venerdì 25 luglio 2014

Per fare il guardapecore ci vuole un diploma

Per fare il guardapecore ci vuole un diploma
di istruzione secondaria superiore
Guardapecore, sagrestano e cameriere.
I tirocini della vergogna finanziati dalla Sicilia.
Il “Piano giovani” lanciato dalla Regione doveva aiutare gli under 35 ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ma tra le offerte tanti annunci ai limiti del ridicolo. Così l'affare lo fanno le aziende, che ottengono manodopera gratuita e vengono anche pagate.
Nel mondo degli stage gratuiti, dei contratti precari, dei co. co. co. e delle finte partite Iva, non si era ancora visto un “tirocinio” per sagrestano, per di più pagato da un ente pubblico. Adesso questo poco invidiabile primato lo ha conquistato la Regione Sicilia con il suo “Piano Giovani”, un progetto da venti milioni di euro con cui l'ente territoriale prova a favorire l'ingresso nel mondo del lavoro degli under 35.
“Il progetto ha la finalità di rafforzare le opportunità di transizione scuola-lavoro, disoccupazione-lavoro, inattività-lavoro e contenimento del disagio della non occupazione giovanile in Sicilia”, si legge nel bando che illustra il progetto siciliano lanciato dalla giunta di Rosario Crocetta, “e quindi di realizzare interventi di formazione on the job, sotto forma di tirocinio di formazione ed orientamento, nonché di inserimento/reinserimento, che prevedono l’assegnazione di facilitazioni economiche per i percorsi di formazione avviati”.
Dove la Regione abbia però visto la “formazione e l'orientamento” nei tirocini che le aziende propongono è tutto da capire. Il progetto funziona infatti così: attraverso un sito, i vari datori di lavoro inseriscono delle richieste per avere dei tirocinanti, specificando il lavoro che dovrebbero svolgere, la località dell'impresa e il titolo di studio richiesto. I giovani interessati provvedono poi a segnalare il proprio interesse e vengono eventualmente ricontattati.
Ma qualcuno che sappia guardare le pecore lo trovate voi tra i diplomati? Pensate che sia facile guardare le pecore, le capre e i cani del gregge? Provate a seguire e a convivere con un capraru o un picuraru per un giorno intero? Ci vuole una vita per imparare il linguaggio delle capre e delle pecore.

Devi sapere fischiare in un certo modo, devi saper grugnire o belare per farti ubbidire, devi saperle mungere, devi correre in testa al gregge o indietro se la solita pecorella devia, devi stare attento che non bruchino erba già trattata da erbicidi e pesticidi, devi fissare le capre negli occhi senza farti prendere dalla eccitazione, senza farti prendere a cornate dal becco geloso, devi stare attento a non beccarti le zecche. Questo per quanto riguarda il guardar le pecore... e le capre. Se il gregge è poverello, poverello sarà pure l'introito.

I padroni dei grandi greggi, invece, sono graziosi e illuminati. Ti fanno fare il tirocinio ma solo se hai un diploma superiore. Perché con le pecore e le capre loro pretendono una buona conoscenza della grammatica e un buona conoscenza delle parole italiane. E meno male che non stiamo parlando di guardare le vacche. E non parliamo del marito delle vacche. Il toro. Per far muovere una mandria di vacche ci vogliono un par di palle da toro. Ma questo a Crocetta che interessa? Al padrone delle vacche che interessa? Nemmeno al guardapecore, al quale occorrono palle buone e coraggio per affrontare la giornata immerso nella natura, al sole, al vento, alla pioggia e nel belato del gregge, perso nei propri sogni di vita finiti così.

Davvero, perché bisogna vergognarsi di guardar le pecore? Imparato il mestiere come tirocinante e finito il tempo di apprendistato poi puoi svolgere il tuo lavoro ovunque!
Ahi ahi, ovunque? No, in città no. Nei prati sì. Liberi devono essere. Facile, se ne trovano quanti ne vuoi; poi magari chiedi un finanziamento per comprarti pecore e capre e te ne vai a pascolar con loro...

Bisogna vergognarsi del modo con cui i diplomati sono stati costretti a fare questo!
E non è una questione di lana caprina, vero?

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