mercoledì 7 aprile 2010

Ma dove vanno, che fine fanno i bambini violati?

Sembrerebbe ovvio intuirlo: una mente innocente e spontanea, di quelle che si battono il petto ad ogni confessione di peccato nel segreto del confessionale, penserà subito che le vittime innocenti della sodomia ieratica abbiano dalla loro la protezione di Dio che tutto vede e a tutto rimedia: quando, un giorno, i bambini sconteranno la loro vita, saranno ospitati nel Regno di Dio. Una mente innocente e spontanea darà per scontato il fatto che la loro verginità d’infanti rimarrà intatta allo stato puro, di quando non ancora cervelli maturi, ma come embrioni umani nel grembo della madre, non sanno distinguere tra un prete e una madre, ma sono ben vivi e respiranti.

Siccome non c’è morte (visibile) il bambino resterà puro, per sua condizione, così come sua madre l’ha messo al mondo. Che se ci fosse una morte a seguire la violazione, gli si farebbe una bara bianca e, certamente, l’innocente andrebbe in cielo; sul prete violentatore e potenzialmente anche assassino non si abbatterebbe nemmeno una battuta spiritosa da parte dei clienti della Chiesa, i quali sanno che Dio lo avrà già perdonato, dopo un (dubbioso) pentimento: quindi, perché abbattergli altre maledizioni.

Il prete pedofilo è anche un assassino, pur continuando il bambino a vivere e a sopravvivergli? Me la sono posta questa domanda e, senza perderci su molto tempo, mi sono risposto affermativamente. Dal mio punto di vista i pedofili ieratici non solo non dovrebbero essere perdonati, ma dovrebbero essere condannati ai lavori forzati e, da morti, subire la dannazione eterna, così come il loro credo farebbe supporre.

Invece sono stati sempre nascosti dai loro capi. Il sottile camaleontismo di questi signori è più che ipocrisia. Infatti non si capisce bene qual è il senso della colpa per un prete pedofilo? C’è un confine in qualche legge del consorzio umano che non intravvede nessuna anomalia in questo ciclo continuo di pedofilia ieratica: si condanna a parole la violenza sessuale contro gli innocenti. Avrebbero potuto inventarsi una legge che stabilisca, una volta per tutta, la non perseguibilità di tali atti dato che gli autori sono uomini sacri, strumenti di Dio. La violazione del bambino rappresenterebbe l’iniziazione del percorso sacro, che relazionerebbe il bimbo al Divino, e la casta dei preti pedofili si rafforzerebbe nel tempo come un avamposto di piaceri ed estasi. Ma lasciamo stare Dio alle sue incombenze e prendiamo Gesù che invitava i bambini ad andare verso di Lui.

Può darsi che in duemila anni di storia cattocristiana si sia perduto il senso delle parole del Cristo e i pedofili ieratici l’abbiano reinterpretata a loro uso e consumo. Non c’è nulla di cristiano in tutto questo. Non ce n’è neanche quando si difende ad ogni costo la Ragione e l’Amor proprio della Chiesa. Che senso ha presentare Ratzinger come un papa forte?
Che vuol dire questo agli occhi delle vittime – assassinate – dai suoi sacerdoti pedofili?

Papa Leone I aveva difeso la cristianità dai barbari – magari potevano starci pedofili unni tra le orde di Attila: (la leggenda vuole che proprio il papa abbia fermato Attila mostrandogli il crocifisso). La storia dice che nell'altra mano avesse un cospicuo e soddisfacente tributo che Attila accettò...

Qui invece si fa quadrato intorno al papa e si difende Ratzinger, mentre si dice che è un papa forte. Da chi si deve difendere questo papa: dagli attacchi dei nemici della Chiesa in generale, o dagli attacchi secolari dei preti pedofili? E, più in generale, mi chiedo: perché Lorsignori prelati sono così convinti che la pedofilia ieratica, in fin dei conti, non sia un così grande e grave peccato? Perché creare tutto questo pandemonio attorno al Potere della Chiesa? Infine: il potere della Chiesa collima con il Potere degli insegnamenti di Cristo?

Una cosa certa è che tutti i bambini violati dal sacro fallo non dimenticheranno mai come Dio li abbia traditi!



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2 commenti:

Minuccio ha detto...

Eccolo il potere: la possibilità di decidere cosa è giusto e cosa no, in ogni momento, secondo il proprio, insindacabile giudizio.
Un potere enorme ed arbitrario a cui una massa informe di persone continua volontariamente a sottomettersi.

Riverinflood ha detto...

Minuccio: come si dice in questi casi: sia fatta la volontà del (loro) Dio.

Heracleum