Rinviati a giudizio importanti esponenti di una setta segreta carbonaia

mercoledì 4 gennaio 2012

Verdini: "D'accordo, ma non capisco perché in Italia i magistrati
si debbano accanire sempre contro le Associazioni Culturali"


La Procura di Roma contesta a Denis Verdini, Marcello Dell'Utri e all'imprenditore Flavio Carboni di aver costituito l'organizzazione segreta "e allo scopo di gestirne l'attività e realizzarne gli scopi, sviluppavano una fitta rete di conoscenza nei settori della magistratura, della politica e dell'imprenditoria da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e per il finanziamento di esso e dei suoi membri, e ciò anche grazie all'attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzata per il tramite dell'associazione culturale denominata Centro studi giuridici per l'integrazione europea diritti e libertà".

L'associazione culturale era gestita dall'imprenditore Arcangelo Martino e dall'ex giudice tributarista Pasquale Lombardi. L'organizzazione, secondo l'accusa "approfittava delle conoscenze così realizzate per acquisire informazione riservate, influire sull'esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell'associazione e collocare in posizioni di rilievo in enti pubblici e apparati dello Stato persone gradite al gruppo".
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