mercoledì 30 giugno 2010

Al pranzo di lavoro del G8 hanno mangiato tutti, tranne uno che aveva un pensiero fisso

Dialogo tra un ragazzino pieno di fiducia nel mondo e il suo papà un poco scettico.
- Papà, è questo un pranzo di lavoro universale?
- No, ristretto: sono solo in 8.
- Ma se mangiano non lavorano.
- Lavorano mentre mangiano.
- Guarda Obama. E la Merkel. Mangiano tanto eh?
- Sì, più di ogni altro essere umano.
- Obama si sta divertendo con quel cosciotto di tacchino: guarda come lo addenta. Papà, perché Lui non lo addenta? Non ha i denti forse?
- I denti, non lo so, però è quello che deve pensare sempre a tutti e a tutto, responsabilmente.
- Poveretto. Angela si sta gustando una banana alla fiamma. Papà, come mai lui non se la gusta?
- È un uomo di grande responsabilità... mentre gli altri gustano e godono, lui pensa.
- Guarda Sarkozy con un cappone in bocca. Papà, perché Lui non ce l’ha un cappone in bocca?
- Aveva fatto sapere che i capponi del menu non lo soddisfano, ma in verità è preoccupato per via della crisi economica che attanaglia il nostro Paese. Per questo Lui non mangia, responsabilmente, per solidarietà.
- Papà, hai visto Medvedev come mangia l’insalata russa con i finocchi lessi. Pare una matrioska. Papà, ma Lui non mangia nemmeno l’insalatina russa?
- No, Lui non è mica una capra e non ha mai amato i finocchi russi lessi, e poi ha talmente tanti pensieri in quella capa che si sente terribilmente responsabile perfino per le capre: non vuole che restino senza insalata.
- Papà, ma così potrebbe schiattare di fame?
- No, figlio mio, Lui è talmente responsabile che la fame la fa venire agli altri solo col pensiero. Uno come Lui non morirà mai di fame. È preoccupato che tutti stiano bene e che digeriscano senza ruttini.
- Hai visto, pa’, come si divertono. Mangiano tutti e nessuno lo caga? Come mai allora Lui è così premuroso verso gli altri?
- Perché è un uomo con un cuore grande quanto la Cappella Sistina. E poi, te l’ho detto, quando i problemi del mondo gli fanno capolino durante un pranzo ufficiale di lavoro, a Lui gli passa la fame, responsabilmente.
- Ma poi, quando torna a casa, mangia?
- No, figlio mio. La preoccupazione di un mondo alla rovescia non lo lascia un attimo. Farà digiuno anche a casa sua.
- Ma allora è un sant’uomo?
- Di più, è una essenza spirituale superiore. Ma, ti ripeto, un uomo come Lui non morirà mai di fame.
- Perché?
- Perché ha la responsabilità di mantenere tutti sotto costante protezione. L’amore per l’umanità sofferente è talmente grande in Lui, che preferisce non morire. Un padre di famiglia che aiuta tutti i figli. Una rarità, di questi tempi.
- Ma allora se non mangia non va di corpo?
- No.
- E se non beve, non fa pipì.
- Nemmeno.
- È un angelo, allora.
- Nel suo mondo ideale regna la massima igiene fisica e morale. Il suo sogno è esattamente questo: portare quella perfezione morale qui da noi. Ma adesso è preoccupato.
- Per cosa?
- Si è lamentato della Giustizia che ha appena condannato Dell’Utri a 7 anni. Nel passato sono stati grandi compagnoni condividendo sia gli amici sia gli amici degli amici. Una vera fratrìa.
- Vabbè, ma Lui che c’entra con la Giustizia? Lui è un uomo buono, generoso, un responsabile e non morirà mai di fame. Nemmeno in galera andrà.
- Già. Ricordo quando disse, in un impeto di generosa bontà, che avrebbe perdonato Tartaglia, dopo che quel pazzo aveva provato ad ammazzarlo. Purtroppo i giudici invece di condannare Tartaglia lo hanno assolto perché lo hanno riconosciuto non in grado di intendere e di volere. Mentre Dell’Utri è stato condannato per anticipo di mafia fino al 1992. Dal '92 a oggi, non è più colluso coi mafiosi. È giustizia, questa? Meno male però che le canzoni di Lui sono entrate nella Storia. Ce le faranno ascoltare nelle fredde serate invernali durante il coprifuoco.

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martedì 29 giugno 2010

Ho molto di Lula io, anzi fin troppo

“A Lula mi sento assolutamente vicino perché, pur essendo la mia provenienza assolutamente diversa, siamo fatti allo stesso modo e infatti ci siamo capiti bene subito, sin dall’inizio”.

Il premier italiano con uno sforzo che ha dell'incredibile è riuscito a osmotizzarsi così intensamente, per quella vicinanza, da trasformarsi in Lula... solo che esagerando nello sforzo, com'è suo costume, ha finito per somigliare più a Lola Falana che a Luiz Inácio da Silva, per gli amici e compagni Lula. L'ex soubrette, messa al corrente del tentativo di plagio, da quella donna religiosa che è diventata, ha pregato Dio perché quello si ravvedesse.

Il signor Berlusconi ha poi smentito quella sua frase: lui non è esattamente come Lula, ex operaio metalmeccanico di sinistra. Lui è leggermente, un pelino proprio di destra e un pochino anticomunista, ma non si nota granché accanto a Lula.

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Lo sciopero dei lettori mi farà sparagnare un mucchio di quattrini

La proposta del premier è finalmente ciò che ci voleva contro il turpiloquio e le bugiarderie della carta che stampano a sinistra. L'idea di uno sciopero generale dei lettori è geniale. Solo a lui poteva venire. Già il fatto (solo questo giornale mi costa la terribile cifra di 1,20) che devo tirare fuori di tasca mia 1 € al di' per questi falsi scrittori - che in un anno, escluse le feste raccomandate, fanno la bellezza dei 360 euri, e per il Fatto intorno ai 430 - che mi appioppano le solite puttanerie contro LUI, mi fa incazzare parecchio. Sono fior di quattrini che se ne vanno in carta straccia. Se invece io seguissi il suggerimento di LUI, sparagnerei sulle menzogne; e se comprassi i suoi giornali mi arricchirei di verità. Però non sparagnerei una sminghia.

E poi, non ho capito quando dovrebbe cominciare questo sciopero e quanto dovrebbe durare? Scusi, presidente, non si potrebbe fare per il giorno del suo compleanno, così festeggiamo tutti insieme tutte le sue cammurrìe che non sono pochine e tutte pregne di cose belle. Le cose belle, si sa, Dio l'amò, le cose brutte l'odiò. E lei fa parte delle cose belle che Dio l'amò.

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lunedì 28 giugno 2010

Lo sparatore a salve premiato col David di Balotello

Uno sparatore a salve, ma folle, è stato premiato con la statuetta David di Balotello per aver sparato in aria quattro colpi nel centro di Milano, in un pomeriggio da cazzeggio libero. Lo sparatore, a capo di una banda di cazzeggiatori abusivi, ha voluto provare l'ebbrezza del fuorilegge a piede libero ma non ha fatto i conti con una madama milanese benpensante che, infastidita dalle pistolettate, ha chiamato il Pronto Intervento Culturale (PIC) per cazzeggiatori matti di colore. Il capo del PIC si è limitato alla identificazione dei bravi ragazzi e, riconoscendo nello sparatore a salve un tizio somigliantissimo al famoso calciatore Balotello, ha tirato fuori dallo zainetto in dotazione al PIC la statuetta del David di Balotello (durante le ronde, il PIC reca con sé le statuette e le distribuisce ai cittadini più meritevoli) consegnandogliela immantinente con questa motivazione: "Per la qualità dell'azione, per lo schiamazzo cittadino gratuito che hai procurato insieme allo spavento di onesti cittadini, per la simulazione di apparente stronzaggine e per l'incredibile somiglianza con Balotello, ti fo' dono di questa statuetta. Portala sempre con te come un lasciapassare. Vivi alla maniera che meriti e continua pure così, perché così funziona in Italia per ora.... e mi raccomando, se finisci in nazionale, spara giusto".

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domenica 27 giugno 2010

Brancher: è solo olio oppure aceto?

Brancher al telefono, al Tg3: "Sono cose che succedono solo in Italia. È indecente che tutti se la prendano con me mentre dovrebbero prendersela con quei brocchi dei calciatori italiani". Una dichiarazione come questa, fatta da un neoministro, mi fa pensare che in effetti il tifo è una brutta malattia. Un clima di olio, non v'è dubbio: qui, ad ogni ministro nuovo che nomina il premier, succede un quarantotto. Perché, mi chiedo: è solo olio, oppure aceto?

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Brancher: sto solo girando un film, basta con le polemiche!

Come sempre in Italia non capite una sminghia: sto girando un film con uno dei più grandi registi italiani e con la collaborazione di un maestro della fotografia, presidente della PhotoRicordi. Il titolo, che si richiama ai vecchi spaghetti-western, vuole essere un omaggio a quel che è stato e mai più sarà: un Paese dove, prima di sfidarsi a duello, si mandavano i Padrini a bussare alla porta dell'avversario. Oggi i Padrini non bussano più come una volta, hanno altre preoccupazioni e così i duelli uomo contro uomo hanno finito per essere solo un show di macchiette, buono per turisti e vecchie prozie delle repubblica azzitellate. Questo film è dedicato ai pionieri del legittimo impedimento. Se avrà il successo di pubblico che tutti auspichiamo ci sia, allora sarà proiettato in tutte le sale. Ecco perché questo film. Non ci sono altre sporche manovre, sotto.

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sabato 26 giugno 2010

C'è un mistero bianco nella vita di Berlusconi

Berlusconi ha un mistero vestito di bianco che lo segue dovunque vada. Quest'uomo, malgrado le sue grandi doti di "trombeur de fêmme", stavolta ha deciso di portarsela anche al G8 del Canada, per l'invidia di chi non se lo può permettere. Penso al povero Bersani costretto dalla Bindi a fare i doppi turni all'opposizione durante le gite turistiche del Berlusca. Sono convinto che questa storia della dama bianca impegnerà parecchio gli esperti del settore, che ci romperanno i timpani e s'inventeranno di tutto pur di distogliere la nostra attenzione su ciò che sarà il futuro dei nostri poveri calciatori sconfitti al mondiale.

Vestita di bianco, capelli biondi che le coprono il viso. È scesa per ultima tra delegazione italiana in Canada. I nostri interrogativi sono pregni di passione politica. È l'ultima fiamma del premier? È una cosa seria? Speriamo di sì per il nostro beneamato, che metta la testa a partito, si rifaccia una nuova vita, una nuova messa in piega e si ritiri in quel lago di Scozia, dove ci sta il mostro di Stronz-Ness che, spero, lo possa tenere occupato con canna, lenza ed esca fino a quando Dio lo vorrà.

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I bambini non sono dei cardinali, e i cardinali non sono bambini

Bertoneade: "Non ci sono precedenti, nemmeno nei regimi comunisti di antica esperienza, per il ‘sequestro’ dei vescovi del Belgio da parte della polizia durante la perquisizione nella sede della Conferenza episcopale del Paese". A dirlo è il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, a margine di un convegno all'università Lumsa di Roma, commentando il blitz e le perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta sulla pedofilia in Belgio. Per il cardinale "è un fatto inaudito e grave. Al di là della condanna della pedofilia l'irruzione e il sequestro dei vescovi per nove ore, senza bere né mangiare. Non sono mica bambini".

La polizia belga ha trattato male gli uomini di Dio sequestrandoli per nove ore a causa del blitz antipedofilia contro la chiesa belga. È inaudito: nove ore senza mangiare e bere, forse senza nemmeno far pipì e pupù. Trattati peggio dei bambini. È questo che manda fuori dai gangheri il signor cardinale Bertone. Che stranezza è mai questa? Trattati con inaudita violenza, quasi deflorandoli con quella certa pesantezza e volgarità che solo gli uomini di legge si portano in corpo. Trattati come quei bambini deflorati dai pedofili della Chiesa senza pietà, violentati e stuprati come se fossero bambini! Peggio. Nemmeno i comunisti, che normalmente se li mangiavano e basta!
Chi c'era ad alzare la voce a quel tempo a difesa di questi bambini deflorati?

Come la chiamate voi, al vostro paese, questo tipo di violenza? Bertoneade?

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venerdì 25 giugno 2010

La proposta di Calderoli: Italia-Padania, in campo neutro a Lampedusa

L'incontro è l'unica alternativa per dirimere i dubbi su chi deve governare l'Italia calcistica, enclave della Padania libera. Questa la coraggiosa proposta del semplificatore nazionale che, finalmente, può gioire a causa delle puttanate calcistiche dei milionari del pallone. Incontro unico: chi vince si pappa tutto, compreso il Vaticano.

Ma il ministro del Carroccio va oltre, e allarga il discorso agli immigrati che giocano nei club italiani : una "politica demenziale" che ha tarpato le ali ai talenti nazionali." Purtroppo per Lippi - dice Calderoli - in nazionale non possono giocare gli immigrati di lusso dello sport e questi risultati ne sono la logica conseguenza". La proposta di Calderoli somiglia molto a una chiusura delle frontiere: "pensiamo a far giocare nelle nostre squadre di club i giocatori nostrani... Magari con l'apporto logistico del Trota padano".

Scherzi a parte, l'Italia è messa male anche se, di contro, dalla Confindustria abbiamo saputo della notizia scacciacrisi: l'Italia è uscita dalla recessione, malgrado il ristagno della disoccupazione. L'Italia però si è classificata ultima, alle spalle della Nuova Zelanda, una spina nel fianco dolorosa per il premier. Questo è il nodo vitale da sciogliere per Berlusconi che ha come obiettivo (un decreto ad pallonem) di far rientrare in gioco l'Italia nella classifica delle potenze calcistiche derubate dalla recessione. Al corrente di ciò, i responsabili canadesi del G8, non appena Berlusconi è atterrato lo hanno fatto risalire su un elicottero militare, tenuto immobilizzato e imbavagliato nella località canadese di Huntsville, da dove potrà seguire i lavori, ma senza rompere.

Lippi finalmente, dopo essersi assunte tutte le responsabilità (responsabilità di che? mica lo arrestano), potrà finalmente rilassarsi andando in barca a pescare con Cazzano e Pallotelli. Noi sappiamo che gli italiani amano il pallone vincente. Se è perdente continuano ad amarlo ugualmente? Un dubbio che assilla la "Nazione Padana": ecco, quindi, il motivo della proposta di Calderoli. Una proposta seria e sensata, dettata da quella mente strategica del senatùr che preferisce giocarsela in campo neutro piuttosto che versare il sangue innocente di 10.000.000 di padani che prima di ora non si erano mai contati. Arbitro: La Russa (neutrale). Guardialinee: Maroni e Castelli. Quarto uomo: Borghezio. Commissario Tecnico per la Padania libera: Calderoli. Allenatore in seconda: il Trota.

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giovedì 24 giugno 2010

Fratelli di Taglia: una mezza pirlata, anzi, una pirlata intera

Annotazioni veloci di un non tifoso durante il 1° tempo:
Non ci volevo venire, ero di là a fare altre cose e mi hanno chiamato: Vittek ha fatto l'1 a Zero. Era prevedibile dopo le favolette dei giorni precedenti alla partita: stiamo tutti bene, siamo tutti pronti, vogliamo vincere. Siamo slegati, niente da fare, siamo slogati. Loro ci aggrediscono. Noi non ci siamo. La Padania giocherebbe meglio. Guarda quanto sono alti 'sti slovacchi. Nemmeno Gattuso riesce a ringhiargli di sopra. Montolivo ci ha provato spesso, ma oggi la carne di calcio è sbiadita. Cannavaro gioca pesante di fronte alla sconfitta, e mostra ciò che sa fare meglio a quest'età: farsi ammonire. Colpo ad una caviglia slovacca e il gesto non è eroico. L'Italia è piatta. Pensare che la Padania è piana. Toh, Iaquinta è quasi dentro e realizza un... corner. Il piccolo Stoch brinda mentre manda la palla fuori. Agli italiani non piace che brindi solo Stoch: il pallone Jabulani rompe i deretani. Quindi se sei depresso non brindare con il piccolo Stoch. La palla ora è più docile ma non entra. Il telecronista parla come un vero patriota e dice: Salvatore, guarda Di Natale da dove parte. Da dove parte? Da Udine, presumo. Quanto stiamo, dice la voce dall'altra parte. Sempre 1 a Zero per loro: ma noi non vogliamo andare a casa, spiega Lippi, però se ci mandano, pazienza. A un certo punto Gattuso taglia un ginocchio all'avversario e gli ha pure ringhiato. Cannavaro invece, durante una pausa per il the, chiama a capannello i suoi: non facciamoci del male, facciamoci del bene, sincopiamoli 'sti slovacchi. Poi tanto se ne andrà a Dubai, per completare l'arricchimento. Lippi ha le mani ai capelli: diavolo, siamo solo al 1° tempo. Gattuso taglia l'altro ginocchio allo slovacco di prima e poi gli ringhia. Il Bagni: possiamo organizzarci ancora, ma la vedo nera. Buffon in panchina si tocca le palle. È pensare che poteva esserci lui a beccarsi un quasi goal di un certo Kucka, mentre i nostri calciatori milionari scivolano sul tiro di Montolivo. 1° tempo: 1-0

Annotazioni al volo, quasi amare, rassegnate durante il 2° tempo:
Il solito Bagni: va bene lo stesso, dobbiamo stare lì (perché, dove dovrebbero stare?) e non farli giocare. E come si fa a non farli giocare? Quelli giocano uguaglio malgrado Bagni. Sì, ma noi abbiamo giocatori esperti. Oh oh, Pirlo si riscalda. Sempre Bagni: noi siamo rimasti bloccati, estercofatti dai ragazzi slovacchi, mentre Cannavaro andrà a giocare a Dubai. Che me frega a me di Cannavaro. Quagliarella che è un puffo blu fa fare un tiro alla testa di Iaquinta che va fuori di testa. La Slovacchia cerca l'impresa, dice Bagni, e la cerca sul fallimento di Lippi. Bagni urla alla squadra che c'è spazio, c'è spazio e... il w.c. è libero. Dopo di lui Prandelli. Lippi ha le mani ai capelli. Inizia il mondiale Pirlo. Comincia la pirlata mondiale. Lippi parla a Pirlo che parla pirlando ai compagni pirletti. Tutte le occasioni di Di Natale s'infrangono contro quelle statue di Pasqua slovacche. Bagni adesso piange. Ora entra Pirlo e Montolivo esce. Uno esce e l'altro entra. Ma chi gioca meglio è il napoletano Hamsik, di nazionalità errata. Lippi ha le mani ai capelli che si rifiutano di farsi toccare. Di una cosa sola sono certi quei capelli: che ormai bisogna difendersi e sperare nel pareggio e nel sorteggio. Quel maleducato di Cannavaro disturba. Pirlo è commosso per il suo primo pallone. Da quando c'è lui ora si gioca in famiglia: praticamente nell'area di rigore italiana, ristretti. L'Italia è da 5ª elementare. La porta slovacca nemmeno si vede. E la panchina, poverina, non è più viva e vitale come nei precedenti incontri. Ah, se ci fosse stata una emozionante nuova calciopoli per risvegliare i sensi a 'sti ragazzi? Invece quest'anno, tutti onesti nel calcio italico. E poi, dice il telecronista, i ragazzi si vede che sono stanchi, hanno il fiatone. Ma perché, dove sono stati tutte le notti? Ma sono bravi ragazzi anche se a guidarli adesso c'è Pirlo. Oddio, all'improvviso c'è una deviazione sulla porta avversa: un goal fantasma parato da un ginocchio slovacco. Ecco, la solita sfiga. La sfiga che aiuta gli incapaci. Per favore, fate tacere Bagni, rompe l'atmosfera di irreale senso del perverso pallone nemico. Che brutta figura agli occhi del mondo: non bastava il cucù alla tedesca, pure Stoch ci si mette a far paura coi suoi brindisi all'ultimo choc. Stoch fa un corner da una parte e ne prepara un secondo dall'altra: è l'ora del 2 a Zero. A casa, a casa, è tempo di annegare. Stoch invita i suoi a brindare con più veemenza. Bagni straparla: quello che non t'aspetti sta succedendo. Quello che non t'aspetti. Perché, cosa non t'aspettavi? Una formazione migliore, perbacco. Penso a Lippi che fino a stamattina non se ne voleva andare a casa. Alle 17,38 arriva la zampetta di Di Natale che fa 2 a Uno. E tutti a dire: l'Itaglia ha riaperto il mondiale. Ci vuole coraggio a pirlare così. Gli unici che pirlano meglio di tutti per ora sono Pirlo e Quagliarella. Ma alle 17.42 arriva la rete del fuorigioco. Oramai l'Italia ha quasi vinto il mondiale. Fino a quando alle 17,47 puntuale come il metro arriva il 3 a Uno. Bagni ripiange: segatelo, per favore. Ha segnato un certo Kopunek. Tipo il dentista Park della Corea. Il 3 a Due finale mi lascia indifferente.

Commento finale: non vi dico di andare a cagare, ma avete regalato ai leghisti gufatori la possibilità di giocarvela in una finale da guerra di secessione: e qui, chi la dura la vince.

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mercoledì 23 giugno 2010

Il vincitore dell'ultimo concorso "Chi la spara più grossa"

L'ultimo concorso "Chi la spara più grossa", ha visto vincitore indiscusso il senatùr Umberto Bossi con questa spettacolare balla: «Ci sono grosso modo dieci milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che esiste. Non c'è uno Stato padano, ma la Padania esiste».
Ecco la motivazione della giuria: "Per la grande consapevolezza strategico-militare che lo accomuna ad Alessandro Magno", (anche fuori dai pasti).

Il secondo premio va a Gianfranco Fini con la geniale balla: "La Padania non esiste".
Leggiamo la motivazione della giuria: "Per la grande e fina freddezza con cui è riuscito a mandare fuori dai gangheri il senatùr".

Il terzo premio va ovviamente a Silvio Berlusconi con la seguente tragica balla: "Io sono il capofila dei circa 7,5 milioni di italiani spiati: e la Costituzione così com'è, non mi difende".
Ecco cosa ha mugugnato la giuria (guidata da Bersani): "Se non gli piace la Costituzione vada a casa".

E anche per questa volta i tre premi sono stati assegnati. Il Comitato di "Chi la spara più grossa" è sempre a disposizione dei grandi sparatori. Animo dunque e non demordete.

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martedì 22 giugno 2010

Lettera aperta di Bersani ai compagni, agli ex, ai democristi e ai nativi

"Cari Bersani e care Bersane... vi piace se vi chiamo così? Si sa, è solo un pretesto per sentirci più uniti, ma dài, qui siamo tutti nella stessa barcarola, nevvero? Quindi smettiamola di punzecchiarci l'un l'altro. Da oggi in poi, [cari compagni], ci chiameremo Bersani per i maschi e Bersane per le femmine. Per stare finalmente in pace con noi stessi. Vabbuò?".

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lunedì 21 giugno 2010

Italia batte Germania 1 pelino a 0

Primi in Europa.
"Non siamo l'ultimo paese d'Europa, mettendo insieme i due debiti", ossia quello pubblico e quello privato "siamo il paese più ricco d'Europa, un pelino sopra la Germania". È quanto ha affermato, intervenendo telefonicamente al debutto della fondazione Liberamente, il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, il capofila dei riccastri italiani. E casca come il cacio sui maccheroni...

Occorrono la bellezza di 17 mln di € per far fronte alla crisi umanitaria che sta aggredendo il Niger e il Ciad. Nel solo Niger sono sette milioni le persone che soffrono la fame, metà della popolazione, e 380.000 i bambini a rischio. Lui ce ne potrebbe mettere una parte abbondante.

Ci vuole un pelino di riccastri raccolto qua e là per battere questa crisi umanitaria, così come è stata battuta la Germania, secondo le parole dell'Unto.

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domenica 20 giugno 2010

Entro cento anni un uomo solo al comando

La razza umana si estinguerà nel giro dei prossimi cento anni e così pure un sacco di specie animali. La solita pirlata ciclica in assenza di Pirlo. A dirlo è nientemeno che Frank Fenner, 95enne professore di microbiologia dell'Australian National University. L'unico che si salverà sarà proprio lui, (Fenner? No, l'altro) che sappiamo indistruttibile, eternibile e logorroibile: aveva profetizzato non molto tempo fa che sarebbe vissuto per altri 120-130 anni.

Che farà tra cento anni il Berlusca da solo? Intanto sarà non solo il padrone d'Italia ma del mondo intero. E questo è già un grande premio per la sua costanza nel ricercare l'impossibile potere. Però girerà per le città vuote a declamare il suo dissenso contro la Costituzione italiana ormai inutile e soprattutto dirà ciò che gli preme di più: "L'opposizione non esiste, quindi evitiamo di farci del male da soli (detto a chi? se non c'è più nessuno, nemmeno il fantasma di sinistra). Io ho ormai il consenso assoluto. E dove c'è silenzio c'è assenso".

Che il Dio del nulla lo aiuti a vivere da solo in un mondo fatto di niente.

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sabato 19 giugno 2010

Marchio Sergionne e i fannulloni di Termini Imerese

"Vogliamo ammazzare l'Italia? Va bene, accomodatevi? Invece, cerchiamo di smetterla di prenderci per i fondelli. Noi l'Italia vogliamo salvarla, sostenerla". Così l'ad di Fiat, Marchio Sergionne detto Logo Fiat, riferendosi in particolare allo sciopero di lunedì scorso a Termini Imerese indetto perché "l'unica ragione è che stava giocando la nazionale italiana".
Signor Marchio Sergionne, raccontala giusta.
INTEGRAZIONE - In verità la Fiat di Termini sta adottando da tempo la vecchia politica del bastone e la carota: tre giorni prima della partita la direzione aveva garantito alle RSU di fabbrica che avrebbe allestito due maxischermi giganti in cambio di un azzeramento dei turni di riposo (40 minuti complessivi) che spettano ai lavoratori durante il ciclo di lavoro oltre alla pausa mensa. I lavoratori avrebbero finito di completare tutta la produzione per le 8, orario utile per vedere la partita in fabbrica. Ciò significa che l'azienda non avrebbe perso la produzione a ciclo. Invece la direzione ha fatto marcia indietro sulla parola data ai lavoratori, negando i due maxischermi: i lavoratori a questo punto hanno dichiarato due ore di sciopero.
Non capisco l'ad: dice che vuole sostenerla ma poi mi critica quei fannulloni di Termini Imerese che, al contrario, hanno scioperato per mettere in atto l'unico sostegno plausibile per l'Italia. Ma voi lo capite uno così? Quelli ormai lui li ha segati da tempo e si permette pure di criticare. Lui che per salvare l'Italia (la Fiat e sé stesso) ha tagliato Termini Imerese. Ora ce l'ha con Pomigliano e tra un po' pure con Mirafiori. E vuole farci intendere che lo sciopero era contro l'Italia. No, mio caro, era contro di te. Loro, si sono solo riposati davanti ad un televisore, unendo l'utile al dilettevole. Dove sta il corno del dilemma? Sei stato tu a incominciare: non provi vergogna a offendere ancora l'amor proprio e la dignità di questi lavoratori?

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venerdì 18 giugno 2010

Quaderno fascista d'epoca

- Un giornalista gli chiede: «Lei è stato iscritto alla P2 di Craxi e del C.A.F. (Craxi, Andreotti e Forlani)?». «Basta! Non ne posso più! Mi iscrissi perché stremato dall’insistenza del mio amico Roberto Gervaso. Ricevetti la tessera di “apprendista muratore”, dissi di rimandarla indietro. O mi fanno Grande Maestro o niente».
- Quando Bossi parla di peronismo io credo che si riferisca alla birra Peroni che è l'unico peronismo che conosce.
- Io non mi siederò mai più ad un tavolo dove ci sia il signor Bossi. Non sosterrò mai più un governo che conti su Bossi come sostegno. È una persona totalmente inaffidabile. Mi meraviglio come anche i mezzi di comunicazione, senza nessun senso critico, diano ospitalità a tutte le sue esternazioni che non hanno né capo né coda.
- Quando mi arrivò la tessera della P2 rimasi offeso perché sopra c'era scritto "apprendista muratore": ma come, io ero un costruttore affermato!
- Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino.
- Bossi ha dei metodi da venditore di Piaget falsi. Solo dei minus habens potrebbero credere alle cose che dice di noi. Parla come un ubriaco da bar.
- Cara Santità (Wojtyla), mi lasci dire che lei assomiglia molto al mio Milan. Infatti, lei, come noi (plurale majestatis), è spesso all’estero, cioè in trasferta, a portare in giro per il mondo un’idea vincente. Che è l’idea di Dio.
- Bossi è la Wanna Marchi della politica. Mi viene il sospetto che voglia guidare il Polo delle parole in libertà.
- Accusare di corruzione me è come arrestare madre Teresa di Calcutta perché una bambina del suo istituto ha rubato una mela.
- Bossi è un Giuda, traditore, ladro con scasso di voti, ricettatore, truffatore, doppia, tripla, quadrupla personalità. Un pataccaro.
- Io sono unto dal Signore.

Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei. (Machiavelli).

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Degli Elkann messer Lapo: da Pomigliano a Lippi

Dopo aver saputo di messer Lapo, uomo medievale, che in gioventù è stato anche operaio in incognito e in questa veste ebbe a scioperare contro suo nonno, oggi veniamo a sapere che messer Lapo, uomo medievale, in gioventù è stato anche Ct della Nazionale, in incognito, per non dispiacere a suo nonno.
Davvero?
Sì. Ci ha fatto sapere che Lippi non capisce niente di calcio: Cassano e Balotelli, lui li avrebbe portati al mondiale. Se ci fosse stato suo nonno ancora vivo il Ct avrebbe obbedito ciecamente alle direttive di monsù Basetta. E che lui, quindi, se l’Italia dovesse andare male tiferà per l’Argentina. Perché l’Argentina? Mo' te lo dico.
Dopo aver saputo queste due notizie, siamo venuti a sapere che messer Lapo, in gioventù, è stato anche un gaucho in incognito, laggiù aveva imparato a usare il lazo per acchiappare los trabajadores argentinos rebeldes che lavoravano a Cordoba, nello stabilimento di suo nonno. Solo un fatto affettivo.

Ps.: l'incognito è... seriale!

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giovedì 17 giugno 2010

Coito, ergo fottum

Questo è il pensiero erotico di base del politico fine a sé stesso: durante l'atto sessuale pensa a come fottere meglio i babbei che lo hanno votato. Standard unico.

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Le prossime volte armati di vuvuzela

Visto il grande successo delle vuvuzela e visto come molti occidentali non hanno capito che il rumore degli altri più forte è e meglio confonde la nostra ragione, occorre una svolta nel modo di gestire l'antiberlusconismo: urge fare una veloce raccolta di fondi popolari, acquistare 1 milione di vuvuzela (per gli organizzatori) o 200.000 (per la questura) e andare alle manifestazioni antifarneticazioni del cavaliere per suonargliele là, dove lui fa il suo rumore. Anche se fossero 5000, pure mille andrebbero bene. Anche 500... L'importante è abbattere i decibels del premier. Ecco una iniziativa intelligente che si dovrebbe recepire per contrastare le prossime dichiarazioni del principe ad personam: presentarsi armati di antiberlusconismo e di vuvuzela ovunque lui sia. Dovrà pur smetterla di parlare a vanvera, prima o poi, questo diointerra.

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mercoledì 16 giugno 2010

Messer Lapo degli Elkann a Pomigliano

Tutti hanno firmato: l'avevo già dato per certo in paio di giorni fa, prima ancora che l'avessero fatto. Insomma, è mai possibile che tra tutti, solo la disgraziata Fiom non ne vuol sapere di firmare l'eccellente accordo che segnerà una svolta epocale nelle relazioni DA SOPRASTANTE A SOTTOSTANTI, roba da rivoluzione copernico-erniale, accordo su cui tutti, governo, confindustria, sindacati, si stanno spendendo e stanno sbavandosi addosso per presentarlo come il migliore in assoluto in mancanza del tanto peggio.

Siccome i soprastanti pensano che la Fiom sia scema, nella peggiore delle ipotesi provocatrice e insensibile alla economia in crisi, per far capire meglio alla Fiom la proposta di Fiat su Pomigliano è stato suggerito a messer Lapo degli Elkan di scendere in campo: "Spenditi un po' tu, mettici una buona parola tu, che sei stato eletto 4 volte Best Dressed Man dalla rivista Vanity Fair".

Dovete sapere che messer Lapo, uomo medievale, è stato anche operaio.
Ma che minchia dici?
Operaio?
Sì!
Orbene, in incognito però, per via del suo grande nome, ha lavorato come operaio nell'azienda di Pontedera. L'incognito fu solo per evitarsi le raccomandazioni. Uno che voleva essere trattato come tutti gli altri: uguaglio!
Cazzarola, sembra un film a polpettone Anni Trenta.
E messer Lapo degli Elkann, in qualità di operaio in incognito, EBBE A SCIOPERARE.
Minchia!
Sì.
Scioperò come si convien a un operaio con i controcazzi gonfi.

Ora, ditemi voi se siamo cretini noi di natura o ci prendono per il fondello i soprastanti? Perché l'evoluzione umana di messer Lapo degli Elkann è stata un crescendo di maturità, strategia e lungimiranza. Se prima faceva l'operaio, se pur in incognito, e ha perfino SCIOPERATO, ora è il megapresidente della Fiat, SOPRASTANTE DEI SOPRASTANTI. E si chiede il poveretto, tanto per dire: come mai io sono cambiato e mi sono trasformato da operaio e padrone? Non è stato mica difficile, è bastata un po' di buona volontà. E perché la Fiom non cambia e non si spoglia dei panni vetero-comunisti e diventa ciò che tutti si aspettano da lei: una bella firma e allocarsi in coda come tutti gli altri?

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martedì 15 giugno 2010

Non solo per Pomigliano: occorre svegliare l'Italia dal menefreghismo

La questione di Pomigliano come la questione di Termini Imerese. Peggio. Occorre unirsi. Tutti gli stabilimenti devono unirsi. Tutti i metalmeccanici. Tutti i cassintegrati. Tutte le altre categorie unite contro l'ultimo e serio tentativo dei nemici della classe operaia di retrocederla oltre l'inferno, della classe che lavora per una miseria al mese, che manda avanti tutta la baracca italiana. L'idea di continuare con lo schiavismo nelle fabbriche, con il supersfruttamento a ciclo continuo, non ha mai smesso di fare capolino nel cervello di epigoni come Marchionne, come Schifani, come Bonanni, e di tutti coloro ai quali non interessa conoscere come si vive precariamente. Bisogna Dire Basta, occorre DIRE NO una volta per tutte contro tutti i tentativi di svendere gli ultimi diritti cha lo Statuto dei Lavoratori e quelle poche leggi che ancora difendono quei pochi diritti sindacali. Cosa si vuole ancora più di quanto è già stato tolto? Se ci tolgono l'ultima parvenza di legalità che è il diritto allo sciopero; dopo aver squassato e reso debole il potere d'acquisto del salario; dopo aver rubato perfino la rassegnazione dei lavoratori. Chi si riconosce più in questo stato sociale? Chi sa riconoscere chi sono e dove stanno i massacratori della vita di chi lavora? Occorre DIRE NO e per fare questo occorre che la parte della società italiana che segue imperterrita il silenzio delle informazioni e il clamore dei mondiali sia svegliata dal clamore della Classe Operaia.

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lunedì 14 giugno 2010

Monta la marea antioperaia a Pomigliano

Marchionne, Tremonti, Sacconi, Marcegaglia, sindacati filogovernativi, quelli filopadronali, tutti insieme a rimescolare le carte su Pomigliano d'Arco. Strano, visto che Fiat aveva detto che su Pomigliano niente sarebbe cambiato. Ma sappiamo che tutto ciò che dicono i padroni e i politici è sempre, scientificamente e pragmaticamente, l'esatto contrario di quanto andavano affermando. Il ricatto è palese e più forte della stessa debolezza della classe operaia che ancora si dimena e spera nell'unico sindacato di categoria, la Fiom, che non ha firmato l'accordo, ma anzi va verso un netto rifiuto. Visto che Cisl ha festeggiato con la sua festa (l'accordo?), visto che Tremonti l'ha benedetto, aspettiamo solo che il "trasi e nesci" di un ormai scontato comportamento di Epifani faccia il suo epilogo e poi le carte si scopriranno al sole: la classe operaia di Pomigliano potrà tirare il famoso sospiro di sollievo solo e soltanto se dirà di sì alle proposte "prendere o lasciare" della Fiat. Altrimenti, la multinazionale da sola non regge il gioco del mercato in crisi e sarà costretta a chiudere, mandando sul lastrico i dipendenti. Questo è il ricatto, più o meno plausibile, ma realistico conoscendo la filosofia di lor padroni e la loro capacità di sfruttamento al centesimo di secondo della carne-lavoro.

Sulla turnazione: tutti gli addetti della produzione e collegati (operai, impiegati e quadri) dovranno lavorare a rotazione su tre turni giornalieri di otto ore. Questa non è una novità, già si è fatto altrove e a Termini Imerese. La novità sta nel fatto di far credere che è una novità.
Sullo straordinario: l'azienda potrà chiedere 80 ore di lavoro straordinario annuale a testa senza preventivo accordo sindacale e con un minimo preavviso. Ecco uno straordinario senso sindacale di cui Cisl e Uil e Ugl vanno fieri, per amore di sacrificio, e lo hanno firmato.
Sui controlli: sarà usato il computer per calcolare, verificare, controllare i tempi e i movimenti che gli operai devono compiere per ogni loro operazione. Con chi te la prendi se ti tocca un supercarico di lavoro: che fai, sfasci il computer?
Sugli scioperi: è prevista la punibilità per chi decida di proclamare scioperi in occasione del turno di lavoro straordinario del sabato notte. Questa sì è da condannare. Ma come, facciamo l'accordo sullo straordinario notturno prefestivo e tu mi fai lo sciopero mentre c'è la crisi che ci attanaglia? Resti punito.
Sulla malattia: non verrà pagata l'indennità di malattia se il tasso di assenteismo nella fabbrica dovesse superare una certa soglia prefissata. L'assenteismo è stato spesso un'arma di difesa degli operai alienati: stando a casa si disintossicano.

Questa è la nuova cultura del lavoro per fronteggiare la crisi, i nuovi modelli dello Statuto dei lavoratori hanno fatto carta straccia del primo modello.

Di fronte a queste proposte ce n'è abbastanza per dir di no, come la Fiom sta facendo. Tutti gli altri si sono alleati a favore della proposta di Fiat. E già questo puzza di marcio, tutti insieme appassionatamente a difendere il proprio tornaconto personale che è di una semplicità banale: continuare a sfruttare, continuare a indebolire i lavoratori, continuare ad arricchirsi.

Al signor Tremonti, che non ha mai alzato un cacciavite e non è mai stato sfruttato, gli viene facile dire che "Con la globalizzazione è finito il conflitto tra capitale e lavoro (il lavoro fisico degli operai). Io, tra la dialettica continua di questo conflitto e l'economia sociale di mercato, non ho dubbi: la via giusta è quella dell'economia sociale di mercato, quella di Pomigliano". E blavo Tlemonti: esattamente quelle oscene proposte di cui sopra che hanno tutti allegramente sottoscritto.

La fine di Termini Imerese sembra ormai fatale. Come mai lo stesso tipo di oscena proposta non è stata fatta anche per quello stabilimento. Io so che se l'avessero fatta, i sindacati avrebbero detto subito di sì. Ma in quello stabilimento attualmente il supersfruttamento è regola generale e in fase di declino aumenterà, un peggioramento delle condizioni di vita non sarebbe stato poi così crudele: gli operai sono disposti a tutto per portare a casa un pezzo di pane. Invece Termini Imerese chiude: è già terzo o quarto mondo. E a Pomigliano peggioreranno le condizioni di lavoro con un ritorno salariale ben misero.

Perché? Ma per allineare i bassi salari agli stessi dei Paesi emergenti. Questo è il trucco. La globalizzazione della miseria emergerà forte e chiara. Lor padroni, pochi, arricchiranno sempre più, la carne da macello deperirà sempre di più ma può essere sostituita. Lor padroni invece si perpetuano.

Soluzione del problema?

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domenica 13 giugno 2010

La battaglia tra le pecore di sinistra e i lupi di destra

Tra le pecore di sinistra e i lupi di destra ci fu una battaglia, l'ultima, e con la difesa dei mastini di centro, la vittoria fu delle pecore. I lupi mandarono Capezzone come ambasciatore e proposero una pace fantastica: che le pecore si affidassero alla loro protezione. Ahi! che contrasto. Ma come: i lupi perdenti offrivano la loro protezione ai vincenti? Sì, così dice la favoletta di Fedro. Quelle pecore babbuine, credendo di fare l'affare della vita e cioè arrivare a una pace eterna, accettarono le condizioni richieste.

Ci fu festa e tra belati, ululati e abbai, tutti firmarono il contratto di non aggressione.

Subito dopo le firme, il contratto non contò più; cominciarono gli agguati e le pecore babbuine cominciarono a essere divorate e a calare di numero, grazie anche al fatto che i mastini si erano defilati e ora difendevano i nuovi ululati di potere. Le ultime pecore rimaste si pentirono amaramente, ma ormai era troppo tardi: il capo dei lupi aveva ormai preso possesso dell'ovile centrale con la benedizione del San Bernardo, capo spirituale dei mastini.

Augurio finale per le pecore: ma in bocca ai lupi, cribbio!

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sabato 12 giugno 2010

Enricoletta in agguato, travestito da vietcong

Qui accanto una rara immagine di Enrico Letta in agguato: attende i berluscones al loro passaggio nei cunicoli di Montecitorio.

"Mi sento di dire - ha dichiarato il vicesegretario del Pd Enrico Letta - che nel passaggio del ddl per le intercettazioni alla Camera sarà un Vietnam per la maggioranza. Le cadute che hanno avuto in questa settimana dimostrano che la situazione per loro non sarà indolore".

In questo paese a regime demofascista non dichiarato ma palesemente antidemocratico, avremo finalmente qualcuno del Pd che si batterà fino all'ultimo colpo contro los berluscones. Il partito del padrone ne uscirà con le ossa rotte, metafora nonviolenta, e sarà costretto a fare marcia indietro grazie a tutte le forze d'opposizione parlamentari che non accettano il bavaglio antilibertario che questo governo vuole imporci.

Ma, aldilà della ironia amara che si accompagna facilmente ai tentativi eroici della povera opposizione parlamentare di "fare la festa" ai signori della maggioranza, qui veramente occorre fare ciò che va fatto, ognuno per la sua parte e senza tentennamenti, nelle piazze, in ogni luogo visibile e decisivo: la logica della prima impressione imporrebbe una battaglia frontale poco pacifica, cosa che alla lunga non porterebbe a nessun risultato. Al contrario, l'idea di una disobbedienza civile può funzionare se funziona il concetto generale dell'unità d'intenti per un unico obiettivo vincente antiddl: organizzarla, gestirla e praticarla fino in fondo costerà sacrifici e repressioni. Chi è disposto a pagarne un prezzo contro il mostro che avanza? La libertà, questa idea di apparente libertà di cui disponiamo, ce la dobbiamo meritare: occorre recuperare la lezione della Resistenza in periodo di "pace apparente". Il rischio che la disobbedienza civile sia solo una "chiacchiera da impotenti" è reale.

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giovedì 10 giugno 2010

Berlusconi all'inferno

Berlusconi
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Berlusconi
Berlusconi
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Berlusconi
Berlusconi
Berlusconi
Ooops!... c'est fini!

Visto che il governare con le regole della Costituzione per lui è come l'inferno, adesso è all'inferno, da dove potrà governare diabolicamente tutti i demoni della sua psiche!

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mercoledì 9 giugno 2010

La gente è stanca di essere spiata

Noi, (plurale maiestatis), abbiamo governato come nessuno mai.
Basta con le intercettazioni, la gente è stanca di essere spiata. Basta, dobbiamo ritrovare la libertà essenziale per farci ognuno i cazzi nostri senza ulteriori ostacoli.
"Solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti è contraria alla legge sulle intercettazioni, la grandissima maggioranza italiana è stanca di non poter usare il telefono per tema di essere spiata".
È vero, cribbio. Ogni volta che alzo la cornetta temo di riconoscere la sua voce infiltratasi per decreto divino in tutte le case che mi ripete spesso lo stesso minchiornello. E basta, dài! He roto mis bolas!

Dovremmo chiederci: che differenza passa tra un superspiato (Berlusconi) e un minispiato (uno qualsiasi della maggioranza italiana)?
Il superspiato ha il 60% dei consensi dei minispiati che sono la maggioranza degli italiani. I minispiati, a loro volta, hanno il culo al posto delle orecchie e non sentono la sua voce perversa e insidiosa: in ultima analisi, non si sentono spiati proprio per niente.
Morale della favoletta: chi aiuta i tristi, dopo se ne pente.

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martedì 8 giugno 2010

Il giustiziere dell'Abruzzo

ABRUZZO - Berlusconi, davanti alla platea di Federalberghi, è un fiume in piena. Il premier non ha parlato solo di intercettazioni. Sulla Protezione civile, ad esempio, ha detto che non si recherà in Abruzzo finché dureranno le accuse per omicidio colposo avanzate nei confronti dei suoi dirigenti dalla magistratura. Il premier ha svolto un ragionamento in base al quale dopo il dolore causato dal terremoto ai famigliari di chi ha perso la vita, «se uno ha avuto un famigliare morto sotto le macerie ed è anche in una condizione di debolezza gli può anche venire di sparare un colpo... per cui la Protezione civile non andrà più in Abruzzo finché c'è l'indagine per omicidio colposo». Ma tu pensa: alla faccia della Solidarietà e dell'Emergenza. Bravo, primo ministro! Questo è parlare!

Giù il cappello di fronte a questo drammatico (procurato?) allarme del premier. Dopo il lancio di un cavalletto, dopo il colpo di duomo sul suo naso, oggi teme addirittura un colpo di pistola sulla Protezione Civile, sua emanazione. Ma c'è o ci fa?

Gli Abruzzesi hanno cose più importanti da fare, come ad esempio riuscire a sopravvivere allo scempio del sisma e collaterali malgrado queste idiozie, piuttosto che rovinarsi sparando sui suoi Protettori. Ma vedi un po' che cazzata di ricatto mi va a tirare fuori. E io che mi credevo che il premier, al di sopra delle parti, proteggesse tutti; al contrario, sembra proteggere solo la sua PC (Proterva Collera, alter ego di Protezione Civile). E quest'ultima, ha bisogno di protezioni?

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Obama: datemi un culo da calciare

«La società ripagherà appropriatamente ogni singola persona che ha subito danni».
Obama tuona contro il disastro della Bp: «Quale sedere devo prendere a calci?».
Duro intervento alla Nbc: «Non sto qui a parlare con gli esperti come se fosse solo il seminario di un college... datemi un culo da calciare!».

Questa minaccia di grande effetto mediatico potrebbe fargli rivincere le prossime presidenziali, ma non gli risolverà l'apocalittico disastro. La Nemesi è sempre in agguato, anche per gli americani. In Italia il messaggio "ha creato molte preoccupazioni" specie tra quelli che vogliono scandagliare il Mediterraneo alla ricerca di petrolio, cioè di arricchimento loro, cioè di disastro ambientale per noi.

Suggerirei a Mr. Obama, di passare da qui dopo che ha finito con gli stronzi della Bp. Abbiamo una lunga teoria di mascalzoni e parassiti, italiani e forestieri, a cui dobbiamo molto.

Inoltre qui da noi c'è gente che se la dorme (metaforicamente parlando) su questo problema: il nostro premier sta schiacciando un pisolino in attesa che passi la legge-bavaglio sulle intercettazioni. Ma dopo, sono certo, si occuperà di questo problema e, soprattutto, del suo nucleare.

Qui, qui, qui, qui i futuri disastri ambientali che ci colpiranno, eccetera...

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lunedì 7 giugno 2010

Puzzi forte e non puoi attassare gli altri

«Puzza troppo»: anziana lasciata a terra. Doveva volare da Catania ad Hannover. La decisione sarebbe stata adottata dal comandante del volo Air Berlin dopo le lamentele di altri passeggeri.

Allora, non sarò mai abbastanza prodigo di consigli: se dovete andare ad Hanover, lavatevi fino all'osso se volete prendere l'aereo. Se invece dovete andare ad Hanover e non vi siete lavati e puzzate da vomitare, trovatevi un comandante nelle vostra stessa situazione, che sicuramente avrà un occhio, (un puzzo) di riguardo. Se, ancora, dovete andare ad Hanover e fate puzza perché non vi lavate da un mese, chiedete di essere trattati alla stregua di un corriere diplomatico. Una volta me ne è capitato uno al volo il cui tanfo parve a molti come un attentato terroristico. Se invece vi siete lavati ma continuate a puzzare, provate a impietosire il comandante raccontandogli di essere ammalato e di avere «delle piaghe e un piede particolarmente gonfio», come un povero cristo. E poi pregatelo di far indossare le maschere dell'ossigeno ai passeggeri che sarebbe un gran bel gesto da parte della compagnia aerea. Negli aerei, si sa, gli altri hanno sempre il naso fino.

Una domanda: alla Air Berlin dei "Diritti del malato", sono a conoscenza?

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domenica 6 giugno 2010

Ladrona o padana, il ragazzo è serio

Marchisio aggiunge «ladrona» a Roma.
Il giocatore della Juventus e della Nazionale «cambia» le parole di Mameli mentre canta prima di Svizzera-Italia. Il ct Lippi: «Non credo proprio. Sanzioni a Marchisio? Ma per favore...».

Ma per favore, davvero: ladrona o padana, che schiava di Roma, Iddio la creò.
Ma si riferiva alla Nazionale, cribbio! Che se poi mi segna il gol finale alla Grosso, vi rimangerete tutte le critiche, voi tifosi della palla.
Infine, il calcio e il patriottismo sono un'unico corpo in Italia, giusto?

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venerdì 4 giugno 2010

Vincere i mondiali?

Sì può, ma solo se monta un altro calciopoli all'ultimo minuto. Che dite, ce n'è di pronti all'uso? Poporopo poporo...

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Remissione di parentele nelle mani di Dio

Dopo il barbaro assassinio del monsignore italiano in Turchia, bene ha fatto Ratzinger a sottolineare la sua parentela con i Musulmani, in cui Egli vede i propri fratelli.
Mentre negli Ebrei Egli vede i propri cugini.
I buddhisti sono i suoi zii.
Gli induisti sono i suoi nonni.
E gli atei sono i suoi amici per la pelle.
Per il resto, siamo nelle mani di Dio.

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martedì 1 giugno 2010

Ragazzi, stiamo perdendo la qualsiasi

Ad aprile abbiamo perso 307 mila posti di lavoro.
Ieri abbiamo perso i pacifisti per Gaza.

Oggi si sono persi gli ultimi due capelli (veri) di Berlusconi... si erano attardati in attesa della sua caduta. Visto e considerato, si sono buttati da soli. Li piange solo il suo parrucchiere.
Domani perderemo la festa della loro Repubblica privata.

Ma allora stiamo perdendo la qualsiasi?
Non tutto: ci rimane ancora la speranza di vederli, lorsignori, chiedere un tozzo di pane duro e un po' d'acqua.
Così possiamo dire finalmente che tutti stiamo perdendo qualcosa...

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Heracleum