lunedì 31 marzo 2014

Chi ha somministrato la scopolamina ai ministri di Renzi a loro insaputa?

Senato, ok unanime del governo. Renzi: “Chi blocca il cambiamento è minoranza”.
Il presidente del Consiglio attacca la minoranza Pd, ma è rottura: "Basta diktat, almeno 25 sono pronti a votargli contro".
Il premier: "Chi blocca il cambiamento a fondo insieme a me. Ma non è un caso se chi rosica è Grillo".
La sostanza è estremamente tossica: un'overdose può causare delirio mentale, allucinazione mentale, paralisi mentale, stato stuporoso della mente, perdita di coscienza e la morte.
La scopolamina, inoltre, può essere usata su vittime ignare, nel nostro caso, i ministri del governo Renzi, per indurli a commettere uno stupro violento al Bicameralismo perfetto. Così che dopo lo stupro si possa passare alla fase pre-dittatura monocamerale.
Ma noi sappiamo che l'unico immune è proprio il premier. A lui, l'unico effetto che fa è quello del siero della verità. Premier, ci dica la verità, tutta la verità, dica lo giuro e mandi a fanculo le minoranze antirenziane. Ci porti là dove finisce il tunnel della crisi e comincia il buco nero della felicità.

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Dal Cerchio magico di Renzi una speranza per l'Italia!

"Amici, io col Pd mi ci gioco
le palle, o riforme o lascio!
"
Ma da dove gli viene questa certezza di essere nel giusto? Non sarà anche lui un Unto dal Signore?
L’uomo del fare, l’uomo della svolta autoritaria, minaccia un ricatto! Un ricatto tipico alla Berlusconi.
“Mai vista una cosa del genere”, commenta Renzi sugli avvertimenti di Grasso. "Sui numeri in Aula per fare le riforme costituzionali Grasso lancia avvertimenti, una cosa mai vista prima!".

Quindi Grasso, il Convitato di Pietra, minaccia sfracelli antiriforme renziane? Chi glielo fornisce questo coraggio? E per minacciare, penserà Renzi, deve avere dietro grosse forze a supportarlo? Questo potrebbe essere un sospetto che si arrovella nella mente dell’Insostituibile Renzi! Chi gli sta suggerendo? Perché qualcuno vuole il fallimento di Renzi il Perfetto? Il fallimento, cioè, della Riforma Renziana!

E meno male che dal Cerchio magico dei renziani, tuona con voce grossa la terribile, sembrerebbe Debolinah Serracchiani: “Grasso è un presidente di garanzia ma credo anche che, essendo stato eletto nel Pd, debba accettarne le indicazioni. Il Pd ha assolutamente rispettato il patto con i cittadini. Abbiamo fatto ciò che abbiamo promesso di fare agli italiani”. Tradotto dal serracchianese: Il Pd ha rispettato i patti con i soli elettori delle primarie, quelli che hanno scelto di farsi comandare da Renzi: con ciò il Pd sta facendo quello che aveva promesso di fare a questi elettori. Senza passare per elezioni cosiddette democratiche. Serracchiani, una del Cerchio magico.

Nel Cerchio magico renziano, da quando è stato eletto segretario del Pd fino a oggi, sono state accumulate una quantità incredibile di reliquie del Perfetto, Insostituibile Renzi. Frutto del lavoro indefesso di una massa di fedelissimi che le hanno raccolte, pazientemente, un po’ qua e un po’ là e chiuse in un’urna ben custodita, fatta poi consacrare da un prete. Si tratta di un tesoro tra il più disparato, composto da oggetti biologici e non, appartenuti a Renzi e al suo Corpo, che lo legano indissolubilmente a quegli italiani delle primarie del Pd che vogliono le riforme: ciocche di capelli tagliati di fresco dal suo barbiere, gocce di sudore in ampolla, emesso durante i lunghi tour di presentazione del suo programma, un dente caduto per aver tentato di morsicare il naso a Enrico Letta, unghie doc tagliate dalla manicure, una pagliuzza che gli si era infilata nell’occhio sinistro ed estratta con molta cura da Delrio, una spina di pesce che gli si era conficcata nel palato durante l’ultimo pranzo con Bersani, addirittura uno stuzzicadenti del famoso pranzo utilizzato da Renzi per punzecchiare sadicamente il Bersani, il calco dei due denti che Crozza utilizza nelle sue gags renziane. Grazie a questo tesoro, il cerchio magico di Renzi con l’urna al centro, oggi è diventato meta di pellegrinaggio. Ed è grazie a questo tesoro che Renzi riuscirà a fare le sue Riforme: potrà utilizzarlo come una sorta di concessionaria di indulgenze, da distribuire su licenza renziana a tutti coloro che vogliono cambiare verso all’Italia. Ecco dove Renzi troverà i soldi per i famosi 80 euri da distribuire non a tutti, ma solo a qualcuno. Se poi dovesse attecchire la concessionaria, si potranno trovare altri soldi per rilanciare l'economia popolare, l'edilizia, l'industria, l'artigianato, etc...

Sperando che in Italia non sorga un nuovo Lutero a controriformare!

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domenica 30 marzo 2014

Quindi... se Renzi comanda, lor signori ubbidiscono!

Facciamo allora che il Senato si abolisca così,
a colpi di fiducia, senza un minimo di dibattito

Senato, Renzi a Grasso: "Non mollo, la musica deve cambiare". La replica: "Troppe contraddizioni".
Il premier replica all'appello lanciato dalla seconda carica dello Stato: "No a status quo, la Camera Alta non sarà più elettiva altrimenti sarebbe una presa in giro nei confronti degli italiani". Ma il presidente di Palazzo Madama si difende: "Non sono né un parruccone ma il primo dei rottamatori". E avvisa: "I numeri non ci sono". Serracchiani: "Lui eletto con il Pd, rispetti le decisioni del partito".

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Chi ha ragione tra Bergoglio e Bagnasco sulla denuncia per pedofilia dei preti?

Chiesa e pedofilia, Bagnasco: “Il no alle denunce? È per la privacy delle vittime”.
Il presidente della Cei torna sul tema dopo le polemiche sul documento che negava l'obbligo, per i porporati, di denunciare i casi di abusi su minori a loro conoscenza. E la frattura con papa Bergoglio si allarga.


Fa notare giustamente il cardinale: "Perché l'obbligo di denuncia? Mica siamo pubblici ufficiali. È solo un problema di moralità individuale, derivante dalla delicata questione della privacy: non possiamo offendere la dignità di chi è vittima di un abuso sessuale additandolo così al pubblico disgusto. Ma esiste anche il problema di non facile soluzione che è l'individuazione tra soggetti che abusano di fanciulli. Sono pedofili o petomani? La Chiesa ha il dovere cristiano di eliminare le puzze dalla casa di Dio. E tra i pedofili e i petomani, piuttosto che sparare nel mucchio alla cieca, io opterei per la espulsione di quei petomani che espellono gas pestiferi in presenza di bambini, turbando così l'equilibrio loro interno".

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sabato 29 marzo 2014

Renzino ciccino goliardico alla conquista del Potere


Renzi vuole stravolgere la Costituzione”: l’appello contro la riforma del Senato.
"Un Parlamento delegittimato dalla Consulta non può stravolgere la carta".
Giuristi e costituzionalisti sottoscrivono il testo diffuso da Libertà e Giustizia contro l'abolizione di Palazzo Madama e la revisione del Titolo V. Alessandro Pace: "Il bicameralismo ci ha salvato tante volte". Sì, ma Renzi ci salverà una volta di più.

Renzi: «La politica deve essere conquista di potere alla Cesare Borgia, deve essere senza rete bucata, dove solo un pescione grosso ci possa sguazzare. Bisogna sudare e combattere, essere pronti a rimettersi in gioco, ma tutto ciò non mi riguarda: appena lo conquisto, mi dimetto subito. Come diceva Clint Eastwood: "Se vuoi una garanzia, allora comprati un tostapane... 44 magnum"».

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venerdì 28 marzo 2014

Gentiloni al Pd: compagni, non rompete il c...o a Renzi!

Renzi: sul lavoro niente ultimatum. Ma Renzi c'ha un angelo custode...

Gentiloni: "Per Matteo, ultimamente,
è un continuo sbottonarsi il cappotto
"
... Gentiloni: ""Il Pd deve stare attento a non dare l'impressione di smontare pezzo a pezzo il pacchetto del governo su economia e lavoro, e di rompere il c...o a Renzi... che adesso sta lavorando per l'Italia".

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Dopo la Merkel, anche Obama è rimasto impressionato da Renzi: ma che tiene sotto le mutande 'sto premier?


 "Sono favorevolmente impressionato - e qui che si scatena la gelosia della Merkel a detta di molti osservatori filotedeschi - dall'energia e dalla grande visione che Matteo ha portato al suo incarico", ha detto Obama. La sua "grande ambizione" - ha proseguito il presidente Usa - "sarà positiva per l'Italia. È meraviglioso vedere questa nuova generazione di leader che entrano in gioco".
"La pace non è gratis", ha scandito Obama. "Dobbiamo essere sicuri che le nostre forze della difesa siano sicure ed efficaci [...]. Non ci aspettiamo che ogni paese (in fatto di difesa, ndr) possa fare quello che facciamo noi. Capiamo il nostro ruolo nel mondo. Ma c'è anche un rapporto di partnership nella Nato", ha precisato Obama. "Dobbiamo fare in modo che tutti i paesi membri facciano la loro parte".

Parole a cui Renzi ha risposto senza entrare troppo nel merito. "Condivido di lato il pensiero del presidente Obama, quando mi dice davanti che la libertà non può essere considerata gratis di dietro, non possiamo lamentarci davanti al dolore del mondo se non ce ne facciamo carico di dietro. Per questo un lato dell'Italia ha sempre fatto la sua parte di dietro negli anni con grande dedizione e impegno, sempre col di dietro". Detto questo - e "nel rispetto della collaborazione con i nostri partner - verificheremo davanti i nostri budget per evitare gli sprechi che in alcuni settori di dietro abbiamo avuto. Ora Yes We Can vale anche per noi!".
Quest'uomo non ha peli sulla lingua a quanto pare! Alla faccia della verità.
Italianiii, nemmeno un NO gli è scappato dalla bocca dello stomaco contro Obama.
Sì, questo premier è davvero impressionante!

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giovedì 27 marzo 2014

In fondo Obama è un buon uomo, chi l'ha traviato è stata la Casa Bianca

"That's wonderful,
I'm lucky,
Obama and the Pope,
I can not believe"
Non può essere che così: un uomo che viene accolto così fraternamente dal papa altro non può essere che uno fondamentalmente buono. E non solo perché è stato premiato col Nobel. Francesco è uno che se n'intende di uomini buoni e pacifici, altrimenti l'avrebbe lasciato alla porta, se fosse stato un malvagio. Lui, il papa, sente che quest'uomo ha ancora molto da dire e da dare al suo Paese e al mondo intero. Ha capito che, preso da solo e a tu per tu, l'indomito guerriero è un mite agnellino che manco il lupo affamato se lo magnerebbe. È stata la cattiva compagnia d'oltremare, laggiù, dove il colore troppo bianco acceca e fa vedere le cose molto appannate e irreali.
Certo, non tutto è filato liscio: allo scambio dei doni qualcosa è accaduto...
mentre papa Francesco e Obama si avvicinavano al tavolo con i doni, cede il coperchio dell'astuccio di monete donate al Papa dal presidente. Monsignor Gaenswein si affretta a raccogliere le medaglie e rimettere tutto in posizione. Ma l'equilibrio ritrovato dura poco e l’astuccio crolla nuovamente, tra i sorrisi del presidente e del Pontefice.
Un cattivo auspicio, l'avrebbero interpretato gli antichi romani.
Ma i nostri no, questi qua si sorridono l'un l'altro, roba da far resuscitare un morto di fame incazzato.

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Francesco e Obama, un incontro sotto il segno della Lotta alla Povertà!

Obama a Roma, il presidente Usa vedrà Papa Francesco, Napolitano e Renzi.

"Caro Papa, non creda alle apparenze,
io mi impegnerò in prima persona a
combattere davvero la povertà nel
mondo e le sue ingiustizie, lo giuro"
Cosa direbbe il Papa a Tano Napoli e al piccolo Renzino prodigio fiorentino, una volta partito Obama?
Se Obama è stato invitato a combattere la povertà universale, Tano Napoli sarà spronato a monitare di più contro i tagli indiscriminati ai poveri stipendiati superstar. E che dirà a Renzino? Di farsi eleggere al più presto, la prossima volta, legalmente e democraticamente, secondo gli insegnamenti della democrazia cristiana.
Va beh, dài, lo sappiamo che al Papa non compete di interferire con lo stato confinante italiano. Ma, dopo aver minacciato i mafiosi col suo "Pentitevi"!, e strigliato i politici a tenersi lontani dalla corruzione e dai privilegi - tant'è che questi sono giunti a San Pietro con tanto di auto blu, alla faccia dello sparagno -, Noi amiamo immaginare che questo umile Papa faccia o dica altrettante cose strane!

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mercoledì 26 marzo 2014

Renzini o ronzini?

Il rimbrotto di Renzi.

"E beh, cari amici della scuola che mi contestate,
dovreste ritornare tra i banchi: scrivere renzini
è sbagliato, sembra una marca di biscottini.
Dovevate scrivere ronzini, in perfetto italiano
"
Matteo Renzi a Scalea, contestazione delle mamme e dei precari della scuola: "Qui moriamo di fame".
"Torna a casa Renzi! Nel tuo programma non c'è la parola Sud! Vergognati presidente del c...". Questa una delle scritte esposte, mentre su un altro cartello si può leggere: "Prima c'erano i cavalli di razza, adesso solo 'renzini'". Su altri cartelli proteste per la presenza di sottosegretari indagati nel governo: "Renzi, perché Gentile no e Barracciu sì?".
Non capiscono loro, il tuo fine ultimo, Renzi. Sono fatti così, perché non hanno più pazienza. Ti sarei grato se tu non ti adombrassi per queste spontanee contestazioni. Ci vuole tempo e pazienza con il popolino. Se solo capissero che ti stai davvero dando da fare, con tutti questi tagli a danno dei privilegiati, anche per il Sud. Lo so, la politica è complessa ed articolata. A volte è veloce, altre è lenta. A volte è ronzina.
"Siamo disperati - racconta una lavoratrice ai microfoni di Sky - prendevamo 800 euro al mese, ora neanche 400. Abbiamo famiglia, moriamo di fame". Un'altra cittadina dice: "Vogliamo lavoro, non vogliamo la mafia". Diversi cartelli e striscioni esposti, tra cui: "Fuori le ditte dalle scuole e dentro i lavoratori ex Lsu Ata", e "I guadagni delle ditte di pulizia sono i veri sprechi nelle scuole".
Insistono, questi snaturati! Davvero, degli ingrati. Ma forse non sanno ancora che ti stai sbattendo per quegli 80 euri da dare ai più fortunati.
E forse, ancora, non hai inquadrato il sistema-popolino: quelli, vogliono tutto e subito. In questo senso devi vedertela con il qualunquismo dei più disperati. Forse non sai come funziona? Ricordati di prendere nota tutte le volte che vai nelle scuole del Sud. Al Sud siamo più arretrati, in arretrato coi debiti, col lavoro... dovresti venire più spesso, a nostra insaputa, in incognito come Zeus, magari scopri qualcosa di buono, a parte le canzoncine degli scolaretti, che da premier non riesci a vedere.
Renzi, sei tu quel desso che una parte dell'Italia invoca come salvatore? O sei tu Matteo, quel bieco diavolone a forma di confetto che nei tempi lunghi del carnevale italiano viene lanciato in pasto al popolino? Quel diavolone che sta confondendo anche i più scettici antipolitici?

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martedì 25 marzo 2014

Renzie Mani di Forbice

Il piano segreto di Matteo Renzi: sforbiciata da 800 milioni alle retribuzioni dei dirigenti pubblici.
Il presidente del Consiglio ha incaricato la Ragioneria dello Stato di realizzare una simulazione. Vuole verificare cosa accadrebbe operando un taglio fra il 15 e il 25 per cento sugli stipendi degli alti funzionari dei ministeri.

"Tranquilli, tranquilli, amici: è solo una
simulazione, non sono mica Robin Hood
"
Renzi: “Mi interessa consenso famiglie”. Taglio stipendi? “È giustizia sociale”.
Intervistato dal Messaggero il presidente del Consiglio risponde alle critiche di Cgil e Confindustria: “Sono 20 anni che guardando la tv si vedono industriali e sindacati arrabbiarsi. Ce ne faremo una ragione...”. Poi sulla polemica innescata dall'ad di Ferrovie Mauro Moretti sulla riduzione dei compensi dei manager pubblici, dice: “Impossibile che il guadagno di un capo superi di 1000 volte quello di un operaio”.

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Da Gramsci a Renzi: dalla Rivoluzione contro lo Stato capitalista al Renzismo degli 80 euri in busta

Breve viaggio dal Pci al Pd, attraverso i leaders che ne hanno decretato fortune e sconfitte. Inizialmente nel Pci non ci furono segretari, ma capi del Partito. Bordiga lo fu dal 1921 al 1923. Palmiro Togliatti e Angelo Tasca dal '23 al '24. Dal '26 Antonio Gramsci, che fu anche il primo segretario.

Gramsci: «Il compito del proletariato non è la conquista della maggioranza parlamentare ma la conquista dei poteri dello Stato. [...] La dittatura del proletariato industriale e dei contadini poveri, che deve essere lo strumento della soppressione sistematica delle classi sfruttatrici. A questo fine, è necessario disarmare completamente la borghesia e i suoi agenti, e armare tutto il proletariato. [...] Il metodo principale di lotta è l'azione delle masse fino al conflitto aperto contro i poteri dello Stato capitalista».
Dopo Gramsci, fu segretaria Camilla Ravera, dal 1927 al 1930.

Togliatti scrisse contro le violenze fasciste di Firenze del marzo 1921: «il proletariato non deve mai dare esempio di viltà [...] meglio, cento volte meglio, lasciare cinquanta morti sul lastrico di una città che tollerare senza reazione la violenza e l'offesa», e di fronte all'incendio della Camera del Lavoro di Torino, avvenuto senza incontrare opposizione, scrive il 4 maggio 1921: «Quando ti pentirai, o popolo, di quello che non hai fatto, di quello che non hai ancora saputo fare, di quello di cui gli avversari tuoi hanno dovuto farti la scuola? ... Ma non rallegratevi, borghesi: nell'animo del popolo d'Italia maturano propositi. E non parole, non canti, ma fuoco e cenere d'incendi, e secco scoppiettare di fucilate li fan maturare». Fu segretario per due volte: dal '30 al '34 e dal '38 al '64. Dal '34 al '38 fu segretario Ruggero Grieco. Luigi Longo lo fu dal '64 al '72.

Berlinguer: «La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico». Con Berlinguer si aprì il dibattito e la successiva stagione del compromesso storico, l'avvicinamento cioè tra Pci e Dc.
Fu segretario dal 1972 al 1984.
Gli successe Alessandro Natta dall'84 all'88.

Dal 1988, segretario fu Occhetto: «Cambiare idea non è reato, ma si ha l'onere della prova, bisogna spiegare qual è il percorso intellettuale, morale e politico. In alcuni casi si passa dall'altra parte per dispetto, per una disillusione personale, per i vezzeggiamenti dei nuovi amici». Nel 1991, l'Achille chiuse col Pci e aprì il Pds, quello che sotto la Quercia aveva ancora la Falce e il Martello, fino al 1998.

D'Alema: «Io sono un uomo di sinistra ragionevole che cerca di impegnarsi per il bene del Paese». È stato il successore di Occhetto alla guida del Pds. Dal 1998, con D'Alema segretario il Pds si trasformò in Ds, partito socialdemocratico e riformista. D'Alema fu il primo segretario di tale partito. Rimase la Quercia ma sparirono la Falce e il Martello. I segretari, dopo D'Alema, furono Veltroni e Fassino.

Con l'Ulivo, la produzione di olio si era troppo saturata di acidità, e fallì. Sarà stata anche per la presenza di Prodi... e di Mastella, per non parlare di Bertinotti?! Ma, finalmente, nel 2007 nasce il Pd.

Il leader del Pd Walter Veltroni, dichiarò che quando si sarebbe andati alle elezioni, qualunque legge elettorale fosse stata in vigore, il Pd si sarebbe presentato da solo, senza stringere alleanze con nessun altro partito politico in quanto il partito aveva una "vocazione maggioritaria". Perché "Sinistra è una bellissima parola, sta dentro di noi, è un insieme di valori, di passioni... Ciò per cui mi batto mi descrive più di ogni altra cosa". Nel 2008 perse insieme all'Idv contro Berlusconi.
Fu segretario anche Franceschini.
A questo punto Bersani decise di diventare segretario.

Bersani, segretario del Pd dal 2008 al 2013.
«Il Pd deve saldare la propria vocazione democratica all'economia e alla società. Deve rivolgersi all'arco di persone più ampio possibile ma, al contempo, non deve rinunciare alla vicinanza al mondo del lavoro. Deve essere un partito del lavoro che rivendica pari dignità e ruolo tanto al lavoro subordinato quanto a quello autonomo e imprenditoriale, al di là di ogni rendita».
«Andranno sperimentati larghi schieramenti di centrosinistra contro la destra».
«Sono il candidato di nessuno che pensa ci sia bisogno di tutti»
 Per il Rottamatore, questa è stata una battuta di troppo; perciò decise di diventare segretario.

Renzi, segretario del Pd dal 2013. "La rottamazione non è anagrafica, non vuol dire 'via i vecchi'. I vecchi sono saggezza ed esperienza". Il candidato alle primarie del centrosinistra ha tenuto a sottolineare: "Io sono una persona che ha i propri limiti - ha detto - ma che nasce con i valori di un piccolo comune del Valdarno fiorentino, dove il nonno diceva: 'fai quello che vuoi, ma se dai una parola, mantienila'"... "Non farò cadere il governo".
"Soldi a maggio nella busta paga o sono un buffone".
"Niente patrimoniale e le pensioni fino a 3mila euro non si toccano". "Entro il 21 settembre tutti i debiti della pubblica amministrazione saranno sbloccati".
E tutte l'altre promesse...


Se n'è fatta di strada; se n'è dette di parole...
Il proletariato ancora aspetta la Terra Promessa.
Ma questa non arriverà mai, poiché i leaders della Rivoluzione armata prima, socialdemocratica poi, renziana adesso, non hanno lasciato i loro privilegi  e non intendono consegnarli in mano al Popolo.
Però rilasciano promesse mensili.

Spero sia stato di Vostro gradimento questo scarno diario temporale della cosiddetta sinistra italiana.
Il Pci nacque nel 1921 a Livorno. Sono trascorsi 93 anni per arrivare dove stiamo. Ma della Rivoluzione non c'è stata traccia. È stato solo il più grande inganno ideologico, secondo solo a quello religioso, che mai sia stato perpetrato ai danni della popolazione, uguale a quelle vittime pallide e sanguinanti uccise a colpi di cannone nel 1898 a Milano da Bava Beccaris, generale del re, come li descrisse Gaetano Bresci per significare il regicidio di Umberto I.
Un inganno perpetuo. Col Pd di Renzi, è all'apice della carriera... rivoluzionaria. Staremo tutti meglio, col senno di poi.

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lunedì 24 marzo 2014

domenica 23 marzo 2014

Torrenzie contro Camusquinzie

Matteo Renzi contro Giorgio Squinzi e Susanna Camusso: "Loro sono la palude, io un torrente".

Camusso & Squinzi, Cgil & Confindustria
a braccetto, ma solo durante l'intervallo
dei lavori. Almeno loro lavorano.


Susanna Camusso: "Io e Squinzi strana coppia? Tra di noi nessun asse. Offesa dalle parole di Renzi sui nostri bilanci".

In pratica, un premier abusivo del governo denuncia un'abusiva ma apparente confraternita di conflitti d'interessi, tra due avversari sociali. Sempre in pratica, però, noi cittadini comuni sappiamo che, messa da parte l'inimicizia a trois, tutti e tre poi lavoreranno d'amore e d'accordo per il bene comune.

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sabato 22 marzo 2014

Biancarenzie e alcuni nani

Scopri l'intruso
Padoan: "Misure per la crescita, ma senza mettere a rischio i conti". *
Il ministro dell'Economia interviene al Forum Confcommercio di Cernobbio: "Quadro congiunturale è fragile, 30% degli italiani a rischio disagio sociale, ma non sarò solo signor No".

* Padoan, che sta prendendoci le misure... eh eh eh!

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venerdì 21 marzo 2014

Papa Francesco tuona contro i mafiosi

Papa Francesco rivolge ai mafiosi lo stesso appello di Wojtyla: "Convertitevi".

Anche Papa Francesco, un giorno, sarà fatto santo,
perché contro i mafiosi o si è vivi o si è santi!

L'anatema contro la mafia di Giovanni Paolo II.

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Chi vuole la rovina del signor Mauro Moretti da 2328 euri al giorno?


"È Renzi che rompe. Da quando c'è
lui, noi AD non dormiamo più la
notte e i treni arrivano puntuali,
e sembrano anche più puliti."
Spending review, Moretti (Ferrovie): “Se lo Stato taglia gli stipendi me ne vado”.
L'amministratore delegato: "Io prendo 850mila euro l'anno, il mio omologo tedesco ne prende tre volte e mezzo: siamo imprese che stanno sul mercato ed è evidente che sul mercato bisogna avere la possibilità di retribuire. I dirigenti non possono prendere meno del presidente della Repubblica... allora fatemi presidente di qualche cosa e smettetela di tartassare la povera gente che il suo se lo suda, e io me lo sudetti! Non è che si può campare con meno di duemila al giorno!".

Ps.: messa così sembrerebbe che Renzi stia facendo sul serio la sua rivoluzione... altrimenti il povero Moretti perché si sta affannando a minacciare d'andarsene? Che se se ne va, le Ferrovie poi crollano. E si ritorna ai carretti con cavalli. E questo che vogliamo? No! Noi vorremmo che Moretti restasse e che guadagnasse il giusto, beninteso dopo aver rimborsati tutti i denari in più che s'è magnato. Così come tutti l'antri AD, presidenti e gran lacché di Stato. Me la voglio vedere proprio il signor Renzi che gli taglia lo stipendio a tutti! Io nun ce credo, ma sperare che male in più mi può fare?!

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giovedì 20 marzo 2014

L'ultimo saluto dall'ex Cav.


Nasce un'altra ipotesi Berlusconi con Barbara?
Dice D'Alema, che è il profeta del Pd con delega nazionale: "Una delle cose più positive dell'attuale fase politica italiana è che non si parla più di Berlusconi... ma di Renzi (sottinteso dalemiano)".
Barbara Berlusconi candidata? D'Alema: "Ora deve preoccuparsi del Milan". L'ex premier risponde con una battuta alla domanda sull'ipotesi di una candidatura alle Europee della figlia di Silvio Berlusconi.

Pensiero intimista di D'Alema: "Ora che non è più Cav, è più facile che diventi Com, non nel senso di commendatore, ma nel senso di comunista. È un brivido che dovrebbe provare anche lui, visto che i comunisti li odia. E meno male che io non lo sono; lui non potrebbe mai odiarmi!".

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mercoledì 19 marzo 2014

Ora che Berlusconi non è più cavaliere, chi baderà al cavallino?


Berlusconi non è più Cavaliere del lavoro.
Autosospeso prima di essere cacciato.
Il passo indietro dell'ex premier all'indomani della sentenza della Cassazione, che ieri ha confermato i due anni di interdizione dai pubblici uffici e l'impossibilità di votare.
La vecchiaia è una brutta cosa, senza più titoli e cavalierati, più o meno come un vecchia auto coi freni rotti e le marce in folle, che scende per una discesa vertiginosa, infinita e senza curve!

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Matteo Renzi, è Leggenda!


Matteorenzismo: 
esegesi teutonica dell’esorgasmo renzino elaborata dal dom Delrio dopo la visita di controllo dalla Frau Merkel che, del cappotto abbottonato in asola inferiore, fece critica sociale, ma più fece, del piccolo renzino prodigio fiorentino, una leggenda. 
La Leggenda! 
Dopo di lui, il nulla... 
Nulla per noi ciompi, vah! 

Spending review, Renzi: dobbiamo ancora decidere dove tagliare...
Un ciompo, di passaggio: "Ma tagliatevi le palle!".

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martedì 18 marzo 2014

Il dito medio della Santanché è più lungo di quello di Landini

La terribile sfida al sindacato della Santanché
Scintille Santanché-Landini: ''Non mi punti il dito! Sa dove metterselo".
Scintille tra Daniela Santanché (FI) e Maurizio Landini (FIOM) a Piazzapulita su La7 sulla riforma del lavoro.
Daniela Santanché ha detto che "il sindacato ha fatto degli sbagli enormi", attirandosi l’immediata risposta di Landini “che mi venga a fare la lezione lei, che al governo c’è stata dieci anni!”.
Contro-replica 'colorata' della Santanché: “Non mi punti il dito contro! Sa dove deve metterselo il ditino?”.

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lunedì 17 marzo 2014

Ma che colpo le hai dato alla Merkel per impressionarla così?

Merkel: ''Molto impressionata dal programma di Matteo Renzi''.

La cancelliera si è detta molto colpita da quello che il governo italiano ha intrapreso in tema di riforme economico-strutturali.

Lo ha spiegato durante la conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, al termine del vertice intergovernativo italo-tedesco a Berlino.

Quindi Renzino è riuscito a surclassare il cucù di berlusconiana memoria.

Bravo Renzi, tieni alto il ritrovato Rinascimento industriale italico-tedesco.

Ma che colpo le hai dato a Frau Merkel per impressionarla così?

Siamo fieri di te!


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Frau Merkel ed Herr Renzi: buona la Prima

Renzi (che mentre parla con la
Merkel, pensa al prossimo tweet):
"Ma questa cancelliera come si fa a
cancellarla? A quando la #Svoltabuona?"

Renzi vola a Berlino, la stampa tedesca: “Provoca la Merkel con l’anti-rigore”.
Il quotidiano Welt critica il premier italiano, accusandolo di voler fare altri debiti: "È una dichiarazione di guerra alla politica europea tedesca".
Ma che scrive questo quotidiano tedesco: gli ha dato di Welt il cervello?
Quando mai l'Italia ha dichiarato guerra alla Germania?

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domenica 16 marzo 2014

Se col solo gesto dell'ombrello si potessero sciogliere le Camere, saremmo tutti sfrattati!


Beppe Grillo avverte Giorgio Napolitano: "Se M5s arriva primo alle europee stop ai giochi di palazzo".
Se arriva secondo, stop ai giochi di corridoio.
Se arriva terzo, stop ai giochi nei wc.
Se arriva quarto, stop ai giochi di famiglie.
Se poi non si andasse proprio a votare per le Europee, stop con l'Europa (ndr).
Se...

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sabato 15 marzo 2014

L'ultimo tweet di speranza di Renzi ai pensionati


La rabbia dei pensionati: "Matteo perché ti sei dimenticato di noi?".
Carissimi colleghi pensionati con pochi euri, voglio ricordarvi una cosa: quando un politico dichiara, con voce stentorea e roboante, che mai e poi mai toccherà le nostre pensioni per dare gli 80 euri ad altri poveri cristi, dobbiamo sempre tradurre al contrario le sue parole. Ugh!

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Hollande a Renzì: "Et la cravate?". "C'est Guccì!"


È partito malamente il tour europeo di Renzi: aveva fatto tardi in mattinata per una improvvisa sciolta, facendo attendere Hollande nella sua macchina la quale, avendo il motore acceso, aveva inquinato tutta l’area circostante, senza che i francesi circostanti facessero una piega.

Il presidente del Consiglio all’Eliseo ha avuto una circolazione di sangue esagerata, innestata da una conferenza di tipografi, non più di quattro ore in tutto di puttanate a grande livello. Eliseo Hollande è stato estremamente primordiale e informatico.
Tra i due anche un baratto di battute hard sulla cravatta indossata dal premier italiano, particolarmente apprezzata da Eliseo: “Queste cravatte piacciono alle donne”. “C’est Guccì”, ha spiegato l’italiano.
Capito? Chi avrebbe mai immaginato che una cravatta guccì potesse fare da trait-d'union di gran class ad alto tasso erotico tra i due statisti.


Renzi ha poi letto un documento dell’incontro redatto da Eliseo Hollande, dove c’era scritto: “Voglio cambiare verso all’Europa, proprio come Hollande che, conoscendo il suo debole quasi berlusconiano, lavora da due anni per sedurre tutte le gnocche che ancora non sono passate da lui. Io e lui abbiamo la stessa volontà di accelerazione da potere e così, come ho dimostrato di saper rintuzzare gli attacchi di madame Camusso, saprò ridimensionare le strategie di frau Merkel: Merkel, aspettami, sto arrivando”.

Il premier italiano ha continuato: “Eliseo, tu lavori ormai da due anni verso questo obiettivo delle cravatte. Io so che riuscirai a convincere tutti i tuoi collaboratori a indossare cravatte hard guccì, che tanto bene faranno al Pilo Interno Lordo Francese. E se anche tu, dalle cravatte passassi alle mutande mimetiche alla zuava, sono certo che potrai stabilizzare quei meccanismi permanenti di solidarietà per far fronte alla crisi, di controllare se i direttori della banche si cambiano le mutande ogni giorno, magari indossando ogni tanto quelle italiane, o se invece se le lasciano puzzare addosso, magari pieni di soldi, ma sempre puzzolenti”.

Lunedì per Renzi è in agenda il colloquio più atteso e impegnativo con frau Merkel che, però, ha mandato un primo cenno di fiducia al Renzino nazionale, definendo il suo piano un “programma di riforme ambizioso”… Quale?, quello di dare 80 euri a chi becca meno di 1500 euri al mese?

A Bruxelles vogliono le riforme che piacciono a loro, che per loro sono fondamentali "ma per me", ha confidato Renzi ai suoi amici più fidati, "l’unica riforma valida è riuscire a raddoppiare la cifra di 80, portarla a 160 dal 27 maggio dell’anno prossimo... e la Merkel non lo deve sapere".

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venerdì 14 marzo 2014

Renzi ci guarda, ci attraversa, ci compenetra, ci desidera!

"Cerco italiani affidabili per una rivoluzione epocale"
"Io come Confucio. Ve l'ho detto già due
volte: alla terza, ciascuno per la sua strada"
Financial Times: “Piano Renzi non è cura per Italia”.
Camusso: “Aumento precari”.
Il quotidiano britannico stronca la "ricetta per l'Italia" presentata dal premier, osservando che "una riduzione delle tasse per coloro che guadagnano poco ha un buon senso politico, ma non aumenterà la competitività del Paese”.
Berlino non si sbilancia: "Progetto ambizioso".

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La principessa dei Boschi incantati e le avances del rospo nano

Il rospo nano c'ha provato:
Se mi dài un bacino a me
io mi trasformo in nababbo
e poi ti dò un bacino a te.
Boschi, Berlusconi mi disse: "Troppo bella per essere comunista".
Il ministro per i rapporti con il Parlamento svela a Daria Bignardi qualche retroscena del suo incontro ("una sola volta") con Silvio Berlusconi. "Voglio essere giudicata per le riforme non per le forme" ha spiegato Maria Elena Boschi. Ma il commento del Cavaliere non lascia spazio a dubbi.
La replica del ministro: "Solo lei pensa che esistano ancora i comunisti". 
Una risposta piddina ovvia, cribbio!

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giovedì 13 marzo 2014

Renzi dallo psichiatra

Straordinarie offerte commerciali di Renzi
Renzi dallo psichiatra.
«Dottore, non so se sto diventando pazzo o se lo sono già, ma ieri, mentre 'onducevo lo show “Renzi: #LaSvoltaBuona”, sono 'aduto in una sorta di trance 'on annessa una strana visione».

Il dottore: “Racconti”.

«Niente, mi trovavo, dicevo, in questo show ‘ome ‘onduttore e stavo già elencando tutte le promesse fatte dacché sono premier quando, a un certo punto, vedo sorgere il fantasma di Mike Bongiorno che mi apostrofa 'osì: “Eh, ‘aro signor Matteo Renzi, la tv ‘ommerciale bisogna saperla ‘ondurre. Perché non si auto-organizza una bella ruota della fortuna?”. Dottore, non è incredibile?».

Il dottore: “Ma no, stia tranquillo, è lo stress iniziale da protagonismo del leader. Ma continui”.

«Niente, da quel momento mi sento seguito dal fantasma di Bongiorno, anzi direi perseguitato continuamente. Ecco, lo vede, è lì, alle sue spalle, che mi dice: “Allegriaaa!”. Dottore, che devo fare?».

Il dottore: “Guardi che alle mie spalle non c’è nessuno”.

«Certo, che s’è spostato alle mie».

Il dottore: “Ma no, non c’è niente. Continui a raccontare”.

«Io ‘ontinuo, ma quello è qui che mi dà le indi’azioni. ‘Omunque… avevo ‘ominciato a mandare il primo messaggio: Il prossimo semestre l’Italia guiderà l’Europa. E io, a questo punto, sono ri‘aduto in trance…».

Il dottore: “Perché?”.

«Eh, ‘aro dottore, che a destra avevo il fantasma di Bongiorno e a sinistra di lui non m’è apparso quella ‘ariatide del Bersani?...».

Il dottore: “Ma dài!”.

«Che mi dice: Matteo, tu non puoi mi’a guidare l’Europa senza la patente del Pd. E senza questa patente tu non mi rappresenti un ‘azzo!».

Il dottore: “Cribbio!”.

«Eh no, dottore, non ci si metta pure lei. Se io non ho la patente non posso ‘ambiare l’Europa. E se questo accade, io devo ‘apire che c’è un nemi’o dell’Europa che devo smascherare. ‘Apito? Un avversario ‘ontro ‘ui battagliare in modo violento, che è ‘olui il quale dice: “si è sempre fatto ‘osì!”.

Il dottore: “D’Alema?”.

«No, non si sa. La ‘osa importante è che dal 1° di luglio ci sarà un’Italia più leggera. ‘Ome? ‘On la politi’a, l’e’onomia e l’occupazione. I tre paletti di ‘ui sto dicendovi. La riforma della legge elettorale voluta da me e da Silvio. Mai più larghe intese, ma intese più ristrette. Che faranno ‘apo solo a me, alla fine. Chi vince governa 5 anni. Quindi vincerò per altri 15. ‘Andidati legati al territorio ‘on la fune stretta e ben annodata che farà ‘apo a me. Stop ai ri’atti dei piccoli partiti. E per piccoli partiti, intendo tutti gli altri, se vi garba anche il mio. Questa è una rivoluzione impressionante per l’Italia. Via quei mangia franchi dei senatori. Via le Province. Via la ‘orruzione ‘on dentro a lottare ‘Antone Raffaele. Poi, per fare soldi metterò all’asta le auto blu dal 25 marzo al 16 aprile. Il ri’avato sarà oggetto di finanziamenti pubblici ‘ome , ad esempio, la rinascita di una nuova Ruota della fortuna televisiva governativa, gestita dai miei ‘ollaboratori per pre’ari e diso’upati cronici. Poi vi pago il debito della PA entro luglio. 'On il piano Scuola usciranno nuovi ragazzi più acculturati grazie all’edilizia scolastica. Ai lavoratori che guadagnano meno di 1500 euro al mese prometto mille netti in più l’anno, alle imprese il dieci per cento di Irap e 'osto energia in meno. Ci metto anche l’autoironia: “Sembra un’offerta 'ommerciale. Andiamo avanti perché ce lo chiede l’Europa”. Mi chiedo, dottore: “Ce lo chiede l’Europa che vuol dire?”. A questo punto è finita la trance e sono ritornato in me».

Il dottore: “Che vuol dire ce lo chiede l’Europa?”.

«Eh, che vuol dire? Non vuol dire niente. È un modo di dire loro per farci fare le ‘ose importanti senza litigare tra noi. Dobbiamo 'ambiare verso, dobbiamo, verso di me, ‘apito, dottore?!».

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mercoledì 12 marzo 2014

Razzi sparato da Renzi

Roberto Reggi, lo sfogo del sottosegretario (renziano): "Sulla scuola il premier dà i numeri".
"Tutti i numeri - spiega Reggi a Repubblica - che leggete sull'intervento del governo sull'edilizia scolastica sono falsi. Tutti falsi".
Il sottosegretario denuncia la mancanza di informazioni: "Qua nessuno - dice - sa niente, Renzi spara razzi nel cielo, quello è il suo talento ma poi noi arranchiamo dietro".
Secondo l'ex sindaco di Piacenza i conti non sembrano tornare mai: "Se chiedo un dato certo sulle scuole bisognose mi arrivano cifre diverse. Il sottosegretario Delrio - conclude - tutte le sere alle dieci si mette a fare i conti e non tornano mai".

Renzi mentre spara razzi
Ci chiediamo, costernati: "Perché Renzi spara Razzi?"
Non ha di meglio da fare? Da che cosa si vuol liberare?
Il povero Razzi, sentito dal cielo, ha dichiarato: "Ma spara sti cazzi tua, ma quale razzi... a me mi ha sparato per invidia, a me che non facivo male a una mosca... a me che sono amico dello uomo più buono del monto, Silvio. Dell'unico per il quale morivo. E songo amico anche di Kimmi Gionghi Uno, uomo moderato di sinistra. A me non mi doveva sparare. Ma quello che ha fatto a Renzi ci ritorna sulla testa, sotto forma di senatore incazzato. Ce lo faccio vetere io se vuole chiutere o non vuole chiutere il Parlamento senatorio. Ma tu guarda mo', stavo così bene prima e mo' sto rottamato pur'ie! Poveri noi e poveri voi. Io qui ve lo dico e qui ve l'annego: fujite, acché site ancora in tempo. Fujite da questa Italia di sparacazzi a tradimento".

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Baby squillo ai Parioli con contorno di personaggi di peso

Baby squillo e il caso Floriani. Gli inquirenti: "Lui cliente, dati incontrovertibili".


Nuovi elementi nelle indagini della procura di Roma sulle due studentesse minorenni che si prostituivano ai Parioli. Il manager si era presentato spontaneamente ai pm per chiarire perché il suo numero di cellulare fosse finito nelle intercettazioni. A suo carico ci sarebbe anche il fatto che le due ragazzine dei Parioli l'avrebbero riconosciuto in foto.

L’Inquirente: Allora, Floriani, ci spieghi com’è che il suo numero di cellulare è finito nelle intercettazioni. 
Floriani: Sì, ora mi accingo a farlo. Erano le due di notte. Ero nervoso e non riuscivo a dormire. Da tempo ormai la notte veglio. Mia moglie mi aveva chiesto cosa avessi. Niente, dissi io. Dormi, cara. Lei si riappisolò. Io, invece, mi accesi il computer e mi apparve, all’improvviso, una pagina con la foto delle olgettine di Berlusconi. Belle ragazze, belle gnocche, direbbe il cavaliere. Mi addormentai quasi subito davanti al computer. Ricordo che sognai una di quelle gnocche. Basta, la mattina sono andato in centro, adesso non ricordo per cosa, ah sì, dovevo comprare un libro da regalare a un conoscente: “Le avventure di Rin Tin Tin”. Nel prendere il portafogli mi accorsi d’aver dimenticato la carta di credito in auto, così ritorno in auto, prendo la carta, la chiudo, l’auto, non la carta ed ecco che mi squilla il telefono: “Ciao, mi dice una voce femminile, l’appuntamento è per le tre di oggi pomeriggio, in tale posto, a tale numero, al terzo piano. Sii puntuale”. Lì per lì, rimasi interdetto. Chi era, costei? A quale appuntamento si riferiva questa sconosciuta? Intanto il mio cellulare: sì, dallo squillo mi sembrava il mio, ma no che non era il mio, anche il colore gli somigliava: il mio è meno nero. Quello di mia moglie è più nero. Comunque, non era il mio. Fatto sta che mi ritrovavo in tasca un cellulare simile al mio ma che non era il mio. Aveva in memoria molti dei miei contatti, ma intuivo che di un complotto si trattasse. Che mi abbiano clonato il cellulare? Che faccio? Preso da questi angoscianti interrogativi, mi dissi, intanto vado a pagare il libro, poi andrò a denunciare lo smarrimento del mio cellulare o, quanto meno, quello che io chiamo una sostituzione abusiva di cellulare. Così, pagato il libro, mi decisi a venire qui da voi e questo è quanto. Come potete ben capire da voi, io queste ragazzine non le ho mai incontrate. Io sono qui solo per denunciare un'anomalia al mio cellulare.

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martedì 11 marzo 2014

Italicum, Renzi renza i ranzi prima del Renzusconum finale

'A Re', nun meriti manco 'na vignetta!
Italicum, niente preferenze. Renzi serra i ranghi prima del rush finale.
Approvato il "cuore" della legge elettorale sulle soglie di sbarramento. Confermate le liste bloccate con collegi plurinominali. Bocciate le primarie obbligatorie. L'emendamento Gitti non passa grazie ai sottosegretari.
Il premier riunisce i deputati Pd e li ammonisce: "Chi farà mancare il proprio voto oggi poi lo vada a spiegare fuori".
Spiegare a chi? A quelli che lo hanno votato premier, immagino. E chi sarebbero codesti fantasmi?
Ma se avete fatto tutto in famiglia. È cosa vostra. Anzi, di Renzusconi. E dei vostri interessi privati!

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La vera natura dell'Italicum di Renzi e Berlusconi: arma di femminicidio di massa

Evviva l'Italicum di Renzi e Berlusconi
Evviva le deputate del Pdl e del Pd

Quote rosa, scontro in FI. Prestigiacomo: ‘Amarezza’. Brunetta: ‘C’è libertà di voto’.
Le donne del Pd tradite dai loro "compagni".
Prima i partiti lasciano "libertà di coscienza".
Poi 41 deputati fanno saltare lo scrutinio palese.
Così tra i democratici è il caos: decine di franchi tiratori, le parlamentari lasciano l'Aula per protesta.

Le donne, perché non si fanno un loro partito, così si mettono a pari con i loro maschi di partito? Anche perché, mi pare, non hanno ancora capito la lezione di Lisistrata.
D'altra parte, se questa è la cultura del potere maschile, così vivamente contestata dalla donne in politica - vivamente?, ma se sono andate a chiedere, ai loro capintesta di partito, se per favore le lasciassero il 50% delle cadreghe -, non vedo perché non possano rispondere con la stessa moneta.
Come pensa Brunetta: se il dna è uguaglio tra uomini e donne in Parlamento, che problema c'è? Prestigiacomo c'ha l'amarezza con dissenso!
Le piddine si sentono tradite.
La Boldrini che dice, non tuona?
Basta infierire sul sesso debole.
Meglio occuparsi di cose più facete.

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lunedì 10 marzo 2014

Bonanni insignito per la 6ª volta del Cribbiolino d'Oro

Aspra lotta tra Camusso e Bonanni a chi fa tremare di più Renzi.
Dice Camusso: "Renzi parli come magna. Cos'è questo jobs-act? Una pièce tragicomica?".
Rimbecca Bonanni: "Le tasse sulla famiglia? Renzi costretto da me!".
Questa battuta tremenda di Bonanni ha convinto i giudici ad assegnargli la vittoria.
Angeletti tace: quante cose si dicono col silenzio. Nel frattempo aspetta e spera di poter vincere anche lui il collare.



Sindacati, Camusso a Renzi: “Disattento alla parte del Paese che ha pagato la crisi”.
Si riaccende lo scontro tra il segretario della Cgil e il premier: "Mondo del lavoro e delle pensioni aspetta la svolta dopo i suoi tanti annunci".
Ma le polemiche coinvolgono anche la Cisl che con Bonanni attacca: "Farebbe meglio a non stare sopra le righe con una posizione così inusuale e sbagliata".

È stata una dura lotta la loro, ma alla fine il Bonanni, più esperto della Camusso in fatto di lotta dura senza paura, ha vinto per un soffio. Terzo Angeletti, che non ha partecipato alla lotta, ma c'era, in disparte, in attesa...

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Una settimana tipo di Renzi a caso

Matteo Renzi a 'Che Tempo che fa': "Mercoledì per la prima volta abbasseremo le tasse". Il premier, ospite della trasmissione di Fabio Fazio, assicura che entro martedì si chiuderà sulla legge elettorale. Ai sindacati: "Ascoltiamo tutti ma sappiamo cosa fare. E se non sono d'accordo ce ne faremo una ragione".

Lunedì farò il punto dei risultati di Serie A.
Martedì chiuderò sulla legge elettorale.
Mercoledì taglierò le tasse.
Giovedì mangerò gli gnocchi.
Venerdì assaggerò il pesce.
Sabato m'ingozzerò di trippa.
Domenica mattina la Santa Messa; al pomeriggio affanculerò via tweet la Camusso.
Lunedì prossimo rifarò il punto dei risultati di Serie A, non prima di avere installato
Raffaele Virginia, ops!... Cantone cioè, all'anticorruzione.
E non ditemi che si può far di più in una settimana.
Una settimana per me è di 8 giorni, altro che Berlusconi che lavorava di notte per voi!

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domenica 9 marzo 2014

I furori uterini della Cgil verso Renzi

La Cgil a Renzi: "Ci ascolti o sarà lotta dura!"
Landini al premier: patto per lo sviluppo. E Camusso: "Senza risposte pronti alla mobilitazione". Il leader della Fiom scrive su Repubblica una lettera aperta a Renzi: "Una riduzione generalizzata del cuneo fiscale non serve a nulla. Per una ripresa dei consumi va ridotta la tassazione a partire da una riduzione progressiva dell'Irpef sui redditi da lavoro più bassi". La Cgil annuncia lotta dura al governo.


Secondo me c'è troppa confidenza nei confronti di Renzi. Altrimenti non si capisce perché la Camusso fa la voce grossa!
Retaggio di una vecchia co-militanza nello stesso partito?

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sabato 8 marzo 2014

Camusso-Renzi: scontro fra pachi e dermi


Matteo Renzi piace ai pensionati. Oltre il 70% ha fiducia in lui. Sulla crisi, però, non sono ottimisti...
Chissà dove li hanno pescati questi pensionati: al gioco delle bocce o ai giardinetti pubblici? I soliti pensionati sponsorizzati da Repubblica.

Lo schiaffo di Renzi alla Camusso: "Non mi iscrivo alla Cgil".
Renzi risponde ai suoi follower e cinguetta: "Iscrivermi alla Cgil? È un rischio che non corro. Né io, né il sindacato".
La Camusso: "Il governo sottovaluta il rapporto con le parti sociali".
I due hanno deciso di soprassedere, in attesa della reazione dei pensionati.
I tempi non saranno poi così lunghi perché i pensionati, vero è che sono anzianotti, non ci metteranno molto a capire di essere stati rapinati ancora una volta di quei quattro euri che, fortunati, ancora ricevono.

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La ministra antisatira Boschi, un'intoccabile!

La ministra Boschi, un'intoccabile!
Se non capisce nemmeno la satira, la ministra Boschi cosa pensate che possa capire della politica?

“Mi permetto di chiederle – scrive Michele Anzaldi, renziano, nella lettera alla presidente Rai Anna Maria Tarantola - se condivide l’imitazione di Maria Elena Boschi a Ballarò e se ritiene opportuno che un ministro giovane, che finora ha dimostrato preparazione e capacità *, sia ritratta come una scaltra ammaliatrice che conta solo sul suo essere affascinante. È questa l’immagine che il servizio pubblico della Rai, e Raitre in particolare, vuole dare alla vigilia dell’8 marzo?”.

* dimostrato preparazione e capacità in che cosa? 

Esimio Anzaldi, di che si preoccupa? La giovane non solo è ministra ma è pure inesperta perché giovane. Lo stesso dicasi di Renzi: non solo è primo ministro, ma è pure giovane e non ha seguito nessuna scuola di preparazione per fare il premier. A parte, le ricordo, che nessuno l'ha votato e voluto, eccezion fatta per i filibustieri suoi amici. Sono due giovani inesperti, quindi. Esimio, lei sa perfettamente quanto i giovani siano facili a sbagliare, pronti a fare cazzate e a non mai raccogliere i cocci che vanno rompendo nel loro andazzo. Laonde, lasci fare, si dia una regolata lei e i suoi pupilli. Quella che lei chiama imitazione altro non è che uno Specchio che riflette le irregolarità generiche dell'Originale. Una Scuola dalla quale apprendere, correggere e non reprimere. Farà bene alla salute politica dei suoi Principini. A meno che lei non pensi di suggerire a Renzi di sostituire la ministra Boschi con la strega Virginia Raffaele, magari nei momenti di minor impatto politico della ministra. Se lo deve fare, lo faccia a partire da oggi, l'8 marzo!


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venerdì 7 marzo 2014

Un pensiero di Sgalambro sul pensiero disgustoso

Una domanda dell'intervistatore a Manlio Sgalambro.

Lei scrive: "Chi non odia la propria filosofia non merita di averne una. Trova, a volte, insopportabili e ripugnanti i suoi pensieri?
- Pensare è la cosa più disgustosa che ci sia in un uomo. Come se avesse dei genitali mentali. In effetti, io non penso mai con gioia. 

Mi viene da pensare (disgustoso pensiero... e se ne capirà il motivo) che la stragrande maggioranza per non dire la totalità dei politici, siano stati i soggetti bersaglio dello Sgalambro-pensiero.
Se mi fermo un attimo a pensarci su, m'immagino tanti coglioni pensanti che stanno pensando a noi, per noi!
Mentre, in realtà, stanno coglion-pensando per sé medesimi.

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Un giorno anche i cani potranno parlare. E il dogo Al Fano?

Un dispositivo in realizzazione punta a rendere gli animali in grado di esprimere concetti di senso compiuto. Attraverso una cuffia che trasforma gli impulsi cerebrali in parole.

NON APPENA LA POLITICA E LA SCIENZA SI UNIRANNO IN MATRIMONIO, ALFANO POTRÀ DIMOSTRARE CHE LA SUA NON È SOLO FANTAPOLITICA!

Il dogo Al Fano: "Sarei felice se gli scienziati
riuscissero a realizzare questo marchingegno.
Solo così sarei finalmente in grado di
poter esprimere il mio pensiero politico
senza tema di essere frainteso
o svuotato di significato"

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giovedì 6 marzo 2014

Il dubbio: la vis comica di Renzi è come quella di Grillo o come quella di Berlusconi?

"Ma per le barzellette il maestro insuperabile resta Silvio"
Ora che Grillo ha smesso i panni del bravo comico, rivelandosi un pessimo (o geniale, a seconda dei punti vista) politico, chi ci farà più ridere? Berlusconi, anche lui ha ridotto le sue barzellette, vuoi per l'età, vuoi per la saggezza raggiunta. Chi resta? Renzi, direte voi. Bah, fino ad oggi nemmeno una barzelletta per il pubblico, né una traversata a nuoto in Arno per gli elettori. È troppo serio. Anche volendo sforzarsi, uno come fa a ridere? Parla solo di legge elettorale, jobs-act e la riforma della trattenuta del 5° dello stipendio..., ehm, del titolo quinto della costituzione. Una noia mortale! Quasi da morir dal ridere, il che è uguale. Solo gli scolari si divertono un mondo: che abbia trovato la strada giusta?

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La Marcia sulle Scuole di Renzi ovvero i miei cori preferiti



Gli studenti cantano per Renzi, è polemica.
No, è demagogia bella e buona!


 Grillo: "Usati come i Figli della Lupa"


Alla fine della mia quinta elementare, giugno 1957, i nostri eroi maestri di quell'epoca, ci assemblarono in un unico corpo, ci insegnarono un coretto, ci ammaestrarono con quattro o cinque operazioni ginniche, ci inquadrarono in un cortiletto ben ristretto all'aria aperta e ci misero sull'attenti di fronte a quelli che dovevano essere i notabili della scuola e della municipalità del mio paesello; ci ordinarono di cantare il coretto di cui sopra e intonammo: "O biancofiore, simbolo d'amore eccetera". Ci dissero che quello poteva ben essere il vero inno nazionale. Noi bambini lo cantammo per quelle belle facce di palta. Io, però, non diventai democristiano. Mai al mondo. Mi salvai. Così spero che si salvino 'ste vittime innocenti e plagiate. Ma oggi penso che mi faranno morire peggio di un democristiano. Grazie anche a te Renzi, piccolo renzino prodigio fiorentino.

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mercoledì 5 marzo 2014

Nei sottoboschi di Renzi

"Non è intenzione di questo governo chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari solo sulla base di un avviso di garanzia".


Lo dice Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme e dei rapporti col Parlamento, rispondendo in Aula a un'interrogazione del M5s sulla nomina di Francesca Barracciu a sottosegretario alla Cultura che, come precisa la stessa Boschi, "a oggi è iscritta nell'elenco degli indagati".

"L'avviso di garanzia è un atto dovuto a tutela degli indagati per esercitare i diritti di difesa, non è un'anticipazione di condanna", dice Boschi che ricorda come il procedimento che riguarda la Barracciu è alle fasi iniziali. "All'esito del procedimento il governo valuterà se chiedere le dimissioni del sottosegretario", aggiunge la ministra. Il sottosegretario Barracciu, prosegue Boschi, "potrà dare un contributo al governo di questo Paese... facendosi iscrivere per la seconda volta nell'elenco degli indagati, così come da tradizione del nostro modo di intendere il sottobosco tra i nostri sottosegretari nominati d'ufficio perché possessori di un avviso di garanzia" e l'esecutivo "non ha intenzione chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari sulla base di un avviso di garanzia", perché ciò rispetta "il principio fondamentale della presunzione di innocenza".

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martedì 4 marzo 2014

L'ex ministro Mauro ci ha mandati a fanculo. W l'ex ministro Mauro!

Mario Zuavo Mauro
il primo zuavo che ci ha
mandati a fare in culo!

Questi tre, sono stati mandati
a fare in culo da Renzi.

La colpa è sempre della Russia.
La colpa è di quelli che non hanno voluto gli F35.
La colpa è di tutti quelli che non conoscono
la posizione geopolitica dell'Europa...
l'Europa confina a nord con gli Usa;
a est e a ovest con gli Usa;

a sud con gli Usa.
Tutti questi stati Usa confinano
con l'Europa; dal che si deduce
che l'Europa e gli Usa
sono la stessa cosa.
La Russia che c'entra?
“Oggi che rischiamo la guerra per un rigurgito di nazionalismo – spiega Mauro – capiamo quanto è importante l’Europa. Oggi dobbiamo capire cosa possiamo fare nel referendum sull’Europa: dovete votarmi. Avete due opzioni. Votarmi o andare a fare in culo".

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Mateo, el revolucionario italicum!

Italicum, l’accordo ancora non c’è. L’idea di congelare l’entrata in vigore. Renzi sente Alfano e vede Verdini e Gianni Letta. Forza Italia frena. L’ipotesi di posticipare di 18 mesi la validità.

Mateo, el revolucionario de' noantri:
"Ce la facciamo, sarà rivoluzione!"

Lettera segreta di Renzi a Berlusconi: "In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore... Io non muoro. Chi [raccoglie] more? Tu? Bene, io ribes e ci facciamo una macedonia di frutti di bosco. Poi ce l'annamo a magnà nel bosco de' color verdini. En el bosque, attenti ai contrarrevolucionarios de don Al Fano. A quelli gli piace mantenerse permanentemente en el gobierno. Pero no te preocupes porque el deber de todos los renzianos es la conquista del poder por el Italicum".

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lunedì 3 marzo 2014

Italiani, siate collaborativi: fate le segnalazioni a Renzi!

Matteo Renzi scrive ai sindaci: "Segnalateci una scuola e vi aiuteremo a ripararla".
Renzi, dopo questa trovata, ne ha pensata un'altra, e ha subito scritto ai sindacati: "Carissimi sindacalisti segretari confederali, segnalateci un disoccupato qualsiasi e noi vi aiuteremo a ripararlo".

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Tutto crolla tranne la fede di Franceschini nel nostro patrimonio culturale

Sotto Franceschini ministro dei BBCC Pompei non demorde.
La prima dichiarazione di Franceschini da ministro dei BBCC: "Sono orgoglioso, è un onore guidare il ministero dei Beni Culturali in un Paese che ha il più grande patrimonio (a parte Pompei che continua a crollare) nel mondo. Questo governo ha scelto di renderlo centrale...".
Il crollo? Bah, speriamo di no.

Anche su L'Aquila Franceschini ha speso parole d'amore: in 5 anni ve la restituirò più bella e più superba che pria!
- Bravo!
- Grazie!
Franceschini, certo, deve sostenere un gigante dai piedi d'argilla: il Patrimonio archeologico, monumentale, artistico italiano. In una parola: lo scempio degli uomini e del corso del tempo è drammaticamente in atto.

Quindi, se dovesse scomparire Pompei sotto la sua stessa incorporea monumentalità crollata, non prendetevela con Franceschini. Lui è lì da poco, nemmeno il tempo di rendersene conto.
Probabilmente dovrà ritoccare le sue dichiarazioni anche su L'Aquila: non più in 5 anni, ma...

Come ben sappiamo, la politica e la cultura son due entità che cozzano e si rigettano tutte le volte che s'incontrano! E ha sempre vinto la politica dei nostri politicanti!
Esempio: non si contano tutti gli archeologi e gli addetti del settore, che dopo una vita di studi, sono stati costretti ad emigrare altrove, spesso facendo mestieri che non c'azzeccano nulla col loro. In Italia restano spesso i raccomandati, i più fortunati che fanno i precari e i padroni dei BBCC.

Franceschini dovrebbe spendere un'altra dichiarazione d'intenti verso questi giovani emigrati che, in quest'Italia monumentale che crolla, potrebbero dare un concreto contributo e guadagnare qualcosa col proprio lavoro.
Franceschini, mi raccomando a te!! Fai tornare i nostri giovani in Italia, mannaggia a te e a tutta la vostra congregazione di mangiafranchi!

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domenica 2 marzo 2014

L'ultimo aforisma tragicomico di Gasparri

Maurizio Gasparri, brutta gaffe su Roberta Pinotti: "Nessuno pensi che porti jella".

Gasparri, questo sconosciuto
che irride anche alla morte

La gaffe non l'ha fatta sul ministro Pinotti, come vorrebbero far credere i giornalisti, ma sul partecipante alla maratona deceduto!

Gasparri: "Il fascismo non è solo la parentesi oscura della storia, ma anche la mia..."
Gasparri, chi non l'ho conosce caro lo compra!
Perché, c'è ancora qualcuno che non lo conosce?
Pare di sì!

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Poiché, se non fosse stato saggio, col cavolo che sarebbe diventato premier!


Basta attacchi gratuiti al premier: fino ad ora ha solo fatto nomine presentabili e impresentabili. Lasciamolo lavorare in pace; ha anche esternato sul lavoro: "Se non ora quando: Jobs act da 100 miliardi", mentre si interroga sulla tragedia della gran disoccupazione giovanile, per non parlare dei fuori età a rischio suicidio.

Renzi è un chiacchierone che disquisisce, con fredda e razionale astuzia, su cose pratiche. Non facciamogli premura. Non può far tutto in poco tempo.
Renzi è preso in un vortice di fatalità cercate con tutto sé stesso. Per questo appare vulnerabile.
Un uomo solo che deve sostenere l'apparatik mugugnante dell'altra metà del Pd; che deve sostenere tutto il peso delle cose promesse ai suoi e agli italiani che manco l'hanno votato.
Appare vulnerabile agli occhi dei miscredenti e degli avversari. Appare... ma non è così.

Non è vulnerabile per lo strumento che ha scelto di esercitare, il potere, per conto terzi: analisti, esperti e tuttologi lo sottoscriverebbero anche sotto tortura.
Ma è manipolabile perché il potere che ha scelto di esercitare glielo impone. Lui, creatore del suo marchio, produce parole che sembrano anticipare grandi trasformazioni sociali: pare che l'Italia sia destinata a modificarsi in una sorta di Eden sotto la guida Renzi.
Renzi si può manipolare con una cordicella? Sì, se quell'oscuro potere di cui sopra lo aziona.
Scriveva Brecht in Un uomo è un uomo:
"[...] si può fare tutto ciò che si vuole di un uomo
smontarlo, rimontarlo come un meccanismo
senza che egli ci perda niente, è magnifico".
Agite su di un ingranaggio, tirate una cordicella e otterrete un altro uomo, apparentemente uguale a sé stesso.

Anche le masse sono manipolate da cordicelle. La differenza con Renzi è che lui per ora è sul piedistallo, e decide per noi che stiamo in basso, per conto terzi. Lui però in questo è un privilegiato, che dovrà poi essere rottamato dal suo successore. A noi, non avanza mai niente e i nostri successori staranno ancora in basso.

Lasciatelo lavorare, quindi: egli è venuto a noi per le nostre necessità!?!


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