martedì 26 agosto 2014

Calderoli ha la macumba in corpo

Calderoli: "Non sono mai stato superstizioso ma dopo la macumba che mi ha fatto il papà della Kyenge mi è capitato di tutto e di più". Roberto Calderoli, intervistato dal settimanale Oggi rilancia le accuse rivolte al padre dell'ex ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge. "Sei volte in sala operatoria, due in rianimazione, una in terapia intensiva, è morta mia mamma e nell'ultimo incidente mi sono rotto due vertebre e due dita" ricorda l'ex ministro. Dopo le disgrazie che gli sono accadute nei mesi scorsi, l'ex ministro leghista lancia un appello al padre della Kyenge: "Forse è il caso di mandare un messaggio distensivo a papà Kyenge per chiedergli la revoca del rituale che mi fece".  

Papà Kyenge: “Cosa tu mi dare in cambio di revoca?”
Calderoli: “Tutto. Chiedi tutto. Non ce la faccio più”.  
Papà Kyenge: “Tu dire di sputtanare tu stesso, come ex ministro e come leghista?”
Calderoli: “È un prezzo alto ma posso provarci”.
Papà Kyenge: “Bene. Tu dire allora: io essere leghista superstizioso”.
Calderoli: “Sono un leghista superstizioso”.  
Papà Kyenge: “Sbagliare. Tu dire: io essere leghista superstizioso e orango padano”.
Calderoli: “Io orango padano”.  
Papà Kyenge: “Tu ora dire: io non essere orango. Troppo onorevole. Io essere porcello padano”. Calderoli: “Io sono senatore”.  
Papà Kyenge: “Porcello”.
alderoli: “Senatore e porcello”.  
Papà Kyenge: “Tu ora giurare: io mai più offendere oranghi”.
Calderoli: “Giuro”.  
Papà Kyenge: “Tu giurare su tue palle di porcello”.
Calderoli: “Perché?”  
Papà Kyenge: “Se non tu giurare su palle tue, palle tue come palle di porco. Tu volere questo?” Calderoli: “Giuro sulle mie palle”.  
Papà Kyenge: “Fare vedere”.
Calderoli: “Cosa?”.  
Papà Kyenge: “Tu fare vedere tue palle. Ce l’hai?”
Calderoli: “Mi vergogno”
Papà Kyenge: “Tu vergognare? Quando tu offendere nostra intelligenza e dignità tu non ti vergognare? Ora libera tue palle al mondo. Solo così io ti liberare dal malocchio macumba”.
Calderoli: “Magari una”.  
Papà Kyenge: “Tutte”.
Calderoli: “Ne tengo solo una ma mi vergogno”.  
Papà Kyenge: “Mostrare”.
Calderoli: “Magari mi giro”.  
Papà Kyenge: “Demacumbazione non funzionare se tu girare”.
Calderoli: “Ma guarda un senatore cosa è costretto a fare. Ah, se mi vedesse l’Umberto come son ridotto”.  
Papà Kyenge: “Basta. Io ora mi scocciare di tue palle. Basta più vedere”.
Calderoli: “Ah, meno male. Però posso descrivertele”.  
Papà Kyenge: “No, troppe palle tu raccontare a noi nel passato e ora. Tu non fare vedere palle, io non ti revocare malocchio di macumba. Così tu continuare a fare senatore con malocchio. A te succedere tutto: finire sotto un cavallo; cadere da scranno di senatore; tu avere sempre stranguria; tu fare pippe… ”.
Calderoli: “Baaasta, ti prego, ti scongiuro, farò tutto ma le palle no”.  
Papà Kyenge: “Bene, tu dimettere da senatore, poi tu andare a fare ‘nculo sempre se io ti levare malocchio di macumba. Tu d’accordo?”
Calderoli: “Assolutamente no!”.  
Papà Kyenge: “Allora non vero che tu volere pace. Tu così fare innervosire miei antenati”.
Calderoli: “No, è un prezzo troppo alto da pagare”.  
Papà Kyenge: “Prendere o lasciare”.
Calderoli: “Prendo, lascio, prendo, lascio, prendo, lascio, prendo, lascio, macumba, malocchio, orango, porcello, calderollo…”

Papà Kyenge: “Eh già, questo signore non ha capito che la sua superstizione è una forma di disordine psichico e comportamentale, sorta a causa di una enorme sbornia di potere celodurista, che lo induce a credere nel malocchio. Cazzi nostri”.

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