sabato 30 agosto 2014

Marchionne odia veder leccare i gelati

Renzi col gelato minacciato
da Marchionne di licenziamento
È più forte di lui: Marchionne odia tutti quelli che tengono un gelato in mano. Gli ricorda l'Italia assiderata e quella classe operaia della Fiat che lui ha messo sotto ghiaccio in aeternum.
Marchionne non sopporta più Renzino, il piccolo ebolino fiorentino. Dopo averlo incensato, non gli va giù che quel bellimbusto si faccia i bagni di folla offrendo gelati a tutti... coi soldi degli italiani, avrà anche pensato. Sì, l'odio per il gelato gli annebbia tutti i gusti. Avrà anche pensato di licenziare il gelataio: qualcuno gli ha fischiato all'orecchio che si tratta di un ex operaio fiat che sta tentando di risorgere dal ghiaccio.

Sergio Marchionne al Meeting Cl: "Cari amici ciellini, non sopporto di vedere gente col gelato che se lo magna aggratis. L'Italia è immobile, è incapace di reagire, e 'sto cicisbeo si fa pure la leccata in pubblico. Io nemmeno a John Elkann l'avrei offerto. Ecco, se mi dicesse: Sergio, offrimi un gelato, col cavolo!".
"Perdere tempo coi gelati è immorale. Lui parla, promette, lecca e fa leccare ma ancora risultati niente. Io e l'Italia siamo piombati in una fase di pessimismo; il nostro Paese, che io amo tanto, è in stagnazione, non compete più e credo che Renzi non si adatti più alla congiuntura. Dopo l'esperienza vincente della Juve dei tre scudetti, avrei visto meglio Conte al posto di Renzi. Quel sergente di ferro è quel che ci vuole! Occorre che il Presidente della Repubblica ne prenda atto e lo sostituisca al più presto. Nel frattempo eviti di farsi offrire gelati dal premier. E, fuor dai denti, al posto del premier io avrei offerto banane!".
"Noi della Fiat lo abbiamo detto e lo ribadiamo: non intendiamo chiudere nessuno stabilimento in Italia ma non ci vogliamo accollare i costi dei gelati offerti agli italiani senza copertura", ha detto ancora l'ad di Fiat Sergio Marchionne, "piuttosto ci mettiamo a produrre banane Fiat con tanto di copyright, ma a prezzi popolari, per salvare l'economia. L'importante è riuscire a liberarsi di Renzi".

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giovedì 28 agosto 2014

La ministra Guidi bene!

La ministra Guidi è seriamente intenzionata
a fare una ramanzina ai suoi colleghi imprenditori!
"Quello che vorrei fare è un appello agli industriali: chi ha i bilanci in ordine deve fare il possibile per mantenere i livelli occupazionali. Bisogna salvare il lavoro, non licenziare. Il mio è un appello alla responsabilità sociale degli imprenditori". Federica Guidi è il ministro dello Sviluppo economico, ex imprenditrice, figlia di imprenditore, già presidente dei Giovani della Confindustria, e membro di numerosi consigli di amministrazione di importanti industrie italiane, tra cui FIAT e Ferrari. Marchionne insegna!
La ministra Guidi dice che con gli 80 euri dati dal governo l'economia si è un po' sviluppata, perché lei fa parte dello Sviluppo... e deve difendere il suo ruolo.

"Non ho mai fatto niente contro i miei colleghi imprenditori, ma è ora di muoversi, visto che anche in Germania c'è stato un leggero aumento della disoccupazione. Dobbiamo approfittarne adesso, dato che il vento gira dalla nostra parte. Andrò da loro a muso duro e li costringerò a sottoscrivere una carta in cui si dica a chiare lettere che io, ministra Guidi, sono contro i licenziamenti alla Marchionne. Noi imprenditori italiani abbiamo il dovere di risollevare l'Italia dalla stagnazione e trasformarci così come nazione-guidi dell'Europa tutta, compresa la Germania. Io non ho paura. A me gli imprenditori non hanno proprio niente da rimproverare. Il governo Renzi sta facendo bene. Forza Renzi! Forza Italia!".

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mercoledì 27 agosto 2014

L'istruttore di mitraglia Uzi e la bambina

La mitraglietta Uzi, ottimo regalo
per il compleanno delle vostre bambine
Una bambina di 9 anni ha sparato con una mitraglietta, uccidendo per sbaglio il suo istruttore di armi mentre questi le mostrava l’utilizzo di un Uzi di fabbricazione israeliana. La tragica vicenda, ennesimo fatto di sangue legato alle armi facili a disposizione anche dei bambini negli Usa, è avvenuta a Lake Havasu City, Arizona. La vittima, Charles Vacca, 35 anni, era vicino alla bambina nel poligono di White Hills quando la piccola ha premuto il grilletto colpendolo alla testa.

Usa, bambina di 9 anni uccide istruttore armi con mitraglietta.
L'istruttore è un coglione,
i genitori della bambina sono due idioti.
Onore alla bambina:
ha cancellato un coglione!

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martedì 26 agosto 2014

Calderoli ha la macumba in corpo

Calderoli: "Non sono mai stato superstizioso ma dopo la macumba che mi ha fatto il papà della Kyenge mi è capitato di tutto e di più". Roberto Calderoli, intervistato dal settimanale Oggi rilancia le accuse rivolte al padre dell'ex ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge. "Sei volte in sala operatoria, due in rianimazione, una in terapia intensiva, è morta mia mamma e nell'ultimo incidente mi sono rotto due vertebre e due dita" ricorda l'ex ministro. Dopo le disgrazie che gli sono accadute nei mesi scorsi, l'ex ministro leghista lancia un appello al padre della Kyenge: "Forse è il caso di mandare un messaggio distensivo a papà Kyenge per chiedergli la revoca del rituale che mi fece".  

Papà Kyenge: “Cosa tu mi dare in cambio di revoca?”
Calderoli: “Tutto. Chiedi tutto. Non ce la faccio più”.  
Papà Kyenge: “Tu dire di sputtanare tu stesso, come ex ministro e come leghista?”
Calderoli: “È un prezzo alto ma posso provarci”.
Papà Kyenge: “Bene. Tu dire allora: io essere leghista superstizioso”.
Calderoli: “Sono un leghista superstizioso”.  
Papà Kyenge: “Sbagliare. Tu dire: io essere leghista superstizioso e orango padano”.
Calderoli: “Io orango padano”.  
Papà Kyenge: “Tu ora dire: io non essere orango. Troppo onorevole. Io essere porcello padano”. Calderoli: “Io sono senatore”.  
Papà Kyenge: “Porcello”.
alderoli: “Senatore e porcello”.  
Papà Kyenge: “Tu ora giurare: io mai più offendere oranghi”.
Calderoli: “Giuro”.  
Papà Kyenge: “Tu giurare su tue palle di porcello”.
Calderoli: “Perché?”  
Papà Kyenge: “Se non tu giurare su palle tue, palle tue come palle di porco. Tu volere questo?” Calderoli: “Giuro sulle mie palle”.  
Papà Kyenge: “Fare vedere”.
Calderoli: “Cosa?”.  
Papà Kyenge: “Tu fare vedere tue palle. Ce l’hai?”
Calderoli: “Mi vergogno”
Papà Kyenge: “Tu vergognare? Quando tu offendere nostra intelligenza e dignità tu non ti vergognare? Ora libera tue palle al mondo. Solo così io ti liberare dal malocchio macumba”.
Calderoli: “Magari una”.  
Papà Kyenge: “Tutte”.
Calderoli: “Ne tengo solo una ma mi vergogno”.  
Papà Kyenge: “Mostrare”.
Calderoli: “Magari mi giro”.  
Papà Kyenge: “Demacumbazione non funzionare se tu girare”.
Calderoli: “Ma guarda un senatore cosa è costretto a fare. Ah, se mi vedesse l’Umberto come son ridotto”.  
Papà Kyenge: “Basta. Io ora mi scocciare di tue palle. Basta più vedere”.
Calderoli: “Ah, meno male. Però posso descrivertele”.  
Papà Kyenge: “No, troppe palle tu raccontare a noi nel passato e ora. Tu non fare vedere palle, io non ti revocare malocchio di macumba. Così tu continuare a fare senatore con malocchio. A te succedere tutto: finire sotto un cavallo; cadere da scranno di senatore; tu avere sempre stranguria; tu fare pippe… ”.
Calderoli: “Baaasta, ti prego, ti scongiuro, farò tutto ma le palle no”.  
Papà Kyenge: “Bene, tu dimettere da senatore, poi tu andare a fare ‘nculo sempre se io ti levare malocchio di macumba. Tu d’accordo?”
Calderoli: “Assolutamente no!”.  
Papà Kyenge: “Allora non vero che tu volere pace. Tu così fare innervosire miei antenati”.
Calderoli: “No, è un prezzo troppo alto da pagare”.  
Papà Kyenge: “Prendere o lasciare”.
Calderoli: “Prendo, lascio, prendo, lascio, prendo, lascio, prendo, lascio, macumba, malocchio, orango, porcello, calderollo…”

Papà Kyenge: “Eh già, questo signore non ha capito che la sua superstizione è una forma di disordine psichico e comportamentale, sorta a causa di una enorme sbornia di potere celodurista, che lo induce a credere nel malocchio. Cazzi nostri”.

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domenica 24 agosto 2014

Occhetto ha svelato il nome del Darth Vader piddino

The dark evil of the Pd

Occhetto ha svelato il nome del Darth Vader piddino
Achille Occhetto: "Occhio Renzi, non sei amato dal Partito Democratico e rischi di fare la mia fine".
"Renzi gioca tutto sulla vittoria continua. Non può perdere un colpo perché non è amato dal Pd. Non vorrei trovarmi al suo posto quando la ruota comincerà a girare male". Achille Occhetto mette in guardia il premier dagli intrighi di partito che potrebbero fermare la sua avanzata: "Anche lui rischia di essere ingoiato dal male oscuro della sinistra...".
Occhetto ricorda di avere chiesto la presidenza della Camera dopo aver lasciato la segreteria Pds: "Lasciarono cadere la cosa". - Ma tu guarda. Ha fatto morire il Pci e pretende anche di essere premiato!
E puntualizza: "Veltroni non mi ha mai chiamato per la presentazione del suo film su Berlinguer".
- Cazzo, Veltroni, perché non l'hai chiamato?

Una sensazione di tradimento che però, secondo l'ex leader, coinvolge soprattutto la svolta: "Il Pd ha finito per essere la somma del peggio del Pci e della Dc, una fusione a freddo degli apparati, non si è mai formata una vera coscienza unitaria". Perché Occhetto non voleva questo esito durante la fase del trapasso. Con Renzi la fusione è avvenuta a caldo, su base leaderistica. Occhetto, invece, avrebbe voluto una confraternita democratica-liberal. Ecco perché lo odiano! Eh eh eh. Non sapeva il poveretto a quale fine sarebbe giunto. Tant'è che Occhetto ricorda: "Quando Renzi ha dato il via alla rottamazione, ho stappato bottiglie di vino". Ma ancora una volta il poveretto non aveva capito.
E oggi, ha capito?
Sì, perché ci informa e denuncia di avere scoperto la vera sorgente del Male Oscuro facendo un nome: Massimo D'Alema! Tatatatà!! Ad ogni modo l'ex segretario vuole lanciare un avvertimento al presidente del Consiglio: nel partito esiste "il male oscuro" (termine con il quale Occhetto designa malignamente Massimo D'Alema, nemico storico, ndr) e cioè la tendenza al complottismo dietro le quinte: "È un male che imperversa anche oggi. Arriva fino ai 101 che in Parlamento hanno sabotato l'elezione di Prodi al Quirinale" e rischia, dice l'ex segretario, di travolgere anche Renzi: "Sicuramente non morirò renziano".
Ecché vuol dire, che ce lo lasci a noi, dopo tutto il casino che hai fatto, dal Pci a Pd?
E no, caro mio, te lo porti te. Insieme a D'Alema e a tutto il cucuzzaro!

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sabato 23 agosto 2014

Andrea Pirlo è photoimpressionato

Per quel che mi riguarda Andrea Pirlo
in questa immagine è più che
impressionato: è photoimpressionato!
Nessuno impressiona Pirlo.
La Juve lancia il concorso.
Il club e il giocatore lanciano la sfida sul web.

Non è facile impressionare Andrea Pirlo, né sul campo di calcio né fuori. Il centrocampista bianconero ha deciso così di lanciare, con un video pubblicato sul sito della Juventus, una sfida che è una specie di concorso: "e tu pensi di riuscire a impressionare Pirlo? Dimostracelo, posta la tua performance con l'hastag #Pirloisnotimpressed. Per fare capire quanto sarà difficile impressionarlo nel video il centrocampista bianconero, seduto davanti all'Opera di Sidney, resta impassibile davanti ad una sfilata di giocolieri con armi da taglio, soprani, acrobati e due splendide ragazze con la tavola da surf. Neppure un battito di ciglia: Pirlo si alza e comincia a palleggiare: "Pirlo is not impressed".

- Ma di che stai parlando?
- Niente, della creazione di Pirlo a immortale del pallone!
- Allora sarà eterno?
- Sì, giusto il tempo di impressionarci un altro po'.
- Come?
- Metti che il maestro tiri una punizione dal limite e fa goal nella sua porta.
- Impossibile.
- Pirlo tira violentemente un po' più su del 7, la palla rimbalza sulla traversa e per un diabolico gioco di traiettoria ritorna indietro e finisce sul 7 di Buffon. Aiutata un po' dal vento che remava contro.
- Una vera pirlata!
- Già!

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venerdì 22 agosto 2014

Delrio, ovvero le promesse da delirio

Delrio e le promesse agli italiani
Il sottosegretario di Palazzo Chigi smentisce anche l'ipotesi di una patrimoniale: "Qualcuno ha preso un colpo di sole". La manovra? "Si parte dai 16 miliardi della spending review".
"L'Italia ce la farà". Graziano Delrio, braccio destro di Renzi, non ha dubbi. E intanto smentisce i tre incubi dell'estate: patrimoniale, contributo sulle pensioni e blocco dei contratti. Sulla ripresa tra settembre e ottobre conferma che ci sarà un bel botto. "La filosofia di questo governo non è mettere nuove tasse, semmai rimettere qualcosa nelle tasche degli italiani.

In sei mesi abbiamo dato 80 euro a 11 milioni di italiani, abbiamo ridotto l'Irap del 10 per cento, la bolletta energetica per le imprese e i contributi Inail per oltre un miliardo. Noi siamo quelli che levano le tasse, non quelli che le mettono". Ma dài, sottosegretario, levare senza mettere, poi ti ritrovi con le pezze al culo, lo capisce anche un bimbino.

"Noi siamo il governo dei fatti, quelli che mantengono le promesse. Avevamo detto che avremmo esteso gli 80 euri (sempre agli stessi!) non appena fosse stato possibile. Ora purtroppo siamo in presenza di un congiuntivo negativo che nessuno - Ocse, Ue, Bce - aveva previsto". Si sa che i congiuntivi condizionano la corretta sintassi di un periodo di crisi politica-economica-grammaticale.

Tant'è che se la ripresa col botto di Renzi non ci sarebbe a settembre e manco a ottobre a noi non ci toccasserebbero gli 80 euri che li abbiate proposti voi a cominciare da Renzi e finire a Delirio per incammerarevi l'oltre 40% dei voti delli italioti all'europee, sì?
"Delirio? Sì, così credo che mi chiami Renzi in gran segreto, e con ragione. Io sono per tassare i grandi patrimoni. Coi grandi patrimoni tassati, però, rischiamo di impoverire i grandi imprenditori, che rischiano di chiudere le loro attività e di mandare sul lastrico i lavoratori. Allora, come fare per non mettere tasse ai pensionati e ridare gli 80 a chi già li ha avuti?

Semplice. Attraverso il metodo del mutualismo. Io, che ho qualcosa, lo dò a te; tu, il tuo, lo dài a me."
- Sottosegretario Delrio, ma che sta a dì? Non è mica diventato una specie di socialista ante litteram?
"Prego, Delirio, mi chiami Delirio, sono in piena fase. Ciascuno di noi dà qualcosa all'altro e siamo pari. Altro che botto; altro che Pil; altro che stampare la vecchia Lira; altro che pagare debiti all'Ue; altro che fiscal compact dvd e cd! Abbiamo finito: la sovranità è raggiunta e la troika figlia di troia è kaput. Uscire dall'Ue senza uscirne, alla maniera di Renzi. È geniale, non trova?! Dobbiamo solo trovare il nostro superfluo da mutuare con il vostro. Ecco, se tu mi dài pane, o vino, ma anche sesso, io ti dò parole di ringraziamento".
- Parole?

"Sì di ringranziamento. Parole politiche. Ti sembra poco? Non è mica facile tirare fuori parole dal niente in cambio di tutto. Del resto, Renzi insegna che: Dopo il governo Berlusconi anche un governo guidato dal pulcino pio sarebbe in grado di fare meglio. Pulcino pio, fa rima con Delrio, perciò...".

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giovedì 21 agosto 2014

Sindaco spazzino sì, premier spazzino no?

Il sindaco spazzino: la mattina in ufficio, il pomeriggio con la scopa in mano.
"La mattina lavoro come impiegato, il pomeriggio pulisco la mia città.
Le risorse sono scarse e io non voglio che Ceriano sia sporca, per questo mi rimbocco le maniche... anche per spazzare via la mala erba della politica".
Il sindaco spazzino leghista sì. Perché il premier spazzino piddino no?
Lo potrebbe fare rubando il tempo ai suoi bagni di folla, nell'ambito del suo programma: la politica del fare.
Qualcuno dirà: ma che c'entra Renzi? Perché tirarlo in ballo sempre? Ma lasciatelo lavorare in pace. Non fate ridere proprio.
Infatti, il ridere non c'entra proprio.
Solo... che mi piacerebbe vederlo spazzare da premier.
A voi, no?

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mercoledì 20 agosto 2014

Renzi in Iraq!

Renzi in Iraq a mostrare a quelli
dell'Isis il suo pezzo da novanta!

Iraq, mercoledì Renzi a Baghdad e Erbil. Esercito attacca Tikrit per liberarla da Isis.

Offensiva per liberare la città del nord del paese, conquistata dai jihadisti lo scorso 11 giugno. Il premier, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, farà rientro in serata a Roma. Intanto è emergenza umanitaria: il numero degli sfollati a causa dei combattimenti ha toccato quota 600.000 secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite.

L’11 agosto, riferiva quel giorno la Casa Bianca, il premier italiano aveva discusso con il presidente Usa, Barack Obama, della situazione in Iraq, Libia e Ucraina, e dell’epidemia di ebola nell’Africa occidentale. Il premier italiano, si legge nella nota, aveva espresso sostegno per le operazioni degli Usa in Iraq.
Adesso il sostegno si è concretizzato fisicamente.
Renzi in Iraq a rischiare la pelle, a lottare per quelle vittime innocenti fra yazidi, sciiti e peshmerga. Armato della ideologia del fare, e spinto dalle parole di Bergoglio sulle guerre ingiuste, non porterà neanche una cerbottana, ma la notizia che l'Italia è a fianco dei deboli e darà loro armi. La sua è una tecnica renziana-pacifista, che smentisce di fatto l'idea che l'Italia non ripudia la guerra...
E se mi ritornasse un po' ebolino, tanto per citare la battuta del marchese del Grillo? Niente, Delrio penserà a metterlo in quarantena per 40 gg., appunto.

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martedì 19 agosto 2014

L’era Tavecchio: i 10 comandamenti di Taconte

L’era Tavecchio: i 10 comandamenti di Taconte.*

* Con l'inizio dell'era Tavecchio si è deciso che tutti i componenti della Nazionale debbano adottare il Ta davanti al proprio cognome. 
Fino a quando non se ne andrà.

1 “È un orgoglio allenare la nazionale, arrivo nel topo dei topi club”.
2 “Il mio stipendio è nei parachilometri della Figac, poi c’è la mia Imagine di John Lennon che ha un costo”.
3 “La squaliFigac per il calcio-scommesse vitaminico è stata ingiusta, ma essere Antonio Taconte qui ora è la risposta migliore: ci faranno un film con John Malkovich”.
4 “Con la Juve si era esaurito il ciclo mestruale. Ci vogliono gli attributi per dire basta a una vecchia Signora. Ma con la fine del suo ciclo impensabile rimetterla incinta”.
5 “Codice etilico? Mi piacerebbe parlare a un giocatore di comportamento: come si porta un mento. Deciderò io se convocare o meno un giocatore sbronzo”.
6 “Pirlo? È un tipo a campione, è tra i conchitimetti a giocare se lo stimolo non ce l’hai. Ma voglio capire se lui ha capito che io sono il nuovo padrone della nazionale”.
7 “Voglio riportare la chiamata dei giocatori in attesa senza scarto alla risposta, quell’ansia positiva di chi parla con un call-center. Non c’è niente di scartato, la nazionale deve essere di chi canta meglio l’inno”.
8 “Tra un buon giocatore ottimo uomo e un ottimo giocatore buon uomo, scelgo sempre quello più cool. Quello meno cul lo lascio a casa”.
9 “La vittoria per me è una dolce condanna, dovrà diventarlo anche per la nazionale. Se mi fanno perdere chi lo sente poi a Tavecchio”.
10 “Chi conosce Antonio Taconte sa che niente e nessuno potrà mai agghiacciarlo mentre comanda lui”. Antonio Conte vincerà tutti i titoli mondiali ed europei finché sarà c.t. della Nazionale e finirà come Alfredo Binda che, a causa della sua superiorità sui rivali in bici, fu pagato per non partecipare alle corse. Taconte, a detta di Tavecchio, non subirà, invece, il condizionamento di Puma per quanto riguarda la scelta dei giocatori.

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domenica 17 agosto 2014

Quando l'art. 18 incontra l'uomo con la barba...

Il ministro Poletti non vuole toccare l'art. 18...
... l'art. 18 è un articolo salvo!
Poletti e l’art. 18: «Non serve abolirlo: basta il contratto di inserimento».
Il ministro spiega di essere favorevole a un intervento sulle pensioni alte a sostegno di quei lavoratori che altrimenti rischiano di essere esodati.

Il ministro Poletti vorrebbe rifornerare l'art. 18 alla faccia di don Al Fano.


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sabato 16 agosto 2014

Papa Francesco in quasi Corea del Nord

Basta con le divisioni: la Corea è Una!

Il Papa in Corea, un milione di persone per la beatificazione di 124 martiri coreani.

E Pyongyang ha fatto sapere che i lanci di razzi a corta gittata di ieri non avevano un collegamento con la visita di papa Francesco ma sono stati decisi per celebrare la ricorrenza dell'indipendenza della nordcoreana.
Sono stati sparati dallo stesso Kim Jong-un, e guidati dallo Spirito Santo in mare.
È già un piccola apertura, ma meglio di niente. E milioni di fedeli a parte, al papa non rimane altro che imparare il coreano... per poter sfondare quella porta di atei del nord. Nulla è impossibile, e i miracoli si avverano.
Woytila recandosi in Cile ebbe la geniale idea di stringere la mano di Pinochet e fu subito miracolo. Quel dittatore morì subito dopo... acc! No! Quello, prima, fece morire tutti gli oppositori e poi, dopo, schiattò.
Ma non voglio fare paragoni improponibili... fra i due papi...
Se Bergoglio un giorno riuscisse a stringere la mano di Kim Jong-un, senza la mediazione di Razzi, quello ci rimarrebbe male: ce muorerebbe di sopra!

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giovedì 14 agosto 2014

Il viaggio nel profondo sud di Renzi si conclude a Termini Imerese dove pure si sono registrati momenti di tensione in piazza Duomo: un gruppo di proletari (?) comunisti (?) – hai visto mai in questo Paese che ha sempre votato a destra, anche quando abbia votato per il Pd e suoi collegati - ha sventolato due bandiere rosse gridando slogan contro il premier: "Servono fabbriche, lavoro vero, case, diritti, servizi sociali... Il Governo Renzi fa tutto il contrario". Insieme a loro anche alcuni esponenti dello Slai Cobas. E gli slogan hanno fatto scattare l'irritazione di alcuni cittadini, dei disoccupati che presidiano la piazza e si sono registrati momenti di nervosismo tra la folla…

Però... il premier, appena è sceso dall'auto è stato accolto dall'applauso della gente sistemata dietro le transenne, - i soliti bastian cuntrari, quelli che accettano sempre tutto, sia a tricche che a ballacche, che gli va tutto bene, l'importante è partecipare anche da cassintegrati normalizzati istituzionalizzati, ove Renzi, dopo aver stretto le mani ad alcune delle persone che gridavano "lavoro... lavoro", si è recato per incontrare il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, e altri amministratori locali dei comuni del comprensorio. A quelli che invece non gridavano “lavoro… lavoro”, niente strette di mani da parte di Renzi. Da dicembre del 2011 non si fanno più auto nello stabilimento di Termini Imerese.

"Non fare più macchine a Termini Imerese sarebbe una sconfitta, perché si fanno bene". Così il premier Matteo Renzi durante la sua visita nella città siciliana.
E questo già ce lo sapevo: io le facevo bene insieme ai miei compagni ma non è fregato nulla a nessuno, né ai politici, né ai sindacalisti, figurarsi a Marchionne.
"Quello sull'articolo 18 è un dibattito ideologico e inutile, un chiacchiericcio. Io sono in mezzo alla gente che il lavoro non ce l'ha, e penso che la politica deve occuparsi dei problemi veri". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, rispondendo ai giornalisti a Termini Imerese, sulle nuove sollecitazioni del ministro Alfano per l'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. "Questo dibattito sull'articolo 18 è un totem ideologico, e io non sono interessato ad alimentarlo. A me interessa alimentare i posti di lavoro. D'altra parte Alfano è siciliano come voi... e se non lo capite voi, come faccio a capirlo io cosa vuole Alfano dall'articolo 18".

"Sono sempre pronto a scrivere nuove regole sul lavoro, però si fa pensando a cambiare le garanzie non ad eliminarle". Lo dice il premier Matteo Renzi parlando a Termini Imerese. Cambiando le garanzie, il risultato cambia? Al posto della Fiat, ci mettiamo i cinesi. Al posto dei cinesi ci mettiamo i finlandesi, o gli aborigeni australiani. Fatto sta che gli aborigeni dalle loro terre non si spostano. I finlandesi qui verrebbero a soffrire troppo il caldo. Coi cinesi potlemmo anche convivele, ma a palte la lingua, a me semblano cinesi fantasmi. Sono tlascolsi due anni e mezzo e di liaplile lo stabilimento non se ne palla ploplio. Ci sentiamo plesi pel il deletano.

Niente selfie, oggi, per il premier. Ma da Reggio Calabria ha invitato gli operai dei cantieri a scattarsi foto: "Vorrei vedere i selfie degli operai nei cantieri perché altrimenti sarebbero solo numerini. Voglio vedere i cantieri che si aprono e le foto degli operai", ha dichiarato Renzi.
Allora, ragazzi, fatevi i selfie con Renzie e senza Renzie. Se vi fate i selfie c’è il rischio serio che smetta lo scirocco e inizi la primavera a Termini Imerese.

La famosa primavera renziana di Termini Imerese.
Renzi superveloce: in un giorno ha fatto il giro del Sud che manco ce ne siamo accorti. È stato rapido come quando si fa una sveltina.

Sarà che doveva chiudere prima di ferragosto, co' sto caldo micidiale siculo. E il fumo denso che si è respirato oggi in città? Non ho capito se sono stati gli incendi a causarlo o le sue parole?

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Conte, il Puma!

Antonio Conte, c.t. della Nazionale Puma
Antonio Conte: firma con l'Italia ad un passo. In arrivo contratto biennale da 3,6 milioni di euro grazie a Puma. Finalmente l'Italia è nel pallone con lo sponsor tedesco.
Antonio Conte ha detto sì e all'alba vincerà... dell'anni che verranno.
Conte infatti chiede un ingaggio almeno uguale a quello percepito a Torino: circa 3,6 milioni di euro che la Federazione non potrebbe certamente sborsare. Per superare l'impaccio quindi la Figc sta coinvolgendo lo sponsor che sembrerebbe ben disposto a colmare il gap, considerando che una Nazionale allenata da un mister campione d'Italia nelle ultime tre edizioni della Serie A avrebbe una caratura molto più importante. L'ex c.t. Cesare Prandelli percepiva 1,7 milioni di euro netti (3,2 lordi), cifra da cui la Figc non può e non vuole distaccarsi, non solo per ragioni di bilancio ma anche etiche e d'immagine. Anzi Tavecchio vorrebbe spendere qualcosa in meno. La differenza per portare Conte in azzurro e arrivare dunque a quei 5,5 milioni lordi chiesti dal mister pugliese sarebbe quindi garantita dalla Puma. La trattativa tra l'azienda e la Figc è già avviata sulla base di un contributo annuo di 2 milioni netti che sommati a quegli 1,6 milioni messi dalla Federazione garantirebbero la copertura economica dell'ingaggio di Conte. In questo caso l'affare andrebbe in porto anche grazie ad una tassazione più favorevole.
Secondo Tavecchio, inizia una nuova era: infatti lui cambierà nome in Tanuovo. Per quanto riguarda il progetto tecnico Conte sarebbe un c.t. a tempo pieno e gestirebbe il coordinamento di tutte le Nazionali.
Cribbio, ma di quante Nazionali consta l'Italia? E quanto ci costano? Con la recessione in atto?
Conte sarà una specie di demiurgo incazzato-on-line-forever e gestirà tutte le squadre di A,B,C,D... fino alla Z, comanderà sugli allenatori, sui presidenti, sui tifosi e su sé stesso. Di sé stesso ne farà polpette. Sarà una specie di sergente maggiore Hartman: "L'unica parola che dovrà uscire dalla vostre bocche di femminucce che credono di giocare al pallone sarà 'Sì, Signore'. Tutto chiaro, femminucce del cavolo?". "Sì, Signore!".
Sarà un c.t. a doppio cordone, anzi. Per un quarto della Figc. Per tre quarti della Puma. Vincerà tre titoli come alla Juve? Solo la Puma può saperlo. E se dovesse riuscirci, il Tavecchio per scommessa si mangerà tre palloni crudi interi.

Agghiacciande!


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mercoledì 13 agosto 2014

L'attore che è in Razzi viene sempre a gallo!

L'attore che è in Razzi viene sempre a gallo

Antonio Razzi attore nel film “L’allenatore nel pallone 3″ con Lino Banfi.

L'annuncio, anche se da giorni circolavano voci su una partecipazione del parlamentare azzurro a una commedia, è stato dato dal politico di Forza Italia su Twitter.
Non solo Banfi, ma anche Robert De Niro come guest star, parrebbe. Che onur per il senatur.
Lui adesso è al settimo cielo, anzi, al settimo razzo.
Con Banfi sarà una sfida vincente: lo strapazzerà.
Razzi è un mariuolo della commedia dell'arte.
Lui stesso, a pensarsi, direbbe: "Io, già mi vedo che mi muoio dal ridere".
Sicuramente il premier Renzie si congratulerà con l'attore Razzie.. E Banfie? Mah, secondo me, gli farà da spalla.
Un grande futuro si aprirà nel cinema per Razzi.
È un uomo senatore attore fortunato. Ha trovato anche un lavoro, perché quello di senatore non gli bastava. O forse, sentendo ormai puzza di disoccupazione, s'è dato da fare.

Visto ragazzi che vi dannate per diventare famosi? Non è facile arrivare al cinema. Ci vuole del talento innato, e lui ce l'ha. Voi che studiate recitazione, la dizione, la pronuncia... poi arriva uno che si autospara a razzi e vi fotte. Vabbè, lui è stato scoperto da Di Pietro prima e da Berlusconi dopo: un po' di carriera politica fa. E quanta gente andrà al cinema a vederlo? Tanta. File lunghissime. Anche Crozza andrà a vederlo, perché Razzi fa ridere. Fa ridere anche a me? Questo non creto.

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lunedì 11 agosto 2014

Alfano è stufo dei vu' cumprà

Alfano vende paracqua da quando è decaduto
da ministro. Non è possibile, dite? Renzi,
se vuole, può fare anche questo miracolo!
Il ministro torna ad utilizzare l'espressione razzista per annunciare misure straordinarie contro le contraffazioni e "per tutelare la serenità degli italiani". Dura reazione dell'ex collega Kyenge: "Così il Viminale alimenta stereotipi e pregiudizi". Condanna anche dalla governatrice Serracchiani: "Parole infelici".

"Il nostro obiettivo - ha proseguito il ministro - è quello di radere al suolo il meccanismo della contraffazione. L'8 agosto ho firmato una direttiva destinata a tutti i Prefetti italiani. Da oggi a mercoledì si svolgeranno gli oltre 100 comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica nel cui ambito i Prefetti daranno alle Fiamme gialle e alle Forze dell'ordine su tutto il territorio le istruzioni su come rafforzare i controlli sulle spiagge contro l'abusivismo commerciale, i vu' cumprà e la vendita di merci contraffatte. Vogliamo garantire la serenità di chi è in vacanza e viene infastidito dalle continue richieste degli ambulanti e, al tempo stesso, tutelare il nostro Made in Italy, violentato dal fenomeno della contraffazione".

Il ministro lavora per il risorgimento della nostra economia. Non avevo capito quanto pericolosi fossero i vu' cumprà per l'economia italiana. Grazie a don Al Fano ora tutto è chiaro: questo non è razzismo, è stronzismo!

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domenica 10 agosto 2014

No Muos, corteo a Niscemi

Si sono dati appuntamento alla ‘Sughereta’ di Niscemi (in provincia di Caltanissetta), la riserva naturale che ospita il Muos, il sistema di comunicazione satellitare ad alta frequenza che il governo americano sta realizzando in Italia. Alle 15 di ieri era prevista la quarta manifestazione nazionale che ha avuto inizio circa un’ora dopo, per dare tempo agli attivisti, provenienti da tutta Italia, di raggiungere il presidio permanente dei No Muos. Presenti anche alcuni tra i 29 attivisti verso i quali è stato emesso un provvedimento di divieto di dimora in seguito agli scontri dello scorso anno. Documenti che, durante il corteo, sono stati date alle fiamme. “E’ una battaglia che – dice Concetta Gualato, rappresentante del movimento ‘Mamme No Muos‘ – continueremo all’infinito, noi saremo sempre presenti. Siamo stati venduti dai partiti e dai politici. Andremo via solo quando gli americani decideranno di smontare le antenne e con il loro ferro faremo tante biciclette“. L’indifferenza della politica nazionale e regionale lascia perplesso anche il sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa: “Ormai siamo rimasti da soli, i nostri deputati regionali hanno tradito i siciliani e il loro stesso territorio”. Intonando canzoni e cori contro gli americani, i manifestanti sono riusciti ad aprirsi un varco nella recinzione e sfondare il cordone di protezione della polizia, raggiungendo pacificamente gli altri 7 attivisti che nei giorni precedenti si erano arrampicati per protesta sui tralicci delle antenne vicine al Muos. Non ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, né feriti.

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Il governo fazzolettone dello scout Renzi

Renzi tra gli scout
Al raduno dei boy-scout, a sorpresa è arrivato anche Renzi, che si è concesso un bagno di folla in anticipo, prima della messa domenicale con il cardinale Bagnasco. “Una cosa meravigliosa... questo bagno di folla, con la messa di Bagnasco che deve far riflettere, un lavoro straordinario”.

Proprio alla rivista on line dell’Agesci, “Camminiamo Insieme”, Matteo Renzi concede un’intervista, prima del suo intervento al raduno di San Rossore. “La cosa positiva” della riforma del Senato, dice il premier, “è che finalmente i politici cambiano sé stessi. Questo vuol dire che non c'è più potere di rendita per nessuno. Nemmeno per Grasso, Razzi, Scilipoti e compagnia cantante. Bisogna cambiare tutti, eccetto i politici di maggioranza alla Camera”.

E per cambiare Renzi insiste sulla rottamazione, che riguarda tutti: “I politici devono essere come lo yoghurt, a un certo punto devono scadere, non lo puoi fare per sempre. Per farli andare di corpo bisogna aggiungere ai politics-yomo i cereali secchi: anche questa è una spesa che non deve più pesare sulle tasche dei cittadini. Vale anche per me, per me è già iniziato il conto alla rovescia per essere rottamato...”.

Prendiamo nota: questa ennesima supercazzola è stata detta da Renzi il 09 agosto del 2014. Chissà che magari non succeda veramente, in caso contrario possiamo ricordarglielo e rinfacciarglielo.

«Per cambiare, bisogna costruire e la più grande arma per costruire la pace non è l'F35 o l'Eurofighter, che devono essere rimodulati, ridotti o rottamati, ma è la scuola - dice il presidente del Consiglio -, io per esempio sono convinto che la spesa per la difesa italiana debba essere indirizzata in alcuni canali chiari ma esteri, tipo armi e sistemi bellici, di cui l’Italia è, prima di tutto produttore e anche primo fornitore Ue di Israele, un paese che deve difendersi dai terroristi palestinesi, che si collegano alla ricerca scientifica di come distruggere prima e meglio, non alla costruzione di strumenti inutili o fuori dalla realtà, come appunto i bombardieri leggeri venduti a Israele, bombe, armi automatiche e fionde a mitraglia.

L'Italia è il Paese più bello del mondo, lo è oggettivamente. Io non ho niente contro chi decide di andarsene, però l'esperienza degli scout mi ha insegnato che se vedo qualcosa che non va, cerco di cambiare le cose, non provo a cambiare Paese. Tant’è che ho riformato il Senato, di per sé inutile e dispendioso. Il mio augurio ai ragazzi, quelli della branca R/S, è che quando vedono cose che non vanno provino a cambiarle, senza scappare. Se i ragazzi vedono ingiustizie devono denunciarle, se sentono uno, anche un premier, dire bugie e rimangiarsi le promesse fatte soprattutto ai compagni di partito, devono sputtanarlo. Poi se qualcuno vuole andare all'estero perché gli piace fare il turista, il mondo globale è bellissimo, affascinante: faccia il turista.

Ma non scappino solo perché in Italia, dicono i maligni, non si trova lavoro. In Italia ultimamente l'intervento di Poletti sul lavoro ha creato 104 o 108 mila nuovi occupati, dei quali chissà perché nessuno parla. Non è vero: ne sto parlando io. Ma non ho capito come e dove sono stati assunti e soprattutto se è vero. Mi dia un riscontro reale, por favor.

Però l'auspicio da presidente del Consiglio è che la gente possa tornare come è partita: da turista. Io non sono nelle mani di Berlusconi come ipotizza qualcuno. Sono autonomo anche se abbiamo stipulato un patto segreto come il segreto di Pulcinella. I patti si fanno con i nemici, non con gli amici: Berlusconi è (ed era) un (quasi)nemico e c’ho fatto il patto. Grillo è (ed era) un amico e con lui patto niente. Questione di metodologia democratica che nasce dalle larghe intese: quella con Berlusconi è la maggioranza più solida della Seconda Repubblica. 

Io non prendo ordini dall’Europa. Draghi mi fa un baffo. Gelli due. De Benedetti tre perché mi ha detto che sono intelligentello mentre Grillo è fascistello. Questo è il Paese più bello del mondo, che mentre prima andava a Cl, adesso va a scout, con il Premier più bravo del mondo, e se talvolta per colpa mia avrà dei limiti, dovrò sforzarmi di cambiarlo... anzi: di rottamarlo».

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sabato 9 agosto 2014

Riforma del Senato: una renzusconata pazzesca!

Festa grande di agosto dei Renzusconi

Senato, approvato ddl Boschi. Renzi: "Ora nessuno fermerà il cambiamento... ♫ po popopo popooopo! ♫".

Via libera in prima lettura al disegno di legge costituzionale che riforma Senato e titolo V della Costituzione. Non hanno partecipato al voto M5s, Lega, Sel, Gal e dissidenti Pd. Romani: "Riforma porta due firme: Renzi e Berlusconi... i famosi Renzusconi". L'ex Cav ai senatori azzurri: "Tra pochi mesi recupero agibilità politica... e anche l'agibilità bunghista". Chiti: "Patto del Nazareno non può essere esclusivo... no, è definitivo come emerita cazzata". Calderoli a Grasso: "Il suo canguro ha un jet nel sedere... e magari potremo scappare saltando insieme".

Si sono autofottuti, da sé stessi, i senatori per il bene della loro Patria. E non ci hanno manco chiesto permesso, malgrado la bella fatina de' Boschi continui a mentire con la solfa che "ce l'hanno chiesto i cittadini!!". A voi non v'ho chiesto nulla!

E ora passiamo subito al rilascio a Draghi delle ultime sovranità di cui ancora gestiamo qualcosa: libertà di respirazione, libertà di far la pipì, libertà di andar di corpo e la libertà di mandarli a vaffanculo a quel paese!
Dopodiché come ultima sovranità remota non ci resterà altro da chiedere se per favore ci restano in quel Paese, forever and ever!

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giovedì 7 agosto 2014

Ma Draghi in quale nazionale gioca?

Draghi vuole l'Italia ancor di più
inchinata: è peggio di Schettino!

Draghi: "È ora di cedere sovranità sulla riforme. L'Italia allontana gli investimenti". E Renzi lo applaude.

La Bce lascia il costo del denaro allo 0,15%, ma il presidente mette l'accento sullo scarso coraggio nel riformare i paesi. Restano ancora rischi al ribasso per la ripresa dalle tensioni geopolitiche.
Il premier: "Giusto, dobbiamo rimettere in ordine l'Italia".
Come farà a mettere ordine in questo paese disordinato? E, soprattutto, cosa farà?
Ci metterà le mani in tasca, le mani addosso, i piedi sul collo, sulla testa, si riprenderà gli 80 euri?
Farà tutto questo dopo aver promesso che non ci saranno lacrime e sangue, anzi, che ci sarà la ripresa col botto?
Un fatto è certo: con il draghetto che lo tampina, che gli soffia fiamme nel didietro, finirà esattamente come pensano molti di noi. Si approprierà dell'ultimo barlume di sovranità che erediterà da Napolitano, bypasserà l'omino di Arcore e si presenterà agli italiani travestito da re cicisbeo, l'ultimo monarca di questo ridicolo regime. E, con questa tenuta, dichiarerà che Draghi ha ragione, che gli investimenti in Italia non si fanno perché siamo ancora molto refrattari alla schiavitù che ci vogliono imporre i draghetti e gli gnomi europatici. Se non vogliamo schiattare come la Grecia dobbiamo alleggerirci di sovranità superflua. Non so, diamo a lor signori tutto quello per cui siamo nati a cominciare dall'aria che respiriamo.
E a Renzi un grande applauso per il coraggio che ha nel venirci a raccontare che la sovranità è un oggetto astratto di cui si può fare a meno... perché gli investimenti devono ripartire da subito... cominciando a buttare sulla strada gente senza più speranze, gente di cui si può fare a meno... appunto, investendola.

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mercoledì 6 agosto 2014

Renzi lupetto

Renzi, lupetto scout e le mille giornate senza frenate
Renzi ai parlamentari: «Avanti con riforme senza paure e senza frenate».
Il premier scrive una lettera alla maggioranza e invita a non fermarsi ora: «1000 giorni per un'Italia più competitiva».
«Ho conosciuto Matteo Renzi che aveva sette anni e fin da allora aveva la stoffa del capo».
A parlare, in un’intervista esclusiva per il settimanale Chi, è Don Giovanni Sassolini. «Svelto di lingua, non si arrendeva mai e aveva la fissa delle regole.
Aveva un solo difetto: era un gran disordinato... e speriamo che non si comporti così adesso che sta al governo».
La lettera del premier: «Invertire la rotta».
«Care amiche, cari amici, approfitto di queste ore di intensa attività parlamentare per chiedere la vostra attenzione sul passaggio politico-istituzionale che ci attende alla ripresa. Il primo settembre infatti partiranno i MilleGiorni che ci porteranno entro il maggio 2017 a disegnare un’Italia diversa, più efficiente e competitiva. Nel 2012 abbiamo fatto meno 2,4%. Nel 2013 abbiamo fatto meno 1,6%. Nei primi sei mesi siamo a meno 0,3%. Dobbiamo invertire la rotta. Ma dipende solo da noi. Dal nostro lavoro in Parlamento e nel Paese. I "MilleGiorni" sono la concreta possibilità di far ripartire la speranza e la crescita».
Il premier cerca sempre le condizioni migliori.
Ogni colpo di lettera porta con sé la sua saggezza e la sua lungimiranza.
Egli sa che l'Italia si arrenderà solo a Lui, perché Lui ha in sé i germi della previsione fantastica.
Crede in ciò che dice e dice ciò che fa. Dopo averlo fatto, ci ricama su un po' di teoria...

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Fotosequenza dell'arrivo di Berlusconi al Nazareno

Arrivo di Berlusconi al Nazareno:
fa capolino per vedere chi c'è

Arrivo di Berlusconi al Nazareno:
prepara il braccio destro per un saluto

Arrivo di Berlusconi al Nazareno:
un saluto affettuoso ai contestatori

Arrivo di Berlusconi al Nazareno:
saluta i suoi fans del Pd
Riforme, 3 ore di faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi: "Ok su soglie, cautela su preferenze".
Sul tavolo le possibili modifiche all'Italicum. Guerini: "Incontro positivo.
Modifiche saranno oggetto di ampio confronto".
 - È durato poco meno di tre ore l'incontro più segreto a palazzo Chigi tra il premier Matteo Renzi e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
Un faccia a faccia fissato alle 8 per rinnovare il Patto del Nazareno sulle riforme e, in particolare, sulla legge elettorale, con la possibilità di apportare alcune modifiche al testo dell'Italicum approvato alla Camera. Incredibile, dopo il terzo Nazareno non circola manco una foto in rete dei due marpioni. Vuoi vedere che si vergognano d'apparire insieme? 
Nemmeno un paparazzo a rubare le immagini di quest'incontro. Tabù totale.
Provate voi a trovare una foto che li ritragga insieme e se ci riuscite fatemelo sapere.
Dev'essere una specie di tacito accordo tra Pd, Pdl e giornalisti in cui tutti stanno lì a dimostrare che in effetti l'incontro c'è stato, ma è come se non ci fosse mai stato.
Manca la prova fotografica, così come manca la visione pubblica del documento "segreto".
Come il segreto di Pulcinella.

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martedì 5 agosto 2014

Renzi il Bonus, Padoan il Malus

Renzi il Bonus, Padoan il Malus
Lungo incontro tra Renzi e Padoan a Palazzo Chigi.
Renzi a Padoan: "Allora, se qualche scribacchino di giornalista ti chiede quali siano i nostri ruoli sappi che il Bonus sono io e il Malus sei tu, per via del brutto grugno che tieni. Ok?".
Padoan: "Come dici tu!".
Domani i dati Istat sul Pil.
Renzi a Padoan: "E se qualche altro maneggione dovesse chiederti del Pil tu rispondigli che il tuo Pil s'è allungato e che giovedì andrai dal barbiere per tagliartelo".

Il premier e il ministro dell'economia hanno fatto il punto sulla situazione economica.
Renzi a Padoan: "Ancora un'altra nota: se dovessero chiederti a che punto è la ripresa della crisi, tu rispondi senza timore di essere contestato. Di' questo: il mio premier - che sarei io - lascerà l'ultima parola ai cittadini. Se i cittadini vogliono uscire dalla crisi premano off, altrimenti premano on. Ad ogni modo, potete andare tranquillamente in vacanza. Inizia un cambiamento storico: l'Italicum è vicino".
Fonti del governo: «Clima ottimo».
Fonti mie: "Clima di merda".

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lunedì 4 agosto 2014

Il riarmo di Kiev e la fine di Gaza

Il Punto di Giulietto Chiesa - 31 luglio 2014.

Il riarmo di Kiev e la fine di Gaza.


Il riarmo di Kiev grazie all’afflusso dei capitali americani avviene nel quadro di uno scenario internazionale di forte instabilità: la pulizia etnica dei palestinesi a Gaza, il califfato in Siria e in Iraq, la destabilizzazione dell’Egitto, la deflagrazione della Libia. Con l’Europa incapace di opporre un’alternativa unitaria alla politica estera degli Stati Uniti.

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domenica 3 agosto 2014

Berlusconi cuoco per Renzi

Berlusconi cuoco per Renzi, affidabile?

Berlusconi prepara il pranzo di martedì per Renzi.

Verdini spinge per entrare al governo.
Berlusconi spinge di no ma... ci mette il Colle.
E se Berlusconi ci mette il Colle, Renzi che ci mette? La faccia di bronzo?
Non sappiamo, ma sappiamo cosa chiederanno di mettere a noi.
Renzi, figlioccio della Patria, spende dolci parole per il futuro padre della Patria: "Silvio per me è talmente importante che gli sto imbandendo il tavolo delle Riforme con le gnocche che desidera lui, tutte da riformare. È importante per il Paese che il primo a riformarle sia lui".
Il figlioccio della Patria, secondo Berlusconi è messo male, perché a settembre dovrà rimangiarsi quel che ha dichiarato appena qualche giorno fa: "Tranquilli, andate in ferie sereni, l'Italia si muove, a settembre rientreremo col botto". Pensa Berlusconi che "con questi conti non solo non saranno estesi gli 80 euro, ma per confermarli si rischia una manovra lacrime e sangue". Al figlioccio, infatti, gli sta preparando un pranzo che gli farà venire la cacarella. Per ridimensionarlo, perché è furbo sì, ma ancora tanto giovane.
E dopo aver incassato con un cribbio la disponibilità di quell'immenso furbacchione di Casini per il Quirinale, mandandolo a puttane, secondo me Berlusconi sta architettando la mossa vincente. Chi mandare al Quirinale? Perché non lui stesso? Impossibile? Ma chi l'ha detto, chi l'ha scritto' Se questi signori stanno facendo tutte le loro riforme ad personam IMPONENDOLE agli italiani, perché non dovrebbero mettersi d'accordo anche su questo particolare da nulla.

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sabato 2 agosto 2014

Alfano non lascerà mai il suo bigoncio

Alfano, il ministro più fico del bigoncio
Alfano: "Non accetteremo che un immigrato prenda il posto di un italiano".
Toni durissimi dal ministro dell'Interno durante la riunione in prefettura a Caserta con i sindaci del litorale. Sullo sfondo, gli scontri di Castel Volturno. Kyenge: "Parole irresponsabili".

Il bigoncio, dall'interno, è proprietà privata del ministro. La sua forma tronco-conica e allungata favorisce l'ammostamento del ministro con l'uso di un lungo bastone, pigiandolo con il quale s'ammosta il ministro, per poi trasportarlo in trionfo a spalla. Durante il trionfo un migrante alle sue spalle ha il compito di ricordargli: "Ricordati quel bel fico che sei che un giorno appassirà!".
E tutto questo "sullo sfondo di una terra allo stremo dove sia bianchi sia neri si sentono abbandonati".
Ma con le parole di Alfano lo scontro si acuirà. Sicuramente.

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venerdì 1 agosto 2014

Renzi chiude e va in vacanza col botto al rientro

Fratelli, ecco come si può tramutare il
corpo di Renzi alla fine delle sue vacanze

Renzi: Italiani, #statesereni, andate in ferie anche voi e vedrete che al mio rientro ripartiremo col botto!

"Sblocca Italia... con svitol” - il famoso slogan del premier - e il rilancio dell'economia sotto i riflettori questo pomeriggio a palazzo Chigi. Ma il presidente del Consiglio Matteo Renzi parla anche della situazione delle riforme al senato. Renzi sostiene che "gli italiani possono andare in ferie tranquilli" perché entro la prossima settimana si concluderà questa prima tornata di riforme e a settembre ci sarà "una ripresa col botto". Il premier inoltre dichiara che non potrà garantire l'estensione del bonus di 80 euro, ma "ci proveremo". Comunque il bonus sarà garantito a chi già lo ha ottenuto. Hai capito, tecoppa? Due volte agli stessi e niente ai pirla! Sulle prospettive a breve termine Renzi afferma che "non ci sarà nessuna stangata perché le cose si stanno rimettendo in carreggiata".

E dopo Berlusconi, Prodi, ri-Berlusconi, Monti, Letta, non ci restano che le palle in salsa fiorentina.
Bene ragazzi, è ora di canticchiare insieme la canzoncina scacciapensieri di Piero Focaccia, quella che fa:
♫ ♫ Per quest'anno non cambiare
stessa spiaggia stesso mare
per poterti rivedere
per tornare per restare insieme a te
e come l'anno scorso
sul mare col pattino
vedremo gli ombrelloni
lontano lontano
nessuno ci vedrà vedrà vedrà ♫ ♫

Avremo un bel rientro a settembre. Avremo? Scusino lor lettori, avranno solo i soliti noti, quelli che in vacanza ci vanno da sempre. Per tutti gli altri, settembre (nero) è già arrivato.

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