venerdì 31 gennaio 2014

Agli italiani basta un capo

Pensavo alla democrazia morta che fino all’altra sera sembrava ancora viva... vivacchiava, vah.
Quando si dice il destino: oggi ci sei e domani no.
Sì, lo so, voi democratici vi state toccando laggiù in mancanza di ferro.
Però datemi retta: bisogna riderci su a questa dipartita.
Gli italiani non è che poi hanno tutta 'sta necessità di democrazia.
Non c'hanno li riccioli come l'antichi greci.
C'hanno invece li renzini freschi di forno, li berluschini 'mpanati e li grillini gratinati.
Occorre davvero poco per essere felici: basta avere un capo!
Agli italiani basta un capo.
E alcuni capetti di contorno.

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È risorto l'Antifascismo! Grazie ai 5S

Ora siamo a questo punto: c'è, da una parte, la nuova resistenza grillina e, dall'altra, i democratici che cantano “O Bella Ciao” mentre dànno sette miliardi e mezzo alle banche. Lo sapevo: in questo Paese ci stanno ormai due democrazie di resistenza! Una come opposizione e l'altra come maggioranza larga di governo. Come farà mai a Resistere il Popolo?

Boldrini: “M5S usa violenza e minacce, presto sanzioni”. Li ucciderà?

ll segretario del Partito democratico Matteo Renzi attacca i 5S: “Hanno scambiato il Parlamento per una sorta di ring dove bloccare la democrazia... io sono più furbo: la democrazia me la gestisco in privato al Nazareno con Berlusconi”...

È risorto l'Antifascismo! Era ora. I demofascisti di maggioranza ringraziano il M5S per questo miracolo.

Luciannunziata vobis gaudium magnum: "Ho scoperto che i 5S non sono veri partigiani, ma fascisti senza un grammo di sale in zucca". Lei ce l'ha!

Quando un gruppo allargato di demofascisti si allea contro le opposizioni e incomincia a ringhiargli addosso, esasperando il proprio giudizio politico sulla base delle loro verità, non fanno altro che far nascere un legittimo sospetto: come mai il branco di maggioranza demofascista si accanisce così contro una minoranza dell'opposizione?

Ora che si è inaugurata la nuova stagione antifascista, sia chiaro: vogliamo dai nuovi antifascisti riciclati risposte serie e concrete alla Boldrini!

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giovedì 30 gennaio 2014

Ode alla democrazia. L'ode? Bah, secondo me non ci sente più!

Odi, o vate...r, quest'ode che ti inocula democrazia infra tutti i pori... te la dedico a te e anco all'altro vate...r, colui che tu ha' fatto risveglià dal coma.
S'antitola:
Ode allo democratico
in quanto Italicum

(odi? se ci senti, sparane un'altra)

La democrazia è educata.
L'educazione ce l'ha nel dna.
Chi la esercita è una persona educata.
Perbene. Democratica.
Una persona dalle buone maniere,
composta, che non usa gesti grossolani,
volgari: è una persona degna di rispetto
verso la quale nutrire fiducia
è il minimo che puoi pagare.
Chi poi fa un'azione democratica a favore dello Stato non produce
violenza.
Anzi, produce il miglior lassativo
di onestà e reali contenuti di qualità.
Non puoi pensare affatto che
contro di te, omino semplice,
lo Stato imponga le tasse con violenza
la disoccupazione con violenza,
l'ignoranza con violenza.
Ma se lo fa...
lo fa con educazione
e sempre chiedendoti il permesso.

Se la Boldrini interrompe una discussione
dell'opposizione fa democrazia.
I veri democratici sono tutti educati.
Ergo, i democratici sono nonviolenti.
La ghigliottina di Boldrini è democratica.
Se viene usata contro
l'opposizione garantisce la salvezza della democrazia.
L'educazione democratica
è quella che te la mette in culo con garbo ed educazione.
Lo fa perché bisogna tenere alto il senso
dello Stato democratico.
Quando un gruppo di democratici si allea
lo fa per tenere viva la
fiamma di democrazia.
Se un gruppo di democratici di maggioranza comincia
a inveire contro un plotoncino di oppositori
sappi per certo che non lo fa
perché si sono messi tacitamente d'accordo,
lo fa perché è nel loro dna
la salvezza dei privilegi democratici
che vogliono difendere.
La chiamano anche libertà democratica.

L'impeachment, invece, è un'azione di inaudita violenza.
Un comportamento obbrobrioso.
È antidemocratico.
Vuole colpire il garante stesso della democrazia.
Che è una persona al di sopra delle parti.
Educata, Gentile, Perbene, Democratica.
Ragion per cui, gli antidemocratici
non sono persone perbene.
Ecco perché i veri democratici
vanno salvaguardati
e guardati a vista:
che se se ne perde qualcuno per la via,
poi ci tocca andare a ripescarlo
con la legge-truffa dell'Italicum.
Parola patriottica per definire
democraticamente
la penetrazione finale.

Le jeux sont faits, rien ne va plus...

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La famosa Joconda, beniamina dei grillini

Imu-Bankitalia: la vergogna della tagliola-Boldrini e una democrazia in agonia... agonia?
Io direi morta e sepolta perché puzzolente.

"Okkio alla ghigliottina!"

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Finalmente si dimostra la proprietà privata del Parlamento italiano

Chi è il padrone della democrazia in Parlamento?

Beh, ci siamo: il Parlamento adesso è definitivamente proprietà privata del Pd e del Pdl, con al seguito gli altri asserviti.

M5S occupa Commissione giustizia. Renzi “Cercano di bloccare democrazia”.
Il deputato Vittorio Ferraresi si è fatto trovare seduto ai banchi della presidenza spiegando a Donatella Ferranti, che non se ne sarebbe andato fin quando non ci fossero state le dimissioni di Laura Boldrini. Presentata denuncia per la messa in stato d'accusa di Napolitano.

Commissione occupata. L’occupazione della Commissione è scattata giovedì mattina, dopo che anche la sera precedente i deputati M5S avevano impedito i lavori dell’organo parlamentare. Le porte della stanza, raccontano alcuni dei componenti, erano chiuse, ma Ferraresi sarebbe riuscito ad entrare lo stesso approfittando dell’ingresso nell’Aula del personale addetto alle pulizie. Per evitare che si ripetessero incidenti come ieri alla Camera, spiegano i commissari, la presidente della Commissione, Donatella Ferranti, ha preferito non aprire proprio i lavori, ma riconvocare la Commissione in un altro ambiente, l’auletta dei gruppi parlamentari, in un altro orario.

Impeachment per Giorgio Napolitano. Il Movimento Cinque Stelle ha anche presentato formalmente la denuncia per la messa in stato d’accusa per il capo dello Stato per “attentato alla Costituzione”. Mancato rinvio alle Camere di leggi incostituzionali; abuso del potere di grazia; grave interferenza nei procedimenti giudiziari relativi alla trattativa Stato-mafia: queste alcune delle accuse contenute nella richiesta di impeachment presentata ai presidenti delle Camere. Viene contestato, inoltre a Naplitano, di aver esercitato pressioni improprie sul Parlamento per imporre una procedura derogatoria dell’articolo 138 della Costituzione per le riforme e di non aver fermato l’abuso della decretazione d’urgenza da parte del Governo.

Le proteste dei Cinque Stelle. Intanto sul suo profilo Facebook il deputato Cinque Stelle Riccardo Nuti denuncia: “Hanno chiuso le porte della commissione. Non era mai accaduto. Intanto la stampa è arrivata anche a difendere lo schiaffeggiatore Dambruoso senza dire che ieri è stato stracciato il regolamento della Camera. Uno dei nostri è stato chiuso dentro la commissione Giustizia”. Nuti parla di “stato di polizia” nei loro confronti alla Camera. Anche Silvia Giordano aggiunge: “Da ieri, da prima che iniziasse la nostra protesta, da quando si era capito che la Presidente Boldrini mettesse la tagliola, sembra uno stato di polizia, ormai appena ci muoviamo siamo seguiti dai commessi, non vogliono farci entrare in commissione, ieri sera non ci volevano neanche far uscire… come se fossimo stati noi a volere la morte della democrazia, come se avessimo picchiato noi qualcuno, come se fossimo noi i criminali. La colpa non è loro. Seguono ordini. Il problema è chi dà questi ordini. Per fortuna ci sono video, foto… informatevi perché i tg non vi diranno mai come stanno davvero le cose”.

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mercoledì 29 gennaio 2014

La ghigliottina di Boldrini...

La Boldrini: "Il destino l'ha posta simbolica Presidentessa della Camera di questo anno oscuro, perché in essa Lei possa ghigliottinare teste in difesa della democrazia"...

Ormai il Parlamento è un coacervo di conflitti d'interessi
Imu-Bankitalia, decreto approvato dalla Camera con la “ghigliottina” della Boldrini. Tagliati tutti gli interventi per riuscire a convertire in legge il dl che regala 4 miliardi alle banche. Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia sulle barricate: occupati i banchi del governo, lanci di oggetti, insulti e un parapiglia. I grillini occupano l'Aula. Una deputata M5s: "Io schiaffeggiata da un questore di Scelta Civica". La replica: "No, ho fatto solo da scudo alla presidente".

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È talmente solenne l'accordo sull'Italicum che me lo sono incorniciato a imperitura memoria

"Mi raccomando, Renzi, con l'hobbit act:
ho visto che l'hai messo per ultimo!"

Legge elettorale, accordo fatto tra Renzi e Berlusconi: soglia premio di maggioranza al 37%.
Definita nel corso della mattinata l'intesa tra Forza Italia e il Pd.
Lo sbarramento per chi si presenta in coalizione scende al 4,5%. Prevista la clausola "salva-Lega": con il 9% in tre regioni si entra in Parlamento.
Oggi il voto sugli emendamenti. Esulta il sindaco di Firenze: "Mai più larghe intese, mai più ricatti dei piccoli partiti".
"Bene così. Adesso sotto con il Senato, le Province, il titolo V. E soprattutto con il Jobs act. Dai che questa è la volta buona", ha commentato Renzi su Twitter. "Mai più larghe intese grazie al ballottaggio - ha aggiunto - mai più potere di ricatto dei piccoli partiti, mai più inciuci alle spalle degli elettori, mai più mega circoscrizioni. Con l'intesa sulla legge elettorale, nonostante i professionisti della critica, il passo avanti è enorme".

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Bergoglio Superman!

Sono una quarantina gli stranieri impiegati alla Electrolux di Porcìa (Pn), il più grande dei quattro stabilimenti interessati dai tagli salariali annunciati dalla multinazionale svedese, che per restare in Italia intende avvicinare gli stipendi a quelli che paga in Polonia. Lavorano nella famosa fabbrica da dodici, anche quindici anni, e il rischio di chiusura li terrorizza. “Perché non avremmo dove andare, qui a Pordenone non c’è più lavoro per nessuno”, raccontano fuori dai cancelli durante il primo giorno di sciopero, tra i colleghi veneti e friulani. Hanno famiglia, molti figli e spesso un mutuo da pagare. Alcuni, grazie alla stabilità occupazionale, hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Quelli che ancora attendono, invece, temono che con il lavoro scompaia anche la speranza di vedere accolta la propria domanda. Addai Richie Akoto, ghanese come la maggior parte degli stranieri Electrolux, lo avevamo incontrato l’estate scorsa, alle prese con le storture e le lungaggini della burocrazia che decide sulle domande di naturalizzazione. A dicembre la sua richiesta di cittadinanza è stata finalmente accolta. Ma se la fabbrica chiude, spiega, “saremo nelle mani di Dio”. E ancora: “E dire che qui pensavo di arrivare alla pensione. So già che non troverò un altro lavoro. Se mi danno ottocento euro, beh, è quello che pago di affitto, e ho quattro figli”. “È una zona che deve molto al lavoro degli stranieri”, spiega il sindacalista Filcams Beppino Nosella, che avverte: “La chiusura della Electrolux innescherebbe una reazione a catena in tutto il territorio. I primi a doversene andare saranno proprio gli stranieri, che non hanno una famiglia alla quale appoggiarsi”. E a Porcìa c’è già chi riflette su una nuova meta, Polonia esclusa.

"Paz, hermano, yo vengo a
ayudarte,
más rápido que la luz!"
Electrolux, gli operai stranieri: “Siamo diventati italiani, ma ci toccherà emigrare... e, a parte Dio, non abbiamo nessuno che può aiutarci”.
Mai disperare, caro lavoratore. I miracoli avvengono anche in Italia!

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martedì 28 gennaio 2014

Sono Sorial e spero proprio di non deludervi!

Il Movimento 5Stelle: «Boia Napolitano, mette la tagliola sulle opposizioni».
Ribadito l’impeachment: «Nessun passo indietro».
Renzi: «Liberiamo i 5 Stelle da chi li tiene in ostaggio».
Ecco, aiutate Renzi a liberare i 5 Stelle!

Vorrei dire a Renzi che
stupido è chi lo stupido fa,

dal film "Forrest Gump"
“Il boia Napolitano sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all’opposizione e tagliarci la testa”.
La frase del deputato 5 Stelle Giorgio Sorial ha fatto rabbrividire in molti. “Una provocazione dettata dalla situazione”, diranno i suoi.

Il 19 dicembre scorso ha paragonato il ministro per gli Affari con il Parlamento al celebre traghettatore nel mondo dei morti cantato anche da Dante Alighieri: “Franceschini è il Caronte che passa tra la Camera e il Senato e nell’Ade parlamentare chiede la fiducia, dicendo sì alle lobby e no ai cittadini”.

Pochi giorni dopo sarà lo stesso deputato in Aula ad alzare un cartello con il volto del lobbista Luigi Tivelli, denunciandolo apertamente: “A decidere in Parlamento”, aveva detto nel suo discorso, “non sono i ministri, né i segretari di partito. Sono i lobbisti. Noi oggi denunciamo questi fatti in aula e come furono cacciati i mercanti dal Tempio saranno cacciati i lobbisti”.

Parole dure che Sorial aveva pronunciato anche durante l’approvazione del ddl sul bilancio dello Stato per il 2014: “Il Pd continua a dire balle. Porcellini del porcellum che votate lo schifo della legge di stabilità: raccontate fregnacce. Avete eletto segretario Renzi: evidentemente sentivate la mancanza di Berlusconi e adesso abbiamo Renzusconi. Dite di avere le palle? Ma non d’acciaio, di sterco”.

Deputato del 1983, Sorial è nato a Brescia da genitori egiziani. Prima di entrare in Parlamento era un libero professionista e insegnante di materie tecniche. Ingegnere di formazione, ha studiato per un master al Trinity College di Dublino in Irlanda. Sensibile al tema immigrazione, si era schierato a favore dell’abrogazione del reato di clandestinità. “A scuola sono sempre stato il figlio di immigrati guardato storto solo perché avevo una sana voglia di imparare”, diceva prima di essere eletto. Conosciuto per essere vicino alla linea ufficiale di Grillo e Casaleggio, sulla contestazione dell’immigrazione aveva deciso di esprimere il suo dissenso: “I motivi dell’emigrazione sono altri”.

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A che servono i poveri? A chi servono i poveri?


È bello sapere che in Italia i media non ci nascondono niente.
È bello sapere che in Italia 1 italiano su 6 vive con meno di 640 euri al mese.
È bello perché, se la vediamo dalla parte dei rimanenti 5, in Italia ci stanno più benestanti.
Quindi in Italia non si sta poi così male.
Ergo, la crisi è una invenzione ad arte dei soliti noti che ci costringe a fare elemosina a quell'1. Perché noi poveri, si sa, tra noi siamo solidali.
Ma quell'uno, pian pianino, eroderà i nostri pochi risparmi.
Poi i media ci spiegheranno che in Italia solo uno su 5 vive con più di 640 euri al mese.
Esclusi i ricchi e i nababbi.

Però ci resta l'amore da dare gratis agli altri. E non si parla di amor proprio: dobbiamo innaffiare d'amore il baby Balotelli, secondo Prandelli, che non gli bastano gli spiccioli che ci ricava dal pallone per rilassarsi coi nervi quel ragazzo che è sempre nervoso. Se no rischiano, Loro, di non vincere i mondiali. È implicito il pensiero nascosto.
A che servono i poveri? A far gongolare di stragiatezza gentaglia come Mastrapasqua, collezionista di 25 poltrone, e i suoi consimili. Meno male che i media non ci nascondono niente.
Ma annate a caghèr! Lo sapete no: arriveremo ad incazzarci di brutto!

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lunedì 27 gennaio 2014

La versione biblica del sacrificio e successivo salvamento di Italicum

“Dopo questi fatti, il Signore Berlusconi, volle mettere alla prova Matteo Renzi e gli disse: «Matteo».
Rispose: «Eccomi».
E il Signore Berlusconi: «Prendi tuo figlio adottivo unigenito, il tuo diletto Italicum, e vattene alla terra di Moria e là, la stessa parola te lo dice, fallo morire in sacrificio sul monte che ti dirò».
E Matteo Renzi si rivolse a lui: «Signore, quale monte? Citorio, per caso? Lì lo uccidono senz’altro».
E il Signore Berlusconi tuonò: «Italicum è mio e ci faccio quello che voglio. Tu lo devi solo sacrificare perché io te lo ordino».
E così il profetino Matteo Renzi, incredulo e inciuciolo, incamminossi per l’erta, portandosi così pesante fardello, un fresco nascituro già pronto al martirio.
Arrivati che furono al monte, Matteo Renzi alzò lo sguardo al cielo e ne rimase accecato subito: il Signore Berlusconi lo stava già monitorando.
E Matteo Renzi disse a Italicum: «Tu resta qui che io vado a chiamare Alfano, Grillo e Fassina per il sacrificio».
Quando tornò Italicum vide che Matteo Renzi era solo e gli chiese: «Ah si’ (ndaco), com’è che sei solo e al posto di quei tre ti sei portato dietro lo spadone?».
E Matteo Renzi gli rispose: «Devo fare il sacrificio dell’Italicum».
Così dicendo prese Italicum e lo inchiodò tra due roveti ardenti messi là dal Signore Berlusconi.
Italicum cominciò a grugnire come un porcellum laido ma Matteo Renzi non se ne dette pena, anzi, gli assestò due pugni sui denti e una ginocchiata nelle palle.
Per questo Italicum sbiancò e divenne Ipallidum.
A quel punto Matteo Renzi, roso dalla follia prese ad alzare lo spadone e stava per tagliare i primi tre articoli di Italicum – nell’ordine: Legge elettorale, abolizione del Senato e il titolo quinto della Costituzione!
E gridava il profetino: «Signore, Signore, non farmi fare questo. Dopotutto ‘sto casino, le primarie e l’inciucio con il tuo doppio terreno, ferma la mia mano!».
E il Signore Berlusconi, simile a un angelo del Cielo, lo chiamò al cellulare e con voce angelica gli disse: «Matteo, Matteo Renzi».
Rispose: «Eccomi».
E l’angelo del Signore Berlusconi, che aveva la stessa faccia e la stessa voce del Signore, gli disse: «Fermati, cribbio, non stendere la tua mano su Italicum, che l’ho partorito io, è cosa mia. Non emendare. Non tagliare e non fare cartocci di carta. Ora so che tu mi temi, perché stavi per sacrificare Italicum, mio figlio. Da questo momento anche tu mio figlio, per meglio precisare, mio figlioccio che sei poco belloccio. Va’ al monte Citorio e di’ a quei scagnozzi che il loro Signore è arrivato sotto forma di Italicum e che lo facciano passare».
E Matteo Renzi: «E se quelli, Signore, mi fanno una pernacchia?».
E il Signore tuonò: «Guai a voi, anime prave e comunisti. Vi mando Brunetta. La vostra ora è giunta. Tu va’ e vedrai che essi a queste parole tremeranno. Va’!».
«E Alfano, Signore?».
«Digli di venire a bussare alla mia porta che vedrai come corre subito».

Questi furono i retroscena dell’avventura a lieto fine dell’Italicum così come ci sono stati tramandati dagli scribi e dai farisei italiani”.

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Il 27 gennaio del '45

In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.

https://www.facebook.com/pages/RESTIAMO-UMANI/167044623348856

A quando la liberazione dei Palestinesi dall'oppressione israeliana?

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Matteo, ti ho inventato io, ricordatelo!

C'è o no conflitto d'interessi
nella relazione Berlusconi-Renzi?
Berlusconi: "Il 2014 sarà il nostro nuovo 1994, torneremo a vincere".
Il leader di Forza Italia parla in un videomessaggio in occasione dei 20 anni del partito: "Pronti a realizzare le riforme che auspichiamo da anni".

Berlusconi: «Le riforme di Renzi sono le nostre».
Il Cavaliere: «Dopo venti anni di insulti forse abbiamo trovato l’interlocutore nel nuovo leader del Pd».

E al povero Renzi che rimane, a parte la bandana ereditata?
Renzi: “Dopo il governo Berlusconi anche un governo guidato dal pulcino pio sarebbe in grado di fare meglio”.
Chi sarebbe 'sto pulcino pio?

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domenica 26 gennaio 2014

Giovanardi, quasi suocero di un rasta gay

I Rasta utilizzano la marijuana come erba medicinale, ma anche come erba meditativa: «Non puoi cambiare la natura umana, ma puoi cambiare te stesso mediante l'uso dell'Erba [...]».
Citazione da Giovanardi?
Macché: effetti collaterali da erba.

"Sono già stato punito abbastanza dalla malasorte: vi
invito quindi a lasciarmi libero di vivere la mia vita"
Carlo Giovanardi a Porta a Porta: "Mia figlia si fidanzò con un ragazzo rasta, di colore, forse gay e sposato con un altro uomo".

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sabato 25 gennaio 2014

L'infido Renzusconi avoca a sé le Riforme

UNO SPETTRO S'AGGIRA PER L'ITALIA
RENZUSCONI


Berlusconi: “Non sono riforme di Renzi, ma le nostre fin dalla discesa in campo”.
Il leader di Forza Italia alza i toni per riappropriarsi della paternità della riforma e tentare di dettare l'agenda, attraverso comunicazioni telefoniche al partito.
E non risparmia le critiche ai magistrati: "Il Pd ha costruito con il suo braccio giudiziario, Magistratura democratica, un percorso record per costruire una sentenza infondata".
Renzi, ciapa e porta a ca'!

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Nel governo Letta gravi coliche di meteorismo elettorale


Legge elettorale, è tutti contro tutti.
Anche Napolitano teme il naufragio delle riforme.
Il Colle torna a premere: "Fare presto".
Renzi: "È l'ultima chance".
Da Alfano sfilza di emendamenti.
Forza Italia: "No a preferenze o salta tutto".
M5S: "Battaglia per far scegliere i cittadini".

E quindi...?
Macché, questi non si schiodano dalle loro arroganti pretese.
I loro sì e i loro no suonano come una intollerabile sfida al nostro amor proprio e alla nostra intelligenza.
Basterebbe un pizzico di immaginazione popolare... al potere e invece ci dobbiamo tenere 'sto conglomerato di ominicchi e di becchini che sono un vero portento di idiozia politica allo stato puro.
Non riesco più a sopportarli!

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venerdì 24 gennaio 2014

Al Parlamento dei nominati c'è maretta sulle preferenze, ma solo per il bene del Paese

Vedo che le preferenze sono diventate improvvisamente popolarissime ma io, che ho iniziato a prenderle, e molte, a vent’anni, sento il dovere morale di dire che oggi sarebbe un errore enorme reintrodurle”. Così il ministro Dario Franceschini.
“Noi chiediamo di modificare la cosa più odiata del Porcellum che è il parlamento dei nominati e le liste bloccate”, dice al contrario il vicepremier Alfano.
E Renzi, che sulla legge elettorale si gioca il tutto per tutto, rischia di finire schiacciato.

Sulle preferenze sì, sulle preferenze no, c'è lo
scontro nella casta: le vogliono Alfano e Lettini,
non le vogliono Berlusconi e Franceschini.
Legge elettorale o il governo cade, dice Renzini.
E minaccia di rompere l'accordo Verdini
che ha detto no alla Boschini:
«Sull'Italicum non rompeteci i cazzettini!».
Cosa faranno Bianchini, Rossini e Smerdini?
E Pierferdi, sulle preferenze, pare già d'accordo con Casini.
Al proporzionale han detto sì i Grillini.
Attendiamo con sgomento il monito dei Napolitanini.

«Care italiane e cari italiani, insomma, caro popolino,
vuje site il popolo sovrano, mica site un popolo cretino.
Site uno e indivisibile ma odorate di pecorino.
Vuje, popolo, tenete sempre il diritto di fare casino;
ma mo' v'accomodano Renzi e Berluschino
che sto porcello italicum v'infilano nel buchino.
Vulite voi le preferenze o li nominati col ditino?».

Il funerale dell'ultima cosa pubblica: la democrazia!
Cosa c'era scritto nella seconda dichiarazione dei diritti della donna e dell'omino?
«L'insurrezione è il più sacro e imprescindibile dovere per il popolino,
qualora li signori Renzi e Berluschino, Alfano Letta e Franceschino
violino i diritti di questa presunta sovranità di detto popolino».
Poiché il problema è sempre quello, eterno e irreversibile, cari lor signori (e)lettori: costoro decidono il bello e il cattivo tempo fregandosene di tutti noi!

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Siete brunosessuali e cercate Vespa?


Gaffe su Twitter di Bruno Vespa.
Per lanciare la puntata di "Porta a porta" intitolata "Caro Freud, siamo tutti malati d'amore?", il conduttore è inciampato in un tweet parecchio infelice: "Siete omosessuali? Avete cercato di diventare etero e non ci siete riusciti? Stasera Porta a porta è fatta per voi".
Parole che hanno scatenato una valanga di reazioni sui social al punto che il diretto interessato ha cercato di correre ai ripari con un nuovo tweet di chiarimento: "Temo di essere stato frainteso. La storia della ragazza (il film "Tutta colpa di Freud", ndr) che cerca di cambiare e poi torna se stessa è bellissima".

Perché Vespa è Vespa e porta a porta! Non è che, putacaso, ce l'avete come vicino di casa? Ma lo seguite ancora?

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giovedì 23 gennaio 2014

Per Grillo, l'ebetino di Firenze adesso è Dorian Gray!

Grillo: "Ebetino di Firenze? Renzi adesso è Dorian Gray".
Prima di entrare negli uffici del M5S al Senato, Grillo comunica ai cronisti un nuovo soprannome per il segretario Pd, Matteo Renzi: non più ''l'ebetino'', ma Dorian Gray.

I Renzusconi: da giovani e da vecchi!
«Matteo Renzie è completamente ossessionato dall'eterna giovinezza che possiede (l'aveva anzitempo chiesta in prestito al diabolico D'Alimonte), usandola per scopi malvagi come, ad esempio, il progetto Italicum, e quando finalmente capisce chi è realmente diventato (un vecchio come Berlusconi tutto mosaicizzato) viene colpito da crudeli rimorsi per il male compiuto (le conseguenze sociali e culturali dopo l'imposizione della porcata elettorale) e pugnala il quadro (l'effigie di Berlusconi) sperando che questo spezzi l'incantesimo. In effetti la maledizione si spezza ma il quadro, ormai intrinseco dell'anima di Matteo Renzie, squarciandosi causa la morte del protagonista che viene ritrovato con le sue vere sembianze».
Questa è la fantafiction.
In realtà Matteo Renzie si salva perché, come potete osservare, nella sua mano manca il pugnale e così l'Italia è fatta salva... come anche si salva il vecchio bungatore.

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mercoledì 22 gennaio 2014

Diktat di Berlusconi ai suoi: "Niente attacchi a Renzi!"


Precisiamo subito un particolare: non sono grillino, e non voto più per nessuno da più di 5 lustri! Che si fottano tutti.
Punto e a capo.

Perché Renzi ha incontrato Berlusconi? Non poteva incontrare Grillo? Così come aveva tentato di fare il Bersani a elezioni compiute e che subito dopo aveva dato la colpa a Grillo per il fallimento di quell'incontro?
Il Renzi, qualcuno dice che è stato costretto a incontrare Berlusconi perché da quella sponda il Grillo non friniva proprio.
Il disinteresse di Grillo ha significato il sì a Berlusconi? Ma che diamine? Ciò è in contrasto con quanto ha affermato Renzi stesso, circa la generalizzazione democratica degli incontri. Sulla legge elettorale tutti devono esprimersi, dice Renzi, compreso Berlusconi che è leader del suo partito, ma è anche un pregiudicato. Renzi avrebbe dovuto incontrarsi con il suo vice, dice qualche altro esperto. Non ci stanno vice in Forza Italia. L’unico vice è Berlusconi, ovvero il suo doppio. Laonde, Renzi doveva incontrare Berlusconi.

E nel sancta sanctorum del Pd hanno automaticamente partorito la porcata del nuovo porcellum. Renzi si è subito affannato a chiamarlo Italicum, nome che mi fa rabbrividire, perché mi ricorda la strage dell’Italicus. Italicum, per me, significa strage definitiva degli ultimi scampoli di democrazia.

Che già Berlusconi l’aveva pure pronto il nuovo sistema.
Si erano sentiti prima col telefono senza fili per timore di essere intercettati. Perché vogliono farmi (e farci) credere che questa porcata è nata spontanea nei loro cervelli. Ma no. Qualcuno gliel’ha approntata, non v’è dubbio.

Col berlusconismo del declino finale la tendenza al ragionamento del Pd si era un po’ appiattita, ma con la nuova era renziana, renzismo allo stato puro + il meglio del medio berlusconismo, il processo evolutivo del pensiero politico del Pd si arricchisce di un elemento decisivo che ai più sembra un inesistente problema: il comportamento padronale e irrispettoso, cinico e destabilizzante di Renzi verso gli sconfitti prima, e verso l'apparatik dopo.

Cosa vuole farne Renzi degli sconfitti? E, soprattutto, cosa vuole farne del Pd?

Nessuno ha detto a Renzi che gli sconfitti vanno rispettati, considerati e preservati, come nelle vecchie usanze cavalleresche, che un giorno gli potranno tornare utili? Non sa Renzi che il tutto si ritorcerà poi contro lui? Ma faccia come crede, non m’importa.

E non è che mi freghi poi molto dell’esistenza del Pd. Il fatto è che l’esistenza del Pd, gestito così da questa nuova nomenklatura, porterà pericoli alla nostra vita più ancora che il vecchio berlusconismo. La volontà di Renzi è artificiosa perché dipende e riflette quella di altri sopra di lui, lui non è autonomo in questo. Si comprende lontano un miglio. Ed è anche un pessimo copiatore di leggi elettorali di altri, vedi il Calderollum. Ho la netta sensazione che il cipiglio da padroncino all’interno del Pd, non sia un fatto casuale o tattico. È strategia di lungo corso, che trasferirà nel Palazzo non appena sarà eletto premier. Diventerà il padrone assoluto della situèscion, nella quale i suoi fedelissimi (in buona fede sono, si dice sempre così all’inizio) agiranno come automi freddi e senza sentimenti popolari.
Già adesso lo hanno accettato in toto senza se e senza ma, e lo adorano come il perfettibile deus ex machina. È il rituale millenario dei servitori in questa messinscena necessaria, da teatro crudele. Il demiurgo e gli altri del cerchio. Già visto. Tutto il resto conta come il due di coppe.

Cosa c’ha di diverso da quel galantuomo dell’ex senatore? Quest’ultimo, da parte sua, ha ordinato ai suoi: “Niente attacchi a Renzi! Chiunque dei nostri vada in tv deve difendere Renzi in tutti i modi. Nessuna ironia, nessun attacco contro di lui. La nostra controffensiva mediatica deve essere incentrata contro la sinistra del Pd e contro il governo Letta”. Scusino, lor signori lettori, ma non vi pare che questo signore sia più che amico di Renzi. Sono come padre (della patria) e figlio (della stessa patria).

È nell’ordine naturale delle cose umane questa deviazione comportamentale. Finora nessuno dei potenti che calpestano indegnamente il mondo ne è stato immune. L’estrema ratio, o l'istinto di conservazione di un popolo abbandonato economicamente e culturalmente, può ergersi a frenare questa incontenibile sete di potere fine a sé stesso? E chi lo sa? Sto esagerando, sto troppo anticipando i tempi, state pensando, fai fantapolitica senza costrutto. Vedremo.

Renzi, Berlusconi, Letta, Alfano, Napolitano & Co. vogliono un Parlamento di nominati e fanno carta straccia della Consulta.
Gli avvocati Besostri, Tani e Bozzi hanno ottenuto la bocciatura del Porcellum dalla Corte costituzionale. Ora però il progetto Renzi-Berlusconi li fa infuriare: "Ricorreremo anche contro l'Italicum perché è peggio della 'porcata' di Calderoli". Motivo? "Siamo al bipartitismo assoluto che è in contrasto con la Carta".

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martedì 21 gennaio 2014

Le dimissioni di Cuperlo, lo strazio di Renzi


Pd, Cuperlo si dimette da presidente.
Renzi replica: "Le critiche si accettano".
"Allarmato dalla tua concezione del partito".
Così l'ex capo della Fgci motiva la scelta di lasciare.
Il segretario gli risponde: "Da me nessuna offesa personale".
Civati: "Non mi candiderò alla presidenza".
Intanto i cuperliani guidati da Alfredo D'Attorre e i Cinque Stelle annunciano battaglia contro l'Italicum.

L'Italia democratica non sa più a quale santo votarsi.  
♫ ♫ Meno male che Renzusconi c'è! ♫ ♫

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L'Italicum non è perfetto: perché non chiamarlo Italicus?

D'Alimonte: "Con il nuovo sistema elettorale saranno i cittadini a decidere chi debba governare. Le elezioni saranno, come diceva Popper, "il giorno del giudizio" su chi ha governato e su chi si candida a governare [...]. Il nuovo sistema si colloca nell'alveo dei sistemi che hanno caratterizzato la Seconda Repubblica".
Non è il migliore dei sistemi. È il punto di incontro tra i desideri e la realtà. Chi scrive ha collaborato sul piano tecnico a questa riforma. Avrebbe preferito un sistema con i collegi uninominali maggioritari e il doppio turno. In questo modello c'è il doppio turno ma non ci sono i collegi. Però è un sistema che può funzionare bene.
Ma le regole elettorali [...] non sono una bacchetta magica. Le buone regole sono una condizione necessaria del buon governo. Ma non sono una condizione sufficiente. Per il buon governo ci vuole la buona politica. È questa la prossima scommessa. [...].
La formula elettorale a soglie - scrive il professore - serve a scoraggiare tentazioni terzopoliste. "Questo è il prezzo che i piccoli partiti devono pagare. Sopravvivono, ma solo se accettano di allearsi prima del voto con i grandi. Per la Lega è prevista una clausola di salvaguardia che le consentirà di sopravvivere nei suoi territori anche nel caso in cui non arrivi al 5% a livello nazionale".
 

In realtà, la presunta libertà di scelta degli elettori
su chi devono mandare a governare è una gran
balla: il nuovo che andrà a governare è già stato scelto
da chi ha tutto l'interesse di non cambiare niente.
Dice Renzi (o minaccia, a seconda dei punti di vista): "Se qualcuno pensa di intervenire in Parlamento per modificare qualcosa di fondamentale di questo Italicum, sappia che manda all'aria tutto: questa non è una riforma à la carte. O si fa tutto il pacchetto - Legge elettorale chiamata Italicum, Titolo V (le autonomie regionali) e riforma del Senato - o viene meno l'accordo". Questo l'avvertimento su legge elettorale e riforme lanciato dal segretario Pd, Matteo Renzi, nel corso della direzione nazionale del partito. Se non passa l'Italia è persa!".
Renzi non parla come segretario e basta: parla col piglio del capitano del vapore. Da padrone, insomma. E questo non può essere tollerato, si sarà detto Cuperlo.

Già, Cuperlo: se n'è uscito aristocraticamente. Si dimetterà? "A me, non mi cambia niente", avrà pensato Renzi.
Solo Faraone ha detto: "Mi spiace. Pensiamo a recuperlarlo in seguito".
Fassina invece? Ha detto che "sì, hanno fatto un buon lavoro, ma l'accordo va migliorato".
Té capì, il Fassina? Fassina, chi? Fassina il possibilista!
Bene, sostanzialmente nessun vero democratico del Pd ha votato contro Renzi. I soliti guastafeste astensionisti della, come la vogliamo chiamare, sinistra del Pd?, si sono astenuti per non essere contrari e passare per fessi.
Tutto è bene quel che finisce bene?
Ma manco per il cavolfiore eccitato!

Sulla bontà e l'innocenza dell'Italicum ci sono immensi vuoti a perdere e buchi neri... E Renzi furbacchione, siccome sa che è un pastrocchio fotti-elettori, ha bisogno della confessione pubblica del signor D'Alimonte, per rafforzare la tesi della migliore e unica qualità del suo prodotto. Mi fa pensare molto quest'articolo autoreferenziale del signor D'Alimonte, uno degli estensori della bella legge elettorale di nome Italicum.

- Chissà perché, mi fa venire i brividi questo nome: forse perché mi ricorda l'Italicus?

Quando si ha bisogno di questi mezzucci di propaganda, allora il prodotto è, se non altro, da diffidare.
Renzi e Berlusconi sono felici per l'accordo raggiunto. Saranno eletti col massimo dei voti. Alfano pure. Letta altrettanto. Napolitano, e ci mancherebbe: dovrà andarsene felice anche lui. E se sono felici loro, noi restiamo serviti e infelici.
Chi resta? Le opposizioni. Ma sono in minoranza. Tranne la Lega alla quale, pare che, il signor D'Alimonte abbia riservato un titolo di favore - in termini di soglia minima di percentuale -, a garanzia della certezza dell'eleggibilità nei suoi territori... di caccia.

Italianiii!

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lunedì 20 gennaio 2014

Claudio Abbado ha detto no a Santa Cecilia

Anche nel paradiso degli artisti ci
stanno le sante patrone che rompono
Gran subbuglio stamane in paradiso, il ben noto paradiso dei musicisti, per l'arrivo di Claudio Abbado. Santa Cecilia gli aveva subito chiesto di preparare la Messa da Requiem per i santi e beati. Ma il Maestro l'ha bloccata senza pensarci su due volte: "Senta, mia cara patrona, ma manco in paradiso si può stare tranquilli? Io già ho fatto 'sto viaggio fino a qui, e va beh, mi toccava. Ma sono troppo stanco per il tanto suonare: da questo momento io abbado solo ai fatti miei. Se le sta bene, altrimenti me ne torno a fare il senatore a vita che manco quella soddisfazione mi sono presa!".

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Cuperlo e Fassina smarriti di fronte ai nuovi Renzusconi

Legge elettorale, la minoranza Pd pronta a dire no in direzione alla proposta di Matteo Renzi.

Dopo l'incontro privato tra Berlusconi e Renzi, tra i due è in atto una osmosi biogenetica e ideologica straordinaria. L'esito: i due sono separati ma non diversi. Hanno in comune alcuni tratti caratteristici della loro vis comica! Altro che profonda sintonia!

Perfino Cuperlo se n'è accorto, tant'è che s'è confidato con Fassina. Adesso si stanno dando da fare per rimodulare la situazione di minoranza.

Cuperlo: "La mutazione del Pd è in atto, caro
Stefano. Che ne dici se rifondassimo il partito?
"
E, ironia a parte, per il Pd si pone un problema non indifferente: essere minoranza di Renzi!

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domenica 19 gennaio 2014

Il coming out di Silvio e Matteo

"Noi siamo l'Unico Renzusconi: un
mostruoso ibrido della politica italiana
"

Qualcuno ha giocato con il fuoco e si è bruciato. E ora che Berlusconi è rientrato dalla finestra nella politica che conta, i tanti politici e i molti giornalisti (finti nemici) sembrano aver perso il buon umore.
Dimenticando che presto lo riacquisteremo con le barzellette dell'uno e le grandi teorie della rivoluzione post-democratica dell'altro: il renzismo! Il tutto all'insegna della nuova legge elettorale: il Piccolo Porcellinum fiorentino.

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sabato 18 gennaio 2014

Due ore di copula ma è nato l'accordo elettorale di Renzusconi

Con Berlusconi sintonia profonda.


Faremo una legge elettorale che tenda alla governabilità e che dica no al potere di ricatto dei partiti minori.
Ma ormai la sede del Pd è stata sverginata dall'ingombrante presenza dell'ex senatore, già pregiudicato. Gliela faranno pagare a Renzi?
Di fronte a questo dramma interno al Pd, si registra la riverginità dell'ex.
Non si parla apertamente di accordo ma di profonda sintonia.
Ma già si capisce come questa sintonia sia una vittoria di Renzusconi e dell'apparatik dei due.
E una ulteriore mazzata per noi, poveri cristi.

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Oggi 18 gennaio del 2014 si inaugura ufficialmente la nuova stagione italiana del renzismo

Se incontro dev'essere, che sia almeno all'insegna della condivisione del cribbio nazionale!

Renzi ha un padrino d'eccezione in Briatore:
"Matteo e Silvio, due fuoriclasse. Letta fuori"!
La base del Pd, secondo l'Huff, è in ansia per questo incontro. La base del Pd? Ma chi l'ha fatto segretario il Renzi?
Il fatto è che gli italiani, in genere, hanno sempre avuto nel dna la tendenza di abbandonarsi nelle mani di gente inappropriata a fare i loro veri interessi. Solo che all'inizio sono convinti che si tratti di un magnifico cavaliere della salvezza!; solo dopo vanno in ansia.
E, comunque, vorrei spezzare una lancia (in testa a questi due) a favore della teoria unica del Grande Fratello del Solito Complotto Massone Antipopolare, che ha già stabilito come dev'essere l'accordo che garantisce l'elezione certa ancora una volta di lor signori buratti. Sarà spagnola o porcella corretta? Sarà senz'altro un accordo truffa che metterà a tacere le ansie e i mugugni. Renzi è il nuovo che avanza. Lo dicono pure le grandi firme delle grandi testate italiane. Come se parlasse Dio, vah! Quindi, fidatevi!

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venerdì 17 gennaio 2014

Miracolo: suora partorisce!

Quando la crisi di un Paese è profonda e ne sconvolge tutti i sistemi e le culture, quando aumenta la miseria economica e morale "È solo tempo di miracoli". L'Italia è il Paese della Corte dei Miracoli. I miracoli sono le uniche droghe che aiutano a risollevare il morale delle genti rafforzandone la credulità.

Dopo il caso del missionario palermitano, Biagio Conte, che, immobilizzato su una sedia rotella, recatosi a Lourdes, dopo un bagno nell'acqua santa, si rialza e ritorna a casa coi suoi piedi, a Rieti, una suora partorisce un bimbo al quale mette come nome Francesco. Ovvio.

La donna, 31 anni del Salvador, è stata soccorsa martedì notte dal 118 nel convento in località Campo Moro per forti dolori addominali. Ai medici è subito apparsa chiara la gravidanza ma lei ha continuato a negare. L'ecografia in ospedale ha poi tolto ogni dubbio. Mercoledì mattina è nato il bambino di 3,5 kg.

"Non sapevo di essere incinta.
Quando si è presentato a me,
lo Spirito Santo non me l'ha detto
".

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Fucilieri d'Italia e ministri in crisi

Marò: vertice a Palazzo Chigi tra Letta, Bonino e Mauro.
Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha dichiarato che "tutte le opzioni sono sul tavolo", per quel che riguarda la vicenda di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri - la stessa parola lo dice: di mestiere fanno i fucilatori - della marina trattenuti in India dove sono accusati dell'omicidio di due pescatori indiani.
Il timore è che possano essere imputati sulla base di una legge che prevede la pena capitale.
Tra le opzioni non escluse da parte dell'Italia, c'è quella di bloccare gli accordi commerciali tra Unione Europea e India ma anche un'offensiva per allontanare l'ipotesi che Nuova Delhi ottenga un seggio permanente nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Se non dovesse bastare neanche quest'ultima, i tre ministri hanno pensato ad una missione di liberazione: guidare in prima persona una squadra speciale della super segreta Task Force 45 italiana in terra indiana, per tentare la liberazione dei due marò. Di questa possibilità il leader dei democratici Renzi dovrà tenerne conto, specialmente se i tre ministri dovessero ritornare in patria coi due marò liberati. Un atto di autentico eroismo che spiazzerebbe Renzi e con lui il suo staff di rottamatori: andrebbero a carte quarantotto tutte le sue strane strategie su come far cadere il governo Letta, per installare il suo primo ventennio.


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giovedì 16 gennaio 2014

In direzione nazionale del Pd Renzi cala l'asso

Il Pd: “Renzi non veda Berlusconi, è evasore”.
La replica: “Surreale, governavate con lui”.

 L'état, c'est moi et
et après moi, rien!
Renzi: “Ultimi mesi e anni solo fallimenti”.
Il segretario ha un giudizio severo sugli ultimi anni e gli ultimi mesi anche del Pd: “Se mettiamo in fila i risultati di questi mesi e di questi anni, a livello istituzionale, mettiamo in fila una serie di fallimenti.
Non siamo riusciti a fare legge elettorale è saltata ipotesi riforma costituzionale che il nostro partito ha votato in tre letture, e sul tema delle riforme abbondano i ministri scarseggiano i risultati”.

Non può bastare un cambio dei ministri del governo Letta: “Chi propone un rimpastino sta drammaticamente perdendo di vista l’obiettivo essenziale” che non è quello di sostituire due ministri con dei renziani ma 

“creare un sistema di governo che duri per i prossimi vent’anni”.
Nantra vorta?


Ma Letta non deve temere: “Sono l’unico nel Pd che non ha mai messo un termine ultimo al governo. Ho sempre detto che va avanti finché si fanno cose e si realizzano risultati... e fino ad ora... non mi pare che vi siete spesi a fare qualcosa per il Paese... l'unico che si è sacrificato è stato Fassina che ha tutta la mia stima per il coraggio delle dimissioni. Facilitatemi, dunque. Dopo l'incontro che avrò con Berlusconi sulla legge elettorale, votiamo la nuova legge e potete anche dimettervi dal governo”.

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Renz e Usconi a poche ore dallo storico incontro... dopo il primo di Arcore

Renzi e la minoranza democratica ai ferri corti a causa dell'incontro di Renzi con Berlusconi.
La prima volta fu ad Arcore. L'allora cavaliere gli disse: "Tu mi somigli".


Ed ecco come potrebbe svilupparsi l'incontro tra i due.

Dialogo di un vecchio venditore di barzellette politiche a tema e di un giovane nuovo passeggere della politica italiana.

Usconi: Buongiorno a lei, signor Renz!
Renz: Salve, signor Usconi.
Usconi: Bisognano consigli, signore? Barzellette nuove? C’ho barzellette nuove e consigli nuovi sulla legge elettorale.
Renz: Consigli per una nuova legge elettorale?
Usconi: Sì, signore.
Renz: E lei crede che il Pd ne sarà felice?
Usconi: Apertamente no, cribbio, ma nel segreto loro cuore sì, certo.
Renz: Come quest’anno passato?
Usconi: Più, più assai.
Renz: Come l’altro ancora?
Usconi: Più, più, illustrissimo sindaco.
Renz: Non mi racconti barzellette. Quale altro? A lei non piacerebbe che il 2014 fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Usconi: Se si riferisce a quest'orribile 2013, per me, signor no, non mi piacerebbe.
Renz: Mi scusi, ma quanti anni nuovi sono passati dacché lei vende barzellette e consigli nuovi?
Usconi: Saranno vent’anni, illustrissimo sindachissimo.
Renz: A quale di cotesti vent’anni vorrebbe che somigliasse il 2014?
Usconi: All’anno di quando sono sceso in campo a vendere barzellette, scopine e consigli.
Renz: E non vorrebbe rinverdire gli allori di quell’anno passato?
Usconi: Sì in verità, illustrissimo.
Renz: Ringiovanirebbe, nevvero? Guardi me. Sono come lei vent’anni fa, bello, gagliardo e vincente.
Usconi: Cotesto lo sanno tutti ormai. Un ottimo parolaio. Quasi come me.
Renz: E proprio per questo, non tornerebbe a rivivere cotesti vent’anni trascorsi, insieme a me. Saremmo una forza, insieme. Cuperlo dovrà adattarsi. E Alfano, soggiacere.
Usconi: Cotesto lo vorrei.
Renzi: Cosa, trascorrere altri vent’anni a raccontar barzellette?
Usconi: No, mi riferivo ad Alfano: vederlo soggiacere.
Renzi: Farebbe quindi un patto con me?
Usconi: Signore sì, signor sindaco. Mi leverei da questo campo indove mi ci hanno collocato giudici comunisti del suo partito.
Renzi: Dimentichi. Li ho rottamati. Davvero vorrebbe ritornare a galla?
Usconi: Sì, vorrei una vita spericolata, come Matteo Renzi, voglio una vita esagerata ed eterna fino a 150 anni, perso dentro i cazzi miei.
Renzi: Una vita così, a caso, e non saperne il perché. Bellooo!
Usconi: Appunto.
Renzi: Così vorrei ancor io se avessi a rivivere dopo questi, altri vent’anni. Lei mi deve dire come ha fatto a stare a galla tutto questo tempo? È venuto a patti col Diavolo, con la Dc, con i comunisti, coi grandi massoni? Ma stia tranquillo, insieme principieremo una vita nuova felice. Non è vero?
Usconi: Mah, se lo dice lei, speriamo.
Renz: Dunque, mi dia l’ultimo consiglio più bello che ha per la legge elettorale.
Usconi: Più che un consiglio… è un nome nuovo, un neologismo, che fu inventato per noi, io e il suo collega Veltroni: all'epoca facemmo faville e lui allora fece i miei interessi. Ci chiamarono i Veltrusconi. Le piacerebbe se ci chiamassimo i Renzusconi?
Renz: E con questo nome, poi vinciamo?
Usconi: A man basse: il programma della legge è tutto in questa parola!
Renz: Bellissimo. Geniale. Quanto mi costa questo consiglio?
Usconi: Ecco, illustrissimo, vale trenta soldi.
Renz: Ecco trenta soldi.
Usconi: Grazie, illustrissimo: a rivederla. Barzellette, barzellette nuove; consigli elettorali nuovi!

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mercoledì 15 gennaio 2014

Renzi ha visto Alfano sulla legge elettorale... ma che ci faceva Alfano sulla legge?


Ci sono dei creativi all'Huffington Post che manco li cani!
Per esempio, il titolo di questo articolo: "Renzi ha visto Alfano sulla legge elettorale"...
L'ha visto come? In groppa? Di fianco? Disteso da tergo? A testa in giù?
Dopo il primo istante di perplessità Renzi gli chiede che ci facesse sulla legge. Quello gli risponde che aspettava proprio lui per sapere come doveva sistemarcisi sopra. Renzi allora gli risistema la gamba destra che stava proprio inchiodata sulla gola della legge e pronta a soffocarla. Alfano gli precisa che per lui il doppio turno modello Giudita o modello sindaco Renzi vincente andrebbe bene, anche con la gamba di centrosinistra o con la gamba spagnola. Male che vada il Mattarellum riveduto e corretto da semi porcellum. L'importante è ricavarci qualcosa.

Pare che la discussione non sia finita bene, visto che Renzi gli ha comunicato che la sua parola in questo momento vale quanto il due di picche e ciò che più conta per lui è sentire l'ultima opinione di Berlusconi sulla legge elettorale.
Poi si sono lasciati da buoni amici e sinceri, augurandosi "arrivederci, dammi la mano e sorridimi senza piangere... eccetera." Se la sono cantata a canone.

Ho sempre ritenuto Porcellum e Mattarellum due metodi fottipopolo.
Secondo me è meglio il Cazzarellum, che avevo già proposto ai tempi di quando Bersani produceva metafore. Quello però non mi ascoltò.
Il Cazzarellum è la meglio legge. La stessa parola lo dice! Chiara, precisa e inequivocabile. La vendo a scatola chiusa. Se Renzi è davvero quel giocatore d'azzardo di cui tutti tessono le lodi, allora dovrebbe recepirla senza se e senza ma. Poi gliela spiego meglio in privato. Magari ci vediamo sul Cazzarellum, pardon, sulla legge elettorale.

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L'Italia è un Paese di Serenissimi con le Mani in Pasta, ma chi ha sbagliato la pagherà

Caso De Girolamo: «Violata la mia privacy». La ministra c'ha pure ragione: ecché, non si può parlare liberamente in casa propria di stronzi e coppetielli? Ma in quale mondo vivete?
Renzi: «Ma la Idem si è dimessa... perché ha un altro stile. Se fossi in lei, farei idem come sopra». E anche lui c'ha ragione: se la Idem s'è squagliata per un'evasione innocente di tasse, la De Girolamo dovrebbe fare lo stesso per una strunzata di linguaggio in dialetto.
Il ministro annuncia la controffensiva dopo la vicenda con l’Asl di Benevento. Il Pd presenta un’interpellanza: in Aula venerdì. Mica in piazza, ai quattro venti!

Cravatte, biancheria intima e gioielli con i soldi dei gruppi, indagati 83 deputati.
Alcuni onorevoli in carica, altri delle scorse legislature: sono indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'uso illecito dei fondi per i gruppi. Spese illegittime per 10 milioni di euri.
Borse Hermes e Vuitton, cravatte, biancheria intima griffata, gioielli e regali. E ancora soggiorni in alberghi extralusso e auto. La lista delle spese pazze dei deputati dell'Ars è lunga e ricorda quelle dei colleghi dei consiglieri regionali di mezza Italia finiti sotto inchiesta per l'uso illegittimo dei fondi destinati ai Gruppi. A scoperchiare l'ennesimo scandalo della politica sono state le Fiamme Gialle. Nel registro degli indagati, con l'accusa di peculato, sono finiti 83 parlamentari siciliani e 14 consulenti e dipendenti dei Gruppi.

Tra gli inquisiti anche il responsabile Welfare della segreteria nazionale del Pd Davide Faraone e l'ex governatore Raffaele Lombardo. «La Procura indaghi, io sono serenissimo. Se c'è qualche ladro deve pagare», ha commentato Faraone. «Benissimo la procura: indaghi. E se c'è qualche ladro deve pagare. Sono certo che emergerà chiaramente se c'è qualcuno che ha rubato e ha utilizzato le risorse per lucro personale», ha dichiarato Davide Faraone, responsabile Welfare del Pd, indagato nell'inchiesta sulle presunte spese folli all'Ars.

Ma Renzi, chiamato in causa dai 5S, frena: "Cosa volete che vi dica. Lui è serenissimo. Io più di lui. Anche perché non è lo stesso caso della De Girolamo, che nelle intercettazioni la si sentiva avocare a sé il comando del suo battaglione, tra strunzi e coppetielli. Qui invece si parla di innocenti granite ai frutti di bosco per uso personale e in piena estate, tutto dimostrabile scontrini alla mano. Chi sta nella mia segreteria ha il pedigree puro. E alla fine noi dobbiamo parlare d'altro: dobbiamo parlare di lavoro, di legge elettorale, di rimpasto? No, quello no che ci riporta agli orrori della prima repubblica. Abbiamo il dovere di parlare d'altro perché io non sono stato eletto dalla maggioranza degli elettori democratici per caso e non sono qui per caso ma per salvare l'Italia. Tant'è che tanti mi definiscono il nuovo Messia. Quindi lasciate perdere quel pagano d'un Faraone e, per carità, cerchiamo di stare dentro i binari della nostra fede di bravi cristiani. La politica è un'altra cosa".
Già!

Ps.: perché 'sti signori politici non usano i loro soldi per comprarsi le caramelle?

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martedì 14 gennaio 2014

Renzi è contro la De Girolamo

Renzi contro il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo.
“Vedremo quello che deciderà il premier, tocca a lui decidere il destino dei ministri”.
In ogni caso il Pd “ha chiesto vada in Aula e racconti la sua versione dei fatti, nessuno fa processi politici in contumacia, alla luce di quello che dirà il Pd prenderà sua posizione che sarà unitaria”.


E comunque “la Idem si è dimessa dimostrando uno stile profondamente diverso”.

- Scusi, Renzi, in che senso stile diverso?
- E beh, l'Idem ha tutto un fascio di muscoli attivo anche nel cervello che le hanno fatto spingere con forza la pagaia verso le sue dimissioni irrevocabili.
- E quindi la De Girolamo?
- La De Girolamo, chi?
- La ministra dei coppetielli.
- Ah sì, lei ha tutta una sporta di coppetielli da offrire agli amici, il che denota un grande fascio cerebrale di generosa solidarietà.
- E come andrà a finire?
- Come l'abate Fassina, che si dimise per un chi!

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lunedì 13 gennaio 2014

Marchionne ed Elkann eccezionalmente in concerto per una notte!

Elkann assicura che "Marchionne resta per tutto il piano".

"D'accordo, ma quanto dura da voi una notte?" *
- Dura quanto dura il piano.
- Cioè?
- Il piano. Il nostro piano. È il nostro piano forte di maggio che andrà avanti per tre anni e non c'è dubbio che sarà portato avanti da Marchionne.
- E lei?
- Che c'entra? Io sono al di sopra. Vivo in un piano megagalattico.
- Già, lei poi suona la chitarra elettrica.
- E faccio il rapper a tempo perso. Canto i testi che Marchionne mi scrive. E lui sarà amministratore delegato per tutta la notte.
- Che dura per tre anni, giusto?
- Certo. Poi se il piano si scorda gli faremo regolare i tasti in Usa, che offrono più soddisfazioni.
- Grazie, Lapo.
- Prego, sono John.
- Scusi, John!

* Una notte dura quanto vuole il padrone! E non c'è sindacato che tenga!

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domenica 12 gennaio 2014

Stronzi e Coppetielli diventano una sceneggiata napoletana


De Girolamo e gli appalti all'Asl di Benevento: «Pronta a chiarire tutto in Parlamento». Parla di «vicenda sconcertante» e si dice vittima di «un linciaggio mediatico senza precedenti». Le stesse identiche parole di altri precedenti personaggi politici presi con la lingua nel sacco. Normale amministrazione per noi poveri fruitori di queste sceneggiate.
Gli stronzi e i coppetielli diventano una sceneggiata alla napoletana.
La Carfagna contro la De Girolamo: «Che mancanza di stile, valutiamo la sfiducia per il ministro».

Sono presenti tutti gli ingredienti perché questa storia finisca a tarallucci e vino.
Ma, in fondo, che importa?
Ora presi dal carisma del renzismo entrante stiamo procedendo verso voluttuosi sensi di colpa collettivi: l'Italia non è ancora salva e... vuoi vedere che la colpa alla fine è nostra?
Questa storia con i coppetielli (una regia perfetta... sì, ma che cavolo sono 'sti coppetielli? C'è qualche napoletano che ce lo può tradurre letteralmente?) c'entra perfettamente per accontentare Renzi al suo orrido pasto... ehm, volevo scrivere allegro rimpasto del governo Letta. Facile facile. E per noi non cambia niente.
Ogni scarrafone è bello a mamma soja.

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È morto l'eroe di Sabra e Chatila

Sharon morto, Hamas: “Aveva mani sporche di sangue”. Netanyahu: “Un eroe” Fatah: "Responsabile della morte di Arafat, sfuggito alla giustizia internazionale". Il premier Netanyahu: "Israele china il capo per un componente centrale nella lotta per la sicurezza". Obama: "Ha consacrato la sua vita al Paese". Letta: "Leader generoso".

L'eroe di Sabra e Chatila

Visto che la memoria non è di questo mondo di ipocriti, voglio proprio essere nudo e crudo. E se proprio vogliamo parlare di eroi, l'Italia ne ha perduto uno, vero, leale e coraggioso, che ha sacrificato la sua vita in quella terra dove Sharon è stato una macchina da guerra di sterminio!

Vittorio è l'eroe suo malgrado, che non ci meritiamo. Un grande uomo, di cui nessuno di questi fanfaroni parassiti politici italiani sente la sua mancanza!


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sabato 11 gennaio 2014

Ti amo tanto, disse la moglie al maestro Zen

«Ti amo tanto», disse al marito, «che non voglio più lasciarti. Non tradirmi con nessun’altra donna. Se lo fai, tornerò sotto forma di fantasma e ti darò fastidi a non finire». (Zen).


Pronunciate queste parole la donna morì e il marito subito, per la felicità ritrovata, s’appartò quella notte stessa con una prostituta dandosi a bagordi sessuali senza freni.
Se era una escort, dici? Non so, non ho riconosciuto la marca, poteva anche essere una chrysler fiat, ma aveva una ruota di scorta che le usciva da sotto la scocca ancora da verniciare.
Sono stato il primo a congratularmi con lui che sa fiutare da dove spira il vento del sesso finanziario. Come fiuta lui, il mercato dell'auto eh, non lo fiuta nessuno. Le sue virtù, esecrabili solo per i bigotti, sono eccitanti per i buongustai, e oggi come oggi non se ne trovano molti tra politici spazzafabbriche e sindacalisti mugugnanti, mestieri umanitari di quando l'innocenza la faceva da... padrone!
Dicevamo del fantasma. Sì, quella si presentò la notte successiva a strizzargli le palle mentre il maestro, vedovo goduto, dormiva. Fu l’ultima volta che sentì gli artigli della moglie strappargli le palle. Quando si svegliò, si guardò allo specchio e si vide sciupato; pensò: “Ok, oggi tocco ferro in mancanza di palle”. Uscì di casa e s’incamminò verso il nulla, perché non c'era più amore per le megere in quell'uomo senza palle.

Ps.: ogni allusione a megere vere o fittizie è fuor d'ogni realtà.

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venerdì 10 gennaio 2014

Renzi a Letta lo comanda a bacchetta!

Se Renzi vuole il rimpasto, vorrà assaggiare il mio pollo fritto preferito. Sarà utile però che lo assaggi prima io.

"Il rimpasto tra me e Renzi non sarà un pranzo di gala!"

Letta: "Il Pd è anche il mio partito. Lavoreremo assieme con Matteo. Il mio problema è che ho sbagliato i tempi con lui: dovevo andarci prima a pranzo invece che portarmici quella zavorra di Alfano. Il fatto è che comunque io non sono contro Renzi, ne ho solo paura".

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Marchionne, unu ca' panza china e 'u ciriveddu 'ncartatu d'ova d'oru!

"L'America ci dà valore. Ora rilanciamo l'Alfa, tutti gli operai rientreranno". 
Marchionne dixit: "C'ho avuto la faccia tosta di fare il cattivo contro gli operai ma ora gli Usa ci rispettano".

"Non sono quel che si dice un santo di stinco
di Marchionne al forno con patate: io,
prima faccio mangiare tutti i nostri dipendenti,
poi i miei padroni e infine mi assaggio da me
"
"L'America ci dà valore. (La Fiat sputa nel piatto in cui ha mangiato). Ora rilanciamo l'Alfa, tutti gli operai rientreranno. Il futuro della Fiat è questo".
Marchionne, il numero uno della Fiat ha guadagnato 47,9 milioni di euro complessivi, al lordo delle tasse, di cui 4,27 milioni come ad Fiat, 2,89 milioni come presidente della Fiat industrial, ma il grosso del guadagno deriva dalle azioni gratuite che gli sono state assegnate all'inizio del 2012, in base al piano del 2009. Questi titoli, secondo i documenti della società, valevano 40,7 milioni di euro. Un superpremio che la Fiat ha assegnato a Marchionne sulla base dei risultati.
[...] Tralascio il resto delle risposte inanellate trionfanti e demagogiche del signor Marchionne nell'intervista.
Mi interessa invece questa frase:
Gli impianti italiani. "A Mirafiori-Grugliasco si faranno le Maserati, a Melfi le 500 X e piccole Jeep. A Pomigliano le Panda. A Cassino il rilancio dell'Alfa. Mi impegno: saranno riattivati in pieno tutti gli impianti italiani".
A Termini? Niente, solo il rilancio dello scarto operaio all'inferno, perché quelli li hanno lasciati morire grazie anche al disinteressato impegno dei sindacalisti e dei politici, sia nazionali sia regionali. Ma questo non fotte a nessuno se non ai diretti interessati. L'importante è vendere le Maserati.

La Fiat che conta è in Usa, ed è un fatto! Tutto il resto conta invece come il due di picche: sono solo ciliegine sulla torta.
Così finirà il resto della cosiddetta restante parte di Fiat italiana.
Solo demagogia industriale di basso livello a uso e consumo degli italiani, le parole del signor Marchionne, unu ca' panza china e 'u ciriveddu 'ncartatu d'ova d'oru!
I più contenti saranno i sindacalisti italiani ai quali sorride da dio la notizia che i lavoratori rientreranno. Così potranno continuare il loro mestiere di medium, intra mura loro.

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giovedì 9 gennaio 2014

La cura per gli operai della ex Fiat di Termini Imerese? Io so chi può aiutarli!

Lavoratori: solo il Messia del Pd vi può aiutare col suo piano per il lavoro.
... ... ... ma dopo tutti questi anni e anni e anni di prese per il culo e false promesse... lo so, non ci credete più...
... ... ...
A meno che non prendete coscienza di quanto vi sta capitando!
E a quel punto...

"Io però non ho nessuna responsabilità
per ciò che v'ha fatto Marchionne, quel
zuzzurellone che s'è preso pure la
Chrysler, e quei governi che vi

hanno governato. Perché non provate a
far smuovere il culo ai vostri sindacalisti
?"

La disperazione degli operai Fiat di Termini Imerese.
Non ci sono soluzioni per far ripartire la Fiat, la cassa integrazione sta finendo e il rischio sono i licenziamenti di massa.
Davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat i lavoratori e le loro famiglie, sullo sfondo l’abbandono di una città del Sud.

Lavoro, Renzi: "Entro 8 mesi il nuovo codice, ridurre il numero di contratti". Il segretario Pd, nella sua Enews, illustra la bozza del Job Act. Nei piani del sindaco di Firenze il testo dovrà rivoluzionare il mondo del lavoro e rilanciare l'occupazione, soprattutto giovanile.

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Renzi, secondo l'apostolo Nardella

Il nuovo Messia del Pd che è venuto a salvare l'Italia

Renzi il Messia: "L'apostolo Nardella è un altro di quelli proprio fanatici di Me a Me fedelissimi. E faccio fatica a tenerlo a bada. Chissà se un giorno varrà anche per lui la legge dei tre chicchirichì? Speriamo di no, per il suo bene. Altrimenti scivolerà all'inferno".

Dario Nardella: "Basta tecnici al ministero dell'Economia". Il Pd lo stoppa.
Uno degli uomini più vicini a Matteo Renzi e deputato del Pd Dario Nardella aveva lanciato una stoccata al ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni: "Non abbiamo certo dato la fiducia a un ministro così autorevole, addirittura ai vertici della Banca d'Italia, per aumentare di un punto l'Iva o per attorcigliarsi intorno alla questione dell'Imu. Questo ministro - ha aggiunto Nardella - deve dimostrare di essere all'altezza delle aspettative, che avevamo tutti noi e che aveva il Parlamento quando è arrivato. Dopodiché la decisione spetta al presidente del Consiglio, non ai partiti. Altrimenti - conclude - sembra solo una questione di potere: Renzi non è arrivato per cambiare tre ministri ma per cambiare l'Italia. Poi, se i ministri non vanno bene, il presidente del Consiglio si assumerà l'onere di cambiarli".

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mercoledì 8 gennaio 2014

Morgan kamikaze?

Morgan: delirio da divismo o tentativo di un bagno di folla?

Il cantante Morgan un
attimo prima del grande tonfo!
Brutta avventura per Morgan: il cantautore e musicista, ospite il 27 dicembre di un locale alle porte di Bari per un'esibizione dal vivo, ha improvvisato uno «stage diving». Il pubblico, impreparato, non lo ha sostenuto, lasciandolo cadere a terra... ma lui, scusa, perché non lanciava l'urlo di Tarzan, prima? Almeno quelli che volevano sostenerlo lo avrebbero fatto con cognizione di causa invece di lasciarlo sprofondare a terra... con cognizione di causa!

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martedì 7 gennaio 2014

Saccomanni: cari professori, ridatemi indietro i 150€, altrimenti vi boccio

Io ho tutte le buone intenzioni, ma sapete com'è, ci vogliono i soldi per qualsiasi cosa... 

"Quindi, cari italiani, tutto dipende da questi signori"

Scuola, il governo chiede indietro i soldi agli insegnanti. “Ridate 150 euro al mese”.
Il ministero dell'Economia e Finanze ha diramato una nota per la restituzione degli scatti d'anzianità (sbloccati nel 2013 con tre anni di ritardo) “con recupero a decorrere dalla mensilità di gennaio 2014".
Dopo la protesta dei 5 Stelle insorge anche il Pd. E il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza chiede la sospensione dell'applicazione.
Ma il dicastero di Saccomanni chiude: "Atto dovuto".

Ma chi l'ha fatto ministro a questo? Prima dice una cosa a rendere, poi una a levare!!!

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lunedì 6 gennaio 2014

Il giaguaro di Bersani è davvero abbacchiato


Ora che sta male, lo aspettano tutti, il povero Bersani.

Grillo lo aspetta, e senza fare scherzi: "Bersani ha avuto un pregio, quello di apparire umano. Un grande pregio in un mondo di politici artefatti e costruiti a tavolino come dei pupazzi in vendita ai grandi magazzini della politica", così Beppe Grillo sul suo blog fa gli auguri a Pier Luigi Bersani.

Renzi lo aspetta per litigare: "Aspetto Bersani a Roma - ha affermato il sindaco di Firenze - per tornare a discutere e qualche volta a litigare".

E lo aspetta il giaguaro, l'unico tra i felini veramente dispiaciuto per il suo stato di salute, l'unico in grado di sbranarselo tre volte, al minuto 0.18 di questo video: "Lo affermassero, che li sbraniamo, li sbraniamo, li sbraniamo!". Tre volte, appunto. Ma Bersani risorge, come Cristo, dopo il terzo sbranamento perché è lui il vero giaguaro della politica del Pd. Simpaticone.

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