giovedì 31 luglio 2014

Senato: la grande idea della ministra Boschi

Senato: la grande idea della ministra Boschi
- Renzi: Mi sembrano un po' pochini per invogliarli.
- Boschi: Allora perché non puntare a 800 mila euri?
- Renzi: Per tutti?
- Boschi: No, ciascuno.
- Renzi: E t'ho fatta ministra!
- Boschi: Delle Riforme.
- Renzi: Bah, io pensavo più alle tue Forme.
- Boschi: Sessista come tutti i politici italiani.
- Renzi: Scusa, se mi piacciono le tue forme!
- Boschi: Torniamo alle Riforme.
- Renzi: Dobbiamo fare in fretta. Ho tante gatte da pelare. I conti pubblici da sanare. La gnagnera del mio linguaggio inglese da migliorare. Berlusconi da incontrare. L'Italia da riordinare. Le scuole da rivisitare. Il presidente Grasso da ringraziare per l'aiutino che m'ha dato sul no al voto palese. Poi devo andare a visitare l'aeroporto di Palese.
- Boschi: Scusa, che c'entra Palese?
- Renzi: Niente, ma visto che l'ho nominato una volta.
- Boschi: Se li chiedessimo a Berlusconi?
- Renzi: E restargli obbligato tutta la vita? Ma no, vedrai che pian pianino i senatori li convincerò col mio carisma, voteranno contro sé stessi e io avrò vinto.
- Boschi: Noi tre, vorrai dire...
- Renzi: Già, io, Maria ed Elena. Ma è dura, dura, poi c'è da rifondare l'Unità... quello lì, come si chiama, Staino, 'un ma chiesto di fare qualcosa di sinistra? Mai fatte cose di sinistra, sempre di destra l'ho fatte. E quell'altro là, Gelli, che m'ha chiamato il bambinone! 'Nsomma, chi sono io non so più... che ci sto a fare se tutti mi chiedono qualcosa di sinistra e mi chiamano bambinone? Io avevo fatto un programma per gestire il mio governo. Sveglia alle 6. Segreteria nazionale alle 7. Footing con la segretaria alle 8. Colazione alle 9. Alle 10 bagno di folla. Alle 11 in bagno di corsa. Alle 12 aperitivo con Del Rio. Alle 13 pranzo frugale. Alle 14 seconda riunione di gabinetto con la mi' segretaria fino alle 16. Dalle 16 fino alle 17, mi faccio una riunione nel mio gabinetto privato con relative telefonate oltreoceano, oltrealpi e oltretutto. Alle 18 mi twitto le mie comunicazioni dirette col popolo. Alle 19 incontro la stampa per esternare le mie impressioni renziane sull'attività di governo e sulle puttanate dell'opposizione. Alle 20 pranzo frugale. Alle 21 il film d'azione I mercenari 1, 2 e 3. Poi dovrei anche pensare a fare un po' di sesso... Dimmi Maria Elena, che mi resta dopo una giornata di così intensa passione?
- Boschi: Ti restano le Riforme da riformare... cancellare il Senato... e io!

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mercoledì 30 luglio 2014

L'Unità chiude, Renzi apre!

Renzi e l'Unità in crisi

L'Unità chiude, stop alle pubblicazioni dall'1 agosto.

L'Unità esce con le pagine bianche, "pagine di protesta ma soprattutto di allarme. Per spiegare, senza troppi giri di parole, come sarà il mondo dell'informazione senza la voce dell'Unità". Il giornale fondato da Antonio Gramsci 90 anni fa sospende le pubblicazioni dall'1 agosto. Non sono bastate le parole del premier Matteo Renzi, segretario del Partito democratico, per rassicurare la redazione del giornale.
Sergio Staino, storico vignettista del quotidiano, in un'intervista a Repubblica si appella a Renzi: "Ora faccia qualcosa di sinistra. È lui che deve decidere se salvare o non salvare un giornale che è un pezzo importante dell'identità di questa sinistra. È tutto nelle sue mani".

Stiano tranquilli gli alleati di destra di Renzi, quello è un modo di dire. Come dire: se veramente fa qualcosa di sinistra mi mangio crude le ultime copie dello storico quotidiano.
Ed è proprio a Renzi che il direttore Luca Landò dedica una parte del suo editoriale: "Davvero Mister 41% non è in grado di parlare con quattro imprenditori in Italia? Difficile crederlo, a meno che l'obiettivo non fosse quello di utilizzare il potere di veto per portare l'Unità sull'orlo del baratro o anche oltre". (Ndr: ma non c'erano state le avances della compagna - di Berlusconi - Santanché e della Ferrari conduttrice della RaiTV? Perché schifarle, visto l'ottimo andazzo del sistema a larghe intese del Pd? A volte è necessario turarsi il naso e andare avanti, così come è stato necessario per molti italiani votare turandosi il proprio naso, secondo le indicazioni di voto espresse da codesto quotidiano, anche nel recente passato).

Il quotidiano fondato da Gramsci - il famoso Organo del Partito comunista - adesso attende le decisioni del caro lìder maximo, il piccolo renzino fiorentino. Dategli tempo, troverà qualcosa talmente di sinistra che il direttore stesso cadrà a terra scioccato, lui stesso creerà il panico tra i suoi alleati di destra e finalmente imploderà il tutto. E forse così tireremo un sospiro di sollievo e anche la buonanima di Antonio Gramsci non si rivolterà più nella tomba.
Secondo voci non controllate pare che il giornale sarà rifondato con una nuova intitolazione che prevede l'inserimento del nome di Matteo Renzi, tra l'organo del Partito democratico e dei Lavoratori.

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martedì 29 luglio 2014

Renzi uno, duno e trino

Renzi uno, duno e trino
Quel giorno fui preso da una eccitazione profonda e celestiale.
Mi accompagnavo col mio fido Del Rio quando, a sua insaputa, qualcuno mi apparve, o fui io che sognavo a occhi aperti.
Fatto sta che quel qualcuno mi fissò dritto negli occhi, dicendomi: "Ah grullo, non aver timore, io sono l'angelo custode del Pd, sono quello al di sopra delle parti, quello che con uno schiocco di dita ti può portare in cima. Una volta là sono cazzi tua se mi caschi a terra. E non continuare a guardarmi con quella faccia da baccalà.
Abbiamo tirato a sorte io e il Presidente e la porca vacca è caduta sul tuo nome. Ero perplesso, e adesso che ti guardo lo sono ancor di più, ma il Presidente compagno ha insistito e a momenti mi spennava le ali se mi fossi rivoltato contro di lui. Sappi che io non ci volevo venire, ormai sono qua e a questo punto te lo devo dire: Sarai segretario e poi premier.
Se accetti resterai incinto, ma non ti è dato sapere chi è stato il ganzo a farti lo scherzetto: se il comitato centrale del Pd o il popolo italiano delle primarie? Non ha importanza.
Diventerai gonfio, ai più sembrerai un pallone gonfiato, anche a me se vuoi saperlo e anche se non vuoi saperlo: questo il prezzo che pagherai appena ti verrà la pancia.
Attento, non ti si gonfierà la pancia soltanto, ma anche la faccia, le mani, i piedi e soprattutto la lingua. E a ogni parola detta ti gonfierai di più. Ad ogni puttanata che dirai il popolo ti voterà e i giornalisti ti incenseranno, ma ti gonfierai sempre di più. Alla fine sarai beatificato e riceverai il culto della personalità.
Diranno di te che eri un bravo ragazzo, ma poi hai incontrato il tuo angelo custode perdendo la via maestra. Tutto questo non ha importanza. Io so che a te il potere non interessa. Del resto che te ne fai visto che sei così gonfio.
Ti va l'idea? Se sì, sbatti gli occhi due volte; se no, togliti quella faccia da grullo e sveglia il bello addormentato qui accanto".
- Che scelta ho fatto, infine, secondo voi?

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Papa, Papa, puru a Paliemmu 'a Madonna s'inchinò alla mafia

Non c'è requie per la Madonna.
Dopo l'inchino ad Oppido Mamertino, ecco quest'altro a Ballarò, proprio adesso che Ballarò non è più in onda. Che puntata ad hoc sarebbe stata!
- Che successe, dunque, don Totò?
- Ma c'avìa a succèdiri, mastru Pe'. 'A Maronna si firmò davanti a una pompa..
- Di benzina?
- Ma quannu mai. Pompa funebre fu. I portatori s'arripusaru un quartu d'ura picchì c'era cauru, ma un cauru tipu 40 gradi all'ummira.
- Mischìni, tra il caldo e la divozioni, passàru a asciucàrisi lu suduri.
- Ma caru mastru Pe', nun fu firmata chista ca' subbito criticaru la Maronna di fari l'inchinu a lu boss di Cosa Nostra, ca' mischinu puru iddu, ora sta all'ummira del 41 bis a lu carciri di Nuvara.
- Ma chi dicìti, don Totò. Veru jè?
- Veru veru. Quarcunu jittò na' vuci ca' fu ordini pi' tutti: "Firmativi" e chiddi si firmaru davanti alla pompa funebre di tale boss.
- Chiesa, Maronna, mafia e pompa funebre. Minchia chi 'nsalata!
- E chistu è nenti. Pari ca' lu vescuvu s'incazzau di bruttu. Dissi che ci fu 'na sosta anomala.
- E già, comu a chidda da Ferrari ca' havi un puntu deboli nel retrotreno.
- Appuntu. Secunnu mia ora lu Papa Francesco deve scìnniri a Paliemmu e fari na' predica dura a lu vescuvu, li parrini, li fedeli e alli pompi funebri. Nun s'havi da ammiscari lu diavulu cu' l'acqua santa.
- Giustu, don Totò. E doppu 'sti belli palori vui chi facìti?
- Ma nenti, vaju a salutari nu' pocu d'amici che si firmaru davanti alla pompa funebre e poi tornu.
- Servu vostru, don Totò!

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lunedì 28 luglio 2014

Dove prendono origine le malattie d'Italia

La malattia prende odio dalle palle che metti in canestro, una squadra di spettacoli di danza creativa dedicati a Renzi, per migliorare la sua reattività di fronte agli eccessi nefasti del suo Io.
Da voi dipende il futuro dell'Italia, Renzi ai senatori gnorri.
Mentre le masse dal letto sfatto non si levano, lo zucchero di canna solo una persona se lo gode, in aeroporto hanno istituito, a volte, i turni per sniffarlo.
Molti di noi vivono in tutto il mondo come una sorta di investimento a perdere o, ai margini di esso, è ora che ci vivano i più ricchi.
Domani la televisione sarà gratis, i prezzi reali del pane scenderanno di mille, il codice del lavoro in questa finestra a persiana dipinta di verde-mare sfrigolata dall’usura del tempo, la scarpa destra logorata, ma il mio computer in teoria trova un sacco di posti di lavoro per tutti.
C’è un sacco pieno di geishe in Giappone. Un sacco di fagioli in Italia. La Cultura della paura è un faretto a vari piani di interventi razzisti. È necessario disporre i laghi nell'ambiente artificiale che si possiede, chiunque ne può compilare uno è fortunato.
Inoltre, decine di grandi attrazioni, solo il tempo di calcio da abbreviare, ma non quello d’Italia, non scherziamo, quello non fa ridere.
Assicurarsi che il caso Tavecchio non si trasformi in un Tanuovo.
Assicurarsi che l'uscita sia libera e che la temperatura dell'elemento a mano sia bassa: dopo, almeno chiedere scusa.
A chi volete voi: è libero!
Per il ventennio fascista, per il quarantennio democristiano, per i venditori di falso comunismo, per il ventennio del bunga-bunga, per l'inizio del renzismo.
Per i vecchi e i nuovi torquemada del demofascismo imperante.

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sabato 26 luglio 2014

F...ca fa provare la Renegade a Renzi

Il pesante senso di colpa di Marchionne
non è riferito alla chiusura dello
Stabilimento di Termini Imerese... illusi!
A Palazzo Chigi, nella sede del governo, sbarca la Nuova Jeep Renegade del gruppo Fiat Chrysler Automobiles (Fca). E il presidente del gruppo Fiat Chrysler, John Elkann, torna a ribadire quanto siano importanti per Fiat Chrysler le radici in Italia: «Siamo molto orgogliosi di essere qua e di farle vedere come la F...ca avrà una presenza sempre più forte in Italia».

Dal canto suo il premier Renzi ha detto che il 26 settembre sarà «a Detroit a visitare gli stabilimenti Fiat Chrysler, della F...ca americana, insomma». «Ho deciso - ha spiegato Renzi - di andare prima negli Usa per dire che siamo orgogliosi di essere italiani che lavorano in America. Subito dopo andrò a Melfi e dirò che noi italiani siamo più bravi con la F...ca degli americani; gli italiani hanno bisogno di saperlo, nel caso qualcuno dell'opposizione nutrisse dubbi. Farò tutto questo e dirò tutto questo perché sono un premier globale e geniale. E sono chilometri eh, mica noccioline».

Renzi invita gli italiani ad acquistare la Rinnegata
Amici, compratela e vedrete che il mercato dell'auto si risolleverà. Insieme all'auto si onorerà la F...ca. Questa è la nostra idea del fare e del mettere insieme il mercato e il senso della f...ca per la crisi.

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venerdì 25 luglio 2014

Per fare il guardapecore ci vuole un diploma

Per fare il guardapecore ci vuole un diploma
di istruzione secondaria superiore
Guardapecore, sagrestano e cameriere.
I tirocini della vergogna finanziati dalla Sicilia.
Il “Piano giovani” lanciato dalla Regione doveva aiutare gli under 35 ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ma tra le offerte tanti annunci ai limiti del ridicolo. Così l'affare lo fanno le aziende, che ottengono manodopera gratuita e vengono anche pagate.
Nel mondo degli stage gratuiti, dei contratti precari, dei co. co. co. e delle finte partite Iva, non si era ancora visto un “tirocinio” per sagrestano, per di più pagato da un ente pubblico. Adesso questo poco invidiabile primato lo ha conquistato la Regione Sicilia con il suo “Piano Giovani”, un progetto da venti milioni di euro con cui l'ente territoriale prova a favorire l'ingresso nel mondo del lavoro degli under 35.
“Il progetto ha la finalità di rafforzare le opportunità di transizione scuola-lavoro, disoccupazione-lavoro, inattività-lavoro e contenimento del disagio della non occupazione giovanile in Sicilia”, si legge nel bando che illustra il progetto siciliano lanciato dalla giunta di Rosario Crocetta, “e quindi di realizzare interventi di formazione on the job, sotto forma di tirocinio di formazione ed orientamento, nonché di inserimento/reinserimento, che prevedono l’assegnazione di facilitazioni economiche per i percorsi di formazione avviati”.
Dove la Regione abbia però visto la “formazione e l'orientamento” nei tirocini che le aziende propongono è tutto da capire. Il progetto funziona infatti così: attraverso un sito, i vari datori di lavoro inseriscono delle richieste per avere dei tirocinanti, specificando il lavoro che dovrebbero svolgere, la località dell'impresa e il titolo di studio richiesto. I giovani interessati provvedono poi a segnalare il proprio interesse e vengono eventualmente ricontattati.
Ma qualcuno che sappia guardare le pecore lo trovate voi tra i diplomati? Pensate che sia facile guardare le pecore, le capre e i cani del gregge? Provate a seguire e a convivere con un capraru o un picuraru per un giorno intero? Ci vuole una vita per imparare il linguaggio delle capre e delle pecore.

Devi sapere fischiare in un certo modo, devi saper grugnire o belare per farti ubbidire, devi saperle mungere, devi correre in testa al gregge o indietro se la solita pecorella devia, devi stare attento che non bruchino erba già trattata da erbicidi e pesticidi, devi fissare le capre negli occhi senza farti prendere dalla eccitazione, senza farti prendere a cornate dal becco geloso, devi stare attento a non beccarti le zecche. Questo per quanto riguarda il guardar le pecore... e le capre. Se il gregge è poverello, poverello sarà pure l'introito.

I padroni dei grandi greggi, invece, sono graziosi e illuminati. Ti fanno fare il tirocinio ma solo se hai un diploma superiore. Perché con le pecore e le capre loro pretendono una buona conoscenza della grammatica e un buona conoscenza delle parole italiane. E meno male che non stiamo parlando di guardare le vacche. E non parliamo del marito delle vacche. Il toro. Per far muovere una mandria di vacche ci vogliono un par di palle da toro. Ma questo a Crocetta che interessa? Al padrone delle vacche che interessa? Nemmeno al guardapecore, al quale occorrono palle buone e coraggio per affrontare la giornata immerso nella natura, al sole, al vento, alla pioggia e nel belato del gregge, perso nei propri sogni di vita finiti così.

Davvero, perché bisogna vergognarsi di guardar le pecore? Imparato il mestiere come tirocinante e finito il tempo di apprendistato poi puoi svolgere il tuo lavoro ovunque!
Ahi ahi, ovunque? No, in città no. Nei prati sì. Liberi devono essere. Facile, se ne trovano quanti ne vuoi; poi magari chiedi un finanziamento per comprarti pecore e capre e te ne vai a pascolar con loro...

Bisogna vergognarsi del modo con cui i diplomati sono stati costretti a fare questo!
E non è una questione di lana caprina, vero?

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Renzi è contro le dittature altrui...

Rottamax, il Riformatore
Riforme, Renzi: "Siamo contro la dittatura della maggioranza ma anche della minoranza".
Il premier su La7: "Io vado avanti, non mollo, le riforme le facciamo".
E conclude: "Il gattopardo sta male, molti sono morti e quelli rimasti hanno una paura che non le dico".

Wow! Rottamax non smette di stupirci, né di incantarci.
Vuoi vedere che è d'accordo solo con la sua di dittatura?!

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giovedì 24 luglio 2014

Emilio Fede il fedele: Silvio scopava e mafiava...

Fede: “La storia di Berlusconi? Mafia, mafia, mafia. Sosteneva famiglia Mangano”.
Mafiava, ma quanto mafiava il Berlusconi di allora...
In una conversazione registrata di nascosto dal suo personal trainer, l'ex direttore del Tg4
parla dei rapporti tra il fondatore della Fininvest, Dell'Utri e Cosa nostra. E ai pm di
Palermo racconta di un incontro durante il quale l'ex Cavaliere raccomandò al suo braccio
destro, ora in carcere per concorso esterno, di "ricordarsi" della famiglia del mafioso
all'epoca detenuto e sotto interrogatorio. ll giornalista: "Tutto falso, mie dichiarazioni
manipolate".

Rubygate, Fede: “Silvio poteva aiutare Ruby in altro modo. E invece scopava, scopavano:
Scopava oh oh 
fotteva oh oh oh oh
la gnocca dipinta di blu
felice di starci di più
e scopava e fotteva
felice lassopra di più
mentre il mondo pian piano
affanculava laggiù
♫.
Guarda, io sono stato un amico vero. E dopo un po’ hanno detto che potevo anche s
peculare… ma quale speculare?”. E conclude: “Quel cacchio lì di… come si chiama… di
Lele Mora. Lui è stato un mascalzone, un mascalzone, un vero mascalzone, un
mascalzone nel senso reale”.
Sì, scopava e mafiava, mafiava e scopava ma non lo faceva per sé stesso, lo faceva per
noi amici perché era un generoso. Ci faceva sentire l'odore della gnocca, ma mai una
volta che ci abbia invitato ad un assaggio.  

Ora che è lì lì per diventare padre della patria mi chiedo: e io, che gli sono stato amico fedele per tanti anni, di chi son diventato padre io? Cosa c'ho guadagnato da questo bunga bunga infinito?

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mercoledì 23 luglio 2014

Alien abduction of Matteo Renzi

Alien abduction of Renzi
Renzi non è di questo mondo. È extraterrestre, esattamente proviene dal pianeta di classe MR-Super-Bales, nella costellazione di Ultimately Scrapped, a due milioni d'anni luce dalla Terra. Partito dal suo pianeta grazie ad una violenta eiezione vulcanica, attraversò tutto lo spazio senza manco un respiratore e finì col cadere sul nostro pianeta, casualmente, come se lo avessimo chiamato per guarire dal terribile ventennio berlusconista.
Durante il viaggio spaziale il suo corpo cominciò a mutare e, nei pressi della Terra, assunse quella specifica connotazione facciale che tutti ormai gli conoscono. Mutò il suo corpo da alieno, quindi, in essere umano. Ma non mutò le idee. Quelle se le portava immutabili da Super-Bales, pianeta ad alta densità di giocatori di balle, il nostro calcio di qua, per intenderci.

Sulle strade della bella Italia, fatalmente, incrociò alcuni talent-scout del Pd che, dopo averlo osservato con molta attenzione e intuendo che di alieno trattavasi, gli fecero subito la proposta indecente: "Vuoi tu diventare il nostro capo?".
"Sì, che devo fare?".
"Da noi prima si parte da semplice iscritto al partito, ti fai un po' di tirocinio e già sei pronto per fare il sindaco. Dopo un po' ti portiamo a Roma a vincere le primarie e diventi segretario capo. Da lì, ti lanciamo subito per fare il Premier. Da Premier a Primo Console il passo è breve: questione di pochi anni e finalmente ti dedicherai all'attività finale per cui sei sceso sulla Terra".
"Bello. E questa attività finale in che consiste?".
"Fare il bene del nostro amato Paese".
"Ci sto. Quando cominciassimo?"

Cominciò... ancora sta parlando... promettendo... sicuramente finirà la missione... avrà esiti positivi... se non siamo come al solito jellati...

La Nasa oltre la fantascienza: "Tra 20 anni troveremo vita". Cribbio, noi l'abbiamo trovata prima! Ma l'abbiamo perduta, ancora una volta così, improvvisamente, misteriosamente, renzianamente. Chissà chi ci sta dietro a tutto questo?
Magari di gombloddo si dradda, mannaggia a guesdo raffreddore!

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martedì 22 luglio 2014

Renzi & Co., ci mostrano i nuovi organi del Senato

Renzi e il nuovo Senato
Senato, Finocchiaro: “Serve intesa con M5S e Sel”.
Boschi: “Autoritari? Allucinazione”.
Il ministro per le Riforme interviene a Palazzo Madama prima dell'inizio del voto sugli oltre 7800 emendamenti e difende "il consenso e l'ampia condivisione del testo".
Contestazioni dall'opposizione che chiede il ritorno in commissione.
Il Movimento 5 stelle propone un referendum consultivo su elettività senato e riduzione parlamentari.
Ecco come sarà il Senato dopo la sua cancellazione.

A fronteggiare il reggimento dei deputati ci saranno solo 100 senatori, di cui 5 eletti personalmente dal Presidente della Repubblica, quindi fedelissimi allo Status oltre ogni limite; 74 consiglieri regionali e 21 sindaci; a loro volta fedelissimi alle proprie cordate. Resta certamente l'amaro in bocca a molti circa l'obolo senatoriale che non riceveranno più: l'indennità prima retribuita era la causa primaria della folle corsa al seggio di senatore. Uno come Razzi non potrà più farsi li cazzi sua, però io credo che, con un po' di carte false, riuscirà ad inserirsi tra le cinque personalità degne di essere nominate senatori dal Quirinale. Sembrerebbe che solo questi 5 saranno premiati con stipendio regolare, il che dovrebbe portare allo Stato un risparmio di oltre mezzo miliardo di euro ogni anno. Questa è una delle tante palle che il governo Renzi ci ammannisce, perché giustificano da sole la cancellazione del Senato. A parte il fatto che 100 senatori contro quel reggimento di squali maggioritari della Camera Unica non servono a una mazza. Un altro motivo che fa intravedere, nella cancellazione del Senato elettivo, un'autorità impositiva e oppressiva spacciata per democrazia progressista: quella della Camera che diventa un medium armato dell'uomo solo del Fare al comando.
I renziani - la ministra Boschi in persona - si affannano a negare questa futura anomalia, ma si fanno forti del fatto che in Italia non c'è nessuno in grado di fermarli.
Gli italiani hanno cose più importanti da fare... come, ad esempio, chiedersi se tutto 'sto trasformismo istituzionale della coppia di fatto, i Renzusconi, porti davvero al superamento della pestilenza economica italiana in atto. Intanto, il chiederselo è già un grande passo avanti. Se poi ci muoviamo di conseguenza, ancora dobbiamo metabolizzarlo. Nel frattempo il sentiero luminoso dove poggiare i nostri calli è già stato segnato...

Durante questo infernale casino parlamentare dove l'opposizione M5S-Sel ha contestato duramente le palle della ministra, due appartenenti ai due schieramenti oppositivi cadevano colpiti dalle palle letali della Boschi. Stramazzati sul pavimento della Camera, e viste le occhiatacce della Boldrini che già pensava al secchio, allo straccio, alla scopa e alla fatica per rimuovere quei corpi - lei, contro quelli, avrebbe già calata la ghigliottina -, nessuno se ne accorse fino a fine seduta. Nemmeno gli italiani.

Solo la Finocchiaro, futura madre della Patria, dando uno sguardo dall'alto della sua scrannità, disse: "Su alcuni punti si può lavorare", e se ne uscì a far la spesa.

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lunedì 21 luglio 2014

A cavallo d'un caval, Berlusconi promette 20 mld

Berlusconi, novello Creso,
leader della battaglia economica
Secondo Il Messaggero, il già Cavaliere che ex mai non fu, ha le idee chiare su come cavalcare il tema economico dei mesi a venire. "Io da subito farò il leader della battaglia economica degli italiani", avrebbe detto sia durante il pranzo con i figli che nei colloqui telefonici con i collaboratori più stretti. "Sarà una battaglia durissima [...]. Vengono tutti a piangere da me. I negozi chiudono, le imprese non ce la fanno, il fisco sta stritolando i lavoratori e i risparmiatori. Su queste cose, Renzi non c'è *. E questo sarà il terreno su cui sfidarlo".
* Cribbio, addò sta il Renzi?

Berlusconi è così felice per l'assoluzione che ha iniziato a dare i numeri. «Gli italiani hanno bisogno di una cura molto più forte di quella che sta somministrando il governo. Altro che 80 euro. Ci vuole uno choc fiscale *».
* Choc fiscale?

«Sì, mi acconcerò con le buone o con le cattive, grazie alla politica binaria che mi vede fedele alleato di Renzi, affinché il governo da lui presieduto adotti un provvedimento di prelievo fiscale contro i grandi patrimoni, talmente traumatico, che io stesso ci potrei restare choccato e in mutande. Ho in mente un prelievo di ben 20 miliardi di euri. E con questo choc taumaturgico risolleverò l'Italia dalla miseria. Non più gli 80 euri che sono una mortificante elemosina ma centinaia di migliaia di euri da dare, anche brevi manu ai bisognosi, potendo organizzare adunate oceaniche come a Piazza Venezia o, dulcis in fundo, come a Piazzale Loreto. No, quello magari no, porta sfiga. Eh eh, che figata, ragazzi! Così potrò rientrare nel cuore degli italiani. Purtroppo dobbiamo aspettare l'autunno. Lo so, rischiate di evaporare da qui ad allora, ma vi prometto che ai superstiti sarà concesso la restante parte - salvo aggiustamenti dell'ultima ora - del donativo più ricco della loro vita».

E, dicevamo, Renzi addò sta?
Renzi è ubiquo, onnisciente, onnipotente; sta a Palazzo Chigi mentre sta a Berlino, mentre sta in Cina, mentre sta in Africa, mentre sta a farsi selfie; anche se assente può contare sulla fedeltà di Berlusconi.

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Invece di contare i bambini morti a Gaza...

... vogliamo provare noi a vivere in questo luogo abbandonato da Dio e dagli uomini? E mentre ci viviamo, perché non proviamo anche a fronteggiare quelle bombe di Israele, quel fuoco, quelle distruzioni, le grida dell'anima andata, la morte fisica della speranza. No, non si può più vivere in questo modo a Gaza, nemmeno noi che vomitiamo per la rabbia, il dolore e l'impotenza, noi che là dentro non ci viviamo. Direbbe un uomorista cinico: vivere a Gaza oggi è gazzesco!

Netanyahu: "Completeremo la missione... fino all'ultimo abitante di Gaza", direbbe sempre quell'umorista cinico.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu accusa Hamas di usare gli scudi umani: "Hamas usa i civili per proteggere i suoi missili, come scudi umani. Israele usa i missili per proteggere i civili". Quelli di Hamas "sono i peggiori terroristi, vogliono la distruzione di Israele e di ogni ebreo". Ieri sera ha allontanato ogni ipotesi di tregua: "Completeremo la missione. Riporteremo la pace nel sud e nel centro di Israele", ha detto aggiungendo che "Israele non ha scelto di entrare in questa campagna ma ci è stata imposta". Da chi? Da Hamas? Soltanto?

Oggi, a Gaza, un intero quartiere, Sajaya, è stato spazzato via dalle bombe: i 60 corpi di palestinesi recuperati finora dai soccorritori sono tutti in questo sobborgo a est di Gaza. Secondo il ministero della Salute di Gaza tra le vittime ci sono 17 bambini e 14 donne. Centinaia i feriti. Centinaia anche i residenti nel panico che sono fuggiti dal quartiere. Dopo l'alba decine di feriti provenienti da Sajaya sono stati trasportati nell'ospedale Shifa di Gaza.

Completata la missione fino all'ultimo abitante di Gaza, di Hamas che ne sarà? Boh, non potrà più continuare a lanciare quegli inutili missili su Israele, che lo fanno cagare di paura, in nome del popolo palestinese, visto che quest'ultimo è stato cancellato dalla faccia della terra. Se invece continueranno a lanciarli, allora vuol dire che sono davvero dei terroristi incalliti e Israele se ne disferà con la stessa passione con la quale sta difendendosi da quel povero popolo senza più un Dio che li aiuti. A meno che non li coopti alla sua causa, facendone terroristi seri e motivati per altre cause.

Chi è l'altro vero nemico dei Palestinesi, a parte Israele? E mi domando senza trovare risposte reali se davvero il popolo palestinese abbia ancora veri amici in quel piccolo mondo sanguinante.
Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.
(trad. di Franco Fortini da Wenn es zum Marschieren kommt, wissen viele nicht - Bertolt Brecht)

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sabato 19 luglio 2014

Il caso Ruby è archiviato, ma non per questo Berlusconi

«Non ci fu la concussione», ecco perché Berlusconi è stato assolto.
In Appello cade anche l’accusa di prostituzione minorile.
L’ex premier non avrebbe saputo dell’età della Ruby.
Nemmeno la ragazza Ruby lo sapeva di sé stessa.
Mentre il pene di quel cavaliere le entrava nella vagina.
E questo non è un reato!
È una scopata bella e buona!
La famosa scopata del caso Ruby.

Entrate nell’Agorà della Giustizia;
un luogo di severa atmosfera e rispettabile dignità, più di tanti comitati centrali di partito;
vi trovate riuniti per la comune utilità magistrati di tutte le tendenze ideologiche, partitiche, apolitiche e cani sciolti;
là si trattano l’un l’altro come fossero della stessa parrocchia, apparentemente;
e chiamano pregiudicati soltanto coloro che non hanno santi in paradiso, avvocati in purgatorio e denari sepolti e messi da parte all’inferno;
là si apprende, e si snocciola come un rosario, la libera ideologia della Legge che è Uguale per tutti, ma non la si applica;
esiste, là, anche la libera Legge del taglione, applicata clandestinamente ma non la condividono, né la confermano;
se qualcuno decide in cuor suo di farne utilizzo, altri di opinione diversa o contraria ne accettano il libero arbitrio, voltandosi da un’altra parte.

La questione se la Legge è uguale per tutti è da rimandare al 30 di febbraio dell’anno che non c’è, quando il Governo deciderà su questo insopprimibile desiderio umano dell'uguaglianza.
Brunetta, dulcis in fundo, adesso chiede la grazia per il suo capo.
E subito dopo pretenderà il Premio Nobel per la persecuzione patita dal suo leader per colpa di giudici comunisti, d’un tratto disciolti al sole come neve rovente di rabbia.
Questa dissoluzione non comporta cose brutte per la prosecuzione delle Riforme, sotto la cinica regia della coppia Renzi-Berlusconi.
Scusino, lor signori che leggete queste balbuzie, se mi permetto: ma non sentite una gran puzza di fetida fogna sociale?

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venerdì 18 luglio 2014

Camusso a Renzi: «Basta parole, è ora di rompere gli inciuci»

Camusso a Renzi: «Basta parole,
è ora di rompere gli indugi»
La leader della Cgil: «Gli 80 euri sono interessanti ma non bastano. Il premier deve agire per difendere l'occupazione, non solo a parole, ma anche con in fatti... è giunta l'ora per lui di rompere con gli inciuci e farsi portavoce di un paese sofferente che perde ogni giorno aziende e posti di lavoro. Gli 80 euri sono uno scherzo. Se vuole veramente aiutare l'Italia a risollevarsi, che li raddoppi!».

Risposta di Renzi: "Ha poco da mugugnare e ha sbagliato indirizzo. Io non faccio il sindacalista. Per conseguenza non mi occupo di aziende che chiudono e lavoratori che perdono il lavoro. Questo è, appunto, lavoro per sindacalisti. Che la Camusso si dia da fare, scenda in piazza e la smetta con l'uncinetto... ecché, le devo dire io come si fa?".

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Big Bottle Rock e Ignatius La Russa contro il doppio cognome

La Russa e Buttiglione contro il doppio cognome
Il Pd blocca la legge sul doppio cognome. Michela Marzano: "Mi sento tradita".
«Dovevo aspettarmelo. Così il Partito democratico tradisce non solo me ma soprattutto i suoi elettori... già, come se fosse la prima volta!», dice la deputata prima firmataria del testo che la Camera, a un passo dall’approvazione, ha rimesso nel cassetto. «Cosa faremo sulle coppie di fatto?». E be', sulle coppie di fatto cara signora Marzano, il Pd si attesterà sulle posizioni dell'altro energumeno di Giova Nardi, portatore anca lù di un bel doppio cognome, tant'è che gli giova assai, sul piano meramente politico.

Perfino il filosofo Big Bottle Rock si è speso, con estro poetico shakespeariano: “Oh Romeo Romeo, wherefore art thou Romeo?”, contro il doppio cognome: «Che ne sarebbe stato dei Montecchi e dei Capuleti – argomenta – senza il valore del cognome paterno?». Come dargli torto a Buttiglione?

E che dire di Ignatius La Russa, veramente sincero quando dice: “Ho l’impressione che questo provvedimento non abbia una sufficiente maturazione, né politica né culturale”, sentenzia La Russa. Ha ragione: lui è stato segnato fin dall'inizio con un doppio cognome tutto al femminile: La e Russa, senza poterselo mai cambiare. Mettetevi mo' nei suoi panni.

Alla fine è intervenuta anche Stefania Prestigiacomo, che era contraria al fatto che i figli con doppio cognome, una volta diventati adulti, potessero scegliere, al momento di diventare a loro volta genitori, quale dei due trasmettere ai figli. Cribbio, la Stefania col doppio cognome pure lei: Presti e Giacomo. Presti voleva che si assegnasse automaticamente il primo, e quindi, in sostanza, che decidessero i nonni sul secondo che è Giacomo. Cioè, prestare il primo e lasciare il secondo ai nonni Giacomi. Ma che cacchio dice questa?

Bene, io ritengo necessaria una pausa di riflessione. I nostri politici sono un po' confusi. Renzi aveva parlato chiaro: il governo vuole il doppio cognome. Ma Renzi è un cognome unico... Renzusconi come vi pare?

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giovedì 17 luglio 2014

Lettera aperta a Renzi: perché sei cambiato da così a così?

E io che ti facevo coerente, ti credevo Don Chisciotte senza panza, ti pensavo omino superpartes.
Non potrò mai più dimenticare i tuoi mottetti da toscanaccio giù per lo Mugnone quando cazzeggiavi a favore dei tanti calandrini sparsi per l'Italia.
Avevi dichiarato solennemente:
- Non farò mai il segretario del PD, sono il meno adatto. (Matteo Renzi 6 novembre 2012).
- Se vinco mai più larghe intese. (Matteo Renzi 20 ottobre 2013).
- Voglio cambiare l'Italia e non cambiare il governo, punto a far lavorare il governo e non a farlo cadere. (Matteo Renzi 10 dicembre 2013).
- Tutto il PD aiuterà Enrico nel semestre di presidenza europea (Matteo Renzi 15 dicembre 2013).
- Per tutto il 2014 il premier è e sarà Enrico Letta. (Matteo Renzi 22 dicembre 2013).
- Nessuna intesa tra Letta, Alfano e me, non voglio essere assolutamente: io sono totalmente diverso per tanti motivi (Matteo Renzi 29 dicembre 2014).
- Enrico non si fida di me, ma sbaglia: io sono leale. (Matteo Renzi 12 gennaio 2014).
- Il governo Letta deve lavorare per tutto il 2014. (Matteo Renzi 13 gennaio 2014).
- Enrico #staisereno, nessuno ti vuole prendere il posto vai avanti. (Metto Renzi 18 gennaio 2014).
- La staffetta Letta Renzi non è all'ordine del giorno: io, sia chiaro, sto fuori da tutto. (Matteo Renzi 5 febbraio 2014).
- Al governo senza elezioni chi ce l'ho fa fare? Io non diventerò mai presidente del consiglio senza il voto. (Matteo Renzi 10 febbraio 2014).
- Accetto tre ministri di NCD ma devono essere facce nuova, Alfano quindi non può esserci. (Matteo Renzi 21 febbraio 2014).... Non dimenticare, per inciso, che sei premier senza essere stato eletto da nessuno.
Ti sembra giusto?

E ora - beh, è da tempo ormai che vi riunite col pregiudicato, che nessuno tollera ma tutti tengono allegro, nella cantina del Nazareno come carbonari - che ti sei messo a cazzeggiar insieme a Berlusconi - a fin di bene, intendiamoci! - pur contro alcune regole della democrazia, fai rabbrividire tutti i santi del Paradiso, compresi Rodotà, Rodomonte e Santippe!
Tant'è che li hai costretti a organizzare una petizione che s'antitola: "Contro i ladri di democrazia, no al Parlamento dei nominati e all’uomo solo al comando", che non è Coppi e manco quel sant'uomo di Bartali. Quel desso sei tu! Quello che si è inventato l'Italicum pesante e il Senatino leggero.
Mi viene difficile credere, per colpa di Grillo che ti ha chiamato ebetino, che, appunto, con un appellativo così tu possa risultare davvero pericoloso per la democrazia vigente!!

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mercoledì 16 luglio 2014

Le mani insanguinate di Renzi

Ue, la sfida di Renzi: "Se salta
Mogherini noi candidiamo D'Alema"
Sbatterò i pugni sul tavolo fino a sanguinare.
Il premier deciso al muro contro muro per la nomina del ministro degli Esteri alla guida della Pesc. Il sospetto di Palazzo Chigi è che ci sia una manovra per favorire Letta Nipote.
La sfida di Renzi: “Se salta Mogherini noi candidiamo D’Alema… che già al Pesc aveva tentato di entrarci e si era pure tolto i baffetti… se salta D’Alema candidiamo Letta Zio ma non il Nipote perché a me, il Nipote, mi fa venire l’orticaria”.
Renzi gliele ha cantate col piglio di uno che sa di avere l’Italia in saccoccia: “Cari Merkel e Van Rompuy, vedete di non vanrompuyere il cazzo. Per me ci sono solo la Mogherini e D’Alema. In primis solo una Lady Pesc, in secundis, un Mr. Pesc, alias D’Alema.”
E che vor dì Pesc? È un acronimo che sta per politica estera e di sicurezza comune europea. Secondo me si accompagna bene con D’Alema, visto che con la sua barca e il mare sono un tutt’uno. Chiameremmolo Mr. Fishing.
Nun siete d’accordo?
Ma, purtroppo sia Merkel sia Van Rompuy hanno bocciato il nome di D’Alema che, in molte Cancellerie, e anche Oltreoceano, non è apprezzato per le sue posizioni sul Medio Oriente… cioè, hanno trasformato il nostro Baffetto nazionale in un terrorista! Ma dài, D’Alema? Mr. Fishing?!
Che poi, davvero non si capisce perché hanno posto il veto a Mogherini? Non sanno lor signori che è già pronto ai nastri di partenza don Al Fano? In Italia, non si scherza con gli scranni da ministro, eh perbacco! Qui da noi gli scranni vuoti fanno venire la depressione: occorre occuparli subito.

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martedì 15 luglio 2014

In Vaticano emergono zucchetti di cardinali milionari

Zucchetti di cardinali
Cardinali milionari: la mappa delle proprietà private del clero.
Appartamenti, ville, vigneti, uliveti, boschi. I risultati di mesi di ricerche catastali sui patrimoni personali di oltre cento alti prelati: una collezione di fortune private (regolarmente dichiarate al fisco), alla faccia dell'umiltà e alla modestia di Papa Francesco.
In Vaticano si campa... umilmente!?!

Sono ricchi? E con ciò? Perché ci scandalizziamo? Cos'hanno da spartire con noi 10 milioni e passa di poveri questi uomini di Dio?

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Matteo Renzi da Firenze: il santo premier dei poveri

Matteo Renzi dà da mangiare agli uccellini
Matteo nacque a Firenze verso la fine del 1974, cioè nei primi del 1975; al battesimo gli venne imposto il nome di Matteo a cui Grillo, dismessi, molti anni dopo, i panni del comico, aggiunse quello di Ebetino da Firenze. Le agiatezze familiari gli offrirono una giovinezza spensierata, durante la quale coltivò il sogno di diventare milionario e famoso, ancora diciannovenne, con la Ruota della Fortuna. Ma vinse solo 48 milioni di lire. Troppo poco per uno che voleva altro dalla società. Quindi si buttò nel calcio, anzi nell’arbitraggio. Arbitrò alcune partite prendendosi la sua dose di cornuto dai tifosi avversi. Smise per limiti atletici e si auto rottamò.

Gli inizi della sua carriera nella politica furono traumatici, soprattutto a causa dei Comitati Prodi che aiutò a far nascere. Lì ebbe un rigurgito e si adoperò per diventare segretario del PiPì. Quando la PiPì finì si mise a sfogliare Margherite come segretario generale. Divenne poi presidente della margherite provinciali toscane e cominciò a interessarsi di poveri e di ricchi. Predicò contro la casta dei privilegiati, tuonò contro gli sprechi, diminuì le tasse sulle margherite provinciali, diminuendo il numero dei petali delle margherite e riducendo il personale addetto al conteggio di detti petali.

Si fece una nomèa. Tuttavia, durante la sua presidenza provinciale, la Corte dei Miracoli aprì un’inchiesta sul petalicidio delle margherite provinciali, dove si contarono quasi 600.000 petali distrutti. “Firenze, danno erariale da 6 milioni nella gestione di Renzi in Provincia”, titolò un Fatto a quotidiano. La società indagata è la "Florence Multimedia", società in house voluta dal presidente il quale “avrebbe concesso un affidamento di servizi alla suddetta società per un importo superiore al previsto”. Si fece un anno di prigionia e cadde malato.

Dopo questa disavventura, il futuro santo premier cambiò radicalmente vita: troncò con la politica nella quale intravide i segni del più profondo marciume e si spogliò dei quattro denari, gli ultimi 80 euri di quelli che aveva spartiti agli italiani e che gli erano rimasti in saccoccia. Si auto rottamò per la seconda volta. A nulla valsero i tentativi di alcuni compagni che volevano indurlo alla segreteria nazionale della Casta e successivamente alla poltrona più ambita, che fu del Cavaliere, quella del nocchiero d’Italia. Niente da fare.

Si fumò uno spinello ed ebbe una visione. La visione gli chiarì: niente inciuci, niente compromessi, niente larghe intese, niente menzogne, niente vanaglorie, ma solo auto rottamazioni per sé e per coloro i quali avessero deciso di stare con lui. Da quel momento si dedicò ai poveri d’Italia. Ce n’erano più di sei milioni e meno di dieci, attestati nel 2014. Si fece venire pure un travaglio spirituale, col quale percorse, come un novello Forrest Gump, il Paese in lungo e in largo, per un anno intero. Quale camper, quale bus. A piedi, se la fece l’Italia!

Attratti da quella estrema miseria e dalla sua teoria della Rottamazione a 360°, si accompagnarono con lui Pippo Civati, Massimo d’Alema, la Finocchiaro, la Serracchiani, Fassina Chi ed altri... fecero vita di vagabondaggio e giunsero un di’ al cospetto del re Giorgio da Napoli, detto il Napoletano, che approvò la regola di Matteo, quella di creare una casta minore con una regola semplice e pratica: fraternità, uguaglianza e libertà. E poi, la cosa più bella, poter parlare liberamente con gli animali. In una parola: il niente assoluto!
Dopo l'approvazione di questa regola, si inoltrò pe’ Boschi dove incontrò santa Maria Elena, con la quale condivise tutta la sua povertà, inducendola a svestirsi del suo abito blu elettrico e ricoprendola poi d’un umile saio femminile. Con la santa fondò un secondo ordine minore al femminile: quello delle Boschisse.

Al tempo della Terza Rottamazione si recò al Nazareno dove si incontrò fraternamente col sultano Al-Berlù. Con lui organizzò la Riforma definitiva del Nepotismo Elettivo. Se eletti alla terza volta, si introduce la Inamovibilità dallo Scranno.
Il santo premier Matteo, continuò la sua intensa vita, lasciando regole ovunque si recasse e tutti erano felici per questo fatto. Diede una regola anche ai Politici Pregiudicati che volevano vivere lontano dalle carceri. Vivendo e regolando, il pio Matteo, sempre più stremato fu canonizzato in vita da papa Silvio I, che divenne papa in età avanzata, grazie a quella regola per politici pregiudicati. Oggi, il santo premier Matteo è visitato quotidianamente nella sua umile dimora e ogni mercoledì i suoi confratelli dànno licenza ai pellegrini di toccarlo. Dicono che presto diventerà padrone... patrono d’Italia.

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lunedì 14 luglio 2014

Il Bradipo Renzi non dorme sulla povertà

Istat: “Povertà assoluta per 10 milioni di
italiani. Il 10% della popolazione”
Una nuova speranza per i poveri italiani: abbiamo un bradipo che veglia su di loro.
Peggiora la situazione al Mezzogiorno, dove si passa dal 9 al 12% di persone in difficoltà. Male anche per le famiglie con quattro figli e per gli anziani, soprattutto se vivono in coppia. L'Istituto di ricerca: "Un italiano su dieci non riesce ad avere una vita dignitosa". 725 mila persone in più.
Sono oltre 6 milioni i poveri in Italia. È quanto emerge nell’ultimo report dell’Istat che classifica circa il 10% della popolazione come poveri assoluti, ovvero coloro che “non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa”.
Se al conteggio si uniscono le persone che vivono in condizioni di povertà relativa, si arriva al 16,6% della popolazione, ovvero circa 10 milioni e 48 mila italiani.
Peggiora la condizione delle famiglie con quattro (dal 18,1 al 21,7%) e cinque o più componenti (dal 30,2 al 34,6%), in particolare quella delle coppie con due figli (dal 17,4 al 20,4%), soprattutto se minori (dal 20,1 al 23,1%). Situazione di crollo anche per l’oltre un milione di minorenni incapaci di “avere una vita dignitosa” e per i quasi 900mila gli anziani, soprattutto se vivono in coppia.

Chiariamo subito che Renzi non è il responsabile di questa eccessiva massa di nuovi poveri. Lui è arrivato adesso. Anzi, il poveretto con l'offertorio degli 80 euri qualcosa l'ha tentata per migliorare l'economia dei nuovi poveri e aiutarli a spenderli poi, tutti gli 80, in poco più di un mese. Il fatto è che Renzi ci sta lavorando su, mentre par che dorma.
Per esempio, sta lavorando sulla Mogherini: codesta signora potrebbe andare ad interpretate l'Alto commissario per la politica estera dell'Unione. Quindi, in termini di sparagno, a noi poveri non ce ne viene una mazza, ma a don Al Fano sì, che verrebbe spostato agli Esteri. Questa trovata geniale di Renzi va incontro al desiderio del don di riaprire l'affaire Shalabayeva e di sua figlia, visto che fu espulsa a sua insaputa mentre era internato agli Interni.

Ma tutto questo, lo so, nulla ha a che vedere con i 10 milioni di poveri, cifra che viene fuori subito dopo la chiusura dei mondiali di calcio, dove l'Italia ci ha fatto la sua porca figura. Chiusa la coppa, ora si deve aprire un altro fronte: che c'è di meglio se, ciclicamente, si riparla di poveri? Dopo che per un mese si è parlato solo di strafighi calciatori milionari, mentre il governo Renzi manovrava col Senato?

Credo sia necessario prendere ai ricchi per donare ai 10 milioni e passa di poveri. Renzi deve far questo se vuole raggiungere l'orgasmo del culto della personalità. La domanda di ricchezza che si leva dai ceti più bassi necessita di fatti concreti renziani più che di promesse renziane. Anche l'orecchio vuole la sua dose quotidiana.
Solo così il tenore di vita dei 10 milioni di frustrati può fare un grande passo in avanti. E insieme ai baritoni e alle soprano potremmo cantare un inno alla gioia più intonato e allegro. Mica il beffardo Fratelli d'Italia chiamò.

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domenica 13 luglio 2014

Grillo: Bradipo Matteo, hai solo 24 ore!

Grillo: “Bradipo, hai 24 ore”
“Perfino chi mi accusa di autoritarismo riconosce l’obiettivo condiviso delle riforme”.
Matteo Renzi
tira dritto e in un’intervista al Corriere della Sera tiene stretto l’alleato forzista (“finora Berlusconi è stato di parola, diamo a Cesare quel che è di Cesare”) mentre punge il Movimento 5 Stelle.
“Il M5S ha messo alla prova la velocità di Renzie e ne ha constatato la lentezza da bradipo. Da settimane è stata data la nostra disponibilità a convergere sulla legge elettorale. Il M5S ha risposto alle richieste del Pd sempre in tempo reale, il Pd ha fatto ammuina. L’Italia, a differenza di Renzie e del noto pregiudicato non può più aspettare i loro comodi discussi sempre privatamente nel “club Privè R & B”. È necessario concludere questo confronto al più presto”.
Non ha capito il Grillo che ormai il suo M5S è stato ridimensionato - dal renzismo galoppante - alla stregua di un qualsiasi partito del sistema vigente. Deve aspettare il turno e quando gli accomoda al Renzino.
Per Renzi, inoltre, Berlusconi è affidabile e se dipendesse da lui, lo lascerebbe libero di fare ciò che in effetti già fa: cambiare i pannoloni agli anziani.

Grillo: 24 ore o non ci stiamo più. “Se non verrà confermata una data di incontro con la nostra delegazione in settimana insieme a eventuali rilievi alle nostre risposte ne prenderemo atto e lasceremo che la trattativa si sviluppi con la benedizione del Colle tra il noto pregiudicato, e forse da venerdì anche noto carcerato, e il bradipo fiorentino. Aspettiamo una risposta nelle prossime 24 ore, o, per agevolare Renzie, nei prossimi 1.440 minuti o 86.400 secondi. Scelga lui”.
Trema Renzi a queste parole. Che farà il Grillo?
Credo che lo torturerà suppliziandolo col verso del grillo mentre quello dorme. Così il bradipo sonnolento cadrà dal ramo svegliandosi dal torpore. Poi insieme andranno a trovare Berlusconi in carcere. Hai visto mai? E tutto questo mentre l'Italia se la dorme di santa ragione. Vuoi vedere che di bradipi ce ne più di 50... milioni?

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Le Riforme Costituzionali di Renzi profumano di autoritarismo!

Dal FQ: Pubblichiamo la proposta scritta che il presidente emerito della Corte costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, ha inviato il 4 maggio al ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che lo aveva invitato a un convegno di costituzionalisti, al quale non poté partecipare per precedenti impegni. Il ministro gli aveva promesso di distribuirlo agli altri relatori e ai parlamentari che si occupano della riforma costituzionale, ma poi – a quanto pare – non lo fece.
Senato e Italicum, Zagrebelsky: “Gentile Boschi le vostre riforme sono autoritarie”. Prosegue con la seconda e ultima puntata la pubblicazione, iniziata ieri, della proposta scritta che il presidente emerito della Corte costituzionale ha inviato il 4 maggio al ministro delle Riforme: "Siano eletti due senatori per regione, scelti con requisiti di moralità, esperienza e competenza, particolarmente rigorosi che restino in carica per un solo mandato. La legge elettorale concordata al Nazareno prefigura una democrazia d'investitura dell'uomo solo al comando".

Renzi vola nei sondaggi ma il Paese (quello povero) è sempre più povero. Oggi Renzi (o il Pd), vincerebbe con qualsiasi legge elettorale. E dire che gli sono bastati 80 euri. E senza essere stato eletto da nessuna elezione ufficiale.
Niente è più pericoloso per uno Stato - diceva il francese Michel de Montaigne (1533-1592) - quanto l'innovazione: «se qualche sua parte va fuori sesto, la si può puntellare, [...] ma mettere mano e rifare una tale mole, e cambiare le fondamenta stesse d'una tale costruzione è fare come quelli che per ripulire cancellano, e che vogliono correggere i difetti particolari con la confusione generale e guarire le malattie con la morte». In politica - diceva ancora - non c'è pratica tanto cattiva, purché antica e costante, che non sia preferibile alla confusione e al mutamento: sotto antiche leggi, per quanto cattive esse siano, la società sopravvive, mentre le riforme mettono in gioco la convivenza stessa degli uomini.
Sembra quasi che, dentro questo pensiero conservatore cinquecentesco, emergano le fattezze del nemico progressista: il Rottamatore Nazionale.
Ma lui è passato e passa per innovatore. Sono gli altri che non hanno capito che il mutamento del Pd cammina parallelo col pensiero del suo dux maximo. E questi altri, già progressisti, adesso passano per dei Montaigne qualsiasi... conservatori di fatto! Però la prima impressione è sempre quella giusta: renzismo e gattopardismo sono uguali.

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sabato 12 luglio 2014

I compagni di Vendola vittime del fascino del bel Matteo

Nichi Vendola: "Matteo Renzi? La frattura
di Sel è stata causata dal suo fascino
"
Nichi Vendola dà la colpa al presidente del Consiglio delle fibrillazioni dentro a Sel. "Il renzismo, Renzi e il suo fascino - ha detto il governatore della Puglia all'assemblea nazionale del suo partito -. Questo ha causato la frattura vera, il resto sono chiacchiere".

Vendola: "Questi grandi corpi del Pd, attualmente, sono difficili da assimilare per me, ma non per i miei ex compagni. E tenere in piedi un corpo come Sel, sapendo che chi pesa di più tra me e Renzi è lui, ecco che il suo peso lo ha sciolto. È un corpo sciolto. Lo tengo ancora per le palle, e meno male che c'è la Boldrini, ma non so quanto potrò resistere. La sua inevitabile scomparsa dipende dalla mia imperfezione politica: chi sono io non so più. Un'altra vita non sarebbe possibile. Finirà così: dopo aver resistito al berlusconismo, cederò a malincuore al renzismo. Ma lo farò solo per amore del mio Paese".

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Gaza: dopo le preghiere per la pace a giugno ecco i bombardamenti di luglio

Medio Oriente, Peres e Abu Mazen
si abbracciano davanti a Papa Francesco
Papa Francesco: "Oggi chiedo a tutte le persone di buona volontà di unirsi a noi nella preghiera per la pace in Medio Oriente". Questo l'appello del Papa in un tweet lanciato prima dell’incontro per l’invocazione di pace con i presidenti di Israele e Palestina. Lo scorso 8 giugno.

Shimon Peres, Papa Francesco, Abu Mazen
all'incontro di preghiera per la pace
Il cammino della pace tra israeliani e palestinesi passa per il Vaticano. Dopo il recente viaggio di Papa Francesco in Terra Santa, Shimon Peres e Abu Mazen, insieme con Bergoglio e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, hanno pregato nei giardini vaticani per la pace in Medio Oriente.

Distruzione
 Gaza, drone spara sulla folla: sei morti. Centrato ricovero per disabili: uccisi tre bambini. Continuano i raid, ultimo bilancio parla di 135 morti e oltre 900 feriti in cinque giorni di martellamento aero-navale. Tra le vittime due nipoti dell'ex capo dell'esecutivo di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh. Diplomazia al lavoro: Blair al Cairo, domani confronto tra Londra, Washington, Parigi e Berlino. Appello del Consiglio Onu per il cessate il fuoco. Ma Netanyahu e Hamas sono lontani.

 La preghiera per la pace di giugno s'è involata in cielo. Peres e Abu Mazen non controllano niente. Hamas e Netanyahu, loro sì. Il Papa doveva incontrarsi con questi soggetti, magari lo può fare adesso mentre fioccano i bombardamenti contro i palestinesi. Poi potranno pregare insieme ringraziando ciascuno il proprio Dio per la pace raggiunta.

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venerdì 11 luglio 2014

Merkel caccia via una spia della Cia

Merkel caccia via una spia della Cia
Merkel caccia il capo della Cia: "Chi ci spia spreca energie". La decisione dopo la scoperta di due 007 tedeschi al soldo degli Stati Uniti. Gelo con Washington. Angela Merkel ha ordinato l'espulsione dalla Germania dell'«ufficiale di collegamento» (il capo delle spie) dell'ambasciata americana a Berlino. Un gesto duro fra due Paesi alleati ma anche una scelta obbligata per la cancelliera: la decisione arriva dopo il terzo atto di spionaggio Usa ai danni della Germania reso di dominio pubblico.

Non solo il suo cellulare spiato, l'hanno spiata persino dal buco della serratura. Americani guardoni. Volevano accertare se la storica frase di Berlusconi risultasse a verità. E hanno dimostrato che Berlusconi è un mentitore, almeno rispetto al sedere di Frau Merkel. Ma la signora non ha gradito comunque e, con un atto d'imperio, ha cacciato il guardone spione. Poi, dopo, ricominceranno a spiarsi a vicenda. Secondo me Frau Merkel dovrebbe far spiare dal buco della serratura Mr. Obama, anche per vedere l'effetto che gli fa. Perché, chi di spia ferisce, spiato morisce.

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giovedì 10 luglio 2014

Renzi, incredibol men: è ginius!



L'8 luglio scorso il presidente del Consiglio Renzi era ospite di Digital Venice per parlare di agenda digitale europea. Fa meglio del "dimocrasi" di Berlusconi e del "pliiiizzz" dell'ex parlamentare. Verbi tutti al presente e resuscita pure i morti: "Meucci is a good italian".
È però con la “Parabola di Antonio Meucci” che Renzi sciaborda e deflagra: “Meucci is e veri gud italian (Meucci, per Renzi, è ancora vivo), but is olzo a terribol istori, bicos Meucci is the rial inventor of mo..telefon, ai’m sorri uidd american pipoll present here (la Madia ride) but olzo de congress of iunited steizz in tu tausand tu, in tu tausend uei (???) ai diden’t rimember, recognaizezed (aiuto) de faunder the inventor of telefon is Antonio Meucci. Antonio Meucci is incredibol man (Renzi ci ha giocato la sera prima a Risiko) forentaim, who uorked in de tiater, de most ansient tiater in iurop, Teatro della Pergola (questa non l’ha sbagliata), and ii uas a uolker and invented dd-d-de-de telefon to spiking about in the teater. (Pausa teatrale). E ginius. So, for fiù rison, ih left eataly (quella di Farinetti?) and iii uaasn’t ebol to ius the copirait, lessons, come si dice brevetto?… (guarda la Madia, la Madia fa finta di nulla) laisens (no, si dice “patent”), in eiti seventy uan seventy trai (guarda il cielo), ai dident remember esaclti de dei, so Bell arraived and in the istory ii uos de faunder and de inventor of the telefon”.
Renzi esti il miliore premium che abbimo inItalia, l'unico premier mascolo che ci fa arridere dietro da gli stranieri quando spicch in inglish. Eccome spicch lui non spicch nessuno. Anca lù is ginius! In specie ahora che è anche dux!

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Bergoglio vs Ratzinger: finale di partita

Bergoglio vs Ratzinger: finale di partita
I due papi pregano insieme per la squadra del cuore.

Bergoglio:
"Spirito Santo, se esiste l'inferno, mandaci la Germania.
Spirito Santo, aiuta San Messi a fare uno due tre quattro
cinque sei sette goals alla Germania,
come essa li ha fatti al pobre Brasil.
E già che ci sei, liberami da Ratzinger, amen!".

Ratzinger:
"Santissimi Neuer, Lahm, Hummels, Kroos, Özil,
Müller, Schürrle, Boateng, Höwedes, Klose,
Khedira. Heilige Joachim Löw,
se non vincete sono kazzi vostren:
prima vi exkommunichen
e doppo vi mando alla Gaskammer, amen!".

Purtroppo il tifo non guarda in faccia a nessuno. I due papi, infatti, messa da parte la fede, la pace e la tolleranza, pregano affinché le loro nazionali possano prevalere l'una sull'altra. Germania e Argentina sarà una sfida all'ultimo papa: il vincitore ascenderà tra i beati ancora in vita.

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martedì 8 luglio 2014

Santanché vuole comprare L'Unità

L'Unità, quotidiano in crisi.
Crisi l'Unità, Daniela Santanché vuole comprare il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Il Cdr: "Ipotesi senza futuro". Le spire della Pitonessa provano ad avvolgere il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Daniela Santanché ha chiesto di andare a vedere i conti dell’Unità. Per la serie: non vogliamo morire berlusconiani. Ed è però proprio su questo terreno che le spire della Pitonessa si muovono in maniera furba e intelligente. Perché la manovra non sarebbe quella di spostare il quotidiano a destra. Ma di tenerlo a sinistra, facendone l’house organ di Renzi. O meglio, del Patto del Nazareno. Non a caso dell’operazione sarebbe al corrente Denis Verdini, il grande negoziatore del patto del Nazareno su mandato di Berlusconi, anche se fonti vicine all'interessato affermano che "Denis non ne sa assolutamente niente". Così come dell'operazione non ne sanno nulla nell'ambito dello staff del premier. Chissà? Chissà, se esiste l'al di là, che ne penserà il compagno Gramsci?
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
Da morto, deve rassegnarsi all'ex Unità che fu. Però, dimostrando la Santanché sensibilità e non indifferenza alla crisi del Quotidiano, si presume che il Renzi Matteo, in arte premier, voglia accorrere in aiuto del giornale, ex organo del Partito Comunista Italiano, permettendo alla pitonessa di comprarlo. È sempre una questione di money. E i soldi cavalcano ogni ideologia, anche la più antica, nobile e libertaria. Appunto, dico, chiudere con qualità o andare avanti col Nazareno?

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Quel prete che fa inchinare la Madonna, poi invita allo schiaffeggio, poi si pente della processione

La denuncia del Fatto Quotidiano: don Benedetto Rustico, parroco di Oppido Mamertina, ha invitato i fedeli a schiaffeggiare un cronista del Fatto Quotidiano. Il giornalista, munito di telecamera, è stato aggredito verbalmente e invitato ad allontanarsi dalla Chiesa della Madonna delle Grazie. Le parole esatte pronunciate dal pulpito sarebbero state: "Vi invito a prendere a schiaffi il giornalista che è in fondo alla Chiesa". Ma dal video non si distingue nessuna frase minacciosa del prete. Che l’abbia detta prima? A chi credere? Cos’è, il FQ non ha avuto il tempo di registrare quella frase? O si deve credere al FQ a prescindere? Una cronaca, o si fa ben completa o è meglio non farla! Certo che anche i fedeli, eh? Verosimilmente sono come li descrive un commentatore sul FQ: “C’è il pastore e purtroppo ci sono anche gli schiaffeggiatori fondamentalisti”. Lo stesso prete rispunta qui: "Se il maresciallo si fosse rivolto a me, avrei certamente trovato una soluzione. Avremmo fatto a meno di fare la processione perché non vogliamo che la festa dia adito a situazioni lontane dal sentimento religioso". Parla così don Benedetto Rustico, parroco della frazione di Trisilico a Oppido Mamertina, in un'intervista di Stefano Perri per il quotidiano online Strill.it. Questo prete, poveretto! Il maresciallo ha agito a sua insaputa! E quindi, a insaputa di Dio! Solo a lui è d’obbligo l’inchino! Al boss, no! Magari, passata la bufera...

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lunedì 7 luglio 2014

Secondo Grillo, nel Pd c'è una dittatura di sbruffoni!

Grillo, nel Pd una dittatura di sbruffoni.
Riforme, Grillo chiude col Pd: "Sbruffoni". Poi il dietrofront: "Dialogo". Renzi: "M5S non chiaro". I dem annullano l'incontro, ed è bufera. Il leader del Movimento 'sconfessa' Di Maio che si era detto pronto a tenere aperto il tavolo col premier. Ma dopo pochi minuti un nuovo post dell'ex comico: "Sì al confronto, nessuna divergenza con i parlamentari pentastellati".
"Si prende atto che un confronto democratico e trasparente in Italia è oggi impossibile. Il Pd ha annullato l'incontro con il M5S per la legge elettorale nonostante (o forse proprio per questo) l'apertura dimostrata dal M5S. Si prende atto che il Pd preferisce gli incontri al chiuso di cui nessun cittadino sa nulla con un pregiudicato con il quale si appresta a fare la 'riforma' della giustizia". È un Beppe Grillo decisamente caustico quello che interviene dal proprio blog per attaccare il Pd di Matteo Renzi - un "ebetino" condizionato "dai vertici di Forza Italia" - e, di fatto, sconfessare il pentastellato Luigi Di Maio che aveva commentato con toni fermi ma ben più morbidi la decisione - presa dal Pd - di far saltare la riunione sulle riforme. Un "contrordine compagni" secondo Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd.
Secondo me Grillo stavolta ha superato i confini della realtà. Dice le solite grillate, luogo comune che tanto piace agli antigrillini. Il Pd (partito democratico doc) accusato di dittatura? Peggio, di sbruffoneria? Ma dài! Non può essere. Quando in un paese c'è una minoranza che afferma questo, (e Grillo non è solo una minoranza, è l'ex comico!), vuol dire che l'altra parte sta dalla parte della ragione. Come disse il lupo alla pecora: ora non ti sbrano perché non so appiccià er foco! Ma sta tranquilla che se mi capiti a fagiolo ti sparo una scoreggia. Grillo è questo. Ma Renzi, eh? Chi è? Che ci guadagna?

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domenica 6 luglio 2014

'Ndrangheta e Madonna

La statua della Madonna in processione
verso la casa del boss di Oppido Mamertina.

La statua della Madonna fa l'inchino al boss. Il maresciallo dei carabinieri lascia la processione. È accaduto ad Oppido Mamertina, nel Reggino, paese al centro di una cruenta faida. La sosta con omaggio al boss è durata alcuni secondi, alla presenza di autorità civili e religiose. Solo i carabinieri hanno preso le distanze lasciando il rito. E il fatto che Francesco abbia voluto scomunicare mafiosi, camorra e ndrangheta, non ha sortito nessuna obbedienza da parte dei preti di questo paese. Per questi preti il boss del paese è più santo della Madonna. Più forte. Più potente. Più Miracoloso. Più Chiesa. Perché lui è più della Chiesa in paese. Ha fatto il bene. O mi sbaglio? Belli, 'sti preti! Che abbiano voluto redimerlo attraverso il sacro inchino a mo' di Schettino? Direi a Francesco di scendere a Oppido Mamertina e ripetere la processione, ma senza fermarsi agli omaggi mafiosi.

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giovedì 3 luglio 2014

Incontro morboso fra Berlusconi e Renzi

Incontro Berlusconi-Renzi, il patto del Nazareno tiene
Due ore di colloquio a Palazzo Chigi per rinsaldare l'accordo di gennaio e ottenere da Forza Italia il via libera alla riforma del Senato. Guerini: "Si parte con l'Italicum prima dell'estate". L'incontro al Nazareno tiene su di giri i due e mantiene eccitati i renzuscones sulla loro scommessa di portare il benessere al Paese. Molti i misteri che aleggiano intorno a questo incontro semiserio. Non si sa chi abbia iniziati i preliminari che sono sfociati poi in un tête-à-tete di due ore. Possono due ore di intimità sfrenata portare del benessere agli italiani? Bah, la fatina de' Boschi non ha dubbi: in ambienti Pd ci si aspettava molto da questo incontro. La ministra, entrando in commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, rassicura i giornalisti: "Mi auguro che il colloquio fra Renzi e Berlusconi possa dare l'accelerata definitiva all'approvazione delle riforme istituzionali". E più tardi dichiara: "L'incontro ha confermato l'erezione di secondo grado dei due leader per il futuro Senato: la gravidanza è partita, si tratta ora di aspettare, ma sarà una gravidanza breve". E Grillo? Niente, gode da solo!

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martedì 1 luglio 2014

Sarkozy Sarkonò fermato per una influenza

Sarkozy fermato dalla polizia
L'ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy è stato fermato oggi dall'ufficio anticorruzione della procura francese in un caso di traffico d'influenze. L'interrogatorio è in corso, i reati ipotizzati sono traffico d'influenze illecite e violazione del segreto istruttorio. Sarkozy è stato portato negli uffici di Nanterre, nei pressi di Parigi, su una vettura nera con vetri oscurati. L'indagine riguarda il presunto tentativo di Sarkozy di ottenere da un alto magistrato informazioni su un'inchiesta che lo riguardava, offrendo in cambio un posto di prestigio.
Cosa sono le influenze illecite?
Le influenze illecite sono quelle prodotte da un colpo d'aria fresca d'estate mentre tutto sudato stavi facendo una sarkozata.
Come si curano?
Si curano portando il malcapitato nei sotterranei della Bastiglia.
Ma i poliziotti l'hanno portato negli uffici di Nanterre. Poco male. Sarkozy si salverà perché è un ex presidente simpatico, carismatico e molto generoso. Vedi le offerte di posti di prestigio ad un alto magistrato. E già c'è da fargli chapeau a Sarkozy, lui piccoletto di fronte ad uno alto. In Italia vedremo mai un ex presidente fermato dalla nostra polizia? Mai, perché da noi non si usa e poi... ci vogliono prove e controprove per fermare un qualsiasi presidente. Alla lunga stanca e ti prendono per sfinimento ideologico.

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