giovedì 18 settembre 2014

Una "mangiata culturale" nella Pinacoteca del Museo Civico di Termini Imerese

Quando si ha fame di Cultura non si bada a spese e non si guarda in faccia a nessuno!
Qui è dove sarebbe dovuto avvenire
il simposio, con mangiate, bevute, canti,
inni, danze e conversazioni d'alto livello
Cena nella Pinacoteca: provvedimento disciplinare per il personale del Museo. E i veri responsabili quando pagheranno?
Scritto da Redazione
Mercoledì, 17 Settembre 2014 18:05

Ci sono già le prime "vittime" della cena privata tentata all'interno della pinacoteca del museo civico giorno 2 settembre. Sono il personale del sito, che hanno subito un procedimento disciplinare da parte della dirigenza comunale, a quanto pare colpevoli solo di avere permesso ad estranei di riprendere quanto stava accadendo lì dentro, cioè che si stava imbandendo un banchetto privato per 100 persone. Ma chi ha "osato" violare con telefonini, fotocamere e cineprese un luogo in quel momento così "sacro"?

Una era Emanuela Sinatra, consigliere comunale del Movimento 5 stelle; l'altro era il cameramen di TeleTermini, nota web tivù locale. La loro colpa? Avere documentato e fatto conoscere ai cittadini quanto stava accadendo in quel momento al museo. E così, proprio come ai tempi di Tangentopoli (ricordate?), la colpa non è di chi ruba (in questo caso, di chi ha autorizzato la cena privata in un luogo pubblico), ma di chi permette ai cittadini di conoscere cosa sta succedendo. Sinatra, come consigliere comunale, aveva tutto il diritto di accedere ai luoghi pubblici e documentare cosa sta succedendo; il cameramen rappresenta la stampa, il "quarto potere", il "cane di guardia della democrazia", spesso vituperata, messa al bando, vista dai potenti come fumo negli occhi, proprio perché fa conoscere ai cittadini, al popolo sovrano le nefandezze (ma anche le note positive, of course) dei potenti di turno. Del resto è stato permesso a chiunque di fotografare a tutto spiano, durante i matrimoni, feste e manifestazioni varie la pinacoteca con flash e potenti fari. In realtà, proprio come le corna, "si fa ma non si dice", perché è sempre meglio che i cittadini non sappiano, per permettere ai potenti di turno di fare i propri comodi. Eppure era stato Salvatore Burrafato, appena rieletto sindaco, a promettere un'amministrazione trasparente, un palazzo di vetro. Adesso invece vengono sacrificati sull'altare del silenzio le prime vittime, il personale del museo. Però gli interrogativi rimangono ancora tutti. Accanto a quello fondamentale delle autorizzazioni, per sapere davvero chi ha autorizzato chi, e aspettare che subiscano i relativi provvedimenti sanzionatori, c'è ne è un altro, quello dei soldi, di quanto sarà costata ai cittadini la nota cena privata che, ricordiamolo, si è tenuta lo stesso al museo, ma nel chiostro e fino ad oltre le due di notte. È giusto allora che i cittadini sappiano chi pagherà (e quanto) gli straordinari ai custodi rimasti li fino a quell'ora così tarda, per soddisfare un interesse privato. Aspettiamo che il sindaco risponda. Lo chiedono i suoi elettori e la democrazia.
Questa storia di "mangiate culturali" di strane maggioranze destrecentrosinistredemocratiche termitane dipendono dall'immane apparato digerente di ogni banchettante, all'interno del Museo, che ha il compito di introdurre, digerire ed assorbire i principi nutritivi Museali e Altamente Culturali contenuti negli alimenti mischiati con l'Arte e consumati là dentro, eliminando successivamente i residui non utilizzabili per il proprio metabolismo - es.: quando non c'è sensibilità per il patrimonio culturale di una comunità, quando ci si crede al di sopra di tutto e di tutti, quando sostanzialmente si è ignoranti, i residui si rilasciano sotto forma di feci. - A volte, se questa tipologia di banchettanti ha fortuna, le feci reagiscono con profumi e olezzi accul-turati... non capite? Strano. Eppure, mangiare là dentro l'avete capito come si fa, eh, masnada di barbari!

Per quanto riguarda il pio desiderio di conoscere i nomi dei mandanti, eh, questa cosa si introietta in un'altra tipologia di cultura: l'omertà!
Ma non disperate, termitani speranzosi, continuate a girarvi da un'altra parte. I vostri esimi consiglieri, assessori e sindaco di maggioranza, lavorano per voi. Già, il sindaco: l'avrà denunciata questa vergogna?
La prossima volta mangeranno in trasferta... se solo la magistratura agisse di sua sponte col fervore culturale di cui dovrebbe essere pregna! Perché di un tentativo di reato si è trattato: lo stupro della Pinacoteca del Museo.

Ps.: chissà Sgarbi che ne pensa?

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2 commenti:

  1. Diceva Tinto Brass, che forse conosceva certi politici italiani:
    "Sul piano etico il culo è più onesto della faccia, non inganna, non è maschera ipocrita".
    Mi sembra inutile aggiungere altro.

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Heracleum