Non sempre la ragione anima il guerriero del Tg1. Ci sono momenti in cui non crede minimamente in quello che dice, ma lo dice perché gli discende dall’alto… dell’etere. E mira dritto al cervello dei teleutentipaganticanone del Tg1: “Ne varrà la pena sforzarsi tanto per un uomo che è nel mondo dei più, che non gliene frega assolutamente nulla dei Minzoloni e dei Berluschini?”.Lui vorrebbe rispondersi ma il suo cervello non connette con il resto del corpo. E dire che è stato dimostrato scientificamente che la psiche e le physique stanno in perpetua relazione: l’informazione, è evidente, non ha fatto il giro degli amici. Minzoloni è là, davanti all’occhio della telecamera e deve andare avanti: milioni di telepati paganti canone attendono, vogliono conoscere la parola chiave, la tremenda latina parola che quella parte di cervello che non è in connessione col resto del corpo ha deciso di sparare rendendola pesante, misteriosa e decisiva. Vulnus. L’ha detta, finalmente: un Vulnus ha stroncato i rapporti tra la politica (che è maschia; quella italiana) e la magistratura (che è femmina: quella italiana, appunto). È scoppiato un Vulnus, un colpo di Vulnus che a dieci anni di distanza dalla scomparsa del “grande statista”, resta ancora inciso nella testa del guerriero. Con questa parola, Vulnus, siamo a cavallo: noi renderemo oggi i nostri debiti allo scomparso così come lui li aveva resi a noi, (considerato anche che le tasse - il nostro premier ha deciso - non si abbattono, eh eh eh...).
Ma il gran Minzoloni deve cercare un esempio ancora più profondo di un Vulnus qualsiasi e si ricorda che Craxi, per poter vivere quella condizione umana nella sua più completa contraddizione – cioè dello statista e del corrotto (come dichiara Di Pietro) – attraversò un momento – il famoso lancio delle monete contro la sua persona - di grande mortificazione umana che gli servì a prendere coscienza del suo Stato e a fortificarlo; a causa di quel momento catartico, oggi, è giusto che allo scomparso gli si rendano omaggi e opere di pene, di bene, volevo dire.
Minzoloni ha fede negli italiani, e prosegue con la fede nel cuore, il suo cammino trionfale nell’etere. Minzoloni, per favore, salvaguardiamolo: non fategli scoppiare un Vulnus, che poi si dirà «È di quegli anni il vulnus che alterò i rapporti fra Minzoloni e i teleutentipaganticanone del Tg1». E dovremo reintitolare anche a lui, non una via magari già tutte estinte, ma la statua equestre a guardia della Rai.


eeh..siamo messi male. Di questo passo Minzolini prenderà il posto di capezzone..
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