giovedì 14 gennaio 2010

Minzoloni, il guerriero del Tg1

Non sempre la ragione anima il guerriero del Tg1. Ci sono momenti in cui non crede minimamente in quello che dice, ma lo dice perché gli discende dall’alto… dell’etere. E mira dritto al cervello dei teleutentipaganticanone del Tg1: “Ne varrà la pena sforzarsi tanto per un uomo che è nel mondo dei più, che non gliene frega assolutamente nulla dei Minzoloni e dei Berluschini?”.

Lui vorrebbe rispondersi ma il suo cervello non connette con il resto del corpo. E dire che è stato dimostrato scientificamente che la psiche e le physique stanno in perpetua relazione: l’informazione, è evidente, non ha fatto il giro degli amici. Minzoloni è là, davanti all’occhio della telecamera e deve andare avanti: milioni di telepati paganti canone attendono, vogliono conoscere la parola chiave, la tremenda latina parola che quella parte di cervello che non è in connessione col resto del corpo ha deciso di sparare rendendola pesante, misteriosa e decisiva. Vulnus. L’ha detta, finalmente: un Vulnus ha stroncato i rapporti tra la politica (che è maschia; quella italiana) e la magistratura (che è femmina: quella italiana, appunto). È scoppiato un Vulnus, un colpo di Vulnus che a dieci anni di distanza dalla scomparsa del “grande statista”, resta ancora inciso nella testa del guerriero. Con questa parola, Vulnus, siamo a cavallo: noi renderemo oggi i nostri debiti allo scomparso così come lui li aveva resi a noi, (considerato anche che le tasse - il nostro premier ha deciso - non si abbattono, eh eh eh...).

Ma il gran Minzoloni deve cercare un esempio ancora più profondo di un Vulnus qualsiasi e si ricorda che Craxi, per poter vivere quella condizione umana nella sua più completa contraddizione – cioè dello statista e del corrotto (come dichiara Di Pietro) – attraversò un momento – il famoso lancio delle monete contro la sua persona - di grande mortificazione umana che gli servì a prendere coscienza del suo Stato e a fortificarlo; a causa di quel momento catartico, oggi, è giusto che allo scomparso gli si rendano omaggi e opere di pene, di bene, volevo dire.

Minzoloni ha fede negli italiani, e prosegue con la fede nel cuore, il suo cammino trionfale nell’etere. Minzoloni, per favore, salvaguardiamolo: non fategli scoppiare un Vulnus, che poi si dirà «È di quegli anni il vulnus che alterò i rapporti fra Minzoloni e i teleutentipaganticanone del Tg1». E dovremo reintitolare anche a lui, non una via magari già tutte estinte, ma la statua equestre a guardia della Rai.



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1 commento:

pattume ha detto...

eeh..siamo messi male. Di questo passo Minzolini prenderà il posto di capezzone..

Heracleum