martedì 24 agosto 2010

Bocchino: "Alleanza con Api, Udc e moderati del Pd"

Idraulicamente parlando, questa è una proposta del tubo da 100ø con bocchinaggio ad apertura focale a femmina e a tiraggio continuo.
Ci godono, in quest'orgia, 'sti politici furbacchioni che amano prenderci per il culo! Dicono che vogliono salvare il culo all'Italia. Non dicono però se il culo è il loro o il nostro.
Sapete pure il perché: sono persone letteralmente amorali e immorali alle quali ancora non abbiamo spezzato le ali.
E tutto questo per sbarazzarsi della morsa mortale di Bossi e del suo vassallo Berlusconi.
'Sti signori son capaci di farla l'ammucchiata.
Okkio! Non sono migliori del duo B&B.

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lunedì 23 agosto 2010

Un quasi morto per la ministra Gelmini

Se i precari di Palermo fanno lo sciopero della fame per difendersi dagli attacchi violenti di questo Governo all'occupazione, occorre farlo sapere alla ministra dell'Istruzione che ha gestito i tagli con la sua riforma scolastica, [ma presumo che già lo sappia].
«I medici dicono che devo riprendere ad alimentarmi e assumere i farmaci, ma io sono già un uomo morto senza un lavoro. Andrò via da qui con una bara, se non risolvono la situazione».
Se tutti i precari si unissero per far "prendere coscienza alla ministra", dell'inferno in cui li ha gettati, si potrebbe fare un passo avanti.
Se tutti i precari di tutte le realtà lavorative si unissero, sarebbe come una mezza rivoluzione.
Se tutti i lavoratori a rischio di perdita del posto di lavoro, si unissero, saremmo quasi a tre quarti di rivoluzione.
Se poi ci unissimo tutti, anvedi come scapperebbero lorsignori a gambe all'aria!

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domenica 22 agosto 2010

Ratzinger e le grandi frasi a effetto

“Dio abbassa i superbi e i potenti di questo mondo e innalza gli umili”.
Giuro che questa frase me la segno nella mente per gli anni che mi restano da vivere.
Perché dopo una frase così cristiana e tanto umana, sono certo che gli umili arriveranno nel Regno dei Cieli per diretta intercessione papale. Come dicono in Vaticano, occorre tanta fede nella santa raccomandazione... e io ci credo che gli ultimi diventeranno i primi [a morire]... solo che...
appena qualche anno fa, nel dicembre del 2007, Ratzinger scelse di innalzare i superbi e di abbassare gli umili, rifiutandosi di ricevere il Dalai Lama, che sarà pure uno che personalmente se la passa benino, ma rappresenta comunque un popolo di oppressi e di umili al cospetto della grande Cina.
Che fa il papa, lascia o raddoppia?

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sabato 21 agosto 2010

Il più grande porta a porta dai tempi del Pci a quelli del Pd



"Sembra languire, ma sta lanciando la grande controffensiva di settembre"
Una straordinaria stagione di lotte che il Pd promuoverà a partire da settembe: "Il Partito democratico organizzerà la più grande mobilitazione porta a porta che un partito abbia mai promosso". Più ancora del vecchio Pci e dei militanti tutti d'un pezzo [che ci fanno una figura pellegrina]. Qui non si scherza più.

Siamo alle prove generali di campagna elettorale. "Obiettivo", si legge nella nota del Pd, "è raggiungere il più alto numero di italiani, casa per casa, e informarli dei danni che il governo Berlusconi ha prodotto in questi anni, e lanciare la proposta di governo del Partito democratico". Una grande semina di controinformazione. Finalmente gli italiani, Minzolini e Vespa permettendo, sapranno tutte le malefatte di questo governo. E degli inciuci clandestini di questa opposizione, mi auguro. Coraggio, la nuttata sta passando.

La campagna elettorale, (i suoi preparativi), del resto, o è di massa o non è. Peccato per le occasioni mancate, peccato per il Pd e per tutti i segretari che lo hanno diretto in passato e lo dirigono oggi: il porta a porta di cui Bersani si farà condottiero, non serve farlo solo una volta ogni morte di papa nella vita politica di un partito. Così massicciamente per far cadere Berlusconi? Occorre farlo permanentemente.
Ma coraggio, sta passando la nuttata.

"Nella mobilitazione saranno coinvolti gli oltre tre milioni di elettori delle primarie, tutti gli iscritti e le migliaia di amministratori locali del Pd".
Penso agli oltre tre milioni di elettori. Cosa cazzo non avrebbe fatto il Pd postpci, se questi tre milioni di elettori, volontari per una volta sola in questo tipo di occasioni [me la voglio vedere tutta], avessero avuto la buona volontà [meglio: la forza di volontà] di continuare, fisicamente, l'esercizio della militanza porta a porta, se avessero portato la buona novella della controinformazione a tu per tu, strada per strada, quartiere per quartiere, persona per persona [pratiche rivoluzionari dei pochi fessi della sinistra militante del tempo che fu], come millanta la Lega Nord: oggi non staremmo qui a parlare di crisi del berlusconismo, né di Pdl, né di leghisti.

Ma tant'è, ben venga. Ho, però, un atroce dubbio. I militanti che dovrebbero servire il principio della controinformazione democratica porta a porta, saranno convenientemente rimborsati con una diaria giornaliera [direi, visto che si parla di due mesi di grande politica] per questo servizio di volontariato democratico e popolare? Non basta la speranza della caduta di Berlusconi o la ricacciata indietro di una nuova (vecchia) destra di potere: occorre pur mettere qualcosa tra i denti.

Ricordiamoci, tapini noi, che dietro l'angolo incombe il vero Porta a Porta, quello micidiale col mezzobusto intero del plastico facciale di Vespa.

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giovedì 19 agosto 2010

Inno padano con sorpresa per Bossi & Bossi

Lo stress da elezioni anticipate è terribile: succede spesso ai politici importanti e ai loro importanti figli, specie quando sono perseguitati dal fantasma della vittoria a tutti i costi, di scoprire sorprese durante l'esecuzione dell'inno nazionale.

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mercoledì 18 agosto 2010

I quattro messaggi di Cossiga

Si suppone che nei quattro messaggi ci siano alcune verità circa gli orrendi segreti della storia repubblicana, durante gli anni di piombo, che Cossiga ha sempre rifiutato di confessare.
I destinatari di tali messaggi sono Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi.
In realtà, dei quattro messaggi, solo uno contiene tutti i segreti.
Di questo particolare ne sono tutti a conoscenza anche se fanno finta di niente.
È evidente, quindi, che tre di queste alte personalità rimarranno fregate dal solito Cossiga che, in punto di morte, ha osato sbeffeggiare il Potere, di cui lui era un esempio mostruoso da seguire.

Che succederà quindi?
Che qualcuno farà di tutto per impossessarsi dell'unico messaggio valido.
Chi sarà questo qualcuno?
Andiamo per ordine.

Napolitano, che sta per affrontare le accuse di tradimento della Costituzione del campione del Pdl Bianconi, non ha il tempo per acquisire segreti che ormai, per lui, non hanno più nessun significato.

Schifani? Il presidente del Senato ha interrotto le sue vacanze per essere pronto a intercettare, magari fortuitamente, il messaggio giusto e poterlo consegnare tempestivamente al suo capo nel caso il suo capo sia così sfortunato da ricevere quello sbagliato.

Fini, a causa dei tulli tulli tullian, sta cercando disperatamente di traslocare dalla casa di Montecarlo. Per farlo, sta utilizzando tutti i privilegi che la sua carica gli impone, pure quella di farsi fare il servizio gratis dalla ditta dei traslochi.

Ci resta Lui. Già. Dice Berlusconi di Cossiga: «perdere un amico carissimo, affettuoso, generoso. Mi mancheranno il suo affetto, la sua intelligenza, la sua ironia, il suo sostegno. Ai suoi figli l'impegno della mia vicinanza», dopo che Cossiga aveva scritto a lui una lunga lettera (qui uno stralcio), a proposito della vecchia classe politica tutta fatta di ladroni: «Come si fa, dimmi caro Silvio, ad arrivare ad essere insieme uno degli uomini più ricchi del mondo e anche leader di un grande movimento politico trasversale, e presidente del consiglio dei ministri, senza essere e, ciò che in politica è quasi più importante, non essere considerato un "ladro", e prendere tanti, tanti voti?».

E per finire, un ricordo di Cossiga indelebile: «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno: infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano».
Francesco Cossiga, 30 ottobre 2008.

Tanti saluti da questa terra maledetta.

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venerdì 13 agosto 2010

I Pellerossa: fuoco e polvere da sparo, primi massacri


Il fiume Puco, in un dipinto di D. Thomas, 1782

«Ci troviamo nelle foreste più estese della Terra. Molto probabilmente sono antiche quanto il mondo: non vi è nulla di più grandioso e affascinante, gli alberi si perdono nelle nuvole», scrive Charlevoix nella sua Description de la Nouvelle France, 1744..

Jamestown, New Plymouth, Nieuw Amsterdam, Québec... Fin dal primo quarto del Seicento gli europei sono saldamente installati in America settentrionale. Eppure il fanatismo religioso e l'avidità dei bianchi scatenano una serie interminabile di guerre. I nuovi arrivati, sicuri del proprio diritto, non arretrano davanti a nulla per ridurre al loro volere quei "selvaggi", senza il cui aiuto sarebbero morti di fame e di freddo.

Inizialmente, gli indiani moltiplicano i gesti di buona volontà verso i coloni. Nel 1608, a Jamestown in Virginia, Wahunsonacock* - capo della federazione Powhatan - offre in moglie a John Smith la propria figlia Pocahontas. Il capo indiano intende così sottolineare la sua disponibilità a stabilire pacifiche relazioni di coabitazione tra le due comunità, su una base di uguaglianza e rispetto reciproco. Ma il suo messaggio viene equivocato: gli indiani non si sentono affatto sudditi del re inglese e rifiutano perciò di eseguire gli ordini del governatore Smith.

Un piccolo gruppo di coloni in mezzo a trentamila indiani: una situazione delicata.
I coloni, tuttavia, hanno bisogno della selvaggina e del mais degli indiani, e non esitano ad assaltare e saccheggiare i loro villaggi per procurarseli. Nel 1610, dopo l'uccisione di due coloni, la situazione diviene incontrollabile: gli inglesi, per rappresaglia, bruciano due villaggi indiani, massacrando anche donne e bambini.

Estorsioni, angherie, furti: alla fine gli indiani, esasperati, reagiscono con la violenza. Nel marzo del 1622 i Powhatan scendono sul sentiero di guerra e uccidono 350 inglesi. La risposta non si fa attendere: è la guerra. I bianchi - ora a migliaia e bene armati - sono decisi a "riportare alla ragione i selvaggi".

Da allora in poi la lotta contro gli indiani viene condotta senza esclusione di colpi: non si rispettano i rappresentanti, durante le trattative si offrono persino liquori avvelenati, si sterminano donne e bambini. Nel 1646 la confederazione, ormai stremata, accetta di abbandonare una parte dei propri territori: gli indiani sopravvissuti hanno il permesso di riunirsi in riserve ai confini della colonia, sotto stretta sorveglianza.

* Il capo della confederazione, Wahunsonacock, si oppone fin dall'inizio ai tentativi inglesi di ridurlo alla condizione di suddito: non accetta i doni e neppure la corona di rame mandatagli da Giacomo I e rivendica una completa indipendenza dalla Corona.
L'abilità del capo si rivela nella messinscena che organizza nel dicembre del 1608. Gli viene condotto davanti John Smith, che si aspetta di essere messo a morte sul rogo.
Improvvisamente la figlia dodicenne del capo, Pocahontas, intercede in suo favore. La giovane farà da ambasciatrice presso gli inglesi e al tempo stesso sarà in grado di fornire al padre preziose informazioni sulla colonia.

(Fonte: I Pellerossa - Philippe Jacquin - L'Unità, Universale Electa/Gallimard).

Continua...

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giovedì 12 agosto 2010

Il dottor Cornuto, all'indomani delle elezioni anticipate

Immagine definitiva del nuovo cartello Pdl-Lega, i futuri vincitori [questo è ciò che dicono loro] della prossima tornata elettorale. La capra unirà vincitori e sconfitti e la sua immagine rappresenterà l'Italia nel mondo. Siccome la capra non ha mai conseguito nessun titolo di studio ma la natura l'ha dotata di corna, il "dottor Cornuto" è ad "honoris causa".

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mercoledì 11 agosto 2010

Il Terzo Pollo, secondo Verdini

Qui accanto il Terzo Pollo, secondo Verdini.

Quanto alla possibilità che nasca un terzo pollo, dice Verdini: "I terzi polli in Parlamento sono facili da spennare perché sono scollegati dagli elettori. Una cosa diversa - aggiunge - sono le pollerie elettorali. I mangiatori di polli italiani sono cresciuti e hanno visto nel bipollarismo una funzione positiva della politica. Nei Paesi occidentali, pur con sistemi diversi, c'è tendenza al bipollarismo. Qualsiasi altra soluzione sarebbe un ritorno alle stalle...
Ma noi, con questi terzi polli, ci facciamo i brodini fini fini".

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lunedì 9 agosto 2010

Io e Smaroni: quasi uguali

“Non vado al Billionaire né a Montecarlo. Io non ho vinto all’Enalotto”.
[Ma ha vinto un bello scranno da ministro].
Ministro Smaroni, lei parla così dall'alto della sua vacanza all'Asinara.
Io, nemmeno quella; eppure un amico con l'asino ce l'ho. A volte lo prendo in prestito per farmi un'asinata nella mia valle (mia in senso allegorico).
Per il resto, secondo me, avreste da dimettervi tutti, compreso, beninteso, il vostro nuovo nemico Fini. Dopo le meritate vacanze.
E, se per caso, vincessi io due miliardi (di lire) all'Enalotto, stia tranquillo, li spartirei in beneficenza tra i miei compagni più bisognosi che vacanze non ne possono fare mai, e verremmo pure all'Asinara a trovarla, visto che potremmo permettercelo!
C'è spazio, per noi, lì?

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domenica 8 agosto 2010

Silvio, mumble mumble e rimumble

Silvio, mumble mumble e rimumble,
rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando rompesti le palle
a tutti noi
tue vittime incoscienti?
..................................
Era l'agosto odoroso: e tu solevi
così menare il giorno in cui
Fini ti fece incazzare.
..................................
Tu gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
eccetto le donnine, carine, veline
che stavano d'in su
i veroni del tuo paterno ostello,
porgevi il dito medio eretto
e la veloce mano a forma
di due corna.
..................................
All'apparir del vero volto
del voto popolar
tu, misero, cadesti: e con la mano
la fredda morte e una tomba ignuda
mostravi di lontano
rifacendo il verso come dall'inizio
mumble mumble e rimumble.
Amen.
.................................

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giovedì 5 agosto 2010

La terribile battaglia in Parlamento tra Bersani e i suoi occhiali

Il premier venga con urgenza in Parlamento.
Signor Presidente, in queste ore succedono fatti di assoluto (si toglie gli occhiali) rilievo politico istituzionale che (rimette gli occhiali) meritano di essere valutati subito (si tocca gli occhiali), all’apertura dei lavori di questa Camera.
I fatti sono evidenti e non possono essere (si ritoglie gli occhiali) in nessun modo aggirati o elusi (si rimette gli occhiali). Il capo del Governo certifica, in modo solenne (si sistema gli occhiali), la frattura in componibile del maggior partito (si risistema gli occhiali) della maggioranza.
Un dissidio insanabile che il Paese ha visto via via motivarsi attorno a dei temi, la legalità, la democrazia, le grandi questioni sociali che sono i temi sui quali l’opposizione, dal primo momento, ha indicato la criticità, il limite (si tocca gli occhiali) di questo governo. Inoltre, il Presidente del Consiglio ha di fatto sfiduciato (si ritocca gli occhiali) il Presidente della Camera (si ritoglie gli occhiali) arrogandosi di un potere che non ha, che non è suo perché (si rimette gli occhiali) il Presidente della Camera è di tutti, anche di quelli che non l’hanno votato.

Ora, davanti a fatti come questi, credo che il Parlamento debba tornare a essere la casa della discussione democratica: il Presidente del Consiglio facesse (si ritoglie gli occhiali) la cortesia di venire (si rimette gli occhiali aggiustandoseli sul naso) in Parlamento (applausi) a spiegarci e a (si ritocca gli occhiali, forse ora se li toglie) consentirci (no, desiste) di discutere.

Aggiungo (risistemazione degli occhiali, che non ne possono più, più che altro per le sofferenze arrecate al setto nasale), e questo lo dico, non li vedo stamattina molto mattinieri, insomma, i colleghi (toccatina agli occhiali) delle varie articolazioni della maggioranza, per cortesia, (si ritoglie gli occhiali, roteando la mano destra) non ci si venga adesso a propinare (tenta lentamente di rimetterseli, lo fa, no, ancora un po’, li lascia nella mano a prendere aria roteando) lo stanco rito retorico per cui è successo ma non è successo niente; sì, ci stiamo massacrando ma andremo d’accordo (ecco, ci siamo, li mette: no, ci ripensa, continua a rotearli come fosse un aeroplanino); il motore si è rotto ma la macchina va; no, il Paese (qui comincia ad andare su è giù con gli occhiali a sottolineare il tono della voce) non ha questi tempi.

Il Paese ha delle altre esigenze. È ora di capire, ho detto così due giorni fa, che siamo oltre le colonne d’Ercole (qui afferra con l’altra mano gli occhiali e comincia a tenderli e ad andare su e giù, insistentemente: gli occhiali sono letteralmente terrorizzati) di una fase e che bisogna prendersi delle responsabilità. Ho detto anche che il primo punto è quello di ristabilire il principio basico di una democrazia per cui un cittadino deve potersi scegliere il suo parlamentare (applausi) e da lì in poi ognuno faccia la sua proposta per il futuro di questo Paese. Un Paese che ha bisogno di fu-tu-ro. Di una proposta per il futuro. Ma di questo avremo tempo per discutere.
Pensiero degli occhiali: (Ah, non adesso? Meno male, vah!).

Adesso il problema è: non si pensi agosto o non agosto che noi si possa andare a tarallucci e vino ...
Pensiero degli occhiali: (Anch’io, anch’io tarallucci e vino) .
... su una faccenda di questo genere. Il presidente del Consiglio venga urgentemente in Parlamento.
Pensiero degli occhiali: (Che fai? Non mi rimetti sul naso? Beh, si vede che ora ci vedi più chiaro. L'opposizione - l'illusione ottica - funziona a meraviglia).

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martedì 3 agosto 2010

Larga la foglia, stretta la via, Fini l'è vostro e la vincita è mia!

Berlusconi: al voto al primo incidente.

"I sondaggi che ho avuto oggi pomeriggio dànno me ancora oltre il 60% e 3 punti in più per il partito", ha detto il premier. "Io voglio andare avanti ma se la via si fa stretta non resta che andare al voto", avrebbe affermato Berlusconi nel corso del cocktail con i senatori del Pdl a Roma.

"Larga la foglia, stretta la via, Fini l'è vostro e la vincita è mia!"

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domenica 1 agosto 2010

Finalmente innalzata la statua allo sbronzo di Riace

Io sono lo sbronzo di RiaceÈ questa la statua fatta innalzare da Fini in Transatlantico, subito dopo essere stato sfiduciato da Berlusconi. Il presidente della Camera l'aveva fatta preparare con largo anticipo, prevedendo la decisione del capo di sbatterlo fuori.

Una risposta, quella di Fini, di grande prospettiva e lungimiranza politica, di rara generosità, malgrado le apparenze, alla quale perfino Berlusconi s'è dovuto inchinare: "Non me l'aspettavo proprio da Fini. Non esito a dire che la statua è una testimonianza d'affetto e di grande stima da parte sua nei miei confronti". Chissà che un giorno non si rappacifichino, specie sotto elezioni?

Poco dopo, preso da dubbi, ha continuato: "Incredibile e astuto, lasciare quella statua lì, in Transatlantico, alla mercé di parlamentari maligni, rompicoglioni e finiani, soprattutto per quanto riguarda l'osservazione delle misure. Che fa, mi prende per il culo? Bene, darò ordine che venga rimossa immantinente".

Poi, però, ripensandoci, ha concluso: "Beh, in effetti, una statua così in Transatlantico, non ce l'ha avuta mai nessuno, nemmeno Mussolini. Darò disposizioni affinché venga salvaguardata e controllata a vista dai Beni Culturali, nella persona di Bondi, l'unico adatto a questo tipo di controllo... però, cribbio, quelle misure lì... l'autore poteva un attimo smisurarle, no? La gente, che idee può farsi di me? Non corrispondono minimamente agli ultimi sondaggi che mi dànno oltre il 90% delle misure popolari".

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