sabato 30 novembre 2013

Bossi-Truffa allo Stato

"Il mio papi mi ha detto: Figlio,
se un giorno dovesse accadere
qualcosa al tuo papi, tu devi
proseguere anche come trota"


Lega nord, verso il processo Bossi e figli. “Truffa allo Stato per 40 milioni di euro”. Chiuse le indagini sullo scandalo che ha travolto il Carroccio: in qualità di legale rappresentante al Senatur è contestato l'intero ammontare del finanziamento pubblico. Lui e i figli devono rispondere di appropriazione indebita per 500mila euro: 77mila per la laurea in Albania. Richiesta di archiviazione per Roberto Calderoli, Matteo Brigandì e Manuela Marrone.

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CuCiRe per il PD

Dopo la sfida all'acqua di rose tra i tre candidati alla premiership del Pd... vinta da Renzi...

Questi due uomini qui fanno paura a Renzi
Dopo il confronto a tre di CuCiRe per il Pd (acronimo di Cuperlo, Civati, Renzi),
Renzi teme Napolitano...
ma Napolitano, alla veneranda età di 88 anni, non ha mica bisogno di essere rottamato da me...
sta lì a pensare Renzi...
eh eh eh!

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venerdì 29 novembre 2013

Civati, Cuperlo e Renzi per le primarie Pd: l'Italia democratica col fiato sospeso

Pd, oggi il confronto a tre. Renzi rilancia su legge elettorale, Civati attacca sui sondaggi.

Pippo Civati: Io non mi candido perché amo la poltrona.
Gianni Cuperlo: Io non mi candido da solo ma con la mia saggezza.
Matteo Renzi: Io invece mi candido perché voglio ripetere il successo che ebbi alla ruota della fortuna.

Pippo Civati: Il Pd non va da nessuna parte senza uomini capaci.
Gianni Cuperlo: La segreteria non va da nessuna parte senza uomini onesti.
Matteo Renzi: L’Italia va dove vorrà il Pd se vinco io.

Pippo Civati: Non ne vale la pena candidarsi senza una strategia generale sulle cose da fare.
Gianni Cuperlo: Non oserei mai offendere i padri costituenti del Pd.
Matteo Renzi: Ebbene, oggi credo che il Pd si offenderebbe se mi ritirassi dalla tenzone.

Pippo Civati: Ho visto al mercatino un signore che mi contestava la mia troppa modestia.
Gianni Cuperlo: Non dovresti andare al mercatino a cercare voti. Basta andare a Servizio Pubblico.
Matteo Renzi: Voi che viaggiate molto poi vi ritroverete troppo stanchi per fare il segretario.

Pippo Civati: Le cose cambiano, cambiandole.
Gianni Cuperlo: La politica è speranza.
Matteo Renzi: La politica dev’essere conquista.

Pippo Civati: Se vinco io il Pd si spoglierà di tutte le contraddizioni.
Gianni Cuperlo: Senza la speranza non c’è futuro.
Matteo Renzi: Il Pd, speranze o no, campa lo stesso. Volete che vi racconti degli aneddoti su di me?

Pippo Civati: Non sei autorizzato a raccontar aneddoti. Prova a raccontarne uno sul Pd.
Gianni Cuperlo: Non sono disposto ad ascoltare fesserie romanzate sulla vita di Matteo né di chicchessia.
Matteo Renzi: Dal momento che io ho tutta la pazienza che madre natura mi ha dato, vi farà piacere sapere che vincerò anche senza aneddoti.

Pippo Civati: Andiamo male. Con te non accade nulla, solo parole vuote e leziosità senza strutto.  
Gianni Cuperlo: Vi invito a non eccedere con gli insulti personali.
Matteo Renzi: Ho un’idea che vi potrà essere d’aiuto. Voi mi lasciate vincere e insieme formeremo un triumvirato il cui obiettivo sarà quello di creare un triPd, con la tua faccia e le tue idee, la tua faccia e le tue idee e la mia faccia e le mie idee. Se ci state, la cosa rimane tra noi.

Pippo Civati: Preferisco uccidere il mio alter ego, piuttosto.
Gianni Cuperlo: Neppure io.
Matteo Renzi: Bene, la mia proposta io l’ho fatta. Non perdete questo treno. Niente di serio. In politica l’amicizia non esiste, e siccome io voglio vincere, voi sarete il mio premio.

Pippo Civati: Se questa è la tua idea di democrazia, io abbandono e me ne vado.
Gianni Cuperlo: Neppure io.
Matteo Renzi: La facciamo io e te la segreteria, con te sottosegretario.

Gianni Cuperlo: Senza la sinistra di Civati il Pd non esiste. Io abbandono e me ne vado.
Matteo Renzi: Io non capisco, compagni. È così difficile comprendere che c’è gran voglia di una comunicazione e di soluzioni fuori dai vecchi schemi partitici, che sono logori e anti-moderni? Sono rimasto l’unico candidato. Potremmo parlare di vittoria per acclamazione ma essendo io modesto, faremo le votazioni, e dal momento che non c’è fretta, rimango un pochino ancora con voi per raccontarvi qualche aneddoto sulla mia vita…

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Bergoglio & Papa Francesco: raid notturni per i poveri

«Quando dico al Papa “stasera esco in città”, c’è sempre il rischio che lui venga con me. È fatto così, all’inizio non pensava al disagio che si poteva creare....».

Le uscite di notte per aiutare i poveri.
L’arcivescovo Konrad Krajewski, 50 anni, elemosiniere del Papa, ha un lampo divertito negli occhi mentre incontra i giornalisti e, quando gli si chiede se sia mai capitato che Francesco lo accompagnasse nottetempo in giro per Roma, nelle sue missioni in aiuto dei poveri, si limita a un sorriso e a un «prego, la seconda domanda» che scatena l’esegesi del suo silenzio: possibile che Bergoglio esca in incognito per Roma, come peraltro faceva a Buenos Aires quando da arcivescovo visitava la favela Villa 21, la gente lo chiamava «padre» e alcuni non sospettavano neppure che quel prete in clergyman fosse il cardinale?

«Potrebbe esserci anche il Papa».
Krajewski: «Ogni volta rischio che mi segua in incognito».

♫♫ Si potrebbe andar tutti quanti ad aiutare i poveri... ♫♫

Francesco: ♫♫ Vengo anch'io ♫♫

♫♫ No, tu no! ♫♫

♫♫ ¿por qué ♫♫

Perché poi ti scambiano per il papa!

Questa non è precisamente la mia concezione d'aiuto ai poveri.
Non è il mio sogno, né il mio ideale.
È solo un fuoco di paglia che dura una notte, appunto.
Quante notti ci vogliono per coprire tutta la povertà di Roma?
Per non parlare di tutta l'Italia.
Per non parlare del resto.
Funziona male così, soltanto la propria coscienza pare rimettersi in sesto.
C'è un forte equivoco e una enorme distanza
tra ciò che si desidera - la fine della povertà -
e quel che si fa...
ammansire per brevi istanti i conati di povertà facendo l'elemosina
a chi non ha nessuna speranza.
Perché bisogna contare milioni di notti, una dietro l'altra,
e non finire mai di contarle, come la povertà
che mai finisce.
Se poi la pendola smette di oscillare...
si capisce che il mondo così è sempre stato:
fatto da chi affama
e da chi aiuta.
E l'uno contraddice l'altro.
Sarà onorevole tutto ciò,
magari un po' ipocrita,
anche se talvolta di onorevole
ci sta solo la pietanza.

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giovedì 28 novembre 2013

L'alba del giorno dopo... la decadenza!


Fuori Uno. Che sia di buon auspicio per tutti gli altri.
Le senatrici di FI indossano il nero del lutto.
L'espulsione di Berlusconi dal Parlamento - non certo dicendo grazie al Pd, ma al braccio "violento della legge", per dirla con i forzisti - è solo una cacatella di mosca nel panorama complessivo del nostro patriottico potentato. Fuori Berlusconi non significa che è finito il berlusconismo. Per troncare con questa deriva culturale, morale e politica, occorre fare piazza pulita del contesto generale in cui si è evoluto questo fenomeno. E non mi pare che ci siano i presupposti. Stiamo entrando appieno nell'epoca del demofascismo reale, realtà purtroppo ancora del tutto invisibile alla maggioranza del popolino, realtà che comunque anche al popolone pensante, non è che faccia tanto disgusto... altrimenti si muoverebbe. Giusto?

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martedì 26 novembre 2013

Coca-Cola, Guinness e Nutella: con questi simboli Renzi vince e sbanca il banco


Matteo Renzi dice: “Dobbiamo imparare a dare messaggi ottimisti”, e ha elaborato una nuova strategia di comunicazione, che potremmo definire ubuesca (avvalendoci di una categoria elaborata da un pensatore francese del secolo scorso). Questa si verifica quando il potere, prendendosi gioco di sé stesso, si rafforza davanti agli occhi di quello che una volta avremmo chiamato popolo, mentre oggi siamo costretti a chiamare “pubblico, utenti, consumatori“.

Ma Renzi... quand’è che si prende gioco di sé stesso?
Da sempre. E noi non ce ne siamo mai accorti, anzi, abbiamo sempre creduto che fosse lui a prendere per il culo noi. Intanto perché Renzi non “è ancora il potere”: ci sta provando a salire sul primo gradino; poi perché, per arrivare alla vuota genialità di Padre Ubu, deve fare tanta gavetta. Ubu non è certo uno stinco di santo. Usurpatore come minimo, grassatore, truffatore, re in affitto e oppressore per diletto. Iniziare da Berlusconi e finire a Renzi non è ubuesco: è grottesco. Nel mezzo della distanza tra i due non c’è nulla che la storia recente abbia registrato come decisivo col loro nome: solo una “pompe de merdra” dal primo e una “macchina per decervellare” gli utili elettori dal secondo.

Renzi dice: “Eccovi la mia idea di partito Pd in tre mosse, ops!: in tre spot... ed è scacco matto per tutti voi!”.

Vediamo nel dettaglio i video pubblicitari presentati da Renzi.

1° spot: Coca-Cola.
Lo spot è ambientato in vari paesi del mondo. Tutte scene di gioia e allegria che si contrappongono alle brutte notizie diffuse dai media. Il sindaco spiega di averlo scelto perché: “Il Pd deve imparare a dare messaggi ottimisti e non sempre negativi, cosa in cui siamo purtroppo specializzati. C’è bisogno di un sogno, di qualcosa in cui sperare, di un futuro in cui credere”.

Ora vi può piacere la Coca o potete odiarla per tutto ciò che simbolicamente rappresenta di negativo nel mondo, ma una volta una casalinga ebbe necessità di chiedere agli imbianchini che pittarono la sua casa, come dovesse fare per togliere la polvere di gesso e le macchie di colore sparsi sul pavimento. Quelli le risposero: “Signora, l’unico rimedio è la coca-cola. Ne sparga abbondantemente a terra, usi una scopa ruvida e vedrà che ritorna tutto limpido come mai prima”.
Lo slogan: "Per una giornata nera
Migliaia di persone condividono una coca-cola".
Roba da distruggervi il fegato!

2° spot: Guinness.
Il video mostra una partita di basket tra cestisti e un atleta disabile in carrozzina. Con questo spot Matteo Renzi spiega chiaramente il suo Pd. Alla fine della partita tra disabili, l’unico a rimanere sulla carrozzella non è Renzi. Questo spot è stato scelto per sottolineare la voglia di chiudere le divisioni. Il partito, secondo Matteo, non ha bisogno di correnti perché “nel mio Pd tutti staranno allo stesso livello”. Una volta eletto segretario, i piddini resteranno tutti sulla carrozzella, ebbri di Guinness, la buona birra irlandese. E per la legge del contrappasso, si alzerà solo il bel Matteo chiamato ad alti incarichi per il bene del partito e successivamente del Paese.

3° spot: Nutella.
La pubblicità mostra la storia di Stefano, (un uomo della classe media, senza particolari problemi esistenziali ed economici ovviamente). Nel finale scopriamo che sul vasetto della cioccolata spalmabile compare il suo nome (perché Nutella ora personalizza il suo prodotto con i nomi). Qui Matteo commenta così: “Il partito che faremo, se vincerò io, dovrà chiamare per nome le persone. Voi non siete consumatori, utenti o gente. Voi siete voi, uomini e donne con un’identità“.

E quindi vasetto Letta, vasetto D’Alema, vasetto Bersani, vasetto Epifani, vasetto Franceschini, vasetto Fassina, vasetto Bindi, vasetto Finocchiaro, vasetto Civati. Renzi più in là ha intenzione di proporre pure i vasetti da notte, con i nomi di battesimo.
Per noi rimarrai sempre Renzi. PDutella fa parte della tua storia, e anche se hai fatto imbufalire il quadro più intelligente del Pdutella, D’Alema, tu fai parte della sua.

Che le primarie siano con voi e col vostro Renzi. E ci restino.

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lunedì 25 novembre 2013

In Cina gli atei producono Bibbie e le vendono ai credenti

Cina, il Paese ateo più grande del mondo è il primo produttore di Bibbie.

在起初神創造天地。地球是一個無形的空虛和黑暗籠罩的深淵,而強風席捲了水域。 在一個燈光昏暗的角落裡有隱藏的貝盧斯科尼複製。

Trascrizione fonetica: "Zài qǐchū shén chuàngzào tiāndì. Dìqiú shì yīgè wúxíng de kōngxū hé hēi'àn lóngzhào de shēnyuān, ér qiángfēng xíjuǎnle shuǐyù. Zài yīgè dēngguāng hūn'àn de jiǎoluò li yǒu yǐncáng de bèi lúsīkē ní fùzhì".

Traduzione approssimativa in italiano dal cinese tradizionale: "In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. In un angolo semibuio v'era nascosto Berlusconi che copulava".

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Qui i politici vendono fumo e pasturano gnocche


A causa del male che c’è in questa mia terra, andrò alla ricerca di un altro male. Sicuro. Il fatto che sia giunto a questo punto della mia deliziosa esistenza mi dà il diritto di viaggiare per sogni. Un tipo nuovo di realtà la cerco lontano dalla periferia siciliana in cui marciscono abbondanti sacchetti di plastica con spazzatura incastonata e centinaia di migliaia di bidoni abbandonati, arrugginiti con dentro uomini d’onore che galleggiano nel loro piscio.

Non mi è facile fare raffronti tra il “Paese del Vivente” situato ai confini estremi del mondo arcaico conosciuto col nome di Uruk e il mio “Paese del Morente” che non sa guardare oltre i suoi occhi.
Alluvioni, bombe d'acqua. Ingordigia e stupidità. Cementificazioni e indifferenza. Oppressione e repressione. E, infine, l'incapacità di ribellarsi per ottenere un minimo miglioramento.

Ecco dove vorrei andare: nella terra di Gilgamesh, integrarmi nell’epopea degli eroi metà uomini e metà dèi; con donne della portata di Ishtar! E mostri della grandezza di Humbaba. Il fascino della città di Uruk, dove “lo spirito della parola è Enlil” (e non Berlusconi o Letta, o Alfano, o Napolitano), dove “lo spirito del cuore di Anu” è superiore allo spirito di patate del miglior governista attualmente in attività. Qui i politici vendono fumo e pasturano gnocche. Nel mio bosco personale il mio cane mi tiene compagnia, amico mio per la vita. Almeno questo.

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Nella giornata mondiale contro il femminicidio, qualcuno si è sentito escluso...

Una lettera agli uomini che odiano le donne!
 
L'amateur di donne nel suo bazar!
Purtroppo nessuna manifestazione mondiale risulta mai perfetta.
Capita che un uomo di immensa levatura, di eccezionale spirito umanitario, il più grande amatore di donne che l'Italia abbia mai avuto da 150 anni a questa parte, l'unico testimonial reale che avrebbe potuto rappresentare la parte maschile in solidarietà con la lotta delle donne, nella giornata mondiale contro il femminicidio, sia stato escluso!

Dopo il No di Napolitano alla grazia, anche questo amaro calice: il No delle grazie femminili all'amateur!
Non c'è proprio giustizia in questo mondo.

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domenica 24 novembre 2013

Berlusconi, uomo-Stato, uomo-Regime

Berlusconi usa - ha sempre usato - la parole e le frasi per i suoi vantaggi personali.
Ad esempio: "La decadenza da senatore è un colpo di Stato", con la conseguenza di chiamare la piazza a reagire. Così pensa lui.
Niente di più scorretto. D'altra parte il personaggio è questo.
Un colpo di Stato è ben altro.
Consiste in un atto illegale e violento il cui fine è il cambiamento e la sostituzione di un regime con un altro, sia militare sia civile.
Il signor Berlusconi dovrebbe usare invece la parola "congiura", attività illegale che determina solo un cambiamento di soggetti fermo restando lo stesso regime. Evidentemente il signor Berlusconi continua a credersi un semidio del Potere, una specie di uomo-Stato, un uomo-Regime, che lo induce a usare frasi inappropriate e ingannevoli.
Una specie, mi si perdoni la similitudine, di Salvador Allende. Ma lui non è Allende - avrei voluto vedere! - e non ha di fronte quel demonio di Pinochet.
Cosa fa, prenderà il fucile per difendersi dagli attacchi di Alfano, Letta e Napolitano?

Il signor Berlusconi annuncia una manifestazione contro il voto del Senato e si rivolge a Napolitano: "È un omicidio politico, sono tre notti che non dormo. Sfido sinistra, se decado reagiremo".
Dal Quirinale gli stanno inviando la "Dormiciccinochelanuttatapettenunpassacchiù", una pozione orientale che calma i nervi e addormenta all'istante.
Il signor Berlusconi ha anche incaricato alcuni suoi 007 di scavare nel vissuto di Matteo Renzi. Pare che abbia già tra le mani un dossier pepeefuoco contro il bel Matteo, da presentare a ridosso delle primarie del Pd. Una vera e propria vendetta diretta e anche trasversale. Pare che Renzi gli abbia criticato la famosa cena ad Arcore che gli era andata di traverso.
Il signor Berlusconi ha la cecità di uno che col potere c'è rimasto abbarbicato come un clistere nel buco del culo dell'ecmnestico.

Il signor Berlusconi, che versa ormai in uno stato di aberrazione geriatricamente astiosa e profonda, deve convincersi che ormai il Pd comanda su tutto il comandabile, dopo quel colpo di stato bianco nato alla fine del suo ultimo mandato, quello che ha portato Monti e ora il signor Letta al governo. Con il signor Berlusconi che ha retto il gioco di questo colpo di stato fino ad oggi. Qualcuno doveva pagare. Ora è il suo turno.

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sabato 23 novembre 2013

Berlusconi violentato da estremisti di Forza Italia

Alfano: "Berlusconi violentato da estremisti Fi".

Pensavo a Berlusconi violentato; fino all’altra sera stava bene. Mah... quando si dice il destino: oggi sei vergine da tergo e domani no. Sì, lo so: le cose della vita. Vi state chiedendo come si può violentare un anziano come il Berlusconi? Dài, ci vuole coraggio... con quale coraggio, con che voglia, con quanto testosterone? Vi state anche chiedendo chi sono stati questi estremisti pervertiti di Forza Italia a violentarlo? Certo, don Al Fano lo sa. A lui bisogna chiedere.

E quanto tempo è durato lo stupro? Perché di stupro di tratta. È stato doloroso? A tratti tremendo, umiliante. Spumeggiante e lussurioso no, non credo. Forse per chi lo ha stuprato. Cose che succedono solo ai politici decaduti. È stato bello finché è durato, avrà pensato don Al Fano, compenetrandosi nell’attività penetratoria dei falchi. E se qualcuno fosse entrato in quel momento e, scoperta la manfrina, avesse gridato: “Complimenti, cento di questi giorni!”, non sarebbe stato disdicevole per tutti? Una violenza così non si scorda mai. Ecco perché don Al Fano ripete che lui e i suoi amici “staranno accanto al presidente con amicizia e lealtà” e gli cureranno le ferite psicofisiche che questo stupro consumato da falchi rapaci ha prodotto in lui. Questo genere di violenza è fuori da ogni tipologia conosciuta. Se chiedete al solito esperto, questi vi risponderà che sono accidenti unici nel cataplasma degli stupri branchiali, - del branco, cioè. E dopo arriva una crisi d'asma.

La sora Pitonessa ha avuto un attacco di furore uterino contro don Al Fano: “Altro che noi estremisti e loro moderati! Alfano e il suo Nuovo Centrodestra sono come quelle cellule di terroristi che, col sorriso sulle labbra e vigliaccamente, sparavano alle spalle dei loro obiettivi, con la complicità morale dei salotti della sinistra...”.  Il che vuol dire, nel pensiero pitonesco, che nei salotti di sinistra - i salotti?! - si insegna a violentare i tipi alla Berlusconi! Immaginiamoci per un attimo Fassina e i suoi giovani turchi allenarsi, sotto la guida di Letta ed Epifani, con una simulazione di stupro contro Bondi, Brunetta e la Santa; e immaginiamoci un Renzi che entra all'improvviso dicendo: "Uh, la peppa! Non immaginavo tutto questo. La politica dev'essere una conquista... ma sì, rottamate, dateci dentro, ragazzi".

Quasi un terzo degli italiani non saprà mai cosa hanno fatto al povero Berlusconi. Questo lo ritengo un bene. Non avranno modo di compiangerlo. I violentati, per loro destino, sempre soli restano a meditare sul perché "capitano tutte a me?!".

Ma ci commuove quel pensiero filiale di don Al Fano nei confronti del suo padrino: "Io l'amo tanto, presidente, e ho fatto bene ad uscirmene, altrimenti avrei corso il rischio di usarle violenza anch'io per troppo amore".

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Attento Renzi, Berlusconi ha preparato per te un colpo segreto!

“Si assumano la responsabilità di una cosa di cui si dovranno vergognare per sempre”. Silvio Berlusconi, intervistato da Il Mattino di Napoli, lancia la sfida a quattro giorni dal verdetto sulla decadenza in Senato fissato per il 27 novembre.


Il Cavaliere ribadisce che non può stare al governo con chi «vuole uccidermi» e che, dopo la decadenza, probabilmente, staccherà la spina al governo: «Perché mai si dovrebbe tornare al voto? Il governo non ha forse raggiunto una maggioranza in grado di reggere, anche se noi passeremo all’opposizione?... quindi che cribbio di opposizione sarebbe... puttanate mie, non fateci caso» dice con ironia. Ed aggiunge: «Contro Renzi un colpo segreto».
Questo sì è un coup de théatre arcoriano.
Di cosa può trattarsi? Forse lo vuole invitare a una cena elegante ad Arcore. Bah, inutile fare congetture.
Ma chi ha a che fare coi furbi, stia con gli occhi aperti.
Avvertite Renzi dunque, ovunque si trovi. C'è un omaccio con un colpo segreto che lo attende. Se lo perdiamo, addio al nuovo padrone del Pd e al futuro premier d'Italia. Berlusconi non scherza.

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venerdì 22 novembre 2013

Renzhill e Spencer in "Altrimenti ci arrabbiamo"

Primarie, Renzi punta al 50 per cento.
"Poi il governo farà ciò che dice il Pd... altrimenti ci arrabbiamo!"


"Pensavo di avere un po' meno consensi tra gli iscritti, l'8 dicembre punto almeno al 50 per cento", ha detto Matteo Renzi alla trasmissione Rai Agorà.
"Se andiamo avanti con il governo bisogna fare le cose, il tempo del rinvio è finito. Dal 9 dicembre si fanno le cose sul serio: il governo farà le cose che dice il Pd altrimenti ci arrabbiamo".
E saranno cazzi!

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giovedì 21 novembre 2013

Se la ragazza non ha fatto sesso col cavaliere, il cavaliere con chi l'ha fatto?

Dice l'avvocato: "La ragazza non ha mai fatto sesso col cavaliere".
- Mi chiedo allora con chi l'ha fatto, risponde l'altro avvocato.
- Con me, mai.
- Neanche con me.
- Ma io intendevo il cavaliere.
- Anch'io.
- Allora?
- Se il cavaliere non ha mai fatto sesso con noi, vuol dire che l'ha fatto con la ragazza.
- Ma la ragazza non l'ha mai fatto.
- Con me, mai.
- Neanche con me.
- Se non l'ha fatto con te e non l'ha fatto con me, allora con chi l'ha fatto?
- Col cavaliere.
(Sospiro a due).
- Perché con noi non l'ha mai fatto?
- Già, perché?
- Sono offeso e indignato. Non si trattano così i propri avvocati.
- Che ne sanno una più di un diavolo femmina.
- Questo prova il fatto che se il cavaliere non l'ha fatto con noi, che siamo i suoi più fidi confessori, vuol dire che il cavaliere non fa.
- E con questo si chiude il processo e si dimostra la malafede dei giudici. La ragazza non ha mai fatto sesso con noi e di conseguenza col cavaliere.

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Due gradite presenze a Roma tra i manifestanti

Summit Italia-Francia, centro blindato.
Petardi e cariche, assalto a sede Pd.

Il presidente francese François Hollande era a Roma e ne ha approfittato per prendere parte insieme al premier Enrico Letta alla manifestazione dei movimenti per il reddito, la casa e l’ambiente, trovando subito un feeling perfetto coi manifestanti, sfilando con loro per un paio di chilometri e lanciando slogan contro il carovita, il caropane e il caroputtane. In questo senso Hollande si è dimostrato molto più intraprendente del suo collega italiano.

Poi, sempre insieme, hanno fatto una capatina in via dei Giubbonari, dove sono entrati in una sede del Pd, iscrivendo accanto all’ingresso questo slogan: No-Tav, vive la France et l’Italie!
Hollande quindi si è rivolto ai manifestanti dicendosi molto preoccupato perché la Tav procede ancora. La Tav non è un’opera prioritaria ha detto il presidente francese, mentre il premier Letta ha ribadito che non vede l’ora che in Val di Susa si arresti la devastazione dell’ambiente a causa della Tav.

I due presidenti, dopo aver firmato una moltitudine di autografi, si sono poi recati a fare una semplice colazione in un bar al Colosseo e si sono fatti ritrarre insieme a due centurioni dell’antica Roma. E intanto per tutto il pomeriggio il traffico è rimasto paralizzato a causa della presenza dei due presidenti, in alcuni quartieri, che non si volevano separare dai manifestanti.

Hollande, infine, ha espresso il desiderio a Letta di visitare il Parlamento italiano e quello subito ha acconsentito. Si sono quindi incamminati per Montecitorio quando una folla di scalmanati, che non erano manifestanti, ma nudisti fans di Berlusconi, vestiti con la mimetica, si è unita a loro pretendendo di voler visitare la residenza di Berlusconi, al grido di "Lo vogliamo nudo!". Calmati gli animi eccitati si sono salutati tutti, dandosi appuntamento alla prossima manifestazione.

Una lezione di stile e di vita viene fuori da questa condivisione italo-francese verso le tematiche dei manifestanti. Che sia la prima alba di un futuro radioso? E il bello è stato che i tutori dell’ordine, riposti i manganelli nei posti dove devono stare, hanno ballato e gridato slogan contro chi avrebbe voluto vedere mazziati i manifestanti. Grazie quindi a Hollande e Letta se le cose belle non si sono trasformate in brutti scontri. I benefici del globalismo italo-francese. Merci.

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mercoledì 20 novembre 2013

La disciplina del partito di Letta è ferrea, nessuna sfiducia al governo

Pippo Civati, Matteo Renzi e Gianni Cuperlo, i candidati alla segreteria che nell’ultima settimana avevano chiesto le dimissioni e una presa di posizione ferma. Ma a nulla è servito di fronte all’aut aut di Enrico Letta (“sfiduciare lei è come sfiduciare il governo”) e così il gruppo si schiera compatto per salvare la ministra che imbarazza il governo delle larghe intese.

La Disciplina di partito è proverbiale nel Pd, ferrea, mica te la insegnano gratis. La devi pagare a caro prezzo. Tant’è che hanno fatto un contratto da capogiro ad un esperto come il sergente maggiore Lettarman, proveniente dalla trincea del Pd, dell'ex reggimento ex democomunisti d’assalto. Un sergente maggiore famoso per la sua estrema rudezza e permalosità, ma molto stimato all’interno delle forze armate della Casta di Potere da cui proviene, per la coerenza e la testardaggine con cui porta avanti i suoi programmi.

Il Discorso del sergente maggiore Lettarman alle sue reclute: “Io sono il sergente maggiore Lettarman, vostro premier istruttore. Qui mi ci ha messo il generale comandante Napoli Tano. Da questo momento potete parlare soltanto quando vi sarà richiesto e la prima e ultima parola che dovrà uscire dalle vostre fogne sarà Signore. Tutto chiaro, luridissimi vermi?”
La truppa: Signorsì, signore.
Sergente Maggiore Lettarman: “Ma che cazzo. Non vi sento. Rispondete, come se li aveste davvero”.
La truppa: Signorsì, signore.
S.M.L.: Se voi signorine finirete questa legislatura e se sopravvivrete all’addestramento sarete un’arma, sarete dispensatori di morte e pregherete per combattere. Ma fino a quel giorno siete uno sputo. La più bassa forma di vita che ci sia nel globo. Non siete neanche fottuti esseri umani. Sarete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda. Dato che sono un duro non mi aspetto di piacervi. Ma più mi odierete più imparerete. Io sono un duro però sono giusto. Qui non si fanno distinzioni razziali. Qui si rispetta gentaglia come negri, ebrei, italiani, messicani e ministri telefonisti. Qui vige l’eguaglianza, non conta un cazzo nessuno. E adesso provate a votare la sfiducia a Cancellieri e vi riduco tonti come Palla di Lardo. Rispondete, se avete le palle”.
La truppa: “Signorsì, signore. Non voteremo la sfiducia a Cancellieri”.
S.M.L: “Bene, così mi piacete, brutta truppaglia che altro non siete. Rompete le righe, marsch, e non rompete più il cazzo. Al voto, al voto. Cancellieri salvi Letta”.

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Ma il Pd che vuole dagli italiani?

Gli italiani, secondo quelli del Pd, non possono fare a meno di Renzi.

"Renzi mi ricorda Virna Lisi: con
questa bocca può crearvi problemi,
per non parlare di questa faccia
"

Il Pd sceglie il suo nuovo leader Pd, vince Renzi nei circoli.
L’attacco di D’Alema: ignorante.
Il voto nei circoli degli iscritti incorona il sindaco di Firenze, grande favorito alle primarie dell'8 dicembre.

Polemica D'Alema-Renzi. Lo scontro tra le due parti ha visto un ulteriore momento di forza, quando D'alema, ospite alla trasmissione "Agorà", non ha perso occasione per portare un ennesimo attacco al rottamatore. L'ex leader dei Ds, infatti, in merito alla questione della giornata, la votazione degli iscritti nei circoli, manda a dire a Renzi, nell'ipotesi a lui contraria della vittoria del sindaco: "Vorrei ricordargli che noi le elezioni le abbiamo vinte due volte nel corso di questi anni - dice D'Alema - e abbiamo portato la sinistra italiana per la prima volta nella sua storia al governo del Paese. Renzi è ignorante da questo punto di vista, mente -attacca -; è spiritoso, brillante, ma è superficiale e questo non depone molto a favore di chi dovrebbe diventare il leader del più grande partito italiano".

- Chi li ha portati a noi? Babbo Natale... no, zio Pasquale?
- Ma questi non sono cazzi tuoi.
- Certo che sì, visto che abito ancora in questo Belpaese.
- Ma tu non li hai mai votati. Tu non voti per Renzi né per il Pd. Quindi non hai nessun diritto di intrometterti.
- Dimmi almeno che cosa vuole il Pd da noi?
- Che restiate calmi. La nostra è una strategia di lunga durata e finirà bene. Aspettiamo il Renzi.
- E invece, che vuole il Renzi da noi?
- Da voi niente, a parte il voto, s'intende.
- E perché scalcia tanto per fare il segretario?
- Ma questi non sono cazzi tuoi.
- E quando saranno cazzi miei?
- Dal giorno dopo che Renzi sarà eletto primo ministro, le vostre vite cambieranno. In meglio.
- Per chi?
- Per tutti quelli che gli hanno dato la fiducia.
- Dammi un solo motivo per cui dovrei nutrire fiducia per uno che non conosco.
- È stato in televisione e ha vinto 40 milioni di lire alla Ruota della Fortuna con Mike. Questo significa che ovunque si mette vince soldi e ce ne sarà per tutti.
- A me certo non servirà a niente avere il Renzi a capo del governo. Con la mia sfortuna poi. Credo  che sia uguale a tutti quelli che lo hanno preceduto.
- Ma figurati... è già tutto prestabilito. Lui vince, noi diventiamo sottosegretari e tu... ma questi non sono cazzi tuoi.

Ho sempre diffidato di quelli che ti ripetono sempre: "Non sono cazzi tuoi... ma in fondo ci vuole fortuna!".

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sabato 16 novembre 2013

Vendola spiazza tutti e si dimette


Le risate di Vendola.
Ilva: Vendola incassa fiducia maggioranza.
Il governatore, telefonata fatta per difendere posti di lavoro.
 La maggioranza della Casta governativa lo assolve per aver condiviso le risate col "nemico di classe" Archinà.

Ricordati, Vendola, "nemico di classe".
Ti dice niente questa frase di tre parole?

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La scissione di don Al Fano da Berlusconi

Berlusconi: "Amici, la scissione con Alfano non è politica ma personale. Anche se stiamo facendo credere a tutti che ci coalizzeremo moderatamente per gli interessi del governo Letta". (Trad.: per il Paese).

"In fondo è un bravo giovane:
continua a darmi del lei"
Allora... si sono sciolti, ma non si sono sciolti.
Con don Al Fano, Berlusconi farà una coalizione di moderati.
Che? ci prendono per i culi?
Sì, non l'avevi capito?
Dovresti saperlo che le specie di pazzi sono tante.
I Berlusconi all'opposizione e i don Al Fani al governo.
(Il trucco c'è e si vede: chi non vuol vederlo berlualfano è!)
Così le larghe intese si rafforzano con la dura opposizione di Berlusconi.
Il governo Letta adesso emana olezzi più di prima!
E non è che prima ne uscisse odor di cannella!

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venerdì 15 novembre 2013

Cancellieri non mente. Ma lo specchio non conferma!

Cancellieri prova allo specchio...
ma lo specchio è spergiuro
Letta blinda Cancellieri. La cancelliera di ferro scrive una lettera: "Io non ho mentito". Oscure voci ministeriali dicono che la lettera fosse lunga un centinaio pagine e in ogni pagina vi fosse ripetuta la stessa frase: "Io non ho mentito".

Renzi allora ha risposto tempestivamente scrivendo un tweet con questa frase: "Se ne deve andare". Subito dopo ne ha riscritti altri 1000, tweettando sempre la stessa frase, per rimarcare la sua volontà di vederla fuori dal Palazzo. I suoi fans sono andati in estasi. Inutile combattere contro Renzi: è nato per... twittare... come tutti quelli che c'hanno l'ucellino blu!

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"Pronto?". "Sono Nichi Vendola... e sono stato un quarto d'ora a ridere perché è una scena fantastica!"

Dialoghi tra piccoli potentati.
IL DELIRIO DEV'ESSERE VERAMENTE ECCITANTE
PER POTERNE RIDERE COL FILOSOFO DELL'ILVA

Ilva, audio choc di Vendola: risate per le domande a Riva sui tumori.

 

“Complimenti, io e il mio capo di gabinetto siamo stati a ridere per un quarto d’ora”. È una “scena fantastica”, secondo Nichi Vendola, il filmato dello “scatto felino”, con cui Girolamo Archinà ruba il microfono a un giornalista che chiedeva conto a Emilio Riva dei morti di tumore causati dalle emissioni dell’Ilva. Il video è dell’autunno 2009, ma torna d’attualità l’estate dopo, quando a Taranto scoppia l’emergenza benzo(a)pirene. Il governatore della Puglia, dopo le risate, fa sapere ad Archinà, dominus indiscusso di tutti gli affari illeciti dell’azienda, che è a disposizione: “Dica a Riva che il presidente non si è defilato”. Tant’è che finirà indagato per le pressioni esercitate su un dirigente dell’Arpa, Giorgio Assennato, l’uomo che ha osato mettersi contro il siderurgico con la sua relazione sulla qualità dell’aria in città.

Archinà: Pronto?
Vendola: Sono Vendola... per dire una cosa seria anche se mi... sono molto colpito da una scena che ho appena visto ora... i miei amici a Roma mi hanno fatto vedere una conferenza stampa e un'immagine... uno splendido scatto felino (di Archinà che ruba il microfono al giornalista), non potevo riprendermi... ah ah ah... non potevo riprendermi... ho visto una scena fantastica... ah ah ah... e complimenti (ad Archinà), io e il mio capo di gabinetto siamo stati un quarto d'ora a ridere perché è una scena fantastica... ah ah ah...
Archinà: Eh... serve almeno...
Vendola: No... ma poi quella faccia di provocatore... vabbè

Perché non può ridere Vendola, lui che le ha fatte veramente le battaglie per la difesa della vita e della salute?
Quando Vendola ride vuol dire che a Taranto l'ambiente ecologico è sano e lui può ridere in Libertà. Sull'Ilva Svendola bandiera allegra! Ma vai a fare in culo, vah!

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giovedì 14 novembre 2013

Bellissima sorpresa per Bergoglio in visita al Quirinale

"Sì, anche noi ne abbiamo uno...
ma non lo mostriamo mai per pudore!"

Napolitano al Papa: "In Italia clima avvelenato... e in Vaticano che si dice, che si dice?".
Bergoglio: "Tutto bene... si prega, si fa penitenza... si prega per voi peccatori... io poi ho viaggiato senza scorta per venire da lei".
Napolitano: "Sì, me l'hanno detto... sa la politica italiana deve ancora liberarsi da certe pastoie come le corruzioni e i particolarismi dei privilegiati".
Bergoglio: "Caro Presidente, ho ancora una preghiera per voi politici italiani: moltiplicate gli sforzi contro la disoccupazione e aiutate le famiglie.
Napolitano: "Santità, la consideri cosa fatta!".
Bergoglio: "Amen".
Napolitano: "Ite ora: visita finita est!"

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martedì 12 novembre 2013

Legge di stabilità e vendita cessi: scoppiano le fognature tra le larghe intese

Che succede, che succede in Piazzale Larghe Intese? Niente, a quelli del Pdl è venuta in mente un'idea che manco li cani... vogliono vendersi le nostre spiagge - "nostre tra virgolette" - un modo, secondo il Pdl, per mettere da parte risorse da destinare soprattutto al cuneo fiscale, assieme alla sanatoria delle cartelle esattoriali, dopo tutte le puttanate sull'Imu, sull'Iva et coetera...

Di fatto, è sulla cessione degli stabilimenti balneari che esplode il caos vero e proprio. Una polemica furiosa che obbliga il Partito democratico a inserire la retromarcia e a ritirare l'emendamento fotocopia finito sotto accusa: la vendita, cioè, delle aree su cui sorgono gli stabilimenti balneari, sinora in concessione, con la contestuale offerta agli attuali concessionari del diritto di prelazione all'acquisto.

Ormai siamo al raschiabarile finale: fanno a gara a chi raschia più a fondo. E anche quei nove del Pd che si sono accodati a questa cialtronata... ma cosa vogliono farne dell'ultima cosa che l'italiano medio ama di più? Quella di abbronzarsi a pagamento al sole in spiaggia sotto l'ombrellone dopo essersi sciroppato chilometri di code infernali in autostrada!?

Sono certo che alla fine rinsaviranno e l'unica cosa che vorranno vendere sarà la loro stupidità, o, in ultima analisi, i loro cessi. Per liberarsene. Non ci credete? C'è chi crede agli Ufo, perché non a questa eventualità? "Il mondo è pieno di stolti", e ideare una tale castroneria è roba veramente da Piazzale Loreto... mi correggo, da Piazzale Larghe Intese.


 

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lunedì 11 novembre 2013

Chi ruba allo Stato e poi dona alla Chiesa

Papa Francesco: "Scandaloso chi fa donazioni alla Chiesa ma ruba allo Stato e ai poveri. Gesù dice che questo tipo di cristiani meritano di essere gettati nel mare con una macina al collo. Non parla di perdono, qui Gesù".
Brrr... terribile cosa la mancanza di perdono del Cristo verso i corrotti.
Dopo aver puntato il dito contro i devoti della "dea tangente", Bergoglio ha preso di mira, nell'omelia della Messa celebrata a Santa Marta, i "cristiani e i preti corrotti", definendo la loro vita "una putredine verniciata"...

Ma, miracolo miracolo, dal fondo del mar con la macina al collo, potrebbero venir su, perdonati e fatti santi questi cristiani e preti corrotti poiché, se prima sono stati saturi di corruttela e pazzia a causa del loro amore per il dio denaro, poi vengono ripuliti perché hanno ritrovato un angolino, tra le loro ricchezze, in cui metterci l'amore per Gesù!".
Esiste un pudore, tutto cattolico, che i non credenti non comprendono. Per questo i non credenti corrotti non vengono ripescati. Restano attaccati allo scoglio in attesa di una nuova marea.
Ma, per me, possono andare a fondo entrambi!
Tuona Bergoglio e appronta lo scandaglio: "grande fatica addottrinare il popolo minuto". Ma è impossibile che tu guarisca le corrotte tonache e i cristiani grassi.


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domenica 10 novembre 2013

Vivere in Italia, ha ancora un senso?

Solo
indossando
una
maschera,
in
nome
di
una
astrazione
di
sopravvivenza!

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Se due italiani su 3 non arrivano a fine mese come faranno i figli ebrei di Silvio?

"Anche noi soffriamo... beh, almeno uno di noi..."

Un italiano su tre costretto a chiedere aiuto a papà e mamma per arrivare a fine mese.
Da uno studio Coldiretti emerge che il 37% degli italiani è costretto a chiudere aiuto ai genitori per far fronte alle difficoltà economiche. Solo il 14% si rivolge a finanziare e banche. Tagliate tutte le spese non indispensabili.

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giovedì 7 novembre 2013

La Sicilia ripudia la mafia... hai visto mai?

... e la Regione si incarta sulle parole da inserire in statuto.
Il governatore Rosario Crocetta aveva promesso di introdurre la frase nelle norme regionali. Sembrava un passaggio indolore, e invece è proprio in commissione antimafia che i deputati sono stati sorpresi dal dubbio: è proprio necessario scrivere mafia nella carta costituzionale?
Pdl: "Così legittimiamo Cosa nostra". Ragionamento fino molto di parte: se non ne parliamo è meglio, perché risvegliare il can che dorme?
Il Pd siculo pare più convinto: quello è un partito globale, internazionalista, mica campanilista. Su queste cose ideologiche e pericolose ci si butta a capofitto e ventre a terra.

Il problema sta tutto nel cervello bacato di certi deputati siculi: serve sporcare con la parola mafia lo Statuto siciliano? Ma non si è sempre detto che i panni sporchi si lavano in famiglia, (vecchio motto siculo-mafioso)?

E ammesso e non concesso che l’idea fissa di Crocetta, quella di inserire “la frase antimafiosa” nello Statuto, possa poi sortire un reale ravvedimento culturale e politico dei politici in corso e quelli in avvenire, tale da incidere fino alla estirpazione del fenomeno, con determinazione contro le varie mafie, siamo sicuri che in fondo il popolo siciliano stia dalla parte degli antimafiosi di professione?
Io credo che il popolo siciliano, quello attento all'andazzo dei loro deputati, stia valutando attentamente i pro e i contro di tale frase e si attrezzerà come ha sempre fatto, scegliendo mezzo chilo di spaghetti oggi dal venditore di promesse rapide e strapaeasane, piuttosto che il brodino di marba domani, che te lo offre gratis l’ideologo mezzosinistroquasicentrotuttoadestra e che te la spara grossa in fatto di “loro sono i cattivi, noi i buoni, con chi vuoi stare?”.

Dopo secoli di convivenza, ripudiare la propria madre (santissima), è innaturale. Bedda matri santissima!

Anche quel sant’uomo del cardinale Ruffini, emblema della Chiesa-Stato-Siculo-Mafioso di quella Sicilia catto-mafio-rurale che fu, ripeteva spesso negli anni Sessanta: La mafia? E che minchia è ‘sta mafia: forse una marca di detersivo?. Infatti, quando le massaie sicule compravano i detersivi, compravano sempre due marche molto note allora, Omo e Olà, buoni per lavare il sangue dei morti ammazzati di quell’ébbica niura (epoca nera). Mai Mafia. Quella non si comprava allora né oggi, te la dànno gratis, e ti facevano un favore. Esiste in natura, è coltivata nei gangli più remoti della società sicula e non si può lavare perché ufficialmente non sporca... sostanzialmente, anche se dici di essere antimafioso, la cultura mafiosa ti circonda, è nel dna dei ragionamenti, delle pratiche e delle scelte di ogni giorno. Non puoi farci niente, anche se dici di esserlo. Sei un piccolo davidello di fronte a un enorme e sconfinato golia.

Eccetto quella frase: “La Sicilia ripudia la mafia”. È una frase che ha prodotto infarti e collassi ai tanti uomini politici siculi, entrati a Palazzo dei Normanni con l’aiuto dei mafiosi invisibili, quelli che non sporcano.

Così non si risolve niente. Uno, nessuno e centomila, pdl pd e m5s non fa differenza. Cu’ la voli cotta e cu’ la voli cruda. Sono tutti lì, a spalle strette e intese larghe a chi dice che la mafia esiste con o senza quella frase, o che non esiste con quella frase o senza. In pratica ne hanno fatto un problema di lana caprina mafiosa. In realtà è tutto fumo niente arrosto. Come il governo delle larghe intese.

Sapete che vi dico: lasciate perdere questa materia mafiosa. Quelli che ne hanno avuto il coraggio di affrontarla, la consapevolezza e la preparazione sono morti ammazzati. Voi non siete di quella razza. Non ne siete all’altezza culturalmente parlando e mi fermo qui, altrimenti vi offendo.

Una cosa la potete fare. Non scrivete nulla. Non si fa la lotta alla mafia nascondendosi dietro una frase gigantesca. Lasciate in pace lo Statuto, di cui non frega a nessuno. State zitti. Lavorate se ne siete capaci, per quel poco che basta e fate circolare lavoro buono e denaro onestamente guadagnato...
liberateci dai parassiti e da voi stessi se potete, lasciando così un buon ricordo alla gente, che pur lavorando, non ne può più di vivere coi soldi che gli filtrate come elemosina col contagocce. E se qualcuno si azzarda a dire che i veri mafiosi sono quelli che stanno alla Regione, non dategli retta. Quelli sono parolai senza arte né parte, parlano solo per dare aria alla bocca. Voi, invece, attenti a non fare aria dal culo. L’Etna potrebbe starnutire.

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Da Veltrusconi a Hitlersconi

Il nuovo identikit dell'arcoriano

Mah, che uomo impagabile. Non ci lascia mai a mani vuote. E noi gli manchiamo di rispetto perfino quando le spare grosse. D'altra parte, nel Pd amano averlo tra i piedi. Perché ancora? Bah, secondo me a Berlusconi hanno appioppato il ruolo di diversivo nazionale. Più berlusconate spara, più i media deviano l'ascolto su di lui e più si abbassa l'attenzione sul pericoloso andazzo di questo governo Letta. Ecco a cosa serve tenersi oggi Berlusconi ancora tra i piedi.

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mercoledì 6 novembre 2013

Berlusconi smentito dall'ectoplasma di Hitler

Hitlersconi

Berlusconi: “Miei figli come gli ebrei sotto Hitler”.
Poi: “Frase estrapolata”.
L'ex premier paragona la sua famiglia a quelle perseguitate dal nazismo.
Le comunità ebraiche: "Siamo basiti, dovrebbe chiedere scusa a sé stesso".
Fiano: "Si vergogni".
Il Pd: "Alfano cosa pensa?".
Ma nel Pdl c'è chi lo difende: "Pesate ogni parola...".
Della Seta: "I servizi sociali facciamoglieli fare ad Auschwitz".

Mah, che uomo impagabile. Non ci lascia mai a mani vuote. E noi gli manchiamo di rispetto perfino quando le spare grosse. D'altra parte, nel Pd amano averlo tra i piedi. Perché ancora? Bah, secondo me a Berlusconi hanno appioppato il ruolo di diversivo nazionale. Più berlusconate spara, più i media deviano l'ascolto su di lui e più si abbassa l'attenzione sul pericoloso andazzo di questo governo Letta. Ecco a cosa serve tenersi oggi Berlusconi ancora tra i piedi.

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Il Kapò di Arcore e i suoi figli ebrei

L'ultima berlusconata!

Berlusconi: "Lo sapete che i miei nemici usano contro di noi la
stessa tortura che usavano i nazisti nei campi di concentramento?"

Berlusconi: "I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso".
Davvero, a prima vista, paiono parecchio sciupati.

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martedì 5 novembre 2013

Silvio morto che cammina!


Berlusconi: "Napolitano può ancora darmi la grazia... ma ho paura che si offenderebbe se insistessi... Ghedini, prova un po' a vedere se la cancelliera è ancora lì, a guardia dei sigilli?".

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Brunetta è ideale per un film porno!

Rocco Siffredi: “Brunetta? Perfetto per un film hard, vorrei riprenderlo”.


“Sarebbe il number one, il numero uno, anche perché viene dalla scuola di Berlusconi”. E aggiunge: “Sono sicuro che non è complessato e non si tira indietro, perché ha autostima che è importante per un film porno”.
Cosa ne pensa Brunetta di questa idea: "Tosta e hard. Hard e tosta. Dura come me. Ho molti amici che hanno vinto l'Oscar in questi ruoli e non sono più alti di me. Godere senza incazzarsi è un piacere per pochi gaudenti. Sì, lo farei, dite a Siffredi che già son pronto e dritto! Alla faccia dei comunisti invidiosi e impotenti, invidiosi, impotenti, invidiosi, impotenti, invidiosi, impotenti".

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lunedì 4 novembre 2013

Cancellieri: solo Letta può impormi il paso doble, ma io non mi dimetto

Cancellieri: “Con me non ci sia metodo Boffo. Se Letta vuole, pronta a dimettermi”.

"Italiani, questa non è finzione, è realtà.
Noi davvero ci divertiamo un mondo:
abbiamo le disponibilità per farlo
"

- Signor Letta, non le sembra il caso di farla dimettere?
- Assolutamente no... la ministra è solo un po' mortificata per questi contrattempi dovuti al suo temperamento generoso. Vedrete che tra qualche giorno tutto si normalizzerà e ritornerete alle vostre faccende senza ulteriori indugi. Qui dobbiamo mandare avanti la baracca e il Paese non può permettersi altri ministri dimissionari.
- D'accordo, signor presidente, ma qui ci giochiamo la vita dei tanti altri detenuti in procinto di morire.
- È una regola generale. Si muore tutti. Ma se dovessero morire altri detenuti, con chi ce la prendiamo, ancora con la Cancellieri?
- La cosa è plausibile.
- Restiamo calmi. Ne parlerò coi detenuti in procinto di suicidarsi e vi farò sapere.

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sabato 2 novembre 2013

Gli italiani non ammessi allo spionaggio della Ue in quanto inaffidabili


Dopo aver spinto nella bufera gli Stati Uniti, adesso il Guardian apre l'armadio e tira fuori gli scheletri di Germania, Francia, Spagna e Svezia. Secondo le informazioni fornite al quotidiano inglese da Edward Snowden, i servizi segreti di questi paesi hanno messo a punto un sistema di sorveglianza di massa delle comunicazioni telefoniche e internet in stretta collaborazione con il Gchq (Government Communications HeadQuarters) britannico. Lo sviluppo della rete risalirebbe a 5 anni fa, secondo documenti sottratti da Snowden che hanno innescato il Datagate.
L'Italia non sarebbe stata inclusa nel progetto europeo di sorveglianza perché "la comunità della sua intelligence è frammentata e incapace/contraria a cooperare l'uno con l'altro".
Ah, questi italiani: debbono sempre farsi riconoscere ovunque!

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C'è del Romanticismo nell'Affaire Cancellieri


Cancellieri, le telefonate del ministro coi Ligresti: «Non è giusto, contate pure su di me».
"Scusate, sottoposti, che avete voi al posto del cuore?, un ghiacciolo alla paprika? Eh no, non è giusto, non è giusto, una mamma è sempre una mamma. Lo sapevate già? Viceversa, un ministro mamma è sempre un ministro mamma! E comunque, non è accaduto niente. Lo sapevate già? È tutto made in Italy!"

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venerdì 1 novembre 2013

Avete mai contato su un ministro o su una ministra? Da adesso, potete!

Cancellieri ai Ligresti: "Contate su di me per Giulia".
Alfano solidale. Ma scoppia la polemica. M5s: "Si dimetta".


Cancellieri: "Era mio dovere".
"In merito alla vicenda carceraria di Giulia Ligresti ritengo opportune alcune precisazioni", scrive il ministro Cancellieri rivolto ai capigruppo di Camera e Senato. "Tutti voi conoscete l'attenzione e l'impegno che fin dal primo giorno del mio mandato ministeriale ho riservato alle condizioni in cui versano i detenuti. Nel caso di Giulia Ligresti, non appena avuta conoscenza, per via diretta, delle condizioni psicofisiche della ragazza, era mio dovere trasferire questa notizia agli organi competenti dell'Amministrazione Penitenziaria per invitarli a porre in essere gli interventi tesi ad impedire eventuali gesti autolesivi. Mi sono comportata, peraltro, nello stesso modo quando sono pervenute al mio Ufficio segnalazioni, da chiunque inoltrate".

Da ora in poi, cari detenuti ammalati e sofferenti, che credete di essere stati abbandonati da uno Stato indolente e insensibile al vostro destino sottoumano: notificate alla ministra la situazione psicofisica nella quale versate e specificate che volete essere aiutati soltanto da Lei. Sarà suo preciso dovere morale intervenire per aiutarvi. Contate su di Lei!

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Schiavone: La mafia e la camorra non potevano esistere se non era lo Stato...

Terra dei fuochi, il pentito Schiavone nel '97: "Tra vent'anni rischiano tutti di morire".

Schiavone: "Questa situazione diventò subito operativa
e cominciarono a versare soldi nelle casse dello stato…
"
Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse,
(martedì, 7 ottobre 1997): ecco la testimonianza del pentito Carmine Schiavone.

Uno stralcio chiarificatore dell'interpretazione che dà Schiavone del legame di interessi tra Stato e famiglie mafiose e camorriste.

[…] 
Presidente: Quindi, dopo il 1990 il clan (dei casalesi) ha deciso di orientarsi sui rifiuti?
Schiavone: Sì. Da quell’affare si traeva una quota, anche se inferiore a quella che poteva essere.
Presidente: Quindi, quello che fino al 1990…
Schiavone: Fino a quel momento hanno rubato.
Presidente: … avveniva di soppiatto all’interno del clan, diventa poi attività propria di quest’ultimo.
Schiavone: Fino al 1990 sapevamo che veniva portata l’immondizia di Santa Maria Capua Vetere, perché le discariche erano tutte piene, sia a Parete, sia ad Aversa e nella zona circostante. Quindi, sapevamo che arrivava quell’immondizia.
Presidente: La mia era una domanda precisa: quando, al di là di quello che lei ha definito furto all’interno del clan, quest’ultimo ha deciso che l’attività di smaltimento…
Schiavone: Quando io li ho scoperti.
Presidente: Vi sarà stata una decisione: quando quello dei rifiuti è diventato un settore di attività del clan?
Schiavone: Questa situazione diventò subito operativa e cominciarono a versare soldi nelle casse dello stato…
Presidente: Vuole dire nelle casse del clan?
Schiavone: È lo stesso, più o meno.
Presidente: Perché dice che è lo stesso?
Schiavone: Mi confondo. Mi riferivo alle casse del clan: era un clan di stato.
Presidente: Il vostro stato!
Schiavone: La mafia e la camorra non potevano esistere se non era lo Stato… Se le istituzioni non avessero voluto l’esistenza del clan, questo avrebbe forse potuto esistere?
Presidente: Su questo aspetto le rivolgeremo domande più puntuali … […]

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