mercoledì 30 settembre 2009

La furbizia del vecchio gallo

Il gattopardo si recò una notte alla casa delle galline con l'intenzione di ingannarle per poi divorarsele. Si avvicinò al pollaio dove dormivano, osservò di sotto e dai lati, ma non trovò aperture e per di più la porta era chiusa. Stette in ascolto e sentì che le galline stavano dormendo. Allora si mise a fare dei versi per richiamare l'attenzione di quelli dentro.

Il gallo più vecchio si svegliò per venire ad aprire. Arrivato alla porta, prima di aprire, chiese: «Chi va là?».
«Sono il corvo, aprimi», disse il gattopardo.
Il gallo non si lasciò ingannare e disse fra sé: «Un gallo della mia età può forse scambiare la voce del gattopardo con quella del corvo? Costui non è il corvo, ma il gattopardo».

Pensando al pericolo che aveva corso di essere divorato, tornò ad appollaiarsi sul suo bastone e disse al gattopardo: «Figliolo caro, chi sbaglia con la punta della freccia, non colpisce con le piume*. Ho capito che sei il gattopardo e non ti apro perché non voglio che tu venga a fare pasticci qui dentro». Il gattopardo gli rispose: «Ma no! Lascia che mi spieghi meglio; mi condanni prima di lasciarmi parlare. Stavo dicendo: il corvo mi ha detto che qui c'è un gallo che potrebbe spiegare agli altri una cosa che il nostro capo mi ha incaricato di fargli sapere».

Ma il gallo, che era furbo e non era certamente a corto di argomenti, gli rispose: «Non c'è luna stanotte, anche se ti aprissi, al buio non ci potremmo vedere, e so che mi mangeresti. Aspettiamo che si faccia giorno». Il gattopardo insistette: «Mangiarti? Non sai che ora non ci si mangia più? Era per riferire questo che sono venuto qui. Il nostro capo, il leone, ha comandato che tutti gli animali non facciano più guerre. Non vuole più che ci mangiamo a vicenda, o che la bestia più grossa mangi quella più piccola. È una cosa che non va. Gli uomini non si mangiano tra di loro. Ecco perché il leone ha detto: "Per qual motivo gli animali devono mangiarsi? Gli uomini ci decimano con le loro frecce e per colmo noi, che vogliamo vincerli, continuiamo a ucciderci!"».

Il gallo allora scese e guardando per una fessura vide lontano due cani che venivano in quella direzione. Subito disse al gattopardo: «Facciamo così, amico mio, aspettiamo che vengano quei cani, e ci metteremo d'accordo. Io non so nulla di quello che ha detto il leone. Ma se davvero ha comandato a tutti gli animali di fare la pace, tu non hai nulla da temere da quei cani, e io ti aprirò, e sarò sicuro che non mi farai del male».

Il gattopardo non si accorse che i cani arrivavano. Credendo che il gallo lo ingannasse, rispose: «Vengano pure», ma quando i cani gli furono addosso, non poté più scappare. Questi lo afferrarono per l'osso dell collo e se lo mangiarono.
Dedicato a chi (in politica) le beve tutte!

* Chi è ingannato fa la vita più lunga di chi lo inganna. (Proverbio Kikuyu).

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Mi sento solo!

Lunga vita alla Dandini e a Santoro che non fanno altro che portare voti al centrodestra.


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martedì 29 settembre 2009

Stato

21° appuntamento con i: Concetti di Marx e dei marxisti
MMM” - Memorie Minime Marxiste

Stato

«Per Stato s’intende in realtà la macchina governativa; detto in altre parole, lo Stato, in quanto dà corpo in seguito alla divisione del lavoro a un organismo speciale, separato dalla società». (Critica del programma di Gotha).

«Lo Stato è un prodotto della società in una determinata fase del suo sviluppo; ed è la dimostrazione che la società s’impiglia in una contraddizione insanabile con sé stessa, essendosi lacerata in inconciliabili opposizioni che è incapace di ricucire. Ma, affinché gli antagonisti, le classi dagli interessi economici opposti non si distruggano in una inutile lotta, tra quelle classi e la società, s’impone il bisogno di un potere che, situato in apparenza al di sopra della società, deve attenuare il conflitto, mantenerlo nei limiti dell’ordine; e questo potere, nato dalla società ma che si situa sopra esse e le diventa sempre più estraneo, è lo Stato». (Engels, Origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato, 1884).

«Se lo Stato è nato dal fatto che le contraddizioni di classe sono inconciliabili […] è chiaro che la liberazione della classe oppressa è impossibile, non solo senza una rivoluzione violenta, ma anche senza la soppressione dell’apparato del potere statale che è stato creato dalla classe dominante». (Lenin, Stato e rivoluzione, 1918).

«Quale trasformazione subirà la forma-Stato nella società comunista? In altri termini: quali funzioni sociali rimarranno che siano analoghe a quelle attuali dello Stato? Questo problema richiede una risposta che non può essere che scientifica […]. Tra la società capitalista e quella comunista si pone il periodo di trasformazione rivoluzionaria dall’una all’altra. A questo periodo ugualmente corrisponde una fase di transizione politica, dove lo Stato non sarebbe altro che la dittatura rivoluzionaria del proletariato». (Critica del programma di Gotha).

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Oggi, 29 settembre...

Oggi, 29 settembre, papi festeggia 73 anni.

Auguri:
"Caro trottolino ti sono vicino,
nel tuo giorno più bello
ti mando un bacino,
ma dopo il bisognino!"

"Ti senti un po’ strano...
in questo giorno dell’anno,
non è un malanno
è che stai invecchiando...".

"Hai percorso pochi passi
ma c’è ancora tanta strada
davanti a te. Percorrila da solo,
però, con i nostri ringraziamenti".


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lunedì 28 settembre 2009

Il politico credente che fa finta di amare Dio è un cialtrone

Papa Benedetto XVI ha lanciato questo appello qui.
«Oggi c'è bisogno di politici credenti e credibili, dediti non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune e pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione».

Con chi ce l’ha?

«Il secolo passato ha visto cadere non pochi potenti, che parevano giunti ad altezze quasi irraggiungibili», ha spiegato Joseph Ratzinger. «All'improvviso si sono ritrovati privi del loro potere».

Vero!

«Solo apparentemente, ha ammonito, chi nega Dio di conseguenza non rispetta l'uomo, sembra avere vita facile e conseguire un successo materiale».

Chi nega Dio, sì. Poi, dopo, gioca a monopoli e vince.

«Ma basta scrostare la superficie per constatare che, in queste persone, c'è tristezza e insoddisfazione».

Mica del tutto vero. Direi che a qualcuno la prosopopea ne altera allegramente la fisionomia.

«C'è oggi bisogno di persone», ha aggiunto il Papa, «che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione. Questa è la santità, che spinge a compiere il proprio dovere con fedeltà e coraggio, guardando non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune, e ricercando in ogni momento la volontà divina. Non basta infatti apparire buoni e onesti; occorre esserlo realmente».

Davvero?
Se non si nega Dio, un politico (credente) qualsiasi potrebbe anche andare bene. Ma se si nega, facendo finta di non negarlo?

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Scheletrotto

Scheletrotto era molto anoressico ma del pensiero moderno divenne un caposcuola. Nessuno, nella propria vita, ha avuto così poco peso come lui. Non vorrei dare l’impressione di parlarne male, ma Scheletrotto risultava pericoloso per sé e per gli altri. S’era trovato, per campare, uno sponsor che reclamizzava pomate rassodanti ma a lungo andare lo sponsor fallì: anche i più incalliti consumatori di quelle pomate, alla vista di Scheletrotto, preferivano le banane energizzanti.

Il suo motto era: «Meglio un ossobuco oggi che un buco di tomba domani». E, chissà come, riusciva a sopravvivere pure in barba agli esperti alimentaristi che discettavano su ogni leccornìa a sua insaputa.

Un giorno Scheletrotto si trovò casualmente a passare dalle parti del popolo che non aveva pane e chiese ad uno del luogo il perché quel popolo, pur non avendo pane, aspettava, eroicamente, silenziosamente, che qualcuno gliene desse qualche chilata. Il tipo interpellato rispose che si attendeva da un momento all’altro un grand’uomo politico che aveva promesso un tir zeppo di cornetti alla crema e al cioccolato. Quand’è così rimango anch’io, pensò Scheletrotto. Rimase ad aspettare fino al giorno dopo ma non vide né il grand’uomo né poté assaggiare i cornetti. Chiese al tipo del luogo, che era rimasto per tutto il tempo in attesa che Scheletrotto gli facesse la sua seconda domanda: «Perché il popolo adesso fa i cornetti con tutt’e due le mani?». «Perché la parola data di un grand’uomo al popolo è vangelo, ma non si può nascondere la voglia di dargli del cornuto a gesti!».

Soddisfatto della risposta il nostro zombie s’incamminò verso una collina dove, gli avevano riferito, un cane parlante teneva sermoni al prezzo modico di un osso. Bene, avrebbe assistito al sermone della collina tenuto da un cane parlante; nella sua vita era un’esperienza che gli mancava, e poi, l’avrebbe aiutato a mettere un po’ d’ordine nella sua mente.

Il cane gli apparve tutt’a un tratto intento a mascellarsi un osso del giorno prima. Era il femore di un azzeccagarbugli di elevata fama caduto tempo prima in disgrazia per non essere riuscito a salvare il suo principe dalla galera. Il femore si presentava levigato da una parte e bucherellato dall’altro: segno che il cane ci stava dando dentro di brutto e, nonostante il ribrezzo, Scheletrotto ebbe l’ardire di avvicinarsi a pochi centimetri da Lassie. Sì, somigliava a Lassie, il cane.

Lassie cominciò ad abbaiare per riscaldarsi la gola, ci teneva che la sua voce baritonale fosse all’altezza dell’uditorio. In prima fila, infatti, si riconoscevano tutti i pezzi grossi e i notabili del rione che non mancavano mai ai suoi sermoni. Scheletrotto si sistemò tra due che somigliavano incredibilmente a Gna e a Bondi, icone di un tempo che fu, e attese la parola del cane.

«Noi, (il cane parlava sempre al plurale) non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti dei canili d’Italia si leva verso di noi!». Giù applausi fragorosi. Una vecchietta già lacrimava. Una massaia invece no. Poi, dopo due o tre latrati, il cane puntualizzò: «Liberi Cani in Liberi Canili!». E ancora: «Abbiamo fatto i canili, adesso dobbiamo fare i cani!». Ci fu un vero e proprio cataclisma di applausi. E concluse: «Si può ingannare tutti qualche volta e alcuni tutte le volte: ma non si può ingannare tutti tutte le volte». Detto questo passò per la questua e Scheletrotto fu costretto a dare un pezzo di sé, la scapola sinistra che non gli funzionava più tanto bene.

Sulla strada di casa Scheletrotto ripassò dalle parti del popolo, che era rimasto rigido e sbiancato, tutti con le mani in su a forma di corna. Mentre sorrideva sentì un brivido lungo la colonna vertebrale: aveva perso lo smalto e la brillantezza della sua ossezza originale. Troppo triste era e le cose che aveva viste e udite lo resero ancora più anoressico. Decise di starsene alla larga dal sistema per qualche tempo.

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Con Berluscaz per sempre

È facile con uno come lui, con una sinistra come quella che fu, con un’opposizione come quella che è, fare profezia: avevo scritto nel febbraio 2008 un post con questo titolo: “Con Berluscaz per centotrent’anni”.
Nel novembre dello stesso anno un altro post dal titolo: “Con Berluscaz per centovent’anni”, dove ridussi di dieci anni il nostro incubo.
Ora è per sempre! (Lo dice lui però!)

Vediamo come ci arriva al “per sempre”.
Milano: conclude la prima festa nazionale della Libertà, accolto con un lancio di uova marce da un gruppo di tifosi rossoneri inferociti per il declino della propria squadra, declino che precederà di poco quello del gran capo. I più incarogniti hanno intonato l’inno berlusconiano “Meno male che stai per lasciare”. Dopo l’inno, il gran capo ha avuto l’ardire di dichiarare: “Questi quattro zoticoni comunisti che dicono di tifare per la mia squadra, vorrebbero che io mi separassi da "Mourinho". Nessuno ci riuscirà, nemmeno Galliani.”

L’Abbronzato: è uno tosto, che ragiona. Questo signore, di color seppia a pois grigi, è uno che quando va al mare, il mare stesso lo accoglie come se fosse un presidente bianco. Essendo una persona autoironica fa il paio con me che sono il migliore sul campo. Un’altra notizia positiva per noi della Lega della Libertà è che ho scoperto che anche la signora Obama è leggermente, ma proprio un soffio, abbronzata. Manco sembra, però. Quindi, se voi della Lega della Libertà, vedete qualcuno in piazza nei vostri paeselli padani andare al mare, non dimenticate di farla identificare dal maresciallo dei carabinieri, per accertarsi che sia leggermente abbronzata prima di lasciare il paese.

Una nuova moralità: la moralità è l’unica cosa che mancava in questo governo. L’abbiamo introdotta gratis senza nemmeno chiedere una tassa. Noi abbiamo fatto un contratto con gli elettori e abbiamo promesso la costruzione di centri culturali che possano soddisfare tutte le promesse elettorali che ho sbandierato. In ogni città c’è già funzionante un centro culturale dove tutti si culturizzano, anche con i metodi antichi: lo schiaffo del soldato, il salto della cavallina, un due tre Silvio!

La Tv è delinquenziale: ovunque io parli nasce uno scandalo. Se vado da Vespa a Vespa è uno scandalo. Se vado a Porta a Porta divento un dittatore. Se vado da Vespa a Porta siamo al regime e se vado da Porta a Vespa siamo alla delinquenza totale. Ma nessuno dice che io mi sposto sempre a piedi, per sparagnare; Brackobbamashow è andato in cinque televisioni diverse a spiegare la sua riforma sanitaria e si è spostato con tanto di macchine blindate al seguito. Ha poi parlato della sua riforma abbronzante per tutti i ceti deboli americani e ha fatto bene. Perché a me non è consentito di fare ciò che so fare bene? Per giunta, a piedi?

Per sempre qui: Noi (plurale majestatis) saremo sempre qui. E vi saremo fino all’estinzione della vostra settima generazione. Come faremo? Semplice. Il mio segreto sta nei capelli: fino a quando avrò capelli in testa non vi lascerò. Potete dormire sonni tranquilli. E finché vivrò non pagherete più nessuna tassa, nessuno Stato poliziesco e vessatorio vi chiederà una, dico, una sola tassa. Solo vi chiederò di amarmi a modo mio.

Mai più paura della crisi: la crisi l’hanno inventata i comunisti. I comunisti avevano la feroce abitudine di mangiare i bambini crudi, manco li cuocevano nella loro efferatezza. Oggi, non dobbiamo più avere paura della crisi dei comunisti. Essi non esistono più se non nei miei incubi. Ma è giusto che gli incubi li abbia solo io. Che sia io, infatti, a caricarmi sulle spalle questa croce. A voi ve la risparmio, la crisi. Quindi, non abbiate paura. I comunisti hanno tifato per questa crisi. Non scordatevelo mai. Se ne vedete qualcuno vi suggerisco di utilizzare la legge di Diocleziano. La stessa legge che i giornalisti dell’opposizione hanno usato e usano contro me.

Opposizione: Siamo orgogliosi dei nostri militari in Afghanistan. Ma è giunta l’ora di un cambio della guardia. Il governo, da me presieduto, lo dico magari per chi ha ancora un briciolo di buon senso, ha deciso di far rientrare i nostri soldati a casa in previsione delle probabili manifestazioni di piazza che sobillatori comunisti promuoveranno contro il governo da me presieduto, lo dico per chi ancora ha ancora un briciolo di buon senso. Mi direte: e la lotta al terrorismo, la missione di pace, l’introduzione della democrazia in quel martoriato Paese chi la porta avanti? Niente paura. Andranno tutte le ronde operative di Maroni al comando di Gna. E finalmente questa vergognosa opposizione la metteremo a tacere. Viva l'Italia!

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domenica 27 settembre 2009

Quei tre minuti eterni di Silvio col Papa a Ciampino

Tre minuti: una ostentazione, un sogno nel cassetto e una ballata bulgara!


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Se solo avessi voluto vi avrei fatto arricchire al primo colpo! Parola di Giulio!

Tremonti dopo averci difeso dallo scudo fiscale ci difende dai taglieggiatori delle banche!
Italiani taglieggiati.
Sullo scudo fiscale Berlusconi e Tremonti hanno dichiarato il falso.
Scudo fiscale: Tremonti verso norma che replica quella del 2001.
Lo scudo della vergogna.



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giovedì 24 settembre 2009

Quel tragico rapporto di Kong con il sesso femminile

Kong, re della foresta delle vergini, sconfigge l'ultimo anelito del gorillismo italiano.


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Cento nuovi poveri al minuto

I nuovi poveri si riproducono alla velocità della luce. E siccome sono solo numeri e statistiche, ce li passano sotto gli occhi inutilmente, ingloriosamente, stupidamente.
Solleviam alta la fronte
Già curvata dal lavor,
Che al confin dell’orizzonte
Si dilegua l’esattor!
Non più tane e spelonche pel povero,
Ma palazzi e giardini all’inglese;
Come è buono l’amato borghese,
Che dal fronte ci terge il sudor!

Viva! Viva! in ogni regno
E sovrani e imperator!
Dobbiam metter ogni impegno
A servirli con onor!
Essi son che ci dànno da vivere,
Che ci nutron coi loro… riposi:
Come padri coi figli amorosi,
Essi al popol sacrato hanno il cor!

Gloria al Papa e gloria ai preti
Veri apostoli d’amor!
Che ci fan tranquilli e lieti
Con la fede nel Signor!
Per conforto dal prete va il misero,
Tormentato da fame rabbiosa;
E il prete con voce pietosa
Lo persuade a star senza mangiar.
...
Benedetti i proprietari,
Che ci dàn pane e lavor!
Che ci aumentano i salari
Rimettendoci del lor!
Se nel mondo, per dio! non ci fossero
I pietosi e gentil possidenti,
Morirebber di fame e di stenti
Le famiglie degli agricoltor!
...
Già lontan vediam spuntare
Uno splendido drappel!
Su l’andiamo ad incontrare:
È l’esercito fedel!
Guai per noi se mancasse l’esercito,
A difendere i nostri padroni,
E il sovrano, e la patria e i coloni,
Che fioriscon sul suol mondial!
(Tratto da l'Asino)

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mercoledì 23 settembre 2009

Gli uomini sono (evasori) furbi

C'era una volta una iena che, spinta dalla fame, irruppe di notte in una capanna kikuyu per predare una capra.
Il padrone, destato dal rumore, si alzò lesto, afferrò dal focolare un tizzone acceso e le si avventò contro. La iena provò a fare lo stesso. Ma non sapendo come si maneggiano i tizzoni, ne afferrò uno dalla parte accesa. Sentì tanto dolore per la scottatura che cacciò un urlo tremendo. Infine, prima di fuggire, si buscò così tante scottature per i colpi dell'uomo che morì.
Le iene dicono ancora oggi meravigliate: «Come sono furbi gli uomini! Loro sì che sanno maneggiare i tizzoni!».

Dedicato a tutte le povere iene vittime dei maneggioni (detti anche evasori fiscali) più furbi!

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Nessun lavoratore rinuncerà mai al suo Travaglio

Il travaglio è un diritto per tutti: lo dice la nostra Costituzione.
"Marco Travaglio c'è, e senza di lui non c'è Annozero". Qui.
Come dire: "Gli operai ci sono, sono le fabbriche che chiudono, o, al limite, li sbattono fuori!".
Se Santoro non rinuncia al suo Travaglio, e Santoro è una persona (di peso) speciale, pensate che i lavoratori - che pesano (tutt'insieme) molto di più - possano rinunciare al loro travaglio?
Mi piacerebbe assistere a questa unione di intenti e alla salvaguardia unitaria del travaglio per tutti: che i lavoratori possano salire sulle gru mentre Santoro andrebbe sui tetti della Rai e unitariamente vincano le rispettive battaglie.
In nome del travaglio, spesso però, le cose cambiano in itinere: un chilo di televisione non è uguale ad un chilo delle scarpe rotte dei lavoratori, per cui parrebbe scontato che il travaglio lo perdano i lavoratori qualunque.
Eh già, ♫ scarpe rotte eppur bisogna andar! ♫

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martedì 22 settembre 2009

Lentezza di ghiaccio con disastro

La "lentezza" esasperante dell'umanità che attende qualche miracolo che non arriva, che corre verso la catastrofe mi appare tutto sommato normale.
In fondo è ben altro ciò che mi accende l'immaginazione: farmi scoprire tra qualche millennio da scavatori etno-antropologi e archeologi dell'inquinamento, dentro una forma di ghiaccio, intento a leggere un trattato sui futuri probabili disastri che l'umanità sta perpetrando ai danni del pianeta. Ma per molti, il problema non si pone nemmeno, visto che guardano le stronzate pomeridiane delle televisioni. L'ambiente che ci circonda non è più di nostra proprietà, ma dei farabutti che ne sono padroni.




Ecco cosa ci aspetta, nel migliore dei casi.

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La doppia vista del ministro Frattini


(ANSA) - NEW YORK, 22 SET - «"Siamo in Afghanistan e ci resteremo, ma non per sempre". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini. Il titolare della Farnesina ha spiegato che la comunità internazionale si aspetta dal governo afghano risposte "concrete" e una "road map" per il contrasto a corruzione e traffico di droga. Frattini ha elogiato Barack Obama per l'impegno "diretto" con cui sta affrontando la situazione in Medio Oriente. L'Europa avrebbe dovuto "fare di più", ha lamentato».

Riflettiamo un attimo sulla sottolineatura del "foreign office" italiano.
Dice Frattini che in Afghanistan "ci stanno e ci resteranno". Chiaro. Dopo una virgola aggiunge "ma non per sempre". Prima era a data indeterminabile.
Poi spiega che "la comunità internazionale (quindi anche l'Italia) si aspetta dal governo afghano risposte concrete e una road map per il contrasto a corruzione e traffico di droga".

Ecco perché la necessità dell'immagine, in alto al centro, che mostra l'utilizzo della doppia vista (o la doppia svista, a seconda dei punti di vista) del nostro affabile ministro: "quello aspettarsi dal governo afghano che metta a tacere la corruzione e il traffico di droga locale", mi scompiscia e mi rende sereno circa le intenzioni del gruppo internazionale di guerra in missione di pace che si pone il problema della corruzione e del traffico di droga in terra straniera.

Il popolo italiano ancora aspetta, fin dalle origini della sua consapevolezza di cittadino, che il problema dei problemi, la Mafie e le Mafie tutte locali, vengano ridotte al silenzio, al macero, all'ergastolo, all'angolo senza più possibilità di nuocere a nessuno.
È dalle origini della mafia italiana, il male oscuro che copre e dinamizza tutti gli altri mali italiani, che TUTTI i governi in Italia e i relativi ministri hanno disatteso le nostre speranze, spesso lavorando in simbiosi con questa cancrena.
E così, mentre il popolo italiano aspetta da una vita, lui fa la morale all'Afghanistan.

Di che parla il ministro Frattini se non di aria fritta?

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lunedì 21 settembre 2009

La grande ipocrisia di Stato

Non li avevano mandati a morire! E ora che sono tornati morti, l'apparato si commuove.
Essendo gli uomini di potere impastati di carne, ossa e sangue, persino capaci di provare l'orgasmo delle lacrime represse, mettono una condizione ipocrita alla possibile fine della pacifica missione di guerra italiana: che in quella chiesa le sei bare, insieme alla fede, alla carità e alla speranza, basi della loro morale cristiana, non vadano in contrasto con le direttive dei guerrieri d'oltreatlantico. I nostri commoventi statisti, compresi quelli precedenti agli attuali, non aspettano altro dagli Usa: un ordine che li liberi da queste lacrime represse, che li liberi dal giogo umiliante e farsesco di quell'alleanza esportatrice di democrazia e, finalmente, con un altro orgasmo liberatorio dichiarare che: "Noi la guerra non la volevamo. Siamo stati costretti a ubbidire!".

Ah, si potesse piangere perfino per i palestinesi e per tutte l'altre umanità annegate, morte ammazzate, affamate, assetate... Ci si potrebbe realizzare un quarto oceano.

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Alex Zanotelli: IL GRANDE RIFIUTO

Alex Zanotelli: IL GRANDE RIFIUTO

di Alex Zanotelli - 12 Settembre 2009

Il Consiglio dei Ministri approva delle modifiche alla legge 133 utili alla completa privatizzazione dell'acqua.

Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua!

Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008. Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali, come gas, trasporti pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie - così afferma il Decreto - di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio” industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa.
Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno. È la vittoria del mercato, della merce, del profitto.
Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni? È la vittoria della politica delle privatizzazioni, oggi, portata avanti brillantemente dalla destra. A farne le spese è sorella acqua. Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico.
Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!). Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti!

Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’«accesso all’acqua» è «diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni». Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”.
La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico-finanziari.
È la morte della politica! Per cui chiedo a tutti di: - protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri...
- chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera;
- chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis;
- premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”;
- ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua. Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia.

È in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita.

Io lo invierei a quante più persone possibile, ma soprattutto bisognerebbe capire nelle nostre città e comuni, sotto casa nostra, andando in municipio, andando dai vari rappresentanti politici locali cosa fare.

Fregarcene ci renderebbe complici. Per favore DIFFONDETE.

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Fantasmi di casa nostra

Italiani, ma come avete potuto credere che B. potesse essere quintessenza di partito?
B. non è partito:
è partito!...

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domenica 20 settembre 2009

Il lancio di Santa Anché

Senza dubbio la Santa Anchè è una personalità magnetica: qualsiasi cosa affronti, a noi italiani ne resta traccia, visto che ci attrae irresistibilmente. Dopo quei terribili momenti dell'ottobre del 2008, eccoci alla nuova tragica epopea santanchesca: è stata gettata a terra da un islamico mentre lei tentava di fare la predica alle donne col burka.

È stata gettata a terra. Ma noi, di fede atea e di indole tollerante, compiutamente generosi, l'abbiamo immaginata lanciata verso l'aere della santa libertà.

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Brunetta: come un uomo così non riesce a farci intristire

Come un uomo così non riesce a farci intristire. Il suo linguaggio non dà scandalo nel centrodestra, ma se l’avesse esternato uno della “sinistra per male” contro lo stesso ministro, o contro i mammasantissima del suo club di governo, apriti cielo!

Gli uomini della maggioranza pensano che, data per scontata la mancanza dei contenuti delle sue analisi, occorra guardare alla cultura dello sciacallaggio - per mancanza di diplomazia del ministro della Pubblica Innovazione – e non alla forma: “Anziché rallegrarsi e far finta di sorridere – sottolinea il portavox del Pdl Daniele Capezzolone – la sinistra farebbe bene a riflettere sulla brunettaggine e piangerci sopra come facciamo noi che stiamo finalmente scavandoci la fossa da soli cancellando quel poco di tranquillità che c’è rimasta”.

C’è felicità nel mondo del Pdl? Dopo aver preso atto della poca felicità nel Pd, sapere che anche nel Pdl si pongono il quesito sulla felicità, la tristezza ci pervade. E si capisce perché un uomo come Brunetta ha bisogno di tutta la sua rabbia: senza la felicità nel partito del Pdl, quest’uomo interiorizzante, s’incazza e spara alla cieca contro tutto ciò che si muove verso il suo capo.

Cosa occorre per far felice come una pasqua Brunetta? Un bel colpo di Stato?

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sabato 19 settembre 2009

Brunettenstein contro tutti!

"Sinistra elitaria e parassitaria, vada a morire ammazzata".
Il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, attacca ancora la sinistra "elitaria e parassitaria", accusandola di preparare un colpo di Stato. Alla "sinistra per male" manda a dire: "Vada a morire ammazzata". Monito anche al Vaticano: "Non ci può essere un dialogo con la Chiesa di certi esponenti che giocano al massacro e che sono portatori di una ideologia politica con la tonaca".
Si misero a ridere tutti per la ministeriale esternazione, invece di incazzarsi come matti. Vedi com'è bello farsi una cultura, ascoltando il ministro? Tutto è utile se esce da questi trombettieri. Ascolta ancora un po' con pazienza: aspetta e capirai quanto sei rozzo e ignorante di fronte a queste solennità.

Che sia ammattito? Oddìo, il ministro è fuori di sé, come impazzito. Ricordati però di aspettare sempre prima di contraddirlo, prima di dire: chissà se rinsavisce.


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Oltremare atlantico: laggiù si legge molto

Laggiù, ai confini col Pacifico: ehi, ragazzi, si lavora molto da quelle vostre parti! Perché tutto questo affannarsi per quattro cazzate scritte? Ma almeno fate ciao!

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venerdì 18 settembre 2009

56 secondi e poi il silenzio!

Silenzio, silenzio. Qualcuno chiede il silenzio! Finalmente si dorme: era ora! Per favore, svegliatemi alla fine di quest'incubo!


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Formare intere nazioni-eserciti per salvarsi dal terrorismo

Una volta per salvarsi dalla miseria si faceva domanda per fare il carabiniere, o il poliziotto, il secondino eccetera. Nell’esercito di leva la cosa era più sbiadita; oggi, che è finita l'obbligatorietà della leva, l’esercito offre un lavoro, uno stipendio adeguato, una discreta cultura di base e tanta, tanta voglia di girare il mondo. Armati. In maggioranza i militari sono del sud d’Italia. Non tutti possono fare il soldato, ma siamo tutti potenzialmente in grado di assimilarne la mentalità necessaria per aderire a quella vita eroica. Da un po’ di tempo, da quando cioè la cultura conservatrice più oscura ha realmente tutte le redini della gestione della società, le nuove generazioni (solo una parte, gli altri decidono diversamente) fin da bambini vengono educati al concetto dell’onore, al senso della patria, al rispetto della famiglia. È più facile se si ha alle spalle una famiglia con uno o più militari di carriera che ti dànno la spinta diretta.

Chi non ha una famiglia così non disperi però. C’è lo Stato, i Politici di carriera, la Scuola, la Televisione, il Calcio che hanno tutti gli strumenti per farti diventare un vero patriota con tutti i crismi e trasformarti così in soldato professionista. Il Calcio. Il periodo del Ciampi, divulgatore di inno nazionale, mi è rimasto impresso: ha lasciato tracce indelebili per il sottile lavaggio del cervello con cui si sono martellati, sportivamente, non solo i giocatori, ma i tifosi sugli spalti e quelli seduti in poltrona nelle proprie case, con l’appassionato inno dei Fratelli d’Italia. Dài oggi e dài domani, alla fine sei diventato il fratello di tutti. Tranne, beninteso, dei clandestini e di tutti i forestieri violenti, ladri e stupratori. Dei terroristi, in ultimo, ne sei diventato un acerrimo nemico, perché il terrorista è quello delle torri gemelle, è quello di Madrid, di Londra, il kamikaze palestinese, eccetera. Ne sei diventato nemico perché ogni giorno gli attentati e i massacri li hanno firmati loro e tu, impotente, hai solo fatto da spettatore davanti alla Tv; se sei più jellato ti trovi magari a grondare sangue innocente se per caso ti fossi trovato là.

I morti sono morti e vanno rispettati. Dice bene Saviano quando parla di questi soldati come morti sul lavoro. Lavoro di guerra, lavoro necessario, per non morire di fame, per farsi una vita tranquilla, per emergere dal niente, ma pur sempre morti consapevoli. Perché la cosiddetta “missione di pace” altro non è che un’operazione militare in zona di guerra.

Questo attentato, più degli altri, è stato più tragico, commovente e “nobile”, per la retorica profusa da esperti e da chiacchieroni, che inevitabilmente si trascinerà per ancora qualche tempo e riempirà le bocche e le orecchie fameliche sul sacrificio dei nostri eroi, sulla democrazia bene assoluto...

Pare che quel famoso lavaggio dei cervelli, tanto caro ai promotori del nazionalismo italiano, che senza di questo l’Italia finirebbe di essere tale per diventare repubblichetta di banane, sia aumentato a causa del fatto che l’attentato di Kabul ha avuto proporzioni notevoli. Da che cosa deduco questa impressione? I nostri soldati, secondo i resoconti giornalistici, sono presentati, non più come quei poveracci morti di fame del sud che fanno il militare per denaro, ma come più consapevoli (e ciò è reale) del terrorismo che lede la libertà, del loro amore per la libertà, per l’onore, per il dovere umanitario e per tutto il resto: COSCIENTI che va combattuto il male (in casa d'altri).

Stando così le cose, dovremmo avere tutto il mondo in guerra, dove da una parte ci stanno i terroristi, dall’altra parte intere nazioni-eserciti che, tra l’altro, amando la pace, la farebbero senza farsi pagare, proprio per l’alto profilo ideale che li porta a sacrificare la propria vita in terra straniera. Deve, in nome di questi morti, passare l’ennesimo messaggio della retorica patria. Il cerchio quindi si chiude ma non sulle guerre.

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giovedì 17 settembre 2009

Kabul: ma non è esattamente la guerra di Piero

Tranquilli, patrioti italiani, questi 6 eroi non sono morti invano, visto che hanno contribuito a dare fiato alle bocche dei nostri ministri e dei nostri politici. Certo, da un po' di tempo si lamentava la mancanza di morti italiani in Afghanistan, ma con quest'ultimo attentato i nostri garanti della democrazia e della libertà avranno di che intristirsi e di raccogliersi, quindi, ipocritamente attorno al dolore delle famiglie delle vittime. Tranquilli, che appena eseguiti i funerali, tutto ritorna come prima.

Cattivi uomini quelli che non sanno governare con democrazia il proprio paese. Per ciò gli americani sono andati laggiù, per raddrizzare le reni ai talebani che hanno squilibrato l'esercito più forte del mondo, strane creature che a suo tempo combatterono contro i russi, amorevolmente appoggiati dagli americani, e ora, pieni di spocchia e di tracotanza, hanno dichiarato guerra a tutto il mondo civile e democratico.

Ma l'Italia che c'entra in tutto questo visto che, tirata in ballo dall'alleanza Nato, è andata lì in missione di pace? Ma come, gli italiani vanno lì in pace (armati) senza nemmeno dichiarare guerra agli indigeni, e questi la coinvolgono in orribili massacri di guerra? L'Italia quindi entra in guerra senza averla nemmeno dichiarata. Cose che succedono solo agli italiani. Meno male che i nostri soldati sono dei professionisti che sanno distinguere tra la pace e la guerra e si sanno adattare di conseguenza, conoscendone tutti i rischi. Fa parte del loro ingaggio il rischio della morte. Mi piacerebbe vederli in azione pure in Italia, volontaristicamente però, non appena i talebani e i terroristi in generale, invaderanno il suolo patrio.

Ora che si è trasformata in missione di guerra la pacifica missione italiana, dice La Russa con tutto il coro dei pacifisti antiterroristi: che da lì i soldati italiani non se ne vanno. Volete la guerra, cari talebani, e guerra avrete. È lecito chiedere ai portatori di democrazia e libertà in Afghanistan quanti metri quadri di territorio talebano hanno liberato nel nome della libertà; quanti campi di oppio hanno tolto ai trafficanti nel nome della democrazia?

Eppure, chissà, se andasse il nostro 'Gna da quelle parti, forse i talebani scenderebbero a più miti consigli.

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Un posto da zappatore glielo troviamo da queste parti, cribbio!

"Se bocciato il lodo Alfano gravi danni per il premier".
Io direbbi a questi esperti legulei di non preoccupasse troppo per la dismissione del premier da premier.
Sanno lorsignori quanta gente licenziata s'arrabbatta alla meno peggio e campa lo stesso?
A tutto c'è rimeddio, poffarbacco, se ha voglia di sbracciarsi e lavurà.
Eppoi, un posto da zappatore glielo troviamo subbito da queste parti, cribbio!

Ps.: gli orrori di gramatica sono dovuti all'ansia che mi sconvolge nell'attesa del lieto evento.

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mercoledì 16 settembre 2009

Il pappagallo alieno e il farabuttismo

Il farabuttismo avanza mentre io sto qui di sentinella per questa Italia che va in pezzi, che va in malora. Povera Italia.


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lunedì 14 settembre 2009

Per carità, non portatemi più veline!

Purché mi chiamino in questo modo, possono fare di me quel che gli pare, anche salsicce da dare in pasto ai filosofi, ma per carità, non portatemi più veline.



Corna per l'eternità!

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I ciufili riscaldati del generale Bossi

Qui accanto, il generale Bossi pronto, come Custer, sulle tracce della Libertà. Qui, le minacchie di un anno fa.

«La Paadania saarà liibera coon le buuone o coon le caattive maaniere. La liibertà è un diiritto deei poopoli paadani. È un diiritto otteenerla in tuutti i moodi. Fiinché noon l'avreemo noon andreemo in peensione.
Noon ci baasta il feederalismo.
Voogliamo di piiù: queesta priigionia iitaliana oormai ci staa streetta. La maafia ci miinaccia, la siinistra ci coova sootto sootto. I claandestini ci preendono peer i foondelli. Siiamo oormai ciircondati. Baasta, ce ne aandiamo: da queesto moomento noon ci beeccheremo piiù lo stiipendio deello Staato itaaliano peer i noostri miinistri, peer i deeputati e peer i seenatur! W la cooerenza deella Paadania liibera!».

Come disse il ragazzino a Sam Neill mentre cercava di fuggire dal T-Rex: "Tutte queste minacchie, e state ancora qui?".

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domenica 13 settembre 2009

La scarpa del ladro

C'era una volta un uomo che andò in viaggio conducendo con sé un montone. A un certo punto vide a terra in mezzo al sentiero una bellissima scarpa e si disse: «È una bella scarpa, ma una sola non serve». La lasciò stare e continuò il viaggio.

Dopo un'ora di cammino trovò l'altra scarpa e disse: «Lego qui il mio montone e vado a prendere la scarpa che ho lasciato indietro, poi continuerò il viaggio con le due scarpe».

Legò il montone e tornò indietro per raccogliere la prima scarpa, ma non la trovò. Tornò allora in fretta dove aveva legato il montone, ma non trovò più né la seconda scarpa né il montone.

La stessa identica sventura della sinistra radicale italiana.

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sabato 12 settembre 2009

Ermetismo ragionato: fiat auto o centrale nucleare?

In data 12 settembre seduta straordinaria del Consiglio provinciale di Palermo, nell'aula consiliare di Termini Imerese, per la dismissione di Fiat Auto.
Letto in pubblico il documento precedentemente approvato all'unanimità dal consiglio comunale di Termini Imerese: un vero e proprio deterrente alla minaccia di Fiat Auto di chiudere lo stabilimento (sic e risic!). La politica d'insieme dei padroni dei voti siciliani all'attacco dei padroni della Fiat: una goduria rara!



Non ci ho capito una mazza! Si chiama "Ermetismo Ragionato" questo genere di documenti municipali, ma l'obiettivo rimane unico: accompagnare alla morte lenta i lavoratori della Fiat di Termini Imerese. La proposta di nuclearizzare il sito Fiat auto non tocca da vicino nemmeno il sindaco della città che, a chiusura del suo intervento, ha detto chiaramente: "la questione nucleare non è nella nostra (sua) agenda!". Boh, valli a capire 'sti amministratori della cosa pubblica?

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venerdì 11 settembre 2009

Pistolino veloce ha colpito ancora

- Sono il miglior pistolino degli ultimi 150 anni di governo della storia italiana.
- Mai pagato una dracma per le mie donne. Le conquiste le ho fatte solo grazie al fascino discreto del mio pistolino.
- Fini vorrebbe un cambio di pistolino nel PdL? Da lui arrivano solo pistolotti: non servono perché non sono eccitanti.
- Tarantini mi avrebbe portato 30 ragazze in casa? Vi sembra logico? E meno male che a nessuno è venuto in mente di scambiare le ragazze in ragazzi: avrei così rischiato le dimissioni.
- Oggi sono più convinto che mai d'avervi in pugno grazie al fascino discreto delle mie prestazioni. Del resto gli italiani, uccellatori accaniti, sono con me al 68% e io rappresento il loro preservativo naturale contro tutte le disgustose macchinazioni della stampa avversa, dell'opposizione ormai schiava dei comunisti e di Fini, l'ex fascista!
- Sono il primo pistolino più felice della storia politica mondiale!

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giovedì 10 settembre 2009

Italiani, mi preferite così, così o così?

Mi preferite così: "Senza mai cedere al sonno, ho lavorato 44 ore di seguito alimentandomi solo con 21 caffè, subito dopo le prime scosse: altro che erotomane, sono ormai un caffeinomane..."!

















O
così,
battagliero
pur
senza
il
cimiero?








Mi preoccupa solo una cosa...

E però, cari ragazzi e ragazze, non leggete ciò che si scrive sui giornali di pietra.
Sono tutte fandonie. E se proprio volete emularmi,
siate come me: botte piccola ma vino buono.
Eh eh eh!

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mercoledì 9 settembre 2009

Silvio, el torero corneado

Respirano, sospirano, cospirano contro di me.
Da Milano a Palermo ci sono complotti di procura.
Ma vi pare normale un Paese dove tutti covano contro di noi (plurale majestatis) che lavoriamo per il bene della Patria?
Ci attaccano come tori inferociti.
Ma qui c'è un torero che non ha paura di nessuno.
Italiani, tutti con me alla corrida!
Alla corrida! Mi sono stancato di prenderle solo io...
Della serie: dilettanti (politici) allo sbaraglio!

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lunedì 7 settembre 2009

Due diversi modi di definire notorio

"Mi sento già un'attrice. Sono pronta, sicuramente".
"Non sono attori solo coloro che hanno fatto dieci film, ma anche quelli che studiano!"
"E io - dice sempre Noemi - studio tanto, mi sono fatta le ossa".
"Certo, questa cosa (il Casoriagate) mi ha aiutata a farmi conoscere. Ora sono notoria. E adesso che ho acquistato notorietà, se mi chiameranno per lavorare in America, non avrà paura. Paura non esiste nel mio vocabolario". (Fonte: la Repubblica, lunedì 7 settembre 2009, pag. 6).

Attrice notoria.

Il povero signor Boffo, accusato di essere "omosessuale notorio", invece è stato costretto a dimettersi, dopo essersi per tanto tempo fatto le ossa.

Hai visto che differenza di notorietà!

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domenica 6 settembre 2009

La nascita di Terminibyl

Non più Sicilfiat ma Sicilnucleare: ecco la misteriosa riconversione di cui parlava Marchionne.
Questo signore ebbe a dire, mentre annunciava la chiusura dello stabilimento Fiat Auto di Termini Imerese, che un’ipotesi di riconversione dello stesso sarebbe stata plausibile pur non perdendo molti posti di lavoro, ma che non poteva sbilanciarsi sul futuro del sito perché ancora troppo presto.

E come tutte le belle fiabe, anche qui il finale ha la sua (o le sue morali): lorsignori si papperanno tutti gli introiti e noi a ripararci sotto un ombrello antinucleare che ancora dev’essere inventato. Questa cosa misteriosa “si è svelata da sé” dopo breve lasso di tempo; dopo alcune giornate di lotta, di occupazioni di strade e ferrovia, quei poco più di 1500 lavoratori Fiat compresi di indotto, avranno ben altro a cui pensare. Intanto è stata programmata una seduta straordinaria del Comune in data 12 settembre per la dismissione dello stabilimento. Seduta, ritengo, che deve necessariamente aggiornarsi su quest’ultima, radioattiva notizia che, anche se smentita da più parti, deve essere affrontata in profondità. È stata in incubatrice aumma aumma e adesso, finalmente, è stata messa in circolazione sotto forma di notizia “campata in aria”.

Che stiano testando le prime reazioni della popolazione non v’è dubbio. Smentiscono tutti e deviano il contesto in cui nasce l’ipotesi nucleare.

Il sindaco di Termini Imerese, Burrafato, dice che per lui “è un’ipotesi completamente campata in aria: per questa ragione non si sente nemmeno di affrontarla”. In effetti l’aria fritta campa in aria e non produce odori né si mostra fisicamente. L’ipotesi stessa di una centrale nucleare nella sua città dovrebbe fargli fare sobbalzi violenti: invece lui il problema non l’affronta. Nemmeno a livello di dibattito economico, scientifico e culturale. Ma un sindaco, oltre ad amministrare un comune, non dovrebbe sentirsi anche operatore culturale? Bah!

Il Lombardo-siculo, smentisce e dice che per la centrale nucleare occorre soprattutto una pronuncia positiva delle popolazioni interessate. Lui cerca anche garanzie di sicurezza, oltre alle notevoli convenienze che ne possono derivare da un sito nucleare. Certo, i padroni dei voti siciliani, attenderanno con ansia un pronunciamento favorevole. A che cosa? Ma alle notevoli convenienze di tutti.

L’Enel che già gestisce, a due passi dallo stabilimento Fiat, una centrale elettrica a turbo gas, dice invece che “il piano di riconversione non è nostro” e che “finché il ministro Scalogna non firmerà il decreto che stabilisce quali caratteristiche precise debba avere un sito, è inutile cercarlo. Attendiamo”. (È già lì, a due passi). L’Enel, di suo, con le scorie della centrale, ha aiutato quel tratto di mare negli anni trascorsi ad essere molto più pulito che mai. Manco più un pesce, lamentano i pescatori locali. Per non parlare dei fumi delle ciminiere Enel diffusi dal famoso e terribile vento termitano che hanno guastato le agricolture e l'ambiente del territorio.

E il sindacato? Ho sempre pensato che avrebbe accompagnato il funerale irreversibile dei lavoratori fino alla loro morte per consunzione di stabilimento con composto e complice silenzio. Ma ora la probabile radioattività futura ne potrebbe cambiare le strategie!? Speriamolo. Quanto meno un’iniezione di questa portata migliorerebbe il pensiero sindacale.

Io, a causa del mio scetticismo benefico, non voglio bagnarmi prima che piova e sono più di prima propenso al pensiero del faidaté: meglio una centrale agricola o magari una fabbrichetta di alimentari piuttosto che subire il fallout radioattivo.
Ripristinare ciò che esisteva prima di questa desolazione industriale, almeno in parte: giardini e orti su un territorio fertile.

Questa “boutade” sul nucleare termitano, come la chiama qualcuno, non impressiona più di tanto, eccetto i pochi che hanno interessi e convenienze diverse. La stampa non ne parla, impegnata com’è sul casino nazionale del berlusconismo. I lavoratori Fiat, non potranno essere impiegati in una centrale nucleare (cinico fino al punto di pensare che qualcuno sarà assunto durante la costruzione: tutti gli altri, affanculo). I politici, i traffichini, gli squali del nucleare hanno altre convenienze dalla nascita di Terminibyl’ ovvero Терминибыли Имересе e tenendo presente che quando tutti smentiscono lì in mezzo c’è la sacrosanta verità!
Alla faccia di un referendum antinucleare del 1987 stravinto dall'80% delle persone di buon senso.

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Il gioco arduo della torre

In cima alla fatidica torre c'è pronta la centrale nucleare che i soliti squali radioattivi vorrebbero al posto dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.

In cima a questa stessa torre c'è pronto il premier ormai maturo per l'addio al mundo cruel della politica.

Che se non butti subito la parte giusta, poi sicuramente ti pentirai.
Quindi sta attento a ciò che devi fare.

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Heracleum