mercoledì 31 marzo 2010

Mourinho rema contro. E gli italiani?

Lui non ama l'Italia del calcio. È una notizia.
Nemmeno io l'amo: ma questa non è una notizia.
Io non amo nemmeno l'Italia della politica.
Di quella politica. Sporca e reietta, ricattatrice e parassitaria.
La politica degli ipocriti. E non fa notizia
nemmeno questa mia opinione.
Quei bei tempi di quando i comunisti mangiavano i bambini.
Non torneranno più. Però, se tornassero,
potremmo mangiarci gli anticomunisti. E apparecchiare con più
discernimento la tavola da pranzo.

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La dentiera di Bersani si sta cupio dissolvendo


La notte che è seguita allo spoglio ha visto la dentiera di Bersani dormire tranquilla. Perché, direte voi, Bersani porta la dentiera? Presumo di no, per ora. Quella povera dentiera, posata dentro ad un vasetto, se la rideva tranquilla pensando al lungo lavorìo che il Pd, d’ora in avanti, affronterà sia sul fronte interno sia sul campo della politica estera, cioè a dire l’opposizione contro il Cavnaz e il colonnello padano Bosser, quello dei ciufili sempre pronti.

Sappiamo che quella dentiera ha dormito da Dio; qualcuno vorrebbe le sue dimissioni, ma una dentiera che finora ha fatto poco, anche a causa del fatto che è da poco tempo che ha cominciato a masticare nel Pd, cosa pensate che sia, usurata? O abbia colpe? No. Il Pd non ha vinto, ma neanche perso ha. Ha conquistato un punto in più rispetto alle europee del 2009. Un punto in più! Che porterà a energici dibattiti interni su come aumentare di un altro punto alla prossima tornata. Certo, il grillo barbudos un po’ lo sconcia ai fianchi, ma vuoi mettere contro l’avanzata di C’azzecca e quell’altra, più tremenda, del col. Bosser? Qui è esattamente il luogo dove la dentiera di Bersani dovrà imparare a masticare noci durissime se vuole continuare a dormire nel vasetto democratico a denti aperti e allegri.

Il problema di Bersani è che la sua dentiera, all’oscuro di tutto, è legittimamente imparentata con i bisogni della destra di fare riforme ad usum e consumum della personam per eccellentiam che, a parole, dice di volersi masticare. Quella vorrebbe farsi le ossa in opposizione alla destra per dissolverla. Ma Bersani ha deciso che se l’avanzata del Pd non c’è stata, è perché c’è stato, in atto, tuttora in corso, il cupio dissolvendi per colpa di Grillo.

Ora dite a un qualsiasi zappaterra del sud, (di sinistra: hai visto mai?) - del nord no, loro conoscono il latino - che nel centrosinistra c’è il cupio dissolvendi.

Cupiu? Che è ‘stu cupiu?
Onorevole Bersani, sia chiaro, io amo che si diffonda per ogni dove la cultura, specie l’antico latino - che ci aiuterebbe, tra l'altro, a capire meglio il linguaggio criptico dei prelati in tonaca rossa -, se può servire a migliorare la poetica interiore dell’uomo, ma che cazzo mi conta? Perché parla difficile? L’autodistruzione non viene mai per caso! Qualcuno tra voi l’ha cominciata, mica l’ha fatto Grillo il primo passo. Ora lei penserà che io sto con Grillo: sarebbe nobile e legittimo il suo pensiero, ma io sto con gli operai e i precari - cosa che non mi pare faccia più il Pd anche se lei si attaccasse vita natural durante ai cancelli di Mirafiori -; Grillo mi faceva ridere di più prima, mentre oggi la mia è diventata un amara risata.

Se il grillismo serve alla sua dentiera per farla ridere a denti allegri sono contento per lei: ma stia attento che la pratica del cupio dissolvendi che è nata dentro al suo partito, per l’incapacità di darsi un’opposizione degna di questo nome, finirà per distruggerla. La dentiera, dico.

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martedì 30 marzo 2010

E allora è il caso di farlo santo subito

No, non si tratta di Berlusconi, ma di Ratzinger.
«Fu Giovanni Paolo II a bloccare le indagini su un caso di pedofilia nel 1995 'rispolverato' recentemente dal New York Times, e non l'attuale papa, allora cardinale, Joseph Ratzinger, che "non è un insabbiatore"».
Per quanto mi riguarda potete farlo santo subito. Anche in vita, mi va bene. Almeno vedrò un miracolo anch'io, visto che è stato dimostrato che i miracoli da sinistra vengono male mentre vengono su bene con questi italiani di destra.

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lunedì 29 marzo 2010

Attenti alle infezioni: il baciamolemani universale di Silvio

Qui mentre si bacia la mano all'infedele (finché potrà farlo).












Qui mentre si bacia la mano al santo, (finché potrà farlo).








Poi dicono che in Italia ci becchiamo brutte malattie infettive: certo, con tutte queste sbaciucchierie del baciator cortese ci si fa un saporita insalata di microbi esteri in filodiffusione stereo, (finché potremo averne).

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domenica 28 marzo 2010

Se Ratzinger decidesse di dimettersi andrebbe in CIG?

(ANSA) - LONDRA, 28 MAR - Manifestanti protestano davanti alla cattedrale cattolica di Westminster a Londra per chiedere le dimissioni di Papa Benedetto XVI. Secondo Protest the Pope, il pontefice è colpevole di aver permesso a preti pedofili di evadere la giustizia e per questo motivo la sua visita in Gran Bretagna, in programma per settembre, non è benvenuta. Peter Tatchell, uno degli attivisti, ha accusato il papa di avere ordinato la copertura degli abusi in un editto inviato ai vescovi nel mondo nel 2001.

Come fece Celestino V a dimettersi? Scrivendo una lettera, anzi gliela scrisse un cardinale:
Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della plebe [di questa plebe], al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all'onere e all'onore che esso comporta, dando sin da questo momento al sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale.
Se questo papa, Dio non voglia, decidesse di dimettersi come Celestino V, andrebbe in CIG vaticana o che altro potrebbe fare?

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sabato 27 marzo 2010

A Segesta per disintossicarsi da questa politica immonda

Il Tempio dorico di Segesta che venne edificato probabilmente negli ultimi trent'anni del V sec. a.C.
Molti studiosi sostengono che la costruzione dell'edificio templare sia stata interrotta nel 409 a.C., per l'assenza di copertura. Mentre altri propendono per la tesi che, essendo Segesta una città ricca, non si è volutamente data opera alla copertura, adibendo il tempio a cielo aperto a culti elimi, ma con l'intento di nobilitarne l'aspetto secondo lo stile dorico dei templi greci.
Meno male che noi qui non votiamo, ma vale la pena di immergersi nell'antiche vestigia sicule: credetemi, lasciare che tutta la genìa dei politici si prenda per il culo a vicenda (noi siamo i destinatari) e ricostituirsi lo spirito all'interno di questo tempio è la cosa più fantasmagorica che possa capitare ad un essere umano.

Ps.: c'è chi va a Sirte, e chi a Segesta. Tutta questione di scelte di vita.

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Per pietire un pugno di voti in più

Posta esplosiva per Lega e Pdl.
Una busta con polvere pirica contro Maroni, un'altra di minacce al premier.
La campagna elettorale di norma finisce a mezzanotte del venerdì.
È vietato dalla legge continuarla sotto mentite spoglie, con altre forme e con metodi infidi per pietire qualche voto in più.
Del resto, a questo punto, i giochi sono fatti: chi ha avuto avuto avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scordammoce 'o passato, sit'e italici, paisà.

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venerdì 26 marzo 2010

Loquacità ed erezione non cambiano anche se dovesse perdere le regionali

Il più lungo discorso politico degli ultimi 150 anni lo ha fatto (ed è ancora in corso da tre lustri) l'attuale premier che oggi vende amore e rifugge l'odio, ultimo oggetto-mercato con sconti per comitive in corteo dedite all'accoppamento (e non accoppiamento come qualche malizioso vorrebbe immaginarsi) di Santoro et similia.

La più lenta erezione che si ricordi è quella che è venuta a comando subito dopo la sconfitta elettorale dell'attuale premier. Ordinata verso le due della notte ancora verso le sette del mattino doveva completarsi. La mutata geografia del voto non ha intaccato, però, minimamente la legittima poltrona del premier che continuerà il suo mandato fino alla fine del quinquennio prestabilito.

Alla domanda di un giornalista alle prime armi, subito dopo avere appreso della sconfitta, il premier ha così risposto: "Lei vuole sapere se penso a dimettermi?"
- Sì.
- Ma non ha detto la parolina magica.
- Cioè?
- Dica "cribbio, per piacere".
- "Cribbio, per piacere".
- Peccato, se l'avesse detta prima!

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martedì 23 marzo 2010

C'è una eco fastidiosa in questa campagna elettorale

Che brutta eco di ritorno in questa campagna elettorale. Sempre la solita tiritera:
«Con questa sinistra al governo dell'Italia saremo più liberi, più sicuri e meno ingessati dalla burocrazia": lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un intervento telefonico da Torino alla manifestazione di oggi pomeriggio ad Assisi di una sua candidata».

Una eco veramente fastidiosa:
«Nel voto di domenica e lunedì prossimo "la scelta, pur riguardando 13 regioni d'Italia, è una scelta politica ed è ancora una scelta di campo tra noi e la sinistra". Berlusconi ha ribadito che la scelta alle regionali è "tra noi che siamo il governo delle critiche, delle offese e delle calunnie, e loro che sono la sinistra del fare, che lavora e che fanno. Tra la nostra immoralità delle critiche - ha continuato il premier - con cui non realizziamo le riforme e non risolviamo le emergenze, e la sinistra del sì, sempre e comunque, e dell'amore verso quelli che considerano i nemici politici"».

Meno male che siamo quasi alla fine.

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Bagnasco: l'aborto no, ne va della vita (dei piccoli innocenti)

Cari fratelli e sorelle, cugini e cugine, cognate e cognati, tutta la famiglia antiberlusconista, vah: «Vi supplico in nome di Dio: riconciliatevi con Silvio... e votate per la vita contro l'aborto».

Bagnasco cita il recente rapporto dell'Istituto per le politiche familiari a proposito dell'aborto in Europa: "Quasi tre milioni di bimbi non nati solo nel 2008, ossia ogni undici secondi, venti milioni negli ultimi quindici anni".

Una cifra da capogiro. Tre milioni di potenziali esseri umani che se fossero nati sarebbero andati incontro alla morte per fame, per sete, per guerre, per malattie, sarebbero finiti nelle mani dei mercanti di organi umani, di sangue umano, sarebbero diventati bimbi-soldato, sarebbero finiti nella grande ragnatela dei pedofili e dei turisti sessuali. O forse si riferisce agli aborti dei figli dei ricchi? Per quelli non c'è problema: vanno in Paradiso facile facile. Di fronte ai potenti del Paradiso, i bambini non sono tutti uguali.

Eminenza, è stato meglio che non sono mai nati. Chi li avrebbe dovuti difendere dai mostri della nostra bella società, dai loro padri stupratori? Lei?

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lunedì 22 marzo 2010

Un vescovo abortirebbe?

Se fosse incinto e in piena campagna elettorale? Non saprei, normalmente essi sono per la vita, non per la morte. E non perdono l'occasione di dire qualcosa sull'aborto ogni qualvolta c'è una tornata elettorale.
E io? Se c'è ne fosse la necessità sì, dato che non sono vescovo...

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Pubblicità casino del Signore dell'amore

Durante il Ventennio si stava bene. Il regime elargiva le mille lire per ogni nascita. I treni arrivavano in orario. Si tenevano gli usci di casa aperti. Si fotteva alla buona con £ 1,10. Si stava veramente da Dio. Quella è stata un'epoca di grandi decisioni. Su come si faceva l'amore durante il Ventennio solo i fascisti ne erano maestri perché erano maestri nell'arte del governo: una botta alla pecorina che andava alla grande e una botta di olio di ricino ai recalcitranti antifascisti, una botta alla missionario e mille botte in testa ai senzapatria. L'amore a quel tempo ha seminato così tanto che gli strascichi sono arrivati fino a noi.

Da quel Ventennio ad oggi c'è stata la carognata della presenza di democrazia (ci siamo accontentati anche della schizofrenia di politici democratici pur di non passare ai regimi dei quacquaracquà): un intermezzo (una parvenza) di democrazia conquistata col sacrificio dei tanti antifascisti che ci avevano lasciata la pelle.

Ad un passo dall'ennesimo Ventennio vorrei ricordare quelle intense scopate che si facevano all'ombra del fascio littorio, con quei prezzi che oggi fanno sorridere, ma che allora bisognava prostituirsi per avere a disposizione £ 1,10 onde farsene una alla buona.

Se il Signore dell'Amore dovesse rivincere le elezioni, da oggi fino all'ingresso al Quirinale, spero riapra i casini - quelli che sono in corso d'opera non ci bastano più - li riapra per tutti con quelle modiche cifre alla buona che tanto bene facevano al cor fascista: anche a noi farebbero piacere durante la sua transumanza. Per questo la preghiera laica dei colleghi di quel signore là è deficitaria in un passaggio laddove recita: "Io di fronte a questo popolo che rappresenta tutti i moderati nel nome della libertà prendo solennemente impegno a realizzare tutti i punti del patto per l'Italia". Scusi, signor Berlusconi, è il restante bordello libero a tutti che ancora ci manca e che ci aveva promesso?

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domenica 21 marzo 2010

Pomata per erezione in campagna elettorale

Dopo la milionaria manifestazione del Pdl, da Roma si sono diramati per ogni parte d'Italia effluvi d'amore antiodio. Dio che meraviglia! Dalla grande adunata ora la parola passa alla politica vera, alle emergenze della vita di tutti i giorni, che l'Italia sta smottando e non solo allegoricamente. Ma la politica spesso conduce i candidati a far confusione tra i bisogni della gente e i loro bisogni personali. Un rimedio? Ritengo che i candidati (maschi di destra e anche di sinistra) debbano presentarsi al grande appuntamento con la politica a testa alta, orgogliosi ed eretti. Per una sostanziosa erezione consigliamo la miracolosa pomata per erezione, non dimenticandoci degli impotenti, ce ne sono numerosi in politica specie a sinistra, ai quali consigliamo la pomata per l'impotenza. Viva l'amore, abbasso l'odio.

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Analisi logica del programma politico della destra per le regionali

"L'amore / vince / sempre / sull'odio". In questa frase è racchiuso tutto il programma politico del centrodestra. Vi par poco? Vi pare sufficiente? Geniale? Stupido? Con questo slogan il centrodestra vincerà le regionali oppure sarà un flop? Proviamo ad analizzare logicamente la frase.

L'amore
, il soggetto (è il Garante Divino in Cielo, in Terra, nel Pdl, nelle Piazze, nei Letti e nei Lettoni, le sa tutte: aperture, medio gioco e finali);

vince, predicato verbale (Lui è nato predicatore verbale e vincente in modo naturale come la cicoria e il ficodindia, vincente a prescindere dalle cazzate interne al suo partito, vincente perché gli italiani sono culo e camicia con i misteri dell'arcano, vincente perché gli avversari sanno perdere con e senza classe; a volte razzola male, ma questo non interessa ai suoi elettori vincenti);

sempre, complemento di tempo continuato, (nessun dubbio: l'amore è forza della Natura. La Natura ha partorito Lui. Lui è Eros. Agli italiani piace l'eros, in qualsiasi posizione in natura e contronatura, sempre. Risultato: Lui è l'Eletto, a prescindere);

sull'odio, complemento di stato in luogo figurato, (Odio: nessun dubbio su chi lo produce, diffonde e se ne sciala: Di Pietro, la Sinistra, i magistrati comunisti, i giornalisti comunisti, eccetera... L'odio ha una funzione catartica per gli italiani: mentre praticano l'eros patriottico lo inculano, così l'odio è bell'e spacciato!).

E vincono!

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sabato 20 marzo 2010

Pdl: siamo più di un milione, siamo 10, 50 milioni

Questa volta gli uffici di polizia confermano: sono circa 50 e rotti milioni i supporters di Berlusconi, e se si pensa che si riesce a intravvedere anche il ministro antifannulloni, i conti tornano. Una piazza così non s'era mai vista, nemmeno nelle adunate oceaniche del ventennio.
Ragazzi, questi vincono facile. Non usano più l'olio di ricino ma l'amore che vince su tutti gli invidiosi e i portatori di odio. Vi sentite invidiosi? Odiosi? Ma per carità!


Quant'era alto Giulio Cesare?
Sappiamo che era meno grande del Cavnaz:
occorre quindi conoscere il suo metraggio.
Ecco un interrogativo su cui,
d'ora in poi,
dobbiamo
riflettere
approfonditamente!

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giovedì 18 marzo 2010

Il sistema per mettere a tacere Santoro c'è

Signor Berlusconi, è un sistema di una semplicità inaudita che pone fine a tutte le sue ossessioni, ma come tutte le cose semplici è difficile a farsi.

La smetta!
Ps.: (se vuole ascoltare il consiglio di un saggio).

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mercoledì 17 marzo 2010

A Minzolini sono cresciuti i capelli davanti

Minzolini: "Ma è normale che uno viene intercettato così, sputtanato a 'sto modo?". Deciso a tutto, vuole andare avanti anche a costo di rendersi irriconoscibile ai suoi fans. Depistare i sospetti sul suo conto è diventato ormai il leit-motiv dei suoi pensieri più reconditi. Gli occorreva quindi continuare a editare cambiando soltanto sui connotati.
Perfino il suo editore principale per un attimo, guardandolo frontalmente, ha creduto di ritrovarsi all'interno del campionato mondiale dei barbudos ma, dopo averne sentito la voce: "Io non sarò mai il dimezzato di nessuno...!", subito s'è rincuorato e ha ripreso a pressarlo da più vicino approvandone il mascheramento.

Che dire su quest'ultima idea da coup de théatre dell'assurdo del direttore Minzolini? Che mia suocera, che ha un po' di tremolio al cervello e non aveva mai balbettato in vita sua, ha cominciato a balbettare davanti al tiggiuno, gridando: "Mirà... mirà... miracolo, a Minzò... a Minzo... lini soso... no cresciuti i caca... pelli davanti! Allora è vero che Dio c'è!".

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martedì 16 marzo 2010

Nemmeno se ci mostrate i vostri testicoli

Inchiesta Rai-Agcom
"Tutto quello che non è stato reso noto agli indagati non sarà reso noto agli ispettori".
Come dire:
nemmeno se ci mostrate i vostri testicoli
noi vi mostreremo i nostri fascicoli!

E questo è tutto, per oggi!

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Si vergogni è il massimo epiteto usato da Bondi

In ultima analisi, il poeta di corte Bondi è un uomo buono. Non conosce frasario di volgarità e quando insulta, al massimo, si esprime con un "Si vergogni!". Ora, in Italia, non c'è più nessuno tra i notabili che contano (un due tre... ops!) che sappia cosa sia la vergogna e quell'insulto così anomalo, strano, fuor d'ogni logica bestiale, può spiazzare i più prevenuti, ma anche può lasciarli indifferenti. Provate però a dire "Si vergogni" ad un uomo che la sta facendo sul bordo della cunetta; quello, come minimo, vi tira addosso uno "stronzo!".

Eppure De Magistris, persona degna ma "irresponsabile che incita alla violenza", non ha avuto un attimo di esitazione nel lanciargli l'epiteto sacrilego, quello che taglia la faccia e spacca il cuore: "Servo di Berlusconi", gli ha gridato. Chiunque avesse avuto un minimo di orgoglio si sarebbe alzato e avrebbe fatto sfracelli, distanze permettendo. L'aedo Bondi invece ha incassato. Perché è un buono, incapace... di qualsiasi cattiveria. Con Bondi si stabilisce, una volta per tutte, che la destra è umana e tollerante mentre la sinistra è bestiale e volgare. Vergogniamoci insieme, quindi, anche a nome dei servi!

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lunedì 15 marzo 2010

Andiamo tutti a Trani a gogò

A Trani a gogò
non ci son gigolò
ma c’è la sfilata dei conduttor
oltre al Floris e alla Dandini
sentito sarà anche il Santor
che non è gigolò
a Trani a gogò.

Si passa la sera
scolando barbera
scolando barbera
A Trani a gogò.

C'è un vecchio giurista
un po' brigatista
al quale lu prèmiere
ha chiesto testè:
son io indagato
oppure no,
a Trani a gogò.

C'è il gruppo sfiatato
che intona stonato
“se c'è la gnocca è qui!”
a Trani a gogò.

Per fare clamore
arriva Ghedini
che non sbaglia mai
i suoi decretini
A Trani a gogò.

E poi arriva Alfano
che guarda i sigilli
peccato che è miope
chissà se no?

Si passa la sera
scolando barbera
scolando barbera
A Trani a gogò.

E si va avanti accussì
per altri dieci di'
o forse per 130 anni
l'anni del capogigolò,
[che è sempre più ricco
e io invece no]
pronti per un nuovo
tran-tran a gogò.

Gogò, gogò, gogò, gogò e gogò.

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Anche gli Innocenti a vaffanculo!

Il premier non nasconde l'irritazione al telefono con Innocenzi che non riesce ad accontentarlo: «Mi creda: se lei avesse un minimo di dignità, si dovrebbe dimettere» è una delle frasi più gentili che concede al commissario Agcom. Innocenzi incassa un colpo dopo l'altro, cercando di non perdere la pazienza, nemmeno quando (secondo il racconto che lui stesso fa poi a un amico) il Cavaliere lo manda letteralmente a quel paese. «Ma ti pare normale?», si sfoga lui in una chiamata personale, dopo gli insulti.

Col senno di poi:
In epoca di berlusconismo essere mandati a vaffanculo dal cavnazgrancazzuff è stato per molti una punta di orgoglio da raccontare ai nipotini: "Sapete, bambini, una volta il cavnazgrancazzuff in persona mi mandò a quel paese: e io ne sono stato fiero. Allora erano in molti che avrebbero fatto carte false per farsi mandare a vaffanculo da lui! Oggi, che è finito il berlusconismo, tutti a essere gentili, nessuno ruba più, anzi, è aumentata la solidarietà sociale, la cortesia è legge, niente più avvisi di garanzia che aumentavano la considerazione degli avvisati davanti alla società... eh, quando c'era Lui i treni continuavano ad arrivare in ritardo, ma le veline erano sempre pronte in liste d'attesa. Ah, quei tempi!".
Il signor Innocenzi si sfoga. E se si sfoga così vuol dire che non gli piace proprio essere trattato in quel modo dal suo capo. Da queste piccole cose si capisce che il berlusconismo è ormai sulla strada del decesso.

Il giorno in cui tutto il mito berluschista crollerà, un minuto dopo, un secondo, un istante dopo, i berlusconisti diranno di non averlo mai votato né conosciuto. Ci faranno un gran c...o di figura e saranno tutti rimandati a settembre perché la storia è "ripetente", cribbio!

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sabato 13 marzo 2010

La recitazione dei cribbio

Un patriota italianista seguace del grancribbio chiese a uno sciamano berluschista di recitare i "cribbio" (sono elaborazioni filosofiche vecchie di tre lustri su mentite e smentite reiterate 24 ore su 24) per sua moglie Italia che era morta. Finita la recitazione, il seguace domandò: «Tu credi che mia moglie ne trarrà vantaggio?».
«La recitazione dei cribbio sarà di beneficio non solo a tua moglie, ma anche a tutti gli altri patrioti», rispose lo sciamano.
«Se dici che sarà di beneficio a tutti gli altri patrioti», ribatté il contadino «sta’ a vedere che mia moglie è troppo debole e gli altri ne approfitteranno per rubarle il vantaggio che toccherebbe a lei. Sicché recita i cribbio soltanto per lei, su da bravo».
Lo sciamano gli spiegò che un berluschista vuole elargire benedizioni e augurare benefici a ogni essere patriota vivente.
«Questa è una bella regola», tagliò corto il patriota italianista, «ma stavolta fa’ un’eccezione, per piacere. Ho un vicino comunista che è un gran villano e mi fa sempre un sacco di sgarbi. A me basta che da tutti quei patrioti tu escluda lui, il più terribile comunista vivente in Italia, che farai felice il grancribbio e manderai all'inferno gli altri. Fuori lui, vinciamo di sicuro noi e il grancribbio ci guarderà con occhio benigno».

(Ispirazione Zen)

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Uccelli di rovo a Ratisbona

I Passeri del Duomo di Ratisbona erano soliti sodomizzarsi l'un l'altro. Fin qui niente di strano: i passeri sono uccelli e quando c'è necessità si usano. A detta di un corista passero gli usi e gli abusi sessuali si sono protratti fino al 1992. Una vera e propria caserma era se il nonnismo funzionava con precisa sodomizzazione dai grandi passeri verso i piccoli. In questa Ratisbona la sodomizzazione si realizzava orizzontalmente e verticalmente, senza un preordinato rispetto gerarchico. L'unico che s'incazzava furiosamente era il fratello del papa, Georg Ratzinger, che pare abbia sputato pure la sua dentiera talmente s'era imbestialito a causa, si presume, di forti stonature del coro.

Ecco le dolenti note del coro di Ratisbona: stonature e sodomizzazioni. A chi dare retta? Ma anche se i preti si sposassero, la pedofilia finirebbe? Ma non fatemi ridere, vah!

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venerdì 12 marzo 2010

Minz e Berl uniti nella lotta

Minz e Berl uniti nella lotta!
- Allora, Silvio, il solito pasticcio di Annozero?
- Sì, dammene una porzione abbondante. Anche di Ballarò, una parte grossa.
- Eccotene una intera dei due. Abbiamo il miglior "rompisantoro" di tutte le Rai messe insieme. Ma che te ne devi fare?
- Avresti anche un fiammifero?
- Abbiamo il miglior fiammifero di tutte le Tv di Stato.
- Ok, ritorna a cuccia! Me la sbrigo in un attimo.

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Carlà e Sarkosì. O Sarkonò?

«Nicolas non mi tradirebbe mai».

- Madame, Nicolas l’ha mai tradita?.
- Sarkonò.
- Madame, lei ci può mettere le mani sul fuoco?
- Sarkosì, mai mi è stato infedele.
- Madame, nel senso che non è musulmano?
- Sarkosì, è un buon cristiano.
- Madame, è vero che volevate separarvi?
- Sarkosì e sarkonò.
- Sarebbe?
- Che Sarkosì mi ama a tal punto che mi tradirebbe solo per una donna: la sua - politica. Al contrario, non avrebbe mai una relazione fuor de maison. Avete mai visto una foto di lui che ha una relazione?
- Sarkonò.
- Mais oui. Sarkosì il est comme ça.
- Et vous, madame?
- Sarkosì e sarkonò, parbleu: je chante des chansons d'amour jamais. La politique ne m'intéresse pas.

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giovedì 11 marzo 2010

Per Berlusconi la colpa è di Che Guevara

"Ad un certo punto esce anche una magistrata che, guarda caso, ha il ritratto del Che in un angolo dell'ufficio...". Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ricostruendo il momento della consegna delle liste del Pdl della Provincia di Roma per le elezioni regionali del Lazio.
Ma dico io: ancora non si è stancato di dire fregnacce?

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Queldiavolodignà (Per una buona causa)

Questo post è per una buona causa: aiutiamo il ministro La Russa a diventare più umano!

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mercoledì 10 marzo 2010

Carlomagno e la rissa con La Russa

«Carlo fu largo e robusto di corporatura, di statura alta, […]. Aveva il sommo del capo rotondo, occhi molto grandi e vivaci, il naso un po’ più lungo della media, con una bella chioma bianca e un volto piacevole e gioviale, da cui il suo aspetto acquistava molto in autorità e imponenza sia che stesse in piedi o seduto; […] Aveva ferma andatura e tutto l’atteggiare del corpo virile, la voce era chiara, […]; di salute buona; […]. Si teneva assiduamente in esercizio, cavalcando e cacciando; […] gli piacevano anche i bagni di vapore delle acque termali e teneva in esercizio il fisico con frequenti nuotate; […].» (Eginardo, biografo di Carlo Magno, 22).
Tutto questo era sempre stato motivo di cruccio per un certo La Russa, body-guard e scudiero del Cavaliere Nazionale, che avrebbe voluto emulare il Carlomagno ma, vuoi perché troppo impegnato a scudierare il suo cavnaz, vuoi per una certa lagnusìa* mentale, non riusciva mai a diventare come il Carlo.

Un giorno, per fatal combinazion, s’incrociarono in un torneo di grancavcazzuff dove si parlava del più e del meno, e il Cavnaz stava dicendo la sua senza contraddittorio, come al solito. Carlomagno, abituato virilmente a interrompere senza problemi e senza infingimenti, disse la sua interrompendo il Cavnaz. Apriti cielo: subito lo scudiero gli si avvicinò menandogli due gran fendenti allo sterno.

Così il Carlomagno fu smascherato per quello che era: un vero provocatore travestito da finto giornalista; e meno male che il La Russa non aveva capito che era anche un finto imperatore. Chissà cos’altro gli avrebbe menato?
Bene, il finto imperatore alla fine ricevette tutte le pernacchie dai seguaci del Cavnaz, che invece viene ancora adesso creduto un imperatore originale. Mah?


* lagnusìa: pigrizia.

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domenica 7 marzo 2010

La berlusconina comincia a mietere vittime

Da sinistra solo no, insulti e critiche, dice il premier.
Noi, invece, sappiamo solo lavorare.
Risolviamo emergenze. La sinistra no.
La sinistra reintrodurrebbe l’Ici, noi no.
Raddoppierebbe le tasse su Bot e Cct, noi no.
La sinistra vorrebbe casini per tutti, noi invece solo per pochi intimi.

Tutte queste dichiarazioni, e altro ancora, sono il risultato di un batterio infido che sta cominciando a fare la “scanna” tra i berluskones.

Dopo l’aggressione del cosiddetto “matto del Duomo”, si è sviluppata e diffusa la “berlusconina”, un batterio, più precisamente una melassa batterica che sorge spontanea nelle stanze ad alta densità dove si pensano lodi e decreti. Figlia degenere del berlusconismo, la melassa batterica ubriaca sistematicamente tutti coloro che ne fanno uso (e abuso). Il punto culminante del virus è stato registrato la notte dello scontro tra l'Uomo Decreto e il Firmator Cortese: qui gli untori stavano al massimo sforzo per salvare il premier dalle elezioni fantasma.

La berlusconina attacca sia il cervello sia lo stomaco. Nel primo caso vengono subito alle orecchie le frasi originali alle quali ci ha abituati ormai da tre lustri. Frasi noiosissime, stantie e senza capo né piedi, che basta sentirne una che subito ti viene voglia di spennacchiarlo.

Nel secondo caso porta i pazienti ad accomodarsi sul w.c. in attesa di potersi evacuare. Questo batterio è terribile, perché colpisce solo di notte, costringendo i malcapitati a vegliare per 4 o 5 ore, finché spossati, il mattino seguente puoi spiegare loro che il premier è la causa dei loro malesseri essendo portatore universale di berlusconina. Il bello è che è l’unico modo possibile per essere creduti.

Il batterio, purtroppo, è resistente all’acidità con la quale la sinistra cerca di tamponarlo. Si dimostra così la pervicacia dell'opposizione inutile. Ma niente problemi: la berlusconina, secondo gli ultimi accertamenti, si sta rivoltando contro i suoi adepti, silenziosamente e con il minimo sforzo. Non ci sono, allo stato, elementi che possano far rinsavire dal berlusconismo. Farà il suo percorso fino alla fine perché:
"Chi si loda s’imbroda", come dice l'antico.

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Cala, cala, piano piano, ma cala

Cala il consenso per il governo
Prosegue la diminuzione di popolarità: 39 per cento.
Crollo tra chi vota Lega.

Cala, cala, piano piano, va calando...
Alla fin trabocca e scoppia, / si propaga, si raddoppia / e produce un'esplosione / come un colpo di cannone, / un tremuoto, un temporale, / un tumulto generale...

Là dove la manina del Presidente, potette...
là, dove il geniaccio maudit dell'Altro, ri-potette...
là, si dettero la zappa sui calli!
Meglio del callifugo Ceccarelli. E senza che la sinistra debba fare niente.

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sabato 6 marzo 2010

Quel tizzone d'inferno che è capitato a Giorgio

Ritengo non sia giusto dare tutti addosso al presidente Napolitano. Una vera e propria jella che il suo settennato abbia coinciso con l'eternato di quel tizzone d'inferno. Sfido chiunque a gestire e controllare lo scatenatore di piazze. Gli fosse capitato, che so, un premier qualsiasi, senza fare nomi, però, che poi s'adontano, sarebbe stato tutto più facile. Ma così non vale. Proprio uno sfigato. In politica, con la sfiga, si perde l'orientamento.

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9, 16 e un de-cretino per gli italiani

Ahi ahi Italia, che paese di me... lanzane marce: che male ho fatto a meritarti? Quei numeri del titolo giocateveli: chissà che non vi facciano ricchi. Il primo sulla ruota di Palermo. Il secondo su quella di Torino. Sono le nove proposte per Termini Imerese e le sedici offerte per Termini Imerese. Numeri a caso? No: precisa volontà politica di confonderci con dei numeri ballerini, così alla fine, se siamo fortunati, ne resta 1. Una lotteria selvaggia su cui l'ultima parola spetta, forse, ai lavoratori.

E il de-cretino? Gli attori della Compagnia di Strada del Governo italiano hanno scritto una canovaccio per l'antica Commedia dell'Arte dove tutti gli altri comprimari, dal Quirinale all'ultimo chiodo della carrozza, sono pregati (leggasi: obbligati) di INTERPRETARVI una piccola battuta che suona pressappoco così: "Padre Silvio che hai con te la fede per le liste dalla gnocca, salvaci tu!". La firma in calce è del deus ex machina, Napolitano.

Lo chiamerei un colpo di fortuna per la sinistra, che potrà cimentarsi senza la paura di essere accusata di ostruzionismo, ad armi [im]-pari, nella tenzone elettorale.
Io posso resistere a tutto, ma non ad un altra débacle degli italiani.

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venerdì 5 marzo 2010

Il vero significato di cribbio

Cribbio è una interiezione popolaresca che indica sorpresa, ammirazione o rabbia. Un qualsiasi buon vocabolario d'italiano dà questa definizione. Poi, continuando, specifica che è "un'alterazione eufemistica di Cristo".

Per concludere, alla Mike, diremmo che spesso il premier si rivolge eufemisticamente alla Seconda Persona della Trinità. Non siamo in grado di ravvisarvi un reato di blasfemìa, ma è certo che in questo periodo di "cazzatelle elettorali" del suo partito il Cribbio dev'essersi un po' scocciato. Allegriaaa!

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Chi le vince queste elezioni?

Cosa vuol dire: "♫ ... noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo ♫"?
Ma veramente se lo stanno chiedendo tutti? E si ricordano anche il motivo?
Vuoi dire che, mentre l’Italia sta schiattando sotto il peso delle cazzate elettorali del Pdl, tutti hanno in mente quella cosa lì?
Tutti chi?
A me, l’unica cosa che viene in mente è che sotto il mare Adriatico è già arrivato il petrolio del Lambro e che nei laghi ci si può anche pisciare di nascosto. Escluso, quindi, nel modo più assoluto, un’azione a sfondo sessuale in mezzo al petrolio lombardo e alla pipì dei terroristi da lago.
A meno che la sinistra non vinca queste elezioni, malgrado le cazzate del Pdl.
Mah?

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giovedì 4 marzo 2010

Sull'art. 18 la Uil non farà le barricate

Il signor Angeletti ha le idee chiare a proposito del disegno di legge 1167-B, che aggirerebbe l'articolo 18, e dichiara quanto segue: “Se l'interpretazione che io dò è quella giusta non c’è motivo, non viene leso nessun diritto. Io posso ricorrere al giudice e decidere di non fare l'arbitrato”. Per questo motivo la Uil non farà barricate contro i LorPadroni perché considera “un’alternativa ragionevole ricorrere all’arbitrato invece che al giudice” e viceversa. Il ragionamento non fa una grinza.

Io ritengo che le grinze cominceranno a spuntare non appena il lavoratore licenziato chiederà l’intervento del giudice invece dell’arbitro per far valere “i suoi diritti”.
Ad esempio, potrebbe capitare casualmente o coincidentalmente a quel giudice di avere un "legittimo impedimento", e un altro e un altro ancora. Morale finale: rimane solo l'arbitro a decidere. Quest'ultimo da chi viene scelto? E a chi fa riferimento?
Io non ho visto che raramente una causa giusta a favore di lavoratori licenziati.

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mercoledì 3 marzo 2010

Inchiesta sul G8 e sul Gay8

L'inchiesta sullo scandalo G8 prende una direzione omosessuale non prevista. Ma il Vaticano, con un calcio in culo, dà il benservito al corista - presunto procacciatore di prostituti per mons. Angelo Balducci - dichiarandolo "non religioso", nascondendo però la vera motivazione dell'espulsione: il corista, più che altro, era stonato. Quindi non è un problema di omofobia ieratica!

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Art. 18: finalmente il licenziamento si potrà attuare legalmente

Art. 18: il licenziamento senza giusta causa, si potrà fare.
L’ultima parvenza di legalità, nell’art. 18 viene smantellata da questo governo.
L’art. 18, quello che tutela dal licenziamento senza giusta causa, che fu approvato nel 1970 e inserito nello Statuto dei Lavoratori, è oramai quasi definitivamente sepolto.

C’è una nuova legge (il disegno di legge 1167-B, che aggirerebbe l'articolo) che sta per essere approvata da questo governo del fare, il cui testo dice che “le controversie tra il datore di lavoro e il suo dipendente potranno essere risolte anche da un arbitro in alternativa al giudice”. L’uno o l’altro, per lorsignori, pari sono. In caso di contenzioso per licenziamento “questo arbitro dovrà decidere secondo equità”. Io non ho mai visto equità in questo genere di contenziosi, specie se una delle due parti, (il lavoratore) è, come da soggetto debole per antonomasia, la vittima predestinata dell’ennesimo colpo contro i “diritti dei lavoratori”.

Questo schifo di legge si aggira come un serpente velenoso, mentre tutti sono occupati a “interessarsi di lodi e di processi brevi, di scandali finanziari e di senatori mafiosi, di diritti all'informazione e par condicio, di elezioni del cazzo, di Lambro e di Frane, per non parlare del Terremoto”.

Passerà, perché non c’è più nessuno che crede veramente che il diritto dei lavoratori possa avere diritto di cittadinanza. L'opposizione? Stendiamo una bara pietosa. Mi chiedo che farà la grande Cgil; i vari coccodrilli del sindacato hanno già pronte le lacrimucce per giustificare la loro impotenza, giustappunto per la crisi “epocale” in atto, scusa con la quale si maschera ormai ogni genere di impotenza sociale e sindacale. E mi chiedo, quanti altri tetti saranno ancora disponibili ad ospitare le lotte contro quest’ingiustizia sociale.

A che serve sapere, signor Angeletti, che per il 2010 si rischiano circa 200mila posti di lavoro, quando, dopo quelle battaglie “quasi memorabili” a difesa dell’articolo 18, la memoria rimossa non fa più da supporto alla sua difesa? Quei protagonisti sindacali di allora oggi hanno altre carriere e altri progetti da gestire. L’urgenza di difendere quest’articolo, al di là del suo valore intrinseco, deve chiarire, definitivamente, quanto profonda sia e quanto vale per i difensori dei lavoratori, la lotta contro LorPadroni.

Siamo al limite della sopportazione. Nella disinformazione più odiosa, stanno facendo i loro porci comodi. Non resta che “suicidarci”. Così, in mancanza di manodopera, saranno tutti costretti a rimboccarsi le maniche, sempre che ne siano capaci, e lavorare di gomito per mangiare.
A meno che non troviamo più giusto ed equilibrante cominciare a prenderli tutti a calci nel sedere e spazzarli via come monnezza.

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martedì 2 marzo 2010

La banana modificata

La Commissione europea ha annunciato di aver autorizzato il gruppo tedesco Bayer alla coltivazione di una Banana geneticamente modificata in modo da avere un maggior contenuto di amido di banana. La Banana in questione creerebbe, però, assuefazione se ingurgitata ripetutamente; infatti il ministro dell'Agricoltura è contrario all'introduzione della Banana modificata: lui vorrebbe sempre quella originale perché quella così è nata e così è conosciuta dalla maggioranza dei cittadini, la cui salute migliora se la Banana non peggiora.

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lunedì 1 marzo 2010

La destra è sempre più temibile

Che strana la vita. Ai tempi delle persone motivate (e dico sul serio) la presentazione delle liste era un vero e proprio rito: lì ci andavano antichi cavalieri erranti che non si facevano fottere dal tempo scaduto. E poi, in alto a sinistra, c'era sempre quella falce e martello che dominava la scena. Poi vennero i tempi cupi e tutto andò a puttane... alt! Mi correggo: non sono finite le puttane. Il grande retroterra ideologico, la ferrea convinzione politica dei nuovi cavalieri mostra qualche buco, direi anzi abissi profondi. Si credono dei padreterni perché hanno la maggioranza tra virgolette, si credono invincibili perché hanno il miliardario che li guida. E poi vengono estromessi dai giochi a Roma e a Milano per prosopea e per arrivismo politico. Sono contento. Soddisfatto che neanche ve lo potete immaginare. Ma qui pare che non c'entri l'opposizione né i magistrati. Stanno facendo tutto da soli. Continuate così, a piccole dosi, non si sa mai che abbia ragione il Feltri, la vostra eccelsa Cassandra.

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Heracleum