era che uno squilibrato con precedenti di anarchismo alcolico che aveva indossata la "maschera nature" di 'Gna.

L'aggressore, sotto mentite spoglie, viene bloccato dagli angeli custodi del ministro. Ad un primo esame si capisce subito che non è lui, ma uno che gli somiglia.

Il secondo mistero svelato è che il ministro della Difesa, dopo essersi fatto difendere dal pugno del suo amico senatore ha voluto mostrare il lato B della sua personalità che è questa: «Spero che non arrestino quell'uomo. Prima voglio capire se è sano di testa, e se lo è vorrei parlargli. Mi farò spiegare la motivazione di questo suo tentativo». Quindi, alla base di questa vicenda, ci sta l'esigenza del ministro di mostrare a tutti quale generosa indole macha è la sua.

Questo è tutto, gente, alla prossima aggressione.

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giovedì 28 maggio 2009

Brunettenstein: basta con i panzoni di polizia

Io non so che ci sto a fare, a dire, a guardare. Qualsiasi cosa io dica sembra detta da un gigante. In effetti, ad un esame più approfondito, sono megaboiate gigantesche le cose che dico. Ultimamente ne ho pensata una che, per la portata in sé immane, quasi rischiavo di rimanerci sotto. Perché io studio la notte sul da farsi, mica studia solo lui. E me venuta ‘st’idea dei panzoni. Avevo mangiato all’osteria da Trimalcione, iersera, e mi sono ingozzato come fosse stato l’ultimo pasto. Sarà che non ho digerito bene, fatto sta che un incubo atroce mi terrorizzò l’ambientino in cui vivo: mi era venuto il panzone, ma così grosso, così grasso e canterino che mi sono svegliato col cuore in gola e subito ho pensato che dovevo far dimagrire i poliziotti panzoni. Perché i poliziotti? Non so, è la prima cosa che m’è venuta in mente. Ho pensato che non è giusto guardare alla polizia panzona e ammiccare un sorriso di scherno. E poi, mi sono detto, che la pistola e il manganello è meglio che vadano in giro a darsi da fare piuttosto che scribacchiare cartacce inutili. È stato terribile l’incubo. Erano venuti tutti col panzone a giro vita, a trovarmi: Maroni, ‘Gna, Sandrocchia, l’Umberto, Calderollo, e... Silvio. Devo escogitare qualcosa pure per loro. Uhm, quel Silvio lì, più lo attaccano, più s’ingrassa. Sì, proprio gnagneri sono a sinistra. Mi sa che devo fargli fare i cento giri della Piazza: devo tenerlo in forma per le prossime gite.

E poi scioglierei l’Antimafia. Questa è un’altra megaboiata pazzesca che m’è venuta diciamo intorno all’alba, dopo il secondo incubo quando ‘Gna mi saltò addosso col suo panzone che voleva fare con me il lottatore di sumo, e per poco non mi sminkiava a me che sono piccoletto. Ecco, quando vidi ‘Gna addosso a me, in quel preciso istante mi venne in mente di sciogliere l’Antimafia.
Perché ho pensato: se faccio fare dei cartelloni con la faccia mia e quella di ‘Gna col panzone, sono certo che la Mafia si scioglie da sola, quindi che motivo c’è di tenere l’Antimafia, questi quattro burocrati parassiti che si pappano i dinderi senza manco dire: “Minchia, ah!”. Se si rispettassero le regole, non ci sarebbe bisogno dell'antimafia, perché la mafia è una forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre. E, quindi, c'è l'antimafia perché c'è la mafia. Se non ci fosse l’Antimafia, la mafia che ragione avrebbe di esistere, dico io? Ditemi, è o non è un ragionamento casual, il mio?

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Formichiere deluso dalla Gelmini scappa in Sudamerica

Ha detto la Gelmini: "Chi non sa dirigere cambi mestiere".
"Scuole senza soldi? Basta fare politica, chi non sa dirigere vada a casa!".
Così un povero formichiere della scuola italiana, deluso dalle parole mortificanti della maestrina delle libertà azzurre, decide di andarsene via dall'Italia dove ormai sono sparite le formichine laboriose e piene di voglia di imparare.
Alla Gelmini lascia la scuola piena delle vespe d'agosto e anche questa dichiarazione: "La Scuola è fatta esclusivamente per lo sfruttamento dei pazienti formichieri che non la capiscono più (la Gelmini) e che preferiscono tracimare altrove piuttosto che rischiare di prenderla a schiaffi".

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mercoledì 27 maggio 2009

On. Ustinu Mastinu a Termini Imerese

Questo sì è un manifesto geniale!

Appeso qua e là nella Civitas Splendidissima fa da contraltare ai più fastidiosi e tragicomici manifesti elettorali.
Il mio plauso se lo merita tutto come si merita tutto lo spazio!

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Ecco finalmente gli eurocasini veri!

Dopo l'accorato grido di dolore della Marcegaglia (quella che ha avuto i soldi veri!), anche Casini è addolorato: «Il governo usa soldi finti per combattere la crisi».

«Di fronte alla crisi - dice - sta semplicemente sperando che passi. Berlusconi, invece di mettere in piedi un piano di infrastrutture per rilanciare l'economia, un giorno parla di Ponte sullo Stretto, un giorno di Abruzzo: ma sono sempre gli stessi soldi finti che girano. E invece bisognerebbe iniettare nell'economia italiana qualcosa di reale e immediato, anche perché i segnali sono devastanti».

È ora di cambiare casino! La mia proposta di eurocasini veri è l'unica valida in questo marasma di soldi finti. Una cifra, una garanzia!

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Zitti, alla Saras parla la Morte!

L’incidente alla Saras che ha ucciso tre lavoratori, ci ricorda, se mai avessimo avuto dubbi, che anche dall’altra parte della barricata sociale, ci sono occhi che piangono, cuori che battono e meningi che si spremono in una gara micidiale a chi riesce a stare, nel suo minuto di silenzio, fermo e col pensiero severo rivolto alla fatalità tragica della classe operaia.

«Ennesima tragica notizia» è il pensiero di Fini che, guarda la coincidenza, stava in un convegno dal titolo “Il lavoro che cambia”. (Cambia che cosa? Cambia un essere umano vivo in uno morto!, caso mai).
«Il profondo cordoglio proprio personale e quello dell'intera Assemblea di Palazzo Madama» è la dichiarazione di Schifani; qui, sorvoliamo per decenza e per l’inutilità del gesto;
«Tragedia immane» lo dice Cappellacci; il governatore qualcosa deve pur dirla;
«Ora sono doverosi i più attenti e scrupolosi accertamenti sulle responsabilità», Sacconi dixit;
«...» (Ora sono doverosi... perché, prima e prima e ancora prima della Thyssen e di tutte le altre immani tragedie?).

Allora, il Moratti (i Moratti hanno comunicato con una nota il «tragico evento» verificatosi presso la raffineria di Sarroch, esprimendo «profondo dolore») stavolta non vince scudetti e incassa TRE MORTI!

Ditemi cosa occorre fare per far star zitta questa MORTE continua!
Per ridimensionare questi padroni e i loro fedeli alleati della politica!

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martedì 26 maggio 2009

Ero tra gli 8 e i 12mila metri, ma poi è arrivato lui

Mi avevano convinto a volare, a me che ho l'allergia all'altitudine, con la patetica promessa che sarei andato incontro agli angeli tra le nuvole con i quali avrei dialogato sulle tentazioni e le debolezze di questa umanità perpetuamente immorale.

Entro in quel corridoio alato e mi siedo, come in un autobus di montagna dai sedili ristretti e opprimenti, accanto ad un oblò. Non mi faccio il segno della croce in quanto ateo ma mi attacco le dita agli zebedei. Dovranno funzionare, mi ripetevo ad alta voce, questa volta, non come l'ultima quando vinse il premier e fu notte.

Il pilota inserisce la chiave, mette in moto e parte. L'aereo decolla e comincia a sbatacchiarsi in su e in giù. Da quei luoghi aerei di pubblica decenza, comincio a mescolare i pensieri più strani che per uno già strano di suo, non facevano altro che aumentarmi l'acido lattico al cervello.

Il pilota dice che tutto attorno a noi è lieve come una rosa vellutata e che siamo a circa 8mila mt dall'amata terra. Amata terra? Eh sì, ha volte bisogna amarla quella terra là sotto, non sia mai che ci si sfracelli senza aver rivolto un pensiero gentile alle pecore, alle tigri, agli squali, ai preti, agli onorevoli e ministri, ai biglietti del tram e alle mie scarpe da montagna.

Rapito da questi pensieri astratti mi si ferma la coda dell'occhio su un bimbo dall'apparente età di 3-5 anni, alto quanto un premier qualsiasi che gioca a nascondino con me, (nel senso che quando io lo guardo, egli si nasconde dietro lo schienale del sedile). Ecco, adesso arrivano, lo sento. Puntuali, come le tasse dell'Ici che hanno tolto con una mano, mentre con l'altra se la sono ripresa sotto forma di inflazione, arrivano le fatidiche domande alla mammina dalla faccia rotonda e col musso pittato.

«Mamma, mamma, e se dovesse cadere, pensi che poi papi ci viene a prendere con la macchinina?».

Come faccia uno Aereo libero come questo che sta volando a essere sottoposto a bimbi simili e a rischi simili è una cosa che dovrò domandarmi, mi dissi tra me e l'altro fuori da me, sempre che papi ci venga a prendere con la macchinina.

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Comunismo

15° appuntamento con i: Concetti di Marx e dei marxisti
MMM” - Memorie Minime Marxiste

Comunismo

Il termine ha essenzialmente tre contenuti. Definisce una società basata sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione e dei beni e sull’assenza di qualsiasi forma di proprietà privata; una dottrina economica, politica, ideologica che mira all’instaurazione del regime comunista; un movimento storico che designa una delle principali tendenze del movimento operaio internazionale del XIX secolo.

Anche se le dottrine collettiviste o comunitarie si incontrano sin dall’antichità (Platone) e lungo tutto il corso della storia (Tommaso Moro, Campanella) la dottrina comunista propriamente detta, il movimento comunista e soprattutto i regimi comunisti sono (stati) fenomeni recenti, apparsi in reazione alle difficoltà e alle contraddizioni generate dal capitalismo.

Nella prima metà del XIX secolo le idee comuniste si diffondono nella classe operaia e presentano un’originalità indiscutibile rispetto alla corrente socialista. «Il socialismo era un movimento delle classi medie, il comunismo un movimento della classe operaia» (F. Engels, Introduzione al Manifesto del partito comunista).

Se il comunismo è indiscutibilmente legato allo sforzo di organizzazione del movimento operaio, questo, dapprincipio, gli preferì altre dottrine (come il socialismo e l’anarchismo) e cominciò ad aderirvi in massa solo grazie all’intervento ideologico e politico di Karl Marx.

Il ruolo di Marx è duplice e decisivo: crea una dottrina che è nello stesso tempo un’analisi scientifica della società capitalistica e delle sue contraddizioni, e un programma d’azione: egli interviene politicamente per diffondere nelle organizzazioni operaie questa analisi e il suo programma di trasformazione sociale, in particolar modo all’interno della Prima Internazionale. Indica così la duplice missione ideologica e politica del movimento comunista: «Passare dall’arma della critica alla critica delle armi».

[...]

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lunedì 25 maggio 2009

Per cretino che sia

«Gli uomini sono pronti a ubbidire a qualsiasi ordine, per cretino che sia, purché venga pronunciato da una voce risonante e ben modulata». (W.A.)

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Natale 1944

Oggi la giornata è stata «non lavorativa» poiché le imprese alle quali il campo affitta la propria manodopera sono chiuse. Da qualche giorno, un albero di Natale è stato eretto sulla piazza dove vien fatto l’appello. È ornato da ghirlande di lampadine elettriche a colori. La mattina la si è trascorsa nei blocchi, sottoposti al fastidio dei kapò, che si dedicavano alla loro unica iniziativa: le SS fanno fermentare pesantemente la schnaps della vigilia.

Appello, contrappello, ispezione delle camerate, controllo igienico (tutti hanno parecchie migliaia di lendini negli stracci che fungono da camicie) sotto gioiosi manifesti che esaltano la pulizia: «eine Laus dein Tod» (un solo pidocchio, e sei morto). Gli inservienti di camera (Stubendienst), in genere giovani invertiti posti al servizio personale dell’aristocrazia dei campi, che viene di preferenza reclutata tra i triangoli verdi o rosa, additano qualche detenuto all’attenzione benevolente dei kapò. Fioccano le frustate o i calcioni.

A metà giornata, le SS si stancano e decidono di organizzare una piccola manifestazione per commemorare il Natale. Si installano attorno all’albero lo stato maggiore delle SS e l’orchestra degli zingari del campo, i cui violini si alternano con i canti del coro polacco; tra i due gruppi, due detenuti sovietici, in divisa a righe nuova, decorata con rami di abete e agrifogli.

Tutto il corteo compie due volte il giro intorno all’albero di Natale. Quindi la processione si ferma, tutti si rimettono in fila; ancora un coro polacco, poi i violini abbozzano un valzer nostalgico. A questo punto, i due Russi vengono impiccati alla forca che si trova all’entrata del campo. Sono rimasti là appesi per parecchi giorni. Andandosene, una delle SS prende tra le braccia un cagnolino la cui gamba rotta è sostenuta da una stecca: detesta veder soffrire gli animali.

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domenica 24 maggio 2009

Italiani, se avvistate il premier, facìte ammuìna

Italiani, ovunque vi troviate, se avvistate il premier, facìte ammuìna: tutti chilli che stann'a prora vann'a leccargli il pelo, e chilli che stann'a poppa vann'a baciargli le mani; chilli che stanno coi camerati vann'a sinistra e chilli che stanno coi compagni vann'a destra; tutti chilli che stann'abbascio a le sue scarpe vann'in coppa a la capa e chilli che stann'in coppa a la capa vann'abbascio. Chi nun tiene nient'a fa, s'aremeni le palle accà e allà. Facìtilo cuntiente.

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sabato 23 maggio 2009

La Via Crucis della classe operaia di Termini Imerese

"Il crollo dello stabilimento della città è il crollo dell'economia della città": una frase ad effetto di Giorgio Cremaschi colta al volo nell'intervento di chiusura della manifestazione operaia sulla crisi dell'auto tenuta stamattina a Termini Imerese.


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L'ultima bugia dannosa del truccato vivente

Berlusconi: mai detto che il Parlamento è dannoso.
Io non ho detto niente.
Manco ho parlato.
"Evidentemente l'antico vizio stalinista di capovolgere la realtà non è mai venuto meno".

Ps.: il naso gli si sta allungando a dismisura, come i gradimenti dei sondaggi che lo rendono inattaccabile oltre ogni misura terrena. Oltre che pinocchione è anche noioso, come una mosca cavallina d'estate. Ma perché devo soffrire anch'io il masochismo consapevole della massa italiana?

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venerdì 22 maggio 2009

Se Fini fa il compagno

Se Fini fa il compagno e Franceschini fa l’amico, sapendo che Di Pietro fa il valoroso e D’Alema fa il baffetto, annotando che l’Umberto fa il ciufile e Pannella fa gli scioperi, cosa fa Berlusconi?

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mercoledì 20 maggio 2009

Il Trionfo della Verità

Alla fine di ogni percorso accidentato la Verità emerge dai recessi remoti per sempre trionfare.


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Berlusconi - Mills: Vedrete cosa dirò in parlamento sui giudici

Davanti alle Camere riunite:

Signor Presidente del Senato, signor Presidente della Camera, signore ministre, signori ministri, signore deputatesse, signori deputati, signore senatrici, signori senatori, uscieri e dattilografi, italiane e italiani, ragazze e ragazzi, bambine e bambini, nane e nani io, Silvio Berlusconi, Primo Ministro di questo Governo legittimamente e democraticamente eletto, mi accingo a fare una dichiarazione circa le motivazioni che hanno portato la magistratura filocomunista milanese ad accusarmi di avere corrotto un cittadino inglese, un certo avvocato Mills, facendogli avere la somma di 600mila dollari “come ricompensa per non aver rivelato in due processi (All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza, con Mills in qualità di testimone e quindi con l'obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla), le informazioni su due società off- shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri”. Io non conosco questo avvocato Mills. Mai intrattenuto con questo signore rapporti di alcunché tipo. Chi è? Dove abita? Cosa fa?

Non capisco dove questi giudici, filocomunisti, abbiano appreso della mia presunta partecipazione ad una “cosiddetta corruzione” per tacitare costui? È un’invenzione totale per screditarmi e per distruggermi. Non solo. So per certo che la Gandus, da me ricusata, si è fatta raccomandare dai miei diabolici avversari per continuare la sua crociata e per crocifiggermi sull’altare di Ifigenia. Se io vi dico che non lo conosco, mi dovete credere, altrimenti dove sta la credibilità di un normale cittadino italiano accusato ingiustamente. Se io vi dico che i giudici non hanno prove su quanto affermano, mi dovete credere, altrimenti come posso difendermi da innocente, se dobbiamo fare spazio a invenzioni criminali e pretestuose di questi signori. Allora, colleghe e colleghi, io non c’entro niente, sono innocente.

“Perché non mi faccio processare? Su questa cosa mi infurio. Se ho appena detto che sono innocente. Lei si farebbe processare se nel suo intimo sapesse di essere totalmente estranea ad un evento di corruzione così grave. Lo posso giurare sui miei figli. Non perdo tempo a risponderle, cara la mia giornalista dell’Unità. Me ne vado o sennò se ne va lei. Questa cosa mi fa infuriare, è come se mi dicessero che non mi chiamo Silvio Berlusconi. Ma mi farò processare solo quando avrò dei giudici onesti e imparziali”.

Se io dico che sono innocente, non lo dico soltanto da presidente del consiglio. Mi dovete credere sulla parola in quanto cittadino italiano, che paga regolarmente le tasse, va a messa, si confessa e si comunica, ama il Milan, Ancelotti no, ama le belle maniere, non è tirchio ma di manica larga, generoso, che spende migliaia e migliaia di euri (alla faccia di chi non può) per qualche piccolo gioiello, che ama in maniera incondizionata tutte le belle gnocche e perfino Bondi, che ha fatto della sua generosità un campo di battaglia quotidiano in mezzo ai terremotati dell’Abruzzo. E che dovrei fare ancora, per dimostrare il mio grande animo generoso e solidale: sperare che l’Italia venga completamente distrutta da un terremoto globale così da raddoppiare la mia quantità di generoso presenzialismo? Io su questa cosa m’infurio.

Io questo Mills non lo conosco. Ma conosco il mio avvocato che ha inventato il lodo Alfano perché mi difendesse da un disegno criminale dei miei avversari che mi vogliono distruggere. Ecco, gli italiani dovrebbero innalzare un monumento a Ghedini e uno più piccolo ad Alfano, per aver salvato, loro due, l’Italia dalla barbarie comunista dei magistrati. Io rassegnare le dimissioni? Mai. Intanto perché sono innocente e poi perché italiano. Io insisto molto su questo fatto delle invenzioni delle prove contro di me. È una invenzione della sinistra che sconfitta non esiste più e si attacca a inezie di questa portata. La sinistra non esiste più? E allora chi le ha inventate? Ma non ha importanza, chiunque le abbia inventate se le porterà con sé nel segreto istruttorio.

Aspetto con ansia la fine di questa dolorosa vicenda che mi vede, ripeto, innocente, e che fino a prova contraria, non ha prodotto nessuna prova contro di me. Voi, normali cittadini italiani, di chi vi fidate? Di me, che vi ho data prova, questo sì, di grandi coerenze, trasparenza e onestà, o di presunti giudici che mi accusano con prove inesistenti, perché sobillati da figure oscure ma anche dall’odio profondo verso la mia persona? Io ho sentito questo Mills, che non conosco, dire che “sia il dottor Attanasio (il riferimento è all'imprenditore napoletano Diego Attanasio dal quale, secondo Mills, proverrebbero quei 600 mila dollari che, invece, secondo l'accusa, sarebbero stati versati da Silvio Berlusconi) che il dottor Berlusconi sono state vittime - mai era la mia intenzione - dei miei errori". Questo credo sia sufficiente a chiudere questa questione e farmi dire che l’unico imputato per essersi autocorrotto da sé è questo sedicente avvocato che io non ho mai avuto il dispiacere di incontrare.

Finisco questa mia invettiva sapendo di essere nel giusto e mi ricollego a quanto detto all’inizio sul “vedrete cosa dirò in parlamento sui giudici”. Ecco, vi dirò qualcosa che vi farà capire perché io non potrò mai essere processato e condannato, dirò questo: IO NON ESISTO. Io sono un’invenzione degli italiani, della Sinistra e dei giudici milanesi. A volte perfino io dubito di me stesso e della mia stessa logica. Chi sono io per poter affermare con certezza: IO SONO BERLUSCONI? Voi lo dite. E ne state piangendo ancora le conseguenze.

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martedì 19 maggio 2009

L’Italia accerchiata da un bordello di interrogativi

A sn.: interno di una casa di tolleranza d'epoca, intesa anche bordello.

Cosa ci deve preoccupare di più?
1) L'Ibra che vuole andarsene dall’Inter?
2) Quei filocomunisti di magistrati milanesi che hanno detto che «l'avvocato Mills fu corrotto da Silvio Berlusconi»?
3) Berlusconi in rotta con la moglie?
4) 'Gna La Russa?
5) Il fatto che la Fiat vuole sciogliere nell’acido uno stabilimento del sud?
6) O la maggioranza degli italiani che continua a masturbarsi con l'effigie di Silvio?
Eccetera...

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Denaro

14° appuntamento con i: Concetti di Marx e dei marxisti
MMM” - Memorie Minime Marxiste

Denaro


«La merce particolare che in tal modo rappresenta l’esistenza adeguata del valore di scambio di tutte le merci, ossia il valore di scambio delle merci quale merce particolare, esclusiva, è il denaro». (Per la critica dell’economia politica, cap. I).

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lunedì 18 maggio 2009

Quel gran pezzo di Brunetta

Brunetta: "L'Italia non può diventare la pattumiera dell'immigrazione"
Roma: "L'Italia non è mai stata capace di una politica efficace per l'immigrazione. Ma la questione non è se su quel barcone c'erano criminali o persone che hanno diritto all'asilo: la posta in gioco è molto più grande". Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, intervistato da Corradino Mineo al Caffé di Rainews24, dice la sua sul tema del giorno, quello dei flussi migratori. E avverte: "L'Italia non può diventare la pattumiera dell'immigrazione clandestina".
Quindi: se entrano loro me ne vado io. Se esco io entrano loro. E questo è definitivo.
[...]
Ma sui flussi migratori anche la Chiesa, i vescovi, hanno attaccato il Governo... "La Chiesa? - ribatte Brunetta - La Chiesa? (ndr.: Pfui!). Che razza di obiezione è? Io sono uomo di governo, laico, e mi occupo della cosa pubblica da laico. Avrei capito se mi avesse detto: l'Unione europea, l'opposizione... Ma la Chiesa... Ha un ruolo diverso".
Anatema a te, gran pezzo di Brunetta.

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La nascita di Afrosilvio: svelato l’arcano che lega gli italiani al Premier

Svelato l’arcano che lega gli italiani al Premier.
Afrosilvio porta in sé un afrodisiaco potente, in grado di eccitare femmine e maschi, perfino gli animali dello zoo.

In origine, Afrosilvio, il dio del Desiderio incontrollato, emerse nudo dalla spuma del mare e cavalcando un gommone libico giunse dapprima all’isola di Lampedusa; quell’isola gli parve però troppo piccola e piena di CPT con sbarre e muri alti; le sue idee macroscopiche lo convinsero ad approdare nell’Italia e stabilì la sua residenza in una grotta lussuosa dall’esotico nome di Sbafo, il cui accesso era proibito ai comuni mortali.

Dovunque posi i piedi Afrosilvio, là sbocciano berluskones e gazebi. A Sbafo ninfe e satiri del suo seguito, si affrettano a vestirlo e adornarlo, considerato che lui ama esibirsi nudo.

Taluni ritengono che Afrosilvio sia nato dal cervello di Bondi, e che dal quel momento sia iniziata l’eccitazione afrodisiaca degli italiani verso il dio. Quando vola nell’aria Afrosilvio è accompagnato da stormi di passerine e tortorelle.

Il culto di Afrosilvio è quotidiano e non bisogna mai mancare ai grandi raduni per via dell’indice di gradimento che deve essere aggiornato quotidianamente.

L’eccitazione generale finirà quando il vento smetterà di soffiare a favore.

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domenica 17 maggio 2009

Gna La Russa canta: dite a Laura che l'amo

Prendiamone uno a caso di ministro, a Milano: ‘Gna La Russa e la sua lingua prima di collegarsi col cervello, che già sappiamo tanto affaticato per il ministero che conduce, e che cominci a straparlare di disumanità comunista, lanciando accuse e insulti a Laura Boldrini, dopo che una vecchia canzone di Michele lo aveva consigliato di dire “Dite a Laura che l’amo e che devo partire”; lui, invece, dice; “Dico a Laura che è disumana e che (non) me ne frega degli immigrati”; e aggiunge: “Dite a Laura che è criminale perché vuole che gli immigrati (stiano rinchiusi per mesi nei centri per poi espellerli, mentre noi li respingiamo subito) si sparpaglino sul territorio col fine ultimo di ingravidare le femmine nostre”; e poi, per finire: “Dite a Laura che il suo organismo non conta un fico secco, finché è la stampa che decide”.
“Dite a Laura che è di Rifondazione e porta il cognome di un noto capo partigiano, rispettabilissimo, per carità”.
Meno male che ha aggiunto il rispettabilissimo; non avrebbe potuto dire diversamente con la carica democratica che ricopre e che lo obbliga a non trascendere in volgarità fasciste. Oh, dimenticavo che il fascismo non esiste più! Oggi esiste il berlusconismo che tutto può e tutto giustifica.

Poi, casualmente lo prendiamo il giorno dopo, da Tripoli: ‘Gna La Russa, dice di non avere niente contro la signora Boldrini, ex fico secco, addirittura dichiara di non conoscerla nemmeno, e se si fosse offesa a lui gli dispiace. Solo che lui non riesce a immaginare un’azione umanitaria di (RESPINGIMENTO) da parte dei nostri marinai, che ci mettono il cuore, la passione e l’anima nell'eseguirla, proprio per quelle leggi del mare, che quando è agitato fa paura, e che non guarda in faccia a nessuno tantomeno ai poveri immigrati che hanno avuta l’insana idea si mettersi per mare e venire in Italia.


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Chi sei? Dove vai? Hai i documenti? Respinto!

Frattini al nigeriano trovato in mare: Chi sei? Dove vai? Hai i documenti? Respinto!
Sei veramente africano o sei un leghista travestito? Stai soffrendo? Chiedi asilo politico? Mi puoi dimostrare di essere uno scappato politico? Sai parlare l'italiano? Sei un buon cristiano? Se non mi rispondi non ti posso trarre in salvo... al massimo ti butto una ciambella di pane... una ciambella di salvataggio? Le abbiamo già distribuite agli altri... che dici? Non capisco... stai annegando... resisti... chiamo la flottiglia libica... abbi pazienza... prima o dopo arrivano... sì, a occhio e croce non hai i requisiti che noi riconosciamo... e purtroppo dobbiamo respingerti... no, non hai risposto a nessuna delle mie domande... mi spiace... alla prossima volta... adieu!

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sabato 16 maggio 2009

Miracolosa Ostentazione del corpo di Silvio

"Un altro fine settimana senza poter ostentare il corpo del capo in campagna elettorale. Silvio Berlusconi è in Russia, non sui palchi dei comizi per il Pdl, e a nulla finora è valsa la processione di ministri e dirigenti di partito, preoccupati per la sua assenza. Nel Pdl tutti sgomitano per avere il premier nella loro città, «se non per un discorso, per un atto di presenza, Silvio. Almeno una passeggiata». Sanno che è il re Mida del consenso, capace - così dicono i sondaggi - di incidere fino a cinque punti ad ogni apparizione in favore di un candidato, e di lasciargliene incollati due dopo la partenza. E siccome - per dirla con Fedele Confalonieri - «la leadership di Berlusconi è una leadership fisica», è chiaro il motivo dell’allarme".

Durante i ritiri spirituali, occorre lasciar riposare gli spiriti stanchi.

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venerdì 15 maggio 2009

Quanti ne ha fatti morire Shakespeare e quanti Berlusconi

Un incredibile serial killer, mai riconosciuto, processato e condannato come tale. Poeta immenso, tragico e sublime. Ma quanti ne ha fatti morire sulla scena? Tanti. Si perde il conto. Ad ogni tragedia una ecatombe.

Prendiamo la tragedia Macbeth: già, al secondo atto, fa morire il re Duncan e i suoi servi, per far diventare re Macbeth. Al terzo atto è la volta di Banquo, l’amico di Macbeth: suo figlio si salva per puro miracolo. Al quarto atto uccide il figlio di Macduff, nemico di Macbeth, sua moglie e tutti i servi. A questo punto uno comincia a chiedersi chi è il vero assassino: Macbeth o suo padre Shakespeare? Al quinto atto muore lady Macbeth di rimorsi per aver aiutato suo marito nell’eccidio del re Duncan. Nello scontro finale con Macbeth muore ammazzato il giovane Siward. Poi il gran finale in cui Macduff uccide Macbeth e vendica lo sterminio della sua famiglia.
Dopo tutti questi assassinii, invece di essere arrestato, il vecchio William viene a lungo applaudito e rispettato. Avete fatto un po’ di conti sui morti?

Con Re Lear le cose non cambiano. Continua la sequela degli ammazzamenti e dei ferimenti. Al terzo atto Regana, una delle due figlie di Lear, con suo marito Cornovaglia, strappa gli occhi a Gloucester, per pura cattiveria. Subito dopo, un servo di Gloucester per vendicare il suo padrone ferisce a morte Cornovaglia, ma viene a sua volta ucciso da questi. Cominciate a contare. Al quinto atto, Edmondo, il figliastro cattivo di Gloucester fa prima imprigionare e poi uccidere Cordelia, la buona figlia di Lear e Lear stesso ferito a morte. A sua volta il sicario di questi due viene ucciso da Lear prima che questi tiri le cuoia. Regana viene avvelenata da sua sorella Gonerilla, che poi a sua volta si suicida. Il figlio buono di Gloucester uccide in duello Edmondo.
Dopo tutti questi assassinii, invece di essere arrestato, il vecchio William viene a lungo applaudito e rispettato e onorato. Avete fatto un po’ di conti sui morti?

Con l’Amleto raggiungiamo il parossismo più sfrenato. Intanto, al primo atto, appare lo Spettro genitore di Amleto, ucciso da suo fratello Claudio, zio di Amleto. Al terzo atto Shakespeare uccide Polonio, padre di Ofelia, servendosi della mano di Amleto. Alla fine del quarto atto, Willy annega nel fiumicello la bella Ofelia, secondo me incinta di Amleto, disperata per la morte del padre e per essere stata abbandonata da Amleto: due morti in un colpo solo. All’inizio del quinto atto si viene a sapere che Guildenstern e Rosencrantz sono stati a loro volta uccisi dal re d’Inghilterra, cadendo, a loro insaputa, nello stesso tranello che aveva preparato per Amleto lo zione Claudio.
Alla resa dei conti finale abbiamo il duello tra Amleto e Laerte, che ha preparata la punta della sua spada con un veleno mortale, dietro suggerimento di Claudio, zio e patrigno di Amleto. Quest’ultimo, per assicurarsi ulteriormente la morte di Amleto, ha preparato una brocca di vino avvelenato che se fosse sfuggito ai colpi della spada, l’avrebbe offerta ad Amleto. Ma il buon Willy, d’accordo col destino, complica le cose. Nel duello viene ferito Amleto, cadono le spade, si scambiano le spade, viene ferito Laerte. Nel frattempo il vino se lo beve Gertrude, la madre di Amleto perché sentiva caldo. Laerte, prima di spirare, accusa Claudio degli inganni. Amleto, prima di morire, uccide Claudio.
Dopo tutti questi assassinii, invece di essere arrestato, il vecchio William viene a lungo applaudito e rispettato, onorato e gratificato. Avete fatto un po’ di conti sui morti?

Vi chiederete, ora, ma che c’entra in tutto questo, Berlusconi?
Niente, perché fino ad ora non ha scritto nessuna tragedia, ma solo polpettoni sentimentali.

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giovedì 14 maggio 2009

Accordo Fiat-Opel: a Termini Imerese primi scioperi spontanei dei lavoratori Fiat e dell'indotto

Centinaia di lavoratori hanno manifestato stamattina davanti ai cancelli della fabbrica Fiat di Termini Imerese. Lo sciopero è scattato per protestare contro l'ipotesi di chiusura della fabbrica, nell'ambito delle trattative in corso tra la Fiat e la Opel. Gli operai hanno bloccato la strada statale davanti all'impianto. Mentre poi i dipendenti Fiat sono rientrati in fabbrica, a continuare la lotta sono rimasti gli operai dell'indotto che hanno proclamato 8 ore di sciopero.



La crisi fa bene alla Fiat: mai così bene da 8 anni.
Una ottima notizia per Fiat. Ma in profondo contrasto con le notizie che arrivano da Termini Imerese, dove le cose vanno male per gli operai.

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mercoledì 13 maggio 2009

Questi signori, a torto chiamati RAZZISTI

Questi leghisti e i loro alleati più o meno razzisti. Definirli razzisti è esagerato. In effetti non sono razzisti. Anche il più pirla o il più "pistola" tra essi sa, per sua cultura e intelligenza, che il concetto di razza è inconsistente. Lo hanno studiato a scuola, quando la scuola era meno primitiva, e più portata all'abbattimento delle barriere mentali. Oggi questi signori ne fanno tesoro di questi insegnamenti: dal primo notabile all'ultimo chiodo della loro carrozza. Infatti RESPINGONO.

Questi signori, a torto chiamati RAZZISTI, sanno perfettamente che "l'analisi dei dati genetici evidenzia l'inconsistenza del concetto di razza". L'hanno studiato e sono informati, malgrado le informazioni distorte e propagandistiche che arrivano dai loro capi che dettano la linea della etnia pura.

Forse però, sfugge loro che "spesso le differenze fra due individui appartenenti alla stessa popolazione (ad esempio la padana, o l'italiana), sono superiori alle differenze esistenti tra due cosiddette «razze»". Le differenze cromatiche esistono e sono visibili. Ma da qui a dire RAZZISMO ce ne vuole, e loro lo sanno.

Essi sanno, per averlo studiato, che "dai dati genetici emerge un quadro di popolazioni umane essenzialmente omogeneo e progressivo nel variare dei tratti. Concetti come Caucasoidi, Mongoloidi e Negroidi non hanno alcun significato biologico. Dopo il fallimento del comportamentismo e dello psicologismo nel confortare le teorie razziste, anche la genetica conferma l'assurdità di una pretesa «superiorità razziale» e l'inconsistenza del concetto di razza".

Ma, a quanto pare, anche se hanno studiato tanto a scuola, qualche anomalo comportamento culturale all'interno del proprio gruppo culturale "razziale" (padano, italiano) gli è rimasto aggrovigliato negli interstizi del cervello e porta a conclusioni sconclusionate.

Pensate che non sia vero che il RESPINGIMENTO sia un fatto RAZZISTA!?!

"Quanto succede oggi in materia di immigrazione "è in funzione delle imminenti elezioni europee e amministrative e del referendum del 21 giugno. La maggioranza punta molto sulla paura e sulla sicurezza". Pensate che non sia verosimile tutto questo?

Razzismo sì, ma usato solo per stabilizzare ancora di più il proprio potere attraverso il mezzo elettorale. Che si vuole di più?

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martedì 12 maggio 2009

Le emozioni che mi dà questo governo

Le più significative emozioni io le sto provando con le "sparate" del governo.
Prima non era così, con il prof. Mortadella: una noia mortale.
Ma se prestate attenzione a ciò che combinano in questo governo non potete non provare le stesse emozioni che ci trasmetteva Battisti.
Io, ad esempio, trovo che è bello scoprire di essere governati a turno un po' da tutti i ministri, non solo da Berlusconi. Ognuno ha le sue motivazioni, sempre a ragione, mai a torto. E sorridono, anche contro la Ragione degli Altri. E chi non si trova d'accordo con costoro, peste li cuolga!

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Smaroni dice: Mi entrano da una parte e escono dall'altra

Zitti, parla Smaroni: "Confermo e garantisco che le critiche, le accuse anche violente che ci vengono fatte da qualche rappresentante dell'Onu, che non è l'Onu, e da qualche organizzazione cattolica, che non è il Vaticano, mi entrano da una parte e escono dall'altra. Siamo i garanti per tutta Europa non solo per l'Italia". Da quale parte?

Ma cosa dice Smaroni a proposito dell'Onu, ma che non è l'Onu? Forse un Uno?
E a proposito del Vaticano, che non è il Vaticano? Forse un Ano (contrazione di Vaticano)?
Io capisco solo che, secondo il pensiero unico della nuovo dottrina del Respingimento (author Smaroni), sia l'Onu sia il Vaticano, si troverebbero d'accordo con i RESPINGIMENTI DEL MINISTRO DEI RESPINGIMENTI SMARONI.

E il bello è che si vanta pure: "Abbiamo cominciato cinque giorni fa. Sino a oggi abbiamo respinto oltre sei barconi per circa 500 clandestini che sarebbero dovuti essere ospitati da noi". Ha fatto il record. Che ha vinto?

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lunedì 11 maggio 2009

Le parole di Fini sono parole ipocrite

"Respingere l'immigrato clandestino - ha detto Fini - non viola il diritto internazionale, ma abbiamo anche noi il dovere, come tutti gli altri paesi, di verificare se tra coloro che vengono respinti c'è chi ha diritto di chiedere l'asilo"...
In quanti saranno ad essere individuati, questi “coloro” che hanno il diritto di chiedere asilo politico?

È completamente inutile che io, signor nessuno, dica che le parole di Fini sono parole ipocrite; come è assolutamente inutile che io affermi che tutti coloro che scappano dai loro Paesi hanno il diritto di essere riconosciuti come esiliati politici.
C’è troppa violenza nascosta nelle parole di Fini, che passa per uno che sta tra l’incudine della democrazia e il martello dei forza-leghisti.

Proprio non capisco come si fa a prendere sul serio queste dichiarazioni.
Se fosse stato uno qualsiasi della Lega lo capirei, perfino capirei le esternazioni del Premier. Ma quelle di Fini, che si è presa la patente di libertario, proprio non mi calano.

Perché non si tratta soltanto di morti di fame, ma di paura. Di esseri umani che hanno Paura di trovare nei Paesi stranieri (l’Italia, per esempio), governanti come Maroni, La Russa, Berlusconi e in ultimo Fini che con queste parole sdolcinate ci fa capire che la solidarietà in tempi di vacche magre è un lusso che nessuno si può permettere.
Quindi: “Non è soltanto un problema di respingimenti e di espulsioni, è un problema molto più complicato che non riguarda unicamente l'Italia, ma una gran parte delle società europee, della comunità internazionale”.

Io credo, senza esagerazione, che il problema della gran parte delle società europee OPULENTE, checché ne dicano gli esperti missionari e pionieri della crisi portata, sia come risolvere per sempre questo problema costoso in termini di tempi, di denari, di spazi, di sicurezze e di cristianità.

Quando si parla di squilibri tra paesi ricchi e paesi poveri, si tende sempre a portare l’ago della bilancia là dove non duole ai paesi ricchi.

Questa umanità, dal momento preciso che decide di migrare, non è più di nessuno – lo è soltanto per quelli che li sfruttano e per quelli che li trasportano a caro prezzo. E siccome questa umanità non è più di nessuno, né del Paese da cui proviene, né, ancora peggio, del Paese verso cui fanno rotta, si pensa di ragionare come fa Fini. E quanti Fini democratici ci sono sparsi per l’Europa civile e opulenta?

Non capisco perché girano attorno a questo problema che non li fa dormire. Eppure il nazismo aveva progettato forni e camere a gas per estinguere gli ebrei. Che cosa blocca questi nuovi governanti democratici per risolvere un problema estraneo al loro dna?

In una famiglia numerosa e povera, stringendosi ci si fa bastare sempre il cibo per tutti e una coperta per la notte la si trova. Ma, l’antica cultura dell’ospitalità è stata cancellata nascondendola dietro frasi come questa: “La comunità internazionale se vuole governare un processo in atto come quello delle migrazioni bibliche deve impedire che aumenti lo squilibrio tra zone ricche e povere del pianeta".

L’Italia, paese di terremotati, che avranno modo, col tempo di capire in quali mani illuminate sono capitati, non ha tempo per perdersi in una storia UMANA.

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Verso una Nazione Unietnica

Benedetto XVI: «Contrastare chi stronca vite innocenti». Ritengo questa frase, senza prescindere da chi l'ha detta, come un valore universale e non riferita soltanto ai problemi del M.O.; ma diventa ipocrita oltre che inutile se non verrà a pesare sulle esternazioni di Berlusconi e dei suoi stimatissimi colleghi patrioti italiani. L'umanità che viene respinta È UN'UMANITÀ INNOCENTE ad ogni latitudine.
Stride questa frase di fronte a:

Berlusconi: no all'Italia multietnica.
"In questi giorni abbiamo anche una ricaduta positiva sulla possibilità di non accettare immigrati clandestini dalle coste libiche", aggiunge il presidente del Consiglio. "Ci sarà una visita del leader Gheddafi in Italia", annuncia poi il Cavaliere. In Italia entrerà solo chi chiede asilo politico, promette Berlusconi e specifica: "La sinistra voleva un Paese multietnico, noi no".
La squadra del cuore del pontidizzato, il Milan, mi par che sia multietnica, in contrasto con le esternazioni del premier; correggetemi se sbaglio, ma dispone di due o tre giocatori di "razza nera": Ronaldinho, Seedorf, Dida. Avranno chiesto, questi signori in mutandoni bianchi, asilo politico per tirare quattro calci (che non potevano tirare nei loro Paesi d'origine) nel giocattolo privato del padrone in cambio di stramilioni di euro?

LEGA - Il tema dei rimpatri continua insomma a tenere banco nel dibattito politico. La Lega ha apprezzato le recenti parole del premier, Silvio Berlusconi («siamo contrari all'idea di un'Italia multietnica»). «Gli daremo la tessera della Lega perché si è "pontidizzato"» afferma il ministro Roberto Calderoli. «La nostra linea fa proseliti» aggiunge il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi.

LA RUSSA - Pieno appoggio alle affermazioni del premier anche dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. «Sostenere che la società italiana debba essere assolutamente convinta che occorra mantenere la propria identità, tradizioni, cultura, non significa che non possono diventare italiani persone di qualunque religione, razza e provenienza, ma significa che non bisogna disperdere la nostra storia che ci vede unici nel mondo».

Maroni: «Respinti altri 240 clandestini»
Bossi: «La nostra linea fa proseliti»
La Lega apprezza le frasi di Berlusconi contro un'Italia multietnica.

Questo governo poggia le sue basi sull'Ipocrisia istituzionalizzata in cambio di voti di una popolazione del nord che un tempo sbarcava, miserabile, nelle due Americhe, brutta sporca e cattiva, insieme alle popolazioni del sud.
Un grande passo avanti verso una nazione UNIETNICA! Complimenti, siete ottimi cristiani!

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domenica 10 maggio 2009

Rompete le righe! Viva la figa!

(ANSA) - LATINA, 10 MAG - Giovani volontari possono diventare alpini per un mese per un piccolo servizio di leva volontario. Poi toccherà ai paracadutisti. È la proposta di legge che il ministro della Difesa ha annunciato di voler presentare. Il progetto - spiega La Russa parlando da Latina dove si svolge l'82/ma adunata delle 'Penne nere' - prevede uno stage di un mese per giovani che volontariamente vogliano passare un periodo di vacanza tra gli alpini.

FINALMENTE UNA VACANZA MILITARE. SE NE SENTIVA IL BISOGNO. MA CHI PAGA? A CHE SERVE? A CHI SERVE?

È possibile che in piena crisi di disoccupazione, il ministro voglia occupare? Grande genialata. Aiuta a rafforzare l'amor di Patria, incrementa il mascolinismo e, alla fine del mese di vacanza militare, vi ritroverete il giovane fortificato che, dopo ogni pasto o una adunata familiare, vi griderà: ROMPETE LE RIGHE! VIVA LA FIGA! Se poi è rimasto ancora bamboccione o timidello, c'è il rischio che s'impappini con la lingua e dica: ROMPETE LE FIGHE! VIVA LA RIGA!

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Gheddafi aumenta il canone degli immigrati. Noi no

Il suo GIRO di donne, che hanno chiesto asilo politico nelle sue liste.

In questi giorni abbiamo anche una ricaduta (tradotto: il RESPINGIMENTO, neo-dottrina del berlusconismo) positiva sulla possibilità di non accettare immigrati clandestini dalle coste libiche", aggiunge il Primo al Giro d'Italia. "Ci sarà una visita del leader Gheddafi in Italia", annuncia poi il Cavaliere.
In Italia entrerà solo chi chiede asilo politico (un grande atto di apertura politica e solidale verso l'umanità che fugge dagli orrori della fame e delle dittature armate), promette Berlusconi e specifica: "La sinistra voleva un Paese multietnico, noi no".
Come disse Fiorello a Bongiorno: Gheddafi aumenta il canone... degli immigrati?
E Bongiorno: Noi no.
- Noi?
- Noi no!

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sabato 9 maggio 2009

Ho messo insieme i diavoli e l'acqua santa

Ho messo insieme i diavoli e l'acqua santa: i due "giusti" che vivono in un mondo di "giustizia e uguaglianza"; infine un povero diavolo "matto", che vive in un "mondo di pura fantasia", che rincorre sogni di fratellanza e solidarietà.

Berlusconi: no all'Italia multietnica.

"In questi giorni abbiamo anche una ricaduta positiva sulla possibilità di non accettare immigrati clandestini dalle coste libiche", aggiunge il presidente del Consiglio. "Ci sarà una visita del leader Gheddafi in Italia", annuncia poi il Cavaliere. In Italia entrerà solo chi chiede asilo politico, promette Berlusconi specificando: "La sinistra voleva un Paese multietnico, noi no".

Maroni: "La linea dei respingimenti continuerà".
"L’azione - ha detto Maroni - è in linea con le normative europee e i trattati internazionali; non replico ad accuse che talvolta sono state pesanti gravi e offensive". Sul post terremoto: "La ricostruzione in Abruzzo sarà affidata agli enti locali e non sarà un business per le organizzazioni criminali".

Zanotelli.

La parte riguardante gli immigrati del pacchetto sicurezza varato dal ministro Maroni "è la cattiveria tradotta in legge, di cui dobbiamo soltanto vergognarci: il fascismo ha rivelato il suo vero volto nelle leggi razziali e questo governo lo sta mostrando con quanto accade in questi giorni", ha detto all'agenzia di stampa Ansa il missionario comboniano padre Alex Zanotelli.
"Sono choccato di fronte a vicenda come questa, è una vergogna nazionale - afferma il missionario veronese, attualmente ospite della comunità di Casavatore (Napoli) - Prima di tutto perché a respingere gli immigrati è l'Italia, che menziona nella sua Costituzione per due volte il diritto all'asilo politico, anche se non ha ancora una legge sull'argomento".
Padre Zanotelli sottolinea poi di "vergognarsi come missionario che ha speso molti anni in Africa: lì c’è gente che fugge da situazioni infernali - rileva - e trova anche il Libia l'inferno, mentre noi non facciamo nulla per aiutarli".
Il missionario infine manifesta il proprio profondo disagio "come cristiano, che vive in un Paese che si dice cristiano, ma che del cristianesimo non ha più nulla".

Tirate le somme.

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venerdì 8 maggio 2009

I duelli ottimizzano l’audience, cribbio! e fanno volare i sondaggi

Quindi non solo il grande successo del Tg1 contro gli altri Tg sugli ascolti boom del terremoto abruzzese.
L’audience di Annozero, sale sale sale: altro da dir non ho, se non che essendo cresciuto in tempi di modesta ed esitante agiatezza politica e sociale, dio mi preservi dai carnovegetariani.

Duelli che fanno impressione per la mancanza di museruola nel linguaggio, uh uh uh!,
i duelli fra
Berlusconi e Lario: feuilleton de fin de siècle;
fra Bonino e Ghedini: scontro semiserio tra una vaginite radicale e un leguleio delle libertà;
e, per concludere in bellezza, il duello vincente e tragico
di Smaroni contro i Clandestini: oltre la sicurezza, il nulla.

Conclude anche Fini il Neutrale che piace a dx e a sn, che duella a distanza con Bertinotti. Anche il Fausto era neutrale. Ma non piaceva né a dx né a sn.

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Respingere Smaroni è un atto umanitario

Medici leghisti spia.
Bus per milanesi bianchi e leghisti.
Respingimento leghista nei forni crematori all'aperto della Libia di una umanità migrante e senza soluzione.
Dice Smaroni, l'allegrone: "Una svolta storica. Questa azione concordata con la Libia, ci ha consentito di RESPINGERE, prima della nostra frontiera, i paria della terra. Sono felice perché è passato il PRINCIPIO DELLO RESPINGIMENTO, che ci verrà copiato e invidiato dai migliori allenatori di calcio italiani.

Il razzismo non c'entra nulla: PAROLA DI SMARONI, L'ALLEGRO ALIENO.
RESPINGERE SMARONI E LE IDEE CHE LO ACCOMPAGNANO FUORI DALL'ITALIA, PRIMA CHE SI DIVENTI TUTTI COME LUI, È UN DOVERE UMANO E MORALE.

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mercoledì 6 maggio 2009

Tale e quale come i governanti italiani che stanno sempre in fila

Obama e il suo vice Biden hanno fatto la fila per mangiare un hamburger in un locale ad Arlington, in Virginia, specializzato in giganteschi hamburger. Poi e il presidente e il suo vice hanno pagato in contanti hamburger da 6,95 dollari l'uno. "Devo assolutamente pagare - ha detto Obama estraendo il denaro di tasca - altrimenti i media diranno che sono uno che prende le cose a sbafo". Qui.

Tale e quale come i governanti italiani, che stanno sempre in fila. Ma per far che?

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Sylvius, prehistoric man

Tutta l'Italia mi deve chiedere scusa, altrimenti qui succede un quarantotto!

Ve lo dicevo io che di comunisti ce ne sono ancora e non mi avete voluto credere. In questi ultimi anni, dai covi della loro sconfitta, dove li abbiamo relegati, hanno tramato nell'ombra. E con chi se la sono presa? Con l'anello più debole della mia berlusconità. Che è caduta nella trappola tesa dal più comunista di tutti: Franceschiello. A questo punto io dico che è ora di correre ai ripari; ripristineremo il coprifuoco, saremo durissimi con questi rimasugli di vecchia ideologia infarcita di falsità e di meschinità. In questa storia di presunta pedofilia, l'unica cosa certa è che hanno voluto attaccare il mio 75% di italiani che mi amano. Ma faranno i conti con questi italiani che passeranno dai 75 ai 95, tiè!

Vera o non vera che sia stata la mia partecipazione alla festa di compleanno, questa storia verrà radicalmente rimossa dalla legge marziale che è allo studio di esperti ai quali ho dato mandato e verso i quali nutro profonda fiducia. Questi comunisti, verso i quali è difficile immaginare epiteti più offensivi della parola stessa con la quale vengono etichettati... questi comunisti sono il cancro della società italiana che per il loro tornaconto hanno voluto mettere in piazza i miei fatti privati, distorcendoli agli eccessi. Ai miei tempi, quando io cacciavo, le prede erano tranquille. E oggi, voglio chi stiano ancora tranquille. Vi sembra chieder troppo?

Uomini così vanno mandati al confino. Inventeremo in Italia una nuova Siberia. Gli unici comunisti tranquilli sono quelli sordomuti.

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martedì 5 maggio 2009

Non ero io, là c'era il mio sosia

Cari amici italiani, la vita di un settantenne è difficile. Politica, affari, affetti e… sesso. Sì, lasciatemelo dire, amo gli spaghetti al dente, i rigatoni al ragù e le belle tette. Che male c’è? Mi piace sorridere di tutto. Se trovo una chiave, vedo se apre; se è falsa, gliela spedisco all’opposizione.

Parliamoci chiaro e guardiamoci virilmente negli occhi: chi non ama le donne come lo dobbiamo chiamare? Io amo le donne. Come dovete chiamarmi? E poi si fa presto a dire che Berlusconi è come Dio vuole. Io sono l’amico di Durban’s, sono patriottico e mi oppongo ad ogni tranello illecito e ricattatorio. Vuoi il divorzio? Ebbene… sei riuscita a farmi rimproverare dai preti che mi vogliono più sobrio.

Sobrio? Più di così. Vuoi divorziare? Non hai fatto i conti con madre chiesa di Roma. E comunque, io ti ordino di scusarti, se ti scusi mi travesto da Durban’s e tutto ritorna come prima. E ti racconterò un gran segreto: non ero io quello alla festa di compleanno. Cioè, sembro io ritoccato. Ma non lo sono. Come tutti (non) sanno, ho un sosia che invio sistematicamente là dove il dente duole e dove c’è da schiacciare un pisellino, ops… un pisolino. E mentre il mio sosia se la spassava come un papi io ero a verificare se Napoli fosse ancora ammorbata di spazzatura.

Quindi, sono innocente!

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lunedì 4 maggio 2009

I due pilastri del grande cordoglio italiano

"C'è grande dolore, grande rammarico per quello che è avvenuto ma purtroppo drammatici episodi come questo non possono mai essere esclusi quando si opera in una zona così complessa, così pericolosa e così difficile come è oggi l'Afghanistan", ha detto La Russa al Giornale Radio Rai.

"Non sono in discussione le regole d'ingaggio... sono molto precise. Pare, a quanto mi hanno riferito, che tutto sia stato rispettato. Ciò non toglie che rimane un margine di drammatico errore come in questo caso che purtroppo costa la vita ad una ragazza", ha aggiunto La Russa.

"È una situazione in cui tutti perdono. Quella poverina - ha detto Frattini a proposito della vittima - ha pagato il prezzo di una condizione che non dipende né dai nostri soldati né dai civili, ma dal terrorismo".

I due nostri grandi pilastri della politica pacifista internazionale hanno parlato. E con ciò, tutti a nanna. La nostra coscienza di Guerrieri della Pace è ri-pulita. Ma lo diremo meglio dopo aver mangiato e aver bevuto alla salute della Pace.

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Moneta

13° appuntamento con i: Concetti di Marx e dei marxisti
MMM” - Memorie Minime Marxiste

Moneta

«Le merci non diventano commensurabili per mezzo del denaro. Viceversa, poiché tutte le merci come valori sono lavoro umano oggettivato, quindi sono commensurabili in sé e per sé, possono misurare i loro valori in comune in una stessa merce specifica e, in tal modo, trasformare questa nella loro comune misura di valore, ossia in denaro.
Il denaro come misura di valore è la forma fenomenica necessaria della misura immanente di valore delle merci, del tempo di lavoro». (Il Capitale, I libro, I sezione, cap. III).

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domenica 3 maggio 2009

Augusto Boal ci ha lasciati: viva Augusto Boal

Augusto Boal, l’inventore del TdO, il teatro dell’oppresso, autentico patrimonio culturale e artistico dell’umanità oppressa, si è spento.
Nato in Brasile, a Rio, nel 1931; è il fondatore del teatro Arena di San Paulo e ha scritto diverse opere teatrali con Chico Buarque.
Il primo mitico libro raccoglie, in forma deliberatamente rapsodica, alcuni scritti di Boal tratti da tre suoi volumi teorico-didattici:
tecniche latinoamericane di teatro popolare (ovvero una rivoluzione copernicana a rovescio);
il teatro dell'oppresso e altre poetiche politiche;
duecento esercizi e giochi per l'attore e per il non-attore con voglia di dire qualcosa attraverso il teatro.
Questi scritti appartengono tutti al triennio 1974-'76 e testimoniano dunque, al di là di una disperata fiducia nella comunicazione teatrale, dell'ultima fase del pensiero di Boal: di un intellettuale che ha passato mesi e mesi nelle patrie galere, che le torture di Torquemada le ha subite e le ha sentite cella a cella, che nel teatro crede non già come veicolo privilegiato per una futuribile Rivoluzione, ma, questo sì, come unica forma espressiva di dialogo popolare.
(Giorgio Ursini Uršič)

La Poetica dell'Oppresso
All'inizio teatro era il canto ditirambico: il popolo libero che cantava all'aperto. Il carnevale. La festa.
Poi le classi dominanti si impadronirono del teatro e costruirono le loro muraglie.
Dapprima divisero il popolo, separando attori da spettatori: persone che agiscono e persone che guardano: finì la festa.
In seguito, tra gli attori stessi, si separarono i protagonisti dalla massa: ebbe inizio l'indottrinamento coercitivo.
Il popolo oppresso si libera. E si impadronosce un'altra volta del teatro.
Bisogna abbattere i muri.
Lo spettatore ritorna a recitare: teatro invisibile, teatro forum, teatro immagine, eccetera.
Bisogna eliminare la proprietà privata dei personaggi per diventare attori individuali.


Prefazione alla terza edizione francese del libro “Il poliziotto e la maschera” (ed. la meridiana, 1993, Molfetta).
«È più di un anno che sono arrivato in Europa, terza tappa del mio esilio. Mi si è subito chiesto se credevo che le tecniche del teatro dell’oppresso, che erano state immaginate e realizzate in America latina, potevano essere utili e applicabili qui, in Europa. Ho spontaneamente risposto di sì, che lo credevo. Ora, dopo un anno di piccoli tentativi, di esperienze, di lavoro, posso dire con certezza di sì. Il teatro dell’oppresso è realizzabile anche qui.

Perché?

È vero che tutte le forme di questo teatro (teatro-invisibile, teatro-forum, teatro-immagine, teatro-mito, teatro-feuilleton, teatro-giornale, ecc.) sono state inventate come risposta. Una risposta estetica e politica all’intollerabile repressione che si esercita oggi su quel continente insanguinato che è l’America latina; dove ogni giorno decine di uomini e donne sono assassinati dalle dittature militari che opprimono tanti popoli; dove uomini e donne del popolo sono fucilati nelle strade, cacciati dalle piazze pubbliche; dove le organizzazioni popolari proletarie e contadine, studentesche e artistiche, sono sistematicamente smantellate e distrutte, dove i loro leader sono imprigionati, torturati, uccisi o esiliati.

È vero: è là che è nato il teatro dell’oppresso!

Un uomo è stato castrato sulla pubblica piazza nella città di Otusco in Perù; un compositore ha avuto le mani tagliate nello stadio nazionale di Santiago in Cile; un contadino ha avuto la pelle tagliata e ricoperta di miele affinché il suo corpo fosse divorato dalle formiche: questo è successo nella regione di Pernambouc, in Brasile; all’università di La Paz, in Bolivia, gli studenti sono stati chiusi in un recinto e mitragliati da aerei a volo radente; a Tlatelollo, sulla piazza delle Tre Culture, in Messico, trecento studenti sono stati uccisi a colpi di cannone tirati da carri armati guidati da soldati drogati.

È là che è nato il teatro dell’oppresso!

50.000 morti in 15 giorni: Cile. 50.000 morti in 15 mesi: Argentina. 500.000 morti di fame, morte lenta, silenziosa, poco spettacolare: Brasile. Un uomo è morto affogato nella sua cella in Paraguay: imputridiva nell’acqua che gli saliva fino alle ginocchia. E sapete che uno dei principali prodotti d’esportazione di Haiti è il sangue umano? Chi produce quel sangue? Chi lo raccoglie? Chi lo compra? A quale prezzo?
L’America latina è un continente rosso: fiumi di sangue.

È là che è nato il teatro dell’oppresso!

Quando mi domandavano se questo poteva servire anche qui, in Europa, io rispondevo di sì. Io rispondo di sì. Certamente qui non ci sono, attualmente, tante atrocità, in tali proporzioni. In ogni caso non dopo il nazifascismo. Ma ciò non impedisce che ci siano, anche qui, degli oppressori e degli oppressi. E, se c’è oppressione, c’è necessità di un teatro dell’oppresso, cioè di un teatro liberatore. Lasciamo esprimere gli oppressi, perché solo essi possono mostrarci dov’è l’oppressione. Lasciamo che siano loro stessi a scoprire il proprio cammino di liberazione: che siano loro ad allestire le scene che dovranno liberarli.

Chi dice che in Europa non ci sono oppressi è un oppressore. Anche qui ci sono delle donne, dei neri, degli emigrati, degli operai, dei contadini; loro non dicono che l’oppressione non esiste.
È vero che si tratta di un’oppressione diversa, è vero anche che i metodi di lotta per venirne a capo saranno diversi. Il teatro dell’oppresso non è una serie di ricette, di procedimenti liberatori, un catalogo di soluzioni già conosciute: è soprattutto un lavoro concreto su una situazione concreta, in un momento dato, in un luogo determinato. È uno studio, un’analisi, una ricerca.

[…]

Il teatro dell’oppresso deve sempre portare alla costruzione di un modello di azione futura: quando tale fatto si presenterà, saranno da prendere tali misure. Ecco perché è importante che i temi scelti siano dei temi reali, veri, urgenti. Se la settimana prossima dev’esserci uno sciopero, si può analizzare, attraverso le tecniche del teatro dell’oppresso, come organizzarlo. Se domani le donne devono organizzare una manifestazione pubblica, è oggi che la devono provare. L’urgenza del tema fa sì che gli spettatori siano molto più creatori, perché sanno che il problema esiste e che bisogna risolverlo subito. Temi generici, astratti, lontani, ecc., sono inutili per questo tipo di teatro. La «lotta di classe» o la «liberazione delle donne» in generale, nell’astratto, sono inutili. Lo «sciopero di lunedì prossimo», la «creazione di un nido d’infanzia nel quartiere» sono dei temi concreti.

Il teatro dell’oppresso non mostra solo immagini del passato, ma prepara anche e principalmente dei modelli d’azione per il futuro. Tutti gli spettatori devono essere coscienti che il tema trattato si riferisce a qualcosa che sta effettivamente per succedere. Che accadrà. Che bisogna prepararsi! Non basta aver coscienza che il mondo dev’essere trasformato: bisogna trasformarlo! Per questo compito immenso le tecniche del teatro dell’oppresso possono aiutare non poco».
Augusto Boal
Parigi, 1981.

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Ecco la voce di uno che grida nel deserto: Veronicaaaaaaaaaaaaaaaargh!

Cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, eh cribbio, cribbio, cribbiolone, no, non è possibile, mannaggia al cribbione, hai osato, noooooooo, non adesso, non ora, cribbione, chi è stato a metterti in testa questa scemenza del divorzio, la sinistra?, sì, per forza, eh cribbio, loro, che sono dei cribbieschi pazzeschi, loro ti gestiscono, ti girano e ti rigirano contro di me, aaaaaaaaaahhhhhhhh...

Veronicaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!, non adesso no, lo vedi quanti casini che ho per i capelli, eh no cribbio, riflettici, ripensaci, rimedita, non puoi abbandonarmi proprio ora, che già Bondi mi ha fatto le sue avances, cribbio, ma ti rendi conto il danno che arrechi alla mia immagine di cribbiolone pubblico, okey, basta più Noemi, che poi perché minorenne se ha già compiuto i diciott’anni, cribbio, questo è un colpo basso, un colpo a tradimento, una veronica vera e propria, cribbio, stai segnando l’inizio della fine, della mia fine, diranno quegli scomunicati di sinistra, ora tutti gli italiani che sono degli imitatori perfetti vorranno divorziare da me, tutti i contratti stracciati, solo quello con Apicella mi resterà, ecco magari ti dedico una serenata accompagnato dalla sua chitarra, non la vuoi eh?, cribbio accidenti, va bene, niente più veline, cambio vita, ah, se ci fosse ancora Veltrusconi, ma mi ritrovo Franceschiello, quello dei giuramenti alla costituzione, ma che vada a giurare sul mio cribbio piuttosto, ma va, accidenti pure a lui, questa me la pagherete, a me, mannaggia al cribbiolone, cosa posso fare oltre a quello che già faccio per convincerti che non lo farò più il papifilo, non t’ho mai fatto mancare nulla, sì, va beh, ogni tanto una festa qua, una velina là, qualche cucù alla Merkel, che poi l’hai guardata bene quella, tu credi che io mi possa impizzallaccherare con quella teutonica, insomma, che c’è di male, alla mia età devo pur svagarmi, eh cribbio!, mi sento ancor giovane, il sangue mi pulsa, i testosteroni che fanno caì caì, insomma cribbio, ma ti par giusto il divorzio?, sai che faccio, un decreto salvamatrimonipatrimonidiberlusconi, una cosa rapida, metterò al lavoro i miei avvocati, che mi liberino degli altri pretendenti alla mia mano, a cominciare dalla Sandrocchia e dall’Emilia, che già hanno subodorato spazi alternativi. Anche la Vespa dici? Quello, se non si toglie il neon al neo, non mi vedrà più...

Cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, cribbio, eh cribbio. Attendo, umile, dietro la porta, il tuo perdono. E una volta avuto, mi ritirerò come eremita alle 6celle! Ecco. Tutto, pur di non restare da solo!

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Italiani, divorziare da Berlusconi si può!

ITALIANI!
DIVORZIARE DA BERLUSCONI SI PUÒ!
SEGNATEVELO NELL'AGENDA!

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sabato 2 maggio 2009

Caro Silvio, ci sarà pure un tonfo superiore al 75%

"I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi" mentre per il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, "i sondaggi che conosco io dicono che lui' è al
59%: soltanto Lula (il presidente del Brasile) arriva al 64%.

Si avverte in questo suo delirium di immanenza un qualcosa che non rappresenta solo più una normale pazzia, ma un'intera assenza di realismo politico. Nella sua forma attuale, il soggetto è convinto che la sua ossessione da primato nei sondaggi si traduca sempre più in accondiscenza e accettazione della base che "egli ritiene gli appartenga". Qualcuno dovrebbe ricordargli (perché poi dovrebbe?), che non c'è soltanto la sua base ad appoggiarlo (finché gli tira il vento a favore) ma ancora e più intelligentemente un altro popolo che non è berluscodipendente e con il quale dovrà fare i conti, prima o poi.

Politica di carta straccia quella berlusconiana, dove significati come precarietà, morti sul lavoro, disoccupazione, morti di terremoto, disastrati da alluvioni, da rifiuti, eccetera, vengono appallottolati e gettati nel cestino. Andrebbe riesaminato da un locale DSM questo suo comportamento "politico dissociante e schizofrenico" che fa spazio soltanto a categorie mentali politico-private con contorno di tette e culi laureati. La grande Margherita Hack (non me ne voglia!) presa da profondo sconforto si autoesilierà in Groenlandia, anche se profondamente laureata e con un cervello polticamente sopraffino, di fronte a queste nuove laureate.

Parafrasando Brecht «i grandi delinquenti politici vanno denunciati, esponendoli soprattutto al ridicolo. Giacché essi anzitutto non sono grandi delinquenti politici, bensì autori di grandi delitti politici, il che è assai diverso».
E ancora: «Come il fallimento delle sue imprese non fa di Hitler uno stupido, così la mole di queste imprese non ne fa un grand'uomo...».

Ma il nostro abnorme soggetto non è solo in questo estenuante viaggio del disastro sociale e politico italiano che ci sta facendo fare insieme a lui. Ha molti complici occulti e tanti supporters pubblici, non ultimi i più dominati dalle sue "genialate goliardiche", quelli che pendono letteralmente dalla sua suadente e infìda voce. Che poi, mi piacerebbe proprio vederli difendersi questi fedelissimi se al loro dux venisse la malattia incurabile del neo nero, quella per intenderci, che trasforma un essere umano ancora passabile in un "conquistatore di fighe altrui" senza fine, freni e ritegno.

Il trust berlusconiano, pieno di coup de théâtre, che tanto affascina quella parte di sinistra che ce lo ha rimesso tra i piedi, sostanzialmente non tiene conto di un ritorno inevitabile dei cicli storici: più in alto vai, più forte sarà il tonfo che farai.

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venerdì 1 maggio 2009

La Festa degli Scheletri del Lavoro


Sì, oggi festeggiamo, come ogni anno, la ricorrenza della Festa degli Scheletri del Lavoro, i martiri di cui ha bisogno il Profitto dei Padroni per poterli ogni anno FESTEGGIARE. 4 scheletri al giorno di media come vi sembrano?
Grazie, Scheletri per la vostra tenacia e la vostra coerenza nel farvi Martiri del Lavoro. Padroni e fiancheggiatori vi ringraziano per l'eternità.
Qui il Primo Maggio dell'anno scorso.

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Heracleum