giovedì 13 novembre 2014

Napolitano è più confucio che persuacio


Giorgio Napolitano: "Luce nell'oscurità italiana".
Il Financial Times avverte l'Italia sui rischi del suo addio al Quirinale.

Il Financial Times sottolinea che “negli ultimi sei anni, Napolitano è stato cruciale per la stabilità politica dell’Italia”. In un periodo di crisi nera, ha fatto “tutto quanto era nei suoi poteri costituzionali per assicurare le dimissioni di Silvio Berlusconi come primo ministro. Se l’inefficiente Berlusconi fosse rimasto in carica ancora più a lungo, l’Italia sarebbe caduta in un precipizio – e come avrebbe potuto l’euro sopravvivere? Ad aprile 2013, Napolitano, contro la sua stessa volontà, ha accettato di essere rieletto al Quirinale. Ancora una volta, ha posto le esigenze della Nazione prima delle proprie”.
“Si sentirà molto la mancanza della saggezza del presidente, del suo coraggio e del senso di responsabilità pubblica, in Italia così come all’estero. Il forte senso del dovere è il motivo per cui Napolitano, come Ciampi, è una figura così rispettata”. Con Ciampi, poi, l'Italia aveva imparato a cantare l'inno specialmente durante le partite della nazionale. Ed è stato un grande passo culturale in avanti.

Ci mancheranno molto le sue firme, i suoi moniti, i suoi discorsi di fine anno e le sue testimonianze sulla trattativa stato-mafia.
E come un guerriero della luce che nell'oscurità italiana fa capolino come faro-guida,  così Napolitano ci abbandona al nostro destino segnandoci indelebilmente con quella sua saggezza che sorprende perfino lui. La sua fede in Renzi è sorprendente. E dopo essersi assicurate le dimissioni di Berlusconi, ecco che lo annoda al giovine fiorentino arrogante renzino. Un presidente dalle molte stagioni fuori stagione. Come un vero padre, colpisce e perdona. Sa il significato di patria. E comprende il significato della lode che il Financial Times traccia sulla sua persona. Solo il Financial non ha compreso un kaiser della politica italiana: a loro basta descriverla come oscura. Il Financial, portavoce di oscuri desideri esteri. Egli è stato il pegg... ehm, il miglior presidente della storia repubblicana italiana, secondo i sondaggi grilleschi, ma lui non porta rancore. Il Financial Times trema all'idea che il nuovo presidente possa essere un napolitanicchio qualsiasi non all'altezza del suo predecessore. Perché non farne uno più filotedesco? Oltre: uno filoamericano più più più.

"Allora il guerriero della luce nell'oscurità, ringrazia tutti quelli del Pd e loro sodali, per averlo costretto suo malgrado a rinnovarsi ancora come presidente, ringrazia tutti i corazzieri e perfino Crozza per averlo tenuto in vita, tira un sospiro di sollievo e, un attimo dopo aver superata la soglia che dal Quirinale porta alla libertà, pronuncia un ultimo monito: "M'avete scassata la uàllera in tutti questi anni. Andate a fanculo, guagliò!".

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2 commenti:

  1. Mi piace questo Financial Times, un giornale in possesso del verbo.
    Bisognerebbe chiamarlo Infinocchial Times.
    Questi angloscassacazzi è ora che si tolgano di torno.
    Siamo stanchi delle loro cretinate neo-colonialistiche.

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Heracleum