mercoledì 29 settembre 2010

Tutto il discorso di Berlusconi, minuto per minuto, più o meno

A futura memoria, in concomitanza con il compleanno di oggi del Premier, anch'esso minuto per minuto.
(Sms fiducia, la diretta di Aldo Cazzullo)
I messaggini in tempo reale da Montecitorio...

Buon divertimento.

ORE 10:32 - Gran viavai di cani a Montecitorio. Insieme con il discorso di Berlusconi e il voto di fiducia, si tiene a Palazzo il 90 anniversario dell'associazione ciechi, guidati da mansueti cani lupo e labrador. Non saranno certo loro i peggiori in campo oggi.

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martedì 28 settembre 2010

Il Grillo che corteggiava la sorella di Sgarbi

Mentre Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi, [per gli amici Vuam's] politicizzava gli italioti, quel furfantello di Grillo gli corteggiava la sorella. Oh, belìn!
Gliela voleva rubare!
Belìn!
Così come gli ha rubato la ricetta, detta anche formula politica, che recita così: "noi non siamo nè a sinistra, nè a destra, ma in alto".
Ti sei messo contro Sgarbi. Per te è finita, malandrino! Quello ti ha già denunciato. E pretende 10 mln di euri. La Porsche te la lascia, magnanimo.
La sorella di Sgarbi!? Ma va là, va là!

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lunedì 27 settembre 2010

Dove c'è una selezione di miss Padania, là trovate il senatùr

Uno dei pilastri fondamentali della politica populistica-demagogica del partito dei padani è quello di presenziare al concorso delle miss Padania. Il senatùr non se ne perde uno. Incoronare miss è la parte più bella di tutta la faccenda. Perciò ha presenziato alla selezione di miss Padania qui.

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domenica 26 settembre 2010

Bandana vivente mercoledì si dimette, parola di Veltrusconi

Non mi piace Berlusconi perché non sa governare [pur se lui è convinto di essere il non plus ultra].
In politica bisogna anche possedere il pudore, cosa che a lui manca.
Questo, in ristretta sintesi, il pensiero di Veltrusconi.
Vedrete, mercoledì si dimetterà e respireremo un'aria più leggera.

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giovedì 23 settembre 2010

Lettera aperta a Fini, affinché suocera intenda

All'attenzione del sig. Fini, Presidente della Camera dei Deputati.

"Berlusconi è il mandante, sta falsificando tutto".
«Lui punta scientificamente a distruggermi. Lo pianifica. Ma io a questo punto blocco ogni trattativa. Sulla giustizia si deve fermare ogni passo. Il mio è un punto d'onore perché non mi faccio impallinare da lui così, su una ricostruzione del tutto falsa».

Egregio sig. Fini, i punti d'onore calpestati devono essere difesi fino all'ultima goccia di onore. Ora, nella sua posizione di Presidente della Camera, Lei farà fatica a pensare di lasciare questa carica - per un alto senso del punto d'onore, (o perché non le va di tradire il mandato che i suoi elettori gli hanno dato) - non è realistico, non è un atto politico normale e soprattutto, agli occhi del mondo esterno, sarebbe un'azione stupida e senza possibilità di fare retromarcia.

Allora, cosa Le resta da fare, a parte incazzarsi, per venire a capo di questa congiura, per uscirsene dal "piano Solo" senza perdere l'ambita poltrona?
Secondo me, Lei dovrebbe usare lo stesso stile del suo Nemico, utilizzando armi e bagagli così come stanno facendo nei Suoi confronti. E... farlo fuori! Senza se e senza ma. Almeno ci provi.
Come?, così si metterebbe allo stesso livello del suo Nemico? Non è nelle sue corde mentali, capisco, ma non sono d'accordo. Ad un cornuto, un cornuto e mezzo, dice il detto.

Però, Presidente, Le resta ben poco da fare. Lui ha tanti collaboratori fedeli...

Voi, uomini di destra, a prescindere dall'anomalia di Berlusconi, avete dimostrato sempre grande capacità di reazione, cosa riprovevole alla sinistra, visto da sinistra, e siete sempre riusciti a sopravvivere grazie alla capacità di adattamento, reazionario, a quel genere di anomalia che, storicamente e culturalmente, avete sempre sciorinato in politica nazionale. Non si tratta, quindi, di reagire a chissà quali movimenti di massa, contestazioni studentesche, ribellioni operaie, rivendicazioni femministe, o contrastare diritti di minoranze culturali, sociali, razziali, respingimenti e altro.

VORREI CHE LEI REAGISSE, DA UOMO DI DESTRA, CONTRO UN CAFONE DELLA POLITICA CHE LA FA TANTO PATIRE, PRIMA CHE A LEI, A NOI CITTADINI COMUNI, A ME E COME ME, CHE SONO ANCORA COMUNISTA MAI PENTITO, A TUTTI COLORO CHE HANNO CONSAPEVOLEZZA CHE L'UNICO CHE PUÒ TOGLIERSELO DALLE BALLE È PROPRIO LEI, NON CERTO QUESTA OPPOSIZIONE GENERICA CHE GLI FA DA PORTAVOCE.
LEI È IN GRADO DI FARLO?
AVREBBE LA MIA ETERNA RICONOSCENZA PUR CONTINUANDO A VOTARE COMUNISTA!
ALTRIMENTI SONO SOLO PINZILLACCHERE!

Oppure il 29 settembre, come dice Bocchino "voteremo solo il suo documento, ma poi su tutto il resto non ci saranno trattative, ognuno per la sua strada".

Grazie per l'attenzione.

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martedì 21 settembre 2010

E dopo gli Alzati con Pugno venne Lui...

Contempla in quanti erano gli alzati con pugno, un tempo.
Tutti decisi a farla finita con l'odiata reazione di destra, fascista e clericale.

Intorno a loro, pervasi da un'aura di infìda indifferenza e di sotterraneo terrore, stava la maggioranza degli italiani che, al contrario, non vedeva l'ora di cancellarli tutti, definitivamente, dalla società italica.

Ma non trovava né il coraggio né l'uomo giusto finché... spuntò lui,

Abbassato con Tacco, che li fece tutti fuori, approfittando di una loro momentanea distrazione.

Gli Alzati con Pugno si erano addormentati tutti, tra una poltrona e un privilegio, lasciando il Pugno alzato a prendere aria, senza nemmanco dare la buonanotte ai loro compagni che stavano ancora lì, svegli, ad attenderli.

Ora le cose sono cambiate. Sconfitta o non sconfitta, la sinistra è più viva di prima e lo dimostra il fatto che a sussultare sono solo in due, per ora, Veltroni con quel suo Movimento 75 nato già stanco ma anche senza futuro, e Vendola, con quel suo ricordare i tempi belli di quando anche i democristiani permettevano ai loro gay di governare purchessia; memoria [strumentale] che garantirebbe (italiani permettendo) ai gay contemporanei di governare oggi con una vittoria diversamente sessuale, così come l'Abbassato con Tacco ha vinto contro la sinistra col suo essere diversamente alto.

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lunedì 20 settembre 2010

A.A.A. - Titolo di Cavaliere del Lavoro Offresi

Si è liberato un posto di Cavaliere del Lavoro. Sotto a chi tocca e senza spingere.
Fatevi avanti, voi, pretendenti al titolo. Che possediate o no un cavallo. Requisiti fondamentali sono: i meriti [antisindacali], la qualità [sottocultura del lavoro], [i grandi profitti] e soprattutto l'abbondanza di amicizie in alto loco.

(ANSA) - ROMA, 20 SET - "Per indegnità" il presidente della Repubblica Napolitano ha revocato il titolo di Cavaliere del lavoro a Calisto Tanzi. La proposta di revoca del titolo all'ex patron Parmalat è del ministro dello Sviluppo economico.

Napolitano ha firmato venerdì scorso il decreto. La decorazione era stata conferita a Tanzi il 2 giugno 1984. Successivamente è stato coinvolto nella vicenda finanziaria e giudiziaria del "Crak Parlamat" con centinaia di consumatori coinvolti.

Avanti il prossimo.

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domenica 19 settembre 2010

VeltrOni, Oni, Oni, Ani, Ini

Cos'è?
Niente, è lo scioglilingua del Pd. Un semplice scioglilingua.
Ogni mattina, gli iscritti se lo ripetono a canone per un paio di minuti, e dopo si sentono pronti ad affrontare un'altra dura giornata sul fronte dell'opposizione a Berlusconi.

Sto cercando di capire qualcosa sul Movimento di VeltrOni, FiorONi e GentilOni: una "Cosa" che punta «all'esterno e all'interno» a sostenere il Pd, a ridargli forza.
Tradotto "'a fimminina" - all'esterno e all'interno - significa, a me, che questa Cosa non è "né molla né dura", non sta "né in cielo né in terra", non sta "né dintra né fora": tipico di VeltrOni. C'è e non c'è. Ci fa e non ci fa. Soprattutto perdente, ma anche facendo finta di essere vincente.
Perché lui aveva perso contro Oni il coriaceo e aveva lasciato a FranceschIni il compito di portare BersAni a capo confessore degli ex comunisti e cristiani.

È facile pensare che il ritorno di VeltrOni sia da addebitare all'amore profondo che ha avuto sempre per VeltruscOni, il [suo] coriaceo Oni premier. Come è da malpensanti credere che VeltrOni sia ritornato perché il [loro] premier stia ancora annaspando in acque torbide.
No.
Nemmeno è tornato per vendicarsi delle angherie, ingiustizie e vigliacchierie che ha subito dai suoi amici del Pd.
Sì, ma a che serve, a chi serve il ritorno di VeltrOni?

VeltrOni è ritornato perché è un Poeta della Politica con la P maiuscola.
L'unico che il Pd abbia mai avuto da quando non è più comunista.
Direi che fa da contraltare all'altro Poeta, il Vate per antonomasia di Berlusconi: Bondi.
Perché per "provare a rimettere insieme la baracca del Pd" si è messo insieme, magneticamente, con gli altri due Oni che contano, FiorOni e GentilOni. Per la rima, innanzitutto.

VeltrOni è ritornato perché dopo Fini con il Fli, e ora Micciché, col partito del popolo siciliano, [che vuole giocarsela a pallone col popolo padano], fa tendenza creare nuove spazi di correnti, movimenti e partiti. Ci si sente più importanti. Fa spuntare sui giornali la propria faccia e fa ridere quelli della Lega.

VeltrOni è ritornato perché non ama la cattiveria della politica, ma anche quella in politica.
VeltrOni, FiorOni e GentilOni appartengono ora alla famiglia dei MarpiOni Democratici.

La famiglia dei MarpiOni, in generale allargata a molti personaggi di tutte le forze politiche, ha come obiettivo la salvaguardia dell'Italia e degli Italiani, anche se non sono iscritti al Pd. Vuole sconfiggere Berlusconi. Ridurre al silenzio i leghisti e, soprattutto, ricreare fiducia verso tutti i politici che hanno un finale di parola così allegorico: Oni.

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mercoledì 15 settembre 2010

Il Presidente va alla guerra

«La politica ritrovi moralità e idealità».
Napolitano: «Bisogna costruire qualcosa di simile al clima di grande slancio che c'era nel 1945».
Oh, allora siamo in guerra, Presidente? Ma perché non me l'ha detto subito.

Capisco perfettamente: per costruire qualcosa di simile al quel clima, bisogna entrare in guerra come allora, sconfiggere il berlufascismo e dopo, solo dopo, respirare quell'aria di ricostruzione del '45.

Chi comincia?

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martedì 14 settembre 2010

Ecco come saranno gli occhi della Gelmini fra 30 anni


E con ciò? Tranquilli.
Fra trent'anni la Gelmini sarà ancora lì, paziente, decisa a sistemare tutti i precari, anche quelli prodotti durante i 30 ancora da trascorrere.
Avrà gli occhi tipo cartone animato, un poco ingrossati e fuor dalle orbite, ma notate il sorriso soddisfatto. Vi pare che una ministra strafottente possa aspettare per trent'anni senza questa espressione contenta?
Diamole un'altra possibilità, con fiducia. Del resto è solo la Gelmini. Pensate, invece, al dramma di chi fra 50 anni si ritroverà ancora il suo Capo tra le palle! Perché quello, forse lo avete dimenticato, sta tramando con gli scienziati per campare fino a 120 anni.

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lunedì 13 settembre 2010

sabato 11 settembre 2010

L'unico 11 settembre che io ricorderò sempre

L'unico 11 settembre che ricorderò sempre, con grande passione e dolore, è questo:

«Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento».

Estratto dall'ultimo discorso radiofonico di Salvador Allende, poche ore prima della sua morte, l'11 settembre 1973.

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Ora che la pace è fatta tra Bossi e il resto del mondo, il lavoro portiamocelo a casa

Finalmente i galletti sono ritornati a far chicchirichì, ciascuno nei pollai di propria competenza e le galline del governo fanno le uova. Era ora. La pace è stata raggiunta. Le elezioni anticipate non si fanno più. Per questo dobbiamo ringraziare il grancavcazzuff che ha rabbonito Testadilegno [chissà che gli ha promesso?] fino a indurlo al coito interrotto: poteva nascerne un obbrobrio.

Ora che la pace è stata fatta il grancavcazzuf, da Mosca, è ritornato alle sue occupazioni preferite, una delle quali è quella ciclica: mettere alla berlina quei comunisti dei magistrati italiani proprio nel paese degli ex comunisti, rei di non farlo governare. Come è possibile osservare, la vera indole di Berlusconi emerge nei momenti più oscuri e bassi della democrazia italiana. In Italia non c’è democrazia e lui, per aggiornarsi, si va a fare un meeting sulla democrazia in Russia. Forse, poi andrà anche in Libia, per ulteriori aggiornamenti.

Ma tutto ciò non è niente rispetto al seguito.
Dopo la pace tra Bossi, mediata da Berlusconi, e il resto dell’Italia, il nostro Testadilegno ha avuto un’enorme pensata, secondo me suggeritagli dall’ultima analisi di quel genio dell’economia italiana ed europea che aveva detto, recentemente che: “L’emergenza economica è ormai alle spalle”. Tremonti fu, a dirlo!

Questa importante dichiarazione ha dato l’input a Testadilegno che ha partorito una idea davvero brillante, sparagnosa e lungimirante: portarsi il lavoro a casa. Ma non un lavoro purchessia, qualsiasi: si tratterebbe di un lavoro che, al contrario, potrebbe portare all’Italia enormi vantaggi - [anche in Valpadana], togliendolo ai romani. Sissignore, ai romani.

«MINISTERI VIA DA ROMA» - Il capo della Lega è poi tornato a proporre di spostare alcuni ministeri fuori da Roma. «Lo hanno fatto in Inghilterra - ha detto - e non è morto nessuno, anzi è venuta un po' di democrazia in più. Adesso che il federalismo è bello e pronto, possiamo partire con il decentramento: faremo una battaglia per portare democraticamente dei ministeri dappertutto, dal Sud al Nord. I ministeri - ha aggiunto - significano moltissimi posti di lavoro, moltissimi soldi, non capisco perché debbano restare tutti a Roma. Il cambiamento vuol dire anche portare a casa i ministeri».

Calderoli si porterebbe il suo a Bergamo, per semplificarsi la vita. Lo stesso farebbero Maroni, Bossi, Tremonti. Via via tutti gli altri del governo. La Russa se lo farebbe mentre si rade il pizzo; la Carfagna mentre si fa il maquillage; la Gelmini mentre studia la geografia della mappatura dei precari dove collocarli. Il premier non avrebbe problemi. Per lui ogni mondo è Paese, e ogni luogo è casa sua: d'altronde "unni ci sunnu campani, ci sunnu buttani!" Ci guadagnerebbero tutti, il lavoro [in casa] aumenterebbe e quindi la disoccupazione diminuirebbe, inoltre migliorerebbe la vita dei ministri e dei loro collaboratori.

Vi pare fantapolitica? Questi sono capacissimi di farlo realmente. Basta lasciarli fare. A volte, penso, è preferibile la guerra alla pace. Perché a questi signori politici, se vanno in guerra concentrati al massimo, non gli viene proprio nessuna ideuzza, mentre, se vanno in pace, sono cazzi acidi per tutti.

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giovedì 9 settembre 2010

Lo spernacchiatore ufficiale di Fini fa retromarcia

Chi di pernacchia ferisce di pernacchia dovrebbe perire.

Lo sfracellatore di Berlusconi, il gran pernacchiatore ufficiale di Fini ha scelto il bene del Paese. Ha scelto di continuare a stare con Berlusconi, non voterà più la sfiducia. Mai visto uno così che salta di palo in frasca. Bene, la tragicommedia ha un lieto fine grazie al miracoloso santo di Arcore che è riuscito a convincere Testadilegno a rispettare il patto con gli elettori e le elettrici.

«Se Berlusconi dice che per il bene del Paese bisogna andare avanti così, va bene anche per noi. Lui è il leader». Mai visto un padano così buono. Quando penso che stava per lasciare il tavolo del tressette solo al morto [cioè, al cav] mi vengono i brividi. Chissà con che cosa l'ha convinto?

Ora che le cose si sono messe a posto [tra di loro], italiani, potete riandare a dormire. Il più è stato fatto. Berlusconi sta bene, Bossi sta bene, Fini sta bene, Casini sta bene, [e pure Rutello], Bersani così così, Di Pietro non c'azzecca proprio. L'unico ad averci ricavato un giubbotto bucato è stato il Bonanni. Ma se ne farà ricomprare uno nuovo dalla segreteria del Pd.

Andate in pace. Molto rumore per nulla!

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Da Bossi a Fini con pernacchia d'amore, ma Berlusconi tentenna

Queste le posizioni ufficiali di Bossi e Berlusconi.
Bossi: “Le elezioni sono la via maestra”.
Berlusconi: “No, al Paese serve stabilità”.

Questo, invece, è ciò che [immaginiamo] si saranno detti, ma non avranno mai il coraggio di spiattellarlo in pubblico.
- Allora, Silvio, siamo d’accordo?
- Su che?
- Io dico che dobbiamo andare alle elezioni subito e tu mi contrasti dicendo che vuoi la stabilità del Paese. Ci facciamo la nostra porca figura!
- Ok, restiamo intesi.
- Io, però, siccome sono sicuro di stravincere anche su di te, ti farò mancare ugualmente il terreno da sotto i piedi e non ti voterò la fiducia.
- Figlio di puttana!
- Lo so, ma sappi che è l’unica alternativa per fotterli tutti in un colpo solo.
- Ma che strategia è questa, scusa? Così freghi pure me. Nemmeno il mio azzeccagarbugli avrebbe saputo far di meglio.
- Tranquillo, si chiama strategia leghista del menga: che ce l’ha sempre duro se lo tenga.
- E tu come ce l’hai?
- Alla coque, ma non dirlo in giro.
- Hai deciso di affossarmi, cribbio, non votandomi la fiducia.
- Sei finito Silvio. Ti manca il tocco finale.
- No, io ho il dovere di governare.
- Ma pensa te!
- Abbiamo un’immagine positiva all’estero. Hai visto il Gheddafi come si è mosso bene qui da noi, grazie a me?
- In Padania in musulmani non sono graditi: l’avremmo rispedito al mittente.
- Abbiamo preso degli impegni con gli italiani: occorre rispettarli.
- Tu li hai presi. Io li ho presi solo con i padani. Che non so più quanti sono adesso. Scalpitano. Li trattengo a stento. Ci perdo sempre il conto le volte che minaccio: 5, 10, 20 milioni da portare a Roma.
- Li guidi tu col porcello di Calderoli?
- No, li guida il loro ideale di libertà, dietro nostro suggerimento. Noi vogliamo la Padania libera, con l’Italia sottomessa.
- [a parte] Cribbio, credevo d'essere il solo con le manie di grandezza... Appunto, che c’entra Roma. Quella è già sottomessa: lasciala a me. Ti devi convincere. Le elezioni non servono. Abbiamo tutti in pugno. Stiamo governando bene, nessuno si lamenta, dormono tutti. Che vuoi di più?
- Si sono svegliati, invece. Svegliati tu, ora. Io voglio andare alle elezioni e stravincere. Voglio. Questa è l’unica occasione che mi si presenta: dopo son cazzi. O con te o da solo. Meglio solo, a questo punto. Sì, hai perso la spinta propulsiva. Io sogno l’Impero Padano del Nord con me in porta, Calderoli terzino, Castelli stopper, Maroni ala tornante, Cota centravanti di sfondamento e il Trota libero… di fare il cazzo che vuole.
- Scusa, il Trota libero?
- Sì, c’ho studiato stanotte e ho deciso così.
- Beh, allora, vai avanti tu che a me ghe pensi mì.

In attesa di conoscere gli esiti politici di questo dialogo segreto, vogliate gradire le meglio pernacchie politiche, dopo quella di Bossi all'indirizzo di Fini.


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mercoledì 8 settembre 2010

Io sono il Porcellum vostro, fino a prova contraria

Care italiane e cari italiani, è il vostro porcellum che vi parla. Avete visto l'Italia ieri sera dare cinque scoppole alle isole Fær Øer. Una partita difficile, con un avversario ostico e superiore che ci ha levato il respiro, ma noi lo abbiamo ridimensionato con un grande lavoro di squadra.

LA SQUADRA C'È! GIOCA!

Uguale alla nostra squadra di governo. Stiano attenti i nostri avversari, che se avessimo giocato così in Sudafrica, oggi non staremmo qui a parlare di elezioni anticipate. Sì, è vero, laggiù abbiamo commesso degli errori di presunzione, ma se costretti, daremo cinque scoppole ai nostri avversari e li chiuderemo definitivamente all'angolo. In questa particolare fase del nostro governo siamo tutti un po' appirlati, rincoglioniti e analfabeti, per colpa dei comunisti. Come? Fini non è comunista? Non ha importanza, io credo che un po' lo sia! Ma consentiteci di portarvi alle urne e vedrete cosa non siam capaci di fare, io e Bossi. E Calderollo!

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venerdì 3 settembre 2010

L'universo non ha più un Dio creatore

Dio non è necessario a spiegare la creazione dell’Universo.

«La creazione dell'universo si può spiegare anche senza l'intervento di Dio, poiché le ultime scoperte scientifiche hanno dimostrato che esistono alternative all'idea che esso sia nato dalla mano divina. Lo sostiene lo scienziato britannico Stephen Hawking nel suo ultimo libro «The Grand Design» (Il progetto grandioso), di cui il Times pubblica alcuni brani».

Hawking non sarà bruciato al rogo perché, nella nostra epoca, la Chiesa ha bandito il fuoco come purificazione dalle eresie blasfeme. Creare un novello martire, per di più incatenato ad una sedia a rotelle, non farebbe bene alla salute della Chiesa.
Inoltre non sarà bruciato anche perché i vescovi non sono piromani e credono in Dio. Da quando esiste la coscienza della religione, hanno fatto il possibile e l'impossibile per farcelo credere. Non sarà certo questo scienziato pazzo e blasfemo a convincerci del contrario.

Hawking a quale Dio si riferisce? A un dio generico creatore di tutto e di tutti, oppure al dio dei cattolici, a quello dei musulmani, a quello degli ebrei, ad altri dii creatori? Ci sarà qualcuno tra questi Credi che risponderà per le rime ad Hawking? Ogni religione, d'altro canto, si merita il proprio dio. Restiamo però in pochi ad ascoltare persone come Hawking.

Lo scienziato potrebbe però essere bruciato per un motivo apparentemente eretico-fantascientifico: è l'unico che, numeri alla mente, crede agli alieni. Anzi suggerisce di star loro alla larga, poiché potrebbero rivelarsi cattivi, più cattivi e feroci della Santa Inquisizione.

Non c'è proprio da stare allegri con uno come Hawking. Afferma che esistono gli alieni e afferma che Dio non è necessario a spiegare la creazione dell'universo. È una doppia bestemmia? Hawking elide tutti i fronzoli con i quali l'uomo si è adornato per giustificare la propria esistenza.
Non dà praticamente nessuna speranza agli umani che dibattono di queste cose. Un'umanità senza Dio è praticamente nuda. Va alla deriva. È un'umanità che ha bisogno di essere condotta per mano. Dagli sciamani delle religioni.
Che poi è la stessa umanità che pende dalla bocca dei pochi che non si sono mai spogliati del proprio potere di persuasione.

Io ci farei colazione, pranzo e cena con un tipo come Hawking, specie quando sostiene che "se Dio avesse voluto creare l'universo allo scopo di creare l'uomo, non avrebbe avuto senso aggiungere tutto il resto".
Chissà quanti dii sparsi in altri mondi? Magari tutti in possesso di una storiella di amore, penitenza, morte e resurrezione finale per le nostre speranze di vita eterna.

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