lunedì 21 luglio 2014

Invece di contare i bambini morti a Gaza...

... vogliamo provare noi a vivere in questo luogo abbandonato da Dio e dagli uomini? E mentre ci viviamo, perché non proviamo anche a fronteggiare quelle bombe di Israele, quel fuoco, quelle distruzioni, le grida dell'anima andata, la morte fisica della speranza. No, non si può più vivere in questo modo a Gaza, nemmeno noi che vomitiamo per la rabbia, il dolore e l'impotenza, noi che là dentro non ci viviamo. Direbbe un uomorista cinico: vivere a Gaza oggi è gazzesco!

Netanyahu: "Completeremo la missione... fino all'ultimo abitante di Gaza", direbbe sempre quell'umorista cinico.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu accusa Hamas di usare gli scudi umani: "Hamas usa i civili per proteggere i suoi missili, come scudi umani. Israele usa i missili per proteggere i civili". Quelli di Hamas "sono i peggiori terroristi, vogliono la distruzione di Israele e di ogni ebreo". Ieri sera ha allontanato ogni ipotesi di tregua: "Completeremo la missione. Riporteremo la pace nel sud e nel centro di Israele", ha detto aggiungendo che "Israele non ha scelto di entrare in questa campagna ma ci è stata imposta". Da chi? Da Hamas? Soltanto?

Oggi, a Gaza, un intero quartiere, Sajaya, è stato spazzato via dalle bombe: i 60 corpi di palestinesi recuperati finora dai soccorritori sono tutti in questo sobborgo a est di Gaza. Secondo il ministero della Salute di Gaza tra le vittime ci sono 17 bambini e 14 donne. Centinaia i feriti. Centinaia anche i residenti nel panico che sono fuggiti dal quartiere. Dopo l'alba decine di feriti provenienti da Sajaya sono stati trasportati nell'ospedale Shifa di Gaza.

Completata la missione fino all'ultimo abitante di Gaza, di Hamas che ne sarà? Boh, non potrà più continuare a lanciare quegli inutili missili su Israele, che lo fanno cagare di paura, in nome del popolo palestinese, visto che quest'ultimo è stato cancellato dalla faccia della terra. Se invece continueranno a lanciarli, allora vuol dire che sono davvero dei terroristi incalliti e Israele se ne disferà con la stessa passione con la quale sta difendendosi da quel povero popolo senza più un Dio che li aiuti. A meno che non li coopti alla sua causa, facendone terroristi seri e motivati per altre cause.

Chi è l'altro vero nemico dei Palestinesi, a parte Israele? E mi domando senza trovare risposte reali se davvero il popolo palestinese abbia ancora veri amici in quel piccolo mondo sanguinante.
Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.
(trad. di Franco Fortini da Wenn es zum Marschieren kommt, wissen viele nicht - Bertolt Brecht)

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Heracleum