L'ineffabile Corriere della Sera intitola: «Ehi pecorella, vuoi sparare?».
Insulti al carabiniere immobile. In un video di Corriere Tv offese e scherno di un manifestante.
Guardateli bene il No Tav e il carabiniere, fissate quel video di Corriere Tv, ascoltate le parole intrise di arroganza e disprezzo... «Che Pecorella sei?», ripete il giovane manifestante appoggiato a un guard rail. «Hai un numero, un nome? Mi sa che sei illegale... Sei venuto per sparare, vuoi sparare?.. », chiede con una certa tracotanza al giovane carabiniere che lo fissa davanti.
Perché il concetto del demagogo populista nonché cronista del Corriere è quello di alienare agli spettatori-ascoltatori la ragionevolezza della "provocazione dell'anarchico" per trasformarla nell'idea che dobbiamo avere dei tutori dell'ordine i quali, fermi e stoici nell'adempimento del proprio dovere, vengono insultati da un insulso lestofante che si nasconde nella sua maschera (barbuta) e nelle sue parole terribili. Pecorella! Normalmente è una parola che si appioppa per disprezzo ai vili, o a chi il coraggio non ce l'ha per nascita. E visto dalla prospettiva del giornalista che vede nell'uomo in divisa un uomo provvisoriamente succube del provocatore, diventa un insulto al contrario: il vigliacco provocatore contro il coraggioso tutore dell'ordine.
Pecorella! Che sta dentro a un elmetto. Dietro uno scudo. Col manganello! Pecorella! Impossibilitato a reagire alle sprezzanti frasi dell'antagonista per un alto senso di tolleranza! Impossibilitato fino a quando non riceverà l'ordine tassativo di reagire. A quel punto la Pecorella si trasformerà in qualcos'altro e sarà tutt'altra storia. Ma il cronista, probabilmente, non sarà presente in quel frangente, (sarà diventato un ospite dell'ovile di Stato).
Non succederà mai che le forze dell'ordine disubbidiscano agli ordini che vengono dallo Stato. Nemmeno se consapevoli che quegli ordini non servono al bene comune o alla difesa dei propri diritti, della propria dignità, del proprio amore per il territorio, per l'umanità tutta infine. Ideologia, lo so, da disprezzare.
Quel giorno in cui i tutori dell'ordine disubbidiranno agli ordini dello Sato avremo realizzato ciò che diceva un certo Gesù: Io sono il buon pastore (lo Stato); il buon pastore dà la sua vita per le pecore (tutte).









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