"Se fosse vero che è possibile un'altra soluzione - ha detto Pierluigi Bersani in studio da Santoro - non credo che non si sarebbe fatta la Tav. Sono anni che si discute di questo, io sono del tutto consapevole che c'è un problema, un disagio, un'opposizione ma si dialoga solo se si conclude che la Tav non si fa? Se mi costringessero con la forza ad abbandonare la mia casetta, pensate che non lotterei? Se ai miei amici espropriassero un pezzo di terreno, pensate che mi volterei da un'altra parte? La maggioranza delle istituzioni e delle persone coinvolte pensa che si debba fare (voltarsi dall'altra parte, intendo, ma questo non scrivetelo, è un mio intimo pensiero). Anche loro, del resto, in quest'ultimo cinquantennio sono stati espropriati del diritto di legalità, sono stati manomessi nel libero pensiero e non sanno più distinguere una azione giusta da una non giusta. E il bello è che sono convinti della bontà del nostro ragionamento. Facciamola e poi ne discutiamo. Siccome non stiamo parlando di una centrale atomica o di una autostrada (una centrale atomica e un'autostrada pari sono per me), ma di una ferrovia, serve razionalità. Come dire che con la stessa tipologia di personaggi, ci sarebbe più tolleranza per la centrale atomica e magari rinunciano a costruirla.
Uè, ragazzi, eppoi non siam mica venuti qui a promettervi mari e Monti eh? (Lapsus bersaniano compatibile).









Pazzesco! :-(((
RispondiEliminal'ho sentito ieri è sempre più imbarazzante quell'uomo!
RispondiEliminae poi vogliamo parlare della non-risposta che ha dato a Travaglio, oppure quando messo davanti all'illecito dell'esproprio ha bersaniamente risposto "ora io questa roba qua non la conosco ma..."
@ Ernest: Bersani e Travaglio: due poli (poco)respingenti. Non fanno parte del mio dna.
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