domenica 26 febbraio 2012

Uno si spara, l'altro s'impicca ma c'è sempre qualche pezzo grosso che non se ne vuole andare

Tragedie del lavoro: imprenditore in difficoltà s'impicca, elettricista disoccupato si spara.
E chi resta a farci compagnia?
Un professore, un cavaliere, un presidente, un avvocato, una professoressa, un banchiere, un militare, un magistrato, un poliziotto, prelati vari, tecnici vari, politici di carriera, corrotti e corruttori, mafiosi in abito da sera...
Tutta gente di gran classe, classe précieuse, che oggi va per la maggiore, ma anche ieri e ier l'altro, da tempi immemori e fino alla fine dei tempi l'avremo attorno a scassarci la minchia. Ma senza di loro di cosa vivremmo, se riuscissimo a farli sloggiare? Rimarremmo senza fede, senza lavoro, senza soldi (ah, guarda: m'hai toccato nel profondo della... tasca), e, quel che più conta, senza gnocca.
Così stando le cose ce li dobbiamo tenere... per tenere alto il loro tenore di vita.

Ps.: in effetti, questi signori sono convinti di essere eterni semidei incrollabili.

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