lunedì 31 ottobre 2011

Palestina, patrimonio dell'Unesco

Palestina ammessa all’Unesco.


Da oggi, la Chiesa della Natività di Betlemme o il Mar Morto potrebbero rientrare tra i beni patrimonio dell'umanità. Da oggi la Palestina è membro dell'Unesco. L'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura con sede a Parigi, ha accettato questa mattina la richiesta di ammissione. Favorevoli 107 paesi, contrari 14 e 52 astenuti.

Era necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi (81 voti) dei paesi presenti e votanti. Scontato il voto contrario di Stati Uniti e Israele. Tra gli astenuti anche Italia e Regno Unito, mentre Francia, Cina e India hanno votato a Favore.

Vittorio ne sarebbe stato contento.

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Bersani vittima predestinata di Renzi nella notte di Halloween


Renzi spariglia con il Wiki Pd.
Sinistra allarmata dal "populista di centro".
Bersani nega lo scontro con Renzi ma non si risparmia frasi aspre: "Vogliamo essere sostituiti da gente che migliori le cose che abbiamo fatto". Il sindaco di Firenze contrattacca: 'C'è un problema con le vecchie liturgie di partito".
Penso che, in quanto a creatività, il giovane Renzi posso sostituirsi al vecchio Bersani: l'allievo uccide il maestro (anche se il Renzi dice che non aspira a niente, proprio a niente).

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Palestina in Unesco: il no dello zio Sam

Sorry, because?...

Zio Sam: "... Ehi, davvero, ma lo sa che ho perso le ragioni del mio no. Davvero, non le ricordo più. Ormai sono troppo vecchio e stanco. Accidenti all'abitudine a dir sempre no. Dovrò chiedere a Israele".

Palestina entra nell'Unesco.
Usa: "Non lo accettiamo".
La Francia vota a favore. No di Germania, Canada e Stati Uniti. L'Italia si astiene (figurarsi). A rischio i finanziamenti americani all'organizzazione. Israele: "Una tragedia".

Ma non sarebbe ora che la smetteste di rompere i timpani co' sta storia? Noiosi e superati.


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domenica 30 ottobre 2011

Sottili analogie tra la Leopolda e la Bernarda: Bersani in stasi

Bersani schiacciato tra la Leopolda e la Bernarda

Renzi alla Leopolda contro il Pd dei burocrati: il governo in mano a Scilipoti è il vero problema dell'Italia.
Bersani, in crisi alla Leopolda. E, messo alle strette, sta seriamente pensando di contrapporre al rottamatore la bernarda, che fin dagli anni '80 è ancora tutta pronta e tutta calda.
Riusciranno a mettersi d'accordo per far cadere Berlusconi, che in fatto di bernarde può suggerire il meglio a Bersani?


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Bersani, occhio al conto del ristorante

Gli scherzi da prete del Matteo Renzi

Renzi: "Manteniamo il partito ma cambiamo facce".
"I nostri nonni ci hanno lasciato una casa, ma i nostri nonni politici ci hanno lasciato il conto al ristorante". Con questa battuta, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi spiega cosa intenda con le sue rivendicazioni per le giovani generazioni. "Non c'è nessuna polemica, qui non si legano le mani a nessuno". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a chi lo interpella sullo scontro con Matteo Renzi. Ma poi aggiunge: "Questi son discorsi da anni '80, quando mangiavamo al ristorante aggratis".

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Ci sono troppi uomini sessuali in lizza per le primarie del Pd

Dopo le avances di Vendola a Renzi, Bersani s'è adirato di brutto.

Ecco la scena che ha fatto raddrizzare i capelli a Bersani: Vendola che circuisce Renzi, dopo gli accordi d'amore tra lui, Bersani e Di Pietro a Vasto. Il Bing Bang ha fatto boom: il ménage a trois rischia di interrompersi per colpa del Renzi.
"Che partito sta diventando il Pd, per colpa del Big Bang?"
Lo chiediamo a Bersani, che risponde allarmato: ci sono troppi uomini sessuali in lizza per le primarie. A questo punto andranno sperimentati larghi schieramenti di centrosinistra contro la destra.


"Sei vecchio, ma mi intriga quel tuo essere di destra"

Uè, ragassi, non stiamo mica diventando
un partito di uomini sessuali, eh?...

Bersani: «Non si può dar l'idea che un giovane per andare avanti deve scalciare, deve insultare... sapendo, tra l'altro, che a destra sono tutti uomini machi che ce l'hanno duro... E quel Vendola lì, che non dimostra un minimo di pudore... bene, se mi fanno incazzare, niente più triangoli... preferisco la Bindi, senza offesa veh?... al limite la Binetti, anche qui senza la Binetti, va bene?».

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sabato 29 ottobre 2011

Renzi e Lucia

"Sei vecchio, ma mi intriga quel tuo essere di destra"

"Vecchio culturalmente e politicamente più di me e di Bersani"; Vendola ammette: "Siamo antagonisti". Perché Renzi "ha una cultura politica essenzialmente di destra". E quindi "lo considero incapace di porre il tema della fuoriuscita dal disastro che il liberismo, in un trentennio, ha compiuto nel mondo intero".

Come dice quel detto: "Chi disprezza, alla fine compra!": è politicamente provato.


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L'Opera Buffa, "Il Ponte sullo Stretto", si farà

Il Ponte sullo Stretto si farà

Dirige: il maestro Silvio Berlusconi.
Violino di spalla: Gnazziu La Russa, tifoso siculo del ponte.

Il Ponte sullo stretto di Messina si farà. Ne è sicuro è Ignazio La Russa. Ai giornalisti stamane a Roma il ministro della Difesa ha detto che la mozione approvata ieri alla Camera non si può tradurre in uno 'stop' all'opera: «La mozione riguardava i fondi per il trasporto pubblico e tra le ipotesi eventuali, e come subordine, prevedeva l'attingere soldi anche da quell'opera. Ma - ha concluso - si tratta solo di una ipotesi che, vi posso già anticipare, non si concretizzerà e una eventualità che non viene presa in considerazione. L'opera, insomma, si farà, almeno fino a quando ci sarà questo governo».

A completamento dell'opera i primi due posti di lavoro sono già assegnati: il maestro Berlusconi, dirigerà il traffico; il violino di spalla, sollazzerà i viaggiatori. In caso di vento, si chiuderanno nei loro box. In caso di sisma si butteranno a mare, già dentro al gommone gonfiabile di salvataggio...
Ma certe persone si salvano sempre.

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venerdì 28 ottobre 2011

Bini Smaghi, lascia o raddoppia?


Berlusconi preme: Bini Smaghi lasci.
Il premier e le mancate dimissioni dell'italiano dalla Bce: «Crea incidente con la Francia, abbia senso dello Stato».
Come non ricordare il bravo Mario Riva e il suo Musichiere: "Signori, pronti, alle sedie!". Nientepopodimenoché, qui si parla di poltrone fondamentali, cribbio!

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MerSarBerl: fatevi i vostri test

Soggetti di un mondo oscuro

a) Questi tre soggetti possono essere della stessa pasta?
b) Questi tre soggetti sono paralleli l'uno all'altro?
c) Questi tre soggetti sono nella (loro) giusta prospettiva?

Se rispondete sì ad a), siete profondamente astiosi nei confronti dei premier in generale.
Se rispondete no ad a), siete amanti solo della vostra pasta scotta che in politica non aiuta.

Se rispondete sì a b), siete politicamente strabici.
Se rispondete no a b), non amate molto le geometrie politiche.

Se rispondete sì a c), siete un po' invidiosi del loro potere.
Se rispondete no a c), avete una prospettiva della vita politica degli altri sicuramente prevenuta.

Ma qualsiasi risposta avrete data, a quei tre soggetti là, non gliene frega una pippa!
Vanno solo schiariti, deposti e rimossi.

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Trovato il manichino di Berlusconi: era tutto insanguinato

Trovato il manichino di Berlusconi con le mani insanguinate: ma è vernice rossa.
Era davanti alla libreria Rizzoli, aveva un cartello con la scritta «Brigate artistiche - Artentato».
Il fantoccio, realizzato in cartone e polistirolo, aveva una maschera di carnevale raffigurante Berlusconi.
Era stato messo in un sacchetto nero della spazzatura e lasciato sdraiato davanti al negozio.

Dopo averlo esaminato a fondo, di sopra e di sotto, di fuori e di dentro la Polizia l’ha consegnato alla Digos, con queste parole: “Dalle nostre indagini risulta che questo è virtualmente sangue umano, ma pare vernice rossa. Sta a voi stabilire la verità”.
Sentito dalla Digos, Berlusconi ha detto: “Non sono stato io!”.
La Digos però, scettica, ha messo sotto torchio il pupazzo. Quest’ultimo non ha profferito parola.

Una telefonata anonima notturna precisa che forse il mandante è da ricercare all’estero, probabilmente in Francia.
Frattini, incaricato dalla Digos, chiama direttamente il presidente Sarkozy, il quale risponde inviperito: “Maudit police italienne, la nuit est faite pour aimer et de ne pas écouter les blagues de votre Premier ministre. Allez au diable”.

Conclusasi con un nulla di fatto la collaborazione del presidente francese, la Digos ha preso il pupazzo di petto, intimandogli: “Adesso dicci tutto, chi ti ha ridotto così?”.
Berlusconi, risentito, risponde: “Basta con questo quarto grado infame, voglio rilasciare una dichiarazione. Chiamatemi il Ghedini”.
Il Ghedini, rintracciato mentre stava scrivendo le proprie memorie, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Lasciate stare Berlusconi. Lui non c’entra. Se proprio volete prendervela con qualcuno, avete il pupazzo. Gonfiatelo di botte”.

Nel frattempo arriva un’altra telefonata anonima, di Tremonti: “Scusate, voglio vilasciave una dichiavazione spontanea: io non ho fivmato la letteva pev la Bce, perché in quel momento evo adivato con Silvio. Ova non lo sono più. Potete infovmavlo voi pev piaceve, gvazie?”.

A questo punto ci si ricorda di Berlusconi che voleva rilasciare la sua dichiarazione. Lo chiamano. “Io non capisco. Io non sono un pupazzo. Io, al contrario, voglio salvare i giovani alzando l’età pensionabile dei vecchi lavoratori a 67 anni e licenziando i sovversivi e gli scansafatiche in favore delle nuove generazioni. Chiamatemi Bossi”.

Bossi: “Berlusconi un pupazzo? Lo hanno riconosciuto allora?”.
- “Ci dica, senatur”.
Dall’altro capo si ode una pernacchia flebile e roca.

A quel punto il pupazzo fu consegnato di nuovo alla Polizia che lo ricollocò là dove era stato trovato, per vedere se qualcuno, riconoscendolo, si fosse tradito. Invece passavano solo lazzaroni, morti di fame e la peggiore feccia tra i miserabili. «Ci stai dissanguando», «L'Italia non ce la fa più», «La colpa della crisi è tua», queste alcune delle accuse sputate in faccia al pupazzo, da parte dei nulla facenti perdigiorno e scansafatiche.

La Polizia, alla fine delle indagini, distruggerà il pupazzo. E sicuramente Cicchitto farà una interrogazione parlamentare sul tema: “Perché distruggere un pupazzo se si poteva farlo direttamente con Berlusconi?”.



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giovedì 27 ottobre 2011

Le avventure di Putin e quelle di Berlusconi a confronto

Le avventure di Putin...
Musicista, cantante, sportivo, amante degli animali: la vita è un'avventura per Vladimir Putin, che passa con disinvoltura dal tatami, dove esibisce la sua cintura nera di judo, alla pista su ghiaccio per una partita di hockey o un lancio al curling. Un momento dopo è pilota su un aereo per spegnere gli incendi o, armato di balestra, va in missione per salvare le balene, ma il leopardo rimane il suo animale preferito. E ogni occasione è buona per suonare il piano o esibirsi sul palco: quella che si sente è la sua famosa interpretazione di "Bluberry Hill" al contestato concerto di beneficenza che una radio di Mosca ha usato per protesta l'estate scorsa.

... e quelle di Berlusconi:
cantante e intrattenitore sulle navi da crociera, venditore porta a porta di scope elettriche, agente immobiliare, imprenditore, massone della P2, assicuratore, cavaliere del lavoro, presidente del consiglio, intercettato per antonomasia, presunto corruttore, martire delle persecuzioni della magistratura comunista, barzellettiere vivente, diffusore di bunga bunga, il più grande scopatore degli ultimi 150 anni. La vita è un'avventura per Berlusconi, che passa disinvoltamente da una gnocca mora a una bionda, da una italiana a un'altra marocchina, da un cucù a un paio di corna. A volte lo vediamo in piazza a fare shopping, altre volte lo troviamo immerso in un bagno di folla sul predellino per farsi notare, altre ancora lo vediamo fermare con il cranio modellini di duomi. Spesso va in missione in Russia dal suo collega Putin e lì ogni occasione è buona per brindare alla russa, buttandosi alle spalle bicchieri di champagne con dentro le gnocche russe. Certo, ci vuole un fisico bestiale per fare questa operazione, ma il nostro è in grado di svolgere al meglio le sue mansioni di macho. E ogni occasione è buona per accompagnarsi con Apicella e intonare chansons françaises. Ma la cosa più bella sono i momenti che dedica alla beneficenza. Alla Merkel. A Sarkozy. A Bossi. Agli italiani, in particolare i ceti deboli.

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Grande dimostrazione di forza di Bossi

Non tiro più sù una sega!

Bossi: "Ma quale patto, è un'invenzione: il giorno in cui non dò più i voti a Berlusconi si va alle elezioni. Che bisogno ho io di un patto? Il coltello dalla parte del manico ce l'ho io...". Ai giornalisti che chiedono fino a quando darà i voti al Governo, Bossi risponde: "Questo non ve lo dico... ma presumo fino a quando gli italiani non s'incazzeranno sul serio".
Una umile esibizione di potere del senatur. E ci ha risparmiato le pernacchie: ringraziamo.

Ne avete basta?

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mercoledì 26 ottobre 2011

Cosa dissero trionfanti, i tre dell'Apocalisse, il 15 aprile del 2008?

Fini: «Impegno difficile ma governeremo cinque anni».
Berlusconi esulta: «Sono commosso».
E promette: «Sì al dialogo con Walter».
«Fini presidente della Camera, e Frattini agli Esteri».
E Bossi? Fatto ministro alle Profezie, Riforme e Pernacchie, che disse?

Bossi: "Caro Gianfranco, un giorno ti manderò a quel paese"

Infatti, puntuale, Bossi: «Gianfranco, vai a quel paese...», coerente e di parola. «Le pensioni di anzianità dei nostri pensionati padani non si toccano, te capì, pirla!».

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Fini il Giocondo, fa gossip


Caso Fini, scontro alla Camera. Lega e Pdl chiedono le dimissioni.
Diventa un caso la partecipazione del presidente della Camera a Ballarò. Il Carroccio si infuria e scoppia una rissa tra due deputati. Seduta sospesa. Cicchitto: "Porteremo la questione al Quirinale". La difesa: "Respingo le accuse di partigianeria".

Il capogruppo del Carroccio, Marco Reguzzoni, definisce "scandalose" le parole di Fini che a Ballarò aveva citato l'esempio della moglie di Umberto Bossi "che è andata in pensione nel '92 a 39 anni". "Non tolleriamo i soprusi e le ingiustizie - attacca Reguzzoni - È assolutamente inopportuno il comportamento di Fini in questi giorni, che si sieda in una trasmissione televisiva alla pari di altri leader politici. È inopportuno che il presidente esprima valutazioni politiche. Allora non può ricoprire in senso alto il suo ruolo. C'è poi la caduta di stile di coinvolgere nel dibattito politico la moglie di un ministro, offendendo chi usufruisce di trattamenti pensionistici in regola all'epoca. È una caduta di stile verso un gruppo che non ha mai usato il gossip".

Instancabili, continuano a farci ridere, in attesa della caduta finale generale.

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Ma tu devi andare in Europa alzando la voce, Silvio


BERLUSCONI IMPONE LA SUA VOCE ALL'UE

La seconda strofa è cantata a voce più alta

Resta da capire se le misure approntate basteranno all'Unione, questo è il punto. E in molti temono che non basteranno. «Ma tu devi andare in Europa alzando la voce, Silvio», gli hanno ripetuto in coro Bossi e i ministri del Pdl, non si sa quanto convinti. La preoccupazione è concentrata soprattutto sulla risposta dei mercati al piano di risanamento e di rilancio. D'altronde, l'idea che il governo possa ricavare dalla vendita del patrimonio pubblico cinque miliardi l'anno per il prossimo triennio, non la beve neppure Berlusconi: «Chi mai potrebbe comprarsi gli immobili dello Stato? Magari io potrei permettermi l'acquisto di Palazzo Chigi».

Potrebbe comprarsi anche Montecitorio, Palazzo Madama e prendersi una quota del Vaticano, già che c'è. A quel punto Lui avrebbe realmente salvato l'Italia dai coccodrilli europei. E ce lo terremmo ancora per altri ...(ahia) d'anni come taumaturgo e nababbo umanitario.


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martedì 25 ottobre 2011

Si avvera la profezia di Sarkozy: l'Europa è esplosa

Sarkozy: "L'Europe a explosé, enfin"

A causa della ignavia del governo italiano, Sarkozy ha sentenziato: "L'Europa non è mai stata così vicino all'esplosione". Purtroppo nell'esplosione hanno perso pezzi di sé alcuni dei politici più importanti della Unione Europea. Sinceramente, non è stata una gran perdita!

Il leader della Lega irremovibile: "Trattamenti di anzianità non si toccano" e definisce la lettera della Bce "una fucilata a Berlusconi", mentre Gianni Letta parla di "situazione grave". Domani Berlusconi a Bruxelles, da cui è arrivato un ultimatum all'italia affinché approvi misure in grado di rilanciare la crescita e aggredire il debito pubblico. Napolitano "Sgradevole sfiducia Ue".

La sceneggiata è degna della grande tradizione della Commedia dell'Arte. Sì, ma chi riderà per ultimo?


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Bossi, ultima frontiera (forse) contro lo strapotere della Ue

L'Europa vuole risposte entro mercoledì, il governo risponderà già entro questa sera con una lettera del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ai partner comunitari.

Bossi intenzionato a farla finita
sia con la Ue sia con Berlusconi
Bossi: Stavolta rischiamo la crisi. Noi non facciamo governi tecnici. Se cade il governo si va alle elezioni per forza. Non è possibile, 67 anni non possiamo farlo per far piacere ai tedeschi. La gente ci ammazza.

Domanda: Si può trovare la quadra sullo scalone di Maroni?

Bossi: Attenti che dallo scalone si può anche cascare... e poi dipende che vuol dire trovare la quadra... Per me, trovassimo la cerchia sarebbe ancora meglio. L'Europa vuole far fare un passo indietro a Berlusconi. Quello dell'Europa è un colpo contro Berlusconi. Ma noi della Lega abbiamo i nostri ciufili pronti a sparare contro quei crucchi e sciovinisti. A Mario Draghi... mando una delle mie pernacchie… mi spiace solo che è un italiano… lo appenderei per i piedi e gli tirerei addosso le caccole dei clandestini…

Domanda: Senatur, lo sa che Casini è pronto a far contenti quelli là. Ha detto che «La dichiarazione del presidente della Repubblica è un richiamo all'assunzione di responsabilità forte. Il governo, se c'è, deve evitare ogni ulteriore indugio e portare a Bruxelles le misure richieste a partire dalla riforma previdenziale».

Bossi: Casini è un pirla… dice di essere all’opposizione… uno che sta all’opposizione non può fare gli interessi di quelli là. Deve fare gli interessi dei pensionati che coincidono con quelli della Lega. Ma capisco che voglia una poltrona per sé.

Domanda: Avrà a favore anche la rabbia dei sindacati. Ha sentito l’Angeletti? Dice che «noi della Uil siamo pronti a scendere in piazza? Non faremo passare un sopruso di questo genere».

Bossi: Angeletti? Il compare di Bonanni? L’uno parla, l’altro pirla. In due fanno più casino del Casini.

Domanda: Senatur, anche la Chiesa desidera una profonda e organica riforma previdenziale.

Bossi: La Chiesa eh? Beh, la Chiesa parla soprattutto per i terroni scansafatiche. Noi del nord non abbiamo più ceri da accendere ma ciufili da mostrare.

Domanda: E se Berlusconi non riesce a incantare la Ue, che succede?

Bossi: Fanculo l’Ue, usciamo dall’Ue e dal Governo noi padani, batteremo la nostra moneta e saremo liberi. E voi italiani fate ciò che vi pare.

Domanda: Va be’, lei magari dice no adesso e poi cambia idea. È già successo nel passato.

Bossi: Chi dice questo è uno stronzo. Noi della Lega abbiamo a cuore la sorte dei nostri pensionati. Punto.


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lunedì 24 ottobre 2011

Gheddafi scrisse a Berlusconi: «Ferma le bombe»

Gheddafi: «Caro Silvio, non ti biasimo per ciò di cui non sei responsabile, perché so bene che non eri favorevole ad un'azione nefasta che non onora né te né il popolo italiano.
Ferma il bombardamento che uccide i miei fratelli libici. Parla con i tuoi alleati per pervenire ad una soluzione che garantisca il mio popolo da questa aggressione.
Stai certo che sia io che il mio popolo siamo disposti a dimenticare e a voltare pagina».

Ma Berlusconi, ha mai risposto a questa lettera? Non credo, e ammesso che abbia risposto, cosa avrebbe potuto scrivergli? Proviamo a immaginarlo.
«Caro Muammar, ogni rovo ha la sua spina e ogni spina punge il cor: il mio già sanguina di dolor. La vita è breve e noi siamo di passaggio. Meglio essere Berlusconi per un minuto che morti per il resto della vita! Ti penserò sempre come se fosse ieri. E, porta pazienza, se tu non dovessi spuntarla sappi che ho già pronta una frase ad effetto che mi farà passare alla storia: sic transit gloria mundi! Addio».

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In realtà, la risata sarcastica di Sarkozy nasconde un vecchio rancore

Tutto risale a giugno del 2008, quando Berlusconi e Sarkozy s'incontrarono in Italia per discutere sul problema della clandestinità. Alla fine del suo intervento, Berlusconi attirò a sé, in una trappola mortale, il presidente francese che fu costretto a scendere dal podio dove era posizionato trovandosi così alla mercè di Berlusconi che, con quella faccia da furbacchione impunito, lo ridusse praticamente in uno stato di nanità, qualche centimetro più in basso di lui.

Questo scherzo Sarkozy se lo legò al dito e giurò di fargliela pagare.
Questo il post dal titolo "Del come Sarkozy guardando in basso capì che la sua altezza non era più regolare", in cui immortalai quella piccola guerra fredda fra i due grandi statisti.
Qui il video.
L'occasione è venuta fuori esattamente ieri, quando con la Merkel si sono sbellicati dal ridere.

Quindi, più che un grande scontro su grandi problemi economici e politici, è stata un piccola quanto inutile ripicca del presidente francese. Cose politiche, vah!

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Uno, Trino e Quattrino: e se ci saranno ladri, che siano almeno onesti

L'occasione fa il ladro universale onesto!

Il Vaticano fa appello alla creazione di una nuova autorità finanziaria mondiale che, sullo sfondo della crisi economica, "regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari", superi il sistema di Bretton Woods e coinvolga i Paesi emergenti e quelli in via di sviluppo, nella prospettiva della creazione di una più generale "autorità pubblica a competenza universale". È questa la novità principale del documento "Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un'autorità pubblica a competenza universale" presentato oggi in Vaticano dal Pontificio consiglio per la giustizia e la pace.

Questa nuova autorità finanziaria, (come dire: Uno, Trino e Quattrino) dovrà avere delle regole chiare, precise e incorruttibili e dovrà provvedere a redistribuire la ricchezza in base al fabbisogno della gente, affinché tutti possano godere pienamente la propria vita. In poche parole, tutti uguali, capito, sotto la nuova autorità finanziaria!

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domenica 23 ottobre 2011

Quelle due scimmie ridono di me?

"Monsieur Berlusconi, uah ah ah ah!"
"Herr Berlusconi, eh eh eh!"

Uno sguardo reciproco di intesa e due larghi sorrisi, che scatenano le risate della sala: così il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy reagiscono a una domanda sull'Italia e le riforme nella conferenza stampa dopo il Consiglio Europeo. Ue all'Italia: «Riformate pensioni e lavoro. Le misure vanno varate entro mercoledì».

Ridono di me? Quelle due catarrine devono stare molto
attente: io sono un grande e grosso partner per loro. Le
pensioni, per fare un piacere a loro, proprio non le tocco.



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By Galliani: esultanze e facce





Qui un video dove pare sia stato morso da una tarantola al rallentatore.

Galliani, beato lui, il mondo ci crolla addosso e lui fa sempre le stesse facce... mah!

Ps.: credevo fosse Ridge Forrester il più grande interprete di facce, finché non ho visto queste altre.


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Hallo, Angela, sono Silvio, il tuo cucù personale. Come stai?


Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto di aver "parlato a lungo" con la cancelliera tedesca Angela Merkel delle misure italiane per affrontare la crisi. Alla domanda se pensasse di averla convinta ha risposto: “Penso di sì”.

“Scheiße”, disse tra i denti l’Angela Merkel, dopo aver posato la cornetta del telefono. Essere trattenuta per lungo tempo al telefono dal premier italiano per le solite minchiate sul debito italiano le è sembrato troppo.

- Hallo, Angela, sono Silvio, il tuo cucù personale. Come stai?
- Gut, danke.
- Allora, Angela, ho pensato alla crisi italiana e sto lavorando a prenderle le misure.
- Oh nein, mein Gott.
- Tranquilla, sono un pragmatico. Le prendo sulle mie, così come mi hanno consigliato alcune mie amiche che le sanno a memoria.
- Ja, die Gruppe Bunga Bunga?
- Certo, loro hanno le idee chiare in proposito. Sei convinta della bontà della mia iniziativa?
- Du bist ein Genie. Auf Wiedersehen.
- Ancora una cosa, Angela. Domani affronterò la questione del membro italiano alla Bce.
- Nein, bitte.
- Non c’è altra cosa da fare. Vedrai che figura! Ciao!
- Auf Wiedersehen.
- Cucù.
- ?
- Beella gnooocca...
- ...
- Sai, a ben pensarci, ritiro tutto quello che avevo detto sulla culona inchiavabile. Ora ti spiego la mia idea...
- Fuck you.
- Cribbio, proprio inchiavabile questa crucca!

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sabato 22 ottobre 2011

In politica, gli stronzi sono sempre gli altri

E già un miracolo camminare sugli stronzi
senza nemmeno conoscerne i programmi

Tema: gli stronzi.
Pannella è stato l'ultimo a farvi ricorso. Bossi è il più affezionato. Gli altri si adeguano di tanto in tanto senza imbarazzi, anzi con grande nonchalance. Da Fini a Bindi, da Bisignani a Lavitola, carrellata dell'epiteto più gettonato degli ultimi tempi. Stronzi dalla testa ai piedi, fino all'ultimo.



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I magnifici 5 meno Lui 4

Berlusconi: "Per quel che mi riguarda, sono solo una manica di ingrati e di cornuti"

Neanche un sms. Emarginati anche nell’ultimo atto della guerra in Libia. Nonostante le basi concesse, nonostante le missioni aeree condotte. Erano passate poche ore dalla conferma della morte di Muammar Gheddafi, che la «diplomazia delle videoconferenze» riprende a funzionare. A prendere l’iniziativa è la Casa Bianca. Interlocutori di Barack Obama sono il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro britannico David Cameron. L’Italia non c’è. Esclusione umiliante, Tanto più che non riguarda solo la Libia. Nella stessa giornata - l’altro ieri - poco della fine del Colonnello, Obama tiene un’altra videoconferenza. Stavolta il tema, non meno scottante, riguarda gli sviluppi della crisi del debito europea. A discuterne, stavolta, sono in quattro: i «tre della Libia» - Obama, Sarkozy e Cameron - e la cancelliera tedesca Angela Merkel (a comunicarlo è la Casa Bianca). Neanche in questa occasione, Silvio Berlusconi viene interpellato. Semplicemente, non esiste. Un vero affronto: e dire che, per poter stare con questi 4 padreterni, aveva deciso di sacrificare la sua amicizia con Gheddafi.

Ps.: i 4 dicono che l'hanno cercato a lungo ma risultava sempre irraggiungibile: molto probabile che sia stato trattenuto dai prolungati baci dei Congressisti Responsabili di Scilipoti... «che non si è fatto mancare nulla. Prima, il doppio bacio con il premier (che ha quindi dovuto baciare anche tutti gli altri presenti sul palco), poi l'inno di Mameli, ascoltato fianco a fianco con il presidente del Consiglio (che lo sovrastava di mezza testa, caso quasi unico nell'arco costituzionale) e infine la condivisione di valori con Berlusconi e il conseguente tributo d'onore...»

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venerdì 21 ottobre 2011

Mimmuzzu Scilipotu, il nostro salvatore sei

Questa di Mimmuzzu Scilipotu me la voglio proprio godere

C’era ‘na vota, e ccè ancora fortunatamenti pi' nui, Mimmuzzu Scilipotu, di misteri agripuntore.
Quannu nacqui, nacqui subbito responsabbili di tutti ‘i cosi. So’ matruzza, appena lu vitti, subbitu ci dicìu: “Figghiuzzu, Mimmuzzu, biddazzu, responsabbili di tutti cosi ti fazzu”. E così Mimmuzzu criscìu e si fici granni fino a che addivintau responsabbili di iddu stissu.

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Ecco il liberatore dei libici: il Pistola d'oro!

L'ammazzatore di Gheddafi in trionfo

I giornali borghesi sono già al lavoro.
Eccolo qua, il nuovo eroe, il mito vivente, la pistola d'oro del giustiziere d'un popolo oppresso.
La pistola d'oro sarebbe appartenuta al colonnello Gheddafi. Lui stava in una buca, nascosto e ferito. È arrivato questo ribelle (di mestiere ratto, secondo l'opinione del colonnello) e gli ha subito intimato: "Dammi la pistola d'oro che tieni con te!". Però mentre glielo intimava già l'aveva in mano puntata alla testa del ferito. Il colonnello lo ha implorato: "Cosa ti ho mai fatto? Non sparare!". Ma il ratto ribelle doveva liberare il suo popolo e ha sparato. Risultato: un presunto dittatore in meno e un liberatore, ormai eroe in vita, in più. Forse lo riempiranno d'oro (solo a lui, che diamine), gli troveranno un lavoro dignitoso (guardiano dei ratti liberati), lo coccoleranno ancora un po' per poi dimenticarselo nel deserto dei ratti. Ah già, l'eroe si chiama Mohammed al-Bibi, un nome che da qui a meno di dieci minuti, avremo già dimenticato.

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giovedì 20 ottobre 2011

Zitti, parla la iena ridens del nord

E adesso mandiamo a casa i clandestini libici, eh eh eh...

La iena ridens non ha perso tempo.
"È ora di mandare i clandestini libici a casa". Lo ha detto Umberto Bossi lasciando la Camera, a chi gli chiede quali sono gli sviluppi per l'Italia dopo la morte di Gheddafi.
A ogni uomo il suo monumento, cribbio!

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Tempestiva dichiarazione di dolore di Berlusconi sulla (presunta) morte di Gheddafi

Berlusconi: "Io dico solo sic transit, gloria mundi"

Lo sa Dio quanto ho sofferto quando mi hanno costretto a dichiarargli guerra. Preso vivo e poi ammazzato? E non è forse ciò che voleva lui: morire come un martire? Lo hanno accontentato. Tutto passa in questo mondo: passerò anch'io? Chissà. Chiedetelo all'anima di Gheddafi. Ma mi riservo di credervi solo quando mi mostreranno il suo cadavere. Al limite, smentisco.

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mercoledì 19 ottobre 2011

Da Trichet a Draghi con un cin-cin

- Hai capito tutto? Sai che devi fare?
- Sì, i giovani non dovranno più pagare a causa nostra

Bce, fra Trichet e Draghi passaggio di consegne

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Vertice Napolitano - Berlusconi per curare la frustrazione giovanile

Napolitan-man e Berluskin, chiamati a curare la frustrazione giovanile


Dopo le viuuulenze dei black bloc, lo Stato ha lanciato l'allarme e subito Napolitano ha chiamato Berlusconi: «Serve mobilitazione straordinaria, governo faccia la sua parte».
Monito del Capo dello Stato: «Frustrazione giovanile prima preoccupazione. Ma violenze inammissibili».
E Berlusconi, ha risposto così: «Perdoni Presidente, è tutta colpa dei giudici: dovevano intercettare i black bloc invece di pensare a me. Avrebbero evitato le violenze a Roma. Ma, cribbio, se serve la mia mobilitazione, farò la mia parte per ciò che so fare bene».

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Se giriamo la frittata dall'altra parte viene fuori che...

"... Ormai questi parlamentari col passe-partout non hanno più remore. Fanno quello che vogliono perché coperti dall'immunità parlamentare: non rischiano in piazza con gli indignados, non rischiano la galera, tranne quello là, il Papa... Male che gli vada, possono pagare gli eventuali danni da manifestazione garantendo con la fidejussione del loro lauto stipendio, eh eh eh!".
Parla il poliziotto che al G8 di Genova guidava il VII Reparto mobile.
Condannato dal Tribunale a 4 anni di carcere, ha scritto una lettera ai suoi agenti.
"Ormai questi teppisti col passamontagna non hanno più remore. Fanno quello che fanno perché coperti da una sorta di immunità: non rischiano in piazza con la polizia, non rischiano dopo la galera". Vincenzo Canterini, ex comandante del VII Nucleo mobile nei giorni del G8 di Genova, in attesa della pronuncia della Cassazione sulla condanna per i fatti della "Diaz", oggi dirigente Interpol a Bucarest, in una intervista al Giornale avanza dubbi sulle scelte del ministro dell'Interno e dice la sua sulla guerriglia di Roma.

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martedì 18 ottobre 2011

Flavio & Umbertio

Guardo gli asini che volano nel ciel

«Tosi è uno stronzo». Così il leader della Lega Umberto Bossi, accompagnando la frase con il dito medio, risponde alle parole di Flavio Tosi sul «voltastomaco» di alcuni deputati leghisti. «Tosi è uno che ha portato nella Lega un sacco di fascisti, cosa che non potrà essere sopportata per molto».
Dal best-seller: "Leghisti & Camerati, in Val Padana".

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Ma che significa "serve un governo più forte?"

Solo un governo più forte potrà cacciarmi via

Serve un "altro governo" che sia più forte* di quello attuale in modo da affrontare i problemi del paese. Lo hanno chiesto tutte le associazioni cattoliche riunite in un seminario a Todi. Per le associazioni in questo esecutivo dovrebbero entrare "tutti i principali partiti".

Il Forum delle Associazioni Cattoliche del Lavoro ritiene che l'attuale legge elettorale "vada cambiata per reintrodurre le preferenze e restituire fiducia alla politica". Lo ha riferito a conclusione del summit di Todi il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, sottolineando che "passare dal Porcellum al Mattarellum sarebbe come passare dalla padella alla brace".

"Siamo uniti dal fatto che vediamo i morsi di un bipolarismo che porta solo ad un litigio continuo e senza esclusioni di colpi che noi rifiutiamo", ha detto Bonanni.

* Più forte: libertario? cattolico? bunghista? nepotista? reazionario? oppressivo?

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lunedì 17 ottobre 2011

Che c'azzecca Di Pietro con la Legge Reale?

Come dice la canzone? Ho un fisico bestiale.

Di Pietro: "Tornare alla legge Reale".
Maroni: "Nuove misure contro le violenze".

Il leader dell'Idv dopo gli incidenti di sabato: "Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari". Il ministro dell'Interno: "Sono d'accordo". Finalmente due avversari che insieme hanno trovato la quadra contro la violenza barbara e fine a sé stessa. Stroncheranno sul nascere le violenze gratuite e assassine, tutti gli eversori di ogni tendenza politica e di ogni ceto sociale.

Di Pietro, a tal proposito, ha aggiunto: "Sono qui semplicemente per imparare e capire. Qui c'è gente che ne sa molto più di me", riferendosi a Maroni. "Lascio a lui la parte più manuale, io mi occupo solo delle analisi".

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Anche Berlusconi alla stregua di un anarchico sovversivo?

Vasta operazione di polizia dopo gli incidenti di Roma.
Indignati, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici.
Ecco la solita reazione che fa da contraltare al tipo di manifestazione così ingombrante, e così disturbante, soprattutto nei confronti dei "sinceri democratici" che avrebbero voluto solo "manifestare pacificamente" la loro rabbia contro i dittatori della finanza, contro i promotori del nostro sfacelo economico e sociale, i veri violentatori, gestori diretti o indiretti, suppongo, delle azioni dei black bloc e di infiltrati vari.
Metodologia semplice e comoda che va bene a tutti e che dovrebbe portare la polizia a individuare negli anarchici i capintesta dei casini perpetrati dai cosiddetti black bloc, che tutto sono tranne quello che vogliono far credere di sé.
Ma l'importante è stabilire se corrisponde la fisonomia dell'incappucciato col pensiero sovversivo di Bakunin. O se gli somiglia in faccia.

Berlusconi a Lavitola: «Facciamo fuori il Palazzo di giustizia di Milano».
Il premier si sfoga con il direttore dell'Avanti nel 2009.
«Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di Giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...».
Questa di Berlusconi, invece, come lo chiamate: sovversivismo perbenista o sfogo personale di un pover'uomo oppresso dalla Giustizia?
Così come le continue minacce leghiste di eserciti di padani armati contro il resto dell'Italia. Queste come le chiamate? Patologie geriatriche a ciclo ritardato, sicuramente.


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domenica 16 ottobre 2011

Maroni si felicita con sé stesso: abbiamo evitato il morto

Sullo sfondo il cacciatore di fagiani, Tosi

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, però, non fa passi indietro: "La gestione dell'ordine pubblico ha evitato il morto. Servono punizioni esemplari perché sono veri e propri criminali". E c'ha pure ragione.

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Miracolo: la madonna rotta dai black bloc ha parlato!

'Sti poveri figlioli, mi hanno presa, lanciata a terra...

... mi hanno rotta, calpestata, frantumata a pezzetti, deposta nel marciapiede e di sicuro non ero stata ancora sconsacrata. Mi hanno trattata come una terracotta qualsiasi. Ma quante foto per me... quanti paparazzi, manco fossi stata l'altra, di madonna. Uh, Se avessero trovato un vaso da notte non lo avrebbero calpestato così come hanno fatto con me. Ma non è colpa loro. Sono cresciuti per loro sfortuna senza Dio, senza Patria, senza Cultura e senza Futuro. Mancandogli queste cose, è ovvio che manchino della Fede, vorrei dirgli al vicario di mio figlio che ha indetto l'Anno della Fede per scrollare la Chiesa dal suo torpore, co' tutti i casini che abbiamo, proprio il giorno dopo che mi hanno schiacciata. Ma dico io, perché non mi scrolla invece col suo accento tedesco quei ladruncoli delle banche suoi compaesani e non li scomunica? Io, quei ragazzi lì, li ho già perdonati, anche se sono solo un pezzo di terracotta. Chissà se le altre teste di terracotta saranno in grado di fare altrettanto? Prevedo per questa generazione un mondo oscuro! Però, chissà, se i miracoli vengono fuori lo stesso... noi non ne facciamo più.

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sabato 15 ottobre 2011

La prima prova mondiale degli indignados global è finita alla romana!

Certo, l'acido lattico deborda a un povero cristo che si è partito da casa sua per partecipare, pacificamente, educatamente e garbatamente, alla prova mondiale di indignazione globale e alla fine della giornata è costretto a sorbirsi i cicchitti: (È uno scenario di guerriglia urbana programmato e progettato), gli alemanni: (Adesso gli indignati sono i cittadini romani), i capezzoni: (Resta la speranza che qualcuno, a sinistra, comprenda che aizzare e fomentare produce danni incalcolabili. Così come, violenza a parte, resta il fatto che in tutto il mondo i cosiddetti indignati stanno dando risposte sbagliate a domande giuste), i bersani: (Quello degli 'indignados' mi pare un movimento confuso, che avrebbe bisogno di una piattaforma seria. In queste ore stanno avvenendo violenze e devastazioni inaccettabili. I provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere liberamente un disagio e una critica all'attuale assetto dell'economia mondiale) e i mariodraghi: (I giovani hanno ragione a prendersela con la finanza, ma che peccato per gli scontri di Roma).

Ed è anche paradossale sentirsi indignati (e/o incazzati), contro questa cosiddetta dittatura finanziaria che ha e sta causando tutti i nostri mali, mentre si cerca di mantenere la calma e la razionalità all'interno di una manifestazione che avrebbe dovuto avere (ed ha avuto, tutto sommato) i crismi della pacifica contestazione. “Pacifica contestazione”, che è ciò che vuole quel sistema che ha portato la nostra esistenza quasi allo zero. Con la pacifica contestazione ce ne andremo, tutti poveri, in paradiso.

Purtroppo infiltrati e violenti, black bloc e teppisti, con una regia oscura, avevano già progettato questa ennesimo tentativo di far fallire la protesta globale. E sono riusciti nell’ennesimo tentativo di far fallire una grande manifestazione.

Può darsi che un giorno lo capiremo, quando saremo realmente e definitivamente arrivati sul lastrico, che la troppa contestazione garbata e democratica degli indignados non potrà bastare a rovesciare e isolare né gli infiltrati e i teppisti, né gli autori della nostra crisi. Che dalla troppa pacifica garbatezza non ne uscirebbe nulla di nuovo tranne che i ciclici mariodraghi presidenti bce e i futuri capezzoni di mestiere portavoce, eccetera con tutti gli altri.

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Le minacce in musica di Draghi

Mario Draghi, subito dopo la perdita del suo posto di lavoro

Draghi: «I giovani? Hanno ragione a prendersela con la finanza come capro espiatorio... del resto, se vi permettiamo questo è perché vi abbiamo proprio nel cuore... abbasta che non ve la prendete con me... (Ma tu guarda quante attenzioni per i giovani. Che gliene verrà in tasca?)
Il governatore al G20 di Parigi: «L'appello può essere ascoltato (una concessione di non poco conto: la sensibilità di quest'uomo è eccezionale) a patto che le manifestazioni restino pacifiche... (altrimenti sono cazzi!)».

Bene, ce le suonerà... in musica, la testa di... draggazzo!!



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Bossi, il paragnosta

"Silvio, guardami! Guardami! Tu cadrai quando lo dirò io!"

A sentire Umberto Bossi, sembra facile: «Silvio Berlusconi andrà a votare quando lo diremo noi». Questo, sia chiaro a tutti, significa che a comandare è Bossi. Col permesso di Berlusconi. Poi, sia sempre chiaro, è probabile che da qui a domani non si possa cambiare idea. Si sa, la politica è talmente stronza, ultimamente!

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venerdì 14 ottobre 2011

Come disse la Bindi al lupo: gli stronzi sono stronzi

Ti facevo il più stronzo, ma la Bindi dice che i radicali lo sono di più

Il governo ottiene la fiducia: i sì sono 316, ma si scopre il vero padrone del gioco, a giochi chiusi. È Bossi, che dichiara: «Il premier andrà al voto quando lo decido io... quando lo decido io». Durante le pause tra una pernacchia e l'altra, il senatur segue un corso di ipnosi e imbambolamento di Giucas Casella.

L'ira della Bindi. Feroce la reazione di Rosy Bindi. «Ora che hanno votato i radicali, entrate, non restate qui. Fate presto» le dice un sorridente Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera. La presidente dell'Assemblea del Pd, Rosy Bindi, allarga sconsolata le braccia e poi, quando Lupi con una battuta le fa presente che «i voti sono voti», replica ironica: «No, gli stronzi sono stronzi».



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giovedì 13 ottobre 2011

Podio dei sindaci più amati dagli italiani

Genere di antropomorfi politicizzati

Fassino il sindaco più apprezzato, seguito da Tosi e Matteo Renzi.
Il primo cittadino di Torino conquista il gradino più alto del podio con il 68,5 per cento dei consensi, secondo i dati Monitorcittà-Datamonitor. Al secondo posto il sindaco leghista di Verona, seguito da quello di Firenze. Risale Alemanno un po' (24esimo posto). Buon esordio per De Magistris, Napoli, al quinto posto, subito dopo De Luca a Salerno. Nessuna donna in graduatoria.

E i vicesindaci, gli assessori, i consiglieri comunali? E i segretari comunali, gli uscieri, e gli autisti? Con tutta l'area politica a cui fanno riferimento? Sarebbe troppo chiedere questo?

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mercoledì 12 ottobre 2011

Seguendo il dito della Prestigiacomo capirete meglio perché il governo è stato battuto

La sorpresa del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo alla fine delle votazioni. Chiaro il gesto del dito (che indica 1 come il voto che è mancato e ha fatto andare sotto il governo. Nella sequenza il disappunto della ministra che sembra puntare l'indice sugli assenti.

Ok allora, tutti appresso al dito della ministra:

"Ne manca uno? Chi è stato a non votare?"

"Lui? Macché, non si è mai mosso da qui, lo so con certezza"

"Non insistere, ti sto dicendo che lui non si è mosso proprio: rigido come un baccalà"

"Fini non ha votato? Ma che mi dici?"

"Vi ripeto: Bossi è sempre stato accanto a me"

"Va bene, increduli: chiediamolo a Fini, allora"

Oddìo, e Tvemonti addò sta?

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Heracleum